Il significato della scrittura a stampatello

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Lo Stampatello, lo stampatello minuscolo mescolato ad alcune lettere in corsivo tipico delle scritture denominate Script è la metodica preferita dagli adolescenti, ma non solo.

Solitamente l’adolescente tende a copiare lo stile del gruppo nel quale si rispecchia, come il modo di vestire, di atteggiarsi, di parlare, spesso costruendo un gergo speciale usato per distinguersi dagli altri, lo stesso vale nel copiare lo stile di scrittura.

Per lo stesso motivo non è un caso che i compagni o le compagne di banco a scuola tendano a scrivere nello stesso modo, in addirittura vi sono casi in cui la distinzione è appena percettibile, allo stesso modo si può acquisire lo stile scrittorio del collega con cui si ha uno stretto rapporto di lavoro.

La scrittura tende dunque ad identificare il gruppo o la stretta cerchia di persone che condividono buona parte del loro tempo.

Ma assumere come metodo di scrittura lo stampatello ha un significato particolare anche se le motivazioni della scelta possono essere diverse.

Vediamo di analizzarle.

Mentre il corsivo è la scrittura più espressiva della personalità, perché si esprime con tantissime varianti tante quanti sono gli scrittori, lo stampatello ricopre uno schema piuttosto prestabilito e chi lo sceglie ha bisogno di creare fondamentalmente una certa indipendenza ma anche una profonda necessità di mascherarsi dietro uno stile quasi indefinito, per estrema riservatezza o per nascondere qualche cosa.

Di seguito un esempio di grafia in stampatello o script. [1]

Il bisogno di indipendenza

Come già anticipato, lo stampatello è un modo di uscire dalla massa, crearsi una propria individualità seguendo schemi personali, originali, come appunto lo stampato, per essere più indipendenti.

Questo bisogno consegue anche alla necessità di ponderare bene le cose, fare le scelte ben calibrate e valutare con meticolosità perché lo stampato richiede più tempo rispetto al corsivo, che è più veloce ed adatto alla persone anche rapide di pensiero, spontanee e spesso immediate ed impulsive.

Inoltre con maggior cura è realizzato e più le lettere saranno staccate, questo incide ancora di più sul desiderio dello scrivente di aver tempo e di darsi tempo per razionalizzare.

Scrivere in stampatello evita il bisogno di assumere un ruolo all’interno di un determinato contesto sociale di appartenenza, evita di prendersi delle responsabilità diverse ed ulteriori rispetto a quelle che sono immediatamente connesse con lo scrivente, che non ama essere categorizzato, collocato e catalogato, questo lo farebbe sentire limitato, costretto in un ruolo che gli va stretto e che non gli da modo di spaziare interiormente e col pensiero come vorrebbe.

Per contro le forme rigide ed imponenti dello stampato richiamano al bisogno di avere dei punti di riferimento forti e solidi, come le persone di cui si circonda chi scrive in tal modo che sono persona affidabili, serie, concrete, pochi amici ma buoni e soprattutto certi.

Il bisogno di individualità

La scrittura in stampatello, con le sue forme rigide e schematiche, denota un atteggiamento perfezionistico legato, probabilmente alla tendenza a rispettare le regole in modo meticoloso, ad essere ordinati con eccesso ed avere delle forme altrettanto impostate ed abitudinarie nel modo di vivere.

Si ritiene che l’eccesso di rigidità sia interiore che esteriore sia dovuto a figure genitoriali con alte aspettative o ad una forma di educazione eccessivamente esigente che comportava l’assunzione di responsabilità spesso inadeguate od eccessive per la giovane età del figlio.

In tali casi la rigorosità deriva da una eccessiva idealizzazione marcata di Sé, un modo di vedersi con superiorità e distacco dal resto del mondo, forse di tipo compensatorio, cioè tendente a compensare una carenza di sicurezza interiore dovuta ad una mancanza di cura, affetto, disponibilità e riconoscimento dei propri pregi patita durante l’infanzia.

Infatti lo stampatello graficamente e simbolicamente predilige la zona centrale dello scritto, quella che viene definita dai grafologi il corpo centrale dello scritto, privo del tutto delle forme allungate sia nelle parti superiori ed inferiori, o se presenti eccessivamente rattrappite.

Chi sceglie solo una zona di scrittura, quella mediana, concentra su di sé pensieri, preoccupazioni ed esigenze, creando un mondo esclusivo dove raramente gli altri vi fanno parte.

Infatti chi scrive in stampatello sono persone con alti livelli di aspettative anche da parte degli altri e diventano spesso intrattabili o difficili da gestire nelle relazioni (sia sentimentali, che professionali, che all’interno della stessa famiglia), ipercritici sia verso gli altri che verso se stessi mettono a dura prova il partner soprattutto nei primi periodi quando non c’è ancora quella piena fiducia.

Secondo alcuni teorici nella donna l´uso dello stampatello nasce dalla voglia di tenere nascosta la parte più intima di sé, di non mostrare i sentimenti che prova, le proprie debolezze o la propria femminilità per timore di essere sottovalutata (soprattutto se ha a che fare con un ambiente di lavoro o frequentazione molto maschile e maschilista.

Creando uno stile forte e deciso, come lo sono le lettere stampate, la donna vuole apparire più forte ed intraprendente di quanto non sia ed ha paura che la scrittura tradisca le sue debolezze.

Nel momento in cui tende ad emulare sempre di più l´uomo, in particolare nel campo lavorativo, rinuncia ad una bella grafia, per paura di apparire troppo femminile e si rifugia in una scrittura più neutra: lo stampatello”.

La depersonalizzazione

Fase tipica dell’adolescenza dove il singolo ragazzo perde la sua individualità e specialità per assomigliare a quella del gruppo e rafforzare così il suo senso di appartenenza ad esso.

Pur cercando una forma di indipendenza dalla famiglia, per sentirsi più autonomo e capace, l’adolescente non è ancora abbastanza maturo per fare un passo di definitiva separazione, infatti tanto la desidera ma al tempo stesso la teme fortemente, ed il sentirsi distanti dalle figure che gli danno sicurezza ed affidabilità non fa che aumentare in lui l’ansia, l’insicurezza e la paura di sentirsi solo ed abbandonato.

Ecco che le forme di adeguamento al gruppo servono per compensare tali carenze affettive e gli danno il senso sicuro di sentirsi di far parte di qualcosa di più grande di lui.

In tal caso lo stampatello è la manifestazione di bisogni e timori, riduce la possibilità di lettura della personalità, mettendo un filtro tra sé e gli altri facendolo sentire più solido e forte di come in realtà si sente dentro.

Nel caso in cui lo stampatello permanga anche nella scrittura dell’ adulto si possono manifestare gli stessi timori, insicurezze e bisogno di legarsi a qualcuno che rappresenta un punto di forza.

Il bisogno di rendersi leggibile ma solo per necessità

 Lo scrivere abitualmente in stampatello, anziché in corsivo, può essere dovuto a motivazioni pratiche:
– chi scrive ha una scrittura non facilmente leggibile, e cerca, con lo stampatello, di farsi comprendere meglio dagli altri, ma quando scrive cose non “ufficiali” usa il corsivo che solitamente è illeggibile, rappresentato dal segno Oscura,

– chi scrive pensa di avere una scrittura che gli altri giudicherebbero “brutta”, e con lo stampatello, in un certo modo, evita di esporsi; tale atteggiamento ha un corrispondente risvolto psicologico che è quello di non gestire facilmente le critiche e le osservazioni fatte dagli altri,

– chi scrive ha scelto lo stampatello perché non ama far vedere la propria scrittura, quindi si maschera, si nasconde usando una scrittura diversa dal suo solito che è il corsivo nel quale si sente troppo esposto e rappresentato, le motivazioni possono essere molte: riservatezza, timidezza, chiusura, protezione del sé, desiderio di distacco dagli altri, insicurezze, incapacità a gestire le contestazioni, volontà di non entrare in discussione o in contatto con gli altri usando l’argomento che lo tocca personalmente ( la sua scrittura) e che lo fa sentire nudo davanti al pubblico criticante.

Una tendenza giovanile

Nelle scuole elementari si continua ad insegnare la scrittura corsiva, ma la generazione Y (cioè i nati dopo il 1980) e, ancor di più, coloro che sono nati dopo l’anno 2000 hanno la tendenza a scrivere alternando le lettere in corsivo con quelle dell’alfabeto stampatello minuscolo (i caratteri di stampa) creando una scrittura definita grafologicamente come SCRIPT.

Ciò può essere imputabile ad alcuni fattori:

  • La scrittura a mano è spesso sostituita da quella digitale; si comunica con whatsapp, messenger, si prendono appunti sullo smartphone ecc., quindi ci si disabitua all’uso del corsivo e si è influenzati dal continuo uso di caratteri in stampatello minuscolo.
  • La scrittura in corsivo è utilizzata soprattutto a scuola, per scrivere verifiche, gli insegnanti si lamentano che “non capiscono cosa c’è scritto, data la brutta calligrafia”, perciò gli alunni, per farsi comprendere meglio, tendono a scrivere in stampatello minuscolo.
  • In un mondo di messaggi rapidi e globali, si dà molto peso all’impressione immediata, al messaggio intuitivo, lo stampatello minuscolo (come la scrittura corsiva “slegata”) è in sintonia con questa caratteristica che ormai è presente in molte personalità, essendo il carattere influenzato da un’educazione ed un’istruzione “tecnologica”.
  • La velocità con cui si passa da un argomento all’altro nell’informazione (pensiamo alle news giornalistiche o alle notifiche dei Social Network) rende noioso dedicarsi per troppo tempo alla stessa operazione, quindi si è indotti a cercare di scrivere con modalità differenti all’interno della stessa parola (indice di variabilità nell’atteggiamento all’interno di un contesto).

[1] Immagine tratta dal sito: http://vivalamamma.tgcom24.it/2012/03/perche-i-ragazzini-scrivono-in-stampatello/

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