La reazione dei genitori alla notizia del deficit DSA
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Il Paired Reading
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Cercare di trattenere l’attenzione e la concentrazione di un bambino durante l’esecuzione dei compiti da svolgere a casa è sempre un problema, soprattutto per quei ragazzi che patiscono delle difficoltà di apprendimento, oppure particolari deficit da DSA o ADHD e che pertanto non amano l’attività scolastica  nemmeno quando fatta in un ambiente famigliare come quello di casa.

Anzi, probabilmente in famiglia si prendono molte più libertà e distrazioni che se fossero in classe.

In qualunque caso l’obiettivo del genitore è quello di imporre il lavoro con metodo, organizzazione ed autorità, concedendo ogni tanto della pause, di pochi minuti, veri e propri break, per permettere alla concentrazione mentale di riprendere con la massima disponibilità ed attenzione.

Se vi è un trattamento specifico in corso, il genitore deve attenersi alle indicazioni del terapeuta, diversamente si possono seguire questi brevi e semplici consigli.

Per mantenere l’attenzione del bambino su un lavoro che sicuramente sarà ripetitivo e non gradito (le difficoltà di un compito lo rendono sempre poco soddisfacente) occorre usare delle strategie operative che coinvolgano il minore accattivando il suo interesse.

Non c’è bisogno di coartare l’attenzione del bimbo per molte ore, bastano pochi minuti, anche una decina per esercizio, l’importante che siano ripetuti con costanza, anche due o tre volte al giorno ed assolutamente tutti i giorni.

Il lavoro mentale deve essere memorizzato, per fare questo occorre un’acquisizione metodica e costante nel tempo.

Utili a tal fine sono i programmi computerizzati che consistono il filmati in cui il concetto da memorizzare viene associato ad immagini, oppure disegni, colori e forme mediante delle schede opportunamente predisposte per il deficit su cui si vuole intervenire.

Il bambino non deve essere lasciato da solo altrimenti prevarranno in lui distrazione, incostanza e senso di frustrazione che comprometterebbero l’esecuzione del compito.

La prima cosa a cui il genitore deve prestare attenzione è la postura del bambino seduto che deve essere dritta e coi piedi appoggiati sul pavimento, adatto allo scopo sarà un tavolino che rispetta le misure di bimbo e la sua statura.

Diversi sono le metodiche di intervento da attuare in famiglia, diverse a seconda delle tecniche applicate dal terapeuta ed insegnate dalla scuola, comunque eseguite in toltale collaborazione in modo da avere una pianificazione completa ed ottimizzare i risultati.

Alcuni addirittura si rifanno all’intramontabile metodo Montessori, famosa pedagogista dell’inizio del 1900, che ebbe la grande sensibilità di studiare un metodo d’insegnamento che considerasse soprattutto i tempi e le esigenze gestionali del bambino, associando le lezioni a metodi giocosi e divertenti, al fine di rendere l’apprendimento un piacere dell’apprendere e del conoscere nuove cose.

Tale metodo è tutt’oggi applicato in alcune scuole italiane ma nelle migliori e più prestigiose scuole europee ed oltreoceano.

Vi sono anche altri metodi da utilizzare sia nel caso di problematiche di pura svogliatezza o mancanza di concentrazioni o situazioni che presentano dei lievi deficit dell’attenzione, cui vi rimando per un eventuale interesse nell’approfondimento, e sono:

il metodo chiamato Token Economy

la strategia dei 5 passi verso un traguardo o progetto

ed il metodo del Paired Reading

Buona lettura, e nel caso abbiate bisogno di chiarimenti, approfondimenti o necessità di avere maggiori informazioni anche sull’attività di counseling consigliabile nello specifico vostro caso in particolare, non abbiate timore di chiedere anche alla sottoscritta, una mail o una telefonata non costa nulla ma può risolvere molti dubbi.

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