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Cos’è il tantra

 

 

Quando si parla di tantra si fa riferimento ad una disciplina storico culturale che fa rifermento all’amore universale e verso l’uomo in particolare come ad un qualcosa che va al di là del semplice atto sessuale e comprende una concezione più ampia e complessa dell’amare, del donarsi e del mettere il partner al centro delle proprie attenzioni, il tutto non tralasciando la visione sacrale e spirituale che accompagna ogni momento dell’esistenza.

Una visione ben lontana dal mostro modo di vedere fortemente concentrato su una visione individualista ed egoista della persona, diretta a privilegiare i desideri personali a scapito dell’altro, anche quando quell’altro è un compagno di una relazione sentimentale o addirittura coniuge.

Secondo il tantra l’amore è sacro perché è la rappresentazione terrena dell’incontro fatto dalle divinità, come se i gesti venissero ripetuti seguendo una tradizione divina ed elevando l’uomo non più solo animale tra gli animali, ma come essere dotato di una parte spirituale che lo rende diverso da tutti gli altri esseri e superiore a loro.

Nell’incontro amoroso tantrico l’unione della donna e dell’uomo ha un significato simbolico divino e come tale deve essere trattato, la donna rappresenta la manifestazione terrena della dea Shakti, l’uomo del dio Shiva.

Un incontro che rimanda ad un precedente incontro divino non può essere intaccato dal materialismo puro e quindi rimane a livello spirituale e come tale deve essere vissuto.

 

 

Il Tantra come stile di vita

 

Chi pratica il tantra vive con la stessa spiritualità ogni aspetto della vita, non solo la parte relativa all’accoppiamento, che semmai è visto come il gesto di generosità più elevato che un partner può concedere all’altro, proprio in virtù dell’amore profondo che li unisce.

Il tantra è una filosofia di vita che comprende tutti gli aspetti dell’esistenza dell’essere umano secondo la quale per vivere bene l’uomo deve essere in perfetta simbiosi col sistema in cui vive, non solo quello naturale che lo circonda ma l’universo intero, da qui poi la simbiosi e la perfetta armonia con l’ambiente e con le persone diventa naturale, automatico, insito nello stile di vita.

Il tantra nacque intorno al  2000 a.C. nella valle dell’Indù fra gli Harappei, un popolo di matrice matriarcale, concentrato sulla donna in quanto madre e portatrice di vita.

Tale antica popolazione avevano una vera e propria cultura del piacere e del sesso senza alcuna forma di tabù o repressione, anzi era il punto focale dell’esistenza dell’uomo ma soprattutto della donna.

Non per nulla non esisteva la camera da letto, locale adibito al sonno ma anche all’accoppiamento relegato nella parte più nascosta e privata della casa, il talamo dell’amore era invece il punto centrale della casa, attorno al quale tutto ruotava e tutto dipendeva.

Per tale ragione il letto non era un semplice pagliericcio ma arricchito lussuosamente e posto nel salotto di casa, dove si ricevevano gli ospiti ma anche gli amanti.

Il rapporto con la sessualità era molto cosciente, rilassato, naturale e fare l’amore era un atto sacro, in cui compiacersi e da esibire senza remore alcune.

Ma queste antiche tradizioni videro il loro declino e la repressione dei loro dogmi con l’avvento del comunismo e della costrizione a delle regole sociali che vietavano ogni forme di piacere per la parte povera del popolo, ambito relegato solo ai nobili ed agli imperatori.

Il tantra ridimensionato nei suoi aspetti sopravvive ancora in alcuni ashram indiani segreti e in alcune linee del buddhismo tibetano.

Arrivò in Italia solo di alcuni decenni or sono, favorito dal terreno preparato dalla rivoluzione giovanile del ’68 e dall’emancipazione della donna e la conseguente libertà sessuale.

Oggi è stato riadattato da varie discipline, ma ci sono dei caratteri comuni a tutte queste, cioè la riscoperta dei desideri umani più profondi ed istintivi, fortemente repressi dalla Chiesa nei secoli precedenti, ed in alcune sette tutt’ora regnanti.

Tali desideri riscoperti con queste discipline orientali si possono così riassumere: quello di amare e di essere amati, di vivere in pace ed armonia col sistema naturale e quello di ricercare veramente se stessi.

 

 

Il Tantra nel sesso

 

Chi lo pratica la disciplina spirituale tantrica vede l’amore di una coppia come l’aspetto che maggiormente rappresenta il concedersi ed l’essere in simbiosi armoniosamente con l’altro.

Il sesso è dunque l’elemento che permetta la scoperta dell’energia femminile e di quella maschile e del massimo piacere che da questa associazione i partner possono trarre.

Il sesso tantrico è visto soprattutto sotto un aspetto affettivo ed emotivo, nulla a che vedere con pratiche anomale, semplicemente il piacere viene prolungato perché l’atto non è più fine a se stesso e non più in una visione puramente egoistica, ma l’armonia dei corpi è soprattutto una conquista dell’armonia delle sensazioni e delle emozioni, ecco perché chi lo pratica lo sente come un piacere prolungato e duraturo.

Inoltre occorre tener conto di altri aspetti, chi inizia una pratica sessuale tantrica non si prepara solo all’atto pratico dell’accoppiamento, ma mette in atto un sistema di azioni e comportamenti per far rilassare l’altro, per compiacerlo, per appagare ogni suo senso, a cominciare dall’ambiente che deve essere allestito con un’armonia di colori, profumi ed addobbi che rilassano la mente e stimolano la sensibilità e la sensorialità di tutti i sessi.

Quindi ci si deve rilassare in un ambiente morbido, caldo, con luci soffuse, candele profumate e si incomincia con dei massaggi vicendevoli, in modo da prepararsi a vicenda.

È in pratica il modo di ritrovare il piacere nel tempio del proprio corpo, coltivare una comunicazione intima col partner, abbandonarsi alle sensazioni più intime e condividerle in due.

 

Le fasi del sesso tantrico

 

 

Il sesso tantrico permette al corpo e alla mente di liberarsi e di provare sensazioni intense, profonde, di vera e propria estasi. [1]

Per raggiungere tale scopo è necessario seguire un percorso fatto di fasi che possono essere così riassunte.

 

 

L’attenzione, ovvero la consapevolezza corporea

 

 

Usare la chiave dell’attenzione sulla concentrazione della conoscenza del proprio corpo al fine di avere una piena e completa consapevolezza delle infinite risposte che i nostri sensi possono dare, vuol dire ascoltare il proprio corpo, prima da soli, e poi con il proprio partner.

Durante il rapporto dobbiamo prestare attenzione al nostro corpo, alla zona di contatto tra i due e alla sensazione corporea che ne deriva, cosa sente il nostro corpo in quel momento.

Restare in quella sensazione, non seguire i pensieri, soprattutto quelli che implicano costrizioni o limiti.

 

Il movimento e il ritmo

 

Secondo il Tantra con queste parole chiave si mette in circolo molta energia, in sostanza si raccomanda di muoversi insieme al proprio partner, per sbloccare in particolar modo il livello del bacino.

La coordinazione e l’armonia dei movimenti si ottiene soltanto ascoltando l’altro e seguire il suo respiro, i suoi movimenti le risposte sensoriali che emana.

Il respiro

 

Secondo il tantra per favorire il piacere e l’eccitazione il respiro deve essere morbido e rilassato, perché se è corto e affannoso non si ossigenano abbastanza le zone erogene.

Sincronizzando la respirazione, secondo la filosofia tantrica si fa circolare l’energia. Imparare a respirare bene e profondamente è fondamentale.

Ritrovarsi in una situazione di unità in cui non c’è l’ansia di ottenere un risultato, e quindi rilassante, unita al contatto umido che si viene a verificare tra gli organi genitali permette il massimo contatto, fa sì che si senta più forte lo stabilirsi di questa sintonia.

 

Rimandare l’orgasmo

 

Parlare di sesso tantrico rimanda subito alla durata perché si può provare un piacere sessuale prolungato senza lasciarsi andare all’orgasmo, ma sperimentando sensazioni tanto profonde e piacevoli da rendere l’atto qualcosa di più profondo.

L’orgasmo non è l’obbiettivo del sesso tantrico, che può trovare la sua massima estasi anche solo nel piacere sensoriale.

Secondo gli esperti in materia non serve nemmeno un’erezione costante, ma è sufficiente che il pene rimanga nella vagina per almeno 35 minuti affinché  le onde cerebrali dei due amanti si sintonizzano, facendo raggiungere uno stato di calma e benessere.

Se poi i minuti sono di più tanto meglio per i partner.


[1] Spunti tratti dal sito: http://style.cnlive.it/sex/piacere/2016/07/04/cos-e-il-sesso-tantrico-e-come-funziona.aspx

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