Come risolvere la comunicazione patologica

La comunicazione patologica
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La comunicazione patologica è quel tipo di non comunicazione adeguata o disfunzionale, inefficace al suo scopo, che non mette in collegamento mentale e cognitivo le persone e che non instaura rapporti relazionali basati sulla reciproca comprensione, siano esso di tipo sentimentale, che familiare, amicale o lavorativo.

La disfunzionalità è sempre tale da creare delle mancate interconnessioni e collegamenti inefficaci,  che non raggiungono lo scopo per cui sono stati realizzati e che non sono utili per tutte le parti coinvolte o appartenenti al gruppo familiare, lavorativo o relazionale.

Diversi possono essere i motivi che portano a tale disfunzionalità, ma il risultato è lo stesso in tutte le situazioni: le parti all’interno di un gruppo non interagiscono, non si scambiano pensieri ed idee come dovrebbero, non si armonizzano come sarebbe richiesto dalla finalità del gruppo stesso.

La disfunzionalità, che è sempre un fattore che contrasta e di contrappone all’efficienza della comunicazione deve essere risolto ed eliminato, in modo tale che le persone possano interagire adeguatamente, diversamente il gruppo o la coppia entra in crisi sino alla completa rottura.

 

 

I comportamenti che distruggono la comunicazione

 

 

Vi sono degli atteggiamenti che ostacolano, creano una barriera e pertanto bloccano una sana comunicazione e che trasformano l’eventuale dialogo non in qualcosa di comunicativo, ma in un’espressione di aggressività, data dalla tensione, dall’ansia, dal nervosismo, che crea arrabbiature e che innalza muri che molte volte, per questioni di principio o di orgoglio non vengono più abbattuti.

Evitare questi comportamenti è il primo passo per cercare di migliorare la comunicazione sociale.

Quando già ci sono delle problematiche all’interno del gruppo cercare di parlare senza arrivare ad uno scontro è molto importante, come è altrettanto essenziale non prevaricare su nessuna delle parti ma far sì che tutti si sentano trattati alla pari con eguale diritto di espressione, indipendentemente che sia accolto e condiviso dagli altri.

Vi sono degli atteggiamenti che vengono definiti i “blocchi della comunicazione”, proprio per la loro finalità di impedire che si realizzi in maniera produttiva ed equa.

Vediamo quali sono in genere gli atteggiamenti che bloccano la comunicazione e la impediscono nel suo estrinsecarsi in maniera positiva e produttiva di effetti benefici per il gruppo o la coppia.

 

Biasimare e Accusare: il rischio dell’Ipercriticismo

 

Inserire lamentele, delle critiche o delle accuse, magari le solite utilizzate nelle discussioni e che scatenano subito delle reazioni negative.

Molte discussioni più che comunicazione di una situazione di disagio sono soltanto uno sfogo di rabbia, in quanto si da per scontato che non ci si potrà far comprendere od ascoltare in maniera adeguata, allora prevenuti sul risultato lo diano scontato in senso negativo senza nemmeno provare ad ascoltare realmente e a parlare senza irritarsi.

Se già esistono all’interno del gruppo delle difficoltà relazionali, l’attacco non è mai il modo migliore di porsi sia per quello che si vorrebbe esprimere sia per quello che si deve ascoltare.

Quindi il modo più appropriato è mettere il rancore e la rabbia da parte e provare a parlarsi senza tensioni e nervosismi, dando per primi un buon esempio di concessione all’ascolto e disponibilità alla comprensione, l’altra parte di sicuro non potrà che regalarvi le stesse concessioni se sono sentite come veritiere e dirette ad una comunicazione produttiva e positiva.

 

Evitare le generalizzazioni

 

Generalizzare in un discussione porta spesso fuori tema, non da dei riferimenti certi e si tratta di pura contestazione e critica improduttiva ma che scatena la rabbia di chi sta dall’altra parte e per l’ennesima volta il “mai” ed il “sempre” diventano sempre più pesanti come dei macigni.

Quante volte in una discussione si utilizzano ad esempio “Non mi aiuti mai”, “non mi ascolti mai” “Sei sempre stanco”, “ ce l’hai sempre con me qualsiasi cosa faccia”.

Sembrano frasi banali, ma chi le sente ripetutamente alla fine si rende conto che qualsiasi cosa faccia sarà sempre un “mai” o un “sempre”, quindi si arrende prima ancora di dare una dimostrazione diversa ed accetta il disprezzo che spesso sta dietro a tali affermazioni come un fattore che non cambierà mai, nonostante gli impegni e nonostante i tentativi.

Sembra una banalità, ma generalizzare una critica è come creare un pregiudizio che non si scardina in nessun modo, dall’altra parte è avvertito come un ostacolo insormontabile che porta alla resa, alla consapevolezza che nulla potrà cambiare e che tanto è tutto inutile.

Inoltre hanno l’effetto di creare ulteriore tensione e rabbia, che si accumula a quella già provata e che fa diventare la situazione sempre più critica ed irreparabile, eppure chi usa tali frasi il più delle volte è inconsapevole degli effetti deleteri delle sue parole.

Ogni argomento va trattato con un riferimento specifico in modo da rendere edotto l’altro cosa è successo, quali sono stati gli atteggiamenti in particolare non tollerati o che hanno dato fastidio, in modo che si possa lavorare per risolvere le eventuali incomprensioni e crisi partendo da basi concrete, fatti concreti ed atteggiamenti precisi, determinati e con un riferimento temporale certo.

Il racconto dell’episodio concreto da la possibilità di analizzare inoltre il comportamento che crea problemi e che è ostacolo per la reciproca comprensione, fare dei riferimenti generici non porta alla precisa individuazione della problematica, non porta ad identificare con precisione le modalità scorrette ed è fortemente ostativo alla disponibilità comunicativa e alla sua realizzazione in maniera fruttuosa.

 

Il silenzio e la fuga

 

I problemi non si risolvono evitando di parlarne, facendo finta che non esistano, fuggendo dalla discussione o ignorare le contestazioni o i problemi esposti.

I problemi non si risolvono da soli col tempo, anzi aumentano, si ingigantiscono e creano delle vere e proprie barriere comunicative e risolutive.

Quello che all’inizio poteva essere una semplice incomprensione può diventare il monolite insuperabile che porta alla rottura definitiva, quindi mai sottovalutare le cose che non vanno e mai far finta di nulla sperando che passino col tempo così come sbolle la rabbia, perché la rabbia ed il nervosismo del momento può anche passare, ma il motivo che l’ha scatenato no, rimane nella testa della persona che lo ha percepito e rode sempre più in profondità come un tarlo.

Infatti non è certo un caso che nei momenti di esplosione della rabbia si vengano a riproporre situazioni del passato, mai risolte e date per assopite.

Così l’arrabbiatura del momento si trasforma nell’occasione per svuotare definitivamente il vaso d Pandora stracolmo di cose sottaciute o accantonate, complicando anche la discussione perché quando c’è troppa carne sul fuoco è difficile essere obbiettivi ed analizzare il problema del momento dato che tutti i problemi vengono riportati a galla e non si sa più da che parte prenderli.

Quindi è meglio affrontare sempre il problema quando si propone, in modo da non lasciare strascichi o residui irrisolti che covano e crescono nel sottaciuto dell’abitudinarietà.

 

Cambiare argomento

 

Cambiare argomento durante una discussione ha lo stesso della fuga, solo che anziché andarsene ed abbandonare il campo si cambia argomentazione, si parla d’altro, si svia il dover affrontare la materia dolente del contendere.

Anche in questo caso, evitare il problema non lo risolve e chi sta discutendo per avanzare delle ragioni si sente non solo messo da parte ma addirittura rifiutato, come se le sue ragioni non fossero idonee o valide per essere ascoltate, come se la sua rabbia non fosse importante, il che porta a dei risentimenti e delle rancorosità che col tempo tendono ad accumularsi e ad esplodere spesso tutte nello stesso momento.

Le esplosioni di rabbia immotivate non lo sono mai veramente, nascono da accumuli di tensione e di rabbia mai sfogati e mai affrontati, così alla prima occasione in cui si perde il controllo la reazione è ovviamente eccessiva e fuori luogo, ma solo perché non è stata considerata a suo tempo.

Ecco perché è importante affrontare i problemi sul loro sorgere, quando vengono proposti e quando emergono delle difficoltà, tutti i metodi di sviamento non fanno altro che aumentare le incomprensioni l’impossibilità di comunicare costruttivamente e di far crescere il rapporto come dovrebbe.

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