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Il significato dei tagli delle “t”

In grafologia ogni modalità di eseguire una lettera, un segno, come esso occupa lo spazio o in che modo viene formato e verso quale direzione ha un significato psicologico molto particolare, mettendo insieme tutti gli elementi che si desumono da una grafia si compone una personalità che è la più vera in quanto nasce dall’inconscio, dal profondo e non vi è volontà di mentire che possa modificarla o fuorviare l’identificazione di come un soggetto è caratterialmente.

Per tale motivo è ampiamente ritenuta dalla medicina come il test più completo ed in assoluto il più attendibile per conoscere una determinata persona, il suo atteggiamento verso l’ambiente, il  prossimo, il futuro e verso se stessa.

Anche se rimangono molti scettici, presumo più per il timore di affrontare un grafologo che per critica fondata e consapevole, molti medici, psicologi e psichiatri stanno utilizzando tale specializzazione per completare la loro formazione, ritenendola uno degli strumenti più attendibili, veloci e completi per la conoscenza e la valutazione di un soggetto.

Ma essa è complicata per chi la deve studiare, perché non si tratta di poche regole da mettere in pratica al momento opportuno, c’è chi lo fa ma con poca professionalità screditando anche l’intero sistema della grafologia e coloro che di questa scienza ne fanno oggetto di continuo studio e ricerca, come la sottoscritta.

Oggi vi vorrei parlare del significato che nasconde una lettera molto semplice nella sua realizzazione come la lettera “t”.

 

Ogni modo ha il suo significato specifico

 

La particolarità della “t” è dato dal fatto che si compone di due segmenti che si incrociano, in taluni casi si sfiorano o non si incrociano del tutto, che si trovano su due assi distinti: l’asse orizzontale e quello verticale.

La parte verticale della lettera si chiama asta ed è quella che sale verso l’alto, incominciando dal rigo o staccandosi da esso.

La necessità di partire dal rigo denota un bisogno della persona di attenersi alle cose materiali, alla razionalità ed alla logica e di avere una base costante nella propria vita, essa sarà quindi regolare, precisa, rigida in certi casi, coerente e concreta, metodica, puntigliosa.

Chi invece si discosta dal rigo e si distanzia è una persona che vive più la sfera intellettuale, creativa, di scienza, di elaborazione delle cose e non ama aderire alle cose terrene avendo bisogno di volare con la fantasia.

La parte che taglia l’asta si chiama elsa e viene fatta con le modalità più svariate il cui significato dettaglierò di seguito perché molto più variegato.

L’elsa per sua natura si trova al di sopra del rigo, nella parte alta della lettera quindi viene considerato un elemento della zona intellettuale, spirituale, delle idee e dei pensieri, degli ideali, della vanità, dell’orgoglio che spesso sfocia in superbia ed alterigia, sino a diventare il simbolo di una disposizione personale tirannica, dispotica, con tendenze all’altezzosità ed al bisogno di primeggiare sugli altri nel sapere e nella conoscenza.

Per tracciare i tagli delle t occorre staccare la penna dal foglio e, solitamente, se si esegue il trattino immediatamente dopo l’asta della lettera fra la t e la lettera successiva non si interromperà la continuità grafica, ma se il trattino verrà apposto dopo aver completato la parola allora si produrrà una (più o meno visibile) ‘fisiologica’ interruzione.

Le else, i tagli, i tratti delle “T” vengono anche chiamate barre e si distinguono in barre lunghe o corte.

Barre lunghe

Come dice il termine, le “barre lunghe” sono i tagli delle “t” che si prolungano orizzontalmente, ricoprendo diverse lettere, spesso danno graficamente l’impressione di una freccia o di uno spillo appuntito.

Non è improbabile che questo segno sia indice di spiccata aggressività verbale, di egoismo ed egocentrismo, di vanità narcisistica e di bisogno di dominare l’ambiente e le persone con cui entra in contatto.

In altre parole, le persone che scrivono con questa particolarità tendono a reagire con un gettito piuttosto violento di parole, specie se vengono accusate o aggredite verbalmente, sono capaci di diventare offensive e taglienti e non si controllano facilmente.

Se anche fossero nel torto, la reazione può diventare così dura da far sentire l’interlocutore in colpa: passano dal banco degli accusati a quello degli accusatori.

Queste reazioni sono più forti quanto più lunghe, grosse ed invadenti sono eseguite le aste, spesso molto premute sul foglio perché rientra nei gesti impulsivi di decisioni e di scatti di rabbia e di nervosismo.

Barre corte

All’opposto abbiamo delle “barre” molto, troppo corte, tanto da rasentare un puntino.

Come si può intuire, si tratta di un segnale di inibizione verbale, le persone che hanno questa modalità grafica tendono a zittirsi facilmente: non osano esprimersi serenamente e tranquillamente, anche quando hanno ragione.

È come se subissero una specie di blocco mentale: le idee e le parole non riescono a prendere forma ed a materializzarsi.

Se poi il nostro amico è sorpreso in flagrante – ad esempio sta mangiando di nascosto – ha una specie di breve e piccola paralisi mentale. Può balbettare qualcosa, ma si tratta solo di un riempitivo che nasconde il vuoto e l’incapacità di difendersi.

Molto spesso queste persone sono state zittite con violenza nella loro infanzia: “Sta zitto! Non parlare quando parlano gli adulti!”, e frasi affini dette in tono minaccioso.

Questo timore non è mai stato cancellato dalla loro mente e continua a farsi vivo in ogni circostanza “drammatica”, per quanto di formato ridotto.

Se si tratta di un bambino, lo si può aiutare a superare questa paura incoraggiandolo a parlare e ad esprimersi liberamente, in modo civile ed educato. Se si tratta di un adulto, il processo è più lungo e difficoltoso: dovrebbe infatti prendere atto di questi ritorni a paure infantili, parlare con calma e tranquillità, senza preoccuparsi più di tanto della figura che può fare. Con un po’ di tempo e pazienza, si possono ottenere buoni risultati.

 

Il taglio delle “T” come impronta dell’infanzia

 

Il taglio delle t rivela la focosità aggressiva dello scrivente come pure il senso della collocazione della propria persona nell’ambiente.

Si tratta di tratti caratteriologici che assumono il loro aspetto quasi definitivo nella preadolescenza e nell’adolescenza, se non  addirittura nell’infanzia, quando il soggetto, superata la fase di adattamento delle elementari, e proiettato nell’insegnamento delle medie, esamina criticamente quanto gli è stato insegnato secondo i propri criteri.

Tale operazione automatica ed istintiva si verifica in un lasso di tempo di alcuni mesi.

Il ragazzo procede facendo proprio il tracciamento di alcune lettere, specialmente le maiuscole e operando inconsciamente scelte di gusti, che andranno così ad evidenziare aspetti del proprio carattere e della propria intelligenza.

La grafia delle lettere obbedisce invece a criteri pratici e consapevoli di scelta personale.

Il ragazzo dunque, avendo già acquisito una certa maturità, ha bisogno di stabilizzare il senso del proprio io per realizzare un rapporto giusto ed equilibrato con l’ambiente che lo circonda, quindi “solidificarsi” nel proprio ambiente.

I tagli delle t, essendo linee orizzontali, sono simbolicamente l’ espressione sia del proprio valore intellettuale che dei propri mezzi aggressivi che gli serviranno, da un lato per affermare i propri valori intellettuali nella propria realtà e dall’altro, per imprimere o al caso imporre con una certa forza la propria volontà.

Non è detto che tali capacità siano sempre inversamente proporzionali l’una all’altra, può accadere ad esempio che il senso di positività del proprio valore e la propria capacità di pressione sull’ambiente siano presenti in soggetti non dotati di grande profondità o comunque di valori positivi.

E’ chiaro che l’adolescente provi una certa difficoltà ad imporsi nella propria realtà e quindi si senta impacciato nel tirar fuori “le unghie” ed affermare la propria aggressività.

Ne deriva, per un processo naturale, che all’inizio i tagli t non avranno la loro massima espansione ma saranno comunque espressione di un valore interiore.

 

I vari significati del taglio delle “t”.

 

Il taglio t prolungato in avanti testimonia che il soggetto è dotato di focosità aggressiva, se oltre a ciò è uncinato verso il basso è proiezione di un’interruzione dello sfogo aggressivo e di occultamento del pensiero non manifesto,appunto per interruzione.

Il taglio t avanzato, curvo in alto e premuto è proiezione di un’ autoesaltazione a mano a mano che lo sfogo viene espletato.

Il taglio t avanzato ma sottile è indice di una focosità aggressiva espressa con una bassa intensità di voce, come se fosse affievolita da un qualche timore in atto.

A questo proposito vale la pena sottolineare che il taglio della t di spessore molto sottile in contrasto con la grossezza dell’asta è senza dubbio l’effetto di disagi, timori e rapporti vissuti negativamente coi genitori o con coloro che si sono presi cura del soggetto, o meglio non presi affatto cura di lui ed averlo fatto sentire pertanto inadeguato, inadatto, emarginato ed esiliato in un mondo che è poi diventato il suo vivere separato e lontano dagli altri.

Nel taglio t discendente e assottigliato è proiettata la paura e il bisogno di schermarsi dietro qualcosa mentre l’assottigliamento è l’ incapacità di dar adito alla focosità ancor prima di venire proferita e ciò per paura della persona a cui ci si rivolge; in ciò subentra uno stato depressivo e di frustrazione del soggetto stesso per il mancato espletamento della focosità stessa.

Si potrà quindi dire che l’assottigliamento prova l’intimidazione anche un po’ angosciosa prodotta nello scrivente dalla pressione dell’ambiente su di lui.

Il taglio t con avviamento ad uncino o per meglio dire che inizia con un uncino rivolto verso il basso proietta la tendenza a cominciare la manifestazione focosa aggressiva con un abbozzo di difesa; se l’uncino iniziale è rivolto verso l’alto si ha già la tendenza a esprimere immediatamente la propria focosità.

Se il taglio della t è collocato con precisione al centro dell’ asta si ha una manifestazione di collera che è focosa se il taglio è lungo e pacata, timorosa ma pignolesca se è corto oppure tracciato con un semplice puntino.

Nel caso di doppie t, il collocamento di un taglio per ciascuna delle due aste è prova di intimidazione e di esigenze di rispetto di regole formali imposte al soggetto e più o meno accettate dallo stresso.

 

 

Alcuni esempi pratici ed il loro significato simbolico-psicologico

 

I tagli delle “t” alti denotano innanzi tutto l’idea della persona di sopraelevarsi da ciò che scrive e ciò che fa, per disinteresse o per voglia di primeggiare.

Solitamente indicano il desiderio di essere superiori rispetto agli altri come capacità intellettuali e di conoscenza, di sapere più degli altri tanto da non aver bisogno di suggerimenti ed osservazioni, sono poco tolleranti alle critiche che non ritengono di adeguate in quanto troveranno sempre il modo di darsi ragione anche quando non ce l’hanno.

Questo è un gesto compensativo, cioè che tampona una mancanza patita sin dall’infanzia quando il soggetto probabilmente trovava molta fatica nel farsi ascoltare e considerare, da adulto quindi non tollera il contrario e guai a non considerare le sue parole come oro colato.

I tagli delle “t” bassi indicano una personalità che si esprime con democraticità e un buon senso dell’adattamento, capaci di essere dei buoni mediatori per se stessi e per gli altri in quanto non sono eccessivamente legati alle cose materiali ma a condizioni quali il benessere e la serenità e tranquillità, che deve regnare nella loro casa e negli ambienti che frequentano.

Hanno interesse alle esigenze degli altri, sono persone generose e disponibili, sono umili, semplici e con pochi grilli nella testa, quindi tendenti a cogliere l’essenziale delle cose. Non amano discutere e privilegiano i compromessi piuttosto che instaurare lunghe discussioni.

I tagli delle “t” ascendenti vanno dal basso verso l’alto e la personalità di chi scrive è dotata di una tendenza a sopravvalutarsi, oltre che di un buon grado di presunzione che può sfociare nella aggressività.

Tanto più l’asta si allunga verso l’alto e verso destra con maggior probabilità la persona sarà molto ambiziosa, spesso arrogante, arrivista e capace di ogni cosa pur di arrivare alla meta prefissata.

Non si fanno molto scrupoli nemmeno nell’essere scorretti pur di ottenere quello che vogliono, quindi anche di comportarsi male con gli altri pur di superarli o di dimostrarsi più bravi e capaci.

Hanno un carattere altezzoso, non sopportano di essere confrontati con gli altri perché temono il confronto, probabilmente perché non vogliono rischiare di smentirsi pubblicamente, quindi evitano confronti diretti privilegiando quelli un po’ più subdoli e per vie traverse.

Non hanno alcun interesse verso gli altri, anzi è probabile che disprezzino chiunque, e se sono complimentosi lo fanno semplicemente perché mirano ad ottenere qualcosa.

Se il trattino ha una partenza ed un avvio sotto il rigo di base questa caratteristica evidenzia la loro materialità ed il bisogno di circondarsi di cose belle perché possano essere invidiati e perché si riconosca in loro uno stato sociale elevato che per loro è una conquista che non deve mai essere messa in discussione od in crisi, mal sopportano dunque le avversità che tolgono loro fasti e favori per il prestigio sociale e le disgrazie economiche da cui difficilmente sapranno risollevarsi, ma non per mancanza di iniziativa ma perché quello rappresentava per loro il castello di carta dietro il quale nascondere ogni mancanza.

 

I tagli delle “t” discendenti sono indice di un certo pessimismo nell’affrontare la vita, chi li verga tende ad arrendersi facilmente e ad avvilirsi di fronte alle situazioni impegnative, hanno la tendenza a sottovalutarsi e a deprimersi molto facilmente.

Sono di umore instabile ed ogni piccola avversità diventa un evento nefasto che li fa sprofondare nella malinconia e nello sconforto, infatti hanno bisogno di avere accanto a loro persone molto forti e stabili a cui appoggiarsi e fare riferimento per ogni questione.

Il loro bisogno di attenzione può portarli ad essere indifferenti a ciò che li circonda in quanto desiderano essere gli unici a cui tutti gli altri devono prestare attenzione.

Nei rapporti sentimentali hanno bisogno di costante approvazione e conferme dell’interesse dell’altro, mancando in essi un equilibrio in tal senso.


I tagli delle“t”avanzati, posti cioè oltre l’asta, denotano fierezza e una sicurezza di sé a volte eccessiva che può portare all’indebolimento dell’autocritica con conseguenti comportamenti sproporzionati.

Sono persone testarde che si ostinano sui loro punti di vista anche se hanno torto e non tollerano contestazioni o critiche, ma soprattutto non amano discutere di ciò che fanno o che dicono, come il trattino si stacca dall’asta così essi si vogliono staccare da ogni cosa pur di non avere responsabilità, ritorsioni o contestazioni di sorta.

Anche se sanno di aver sbagliato preferiscono andare avanti e proseguire facendo finta di nulla, lasciando ogni cosa alle spalle come se il passato fosse una cosa da superare e dimenticare.

I tagli delle “t” arretrati, posti quindi prima dell’asta, sono tipiche di soggetti che possono vedere inibite le loro capacità decisionali a causa di paure che precedono l’espressione verbale, sono insicuri, titubanti, incapaci di prendere delle decisioni da soli, e di solito aspettano che siano gli altri a fare il primo passo per potersi accodare adattandosi a qualunque situazione pur di non dover prendere delle decisioni o di fare essi in prima persona delle scelte.


I tagli delle “t” grossi sono quelli vergati con una pressione della penna sul foglio particolarmente marcata sono indice di carattere, decisione e forza e tenacia.

Sono passionali nelle manifestazioni verbali e negli atteggiamenti, spesso il loro modo di fare viene frainteso perché amano imporsi, ma non per superbia il più delle volte e perché hanno la pessima abitudine di decidere anche per gli altri senza chiedere l’altrui opinione, arrivando quindi a delle contestazioni se l’altra parte non è del medesimo avviso.

Al contrario i tagli delle “t” sottili sono tipiche di coloro che usano nelle espressioni verbali cautela e delicatezza per timore di offendere, come il loro tratto sono lievi, non amano mettersi in mostra e non amano essere coinvolti nelle discussioni perché temono di non essere all’altezza della domanda o delle richieste specifiche, quindi si celano, si nascondono e spesso nel gruppo non si notano nemmeno.

I tagli delle “t” corti sono tipiche di coloro che, nelle situazioni di crisi, hanno difficoltà a manifestare il proprio pensiero a causa del blocco delle capacità decisionali.

Sono persone inibite, frenate più da una cattiva autostima che da un vero scarso valore, sono timide e riservate e non amano i luoghi pubblici o troppo affollati, privilegiando la serenità e a tranquillità solitaria di casa.

Nel taglio corto si legge una volontà fiacca, influenzabilità, inibizione, ammutolimento.

In un contesto positivo e solo ‘misurato’, avvaloreranno significati che vanno più nel senso della sobrietà, della misura, della discrezione, dell’essenzialità.

I tagli delle “t” lunghi sono indice di focosità verbale pronunciata, aggressività, passionalità, sono sanguinei e tendenti al rissoso. Se poi, come in questo caso, sono anche ingrossati manifestano determinazione nelle reazioni nel caso ci si senta minacciati anche solo idealmente, reagendo in maniera spropositata.

Adorano comandare e sentirsi dominatori della situazione, trattano i sottoposti spesso con disprezzo e noncuranza e sono falsamente servili con i superiori, la loro ambizione li rende consapevoli del fatto che se possono trarre dei vantaggi dalle persone saranno molto accomodanti e come la situazione cesserà di essere utile non hanno alcuna inibizione nel dimostrarsi irriconoscenti.

Anche i tagli delle “t” assottigliati e sottili riguardano l’espressione verbale, indicano difficoltà ad esprimere le proprie ragioni pur sentendo dentro una forte necessità di farlo, si sentono quindi molto repressi da una mancanza di coraggio e di forza caratteriale, che invece possono manifestare nei confronti delle persone con cui hanno molta confidenza o in famiglia dove si sentono al sicuro e quindi capaci di tirar fuori quello che reprimono all’esterno.

I tagli delle “t” legati sono frutto di una personalizzazione della scrittura ed esprimono ingegnosità e praticità, ma anche impazienza nei rapporti interpersonali.

La legatura è anche un bisogno affettivo ed emotivo di legarsi ad un qualcosa che per loro rappresenta forza e solidità, perciò si aggrappano ad esso, persona, ideale, meta o progetto, in maniera morbosa ed assillante.

Queste evoluzioni verso l’alto denotano una certa creatività ed ingegnosità che non sempre portano a termine per la mancanza di coraggio nell’osare anche ciò che loro ritengono impossibile ed irrealizzabile, altrimenti il trattino sarebbe molto più pronunciato e lungo, ma l’essere rattrappito denota la mancanza di sfrontatezza di cui avrebbero invece tanto bisogno per sfogare ed esprimere ciò che hanno dentro.

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