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Si sa che con l’età il corpo perde elasticità, funzionalità ed anche il cervello perde naturalmente parte del suo sistema cognitivo e percettivo oltre che la memoria.

Ma come contrastare tale decadimento?

Una vita sana, passeggiate, buoni amici (da evitare quelli nocivi), tanta lettura e tanta scrittura.

Non potete immaginare quante parti del cervello attivate e mantenete in forma scrivendo ogni tanto in corsivo, su un diario, degli appunti e magari una lettera …. si è persa l’abitudine delle lettere ma quanto piacere vi farebbe riceverne una? non è forse vero? Perché capite che anziché il solito messaggio o telefonata qualcuno ha avuto la premura di concedervi del tempo e delle modalità speciali.

Quindi se volete far colpo su una persona che vi interessa e volete recapitargli un invito perché non gli mandate una bella letterina con spiegati magari anche i motivi che vi hanno spinto a quel gesto.

Tornando alla questione oggetto del presente articolo, nell’anziano molte delle funzioni cognitive vengono a perdersi, in proporzione tanto più velocemente con meno si utilizza la mente: per leggere, pensare, scrivere, fare calcoli, progettare … dedicarsi ad una nuova passione, ad un nuovo studio, che so imparare a conoscere la grafologia  con un corso personalizzato …

Mantenere attivo il cervello con qualunque sistema è il modo migliore per mantenersi giovani e reattivi, forse la tonicità del corpo non sarà più la stessa ma una mente lucida vi renderà più giovani dell’età che portate.

 

I decadimenti cognitivi

 

I processi cognitivi riguardano l’abilità nel mantenere l’attenzione, la lucidità, la rapidità di risposta, la capacità di problem solving, la memoria, il linguaggio fluente, il ragionamento e la logica attiva.

Se non vi sono patologie ed uno stile di vita sano il decadimento cognitivo è molto più lento e gli effetti si vedono in ritardo rispetto a quello dei coetanei che hanno una condizione fisica o psichica diversa e maggiormente debilitante.

Per tale motivo è molto importante che lo stile di vita sia mentalmente attivo e ciò avviene solo stimolando il cervello con esercizi, studi, letture, progetti, idee e mettendo in pratica le passioni accantonate da troppo tempo.

Oltre a questo importantissimo è mantenere una rete relazionale attiva e creativa, una ricerca di nuovi gruppi di amici o situazioni stimolanti; una socializzazione pro-attiva mantiene attiva la persona oltre ad allontanare il decadimento mentale può contrastare condizioni psicologiche negative come l’ansia, il senso di abbandono, il senso di inutilità e di incapacità, la depressione,  il malessere generalizzato ed il malumore tendenti a ridurre costantemente ogni stimolo vivacizzante e quindi a condurre ad una vita solitaria, sedentaria e poco stimolante.

 

La plasticità cerebrale

 

Studi recenti hanno dimostrato che, anche in età avanzata, il cervello è plastico, cioè malleabile, reattivo, capace di evolversi, svilupparsi e compensare altri deficit e soprattutto può aumentare le sue capacità funzionali grazie ad un  buon potenziamento cognitivo ottenuto attraverso esercizi che mantengono attiva la mente e la memoria.

Questi studi hanno permesso di superare la vecchia concezione che considerava il cervello come il sistema che ad una certa età, variabile per soggetto, si deteriorava e degenerava inevitabilmente senza possibilità di recupero.

Quindi anche in età avanzata si possono imparare cose nuove, si può tornare a studiare, si possono riprendere attività o passioni lasciate per gli impegni quotidiani o per mille motivazioni.

Questo concetto di plasticità cerebrale è stato proposto da Baltes nel 1987 all’interno di un esperimento che riguardava l’approccio dell’arco di vita (Life-span psychology) e si rifà all’assunto che anche in età avanzata l’individuo è in grado di apprendere cose nuove utilizzando le abilità e le conoscenze che già possiede potenziandole in modo da compensare quelle ormai deficitarie.

Dunque, anche dopo i sessantacinque anni il cervello è plastico e può incrementare il funzionamento cognitivo.

 

Il gioco può aiutare la memoria

 

Per fare in modo che la mente resti allenata deve fare operazioni di confronto, associazione, elaborazione, assimilazione, classificazione, seriazione e rappresentazione.

Tutte operazioni che possono essere realizzate semplicemente giocando in compagnia.

Pensiamo ad esempio al gioco delle carte che sviluppa memoria e capacità di prevedere le mosse degli avversari, quindi l’abilità di problem solving.

Lo stare insieme, il condividere le situazioni è già di per sé stimolante se poi ci mettiamo anche la possibilità di esercitare la mente divertendosi non c’è niente di meglio e di più efficace.

Non c’è bisogno di fare chissà quali attività terapeutiche se non è strettamente necessario per motivi medici, basta un gioco semplice, una buona compagnia è il potenziamento è fatto.

Un tipo di gioco utile al potenziamento cognitivo è chiamato l’Esercizio di Barrage.

 

 

L’esercizio di Barrage

 

 

 

 

L’esercizio di barrage è un semplice gioco fatto con le lettere o coi numeri e serve per aiutare la memoria e la capacità di visualizzazione.

Di seguito è spiegato come può essere svolto un semplice esercizio di Barrage all’anziano per sollecitare l’attenzione selettiva[1]:

  1. a) Creare con word un foglio in cui scriverete tutte le lettere dell’alfabeto messe a caso, ma disposte linearmente in modo preciso (come nell’immagine di questo articolo sono disposti i numeri), è importante che i caratteri siano ben chiari e grandi, per esempio potete usare il carattere Arial, in grassetto e col calibro 32, e che ci sia abbastanza spazio fra di loro.
  2. b) Stampate un foglio dove avrete creato tante serie di lettere miste tutte in maiuscolo, fate la stessa cosa con le lettere tutte minuscole e poi create un terzo foglio di lavoro dove alternerete lettere maiuscole a lettere minuscole.
  3. c) Ponete il primo foglio davanti all’anziano, sopra di un tavolo ben illuminato, dotatelo di un pennarello colorato in modo che non si confonda col colore delle lettere stampate e chiedetegli di barrare soltanto la lettera G, per esempio. Spiegategli bene che dovrà barrare tutte le G che troverà scritte nel foglio.

E’ importante che non faccia una vera e propria barra davanti alle lettere, ma che ci faccia un segno circolare intorno. in questo modo, risultano più evidenti le lettere barrate rispetto a quelle non barrate e si crea meno confusione nel comprendere se le ha segnate in modo giusto o errato.

Un certo spazio fra le lettere eviterà che l’anziano copra quelle adiacenti per segnare la lettera richiesta. Inoltre il gesto tondo è un gesto che è rieducativo della scrittura e della visualizzazione spaziale più della linea in quanto comporta la capacità organizzativa dello spazio, infatti il cerchio deve essere fatto perfettamente in tondo alla figura da identificare quindi richiede una certa abilità nel visualizzare, programmare e gestire lo spazio sul foglio anche se ristretto.

  1. d) Controllate che abbia trovato tutte le G, se ne ha saltata qualcuna, fategli notare che ce ne sono ancora. Se fa difficoltà, segnalategli la zona in cui sono presenti le G non barrate. Solo come ultima opzione, fategli notare dove sono le G non trovate. Notate se ha confuso le G con le C o ha fatto altri errori percettivi e cercate di comprendere s e il motivo è fisiologico, (non vede in modo preciso le lettere e quindi bisognerà stamparle ancora più grandi) o percettivo (confonde alcune lettere) o di memoria.
  2. e) Dategli un pennarello di colore molto diverso dal precedente e fategli trovare un’altra lettera, nello stesso foglio,  ripetendo lo stesso iter appena descritto.
  3. f) Passate al secondo foglio, quello con le lettere minuscole e scegliete una lettera diversa da quelle precedenti, chiedendogli di barrarla. Continuate come al punto d) e al punto e).
  4. g) Passate al terzo foglio seguendo le indicazioni del punto f)

La stessa cosa si può fare con i numeri, creando sempre un foglio con tutti  numeri in ordine casuale, proprio come nell’immagine.


[1] Indicazioni tratte dal sito: http://www.laurapedrinellicarrara.it/argomenti-di-psicologia/psicologia-dell-anziano/stimolare-lattenzione-nellanziano/

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