Cosa sono le “code di volpe” in grafologia

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Vengono chiamate “code di volpe” quei segni che emergono nelle scritture alla fine del rigo quando lo scritto procede oltre nonostante sia troppo vicino al margine e non andando a capo si trascina verso il basso  con un movimento discendente, formando un tratto scritto che ricorda la coda di una volpe rivolta verso il basso.

Il significato di tale segno va sempre comparato con altri segni dominanti della scrittura, però sicuramente prevale nelle scritture delle persone depresse o gravemente depresse o che hanno forti scompensi umorali o che hanno dei momenti di perdita del senso della realtà e di ciò che stanno vivendo.

Quando indica uno stato depressivo piuttosto grave rimanda ad un pensiero negativo, di totale disinteresse alla vita, disinteresse ad altre attrattive, passioni attività, molto spesso rimanda anche al pensiero suicidario.

Se poi la sua presenza è contestuale ad un andamento discendente del rigo, cioè che anziché procedere con una linea diritta, discende verso il basso, spesso destrutturando lo scritto stesso, in tali casi la situazione è particolarmente grave e deve essere immediatamente seguita da personale medico specializzato.

Se è presente con altri segni grafologici che non rimandano ad una condizione di depressione ma di mancata gestione e controllo dei propri impulsi, con aspetti di aggressività,  il rigo a coda di volpe implica la tendenza all’invadenza e dominanza sugli altri, a non saper moderare il proprio temperamento ( in questo caso sanguigno ) e contenere le proprie reazioni emotive.

Le scritture di seguito riportate ne espongono diversi esempi.

Nella prima immagine sono evidenziati i due momenti di caduta del rigo verso il basso, mentre nella seconda scrittura la caduta di rigo riguarda tutte le righe scritte, così come succede nella scrittura che viene riprodotta di sotto.

Rilevare in una scrittura tale segno è di per sé un indizio da non sottovalutare, se poi l’intera scrittura viene eseguita con la ripetitività e costanza della caduta a mo’ di coda di colpe la situazione psicologica è sicuramente grave e da tenere sotto stretta osservazione.

Per le persone malate di depressione l’esistenza diventa qualcosa di insostenibile, un’angoscia che non ha rimedio o soluzione, anche il solo vivere quotidiano diventa un tormento, pertanto anche il  desiderare di porre fine a tale sofferenza è la motivazione di un gesto che per gli altri può apparire assurdo, inspiegabile, inaccettabile.

I segni che evidenziano il disturbo depressivo sono la discendenza nell’andamento del rigo, la scrittura che cede verso la fine del rigo (chiamata coda di volpe), la pressione disomogenea, non uniforme, un calibro piccolo, una scrittura Lenta, Disordinata, Confusa, Tentennante, eccessivamente arrotondata e con Largo Di Lettera Sopra Media, occhielli incompleti o interferenti, “m” e “n” ad arco.

Segni che contraddistinguono un disagio interiore e la difficoltà nel gestire emozioni e rapporti umani.

Alto grado di Pendente con Stretto tra Parole e Disordinata sono segni caratterizzanti l’impulsività, la mancanza di controllo delle proprie emozioni e reazioni, la mancanza di considerazione per le conseguenze delle proprie azioni“. [1]

Anche una grafia eccessivamente rigida ed impostata può essere il sintomo di una difficoltà interiore di separarsi dalle norme sociali per raggiungere una individualità e personalizzazione, che caratterizza e contraddistingue l’essere umano rendendolo unico e particolare.

La scrittura che cade, che discende senza più reggersi sulla linea base del rigo indica il sentimento della negazione del Sé, la mancanza di interesse nel fare o vivere le cose, la vita stessa o gli interessi, cedendo il rigo e come se la mano che sostiene la penna, il braccio e la mente che dirige il tratto non abbiano più interesse in quello che stanno facendo portando tale tipo di confusione sulla scrittura.

Se si rileva la mancanza di altri elementi che confermano la condizione depressiva, che va pertanto esclusa, allora il procedere oltre il margine nonostante sia terminato lo spazio del margine può indicare anche una resistenza a ciò che è inevitabile e non gestibile, il desiderio di superare tale barriera e di andare oltre.

Quale sia la motivazione scatenante un tal gesto va sempre ricercata nella scrittura letta nelle sua interezza, e valutata l’esistenza di altri segni od elementi che possano dare una risposta.

Certamente nello scrivente ci sarà una contraddizione, una conflittualità che non riesce a risolvere e che rasenta la possibilità del tormento.

Come ogni segno che indica una determinata condizione emotiva e psicologica va valutato nella sua quantità, qualità, intensità e dominanza anche proporzionale visto in confronto con l’intera scrittura.

Una sola coda di volpe può essere un pensiero conflittuale ancora non risolto dello scrivente, un pensiero che destabilizza e che porta ansia e turbamento.

Diverse code di volpe o una scrittura che termina con detta modalità è una scrittura che segnala una condizione psicologica particolare, morbosa e patologica e quindi è il caso di ricercare le cause di tale condizione con l’aiuto di un professionista clinico competente.


[1] Pensiero tratto dal manuale di Francesco Rende “Grafologia tecnica di personalità”, e.books.

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