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Superare il senso di colpa
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Tutti i segni hanno un significato particolare, ed ogni segno rappresenta un bisogno, un desiderio, un senso si inadeguatezza,un’incapacità, una predisposizione, una particolare inclinazione, tra i tanti segni che ho studiato e scoperto non poteva mancare il segno rilevatore del bisogno affettivo.

Innanzitutto cerchiamo di comprendere cosa si intende per bisogno affettivo.

Tale desiderio compensativo o bisogno nasce da una carenza affettiva patita durante l’infanzia, a volte anche prima, o nella pre e adolescenza, ma sempre come risultato di una carenza affettiva già palesatasi nell’età precedente che però esplode in maniera evidente soltanto quando il ragazzo ha la capacità di esaminare le sue emozioni e di leggervi dentro del dolore riconducibile a dei ricordi specifici.

L’adolescente o la persona adulta che si porta dentro, dei vuoti affettivi che hanno comportato un devastazione della stima e del proprio valore, con dei forti ed invalidanti sensi di inadeguatezza, di incapacità, di senso di fallimento, tutte situazione che lasciano vivere nel dolore e nella paura cotante di fallire e di non essere all’altezza della situazione, si palesa in maniera evidente, con sensazioni dolorose ed ansiogene ancora più forti, quanto entra in contatto con gli altri, si confronta con loro ed il loro vissuto, così diverso e sereno rispetto al proprio, il tutto in forza di una maturità che consente di fare dei paragoni e di esprimere dei giudizi.

 È in tale fase che il giovane e l’adulto sentono che nella loro vita è mancato qualcosa di importante, comprendono che è stato soprattutto l’affetto e l’amore genitoriale, e ne patiscono tutti i sentimenti negativi e contrastanti che tale convinzione porta inesorabilmente con sé.

In pratica la persona si rende conto, pur mantenendo degli inevitabili sensi di colpa per il giudizio e l’accusa espressa verso i genitori, cioè coloro che moralmente dovrebbero essere ingiudicabili per averlo allevato e per averlo comunque accudito, anche se con delle modalità sbagliate, o forse perché il genitore tendeva a scaricare sul figlio tutte le sue colpe per non sentirsele addosso, che i suoi problemi e disagi derivano dal fatto di non essere stato amato a sufficienza e di non avere ricevuto quell’affetto, considerazione e stima che lo avrebbe reso più forte e più preparato ad affrontare le avversità della vita.

Inevitabilmente questo bisogno affettivo si ripercuote sulla scrittura, come su tutti gli aspetti della vita e soprattutto nel rapporto con gli altri e nella considerazione di se stesso.

Vi sono pertanto dei segni distinguibili che emergono dalla scrittura e che parlano di tale dolore, di tale desiderio di attenzione e cure come non si è avuto prima, questo bisogno affettivo che viene ricercato in tutte le persone che si incontrano spesso quelle sbagliate, perché di persona che si approfittano di tale sensibilità e condizionabilità del soggetto sono molte e spesso agiscono con fini egoistici, meschini e dannosi che non fanno che aumentare i disagi della persona e la sua incapacità di relazionarsi col mondo e con gli altri.

 

 

I segni del bisogno affettivo nei margini

 

 

Essi si manifestano prevalentemente nella parte sinistra del foglio, ma anche nella parte sinistra della parole o addirittura della lettera.

La sinistra rappresenta psicologicamente il passato, il vissuto, la famiglia ed in particolare il rapporto con la madre, quella madre che dovrebbe dare amore incondizionato e tanto affetto così che il bambino si senta amato, voluto, desiderato e considerato speciale così com’è, senza pretendere nulla di diverso.

Sicuramente il margine sinistro o sarà formato con spazi ampi o altalenanti, nel primo caso c’è una presa di consapevolezza della negatività della famiglia o di un suo rappresentante e quindi la necessità di prendere distanza e di allontanarsi per non essere costantemente avvelenato dai brutti ricordi.

Chi crea un margine sinistro altalenante, un po’ prossimo al margine ed un po’ distante è una persona combattuta tra quello che sente e quello che ha razionalmente capito ed il senso di colpa verso coloro che comunque lo hanno messo al mondo ed allevato.

Non riuscendo a prendere una decisione se odiarli o pensare di essere invece egli stesso sbagliato o inetto e quindi responsabile dell’essere stato poco amato, alterna stati d’amino di rabbia, risentimento e rancore e grandi sensi di colpa che non gli faranno mai prendere la decisione giusta per risolvere il suo problema.

A volte non rimane che accettare il fatto di essere nati sfortunati e di allontanarsi da una negatività che condiziona e limita l’agire, per buttarsi nella vita, nel mondo con uno spirito nuovo ed indipendente.

Chi è stato allevato in tal modo cresce con una buona stima di sé, e con un senso di capacità e di realizzazione perché c’è chi ha creduto in lui e lo ha sempre rassicurato nelle sue doti, indipendentemente da quali essi siano.

Pertanto chi soffre di carenze affettive è spesso anche una persona irrealizzata, incapace di portare a termine dei progetti o di aver il coraggio di buttarsi in determinate scelte, per tale motivo il suo margine destro sarà distante, lontano, come il suo senso di incapacità che lo frena prima ancora di mettersi alla prova.

La sua scrittura apparirà prevalentemente contratta, addossata e poco sviluppata verso destra, il senso di vuoto a sinistra troverà corrispondenza in un vuoto creato a destra per la mancata realizzazione non solo dei progetti ma anche della propria personalità, poco sviluppata, immatura, ansiogena e piena di paure e di dubbi.

 

 

Quando il bisogno è avvertito come una mancanza

 

 

Veniamo ora alla rilevazione di tale bisogno attraverso la lettura dei segni.

Quando la persona avverte la carenza affettiva non ricevuta come un privazione, una cosa che le era destinata ma non concessa, come una mancanza, un vuoto mai compensato, un abisso mai saturato le lettere saranno nella parte sinistra rattrappite, contratte, chiuse, anelli non formati, anelli molto aperti a sinistra, deformità che si rivolgono proprio al suo vissuto infantile.

Di seguito alcuni esempi.

Nelle immagini che seguono ad esempio ci troviamo di fronte a delle lettere “a” in cui la pancia che dovrebbe essere formata da un cerchio a sinistra della lettera, eseguita con lo stile dello stampato in minuscolo, oppure un anello pieno e completamente realizzato appare invece come una “a” svuotata, spenta, privata della sua parte piena, il centro di forza e di vigore, ma risulta eseguita da un segmento doppiamente ripassato nella parte bassa che non si gonfia mai.

         

 

 

Il fatto che il ripasso sia eseguito nella parte bassa è indice che la mancanza si rivolge ad un elemento che costituisce un bene primario essenziale nella crescita e nello sviluppo del bambino, un suo bisogno primario, emotivo ed istintivo che non ha trovato soddisfazione ed appagamento, rimanendo non sviluppato, non gonfiato d’amore e quindi non realizzato con la forma piena del cerchio della “a” eseguita con il metodo dello stampato in minuscolo.

Altro elemento che indica l’assenza, la privazione ed il vuoto è la fessura, l’apertura della lettera verso sinistra, come mostrano le immagini che seguono.

Aperture nell’occhiello della lettera “o”:

 

               

 

 

Oppure nella lettera “d”:

 

           

 

Tra l’altro un altro elemento che si combina con i ricci del bisogno affettivo sono lo stile eseguito con una scrittura pendente, cioè che tende a rovesciarsi a destra, quasi a giacere sulle lettere che seguono.

Questo segno indica la forte dipendenza che ha la persona dagli altri, senza i quali non saprebbe fare nulla o non avrebbe il coraggio di fare nulle e di decidere nulla, quindi soggetti che possono facilmente cadere nelle trappole manipolatorie di persone che se ne approfittano.

 

 

Quando il bisogno è dimostrato con un eccesso di pretesa affettiva

 

 

 

Con pretesa affettiva si intende il bisogno del soggetto soddisfatto attraverso la ricerca di attenzioni e manifestazioni di affetto che vengono trattenute, riempiendo asole ed occhielli o bombando la parte sinistra o superiore a cui segue una chiusura, simbolo della necessità di non far fuoriuscire il bisogno recuperato ed avuto o ricercato.

Un esempio lo si può trovare nelle “m” eseguite ad arco, dove l’arco indica proprio la copertura salda e solida da cui non far uscire l’affetto che si riceve, come se non se ne avesse mai abbastanza da saturare la privazione subita.

In tale caso la chiusura superiore si rifà alla zona dei pensieri, dei ricordi, delle manifestazioni affettive che vengono gelosamente custodite e costantemente ricordate e ma sempre pretese.

 

       

 

Altro esempio sono le asole o gli occhielli eccedenti nella loro rotondità a sinistra.

Come per le lettere “a”:

 

        

 

 

Ma anche in altre lettere dove domina una parte formata ad occhiello che si pone a destra della lettera, come per esempio nella “d”, qui riportata in due immagini in cui appare unita alla “a”:

 

      

La doppia chiusura a sinistra della lettera “d” rimarca il fenomeno del desiderio di trattenere affetto sia concretamente per azioni pratiche che fatto di idee, pensieri ed anche illusioni.

Infine vi possono essere altre lettere che mostrano lo stesso riccio, di seguito vediamo, per esempio una “s”, una “q”, una “c” ed una “m”, tutte col riccio pieno e desideroso d’affetto proteso a sinistra.

 

                    

 

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