Come condurre l’analisi sulla scrittura di un calligrafo/a

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Come condurre l’analisi sulla scrittura di un calligrafo/a

L’analisi grafologica di una persona che lavora con un corsivo artistico, artefatto, curato nei particolari per essere bello, esotico rende molto difficile lo studio della scrittura così artefatta, soprattutto perché si tratta di u prodotto puramente artistico lontano dal personale, fatto spesso su richieste esplicite di forme e dettagli indicati dal cliente.

Eppure anche una grafia così controllata, misurata nei dettagli può essere oggetto di analisi e può dirci molto di colui che l’ha scritta.

Il lavoro di valutazione è più difficile ma non impossibile.

Chi ha come intento quello di rendere le lettere, le parole e le frasi artisticamente eseguite lo fa per creare uno scritto antico, dal sapore ormai dimenticato ma che sa di tradizione, di bello e di storico, e devono essere seguito con estremo controllo sullo scritto dei canoni predisposti ed artefatti per la ricerca del bello e dell’esteticamente armonioso.

Ci sono due tipi di calligrafi: quelli che creano una scrittura stile gotico o medioevale, con caratteri antichi ma che oggi appaiono inusuali, insoliti e pertanto completamente artefatti, inventati, diversificati dalla scrittura corrente.

Tali scritture sono talmente ben elaborate che sembrano impresse a macchina e non creati a mano e questi sono le scritture dei calligrafi più difficili da decifrare ma hanno comunque un fondamento psicologico: quello di trovare un modo per estraniarsi dalla realtà.

Perché dietro quelle regole ferree nascondono tutta la loro fragilità ed il bisogno di separarsi dal mondo e da non rimanerne coinvolti, spesso fanno anche scelte di vita fuori dal comune perche unirsi alla massa da loro il senso di perdita dell’individualità.

Di seguito l’esempio di uno scritto con tali caratteristiche.

 

 

Ed è così per tutti coloro che si conformano eccessivamente ad uno stile ormai desueto, più di valore storico e artistico che personale, ma per i calligrafi di puro stampo grafico/antico il bisogno di ripararsi e proteggersi dagli altri è più una necessità che un dovere imposto dal tipo di lavoro scelto.

E poi ci sono i calligrafi sempre cultori della grafia eseguita ad arte ma che ci tengono a mantenere, sempre con le dovute cautele e nel rispetto delle distanze dagli altri, una certa impronta personale, una caratteristica che li distingue e li differenzia dagli altri, perché in fondo l’anticonformismo eccessivo è la medesima cosa vista al rovescio del puro conformismo, di mezzo non ci sta mai una persona che si sente completamente se stessa, pur rendendo la loro grafia eccessivamente ricca di abbellimenti e quindi artefatta.

Una gentile calligrafa mi ha fatto dono della sua scrittura che espongo di seguito.

Lo scritto mi è giunto con una busta normale ma vergato su una carta pergamenata, delicatamente profumata e la lettera era protetta da una velina con un dolcissimo post che indicava i nostri nomi ed un cuore, un gesto di pura generosità fatto col cuore senza secondi fini, un rarità.

Inoltre il tutto dello stesso colore cipria delicato come se completasse il salto nel passato dove l’attenzione di certi particolari aveva ancora un profondo valore di rispetto e considerazione.

Il colore ed il profumo, la delicatezza con cui è stata conservata la lettera e la grafia denotano un tocco estremamente femminile e di gusto molto raffinato.

Questa attenzione ai dettagli ed alla cura dei particolari di bellezza riferiti a quei canoni che ormai non si ritrovano più oggigiorno, dove anche gli inviti di una certa importanza sono mere riproduzioni stampate.

Invece qui ritorna l’amore per il classico per l’intramontabile e per ciò che sarà eternamente bello ed esteticamente affascinante.

A contorno di ciò lo scritto è stato eseguito con una penna stilografica di un blu evanescente, etereo, impalpabile a momenti.

Inoltre tale blu ha delle sfumature violacee, dell’indaco (l’ultimo colore dell’arcobaleno) segno di femminilità e sensualità esposta con candore e delicatezza.

Vi lascio anche il suo indirizzo e modalità di contatto perché se avete bisogno di creare un biglietto particolare, un invito unico nella sua redazione o una che possa rimanere nel cuore di una donna per sempre, potete rivolgervi a questa artista: Anna Izabela Szczęśniak e questa e la sua mail nel caso siate interessati a contattarla: izabelanna@gmail.com.

Di seguito l’esempio di un suo scritto da calligrafa, che credo che abbia eseguito mettendoci anche parte della sua personalità, ma il gesto impostato per il bello nella grafia non può essere abbandonato con un tocco di bacchetta magica e quindi fa parte esso stesso del personaggio.

 

 

Vediamo come è possibile analizzare lo scritto di chi con la scrittura riesce a creare uno stile artistico più che personale.

Già ho anticipato che spesso la necessità del calligrafo è quella di nascondersi dietro delle forme che gli piacciono, altrimenti non ci si dedicherebbe con tanto impegno, ma che non gli appartengono, facendole diventare però proprie perché le ritiene non solo belle ma vicino alla perfezione, ciò che probabilmente manca alla persona scrivente, il senso di completezza e di sentirsi perfetta, non mancante o carente in qualche cosa.

Una pienezza di sé che viene ricercata al di fuori della propria persona sino a farla diventare parte di se stesso.

Come in tutte le mie analisi per prima cosa valuto la presentazione, poi il colore usato e l’uso dello spazio sul foglio e come viene gestito all’interno del testo.

Riporto di seguito uno studio del professor Del Longo sul significato del colore blu.

 

 

Il significato del blu nel test di Lüscher

 

 

Per quanto riguarda la scelta del colore blu faccio riferimento alle teorie formulate da uno studioso, il Dr. Lüscher, sul significato dei colori, in tal caso il blu è stato scelto nella sua tonalità più leggera e delicata, l’azzurro violaceo, che ricorda il colore del cielo vero l’imbrunire, il colore dell’indaco, l’ultimo colore dell’arcobaleno che non sempre si vede, la posizione alta del sistema che appartiene al pensiero, all’intelletto, alla creatività ed alla fantasia.

Inoltre il blu tendente all’azzurro è un colore insolito e vivace, differente dal formale nero,  meno cupo, tipico delle persone che si vogliono discostare dalla massa, che hanno voglia di compiacersi dei piaceri della vita e che amano il colore del cielo e della natura e tutto ciò che consegue quando i pensieri vengono lasciati liberi di circolare e viaggiare lontano.

Il cielo, la sua inconsistenza ed incorporeità permettono alle idee e passioni di trovare quello sfogo che sulla terra per mille motivi vengono frenate, limitate o deviate.

Il cielo permette questa forma di libertà ed il nostro scrittore ama perdersi in esso e volare con la fantasia e la creatività che certamente non gli mancano, come i segni stessi dimostrano e che di seguito metterò in evidenza.

Il più grande esperto italiano del Test dei colori di Lüscher il Dr. Nevio del Longo nel suo manuale [1] indica il blu come rientrante nella categoria dei colori fondamentali (con il verde, il giallo e il rosso) in quanto “stanno alla base di necessità fisiologiche e psicologiche.”

Lo studioso definisce l’uso del colore blu nell’adulto “come il colore che misura la qualità soggettivamente percepita del vissuto affettivo del vincolo primario (n.d.a.: quello con la madre originariamente e poi con gli altri da cui dipendiamo, con cui formiamo una famiglia o si costruisce una relazione stabile e duratura), pertanto la sua scelta evidenzierà, da un punto di vista psicologico, la capacità di stabilire vincoli, di appartenenza fiduciosa, di vivere l’affettività, di abbandono fiducioso, la capacità di lasciarsi andare, di amare e di sentirsi amato.

É il colore più regressivo (n.d.a.: allo stato primario dell’infanzia) e che esprime tutta la pienezza, la soddisfazione e la capacità di dedizione del rapporto primario.”

Prosegue l’esperto precisando che quando il colore blu viene eccessivamente prescelto (come nel nostro caso la scelta della penna del tal colore è stata volutamente ricercata) “allora abbiamo aspetti regressivi, dipendenza, indici orali (n.d.a.: risalenti alla fase orale: in psicoanalisi è la prima fase dello sviluppo psicosessuale del bambino, dalla nascita sino ai primi mesi di vita, in cui il piacere è derivato dalle labbra e dalla bocca, come nell’atto di succhiare al seno della madre) bisogno di rapporti fusionali o simbiotici, timore di perdere l’oggetto d’amore, (n.d.a.: che può portare anche alla) depressione.

Pertanto l’eccesso di blu può portare ad un pensiero ed atteggiamento convenzionale, ad un adattamento piuttosto passivo, rinunciatario, infantile, suggestionabile, oppure l’abnegazione ed al sacrificio assoluto per timore dell’abbandono.

Il blu “Rappresenta l’intelletto, la verità, la fedeltà, la costanza. Il blu è il colore della grande profondità, il principio femminile. Per i buddisti rappresenta il Cielo. E’ purificante ed è il colore dello spazio. Induce all’introspezione, alla sensibilità, alla calma e serenità.”[2]

Queste definizioni rispecchiano moltissimo le caratteristiche dello scrivente, caratteristiche che si ritrovano nella lievità del tratto leggero anche se non leggerissimo ed evanescente, e che col procedere della scrittura si fa sempre più leggero ed inconsistente come se la persona mentre scrive si lasciasse trasportare lontano dai ricordi e dai sogni viaggiando lontano e in ipotetiche realtà che avrebbe potuto vivere.

Come mostra infatti la prima immagine questa evanescenza, che traspare in tutto lo scritto, si accentua nell’ultima parola redatta, che risulta quasi come un saluto a ciò che lo lega di terreno per dar corso al suo viaggio misterioso e fantasioso della sua mente.

Il tratto comunque non è sempre evanescente, in alcuni punti è addirittura più marcato, sicuramente in tali punti anche la pressione diventa più incisiva.

Tale variazione che solitamente denota coerenza e della caparbietà di una persona che ama volare con la mente ma non si dimentica di rimanere ben stabile sulla terra ed impegnata anche in cose concrete, può essere in alcuni casi addirittura il segno di una forma di rimorso e rimpianto per quello che avrebbe potuto essere se la vita e le scelte fatte fossero state diverse.

Lo scrittore allora si trova in quei momenti in bilico su di un baratro che allo stesso tempo, esprimendo una dualità contrapposta, lo fa sentire padrone della sua vita ma da un’altra parte gli lega le gambe e lo fa sentire ancorato a terra incapace di spiccare il volo che tanto desidera fare.

Ritengo infine che il colore blu, con la sua essenza femminile, della solitudine pensierosa e riflessiva si combini perfettamente con il carattere di chi scrive, che è persona estremamente sensibile, empatica, che percepisce il senso della vita e le sue tante sfumature.

 

 

L’uso dello spazio

 

 

Lo spazio è organizzato in maniera artistica e le righe si susseguono mantenendo lo stesso ritmo come se fossero una poesia da cui promanano note musicali in lettere, bel legate da dei paraffi che si insinuano nelle righe legando le parole e creando una unione che da il risultato di un tutt’uno.

Ma il tutto è riportato verso sinistra, anche il saluto è leggermente spostato a sinistra mente la firma tende a destra.

 

 

 

Questo dimostra che la calligrafa ha un legame molto forte col suo passato e con la sua famiglia, nonostante si sia conquistata la sua indipendenza ed abbia seguito le sue passioni non senza lottare ed imporsi caparbiamente, infatti il fatto che la firma così estesa verso destra sia la sua soddisfazione interiore

Inoltre la sua grafia è leggermente pendente verso destra, segno del bisogno degli altri, di sentirli vicini e di sapere che ci sono al momento del bisogno.

L’amore per le cose belle, armoniose, naturali, come l’inchiostro applicato con un pennino come si faceva secoli fa….. sono tutti elementi che si deducono dallo sguardo in generale di questa scrittura che ci trasporta lontano, in un tempo che fu ma che può ritornare ogni volta che lo desideriamo e ci impegniamo  seriamente nella sua ricerca.


[1] Del Longo Nevio, Il test dei colori di Lüscher, manuale di diagnostica per l’età adulta, Franco Angeli, Milano, 2013, pag. 28-30

[2] Tratto dal sito: http://www.disinformazione.it/cromoterapia.htm#BLU

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