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Le fasi della capacità di lettura

Imparare a leggere è un percorso mentale che attiva diverse aree del cervello riguardanti l’acquisizione visiva, la decodifica del concetto ed espressione grafonemica del linguaggio parlato, la funzione verbale.

Leggere in maniera fluida e corretta richiede che le diverse zone celebrali siano attivamente connesse tra loro e che la risposta neurofisiologica sia adeguata alle varie funzioni attivate.

Un esercizio apparentemente semplice per chi lo ha appreso in maniera corretta, per chi ha delle difficoltà o dei deficit tale procedimento risulta interrotto o limitato, per cui l’esecuzione dell’abilità di lettura può risultare compromessa o difficoltosa.

Uno studio eseguito da Uta Frith nal 1985 attesta l’esistenza di determinate fasi di apprendimento del bambino il quale passa da una condizione di non conoscenza dei rapporti tra linguaggio orale e linguaggio scritto, che si evolve già dopo la nascita, sino alla completa automatizzazione dei processi di lettura nella fase della scuola primaria.

Come descritto dal uno studio della neuropsichiatra Marelli Ilaria: “L’acquisizione della lettura avviene attraversano 4 fasi tra loro indipendenti.

1) Stadio logografico: coincide solitamente con l’età prescolare. Il bambino riconosce e legge alcune parole in modo globale, perché contengono delle lettere o degli elementi che ha imparato a riconoscere, tuttavia egli non ha né conoscenze ortografiche né fonologiche sulle parole che legge.

2) Stadio alfabetico: il bambino impara a discriminare le varie lettere ed è in grado di operare la conversione grafemafonema, potendo in questo modo leggere (attraverso la via fonologica) le parole che non conosce.

3) Stadio ortografico: il bambino impara le regolarità proprie della sua lingua. Il meccanismo di conversione grafema-fonema si fa più complesso ed il bambino diviene capace di leggere suoni complessi (sillabe) rendendo più veloce la lettura.

4) Stadio lessicale: il bambino riconosce in modo diretto le parole. A questo livello ha formato un vocabolario lessicale che gli permette di leggere le parole senza recuperare il fonema (suono) associato ad ogni grafema (simbolo o lettera). Ora il bambino controlla bene l’attività della lettura che é diventata automatica e veloce. E’ comunque ancora in grado di utilizzare le modalità di lettura degli stadi precedenti e, in effetti, le utilizza quando si trova ad affrontare la lettura di parole nuove, di cui non conosce il significato, o la lettura di parole senza senso.

La completa acquisizione delle prime tre fasi rende completa la modalità di lettura tramite la via fonologica.

Il raggiungimento della quarta fase permette al bambino di utilizzare correttamente la via lessicale e di leggere le parole conosciute senza bisogno di operare la conversione grafema-fonema.” [1]

Leggere è un processo mentale importante, che attiva diverse capacità e potenzialità della persona ed il suo allenamento risveglia non solo altre funzionalità indirettamente connesse con tale esercizio, ma aumenta anche la profonda conoscenza di sé,  il proprio valore e l’autostima.

Per un approfondimento lascio il link ad altri articoli sulla rieducazione della scrittura, e sui benefici psicologici della Grafoterapia.

[1] Marelli Ilaria, Disturbi Specifici dell’Apprendimento – Le diverse tipologie di dislessia, Como 16.01.2013, studio tratto dal sito: www.aidlombardia.it/associazione/organizzazione-lombardia

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