Il mutismo selettivo nei bambini
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Mutismo selettivo: consigli pratici per gli insegnanti
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Il Mutismo Selettivo è un disturbo d’ansia che si caratterizza nella selezione dell’ambiente, delle persone con cui viene ad essere espresso.

Solitamente, se non vi siano particolari problemi di abuso, maltrattamenti o negligenze, il Mutismo non si realizza nell’ambiente famigliare in quando a casa il bambino si sente in un luogo protetto e rassicurante, circondato da persone di cui si fide, è queste condizioni rassicurano il bambino particolarmente sensibile e timido.

Può capitare che si manifesti all’inizio della scuola, sia essa quella dell’infanzia che secondaria, come reazione al non adeguato adattamento ad un ambiente nuovo, sconosciuto con persone estranee, un ambiente che pretende delle risposte in compiti e programmi lavorativi piuttosto impegnative.

Vi sono casi in cui il Mutismo si sviluppa solamente nelle scuole superiori, dove il ragazzo adolescente, che già deve affrontare i mille disagi della trasformazione del suo corpo per la maturazione e le incertezze emotive tipiche di tale età, si trovi completamente spaesato alla superiori ed entri in crisi con dei livelli di ansia e disagio intollerabili che innescano il Mutismo come reazione a delle difficoltà che sente insuperabili.

Il Mutismo è uno strumento di difesa, il bambino o l’adolescente reagiscono chiudendosi in se stessi sperando di proteggersi così dalle brutture esterne e dai condizionamenti negativi che causano vergogna, disagio, imbarazzo che non riesce a gestire.

Il Mutismo Selettivo ha un esordio precoce: in genere si presenta all’inserimento nella scuola dell’infanzia o nel primo periodo della scolarizzazione, poiché nell’ambiente scolastico aumentano le aspettative e la pressione affinché il bambino parli.

È importante considerare che nel primo mese di scuola dell’infanzia o primaria i bambini possono essere timidi o riluttanti a parlare, è necessario aspettare che questo periodo iniziale sia passato, prima di poter ipotizzare la presenza del Mutismo Selettivo.

Capita però che gli insegnanti tardino a segnalare ai genitori che il bambino a scuola non parla, scambiando il Mutismo Selettivo per semplice timidezza o per chiusura dispettosa dello scolaro.

Quando segnalare il disturbo ai genitori.

Sempre, ogni disagio del bambino va sempre segnalato ai genitori affinché insieme, genitori, insegnanti ed esperti interpellati, possano capire le motivazioni o le condizioni di criticità che stanno alla base del mutismo.

Segnalare tempestivamente non solo permette di intervenire immediatamente, risolvendo la questione in tempi più brevi, ma consente eventualmente di scoprire la altre cause scagionati che possono essere evitate per riportare il piccolo alla sua meritata serenità interiore.

Inoltre è compito dell’insegnante prestare attenzione ad ogni scolaro e segnalare ogni fattore che sia anomalo, particolare e che meriti attenzione, prevenire il disturbo prima che si trasformi in qualcosa di più invalidante è il primo passo per un a risoluzione positiva.

È importante dunque che gli insegnanti osservino attentamente questi bambini silenziosi e dedichino loro particolare attenzione in quanto, non riuscendo a parlare, essi non riescono ad esprimere neanche i bisogni primari, come quello di andare al bagno o di non sentirsi bene.

Il Mutismo Selettivo a volte impedisce ai bambini di emettere qualsiasi tipo di suono, anche un lamento o il pianto, per cui è importante che l’insegnante sia attenta ai segnali non verbali che provengono dal bambino.

A volte è proprio grazie all’attenzione degli insegnanti che i genitori prendono coscienza dell’esistenza di questo disturbo, infatti il bambino selettivamente muto a casa è aperto e spigliato, parla con i genitori e i fratelli senza problemi.

Può capitare che i genitori non accettino l’idea che il loro bambino “abbia qualcosa che non va”, dato che nell’ambito famigliare il figlio parla tranquillamente, è importante che l’insegnante faccia presente ai genitori le difficoltà del bambino, consigliando loro di chiedere il parere di uno specialista.

 Come si comportano i bambini con Mutismo Selettivo

Alcuni bambini con Mutismo Selettivo rimangono immobili, non interagiscono, non iniziano un gioco e a volte non rispondono agli inviti al gioco dei compagni.

Anche il linguaggio del corpo può essere impacciato, lo sguardo sfuggente e assente, il viso inespressivo.

Sembra che ignorino gli altri, mentre in realtà sono così ansiosi e impauriti da essere letteralmente bloccati, tanto da non riuscire a rispondere.

È come se si sentissero su un palcoscenico, al centro dell’attenzione, proprio quello che vorrebbero evitare a tutti i costi, e questo non fa che aumentare quell’ansia in loro che è già di un buon livello costantemente.

Altri bambini invece sono meno rigidi e utilizzano forme di comunicazione alternativa; ad esempio usano la mimica o i gesti per comunicare con i loro interlocutori, eliminando soltanto le parole.

I bambini con Mutismo Selettivo sono in genere molto sensibili sia alle percezioni sensoriali, come i rumori troppo alti, le urla, le persone che discutono animatamente, i toni della voce eccessivi, gli atteggiamenti troppo gestuali.

Sono anche molto sensibili che al giudizio degli altri, agli sguardi indagatori ed accusatori di insegnanti e compagni, alle dicerie percepite dietro la schiena, e se commettono un errore temendo di essere accusati di incapacità, possono preoccuparsene tutta la notte e non dormire o dare inizio ad un problema di enuresi, bagnando il letto durante la notte.

Se l’insegnante alza la voce, sia per riprendere loro singolarmente che l’intera scolaresca, è come se fossero investiti da un tir di accuse ed incominciano a sentirsi in colpa per qualunque cosa, incominciano a provare senso di vergogna e di ansia e si bloccano.

Sarebbe meglio che l’insegnante rimproveri o riprenda gli scolari sempre senza perdere il cotrollo e mantenendo toni e gesti pacati.

Altro aspetto che metter seriamente in agitazione il bambino che soffre di ansia è non solo il fatto di dover far sentire la propria voce in pubblico o davanti a persone sconosciute, ma anche quello di essere visti dagli altri e guardati come se fossero esposti in una vetrina.

Se superando un poco il disagio riescono a parlare con qualcuno, che di solito è la persona con cui hanno più confidenza e con cui si sentono maggiormente rassicurati, lo fanno coprendo la bocca con la mano.

Questo gesto realizza comunque un mutismo improprio perché anche se c’è stata emissioni di suoni e di parole coprendo l’organo oratore per eccellenza il bambino intende mantenere intatti i presupposti del suo Mutismo.

Ogni cambiamento dunque che accompagna la vita del bambino ansiogeno deve essere fatto gradualmente ed in modo che sia adeguatamente preparato all’evento, parlandone ed affrontando le tante difficoltà che possono emergere in modo che non si ritrovi spaesato davanti a troppe cose nuove.

Gli insegnati, come i genitori, devono essere pazienti e comprensivi, concedendo al piccolo di prendersi tutto il tempo necessario per ambientarsi e sentirsi più sicuro.

Avendo capacità cognitive normali sarà in grado di seguire il programma come tutti gli altri scolari, meglio per lui evitare interrogazioni davanti all’intera scolaresca, almeno fino al momento in cui sia lui stesso a chiederlo perché si sente sicuro, nel frattempo preferire delle prove esaminatrici, come dettati, test scritti ed interrogazioni scritte, anche soltanto per lui, magari al di fuori dell’orario scolastico in  modo da non metterlo in ridicolo davanti a tutti.

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