Essere lasciati per un partner dello stesso sesso

Cosa fare se lui/lei ti lascia
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La necessità di compiacere gli altri
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 Tra l’omosessualità esclusiva e l’eterosessualità esclusiva

 esistono tutte le scelte intermedie”.

André Gide

 

 

Nei mie precedenti articoli ho analizzato il perché solitamente si tradisce e come cercare di risolvere il trauma dell’abbandono.

Una cosa più particolare è quando si viene lasciati per un partner dello stesso sesso.

La domanda che sorge spontanea da parte del partner lasciato in questi casi è: ma il mio compagno/a era già omosessuale? o lo è diventato a causa mia o in conseguenza di qualcosa che è scaturito da un anomalia del nostro rapporto?

L’omosessualità è un lato intrinseco della persona, a volte è latente a volte più marcata ed apparente, ma è la natura stessa della persona che spinge un soggetto verso un soggetto dello stesso sesso.

Spesso questa spinta viene fortemente franata da un’educazione molto rigida, dalla morale e dalla paura del giudizio degli altri che può minare la stima della persona ed emarginarlo od etichettarlo.

Volendo evitare una simile vergogna, la persona cerca di fare una scelta consona alla normalità, ma se la eterosessualità non fa parte della intima predisposizione della persona prima o poi emergerà.

Non si può sempre tacere di essere se stessi per compiacere agli altri, capita dunque che arrivati all’età della maturità si abbia più coraggio e consapevolezza dei propri desideri e bisogni che non possono essere più sottaciuti.

L’ambivalenza per non dire l’ambiguità della bisessualità deriva dal fatto che la propria condizione è vissuta positivamente, o per puro piacere dell’insolito o per non voler fare una scelta definitiva, si rimane dunque in uno stato di ambivalenza per cui si cerca piacere sia in una donna che in un uomo, che sono sempre diversi, nonostante esista già la diversità tra una persona e l’altra, compreso il modo di esprimere la propria sessualità.

Se si è consapevolmente od per paura di rivelarsi del tutto scelto di fare una vita normale, prima o poi esplode il bisogno di rivelare se stessi e di essere finalmente quello che si è sempre desiderato di essere.

Questo iter vale soprattutto per gli uomini, per le donne la scelta dell’omosessualità può essere completamente esente da pulsioni interiori celate da tempo, ma da un innamoramento spontaneo e naturale come se si trattasse di un innamoramento verso l’uomo.

Questo deriva dalla diversa formazione mentale che le donne e gli uomini hanno acquisito nel tempo e che trovano la spinta motivazionali in ragioni spesso completamente diverse.

 

 

Quando è la donna ad innamorarsi di un’altra donna

 

 

Le donne lasciano il loro compagno quasi esclusivamente per motivi d’amore e di mancanza d’affetto, si sentono trascurate, non più amate, non più desiderate, quindi ogni persona che le faccia sentire apprezzate come donne e come amanti sono delle folgorazioni che aprono il desiderio nel loro immenso cielo di emozioni dimenticate od assopite.

Per amore sono capaci di follie, di gesti coraggiosi, e se non amano più il loro compagno difficilmente lo lasciano, a meno che alla base della loro permanenza in una coppia ormai scoppiata non ci siano condizioni collegate ai figli troppo piccoli o al prestigio economico a cui non vogliono rinunciare.

Se è una donna a corteggiarle, a parte una prima fase di ritrosia per una condizione di amore omosessuale che non avevano considerato, non hanno paura di cambiare la loro propensione per concedersi alla persona che le compensa di tutto e che le ama come probabilmente nessuno ha fatto mai.

 

 

Quando è l’uomo ad innamorarsi di un altro uomo

 

 

Per l’uomo è diverso, c’è una forte componente derivante da una mentalità ancora relegata all’uomo che deve essere maschio in un certo modo, che deve apparire tale anche se non lo è, lo stesso vale per gli impulsi sessuali che sono spesso sostituiti dalle scelte che la famiglia e la società gli impone.

Quindi riuscirà a fare il passo soltanto se accetterà il suo essere omosessuale contro ogni pregiudizio e ogni critica o muro di omertà bigotta che gli si può frapporre tra lui e il suo vero modo di essere.

Il che comporta una necessità che non può più essere nascosta, delle esigenze fisiche ormai palesi ed il grande coraggio di fare coming out.

Se la donna scegli di innamorarsi di un’altra donna e di lasciare il suo compagno è perché le manca l’amore e l’attenzione, e dal nuovo partner si sente veramente amata di un amore appagante, quindi per lei il genere del sesso non farebbe alcuna differenza, sempre che non si abbiano forti remore religiose o moralistiche.

Se un uomo lascia la compagna per un altro uomo è perché non può più nascondere la sua componente predominante di omosessualità.

 

 

Non è sempre outing

 

 

C’è chi non riesce a dirlo e chi non vuole, chi si reprime e chi vive la propria sessualità di nascosto.

Non sono pochi gli uomini che non riescono a confessare alla propria partner (moglie o convivente che sia) di essere gay, e molti di più non riescono ad accettarlo per paura di sentirsi diversi, emarginati, allontananti dagli amici e dalla famiglia o dal posto di lavoro.

Così la vera natura viene celata, accantonata, inseguendo un’illusione di “normalità” che non li soddisferà mai.

In fondo siamo quello che siamo e negarlo non fa altro che complicarci la vita e renderci l’esistenza più infelice e poco appagante.

Vi assicuro che la verità farà male, porterà dolore e disagio, creerà delle fratture, ma da quelle può nascere una nuova esistenza basata sull’essere veramente se stesi senza nascondersi o far finta di essere altro pur di reggere un castello di carta che crollerà al primo alito di vento.

Questo conformismo a dei parametri imposti anche nelle scelte delle preferenze sessuali, e quindi nella costrizione di creare delle famiglie “normali” lo impone la società, con la sua mentalità che arranca aggrappandosi a dei sistemi che sono obsoleti ormai da anni.

La civiltà ha delle sue regole che sono i capisaldi della stessa, ma se ci guardiamo intorno la vita, le persone, le idee, gli stili di vita sono mutati da molti anni ed hanno imposto nuovi stili di vita e nuovi modi di essere.

Negarli significa negare l’evidenza e questo non serve a cancellarla, semmai a rafforzarla.

Una prova di questi stili di vita intermedi sono stati dimostrati già nel 1953 da Alfred Kinsey con il suo studio denominato “Rapporto Kinsey” dove il sessuologo americano fece un sondaggio a campionatura interrogando centinaia di donne e uomini sul loro orientamento sessuale e chiedendo loro di classificarlo entro una scala che prevedeva una valutazione da 0 a 6, dove 0 stava per totalmente eterosessuale e 6 per totalmente omosessuale.

I risultati furono sorprendenti, e non solo perché rivelarono che il 10 per cento degli americani era omosessuale, pur non essendosi mai dichiarato, ma anche perché misero in evidenza tutte le sfumature intermedie tra i due orientamenti.

 

 

La sessualità fluida

 

 

Tale adattamento che comporta  diversi modi di vivere e  percepire la sessualità, uscendo dai soliti canoni, viene definita “sessualità fluida” proprio per il suo carattere adattabile ad ogni personale esigenza, senza classificazioni di sorta e senza predeterminazioni a priori di tali schemi, delle conseguenze e dello stile di vita corrispondente.

Di questa fluidità ne avevo parlato anche a proposito del poliamore, la nuova moda imperante per chi non ama classificazioni e restrizioni di nessun genere ma vuole vivere la sua sessualità con la massima libertà possibile.

Dobbiamo partire dal presupposto che ognuno di noi ha una componente maschile ed  una femminile, in alcuni soggetti la predominanza di un genere sull’altro è determinante per il suo modo di essere, per altri tale combinazione non è sempre così netta e non sempre nella stessa misura, ecco perché le persone mentalmente e sessualmente libere hanno il desiderio di provare diverse esperienze senza dover per forza prendere una posizione definitiva.

Con l’avanzare dell’età la predominanza di un genere sull’altro può diventare più decisiva, anche perché la maturità di una persona comporta anche la ricerca di una certa stabilità interiore, ciò porterebbe a delle scelte più consolidate e durature.

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