DSA il Disturbo Specifico dell’Apprendimento.

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DSA il Disturbo Specifico dell’Apprendimento.

Sono dette “difficoltà specifiche dell’apprendimento” quelle difficoltà connesse ad una serie di problematiche inerenti lo sviluppo cognitivo e l’apprendimento scolastico e che riguardano le tre sole abilità che sono connesse con la lettura, la scrittura ed il calcolo.

Tale deficit, se non associato ad altra anomalia del sistema sensoriale o neurologico, può passare inosservato nei primi anni di vita e nei primi periodi scolastici in quanto il bambino presenta delle capacità normali se non addirittura alcuna abilità oltre la media.

Nelle Raccomandazioni elaborate dal Consensus Conference del 2007 si evidenzia come la principale caratteristica delle di difficoltà definite DSA consiste nella “specificità” del deficit, cioè nel fatto che il disturbo interessa soltanto uno o più aspetti delle capacità scolastiche delle abilità di ascolto, espressione orale, di lettura, di ragionamento o calcolo matematico, e che hanno carattere ed incidenza significativa, rilevante e determinante dell’apprendimento scolastico, nonostante non si riscontrino sul soggetto alcuni deficit biologici, neurologici o disfunzionalità del sistema generale.

La diagnosi del DSA nasce dunque da una rilevante “discrepanza” tra le capacità intellettive del soggetto, riscontrate come normali e adeguate rispetto all’età e fase evolutiva del soggetto, alla sua maturità ed al generale rendimento scolastico, rispetto a determinate incapacità o difficoltà nell’affrontare determinati specifici compiti quali la lettura, la scrittura ed il calcolo matematico, o semplici attività quotidiane.

Tali difficoltà possono essere rilevate con metodi statistici e scientifici attraverso dei test attitudinali e standardizzati che misurano le capacità di rendimento del soggetto e del suo livello intellettivo e di maturità evolutiva.

Possono, quindi, definirsi come DSA soltanto quelle difficoltà specifiche di lettura, scrittura o calcolo nonostante le rimanenti condizioni cliniche del soggetto siano nella norma ed adeguate al contesto scolastico e sociale.

Nel gruppo dei DSA le diverse difficoltà assumono una definizione specifica.

Si parla di DISLESSIA in cui il soggetto presenti delle incapacità nella sola lettura del testo, pur potendo comprendere il significato delle parole, e potendo eseguire una lettura mentale ma non ad alta voce (proprio perché i due tipi di compiti attivano due diversi punti del cervello) che si manifesta con stentatezza, errori fonetici, scambi di lettere, troncamenti delle parole, se il deficit è connesso a fattori dello sviluppo in generale si parla di dislessia evolutiva.

La DISGRAFIA è la difficoltà espressa nella scrittura oggettiva, pratica, che rimane sul foglio, nella incapacità a riprodurre correttamente le lettere della parola, nel mantenere uno stile ed una forma adeguata nello scritto, nell’incapacità a mantenere il rigo ed a rispettare margini, punteggiatura, ed investe l’intero contesto spaziale dello scritto.

La DISORTOGRAFIA è una variante della disgrafia e riguarda l’errore nella associazione dei fonemi con i corretti simboli grafici, si manifesta quindi più facilmente quando le lettere si assomigliano sia graficamente che foneticamente ( d invece della b, m al posto della n o della r, ecc.) oppure vengono omesse delle lettere all’interno della parola o non vengono rispettate le doppie quando prescritte.

La DISCALCULIA è l’incapacità di procedere al calcolo e alle operazioni numeriche, al mancato rispetto dell’allineamento e gestione dei soli codici numerici, pur rimando intatte le altre abilità di lettura e scrittura delle lettere.

La diagnosi di DSA è riscontrabile quanto sussistono fattori di specificità (una particolare difficoltà) e discrepanza con le capacità generali intellettive nella norma (tenuto conto dell’età e della fascia scolastica di riferimento e che riguarda maggiormente la scuola primaria), inoltre i disagi e le difficoltà coinvolgono unicamente alcune abilità e capacità ma non altre, infatti i DSA implicano deficit nel compito della lettura, della scrittura o del semplice calcolo numerico.

Il deficit di DSA è solitamente recuperabile attraverso modalità di insegnamento  che si avvalgono di metodiche alternative alla semplice scrittura o lettura dei testi, per esempio attraverso l’utilizzo di schede sinottiche, di immagini o simboli per associare concetti o nozioni, così comportando il superamento della difficoltà deficitaria con modalità compensative ed alternative.

Non essendo coinvolta la capacità intellettiva del soggetto, il percorso trattamentale compensativo risolve positivamente il problema ed il suo superamento, senza compromettere la resa scolastica, la socializzazione e le capacità lavorative e professionali.

Si riscontrano casi in cui sia lo stesso alunno a scoprire delle facoltà compensative che lo aiutano a superare la difficoltà, come per esempio fare esami orali piuttosto che scritti se soffre di una forma di dislessia.

Diversamente il disagio può portare a forme di disadattamento, asocialità e difficoltà sia nell’ambito personale che ambientale.

In un mio articolo ho indicato alcuni metodi per ridurre i problemi connessi alla disgrafia ed alcuni consigli pratici per correggerla.

Se avete bisogno di un testo più approfondito, che spieghi cos’è il deficit, come riconoscerlo e quali trattamenti utilizzare a casa, oltre a quelli eventualmente indicati dal terapista, per aiutare il vostro bambino nella risoluzione del problema, potete sfogliare il mio ebook scaricabile dalla pagina delle pubblicazioni.

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