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Con l’acronimo DSA – Disturbo specifico dell’Apprendimento viene definito un disturbo derivante da un deficit neurologico che causa difficoltà nell’esecuzione dei compiti di lettura e scrittura.

Per un approfondimento della conoscenza del DSA e delle possibili modalità di intervento e trattamento rimando ai link di interesse dei seguenti articoli che trattano tutti di questo particolare deficit.

Il deficit DSA

definizione e caratteristiche del DSA

i test diagnostici del DSA

segni precoci del DSA

consigli per i genitori che devono gestire il DSA

la reazione emotiva dei genitori alla notizia della diagnosi

consigli per correggere la disgrafia

Grafoterapia e rieducazione della scrittura

Neurofisiologia della Dislessia Evolutiva

le difficoltà dell’apprendimento scolastico in genere

come aiutare i bambini nei compiti a casa.

Con l’acronimo BES – Bisogni Educativi Speciali vengono raggruppati ulteriori deficit neurologici o semplici difficoltà nell’apprendimento scolastico non supportati da una specifica diagnosi medica o psicologica ma che comportano comunque delle difficoltà nel rendimento scolastico.

Tra i BES rientra anche il deficit ADHD – Deficit dell’Attenzione e dell’Iperattività, anche per questo disturbo lascio il link ad alcuni articoli che definiscono di cosa si tratta.

ADHD in età evolutiva

ADHD in età adulta

Trattamento dell’ADHD in età evolutiva ed adolescenziale.

Spesso tra gli addetti ai lavori, che dovrebbero essere adeguatamente informati, si utilizza l’acronimo BES riferendosi solo al terzo tipo di Bisogno Educativo Speciale individuato dalle norme per distinguerlo dal DSA e dall’ADHD ma impropriamente perché purtroppo quest’ultimo Deficit non ha ancora ricevuto un adeguato riconoscimento normativo che preveda delle stesse modalità di intervento come nel caso del DSA, questo a causa della varietà e molteplicità dei modi in cui si esprime tale difficoltà.

Ma questa non è una motivazione sufficiente per non incolpare un ritardo legislativo ingiustificato che è causa di drammi personali e famigliari lasciati allo sbando dal sistema scolastico e sanitario, il tutto a carico spesso delle sole forze ed energie delle famiglie.

La scuola stessa molto spesso, purtroppo, non è in grado di sollecitare i genitori in maniera adeguata e di riconoscere i deficit ch riguardano l’apprendimento, causando enormi disagi, allarmando i genitori quando non è il caso di farlo o non accorgersi adeguatamente della difficoltà in altri in cui l’intervento tempestivo sarebbe risolutivo dei tanti problemi che conseguono ai deficit personali.

Nelle scuole capita spesso di sentire espressioni di questo tipo: non è certificato, è un BES, oppure non è un BES, è un alunno disabile, o ancora ha la certificazione DSA, non è un BES.

Un aiuto per la comprensione dei vari deficit che si possono manifestare nell’ambito scolastico, i metodi preventivi e d’intervento, consigli pratici sia per gli insegnanti che per i genitori, si possono trovare nel mio manuale “DSA, ADHD, DOP ed altri BES” che potete trovare, ed acquistare, nella pagina delle pubblicazioni.

Non pochi docenti sconoscono addirittura le definizioni e le distinzioni introdotte con la Direttiva Ministeriale del 27/12/12 ed indicano spesso con l’acronimo BES solo quegli alunni che, pur manifestando un Bisogno Educativo Speciale (BES), non rientrano nelle misure previste dalla L. 104/92 sulla disabilità e dalla L. 170/10 sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA).

In realtà, però, anche gli alunni con certificazione o con diagnosi di DSA manifestano un Bisogno educativo Speciale, riconosciuto, però, in questo caso, anche da una legge dello stato.

Cercherò di fare un po’ di chiarezza attenendomi alle prescrizioni normative che sono in vigore attualmente.

 

 

La Direttiva Ministeriale

 

 

Gli alunni che presentano una richiesta di speciale attenzione, per ragioni molteplici ed eterogenee, sono in costante aumento e con sempre maggiore difficoltà da parte della Scuola a gestire situazioni del genere, per mancanza di fondi, per mancanza di strutture e materiale adeguato e per la mancata formazione di insegnanti qualificati a trattare i casi con deficit diagnosticati e non.

La Direttiva Ministeriale individua quest’area, per non dire lacuna, indicandola come svantaggio scolastico;  essa ricomprende problematiche e patologie diverse e viene definita come area dei Bisogni Educativi Speciali (BES).

Vi sono comprese tre grandi sotto-categorie:

  • la disabilità;
  • i disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici
  • svantaggio socio-economico, linguistico o culturale.

 

 

La disabilità vera e propria

 

 

Nella prima sottocategoria rientrano gli alunni con disabilità certificata ai sensi della L. 104/92,  soltanto nei casi in cui è stata emessa la certificazione medica di diagnosi del disturbo ed eventuale terapia trattamentale è prevista la presenza del docente di sostegno, per un numero di ore commisurato al bisogno.

Il tutto ovviamente dipende dal tipo di disabilità sia fisiche che psichiche che sono infinite e con troppe varianti per stabilire dei criteri standard.

Le uniche indicazioni mediche sono la diagnosi certificata della patologia o disabilità e l’eventuale prescrizione di sostegno decisa dal medico curante.

 

 

I disturbi specifici di apprendimento e i disturbi evolutivi specifici

 

 

La seconda sottocategoria riguarda i disturbi evolutivi specifici, la Direttiva chiarisce che in essa rientrano non solo i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), diagnosticati ai sensi della L. 170/10, ma anche i deficit del linguaggio, delle abilità non verbali, della coordinazione motoria, dell’attenzione e dell’iperattività (ADHD).

Solo per gli alunni con DSA è obbligatorio il ricorso ad un Piano Didattico Personalizzato (PDP) predisposto dalla scuola coordinandosi con il medico curante o l’equipe medica che segue il ragazzo, tenendo conto anche delle esigenze famigliari ed ambientali, l’utilizzo di strumenti compensativi e di misure dispensative che possano garantire il successo scolastico degli allievi.

 

 

Lo svantaggio socioeconomico, linguistico o culturale

 

 

La terza sottocategoria, infine, riguarda gli altri BES, cioè quegli alunni con svantaggio socioeconomico, linguistico o culturale.

In questo caso, pur non essendo in presenza di una problematica fisica o psichica, certificata o diagnosticata ai sensi di una norma primaria e specifica di riferimento, si rileva un bisogno educativo speciale, generalmente limitato nel tempo, dovuto a situazioni molteplici e contingenti, che sono causa di svantaggio e, pertanto, richiedono per un certo periodo una particolare attenzione educativa.

Si tratta ad esempio degli alunni di recente immigrazione, che non hanno ancora appreso la lingua italiana, oppure di allievi che si trovano in una situazione sociale, economica o culturale difficile, che comporta disagi molteplici nel regolare percorso scolastico.

Anche in questo caso, come previsto dalla nota ministeriale n. 2563/13 si può ricorrere, ma non è obbligatorio né prescritto, quindi lasciato alla disponibilità della scuola ed alla sua capacità e possibilità di procedere alla compilazione di un Piano Didattico Personalizzato ed a misure compensative e dispensative, qualora il consiglio di classe lo ritenga necessario per un certo periodo di tempo.

In questo caso non è un obbligo ma una decisione collegiale dei docenti, gravissimo errore perché si creano delle disuguaglianze di trattamento da Istituto ad Istituto.

21 Comments

  1. Antonio ha detto:

    Interessante……

  2. Simona Di Massimo ha detto:

    Molto interessante, avrei una domanda, se siamo di fronte ad un caso di dislessia, siamo di fronte ad un DSA e siamo obbligati a procedere alla compilazione di un PDP, ma questo PDP che prevede un’adattazione a livello metodologico ( metodi dispensativi e compensativi) necessita anche di un’adattazione a livello curriculare?

    • Buongiorno Simona,
      la Dislessia si presenta in diverse forme di gravità, vi sono delle forme lievi dove spesso l’aiuto di una grafoterapia anche di breve durata aiuta quanto basta a superare le difficoltà, senza intervenire sul programma scolastico, altre di medio o grave intensità richiedono sicuramente la certificazione, rilasciata da un medico che sia autorizzato, perché se ne possa tener conto nel programma scolastico che dovrà necessariamente adeguarsi alle esigenze del caso, come per esempio per la decisione di aumentare i tempi della consegna dei compiti oltre a condecede l’ausilio del pc, esonerare dalla lettura ad alta voce in classe ed altre modalità che vanno determinate sempre in base alla gravità e alla non possibile presenza di ulteriori deficit dello scolaro.
      Ogni caso è speciale perchè sia il deficit che il bambino/ragazzo possono presentare mille differenze tra loro e quindi la valutazione va fatta sempre adeguata al caso specifico.
      Vi sono forme di dislessia che spesso si accompagnano più all’idea di disagio del bambino e della non riuscita dei compiti che della difficoltà stessa rappresentato dal disturbo, spesso nei casi non gravi con qualche seduta di grafoterapia un buon investimento sulla autostima del piccolo il tutto si risolve adeguatamente senza il bisogno di ricorrere né ad una certificazione che è sempre più cara (!) né a modifiche dei programmi scolastici, magari con un po’ di comprensione da parte degli insegnanti…
      Difficile rispondere senza conscere il caso con casistiche che presentano mille sfaccettature
      Spero di esserle stata comunque di aiuto
      A presto
      Marilena Cremaschini

  3. ale ha detto:

    Nella mia scuola è giunta una diagnosi di disturbo oppositivo provocatorio con suggerimento di adozione di misure dispensative e compensative, risulta anche una valutazione di qi pari a 68 …il consiglio di classe ha proceduto alla redazione del pdp, non senza problemi, ma pur non essendo chiaro se rientri nei casi in cui è previsto che si faccia.
    potrebbe chiarire questo caso?

    • Ha perfettamente ragione cara Ale, perché la legge che ha consentito la certificazione dei disturbi del DSA e il conseguente adattamento del PDP nulla prevede per altri deficit, che forse sono ancora pià invalidanti, rientrerebbe quindi nei normali BES da trattare eventualmente con il supporto di un insegnante di sostegno.
      Spero di esserle stata utile
      A presto
      Marilena

  4. Roberta Poli ha detto:

    Grazie, gli approfondimenti risultano chiari ed interessanti. Sarei eventualmente interessata anche a corsi specifici online.

    • Buona domenica Roberta e grazie per l’apprezzamento,
      su Corsi Online può trovare tutti i corsi che svolgo, ve ne sono un paio specifici sul DSA e sui deficit in generale dell’età evolutiva, nei link indicati troverà i dettagli e tutte le informazioni sui costi e modalità di erogazione degli stessi, inoltre da grafologa, che fa grafodiagnosi e grafoterapie e rieducazione della scrittura, integro tali corsi anche con la possibilità di valuare nelle scritture dei bambini o nei disrgni i segni indicativi di diversi deficit e quali sono gli elementi da tener sotto controllo per poterli prevenire.
      Se è interessata ed ha bisogno di ulteriori chiarimenti mi contatti pure via mail, rispondo anche nelle festività come vede….
      A presto
      Marilena

  5. Katia ha detto:

    C’è un orientamento sui BES anche per alunni con certificazione di plusdotazione -gfited, dall’esperienza del Progetto “Education to talent” promosso dalla Regione Veneto. Ovviamente la plusdotazione certificata . In generale, queste capacità, unite ad uno sviluppo emotivo adeguato all’età anagrafica o a volte inferiore ad esso, possono causare problemi e disagi che andrebbero adeguatamente trattati da personale esperto e formato in questo ambito specifico, in quanto richiedono da parte della scuola e della famiglia l’attuazione di interventi ad hoc che tengano conto di queste peculiarità. Alcune scuole hanno stilato il PdP .

    • Sono perfettamente d’accordo con lei sig. ra Katia,
      il lavoro sui DSA ed altri deficit o disagi del bambino o del preadolescente scolastico non devono essere soltanto un problema a carico della scuola, per cui può bastare un certificato medico, che da valutazione clinica non può prevedere i mille interventi positivi di una rieducazione che altri esperti possono attuare, ma deve essere un lavoro di EQUIPE, che parte sicuramente dal lavoro degli insegnanti ma basilare è anche il lavoro dei genitori a casa e di esperti come il grafologo che attraverso una rieducazione che diventa anche grafoterapia, che abbia quindi un minimo di competenze psicologiche e d’intervento ad ampio raggio nella conoscenza del comportamento derivante dai disagi tipicizzati, da adeguate il trattamento su misura del bambino e non invece applicare un intervento spersonalizzato che può essere inadeguato al caso da trattare.
      Questi fattori sono evidenziati in altri miei articoli che trattano sempre dei DSA e dei disagi dell’infanzia o del tipo di insegnamento scolastico che tenga conto non solo delle difficoltà clinicamente accertate ma dei mille disagi che molti bambini patiscono perhé provengono da un ambiente famigliare inadeguato e negativo.
      Ecco perché ritengo che la presenza di un grafologo che sia anche grafoterapeuta e counselor specializzato nell’età evolutiva, esperto delle molte modalità espressive del bambino o del giovane e dei suoi disagi, che vano al di là della mera scrittura, sia più che essenziale.
      A tal proposito sto portando avanti un progetto con le scuole che sopperisca a tutte le carenze e difficoltà della scuola stessa, anche di tipo economico, a favore di un insegnamento che si completi il più possibile nella crescita non solo degli alunni ma che faccia “istruzione” anche a carico dei genitori, spesso dimentichi dell’importanza del loro ruolo.
      Se è interessata a conoscere il mio progetto ed aiutare la sua scuola a migliorare l’intervento in presenza delle mille difficoltà che variano da caso a caso mi contatti, sarei ben lieta di esporglielo o di esporlo al Dirigente scolastico.
      GRazie per il commento e la precisazione
      a presto
      Marilena Cremaschini

  6. Marina Consolaro ha detto:

    Dottoressa buongiorno.
    Se il Neuropsichiatra scrive ‘ non è possibile escludere F90.0 ‘ non sta però certificandolo, giusto?!?

    In questo caso, in presenza nella relazione di un F 80.1 disturbo specifico del linguaggio espressivo, stendo un Piano didattico per BES o per DSA?

    Lo chiedo perché il ragazzino andrà in Terza e la differenza è notevole tra i due strumenti in quanto le direttive sugli esami di stato e sull’INVALSI consentono solo agli allievi con PDP per DSA di poter avere compensativi e dispensativi, se non vado errata.

    Mi farebbe piacere una sua valutazione della Nota 1143 del maggio 2018.
    Grazie e buon lavoro.
    Consolaro dr.ssa Marina
    Referente d’Istituto per l’Inclusività – Istituto Maria Ausiliatrice – Varese – Infanzia, Primaria, Secondaria di Primo e di Secondo Grado e FP

    • Cara Dr.ssa Consolato questi neuropsichiatri invece di agevolarvi le cose ve le complicano in maniera veramente assurda… ha fatto una diagnosi ipotetica, che non è considerabile come diagnosi effettiva, e un’altra effettiva, ma entrambe non permettono l’applicazione della Legge 140 che ad oggi purtroppo è attuabile solo se viene certificato un deficit rientrante nella categoria dei DSA.
      Il disturbo F90.0 è in pratica il disturbo dell’iperattività e dell’attenzione, che non è stato escluso del tutto dal medico ma non diagnosticato quindi è come dire non è carne ma potrebbe essere pesce, mi perdoni l’ironia ma queste cose mi fanno molto arrabbiare perché queste modi superficiali di lavoro non consentono a voi di poter procedere con chiarezza, mentre l’F 80.1 è un disturbo espressivo del linguaggio, che non è Dislessia, ma una sottospecie di tenore più lieve, in quanto è limitata alla sola difficoltà espressiva del linguaggio, anche se ci va molto vicino, in entrambi i casi non si tratta di DSA ma di BES e come tali devono essere trattati.
      Credo che la nota a cui fa riferimento abbia compreso che la lacuna legislativa debba essere sopperita con un impegno alla comprensione ed all’adattamento da parte vostra alle varie esigenze o necessità che vi si propongno senza però offrirvi né i mezzi né gli strumenti, infatti chiude con una frase alquanto infelice: “le istituzioni scolastiche potranno, attraverso la condivisione della presente nota, operare neIl’ottica descritta di semplificazione, ottimizzazione delle procedure e valorizzazione della professionalità docente”…. si ma con che strumenti??? visto che non potete costruire mille programmi scolastici tenendo conto dei mille bambini e delle loro svariate personali difficoltà che frequentano la scuola, ma deve essere unico e poco variabile se non con una certificazione di DSA.
      Pertanto nel suo caso il bambino non potrà usfruire degli strumenti o delle dispense che sono invece riservate solo ai casi conclamati di DSA, ma superare l’esame come tutti gli altri e con le restrinzioni temporali e metodiche che spettano a tutti gli scolari esaminandi.
      Spero di averla aiutata, diversamente sono a sua disposizione
      Buon lavoro anche a lei
      Marilena Cremaschini

  7. Paola ha detto:

    Salve,
    un bambino con ADHD ha sempre diritto al pdp? E nel caso in cui gli venga rilasciato, è obbligatorio il sostegno a scuola?

    • Buongiorno Paola,
      purtroppo il Disturbo dell’Iperattività non gode gli stessi privilegi che invece hanno i deficit specifici dell’apprendimento o DSA, il cui riconosciumento impone alla scuola di adattare il programma scolastico in modo che venga considerato la particolarità del deficit, con tempi adeguati e spesso l’uso anche di strumentazioni adatte al caso.
      L’iperattività non incide sul piano scolastico e non gode di particolari adattamenti se non il fatto di essere considerato come tutti gli altri BES, situazioni che richiedono esigenze speciali e che purtroppo lasciano alla Scuola ed all’insegnante prevedere delle soluzioni per cercare di compensare il problema o contenerlo.
      Io consiglio di portare il bambino a dei corsi di rilassamento in modo tale da contenere la sua irruenza ed imparare a gestire i momenti di insofferenza con delle metodiche di rilassamento appunto e di auto-controllo e gestione dei momenti di maggior stress od ansia.
      Sperodi esserle stata utile
      Marilena

  8. Monica ha detto:

    Buon giorno,
    Sono la mamma di un bambino di 8 anni con adhd….ho avuto il permesso di usufruire della legge 104 e ho usufruito del congedo straordinario di 2 anni perché ho avuto molteplici problemi con la scuola….in prima elementare ho dovuto spostare il bambino da una scuola ad un’ altra ,è nella seconda ha frequentato le lezioni solo per 3 ore al giorno con un educatore pagato interamente da me perché l’ insegnante di sostegno non ha voluto spostarsi. Adesso il bambino frequenta la terza elementare e frequenta la scuola solo la mattino senza rientri,non può frequentare il doposcuola ed è sconsigliato farlo curare da una baby sitter tutto il pomeriggio con la sorella . Mi chiedevo se adesso che devo tornare a lavoro oltre ai tre giorni della 104 ,se posso avvalermi dei diritti della legge 170 , la quale dice che ho diritto ad un orario lavorativo agevolato visto che i bes della adhd sono uguali a quelli della dea…..
    Grazie

    • Questo cara Monica lo dovresti chiedere al distretto provinciale del tuo paese perché ogni regione si regola a sè, e non tutte applicano i permessi alle stesse condizioni e per le stesse motivazioni.
      Purtroppo non c’è nulla di più ingarbugliato della nostra legge che crea più disuguaglianze che parità di trattamento.
      Spero che ti vada bene e che il tutto si concluda per il meglio
      Marilena

  9. Loredana ha detto:

    Salve volevo chiederle se i Disturbi del Comportamento, quindi della condotta, oppositivo provocatorio e da deficit di attenzione con iperattività rientrano nei DSA o Nell ultima categoria dei BES(cioè quella senza certificazione). Grazie

    • Purtroppo cara Lorena non sono dei DSA e tantomeno godono delle stesse tutele, vengono considerati come semplici BES, peccato perché sono disturbi che coinvolgono molto il rendimento scolastico, la capcità di rimanere per ore fissi sul banco con attenzione verso l’insegnante, che spesso non comprende il problema scambiandolo per maleducazione od insofferenza.
      Spero che il legislatore riconosca al più presto tutti questi deficit, quantomeno per garantire lo stesso trattamento di considerazione, anche nel decidere il programma, delle difficoltà di tutti.
      Marilena

  10. Nicola Ucciero ha detto:

    L’articolazione dell’argomento nelle sue opportune distinzioni e sottocategorie è davvero efficace ai fini dell’apprendimento di queste nozioni molto frammentate e spesso esposte senza tener conto degli opportuni distinguo. Sto studiando per il TFA nel sostegno e mi ritengo fortunato ad aver scoperto questo sito. Complimenti alla Dott.ssa Cremaschini.

    • Caro Nicola, (mi permetta di chiamarla così confidenzialmente) mai lusinga fu così gratificante.
      In bocca al lupo per i suoi studi, e se avesse bisogno di un consiglio nulla mi renderebbe più felice di renderle la cortesia di aver così ben apprezzato il mio lavoro
      A presto
      Marilena

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