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Innegabile che gli OGM facciano parte della nostra vita quotidiana nonostante l’opposizione di molti nonostante i tanti cerchino ancora prodotti naturali incontaminati, compresa la sottoscritta, e l’incidenza negativa che avranno sul nostro organismo e sulla nostra vita, è visibile già da oggi e sempre peggio sulle generazioni future.

Un esempio macroscopico ed innegabile è l’aumento spropositato di allergie ed intolleranze, che fino a decenni fa erano considerare delle patologie “rare”. e le modifiche dell’organismo nel suo insieme, tanto per fare due semplici esempi, che hanno trasformato i nostri giovani in spilungoni sempre più androgeni, mentre la morfologia e costituzione dell’umano italico aveva sino ad alcuni decenni fa aveva ben altre e diverse forme.

Gli OGM dunque non solo ci hanno resi più malati e più soggetti a varie patologie poco diffuse anni or sono ma hanno giù modificato la nostra struttura genetica …. Se questo vi sembra poco!

Certo le ricerche sovvenzionate dalle lobby che producono gli alteranti dimostrano la non nocività e non influenza sull’organismo, ma non dobbiamo dimenticare che si tratta di ricerche fasulle i cui laboratori sono pagati per convincerci che tutto è salutare e che non ci saranno conseguenze negative se non  letali sulle modificazioni indotte ai prodotti che sono alla base della nostra alimentazione quotidiana.

Non credere a queste ricerche, cercano solo di fare marketing e di imbambolarci, fidatevi invece dei risultati sulle malattie in aumento strettamente correlate con gli OGM e comprovate da studi che non sono corrotti.

Per capire il disastro ormai ammesso dalla nostra legislazione, che con quella europea si è associata nel distruggere man mano ogni prodotto naturale e sano coltivato in Italia, basta entrare in un qualunque supermercato per vederne l’effetto: anni fa non si vedevano la frutta e la verdura così come la vediamo oggi: gigantesca, lucida, perfetta nelle sue forme, integra all’inverosimile, miracolosamente fuori forma, senza ammaccature ne alterazioni che colpiscono qualunque prodotto esposto naturalmente agli agenti atmosferici.

Per non parlare della totale assenza di sapore, quel gusto specifico che conoscono solo coloro che hanno la fortuna di coltivarsi un piccolo orto in casa propria e sanno come viene cresciuto; sempre che non si voglia acquistare sementi a poco prezzo già geneticamente modificate ed aggiungere additivi e diserbanti nocivi, in tal caso non avete tutelato né il portafoglio né la salute, perché le cure mediche che saranno la conseguenza delle vostre scelte vi costeranno molto di più di quei pochi centesimi risparmiati evitando la scelta del biologico incontaminato.

La natura non si è evoluta verso la perfezione titanica spontaneamente, è stata forzata, non solo dagli incroci mirati ma dall’introduzione dei famigerati agenti che modificano la struttura, aumentandone le dimensioni, cancellando il loro profumo e gusto, l’unica cosa che aumenta continuamente è il loro prezzo per avere dei prodotti che abbondano sì ma che non sanno più di nulla.

Di seguito un’immagine che rende chiaro l’effetto su una mela di un intervento di OGM, ed è chiaro che la natura non si sviluppa nel suo solito modo naturale, spontaneo, ma tutto assume forme abnormi, e chissà quante altre destrutturazioni che non vediamo ….

 

 

 

 

E la nocività del prodotto non la possiamo notare a vista, quella ci regala solo delle meraviglie, sono le alterazioni del nostro organismo che si sentiranno col tempo, alterazioni che verranno trasmesse anche alle generazioni in futuro.

Ecco perché modificare il DNA di un cibo non può essere innocuo né per la bontà del prodotto né per la salute dell’uomo che se ne ciba.

 

 

Ma cosa sono gli OGM

 

 

OGM è l’acronimo che sta per Organismi Geneticamente Modificati, per tali generi si intendono tutti quegli organismi viventi il cui DNA ha subito degli interventi di ingegneria genetica per cui l’originario sistema codificato nel DNA ha subito delle modifiche trasformandolo, rendendo così l’organismo ospite non solo qualcosa di più grosso ed apparentemente più bello, ma soprattutto diverso.

Non rientrano nella categoria degli OGM quei prodotti che hanno subito modifiche genetiche tramite processi spontanei, come per esempio per mezzo di innesti, incroci e combinazioni di germinazioni tra diverse specie per aumentarne la potenzialità di sopravvivenza alla variazioni climatiche o per aumentarne il gusto.

Tali procedimenti sono assolutamente naturali e non comportano variazioni chimiche ma solo la creazioni di un nuovo prodotto generato dalla combinazioni di due piante diverse.

 

 

Vantaggi economici sì ma non per la salute

 

 

I più comuni organismi a cui sono state apportate delle modificazioni a livello genetico sono il mais, i pomodori e la soia, tali prodotti sono presenti in molti degli alimenti di uso comune come olio, farina, lecitina e cioccolato, con la soia inoltre si fa di tutto, dal latte alla carne per vegani.

Le manipolazioni più significative che sono state fatte negli OGM riguardano non solo la selezione di caratteri più utili ed apprezzabili per il pubblico (vedi l’aumento esagerato delle dimensioni che non porta certo l’aumento del gusto degli stessi, anzi non sanno proprio di nulla!) ma anche la resistenza a pesticidi e antibiotici, per conservarne il rendimento lasciando gli agricoltori liberi di utilizzare tali sostanze per uccidere batteri, virus e parassiti che avrebbero altrimenti distrutto i raccolti.

Sebbene la ricerca dell’Università di Caen sottolinei la possibilità che le mutazioni create portino ad altre mutazioni nell’uomo, come per esempio vari tipi di cancro, allergie e intolleranze, la questione degli antibiotici non deve essere messa in secondo piano.

Da un punto di vista medico, l’abuso di antibiotici è un rischio molto alto per la specie umana, che col tempo contribuirà alla selezione naturale di batteri e virus resistenti a qualsiasi tipo di medicinale: questo comporta che per curarci anche per un banale raffreddore dobbiamo assumere quantità o farmaci sempre più potenziati, con grave danno alla nostra salute che assume maggiori quantità di farmaci che a lungo andare creano assuefazione, dipendenza ed allergie.

Insomma, mangiamo prodotti giganti che alla lunga ci fanno ammalare più facilmente.

È facile comprendere che il vantaggio è solo di tipo economico per i produttori e rivenditori, i consumatori ci rimettono la salute, cosa di non poco conto ma che a quanto pare cede davanti alla potenza economica delle lobby in tale settore.

 

 

L’opinione di Greenpeace

 

 

 

 

L’articolo che segue è tratto da un’indagine seguita da Greenpeace e diretta a svelare le reali conseguenze che tutte le lobby mondiali che ne traggono profitto cercano di nascondere. [1]

“Per la definizione di OGM, sia la normativa Ue che il Protocollo di Cartagena sulla Biosicurezza fanno riferimento all’uso di tecniche in vitro. La mutagenesi indotta da oligonucleotidi (ODM) e le altre tecniche di gene-editing sono appunto tecniche di biotecnologie in vitro che “producono” una alterazione ereditaria con una procedura che, almeno in parte, avviene in sistemi artificiali, al di fuori dell’organismo.

Come l’ingegneria genetica “tradizionale” anche le nuove tecniche di gene-editing possono indurre modifiche non volute del materiale genetico. Ciò non dipende da quanto ampio sia l’intervento sul genoma “ospite”: effetti collaterali sono possibili anche se vengono intenzionalmente alterate solo una o poche coppie di basi.

I nuovi organismi “creati” da questi procedimenti possono quindi manifestare effetti indesiderati e imprevedibili, generare conseguenze importanti in termini di produzione di proteine e flussi metabolici, con possibili implicazioni per la sicurezza di alimenti, mangimi e ambiente.

La valutazione di tali “effetti indesiderati” è uno degli aspetti più rilevanti delle vigenti normative Ue sugli OGM. Escludere dalla normativa Ue sugli OGM piante prodotte attraverso tecniche di gene-editing significherebbe anche esentare tali prodotti dall’obbligo di tracciabilità ed etichettatura di sementi, alimenti e mangimi, riducendo in questo modo la libertà di scelta non solo degli  agricoltori, ma anche dei consumatori europei che, nella grande maggioranza, vogliono evitare alimenti derivati da piante OGM.

Al tempo stesso, i cittadini europei e italiani chiedono a gran voce una profonda innovazione del settore agricolo verso la sostenibilità.

Per questo Greenpeace ritiene importante investire in ricerca, ma questa deve essere diretta a valorizzare la diversità genetica e fornire soluzioni alle specifiche esigenze sfruttando le conoscenze degli agricoltori attraverso un processo partecipativo.

La Selezione Assistita da Marcatori (MAS) – ad esempio – impiega la conoscenza del Dna per produrre una vasta gamma di tratti per un gran numero di colture e ha permesso di offrire agli agricoltori colture resistenti a siccità, inondazioni e funghi, così come tolleranti a suoli salini senza i problemi e i rischi degli OGM”.


[1] Tratto dall’articolo: “Greanpeace: quando gli OGM escono dalla porta e rientrano dalla finestra”, apparso sul sito: https://www.improntaunika.it/2016/01/greenpeace-quando-gli-ogm-escono-dalla-porta-e-rientrano-dalla-finestra/

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