L’organizzazione dello spazio sul foglio

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In grafologia imparare a studiare lo spazio e come esso viene utilizzato importante quanto la conoscenza dei segni.

Esso indica come il soggetto si pone all’interno di un certo ambiente e come lo vive, quindi se è un ambiente famigliare o comunque noto e che lo mette in condizioni di sentirsi sicuro e ben accolto, la sua scrittura tenderà ad espandersi, sia in termini di dimensione dei grafemi, cioè delle lettere, sia come estensione dello spazio usato e riempito del foglio.

Diversamente uno spazio che crea disagio, sconosciuto e non pienamente gestibile, che crea problemi o che limita il soggetto lo costringerà a porre in essere quei meccanismi di difesa che lo fanno sentire meno esposto agli attacchi o alle critiche degli altri e meno esposta anche la sua fragilità e sensibilità.

Nella scrittura tale atteggiamento lo si nota in riduzione delle dimensioni dei caratteri grafici, nella riduzione dello spazio occupato, e qui bisogna fare attenzione a quale spazio del foglio viene scelto, e a cercare di nascondere il disagio con una scrittura meno chiara, meno definita se non addirittura illeggibile.

L’illeggibilità è come la dichiarazione verso l’ambiente dello scrittore di non voler essere leggo dentro, di non volersi scoprire, quindi si cela attraverso questa modalità protettiva.

Come dicevo prima lo spazio occupato è importante.

Se viene occupata la parte centrale del foglio vuol dire che la persona ha bisogno di racchiudersi in sé, ma non lo fa nascondendosi ma mettendosi al centro dell’attenzione, il centro è sempre la rappresentazione dell’IO per eccellenza e puntare su se stessi significa cercare di darsi più risalto, in tal caso è da considerarsi più una richiesta di aiuto verso qualcuno che si conosce, la ricerca di una faccia amica con cui scambiare due parole e non sentirsi più soli né isolati.

Se viene occupata la parte sinistra, che è la parte che indica il passato significa chela persona non vede l’ora di allontanarsi da quel luogo, come a dire a ritornare sui suoi passi per non riavere l’idea di ritrovarsi in quella situazione scomoda.

La sinistra è anche il bisogno affettivo delle persone che fanno parte del nostro vissuto, potrebbe essere quindi il desiderio di avere vicino qualcuno che sia più di un semplice conoscente, un familiare o una persona molto amica, o la voglia di ritornare a casa dove sicuramente ci sono le persone che la persona desidera rivedere, per sentirsi protetta dalla loro presenza, non necessariamente presenza fisica, la casa in  fondo è il nido, il rifugio, il luogo che protegge da ogni cosa, quando il disagio non nasce proprio dalla famiglia stessa.

Se viene occupata la parte destra del foglio, che rappresenta il futuro prossimo ma anche una via di fuga verso tutto significa che la persona non vede l’ora non solo di andarsene ma di cambiare totalmente la sua condizione attuale, l’ambiente in cui si trova, le persone che frequenta, ciò che lo circonda quotidianamente perché desidera vivere diversamente.

Di seguito uno schema che sintetizza i significati psicologici delle varie direzioni.

 

 

  

 

 

 

Lo scritto che procede da sinistra a destra

 

 

 

La nostra scrittura, così come ci vien insegnata scolasticamente, con un verso ben determinato che va da sinistra verso destra, a differenza di quelle arabe e quelle giapponesi che procedono all’inverso rispetto alla nostra da destra a sinistra.

Quelle di tutto il resto del mondo hanno un modo di procedere che va invece da sinistra verso destra e questo andare a destra verso il futuro ha un profondo significato psicologico.

 

 

 

 

Innanzitutto va ripreso il concetto che la sinistra è il passato, il vissuto, l’infanzia, ieri e solitamente indica il rapporto con la madre, infatti il bambino nella fase iniziale della sua vita è molto legato alla madre perché da esso dipende per sopravvivere ma anche perché la parte femminile è quella che da calore, affetto, amore, che rassicura, che riscalda, che protegge in senso affettivo.

La destra è il futuro, il progredire, il realizzare, l’andare in una direzione, prendere determinate strade, fare delle scelte, è simboleggia anche il rapporto col il padre perché la figura paterna è quella della realizzazione, della crescita con sicurezza e certezza, della progettazione per ambizione di dimostrare il proprio valore e spesso questo desiderio di dimostrazione è rivolto verso il padre, un po’ perché per alcuni è il simbolo della realizzazione completa un po’perché il padre che lavora per mantenere la famiglia e che si realizza nel lavoro completa un ruolo ed una figura progressiva, rivolta al futuro, alla costruzione ed alla realizzazione di sé.

Per questo quando si dice che una scrittura procede fluida verso destra significa che è una scrittura che va verso il futuro, lo scrittore si pone positivamente verso le sue ambizioni, aspettative e progetti e ripone molta fiducia nel poterle realizzare, quindi avanza verso il domani con positività e sicurezza.

Maggiore sarà questa sicurezza e più rapida, fluida e veloce sarà la scrittura.

Il ragazzo che si realizza rappresenta simbolicamente il bambino cresciuto e maturo e che è diventato uomo ormai realizzato, proprio come viene rappresentato nella figura che segue.

 

 

Questa figura è molto chiarificatrice di ciò che ho descritto prima ed evidenzia come l’andare a destra sia sempre un segno di crescita evolutiva, di sviluppo, di evoluzione, di miglioramento, di ambizione nel voler sempre di più e far meglio.

Il bambino che non solo insegue il sogno di diventare grande come il padre (in senso figurato è da intendersi indipendente, capace, in grado di mantenere la famiglia e di proteggerla) ma di diventare esso stesso un padre realizzato.

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