I meccanismi di difesa della nostra mente

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Nessuna reazione, comportamento, azione, pensiero, intenzione sia essa conscia od inconscia è casuale per la nostra mente che in base al nostro carattere, alla capacità di sopportazione dello stress, della frustrazione dell’ansia e della paura, tenuto conto del nostro passato che ci ha forgiato in quello che siamo.

Dunque ogni nostro comportamento è il risultato di ciò che siamo e di ciò che la mente ha imparato a reagire ed intervenire per tutelarci, per difenderci, per non farci troppo soffrire e per poterci far comunque sopravvivere.

Se vogliamo capire il perché delle nostre azioni o atteggiamenti dobbiamo fare un passo indietro e trovare la spiegazione nella nostra storia, che è il composto creato dalla nostra esperienza e da quella acquisita attraverso il comportamento di coloro che hanno fatto parte della nostra vita o lo sono tutt’ora.

 

 

Nessun comportamento è casuale è casuale

 

 

Alcuni processi psichici sono comunemente attuati dalle persone che, non avendo  competenze psicologiche (il che è normalissimo in quanto ognuno è bravo nel capo suo) li ocnsiderano privi di significato, ma non è così ed ogni gesto è la sommatoria di una storia infinita di motivi e di significati che si sono fusi un un’unica decisione, quella dell’agire in un determinato modo anziché un altro..

E’ il caso dei sogni, dei lapsus, delle dimenticanze, dei motti di spirito.

Sigmund Freud riteneva che ogni lapsus fosse un “atto mancato” cioè una cosa che ci siamo negati nonostante il nostro desiderio o un senso di colpa che riemerge inconsapevolmente con la normale comunicazione, orale o scritta, e che ci riporta alla mente il desiderio o il problema accantonato.

Per capire la validità di tale teoria dobbiamo semplicemente fare attenzione al prossimo lapsus, alla prossima parola sbagliata per errore, e se ci riflettiamo possiamo anche arrivare al motivo che ha causato l’errore comunicativo, per quanto riguarda la nostra parte razionale, ma un ottimo metodo di memoria per la nostra parte irrazionale ed inconscia.

La psicologia del profondo, pur riconoscendo la presenza di tratti di personalità chiaramente distinguibili, da sempre si interroga sulle cause che hanno portato alla formazione di un certo modo di essere e sulle condizioni che permettono a questo di perdurare.

 

 

Molti processi o contenuti psichici sono inconsci

 

 

La spiegazione a fenomeni psichici apparentemente incomprensibili o a tratti del carattere ritenuti immutabili si trova nell’inconscio.

L’inconscio è una vasta area del funzionamento mentale di ognuno di noi, che sfugge al controllo cosciente e segue proprie regole di funzionamento, a volte ritorna a galla con dei stratagemmi, oppure durante il sogno quando il controllo sulla nostra razionalità è ridotto ai minimi termini.

Ad esempio coscientemente si utilizza soprattutto il ragionamento verbale, mentre l’inconscio utilizza soprattutto le immagini.

I contenuti inconsci sono, in genere, fatti, pensieri o emozioni inaccettabili, perché avvertiti come spaventosi o disdicevoli, ci creano dolore, paura, ansia, tensione, per evitare il collasso emotivo od un tracollo del nostro sistema nervoso la nostra mente attua dei meccanismi che vengono chiamati “di difesa” proprio per la loro finalità, che è la salvaguardia di un benessere quantomeno apparente.

A seconda della propria storia, ognuno percepirà come inaccettabili temi diversi, temi che se affrontati possono indirci altri pensieri angoscianti, quindi siamo portati ad evitarli e a non pensarli.

Indicativamente, tuttavia, hanno una possibilità relativamente elevata di essere considerati inaccettabili l’aggressività, i legami affettivi intimi, la sessualità, l’acquisizione di autonomia, la separazione, la sottomissione, oltre ad esperienze traumatiche reali, quali incidenti, stupri, violenze, guerre, catastrofi naturali.

I contenuti inconsci non spariscono ma continuano ad influenzare in modo inconsapevole ma molto forte il nostro funzionamento mentale

I contenuti inconsci possono esprimersi attraverso fenomeni “inspiegabili” quali i sogni, i lapsus, le dimenticanze, possono portare alla formazione di sintomi psicopatologici o, più semplicemente, possono condizionare le nostre scelte ed i nostri comportamenti consci.

In quest’ultimo caso possiamo avere l’impressione di aver agito a caso, di aver seguito il destino, ecc.. Esempio: la scelta del partner affettivo e sessuale di solito è determinata dal tentativo di soddisfare un proprio fondamentale bisogno inconscio.

Così, persone bisognose di sicurezza e di conferme sceglieranno un partner rassicurante, persone che hanno la necessità di dominare ed emergere sceglieranno un partner che non li metta in ombra, persone che hanno paura dei legami intimi sceglieranno un partner sfuggente o un amore impossibile.

E’ necessario interrogarsi sul proprio comportamento manifesto, portando il più possibile alla luce i conflitti e i bisogni sottostanti. In questo modo è possibile cercare di risolverli e di controllarli e limitare la loro influenza.

 

 

Modalità difensive della mente

 

 

Esistono delle modalità tipiche con cui ci si difende da ricordi, pensieri o emozioni inaccettabili o che comunque possono compromettere la nostra serenità, la tranquillità personale o semplicemente il cosiddetto “quieto vivere” che altro non è che un compromesso con le cose che possiamo accettare e quelle no e che pertanto verranno amabilmente escluse dall’attività prativa e sensibile delle nostre giornate.

Queste modalità vengono chiamate “meccanismi di difesa” e possono essere messe in atto, in maniera diversa, sia da singoli individui sia da gruppi o istituzioni.
Implicano, generalmente, il rendere inconscio il contenuto mentale inaccettabile, utilizzando diverse strategie.

I meccanismi di difesa sono usati da ogni individuo e hanno lo scopo di proteggere il funzionamento mentale dell’individuo: hanno perciò un valore adattivo.

Tuttavia, si presentano come armi a doppio taglio, perché non risolvono i conflitti ma li accantonano soltanto, permettendo loro di continuare ad agire in modo inconscio ed incontrollabile.

Accantonare però non vuol dire risolvere il problema, per questo motivo rimane latente nella nostra mente pronto ad uscire alla prima occasione utile e magari imprevedibile.

La conoscenza dei meccanismi di difesa, unitamente a capacità introspettive e autocritiche, può permetterci di capire se e da che cosa ci stiamo difendendo.

La conoscenza di sé, dei nodi conflittuali della propria personalità, è infatti il primo indispensabile passo verso il cambiamento relazionale.

Essere consapevoli delle proprie caratteristiche, delle proprie difficoltà, delle proprie reazioni permette infatti di rendersi conto di comprendere meglio che cosa può essere attribuito a noi e che alla situazione e perciò di avere una visione più obiettiva dell’altro e della relazione, sia in ambito famigliare, della coppia, del gruppo di amici ma anche sul lavoro coi colleghi e le persone che fanno parte dei contatti necessari all’attività.

Per questo motivo consiglio sempre una analisi grafologica della scrittura o dei disegni perché essi ci possono rivelare quella parte di noi che non vediamo per distrazione o per necessità in quanto rientra in un meccanismo di difesa.

Si ha un vero sviluppo mentale solo se si riesce ad accettare, comprendere ed elaborare le difficoltà, invece che eluderle.

Perciò, se un insegnante vuole promuovere la crescita umana degli allievi, è importante che permetta l’espressione di conflitti e sentimenti negativi, in modo che questi possano essere elaborati e controllati.

Il docente che dimostra di tollerare le discussioni ed eventuali critiche dà un’immagine di sé solida e autorevole.

Inoltre i ragazzi sperimentano la fondamentale possibilità di esplicitare e risolvere il conflitto senza compromettere la relazione, incrementando la fiducia negli altri e la propria autostima e migliorando le proprie capacità di negoziazione.

 

 

I vari meccanismi di difesa

 

 

  • RIMOZIONE

Processo inconscio mediante il quale si escludono dalla coscienza fatti, pensieri o emozioni ritenuti inaccettabili, perché sono fonte di grande dolore e frustrazione e la sofferenza sarebbe insopportabile, quindi vengono rimossi dalla memoria di prima fascia, quella più vicina alla percezione, mentre vengono messi da parte nella nostra memoria profonda, a cui possiamo pervenire soltanto attraverso un lungo e profondo processo di introspezione e conoscenza profonda.

La rimozione è un meccanismo di difesa molto efficace ma anche molto pericoloso dei meccanismi poiché può distruggere l’integrità della personalità, compromettendone il funzionamento.

Inoltre, i pensieri rimossi, dall’inconscio, continuano a determinare in parte il nostro comportamento, esempio: se si rimuove il sentimento di antipatia verso un allievo, si può giungere a ritenere che il ragazzo in questione sia oggettivamente una cattiva persona e si può giungere a gioire dei suoi insuccessi.

 

  • PROIEZIONE

Processo inconscio con cui si attribuiscono all’altro o agli altri con cui veniamo in contatto pensieri, sentimenti, tratti di personalità ritenuti inaccettabili o comunque negativi.

Senza rendercene conto respingiamo ciò che temiamo e che nella maggioranza delle volte ci appartiene come modalità comportamentale o di agito sia verso noi stessi che verso gli altri.

La proiezione è un meccanismo di difesa prevalentemente primitivo ed infantile, si manifesta nel suo aspetto più evidente e drammatico nei deliri e nelle allucinazioni.

La proiezione viene usata molto spesso anche da persone normali per diminuire le tensioni e le ostilità, pensiamo ad esempio quando siamo molto arrabbiati con una persona allora nella nostra immaginazione pensiamo di poterci vendicare nel peggiore dei modi, anche se nella realtà non facciamo nulla di tutto questo.

L’aver immaginato di poter reagire negativamente e brutalmente però ci ha aiutato nello sfogo e nel’esprimere la nostra rabbia e frustrazione, lasciandoci più sollevati.

L’uso massiccio della proiezione può diventare patologico e controproducente in quanto limita fortemente la capacità di effettuare una valutazione critica del proprio comportamento, perché tutti gli aspetti negativi sono attribuiti agli altri.

Non permette perciò di cambiare e di acquisire un adattamento realmente soddisfacente alla situazione in atto.

 

  • NEGAZIONE

Diniego di una parte spiacevole o indesiderata o dolorosa e frustrante della realtà.

E’ un meccanismo di difesa primitivo, molto frequente nei bambini, per loro èpiù facile e credibile che un no basti a cancellare quello che è successo, ciò che non può succedere quando si parla di persona adulte.

Anche se è usato spesso anche dai grandi specie di fronte a situazioni difficili o imbarazzanti o che non si vogliono affrontare per mille motivi personali, consci od inconsci che siano.

L’esempio forse più frequente è la negazione della paura attraverso l’ostentazione di un comportamento spavaldo e di un’incrollabile sicurezza in sé, ma il far finta di essere un duro non aumenta la sicurezza interiore, pertanto sarebbe opportuno consultare uno specialista ed affrontare le paura che ci limitano in modo da diventare realmente più sicuri e capaci di auto stimarci per come siamo veramente.

 

  • ISOLAMENTO

Attraverso questo meccanismo di difesa, pensieri, fantasie o ricordi spiacevoli possono accedere alla coscienza perché vengono rimossi l’emozione o il contesto, ad essi collegati.

Ad esempio, si può ricordare un avvenimento ma non il disagio che si è provato in quella situazione, la mente frena al richiamo alla memoria visiva e viva ciò che è troppo doloroso da affrontare.

 

  • FORMAZIONE REATTIVA

Assunzione di un atteggiamento diametralmente opposto rispetto ad un desiderio rimosso, ad esempio siamo innamorati di una persona ma temiamo di soffrire, di essere abbandonati o traditi, come probabilmente è successo in  passato quindi si inventano delle scuse per detestare la persona e tenerla lontana o tagliare ogni possibilità di rapporto o relazione.

L’atteggiamento mancante persiste inconsciamente e viene rimosso perché è considerato pericoloso dal soggetto.

Per esempio, un atteggiamento di amore universale può nascondere la presenza di una notevole aggressività inconscia.

Un altro esempio tipico è quello del bambino che, dopo essere stato sgridato davanti ai compagni, cela la tristezza e l’umiliazione mettendosi a ridere.

 

  • RAZIONALIZZAZIONE

Tendenza a dare spiegazioni razionali per tentare di giustificare atteggiamenti, opinioni o comportamenti altrimenti inaccettabili.

I motivi sottostanti l’assunzione di tali comportamenti sono in realtà irrazionali, terminati dai desideri del soggetto o dall’intenzione di evitare situazioni spiacevoli, ma la razionalità ha sempre più effetto sulla sua accettazione e comprensione, quindi si trasforma in decisione razionale ciò che non è, ma questo non elimina il problema di fondo.

Ogni cosa che ci opprime anche inconsciamente deve essere analizzato e compreso per essere superato altrimenti rimarrà sempre un problema irrisolto che incide negativamente sulla nostra vita.

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