Cos’è il disaccoppiamento consapevole

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La si potrebbe chiamare: moderna separazione, separazione non definitiva, separazione 2.0, separazione che consente ancora di avere dei punti di condivisione amicale, professionale oltre alla gestione della crescita dei figli.

Si è separati ma non del tutto, non definitivamente, forse una fase intermedia che permette ad entrambi gli ex coniugi di prendere coscienza della fine del loro matrimonio con più tempo.

Cosa che non si potrebbe verificare in Italia dato che ci vogliono anni per separarsi definitivamente, prima c’è la separazione che se va bene è solo consensuale, altrimenti seguono anni di lotte interinali nei Tribunali, e poi dopo 3 anni il divorzio.

In America basta un accordo e due firme ed in 5 minuti si può porre fine ad un matrimonio, forse è per questo che i due personaggi hanno bisogno di tempo per prendere coscienza della fine del loro matrimonio.

In Italia la maggior parte degli ex coniugi alla fine del loro matrimonio ci arrivano ci arrivano dopo guerre sanguinarie a costi spropositati, tutto a favore degli avvocati divorzisti e non certo alla serenità e tranquillità di chi si vuol separare.

Perché dichiarare il fallimento di un progetto d’amore non è cosa facile e non tutti reagiscono allo stesso modo, soprattutto se lo hanno subito.

 

 

Tale termine innovativo è stato inventato da Guinet Paltrow che così ha voluto giustificare la sua recente separazione dal marito Chris Martin, il frontman dei Coldplay, avvenuta 4 anni fa, che pur dichiarando la fine di un matrimonio non vuole determinare la fine di un rapporto di reciproco sostegno ed aiuto, una cosa diversa e che va oltre alla necessità di condividere gli aspetti che riguardano il loro ruolo di genitori di due figli.

Come se la divisione non fosse netta, definitiva, ma il sentimento e l’affinità che comunque li lega rimanesse a testimoniare l’impossibilità di chiudere definitivamente con una persona.

Cosa che forse succederà col tempo quando entrambi si innamoreranno di altre persone e vorranno avere la necessità di sentirsi liberi dal precedente impegno per crearne uno nuovo.

Infatti di recente l’attrice si è risposata e dubito che continui a definire nello stesso modo il suo rapporto con l’ex coniuge, almeno l’ultimo dei tanti.

Fino ad ora questa separazione netta viene percepita come qualcosa di troppo repentino e drastico quindi si utilizza una via di mezzo, un rapporto non definitivamente sciolto, o come l’ha definito l’attrice un “conscious uncoupling”, cioè un disaccoppiamento consapevole.

 

 

Prima di loro un’altra coppia, Demi Moore e Bruce Willis, era riuscita a realizzare una separazione amichevole, civile, dove entrambi gli ex pur vendo vite sentimentali diverse erano rimasti amici e supporto reciproco, e come loro tante altre coppie famose.

La separazione civile e collaborativa non è utopia, certo deve essere decisa da entrambi consapevolmente, per far sì che l’uno non subisca la decisione dell’altro non condividendola, sentimento che non può che lasciare degli strascichi emotivi negativi, di rabbia e risentimento.

 

Gli ex in ottimi rapporti fanno bene ai figli

 

Inutile precisare che se gli ex che siano anche genitori vanno d’accordo, mantengono dei rapporti civili se non addirittura amichevoli e collaborativi questo non contribuisce soltanto alla serenità degli stessi, che superano la separazione senza traumi, sensi di colpa e disagi, ma soprattutto ai figli, che vedono i loro genitori non più vivere sotto lo stesso tetto ma allargare la convivenza con altre persone, le cosiddette famiglie allargate, ed accettano la cosa con serenità, ma soprattutto non subiscono i drammi e le guerre che ogni separazione, anche la più civile, si trascina dietro inevitabilmente.

Se i genitori separati restano dei buoni amici imposteranno tra loro una relazione collaborativa nell’interesse dei figli, che non si sentiranno causa della loro rottura, come spesso capita ai figli di separati coinvolti nella guerra della separazione, e che non si sentiranno presi in ostaggio per ricatti e sensi di colpa.

Ovviamente come tutte le separazioni richiede impegno e grande disponibilità, si tratta di un passaggio difficile, non immediato, che richiede un duro lavoro personale ma soprattutto congiunto insieme all’ex partner.

Un impegno difficile ma non impossibile, soprattutto se si accetta la fine di un rapporto e l’impossibilità di cambiare le decisioni dell’altro quando ormai sono consolidate.

2 Comments

  1. Valeria ha detto:

    Già, più facile a dirsi che a farsi: è già buono se la separazione è collaborativa, pretendere anche che sia amichevole e serena mi sembra un po troppo, soprattutto per chi la subisce per presa decisione del partner ….

    • Infatti ha ragione cara Valeria, una separazione civile e serena è quella che finisce per volontà e desiderio di entrambi, che difficilmente si realizza, il più delle volte uno deve subire la decisione dell’altro.
      Però ci sono situazioni semplici in cui il subire è una condizione inevitabile e conseguente al mal comportamento di uno che giustifica la decsione anche per l’altro, e ci sono quelle drammatiche dove nemmeno il lasciarsi è facile e gestibile.
      Però le assicuro che se un uomo non la ama e non vuol stare con lei, anche se questo la fa soffrire, pensi che quest’uomo non la merita e col tempo, passata la bufera, lei si ritrova con la possibilità di trovare il vero amore, quello per cui vale la pena di finire la propria vita passeggiando mano nella mano con un vero uomo.
      Cosa che le auguro le capiti al più presto
      Marilena

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