Il metodo Montessori – il migliore per l’insegnamento

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Il metodo Montessori – il migliore per l’insegnamento

Il metodo della pedagogista si trova nel capitolo 9 del mio libro sul DSA – Disturbo specifico dell’Apprendimento insieme ad altri metodi utili per l’insegnamento del bambino che patisce dei deficit di acquisizione, che ha difficoltà scolastiche o semplicemente per genitori che vogliono approfondire l’acculturazione dei figli anche a casa, personalizzando la sua istruzione.

Oppure potrete leggere un sunto di cosa sia il DSA nel mio articolo.

La pedagogista Maria Montessori all’inizio del 1900 ebbe a creare un metodo di insegnamento innovativo e rivoluzionario in quanto, diversamente dal passato, dava estrema importanza, prima dei risultati di programma e di corso didattico, al bambino, al suo essere individuo, alla sua necessità di maturare secondo dei tempi personali.

Se volete conoscere la storia personale di questa eroina del sistema scolastico che ebbe ad inventare il metodo più famoso del mondo con una particolare esperienza fatta coi ragazzi disabili leggete anche il mio articolo Montessori – la più grande pedagogista.

La validità del metodo Montessori sta nell’aver compreso che il bambino impara meglio, con più attenzione ed acquisendo in maniera più profonda attraverso il gioco e le modalità che lo divertono.

Alternando il gioco con il puro insegnamento delle materie, in modo tale da far percepire l’informazione acquisita come una parte del divertimento, stimolando il suo interesse attraverso una recezione attiva e produttiva, lo scolaro apprende di più, senza distrazioni e con un interesse sempre concentrato su ciò che sta imparando, ogni momento diventa intensa istruzione, che rimane nel cervello e nelle memoria in maniera più assimilata, compresa e recepita.

L’informazione profonda è un’assimilazione totale del concetto che non può essere più scordata.

Inoltre l’insegnamento alternato a momenti di svago non è noioso ma partecipativo, unico, con cui potersi esprimere liberamente, allietato ed alternato da momenti di impegno e svago.

Se si tiene lontano noia e disinteresse il bambino apprenderà con piacere e con maggiore interesse.

Nel metodo Montessori la crescita evolutiva, la maturità a livello intellettivo ed emotivo sono rispettate e tutelate, le esigenze del piccolo, i suoi tempi e ritmi, le sue capacità e le sue preferenze sono rispettate e considerate, ed il programma scolastico non deve prescindere da tali fattori ed esigenze.

Il bambino è quindi lasciato ai propri ritmi, stimolando in lui il piacere di apprendere divertendosi, di rendersi autonomo anche nella gestione delle incombenze quotidiane.

La rivoluzione del metodo Montessori sta dunque nel sistema di insegnamento che privilegia il bambino, ponendo le sue esigenze personali al centro dell’attenzione e adattando il sistema in base all’individuo, anche singolo, tenuto conto della sua storia, della sua provenienza e della sua condizione culturale.

In un mondo in cui la pratica scolastica era prevalentemente improntata su di un sistema rigido e formale, dove le regole venivano dettate ed imposte con durezza (unico metodo di valutazione) e per tanto ritenute idonee all’istruzione ed alla correzione dei bambini (il cui carattere qualunque esso fosse andava addomesticato a favore delle formali regole della società) indipendentemente dalle esigenze dei fanciulli, dei contesti sociali e delle realtà da cui provenivano.

Il prestigio e la capacità dell’insegnamento delle scuole e dei collegi erano determinati dalla rigidità e dalla severità con cui erano insegnati ed imposti.

Il tutto a scapito dei bambini che crescevano con un’educazione severa, spartana ed intollerante.

Per fortuna tali metodi estremamente rigidi non vengono più applicati, anche se è vero che purtroppo la modernità è andata nel senso opposto, attualmente le scuole odierne patiscono di eccessivo lassismo e permissivismo che costringe gli insegnanti a confrontarsi con la paura delle denuncie e delle ritrosie dei genitori, che demandano un po’ troppo spesso agli insegnanti di fare prendere il posto educativo che sarebbe di loro pertinenza, costringendo così gli insegnanti a temere il giudizio di genitori e dei contesti sociali, omettendo la priorità del metodo di insegnamento, che presuppone istruzione ma anche educazione civile e civica.

La validità dunque del metodo Montessori sta nell’ascolto del bambino e dei suoi ritmi, che con tempi ed in modo diverso imparare e cresce divertendosi, alternando il gioco con l’istruzione, lo svago con l’insegnamento, con rispetto delle caratteristiche, delle difficoltà e delle particolarità di ogni essere.

A tutt’oggi tale metodo è ritenuto rivoluzionario in quanto al centro del sistema è posto il bambino a cui non devono essere insegnate diverse materie, ma che deve innanzi tutto sviluppare e crescere come individuo autonomo, indipendente, capace di risolvere e gestire ogni situazione in quanto crede in se stesso e nelle proprie capacità.

Per le ovvie esigenze pratiche, dove le scuole sono sempre più affollate di realtà sempre più complesse e divergenti, dove il personale didattico mira a completare un programma scolastico anziché accertarsi della crescita e dello sviluppo di ogni bambino, dove pertanto l’individuo, ancora piccole e non maturo, tende a spegnersi e a confondersi. il metodo è scarsamente applicato se non in istituti scolastici o dell’infanzia che si differenziano dal generico stile di insegnamento.

Per l’attenzione che pone al soggetto, alle sue peculiarità e necessità, è un metodo ampiamente consigliato nei casi sia di DSA che di altri disturbi comportamentali.

Amalgamandosi col gioco, l’apprendere nuove cose e nuove materie diventa sopratutto una sperimentazione, un divertimento, il piacere di imparare.

Sopratutto quando ci sono dei deficit cognitivi, la possibilità di seguire i tempi e le capacità di ogni bambino, diventa il modo di consentire al piccolo di crescere ed ampliare i propri orizzonti senza l’ansia del risultato, del confronto con gli altri e delle pretese degli adulti.

L’idea alla base del metodo rivoluzionario di Maria Montessori è che il bambino vada lasciato libero di esplorare il suo mondo, con la certezza che ci sia un impulso imperscrutabile in lui che lo spinge verso l’apprendimento. In questo senso, la curiosità del bambino è il vero motore dell’apprendimento.” [1]

La Montessori aveva creato delle “case dei Bambini” in quanto l’ambiente, l’insegnamento le metodiche didattiche dovevano rispecchiare i tempi e le esigenze dei bambini, considerando ogni individuo come una persona a sé, puntando allo sviluppo della loro autonomia ed indipendenza.

La natura logica sequenziale dell’ambiente fornisce strutture ordinate che guidano nel processo di scoperta: i teoremi vengono scoperti, non presentati; le regole ortografiche sono dedotte attraverso il riconoscimento di modelli, non solo memorizzato. Ogni aspetto del curricolo comporta un’invenzione creativa e un’attenta analisi riflessiva. “…

“Ci sono materiali per raffinare ogni senso del bambino. All’età di pre-scolare, quando il bambino è bombardato da informazioni di natura sensoriale, questi materiali lo aiutano a ordinare e dare un senso al suo mondo, aumentando lo sua percezione e provando stupore. La capacità di contare o calcolare, di scrivere o leggere sono dei sottoprodotti che scaturiscono da queste attività, ma non sono l’obiettivo principale. ” [2]

Per le sue peculiarità il metodo Montessori è di grande aiuto anche nel trattamento casalingo del bambino soggetto affetto da DSA.

I genitori, compresa la necessità di alternare il gioco con l’insegnamento e l’apprendimento di una materia, frammentando il tempo della concentrazione con qualche minuto di svago, riescono a coinvolgere il figlio in compiti che diversamente sarebbero per quest’ultimo estremamente noiosi e difficili.

Allo stesso modo, oltre all’aiuto pratico al figlio deficitario, sarà anche gratificato il rapporto genitore-figlio in quanto i famigliari perderanno quell’aura severa ed impositiva di chi costringe il piccolo ad esercitarsi, ma giocheranno con lui, condividendo momenti di svago, sensazioni ed emozioni, arricchendo il loro legame.

[1] Dal sito: http://www.educatoridigitali.it/2012/09/19/ecco-cose-il-metodo-educativo-montessori/

[2] Dal sito: http://dida.orizzontescuola.it/news/cos%C3%A8-il-metodo-montessori-una-breve-introduzione-ai-suoi-principi

2 Comments

  1. […] Maria Montessori ha ideato un metodo di insegnamento che rimarrà nella storia come quello più efficace e coinvolgente in quanto ideato a misura di bambino. […]

    • Il suo segreto sta nell’aver messo al centro dell’attenzione i bambini, i loro bisogni, le loro difficoltà e dandomla priorità al valore della persona umana anche se ancora in fase di crescita.
      Amava i bambini e ha dedicato la vita per loro, non poteva che fare grandi cose.
      Peccato che in Italia sia usato soltanto in scuole private e costose, come desidererebbe lei, dovrebbe essere alla portata di tutti sopratutto di quelli più bisognosi e con maggiori difficoltà.
      Marilena

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