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Se vogliamo capire gli adolescenti di oggi non dobbiamo pensare a come eravamo noi ieri.

La mia generazione passata di recente non ha vissuto l’esposizione mediatica ed il disorientamento che vivono oggi i ragazzi.

Crescere, svilupparsi e passare dall’infanzia all’adolescenza è una fase difficile e piena di sconvolgimenti sopratutto fisici ed emotivi.

Vieni sconvolto nel corpo perché i tuoi ormoni ti scombussolano da un giorno all’altro e le sensazioni che si provano sono devastanti.

Il corpo cambia senza che la psiche abbia il tempo di adattarsi e di comprendere, e sopratutto non c’è modo alla volontà di imporsi.

Si mette in discussione ogni cosa, ogni punto di vista ogni opinione, perché non viene più trovato il centro attorno al quale tutto può roteare.

Il gruppo sostituisce i genitori, semplicemente per la necessità di uscire dal grembo famigliare e trovare una nuova indipendenza, una esistenza personale e ricreata dal nulla.

E’ il momento questo più delicato e difficile, ogni consiglio da parte del genitore o dell’adulto è visto come un’invadenza intollerabile, le idee sentite prima diventano obsolete e da vecchi, vanno rinnovate perché la ricerca è il nuovo stimolo per il ragazzo che sta maturando.

I conflitti con la famiglia sono assolutamente normali, generazionali, li abbiamo vissuti noi stessi, solo con meno tecnologia e meno possibilità economiche di oggi.

Quello che fino a pochi mesi prima era un rapporto di condivisione e di buona comunicazione diventa ad un tratto un muro incomprensibile, i ragazzi diventano degli stranieri in casa, totalmente estranei alla vita quotidiana e ripetuta da sempre.

E’ una fase di transizione dove il genitore può soltanto assistere senza invadere troppo perché otterrebbe una chiusura totale e forse anche delle reazioni aggressive.

Ma il genitore non deve mai smettere di monitorare le condizioni di vita del ragazzo ed il suo stile.

Ci sono eccessi che non devono essere trascurati.

L’alcol, le droghe, il comportamento scorretto, maleducato aggressivo, l’inosservanza delle leggi, sono fattori che impongono al genitore di intervenire, ed il modo varia a seconda delle circostanze, delle persone e del loro carattere, e della emotività o reattività dell’adolescente.

Avere un figlio che si estranea nella sua cameretta per ascoltare musica assordante o diventa più riservato è solo una delle modalità con cui il giovane può reagire ai nuovi impulsi ormonali.

Ma attenzione quando si verificano fatti che ci devono indurre il sospetto di un abuso di una determinata sostanza o dell’alcol.

Perché di abuso si può anche morire.

I giovani si sballano per lo più in compagnia degli amici, il gruppo li rende forti in quei gesti che magari da soli non farebbero, questo si verifica solitamente di sera o tarda notte, quando ci si è spostati da casa con la macchina propria o dell’amico.

Il numero degli incidenti stradali con conseguenze mortali, anche per altri estranei, hanno un numero che è impressionante, e che dimostrano che l’alcolismo e lo sballo da droghe negli adolescenti non è soltanto la distrazione di una serata in compagnia, ma lo stile di una vita condotta  in tal modo giorno dopo giorno, sino a quando l’abuso diventa dipendenza.

A questo punto non si torna più indietro.

Esistono comunità di recupero, ma quel che spesso non si dice è che l’alcolista cronico anche dopo il ricovero rimane alcolista per tutta la vita, e la sua esistenza sarà sempre a rischio ricaduta.

Lo stesso vale per chi si droga.

Non si esce dall’abuso, si può cercare di starne lontani, e si riesce in tale difficile cammino solo quando sei seguito ed assistito costantemente e quotidianamente dalla famiglia o dai cari che si prendono l’oneroso impegno di passare la loro esistenza a controllare il dipendente.

Perché di tali persone devote al tossicomane o all’alcolista non si parla mai, ma essi fanno un sacrificio di vita che varrebbe una medaglia.

Non sottovalutate i sintomi, perché l’avere una percezione vuol dire sentire il problema, che dunque si è già incardinato, ma prima lo affrontate e con maggiori sono le speranze e le possibilità di riuscita.

Ma non esistono soltanto le dipendenza da sostanze, i giovani sono dipendenti dai social che hanno sostituito qualunque tipo di rapporto umano.

I ragazzi di oggi non conosco l’altro se non dietro ad un profilo, non vedono l’altro se non dietro un display, non vivono con gli altri se non attraverso una connessione internet.

Questa è un’altra dipendenza che spersonalizza il giovane e lo porta a vivere una realtà che non ha nulla di reale e di concreto.

Il mondo allora non è più quello della vita di tutti i giorni ma è quello che viene descritto da un monitor.

Se possiamo rintracciare i sintomi dell’alcol, attraverso l’odore, o quelli delle droghe, che opacizzano gli occhi rendendoli fissi e costringendo il corpo a continui e ripetuti tic incontrollabili, la devastazione mentale del web non da sintomi immediati né visibili.

Cambia però la mente del giovane, il suo modo di vedere, i suoi ideali e le cose che hanno valore.

Seguiamo i nostri figli, rispettando i loro spazi ma senza dimenticare che siamo noi i genitori responsabili del loro futuro e della loro vita.

Se avete dei timori, dei dubbi sul fatto che vostro figlio abbia un comportamento inadeguato insolito, che va oltre al fatto di essere diventato più taciturno, allora è il momento di consultare un esperto, che possa aiutarvi a comprendere cosa sta succedendo a vostro figlio, con l’augurio che si tratti soltanto di una fase passeggera di turbinio ormonale, che nel giro di qualche anno scomparirà per lasciare il posto ad un giovane uomo o una giovane donna.

Non esitate dal chiedere aiuto ad esperti, prevenire è meglio che dover risolvere un problema.

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