L’assertività è la capacità di affermare se stessi.

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L’assertività è la capacità di affermare se stessi.

L’assertività è un termine che deriva dal latino “asserere” che significa “asserire”, l’asserzione è l’affermazione di sé, la capacità dell’essere nell’esprimersi compiutamente ed in maniera chiara ed efficace verso l’esterno e l’ambiente circostante.

Secondo gli psicologi statunitensi Alberti ed Emmons essa può definirsi come «un comportamento che permette a una persona di agire nel suo pieno interesse, di difendere il suo punto di vista senza ansia esagerata, di esprimere con sincerità e disinvoltura i propri sentimenti e di difendere i suoi diritti senza ignorare quelli altrui».

Affermarsi presuppone la conoscenza dei propri bisogni, dei desideri e delle personali necessità.

Non esiste affermazione di se stessi senza una profonda conoscenza personale, di ciò che si è e di ciò di cui si ha bisogno.

Noi abbiamo sempre la percezione di ciò di cui abbiamo bisogno, di ciò che necessitiamo, perché lo sentiamo e lo percepiamo in noi stessi, tale desiderio si innesca in noi attraverso dei pensieri reattivi che si trasformano in atteggiamenti ed azioni concrete.

Esistono sempre degli ostacoli esterni perché la nostra esistenza coinvolge necessariamente quella degli altri, situazioni già contestualizzate che richiedono un cambiamento ed un adeguamento alle nostre esigenze.

Ma tali mutamenti esteriori non si modificano naturalmente, richiedono un nostro sforzo ed un nostro intervento fatto di energie, di decisioni e di azioni.

Le condizioni esterne e le avversità non devono essere un nostro limite ma dobbiamo avere la capacità di superarle per affermarci resistendo ad esse, tale abilità si chiama resilienza.

Una persona assertiva è una persona consapevole ed autorevole, che è in grado di esprimere le proprie opinioni, le proprie idee, le proprie emozioni.

È una persona che sa far valere i propri diritti nel totale rispetto dei diritti altrui, delle idee diverse e difformi.

Esiste un limite che determina ciò che sono gli altri, le loro esistenze e la nostra, solo noi attraverso la nostra storia e le nostre necessità possiamo conoscere tale limite, che è variabile in base alle nostre necessità.

Tale limite non deve essere superato per il rispetto degli altri ma soprattutto per il nostro e si basa sulla costante e continuativa comunicazione con il mondo esterno ed interno a noi.

Per esprimerci al meglio dobbiamo comunicare con gli altri ma prima di tutto dobbiamo ascoltare noi stessi perché non possiamo determinare le nostre esigenze senza un ascolto intimo e costruttivo.

Conoscere il proprio valore è una priorità che serve a noi stessi prima di diventare la misura del criterio estimativo degli altri.

L’affermazione di se porta al potenziamento del pensiero laterale e la capacità di trovare delle pronte risposte risolutive alle proprie esigenze e necessità, un auto-coaching per un benessere psicofisico interiore.

Il rischio che si corre è quello di lasciarsi influenzare dall’opinione degli altri, costruendo la personale immagine sulle aspettative altrui.

Superare il giudizio degli altri, le critiche esterne e le aspettative che il prossimo, con cui siamo in stretto contatto, riversano su di noi non è una cosa facile e richiede uno sforzo maggiore dell’adattamento.

Adeguarsi non richiede nessuno sforzo di resistenza, una determinazione di indipendenza ed autonomia, un’identità personale ed individuale si basa su un costrutto che è già predeterminato e precostituito, un preconfezionamento che non ha bisogno di un nostro interpello in quanto si adatta alle indicazioni sociali ed ambientali, così come ci vengono imposte dalla famiglia, dalla società, dall’ambiente lavorativo e di contesto culturale.

Affermare se stessi richiede invece una sorta di riconoscimento personale, fatto di contestazione, di opinioni diverse, di espressioni individuali che non sono soltanto la dichiarazione di indipendenza e di individualità ma sono anche la specialità del nostro essere.

Sentirsi speciali vuol dire sapere di essere degni di nota e di considerazione, un rispetto preteso verso la propria persona, voluto e consapevole.

Tale atteggiamento viene anche chiamato focusing, che significa mettersi a fuoco, vedersi e percepirsi per quello che si è.

Non si può pretendere la stima da parte degli altri se prima non la concediamo a noi stessi e non possiamo pretendere di essere rispettati od ascoltati se non lo sappiamo fare noi in prima persona.

Non dobbiamo avere timore o paura di andare controcorrente, di avere delle idee diverse o uno stile di vita particolare, la nostra unicità sta proprio nella specialità dei nostri pensieri, dei nostri gesti e delle nostre necessità.

Pretendere presuppone prima di tutto un essere non meramente passivo ma costruttivo.

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