Studio del testo e della firma di una scrittura

Nuova ricerca sulla telepatia e la lettura del pensiero
03/05/2017
Il narcisista sposato
13/03/2018

Seguendo la mia richiesta di ricevere delle grafie con annesse sottoscrizioni per dar seguito alla mia ricerca sul significato della firma quale significato psicologico di identità sociale, pubblica, esterna ed esposta al prossimo, rispetto ad una visione interiore e privata della vita, una cara lettrice mi ha gratificato della sua scrittura, scrivendomi una lettera perché possa essere oggetto della ricerca e di valutazione grafologica.

Di seguito riporto integralmente la lettera.

 

La scrittrice fa riferimento ad una precedente lettera in cui la grafia le era apparsa diversa e voleva comprendere i l significato di tale differenziazione.

La scrittura è il risultato mentale di ciò che siamo e sentiamo nel momento stesso i cui scriviamo, pertanto è ovvio che momenti doversi originano diverse calligrafie, desunte dalle mille varianti che la nostra personalità subisce nel tempo.

A volte basta un umore diverso, una brutta notizia oppure una che ci entusiasma e subito la reattività delle nostre emozioni viene trasmessa sul foglio come se fosse una precisa fotografia di quei momenti.

Devo precisare che la precedente lettera a cui fa riferimento la nostra scrittrice, che ha così generosamente dato la sua disponibilità allo studio di come la scrittura e la firma variano nel corso della nostra vita, non è poi così difforme.

Sono mantenute le modalità ed il carattere della redazione del testo, pressione, il tratto e l’esecuzione dello scritto, l’unica differenza rileva nella concentrazione dello spazio e dell’utilizzo di esso, non così disteso ed ampio come si vede nella lettera sopra riportata, ma più concentrato, addossato, con molto meno spazio tra una riga e l’altra e tra una parola e l’altra.

Una grafia addossata denota maggior voglia di rinchiudersi in uno spazio privato, escludendo non solo gli altri ma anche tutto quello che ci sta fuori, quindi, quando è stata redatta la precedente seconda lettera, che non appare nell’articolo la scrittrice aveva bisogno di distanziare ogni cosa dalla sua momentanea esistenza, per dedicarla a sé.

Chi evidenzia questo segno, cioè un maggior addossamento dello scritto rispetto al solito, percepisce la realtà esterna come una minaccia, un fastidio, un problema da tenere a distanza e a cui non lasciare il proprio spazio vitale.

Infatti pur lo spazio esistente tra una parola e l’altra corrisponde allo spazio che il soggetto concede altri e che in determinati momenti può essere più ampio, per una maggiore disponibilità all’ascolto ed alla condivisione , oppure ristretto per una voglia di rintanarsi in se stessi e nei propri pensieri, ricordi, sogni.

Se la persona è costretta comunque alla condivisione degli spazi vive tali momenti come frustranti, le creano ansia e non le consente di affrontare con serenità le situazioni più difficili come l’ordinaria amministrazione.

Il chiudersi volentieri in se stessi è una ricerca della solitudine, spesso accompagnata dalla malinconia, pertanto può capitare che sia soggetta anche a profondi cali umorali, che condizionano il suo modo di vedere le cose e di giudicare gli altri. Per questo finisce con l’avere difficoltà di relazione, sempre che di relazionarsi con gli altri ne abbia voglia.

Ma torniamo all’esamina della lettera principale, di cui sopra, ed oggetto della ricerca.

Analizzando lo scritto nella sola parte del testo  e nel suo insieme possiamo così descriverlo.

Il calibro grande denota un dominanza del Sé ed un riconoscimento delle proprie qualità e capacità, mette al centro della sua vita la sua personalità, le sue esigenze ed i sui desideri, conquistati a fatica e questo lo si desume da una scrittura che a tratti si presenta legata, cioè le lettere sono unite ma spesso sono unite anche le parole, e da un margine sinistro molto distante, che si distanzia man mano procede lo scritto.

Di seguito alcuni esempi di legatura.

Come si può notare già dalle due prime righe di presentazione la scrivente non lascia molto spazio agli altri e a ciò che l’ambiente le offre, addirittura il saluto di presentazione è stato eseguito con un unico tratto ininterrotto.

Segno di diffidenza, in fondo ha ragione perché si sta facendo analizzare la scrittura, che è un atto estremamente personale e riservato da una persona a lei sconosciuta (la lettera mi è pervenuta per posta e non c’è mai stata occasione d’incontro) pertanto la sua diffidenza nel prossimo qui appare molto accentuata.

Nonostante sia curiosa di conoscere il mio esito, termina il saluto con un lungo gesto che corrisponde ad un riccio del soggettivismo e un approfondimento sul suo significato, rimando ai rispettivi links per l’approfondimento del significato grafologico del segno.

Ecco cerchiato il particolare del riccio del soggettivismo.

Qui mi occorre precisare che la diffidenza è stata ulteriormente manifestata attraverso un gesto che ruba lo spazio del foglio, solitamente riservato agli altri, per serbarlo ancora per se stessa, in modo da avere più tempo e possibilità di studiare la controparte, anche se questo studio è venuto a mancare proprio per la mancata conoscenza, quindi rimane una concessione di confidenza fatta con titubanza e timore che possa essere male interpretata o usata in modo non corretto o non consono.

La stessa modalità di scrittura con grafia legata si presenta anche nella prima riga della lettera, dove tutte le parole sono eseguite con un unico tratto, eccetto per il momento i cui doveva essere redatto il puntino della “i” della parola “ritardo”ma per motivi fisiologici, in quando durante l’esecuzione scolasticamente ci viene insegnato di eseguire la “i” nella sua forma corretta, cioè corredata dal puntino, quindi tali separazioni sono delle imposizioni che non vengono conteggiate nell’analisi grafologica.

On ripropongo l’intero scritto, ma in molti punti si presenta tale forma di legatura conseguente tra le lettere, anche se vi sono parole redatte con uno stacco, ma in grafologia si guarda e si valuta il segno che maggiormente emerge per quantità ed intensità.

L’altro elemento indicatore della forte tendenza della persona alla propria individualità ed a difenderla a tutti i costi si ritrova nel margine sinistro che appare distante rispetto all’inizio di ogni rigo e man mano procede la scrittura tende a separarsi sempre di più.

Lascio un link sul significato dei margini e dell’uso dello spazio in grafologia per un approfondimento, nel caso in esame analizzo invece cosa potrebbe voler significare.

Il margine sinistro rappresenta la famiglia di origine, la madre, il vissuto familiare, ed il volersi distaccare da esso può celare qualche insofferenza e disagio avvertito nell’infanzia da qui la necessità di ritagliare una vita più autonoma ed indipendente per assicurarsi la possibilità di vivere la propria vita e non quella che corrisponde alle aspettative degli altri e di avere delle proprie idee, sogni, progetti realizzati anche contro il volere di chi, per la solita scusante dell’affetto, ci vorrebbe con un futuro più monotono ma più sicuro, delle scelte calibrate da razionalità anziché dalla passione, e via dicendo.

Ma nella vita è necessario seguire le proprie inclinazioni anche quando questo significa mettersi contro il desiderio, motivato da un fine benefico, ma pur sempre imposto al di là delle personali inclinazioni.

La presenza di anelli delle “a” e delle “o” aperti verso la parte sinistra, stanno a significare delle ferite ancora aperte e non rimarginate, il tempo a quando pare non è riuscito a risolvere i dissidi e dissapori che tali sono rimasti e che hanno lasciato nella scrivente una traccia aperta ed il desiderio forse di un appoggio più gratificante o minori complicazioni in quella parte della vita, che porta alla maturità, dove il sostegno e l’appoggio della famiglia sono essenziali per avere serenità e tranquillità anziché rimorsi e rabbia irrisolta.

Di seguito alcuni degli occhielli aperti di cui ho fatto riferimento.

 

La scrittura precede con un andamento verso l’alto e tendente ad occupare maggiormente il margine destro, simbolo della realizzazione, della voglia di progettare, di organizzare il futuro anche con pensieri positivi ed ottimistici.

La persona è una donna ambiziosa, che sa quello che vuole e che possibilmente lo vorrebbe subito e fatto bene, a dei cenni di esuberanza che non fa pesare agli altri, ed un efficienza nel lavoro che invece la portano ad essere molto critica verso se stessa e quindi anche verso gli altri.

Ma arriviamo alla firma.

Nel mio articolo la firma come identità sociale ho cercato di esporre sinteticamente i cari significati psicologici delle modalità di esecuzione e di posizione nello spazio delle firme rispetto la testo.

La firma nel caso in esame è fatta in maniera eguale al testo, significa che c’è buon corrispondenza tra quello che la persona è in realtà e quello che prospetta all’esterno, non vi sono incoerenze né contraddizioni.

Inoltre viene eseguita nei due modi: uno che la scia soltanto la sigla dell’iniziale del nome e l’altro completo del nome e del cognome.

In entrambi i casi ad essere eseguito per prima è la parte del nome che però è agganciata alla famiglia sia in forma di sigla sia in forma di nome completo, formando in tal caso un tutt’uno.

Questo significa che quella distanza, indipendenza ed autonomia desiderata interiormente dalla persona non è quello che palesa dalla firma e dal suo modo di presentarsi in società dove l’appartenenza ed il legame con la famiglia è tale da non poter essere separato.

Di seguito le due firme.

Non può sfuggire il fatto che l’ultimo gesto compiuto dalla scrittrice è un gesto evolutivo altro e diretto verso destra, chiamato in grafologia riccio dell’ammanieramento ed un po’ riccio della ideazione fantastica, che denotano il carattere ammaliante della persona, soprattutto quando è diretto ad ottenere ciò che desidera ed un po’ anche desiderio ed illusione.

Il riccio dell’evasione fantastica rappresenta le persone che amano vivere, anche illudendosi, sognando un mondo diverso e ritornando ad esso ogni volta che la situazione diventa critica, insofferente o poco piacevole,come se a volte, per sfuggire da una realtà che non piace del tutto, la scrittrice si rifugia in un pensiero desiderativo.

Questi accostamenti dimostrano che nonostante il legame alla famiglia, alle sue origini ed al suo vissuto ella è orgogliosa di un vissuto realizzato personalmente, e tale orgoglio a volte pecca di fierezza ed esuberanza perché ci tiene che nonostante tutto, ciò che è e ciò che ha fatto nella vita non deve passare inosservato.

 

 

Se anche voi lettori gradite partecipare alla mia ricerca sul significato della firma ed avere anche un’analisi gratuita del vostro scritto contattatemi, per me sarà un piacere arricchire la mia ricerca anche grazie alla vostra collaborazione.

I miei riferimenti:   329.3043027   o   info@marilenacremaschini.it

4 Comments

  1. Amedeo Forastiere ha detto:

    Molto interessante, personalmente ho sempre sostenuto che leggere una lettera scritta di proprio pugno è importante per conosce il carattere della persona che scrive, e non solo. Sono tentato a mandarle una lettera, magari di poche righe per avere una sua lettura. Grazie.

    • Grazie caro Amedeo,
      ma non ho compreso se le piacerebbe partecipare soltanto alla ricerca sullo studio della firma o se invece sarebbe curioso di farsi un’analisi grafologica, o meglio grafodiagnostica visto che io mi occupo dello studio della psicologia della scrittura personalizzata.
      Per quanlunque evenianza le ho scritto in privato dandole delle informazioni più approfondite per partecipare in un caso o nell’altro
      A presto
      Marilena

  2. Germana Recchia ha detto:

    Buongiorno dottoressa Cremaschini,
    questa mattina facevo una ricerca online di altro tipo e per altre ragioni e mi sono imbattuta nelle sue pagine sul narcisismo (poi lascerò un commento e una testimonianza anche lì…). Sono molto interessata alle analisi della scrittura e della firma e se fosse ancora possibile dare un contributo alla sua ricerca e ricevere un’analisi gratuita, mi farebbe piacere partecipare e contribuire.
    Grazie comunque e buona giornata.
    Germana

    • Mi dispiace doverti comunicare che la ricerca è ormai conclusa da tempo e si è formalizzata in un manuale che attende solo di essere pubblicato.
      Comunque se tu fossi interessata a fare un’analisi grafologica della tua scrittura, ad un prezzo natalizio, posso rendermi disponibile, non puoi immaginare quanto la scrittura riveli dello scrivente e come possa essere utile per spronare a superare dubbi e ritrosie che non permettervano di osare un cambiamento.
      Ma quantoil cambiamento è in te e lo è sempre stato io credo che vada ascoltato, in fondo la vita è bella quando possiamo essere noi stessi fino in fondo.
      Se sei dell’idea contattami nuovamente via mail e vedrai che non ne rimarrai delusa
      Marilena

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *