Obiettivi e metodi della Rieducazione della scrittura

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Dopo gli articoli su cosa sia la Rieducazione della scrittura e la Grafoterapia e rieducazione della scrittura, ora vorrei parlare degli obiettivi e dei metodi della rieducazione diretti ad acquisire una serie di posture corrette per svolgere il compito grafico dello scrivere senza avere dolori né contratture.

Mi preme precisare che la disgrafia non è soltanto il problema del bambino della scuola primaria che deve imparare il linguaggio scritto, anche gli adulti possono correggere le loro disgrafie, ben oltre il periodo degli impegni scolastici, quando avvertono la necessità di ricomporre i gesti che coinvolgono la scrittura, per alleviare dolori alla schiena, al braccio ed alla mano o semplicemente per dare più chiarezza e fluidità alla scrittura che presenta delle difficoltà.

La rieducazione mediante grafoterapia tende a fare abbandonare gli automatismi “scorretti”, le abitudini posturali sbagliate, che contraggono le spalle e la schiena nel modo sbagliando procurando dolori ma anche forme di scogliosi e posture errate, contratture, crampi ed impossibilità di scrivere in maniera adeguata.

La rieducazione è anche riprogrammazione della funzione visuo-spaziale che comporta la corretta correzione della funzionalità visiva correlata con quella programmatica sul campo spaziale ove deve essere impressa, scrivere su un piano limitato come quello del foglio o di una pagina prevede un’organizzazione mentale sia del senso della vista che quello psichico dell’elaborazione del tracciato prima ancora che sia eseguito sul foglio.

Le tecniche utilizzate nella rieducazione si articolano in determinate fasi.

C’è una prima fase necessaria e preparatoria di rilassamento, mentale ed emotivo, affinché il compito venga eseguito senza ansia e preoccupazione, ed i primi lavori saranno semplici operazioni di creazione di forme grafiche prevalentemente circolari molto grandi che permettono l’ampio gesto del braccio e della spalla senza mai staccare la mano e la matita dal foglio o dal piano di lavoro.

Una volta acquisita la praticità a tale gesto senza avvertire nessun tipo di dolore o contrazione, e senza tensione emotiva fuorviante, si può passare alla fase successiva, che è quello della tecnica manuale per imparare a scrivere correttamente.

Il principale obiettivo della rieducazione  è infatti restituire il piacere di scrivere eliminando il pessimo rapporto con la scrittura che il bambino o l’adulto di solito interiorizzano.

La rieducazione della scrittura in senso stretto, come  processo creativo e individualizzato volto a ristabilire i principali presupposti essenziali ad un corretto sviluppo del gesto grafico,  per poter agire in questa direzione, consta di una doppia direzione di intervento:

– di decondizionamento prima, per far disimparare i gesti grafici scorretti e poco funzionali, spesso legati anche a posture e prensioni inadeguate, e

– di condizionamento poi, con la finalità di far acquisire nuovi apprendimenti, basati sulla consapevole gestione dei propri movimenti nello spazio grafico.

Le sedute di riprogrammazione sono diversificate in base alle esigenze ed alle necessità del bambino, dell’adolescente o dell’adulto, in quanto la difficoltà può essere espressa in maniera differente da individuo ad individuo, così come deve essere soggettivo il programma di rieducazione e rimodulazione dei gesti scrittori.

Nei bambini, data la necessità di mantenere l’attenzione del bimbo su un lavoro che può essere odioso, in quanto gli ricorda la sua incapacità, e noioso, la programmazione prevede delle forme di insegnamento molto giocose e divertenti utili per mantenere la concentrazione su gesti che sono ripetitivi.

Si utilizzano coi bambini le tecniche pittografiche, di pittura e di disegno, col doppio vantaggio di far acquisire una certa manualità del gesto ma anche esprimere la sua creatività e l’elaborazione dei disagi emotivi negativi o castranti.

I grandi fogli, i gessetti, i pennarelli e le matite colorate sono uno strumento importantissimo per imparare la gestualità della scrittura.

Esistono poi altri strumenti molto semplici che aiutano la prensione della mano sulla matita, si tratta di gommini colorati e sagomati che guidano le dita alla giusta postura ed impugnatura, legacci che impediscono alla matita di cadere in una direzione sbagliata e non consona e penne e matite già presagomate.

Come vedete anche riprodotta nell’immagine che accompagna questo articolo sono strumenti molto semplici, facilmente reperibili in qualunque cartoleria ed assolutamente economici.

Disegnando e divertendosi, mentre impara a scrivere, il bambino e l’adulto esorcizzano le proprie parure ed angosce, superandole senza partire dei disagi ulteriori.

Alle tecniche pittografiche seguono le tecniche scrittografiche dove vengono insegnati i rudimenti della scrittura partendo dalle forme più semplici sino a quelle più complicate o composite.

Vengono chiamate forme di pre-scrittura quei tratti che formati da linee e da curve sono preparatori all’elaborazione dei grafici specifici delle varie lettere dell’alfabeto.

Per chi ha difficoltà a comporre una parola frammentarla in tanti segmenti che poi piano piano vengono uniti per creare la forma grafica richiesta permette di acquisire il gesto senza la tensione di doverlo eseguire correttamente, perché tale aspetto viene affrontato soltanto quando c’è sicurezza nei gesti precedenti che sono prodromici alla parola stessa e preliminari alla sua composizione.

Attraverso la sistematicità e la gradualità di attività di pre-grafismo sempre più complesse e precise, viene stimolata una corretta postura e prensione della matita, la coordinazione occhio-mano, per condurre il movimento grafico in modo finalizzato e controllato armonicamente, mantenendo però separata la forma dal significato.

Al fine di migliorare ancora la tonicità, il senso della proporzioni, il ritmo del gesto, vengono proposti esercizi sull’alternanza e sulla gradualità crescente e decrescente di pressione, grandezza delle forme e rapidità esecutiva, associando i movimenti ad una respirazione ritmata.

Quando nel bambino o nell’adulto sono stati acquisiti e assimilati gesti grafici sciolti, simili a quelli della scrittura, le forme pre-scrittorie sfociano in singole lettere o gruppi letterali affini per movimento spontaneamente, senza alcuna difficoltà perché la paura di non riuscire è stata superata coi giochi ed il disegno o la pittura che precedono la scrittura vera e propria.

Scrivere deve essere per tutti un piacere ed una passione, ovvio che se il compito non riesce per delle difficoltà meccaniche od emotive sono queste che devono essere corrette, eliminate e superate per poter imparare a scrivere con serenità.

Correggere una disgrafia è un percorso lungo e non facile, ma una volta appreso non si scorda più.

Certo, richiede molta costanza, dedizione, tenacia senza mai perdersi d’animo, ma la capacità della rieducatrice sta proprio in questo: nel rendere divertente il compito odiato, temuto o ritenuto noioso, qualcosa di divertente, prendere una difficoltà e trasformarla in una capacità.

Superato lo scoglio iniziale della diffidenza il bambino, l’adolescente e l’adulto imparano molto di più che una scrittura fluida e comprensibile, imparano ad avere fiducia in se stessi, nelle proprie qualità e capacità, a non lasciarsi intimorire dalla prime difficoltà, ad affrontare i problemi anziché frenarsi e trasformarli in limiti personali, infine in tal modo si aumenta anche la stima, il valore e la considerazione di se stessi.

Per questo motivo considero la rieducazione della scrittura una rieducazione della persona che si sente inadeguata e non all’altezza del compito o della attività da svolgere e deve imparare ad avere fiducia in se stessa, ed essere ottimista sul fatto che non solo può imparare a scrivere ma con impegno e volontà potrà imparare a fare molte altre cose difficili nella vita, tutte quelle che piacciono e che sono pura passione.

Perché è la passione che deve dominare la nostra vita, non le nostre paure o le difficoltà.

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