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Per luoghi del controllo, chiamati anche locus of control, si intendono quei luoghi, ambienti, locali, situazioni, gruppi sociali, luoghi familiari, condivisione relazionale che ci sono congeniali, che ci fanno sentire tranquilli, che ci fanno star bene e che ci danno sicurezza.

La sicurezza può quindi derivare dallo stare in un ambiente noto e che infonde sicurezza e conforto, come in un ambiente estraneo ed ignoto ma circondato da persone note, amiche e di fiducia.

In entrambi i casi si realizza un contesto predisponente in senso positivo al controllo della situazione ed alla sua gestione, senza sentirne il peso o il disagio dell’ignoto e del non saper cosa aspettarsi e quindi prevenire le varie risposte od emozioni di rimbalzo.

In tali luoghi il soggetto esercita il maggior controllo e gestione su di sé e sullo spazio circostante, sull’ambiente e sulle persone che vi si trovano, si sente a proprio agio, non subisce stati ansiogeni  o di timore o comunque limitanti ed è nelle condizioni di esprimere al massimo le sue potenzialità.

Tale agio gli permetterà quindi di rendere al meglio in quello che sa fare, ma anche di poter osare ciò che è per lui una novità e quindi di mettersi in gioco con situazioni nuove, di agire con la massima operatività in quanto non condizionato negativamente da alcun fattore esterno influente, e dare il meglio di sé.

Questo significa che l’ambiente intorno a noi ha notevole importanza sul nostro rendimento, sulla nostra tranquillità interiore e sulla possibilità di agire e pensare influenzando positivamente sia le nostre azioni che i nostri pensieri ed i prodotti o risultati di essi.

 Il concetto di locus of control si deve a Julian Rotter che nel 1966 lo definì come un costrutto disposto su due poli, interiorità ed esteriorità: chi ha locus of control interno attribuisce i risultati ottenuti alle proprie capacità, chi ha locus of control esterno attribuisce le conseguenze di alcune azioni a circostanze incontrollabili.

Lo schema che segue ben rappresenta le varie situazioni che distinguono il controllo di tipo interiore da quello esteriore.

 

 

 

 

Il locus control interno

 

Questo tipo di controllo interiore e personale da rilevanza più alla persona che ai fattori esterni, quindi essa dovrebbe dare lo stesso risultato in qualunque ambiente venga a trovarsi in quanto la sua convinzione è consolidata sulle sue doti interiori e non da fattori che vengono dall’esterno.

La persona con tale consapevolezza nelle proprie capacità e fiducia nelle proprie potenzialità sarà più consapevole di sapersela cavare in ogni circostanza, situazione o luogo, che comunque deve avvenire dopo un breve periodo di adattamento per consentire la massima capacità di controllo su azioni, pensieri e decisioni.

Innegabile che un ambiente confortevole e stimolante garantirà maggiori risultati positivi,mentre un ambiente ostile influirà negativamente sul risultato o per lo meno sulla resa massimale, ma certamente la capacità di adattamento in tali situazioni ha un’influenza notevole.

Con più velocità il soggetto saprà adattarsi alle nuove situazioni ed ambientazioni con maggiore rapidità egli otterrà il risultato massimale anche in un ambiente ostile.

Come capire se si ha questo tipo di controllo?

Facile, quando il soggetto non si fa prendere dall’ansia nel nuovo ambiente, non si sentirà a disagio ma userà la sua concentrazione ad escludere tutti i fattori esterni negativizzanti.

Del buono o cattivo risultato non darà la colpa ai fattori a lui esterni ma solo alla sua abilità nell’aver dato il meglio oppure nell’aver fatto degli errori o delle errate valutazioni.

Tutto parte da se stessi, quindi è facile per soggetti che hanno tale dote avere una capacità di adattamento superiore alla media ed un rendimento superiore alla media in quanto essi sono i padroni del risultato prodotto.

 

Il locus control esterno

 

Se il controllo è garantito dal sentirsi a proprio agio in un ambiente confortevole ed incoraggiante, il soggetto avrà il controllo sulle proprie azioni e pensieri al meglio solo in ambienti simili, diversamente la sua scarsa capacità di adattamento per lui sarà un limite invalidante.

Egli inoltre si sentirà incapace di poter modificare la situazione  a proprio favore, e di non avere controllo su ciò che sta intorno a lui, impedendogli quindi di fare alcun sforzo per estraniarsi da elementi negativizzanti e puntare su quelli stimolanti, col risultato di dare una resa in base alla sensazione che l’ambiente esterno gli trasmette.

Da qui, per esempio, la necessità di valutare un candidato per un determinato posto di lavoro, non solo in base alle sue qualifiche ma anche alla sua adattabilità o meno ambientale ed alla sua sensibilità ai fattori esterni, considerazioni queste che si possono valutare attraverso un’analisi grafologica e comportamentale.

Molto spesso le persone ritengono che tale sensazione coincida con ottimismo e pessimismo, immutabile e stabile nelle persone proprio come riteneva Rotter e quindi o vedi il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto.

Ma tale assunto è ampiamente superato dalla dimostrazione che la capacità di adattamento è una condizione interiore che può essere ampliata, migliorata e pertanto modificata.

Non si tratta dunque di pessimismo o di ottimismo ma dalla capacità di farsi condizionare o meno da fattori interiori ed eterni alla persona stessa.

La persona che ha la consapevolezza dei propri limiti li può migliorare, perché le nostre potenzialità sono denominate in tal modo proprio per la loro capacità di svilupparsi al meglio o di essere limitanti per il soggetto che ne subisce l’influenza negativa senza avere il metodo di farvi fronte e quindi di superare l’ostacolo mentale che gli impedisce di dare il meglio di sé.

Successivamente Levenson nel 1973 ha contestato l’unidimensionalità del costrutto di Locus of Control così come teorizzato da Rotter sostenendo invece che vi siano dimensioni separate tra loro e variabili a seconda delle situazioni anche da parte dello stesso soggetto, tenendo conto del suo stato d’animo, della sua predisposizione, degli eventi contestuali e da fattori esterni che possono influenzare anche la persona col maggior controllo di sé possibile.

 

Come si sviluppa il locus of control

 

Come specificato ognuno di noi, nonostante la predisposizione iniziale innata, ha un locus of control che può essere influenzato dalla personalità, dallo stato d’animo, dagli eventi esterni, dal contesto sociale e culturale, dalla famiglia di origine e dall’educazione ricevuta, oltre che da una serie di rinforzi positivi o negativi che si ricevono durante la vita.

La famiglia è il primo ambiente in cui il bambino impara a dare significato agli eventi, alle sue azioni e alle conseguenze di queste.

Lo sviluppo del locus of control interno infantile è dunque notevolmente influenzato dallo stile familiare: molte persone che presentano un locus of control interno sono cresciute in famiglie che pongono particolare attenzione all’impegno, alla responsabilità e alla costanza nel raggiungere un obiettivo, e spesso il raggiungimento degli obiettivi è positivamente ricompensato in queste famiglie, ciò stimola positivamente il bambino a migliorarsi ed accrescere le sue potenzialità.

Chi ha un locus of control esterno solitamente proviene da famiglie che esercitano un basso controllo, non sono stimolanti, non sono costruttive e non considerano centrale l’assunzione di responsabilità.

Ciò non toglie che da adulto la persona consapevole dei suoi limiti possa comprendere il vantaggio di ampliare le sue potenzialità.

Chi gode di un maggior controllo interno ha anche più resistenza allo stress ed alle situazioni ansiogene o frustranti, ciò li porta a superare tali situazioni più velocemente e con minor trauma di chi invece ha un controllo esterno

Infatti chi ha maggior controllo interno è portato a pensare di poter controllare anche gli eventi esterni, sicuramente quelli gestibili dalla volontà del soggetto, ma la positività mentale spesso interviene anche in favore di eventi che si ritengono estranei dal nostro potere, la suggestione mentale, l’ottimismo e la visione positiva portano in genere ad aumentare gli eventi positivi rispetto a quelli negativi, indipendentemente da azioni concrete.

Questo perché la visione ottimistica consente di vedere gli aspetti positivi anche tra quelli che altri vedrebbero come soltanto negativi, e quindi riuscire a trarne del vantaggio da situazioni che apparentemente sembravano non dare alcuna speranza in tal senso.

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