Il pregrafismo col metodo Montessori dai 3 ai 5 anni

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Il pregrafismo indica tutte quelle attività di ‘prescrittura’, che aiutano i bambini a tracciare segni, riconoscere forme e colori non solo con gli occhi ma anche con le mani o i polpastrelli delle dita, coordinare il movimento delle mani e degli occhi, abituarsi a riconoscere e memorizzare forme e procedimenti per poi arrivare al difficile compito della scrittura e della lettura.

Essendo la scrittura la rappresentazione grafica dell’attività parlata, per poter scrivere il bambino ha bisogno di raggiungere alcune capacità motorie, buona capacità di discriminazione visiva, coordinazione e organizzazione spaziale.

Troppo spesso non si tiene conto del fatto che scrivere richiede al bambino un grandissimo impegno, perché un bambino possa affrontare l’apprendimento della scrittura manuale è necessario che abbia raggiunto un adeguato livello di competenze in diversi ambiti, a partire da quello visivo, spazio-visivo e motorio.

La scrittura non è, infatti, solo contenuto, ma è anche forma, cioè esecuzione motoria di un gesto fine e specializzato che solo l’uomo è in grado di eseguire.

 

 

L’allenamento alle attività motorie

 

 

Da questo punto di vista scrivere è un’abilità motoria che deve essere appresa a partire da competenze di base (ad esempio, la coordinazione oculo-manuale e un adeguato sviluppo della manualità fine), attraverso uno specifico allenamento (a partire da attività quotidiane come allacciarsi i bottoni o le scarpe, impugnare adeguatamente le posate fino ad attività didattiche dedicate, come infilare collane, incollare, ritagliare), sulla base di istruzioni corrette e dirette (per esempio, come impugnare le forbici o le matite).

Se nelle attività di pregrafismo e in fase di apprendimento della scrittura il bambino riceve istruzioni imprecise, incomplete o contraddittorie, è possibile che acquisisca e consolidi degli automatismi grafo-motori non funzionali.

Tra le più importanti attività motorie connesse con la scrittura c’è il coordinamencto tra occhio e mano, la funzione della vista non è solo diretta ad avere una visuale perfetta delle immagini, ma deve saper permettere (ciò si ottiene attraverso la collaborazione di diverse aree del cervello) una buona capacità di discriminazione visiva e deve anche essere in grado di organizzare lo spazio.

Spesso pensiamo che prima o poi nostro figlio scriverà, ignorando che la scrittura non è un’ attività automatica ma una capacità che si acquisisce con l’esercizio e l’acquisizione di un certo procedimento mentale.

Il primo spontaneo tratto grafico che il bimbo compie è lo scarabocchio, che in qualche modo traduce i suoi stati d’animo e che possiamo interpretare in base a ciò che traccia.

Ricordo che lo scarabocchio è un mezzo interpretativo della personalità non solo dei bambini ma anche degli adulti, come precisato in un mio articolo di cui al link.

Il passaggio dallo scarabocchio al segno grafico che corrisponde al grafema, cioè la lettera di cui è composta una parola, puo’ essere aiutato da alcuni semplici esercizi di pregrafismo come ad esempio la capacità di riprodurre piccoli segni, aste o curve copiandole da un modello già pronto.

 

 

Alcuni giochi di pregrafismo secondo il metodo Montessori

 

 

Maria Montessori ha ideato un metodo di insegnamento che rimarrà nella storia come quello più efficace e coinvolgente in quanto ideato a misura di bambino.

Alcune sue indicazioni sono utili per fare delle esercitazioni prescolastiche anche da casa, anche con strumenti che già disponiamo senza doverli acquistare, mezzi semplici ed efficaci che non costano nulla o pochissimo ma che faranno divertire il vostro bimbo come non mai ed al tempo stesso gli permetteranno di apprendere ed imparare giocando, cose che gli saranno utili a scuola ma anche nella vita.

 

 

 

 

La lavagna di sabbia o farina di mais Montessori

 

 

Prendete una scatola di legno o una scatola di cartoncino, vanno benissimo quelle per le confezioni di capi di abbigliamento o delle scarpe o stivali, quel che conta è che possa contenere alcuni centimetri di strato di sabbia finissima, se la disponete, ma anche farina di mais o farina bianca.

Diciamo che la farina di mais è più divertente per ché colorata e crea meno polvere, inoltre è più igienica della sabbia (e nel caso venga ingerita assolutamente commestibile), ne basta un sacchetto perché si può utilizzare all’infinito.

Prima di tutto fate prendere confidenza con la lavagna “Montessori”, facendolo giocare per un po’, sviluppando la sua capacità sensoriale e sensitiva attraverso le mani, in modo che percepisca la sensazione materiale del mais sotto le mani e le forme che può creare anche solo appoggiando una mano.

Una volta superata la conoscenza del gioco incominciate a proporgli delle forme da riprodurre, sempre senza insistenza, se non sarà propenso quel giorno si può mettere da parte e riproporre un’altra giornata, proponendo altri giochi comunque acquisitivi ed educativi.

Troppo spesso le mamme sono ansiose dei risultati, invece dovete pensare alla sensazione ed al divertimento del bambino, che coi suoi tempi e disponibilità umorali prima o poi sarà pronto per imparare i primi gesti per poter incominciare a scrivere.

Si può incominciare a far riprodurre delle forme semplici, come un cerchio, un rettangolo, delle linee a zigzag (come fossero delle montagne, proprio come nella foto) e tante altre forme.

Poi si passa alle forme più complicate ma non troppo difficili, come lettere e numeri facili da realizzare, per poi completare, col tempo l’intero alfabeto anche numerico.

Infine si possono combinare anche delle sillabe o parole brevi e semplici, il cui suono sia facile da memorizzare mentalmente e tradurre altrettanto facilmente, come per esempio casa, cane, rana, mamma e papà, parole che hanno anche un ricordo simbolico perciò la loro realizzazione viene memorizzata molto facilmente.

 

 

Giochi di pregrafismo e prescrittura in base all’età

 

 

Tra i 3 e i 5 anni è importante, per i bambini, iniziare a giocare con attività che stimolino le capacità di pregrafismo e prescrittura, e già prima che preparino il corpo ad eseguire esercizi di motricità fine: non solo perché imparino a scrivere (quello è – diciamo – il completamento del percorso, e la scrittura verrà acquisita piano piano tra la prima e la seconda elementare), ma soprattutto perché imparino ad esercitare la capacità del gesto grafico in sé, ovvero anche la coordinazione oculo manuale di cui abbiamo sempre parlato quando abbiamo giocato con il Metodo Montessori, e in particolare nelle attività di motricità fine suddivise per età.

Tutto inizia dal disegno dello scarabocchio: già verso i tre anni i bambini cercano di imitare il gesto della scrittura e le lettere, ma non per questo sono già pronti a imparare a scrivere.

Noi possiamo rinforzare questo percorso rispettando i loro tempi, e proponendo attività divertenti di pregrafismo e prescrittura e motricità fine.

Le tappe di avvicinamento alla scrittura, infatti, sono fisiologiche, e più o meno seguono questo ordine cronologico:

  • da 3 a 10 mesi il bambino osserva le sue mani e le tracce lasciate dalle sue mani, per esempio a contatto con sabbia, acqua, materiali modellabili;
  • intorno ai 12 mesi il bambino impugna grossolanamente penne e pennarelli, ma usa il foglio non come una superficie piana: darà dei colpi di pennarello sul foglio, e quindi produrrà tracciati brevi, punti, sfregamenti o buchi nella carta, usando tutto il corpo, e non solo la mano;
  • a 1 / 2 anni, il bambino inizia a ‘slegare’ la spalla, il braccio e il polso, e quindi ad utilizzare meglio la mano per gesti di precisione (ecco che qui possiamo iniziare piccole attività di motricità fine), e quindi può iniziare a produrre scarabocchi con linee continue, dritte o curve;
  • a 2 / 3 anni, il bambino riesce a controllare i tracciati eseguiti con la mano, fino ad arrivare a cerchi completi e angoli, ma supera ancora i bordi del foglio, quindi – banalmente – disegnerà anche sulla tavola;
  • a 3 / 4 anni, il bambino esegue scarabocchi più circoscritti, riesce a mantenersi all’interno dei bordi del foglio, è in grado di rappresentare diverse forme, come cerchi, quadrati, linee incrociate sia grandi che piccoli, può iniziare ad imitare la scrittura e soprattutto iniziare a dare un significato ai suoi scarabocchi (grafismo scritturale, per esempio raccontandoli a voce o inventando una storia di fantasia legata ai segni lasciati sul foglio);
  • dai 4 anni ai 6 anni il bambino impara il processo vero e proprio della scrittura, ed è in questa fase che le attività di pregrafismo vero e proprio hanno più senso, e sono anche più apprezzate.

 

Il pregrafismo si può sviluppare dunque in due modi, in base all’età del bambino:

  1. dai 2 anni ai 4 anni circa: attività di motricità fine, come ritagliare linee e figure con le forbici, cucinare, creare giochi manuali o esercitarsi con attività che coinvolgano piccoli movimenti, come infilare, chiudere, incollare, avvicinare mettendo insieme e raggruppando.
  2. dai 5 anni circa: schede di pregrafismo vere e proprie, per esempio abilità nel seguire e tracciare linee rette, curve e dritte, o seguire percorsi o labirinti, o collegare frecce.

 

 

L’importante è che un gioco resti sempre un gioco.

 

 

Negli ultimi anni genitori moderni ed ipertecnologici hanno pensato di sostituire il gioco semplice e naturale con la tecnologia che nulla ha di educativo né istruttivo, sostituendo i giochi più semplici con giochi sempre più costosi pensando così di sviluppare e migliorare le capacità intellettuali dei figli.

Sbagliatissimo, come altrettanto sbagliato è pretendere che i figli diano delle risposte cognitive e mentali al di sopra delle loro capacità o possibilità, mettendoli in competizione coi loro compagni.

A tal proposito rimando ad un mio articolo che parla della competitività nei piccoli e come questo sentimento non sia innato in loro ma solo il prodotto del condizionamento sbagliato degli adulti.

Lasciate che i vostri figli crescano felici, meglio un bambino felice che un finto genio complessato.

Ricordiamoci che la fantasia nel gioco e in qualunque altra attività del bambino è sempre importantissima.

E anche nei giochi in stile Montessori possiamo coltivarla insieme ai figli, per esempio utilizzando gli strumenti più semplici abbinati a vari colori, sono divententi, aiutano la creatività e migliorano la capacità cognitive, di prensione e movimento organizzato e di problem solving.

 

 

 

 

Pregrafismo per la Motricità fine

 

 

Tra i giochi di motricità fine più divertenti, in ordine di difficoltà crescente, vi consiglio:

  1. travasi di solidi, per esempio con i legumi;
  2. appaiamenti di colore con le mollette;
  3. infilare perline e seguire sequenze di colore;
  4. ritagliare con le forbici.

 

 

 

 

In commercio potete trovare anche giochi predisposti per tale allenamento, chiamate le “tavolette di Borgione”, ma non dimenticate che ogni gioco che si può acquistare si può anche realizzare a casa col fai da te, magari coinvolgendo nella realizzazione vostro figlio, rendendolo doppiamente felice perché ha creato da solo il suo stesso gioco e perché lo ha fatto col papà o con la mamma.

Giocare coi genitori è sempre un momento impagabile.

Il mercato dei giochi per l’infanzia è vario, propendete per le cose semplici e realizzate con materiali il più naturali possibili, quelli non naturali sono tossici e dannosi perché se portati a contatto con la bocca possono causare allergie ed ogni tipo di reazione.

Evitiamo ampiamente i giochi dei cinesi, costano poco ma fatti di materiale che si rompe facilmente lasciando parti taglienti o causano la fuoriuscita di componenti tossici e facilmente ingeribili, altrettanto dannosi se non addirittura letali.

Controllate sempre la provenienza ed il materiale dei giocattoli che date ai vostri figli, e come già ribadito se non volete spendere fateli voi, ci guadagnerà il vostro portafoglio e la felicità di vostro figlio.

  1. i numeri tattili, e anche le lettere, che sono proprio in stile Montessori, basti pensare alle tavole tattili e lettere smerigliate;
  2. le tavole in legno, che seguono sempre lo stesso principio delle lettere smerigliate, abbinando anche, però, la preparazione alla scrittura;
  3. i percorsi tattili, che il bambino utilizza seguendo le tracce con le dita;
  4. le tavolette da pregrafismo con il punteruolo: che non è altro che un grosso matitone per fare i contorni o gli interni, è davvero utile per esercitare la coordinazione oculo-manuale; si usa molto nelle scuole dell’infanzia, all’ultimo anno, per scontornare le figure o per realizzare dei disegni passando all’interno di un percorso già sagomato.

 

 

 

Acquisire sensorialità tattile con la Mystery box

 

 

Anche questo è un gioco che rientra nel metodo montessoriano ed aiuta ad ampliare la percezione tattile e la capacità intuitiva del piccolo usando soltanto il tatto.

Potete realizzarla facilmente utilizzando uno scatolone dove farete due fori paralleli per poter infilare le braccia del vostro bambino, posizionatelo poi in modo che non veda il contenuto interno con gli occhi, in modo che l’apprendimento sia efficace per la sua finalità.

Dentro potete introdurre svariati prodotti, il gioco consiste nell’indovinare solo tastando di cosa si tratta.

 

 

 

 

Il gioco delle cerniere

 

 

Gioco semplicissimo ma che aiuta la manipolazione e la gestione del gesto motorio della mano e delle dita, non solo ma aiuta anche la funzione visiva nel riconoscimento dei vari colori.

Su uno scatolone potete incollare delle vecchie cerniere di diverso colore, ed invitare vostro figlio ad aprire e chiudere quella col colore da voi indicato.

Cercate di incollarne il più possibile, più colori e cerniere ci sono più tale gioco diventa difficoltoso ed impegnativo, se lo volete provare voi stessi vi renderete conto che non è una passeggiata scegliere colore, aprire e chiudere cercando di ridurre sempre il tempo di realizzo del compito dato.

Mi raccomando, sempre senza insistere o forzare, ma attendere i tempi naturali del bambino.

A questi giochi non devono mancare anche i giochi fatti con la stoffa ed il feltro, magari rappresentativi di forme o di lettere e numeri, che poi si possono combinare per creare una parola, un numero composto od associare la forma con i caratteri scritti o le figure di animali con le lettere iniziali, per cominciare, per poi passare alle parole del nome dell’oggetto o dell’animale complete.

 

 

 

 

 

Le schede didattiche della prescrittura

 

 

Si tratta di schede su cui si trovano delle tracce accennate, fatte ad esempio di linee puntinate o con punti da unire, che richiamano delle forme o dei disegni e che servono per imparare ad acquisire il gesto dello scrivere e dell’impugnatura della matita.

Vanno scelte in base all’età ed alla abilità di prensione della matita, e possono rappresentare le forme più semplici, come quella sopra , che disegni veri e propri, cioè forme complesse da ridisegnare e completare coi colori.

A tal proposito lascio dei link a dei miei articoli sulla corretta impugnatura della matita o della penna e su quali siano le impugnature corrette e funzionali e quali invece disfunzionali da correggere il prima possibile.

Per quanto riguarda le schede per esercitarsi al pregrafismo sono molti i siti dove possono essere scaricate.

Per poter scaricare delle schede divertenti e gratuite per esercitazioni e giochi adatti all’età dell’infanzia nella fase prescolastica vi consiglio il sito:  http://biancosulnero.blogspot.it/2015/11/pregrafismo-per-la-scuola-dellinfanzia.html, oppure sul sito: http://www.fantavolando.it/schede-pregrafismo-2/.

Ci sono diversi siti in internet che offrono sempre nuove e diverse schede di gioco, scaricabili gratuitamente, oltre a quelli sopra indicati per mero esempio, potete quindi approfittarne ed abusarne in quantità in modo da evitare che le solite schede usate possano annoiare il vostro bambino e stancarlo sull’allenamento del pregrafismo.

Inoltre poter variare senza spendere nulla permette di poter gestire il lavoro con ampio materiale, diverso, accattivante ed invogliante la partecipazione del bambino su dei lavori che se eccessivamente ripetitivi e noiosi renderebbero vano l’intento a cui sono diretti, cioè allenare vostro figlio a diventare un buon scrittore o ad avere più praticità con la scrittura.

13 Comments

  1. Cristina ha detto:

    Grazie. Molto interessante.

  2. Adelaide ha detto:

    Ottimo lavoro sono convinta che è bene non forzare il bambino ma lasciarlo libero .

    • Concordo pienamente,
      peccato che nelle scuole pubbliche, ma anche in quelle private, mi creda, il programma ed i risultati sono gli unici aspetti che hanno precedenza, quando apprendere ed imparare i concetti non vuol dire soltanto ripeterli bene nell’occasione dell’interrogazione, ma purtroppo le carenze che si riscontrano nella scuola sono la pessima dimostrazione della visione sbagliata che il futuro delle generazioni non incominci tutto da lì.
      GRazie infinite Adelaide per il suo commento
      A presto
      Marilena

  3. Roberta ha detto:

    Gentile dott.ssa, insieme ad altre mamme ci siamo accorte che i nostri figli che hanno appena iniziato la prima classe della scuola primaria, hanno ancora molta difficolta a scrivere vocali e consonanti nel modo giusto (ad esempio, alcuni di loro fanno la lettera O partendo dal basso ed in direzione opposta a come dovrebbe essere).
    Fatto salvo che ogni bambino ha i suoi tempi di apprendimento, ci consiglia di integrare ai compiti a casa, delle schede di pregrafia, prese online?
    Grazie.
    Roberta

    • Assolutamente sì care mamme, sono schede divertenti che aiutano a sciogliere il gesto dello scrivere del bimbo e a renderlo più fluido.
      Posso darvi un consiglio che diverte molto i bimbi e li aiuta a scrivere meglio e a prendere coscienza di quanto possono migliorare.
      Soloitamente mi piace far eseguire dei cerchi concentrici uno dopo l’altro senza mai staccare la penna, e poi nelle fasi successive diventano delle “eeee” e poi delle “lelelele”, ma il gioco sta nel far fare una prima prova ad occhi aperti e poi la successiva ad occhi chiusi e vedrete che differenza.
      Anceh loro la noteranne e vedendosi èiù bravi saranno anche stimolati a fare la stessa cosa anche da svegli.
      Ad occhi aperti il bambino è molto concentrato e teso sull’esecuzione dell’esercizio che risulterà pertanto contratto, mentre ad occhi chiusi diventa giocoso e quindi si scioglie la tensione ed il gesto diventa più bello visivamente ma sopratutto più fluido. Da ripetere nelle varie fasi delle difficoltà.
      Un’attenzione particolare sulla postura usata mentre si scrive e il modo di impugnare la penna, anche questi elementi incidono su una disgrafia che non è disgrafia ma errata impugnazione, ci sono dei miei articoli specifici su questo argomento, anche illustrati, così potete seguire meglio ed in maniera completa questo impegno non da poco di insegnare la scrittura.
      Spero di esservi state utile, fa sempre piacere sentire che ci sono mamme che ci tengono ad essere le prime assistenti dei loro bambini, e così dovrebbe essere (complimenti!), se ci saranno ulteriori o diverse difficoltà potete sempre contattarmi anche privatamente.
      A presto
      Marilena

  4. […] senza mai staccare la penna dal foglio, prima ad occhi aperti e poi chiusi. Lo dicono gli esperti: “Quando si chiudono gli occhi la concentrazione si sposta sulle forme da visualizzare con la […]

  5. Munera ha detto:

    Ciao, non commento alquanto spesso anche se leggo il tuo sito web
    da qualche

    giorno. Questo articolo mi ha aiutato molto, non so

    come ringraziarti davvero, ciao buon blogging.

  6. Mimmi ha detto:

    Sto cercando un aiuto per mio figli undicenne, ebbene si. Dalla prima elementare ha difficoltà a velocizzare la sua scrittura, purtroppo l’insegnante , pessima non ci ha mai dato modo di poter approfondire la questione etichettando il bambino come lento e distratto, caricandolo di esercizi a volontà che lo hanno reso scostante e insoddisfatto scaricando il malumore sul suo braccio che oggi è rigido e si stanca facilmente. Ora in prima media ha ritrovato pieno interesse per lo studio ottenendo ottimi risultati , ma scrive ancora lento e stancandosi molto. La prof di italiano mi ha chiesto , per le vacanze di farlo esercitare (senza eccedere molto) anche con dei pregrafismi… ha da suggermi qualcosa che non siano infantili per evitare un suo scoraggiamento. La ringrazio da ora per qualsiasi info. Un saluto da una mamma fiduciosa.

    • Con tutta probabilità suo figlio ha sia una postura che un’impugnatura della penna sbagliata, da qui la lentezza nello scrivere, il dolore alla mano che sopraggiunge a breve ed anche al braccio e alla schiena, incapacità a mantenere la posizione a lungo e quindi il poco amore per lo scrivere.
      Le consiglio dei miei articoli che parlano proprio di questi probelmi con dei suggerumenti su come modificare postura ed impugnatura sbagliata e qualche consiglio di pregrafismo, che sono poi degli esercizi per allentare la tensione della mano e del polso.
      Ecco gli articoli:
      correggere la disgrafia
      Impugnature disfunzionali
      impugnare correttamente una matita

      Un ultimo consiglio: quando fa fare del pregrafismo, e su questo argomento trova molte schede ed indicazioni anche in internet, per divertire il figlio, in modo che prenda la cosa come giocosa distraendolo dalla doverosità dell’impegno, provi a fargli fare delle esercitazioni in scioltezza ad occhi chiusi (tipo una serie di lllll o lelelelel) senza staccare la penna dal foglio per poi rivedere lo scritto che sarà molto più fluido, quindi contento dell’ottimo risultato potrà riprovare più fiducioso ad occhi aperti, ruscendo con la stessa scioltezza.
      Gli occhi chiusi servono a togliere la concentrazione sul foglio che crea tensione anche nella mano, in modo da fare un movimento sciolto, quando poi vedendosi il bambino si renderà conto di aver fatto una cosa bella seppur senza guardare lo rifarà anche ad occhi aperti perché ha capito che gli è fattibile e non è una cosa impossibile.
      E’ una tecnica distensiva che funziona molto bene.
      Spero di esserle stata d’aiuto
      Marilena

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