L’oggettofilia: l’amore per gli oggetti

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Per Oggettofilia si intende l’amore per gli oggetti, un sentimento, con annesso desiderio sessuale dello stesso, pari a quello che si potrebbe provare per gli esseri umani, ma in tal caso il desiderio è rivolto ad un oggetto inanimato.

La spiegazione più logica per l’origine di una tale forma di deviazione è che la persona sia stata trattata durante l’infanzia o l’adolescenza come un oggetto sessuale, pertanto il sentirsi un oggetto la fa sentire più simile, più uguale a qualunque altro oggetto.

Tale similitudine affettiva porta la persona ad innamorarsi e a vivere vere e proprie relazioni sentimentali con oggetti, cose, anche le più assurde ed impensabili ma che per il soggetto in questione sono fonte di forti emozioni.

L’oggettofilo si circonda di tali oggetti permettendosi così di amare se stesso, non conosce altro modo visto che il suo vissuto l’ha privato del piacere di essere realmente amato da una persona, che in tal caso dovrebbero essere stati i genitori.

Si tratta di un vero e proprio meccanismi di difesa di tipo compensativo che comporta la trasposizione su oggetti inanimati, che tra l’altro non deluderanno mai né tradiranno mai, come se fossero dei veri e propri amanti con cui avere anche dei rapporti sessuali e non solo sentimentali.

E non stiamo parlando soltanto dei giochi erotici consistenti in donne e uomini gonfiabili, o le scarpe, oggetto amato dai feticisti e tipico delle parafilie.

Questi comportamento si rifanno ad un bisogno di soddisfare un piacere di tipo meramente sessuale, ma questo non è il caso dell’oggettofilo.

L’oggettofilia è l’accumulo ingiustificato e senza delle ragioni pratiche che riguarda oggetti impensabili, che non rientrano nell’uso quotidiano del soggetto accumulante né per motivi di lavoro o altro, quindi anche in tal caso l’accumulare è del tutto razionalmente ingiustificato e non è associabili ad una qualunque forma di desiderio o piacere dell’oggetto, come nel caso del collezionismo.

 

 

I casi più eclatanti di oggettofilia

 

 

 

Recenti, e direi anche drammatici, sono i casi odierni più eclatanti di oggettofilia dove l’amore per l’oggetto supera ogni umana comprensione, questo bisogno di attaccarsi alle cose, che essendo inerti e non vitali, non causeranno mai dolore e sofferenza a differenza delle persone che tradiscono, abbandonano, maltrattano e rendono infelici.

L’attaccamento vero un oggetto in particolare quando è associato ad un sentimento amoroso ed ossessivo fa rientrare la patologia, a seconda dei casi, nei disturbi di personalità in generale e nei comportamenti ossessivi in particolare DOC.

Le persone non si affezionano alle cose in modo naturale, come chiunque potrebbe fare verso una cosa per il ricordo che esso rappresenta o perché piace in particolar modo, come per il collezionista o l’estimatore, l’attaccamento è morboso, ossessivo e la cosa viene associata in tutto e per tutto ad una persona viva verso la quale prova dei forti sentimenti amorosi.

 

 

L’amore per un’auto

 

 

Nathaniel è un ventisettenne americano morbosamente innamorato della sua Chevrolet Monte Carlo rossa che ha battezzato col nome di Chase.

La storia d’amore tra Nathaniel e Chase ha avuto inizio quando i genitori del ventisettenne hanno deciso di divorziare, la separazione dei genitori è stato un trauma per il ragazzo il quale ha cercato un oggetto del suo amore che sapeva non l’avrebbe abbandonato mai, e così è stato con la sua vettura nuova che ha comprato dopo l’evento.

L’auto non è solo il suo mezzo di trasporto, è l’amica con cui parla, con cui si confida e la fidanzata con cui fa coppia, perché Nathaniel riempie la sua auto di baci, di coccole e ci fa pure sesso, per comprendere come basta avere molta fantasia ed il ragazzo probabilmente in tal senso ne ha tanta.

Con lei festeggia gli eventi nazionali, gli anniversari, le ricorrenze come se fossero una vera coppia.

Ma non è certamente l’unico caso del genere.

 

 

L’amore per il muro di Berlino

 

 

 

La signora Berliner Mauer e’ una donna di 40 anni che si è trasferita da New York a Berlino proprio perché innamoratasi del Muro di Berlino.

Passa le sue giornate accarezzando metri e metri di muro gli sussurra, gli parla come fosse il suo mante, lo bacio e per una notte ha addirittura ottenuto il permesso di passarla su una delle vecchie torri di avvistamento che sono collocate lungo il perimetro del Muro.

Ne conserva a casa dei cimeli, ma per le sue notti amorose si è fatta costruire delle piccole miniature da utilizzare per gli atti sessuali, la loro storia, dal suo punto di vista, è completa.

Nel 1979 ha addirittura celebrato il suo matrimonio col muro, aggiungendolo il nome della costruzione al proprio come se fossero una coppia normale diventando la signora Berliner-Mauer.

 

 

L’amore per la Torre Eiffel

 

 

Erika Eiffel, operatrice di una gru ed ex tiratrice con l’arco professionista, ha fatto della sua storia con la famosa Torre parigina un documentario intitolato Married to the Eiffel Tower.

Erika è una delle persone oggettosessuali, significa che riesce ad avere relazioni e rapporti sessuali soltanto con oggetti, ma non oggetti qualsiasi ed idonei a tale uso come i tanti sex-toys, ma oggetti fuori del comune e che non consentono di consumare un atto sessuale completo, almeno nei criteri normali, come potrebbe avvenire con le cosiddette bambole o bambolotti gonfiabili, oggetti creati proprio per tale finalità.

Erika è attratta sentimentalmente e sessualmente sono da oggetti grandi, mastodontici e che esprimono una certa grandiosità e potenza, in essi vede probabilmente il prototipo di maschio che desidera realmente ma con cui ha paura di avere una relazione, perché non dimentichiamo che per queste persone è la paura della sofferenza amorosa, dell’ abbandono, del tradimento a far scegliere loro un oggetto inanimato anziché una persona vera.

Questa donna infatti ha avuto relazioni soltanto con dei caccia, delle recinzioni ed è attualmente impegnata con una gru.

Gestisce inoltre il sito che fornisce supporto alle persone con il suo stesso orientamento sessuale, in realtà dovrebbe sottoporsi ad una terapia psicologica idonea che le restituisca non solo la voglia di relazionarsi con le persone ma che la riporti nella realtà.

 

 

L’amore per il gioco Tetrix

 

 

 

Anche i giochi e gli oggetti più piccoli possono essere fonte di amore sentimentale, per Noorul Mahjabeen Hassan l’amore è rappresentato unicamente dal gioco Tetrix ed ha già annunciato che presto convoleranno a nozze.

Con tutta probabilità sarà Elvis Presley in persona a celebrare tale unione …..

 

 

 

Perché l’oggettofilia è così diffusa

 

 

 

L’oggettofilia in certe persone fa riferimento ad credenza spirituale chiamata Animismo secondo la quale anche gli oggetti possono avere un’anima e quindi una loro vita come un qualunque altro essere vivente.

Da qui la possibilità di potersi affezionare a loro come se fossero delle persone, a prendere l’abitudine di parlarci e di averne cura come se fossero viventi, proprio come i bambini fanno con i loro giocattoli, ed in effetti l’oggettofilia può essere considerata una forma di immaturità emotiva e sentimentale per la fobia verso qualunque forma di sofferenza indotta dall’uomo.

Non c’è dubbio che l’oggettofilia sia inoltre una patologia psichica collegata a dei traumi sentimentali o sessuali avvenuti nel passato, nell’adolescenza ma anche da una relazione adulta che ha distrutto la fiducia nel prossimo, per cui la persona reagisce escludendo dalla propria vita tutti gli esseri umani che possono essere fonte di sofferenza e patimento se dovesse innamorarsene.

Quindi innamorandosi di un oggetto spostano la loro ossessione sentimentale su qualcosa che li distoglie dalla realtà e garantirà loro la possibilità di non soffrire più.

La sofferenza che Erika Eiffel ha provato quando si è dovuta separare dal suo “grande amore” non è meno intensa di quella che si prova quando ci si lascia con una persona, come lei stessa ha dichiarato nel suo auto documentario.

Secondo lei l’oggettosessualità non è “una malattia o una dipendenza” ma “un orientamento, il modo in cui sono fatte certe persone.”

La sua diffusione è dovuta all’incapacità delle persone di reagire alla sofferenza ed ai traumi che la separazione, l’abbandono ed il lutto delle persone care possono comportare.

La vita è fatta di gioie ma anche di dolore, sono aspetti dell’esistenza che non si possono evitare, né esorcizzare affinché non si realizzino mai.

C’è chi per la paura di invecchiare o per il timore di non piacere a forza di interventi chirurgici trasforma il proprio corpo in un fenomeno da baraccone, c’è chi rifugge dalla realtà imponendosi di non crescere mai, ma in entrambi i casi i metodi risulteranno inefficaci, il dolore, la malattia e la morte sono eventi ineluttabili, e di questo dobbiamo farcene una ragione ed accettarli, solo così si vivrà serenamente.

Ma il dolore deve essere superato in modo tale da proseguire una vita normale, legarsi ad un oggetto e pensare che quel legame possa essere di tipo sentimentale è un modo di evitare tutte le situazioni a rischio, proteggersi dal dolore costruendosi una realtà distorta e disumana.

Gli esseri umani sono animali socievoli per natura, devono vivere in gruppo e non possono fare a meno degli altri per sempre, quindi non possiamo cambiare questa nostra modalità di essere.

C’è chi si ritira nella solitudine costringendosi ad uscire dal mondo perché troppo deluso da esso, ma questa rimane pur sempre una scelta di vita che potrà trovare soddisfazione ed appagamento nella vita solitaria nell’eremo della natura o della cultura se il soggetto si dedica unicamente allo studio, ma non significa che tali individui non sappiano stare occasionalmente in compagnia di altre persone, semplicemente scelgono una vita ritirata di maggior privacy e tempo dedicato a se stessi.

Le paure vanno affrontate, va compreso qual è l’origine di esso e perché spaventa tanto, solitamente dietro a tutte le forme fobiche ci stanno delle sofferenza derivanti da abusi e da forme di abbandono che l’amore di un oggetto non curerà mai, semmai un buona terapia recuperativa sì.

 

 

 

Un effetto secondario della sindrome di Asperger

 

 

 

Il fenomeno dell’oggettofilia che si manifesta con comportamenti di tipo ossessivo e limitante della capacità di relazionarsi in maniera normale col prossimo hanno spinto alcuni studiosi a ritenere che si tratti di un effetto secondario della la sindrome di Asperger , una forma di autismo seppur più lieve.

Infatti le persone affette da tale sindrome, oltre alle loro ossessioni che limitano la relazione con l’ambiente esterno e con gli altri in modo rilevante, hanno un certo disagio nel gestire l’empatia e le relazioni sociali, e mostrano comportamenti di tipo stereotipato e ripetitivo, così come si verifica per chi è affetto da autismo.

Inoltre altro aspetto che conferma tale ipotesi è il legame che tali persone riescono ad instaurare con gli oggetti inanimati e non con le persone vive, come se tali cose fossero la fonte della loro sicurezza e stabilità emotiva di cui hanno bisogno.

2 Comments

  1. Dimitri ha detto:

    Io so che significa! Visto da fuori può sembrare assurdo ma per chi vive in prima persona questa cosa non lo è affatto.
    Io ero molto legato alla Mazda Demio del 2000 di mia mamma. Lei era bianca con dettagli cromati stupendi come il copri luci della targa. Provavo sentimenti forti per lei. Stavo pomeriggi interi a pulirla nei minimi dettagli, a sentire musica con lei, a godermi le sue linee. Quando però i miei la hanno rottamata per me è stato come se mi avessero tolto parte di me. Avevo provato a dire loro di non farlo e che spendere 2000 Euro per ripararla ne valeva la pena ma non c’è stato verso. Io non piango quasi mai ma quella era stata una di quelle volte in cui ho versato lacrime e dolore.
    Ancora ora a distanza di tempo la sogno e spesso di giorno mi vengono alla mente tanti ricordi passati con lei. Spesso basta persino ascoltare una canzone per riportarmi a lei… Ogni volta che ci penso mi fa tanto male e desidero pensare che almeno qualche suo pezzo stia correndo su chissà quale altra sua simile. Talvolta mi capita di vedere per strada passare un’altra Demio ma penso sempre che quella di mia mamma ora non c’è più.

    • Mi dipiace per quello che ti è successo, perché l’amore per una cosa è paragonabile a quello per una persona o per un animale, diventano degli elementi importanti nella nostra vita perché li amiamo, senza condizioni e senza restrinzioni, ed in un mondo dove tutto rotea attorno all’interesse personale per poterti dare qualcosa spero tu possa trovare presto un sostituto adeguato.
      In bocca al lupo
      Marilena

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