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Una cara lettrice mi ha fatto la gentilezza di partecipare alla mia ricerca sul significato della firma, valutata in rapporto col testo scritto.

Preciso che tale ricerca ormai è terminata, avendo raccolto materiale sufficiente per procedere alla stesura della pubblicazione che raccoglierà i vari significati che le firme rappresentano e che avverrà a breve.

Terrò conto soltanto delle raccolte sino ad ora consentite ed in attesa di essermi recapitate.

Il mio progetto di studio riguarda “Il significato grafologico della FIRMA” e delle infinite possibilità che essa offre per conoscere il carattere e la personalità dell’individuo scrivente.

Come ogni progetto di ricerca che voglia essere innovativo ed evolutivo della scienza in esame necessità di approfondimenti e valutazioni nuove, moderne, attuali, con consoni riferimenti alle modalità di redazione che sono tipiche e caratteristiche di questi ultimi anni e dei nostri tempi.

Per fare questo ho avuto la necessità di recuperare una campionatura reale ed effettiva di testi scritti e firmati in calce per fare oggetto di stima e valutazione da inserire nella parte del Proget Work che rappresenta il nocciolo effettivamente innovativo della teoria e della ricerca pratica e moderna.

E grazie alle tante collaborazioni ho finalmente raggiunto il mio intento, quello di poter far comprendere ciò che psicologicamente la firma significa e definisce a differenza del testo scritto.

Per comprendere tale assunto occorre una precisazione.

La firma è la nostra identità sociale

La firma rappresenta ciò che noi vogliamo essere, ciò che noi esponiamo al pubblico e ciò che desideriamo sia notato, visto, valutato dal pubblico stesso.

Il testo di uno scritto, il corpo centrale della scrittura per intenderci, parla della personalità dello scrivente, delle sue infinite sfaccettature, nella sua complessità fatta di un passato e del desiderio del futuro, di tensioni , di paure ma anche di desideri e di sogni, di come l’individuo si rapporta con gli altri e con il mondo e di come esprime se stesso, con quali caratteri ed atteggiamenti preferenziali.

La firma da la visione di come uno si immagina nel suo ambiente, di come vorrebbe essere, di come si sente nel suo ambito sociale e definisce pertanto la sua identità di tipo sociale, completamente diversa, il più delle volte, dagli aspetti privati ed intimi.

La firma è solitamente composta dal nome e dal cognome, che vanno distinti psicologicamente.

Il nome è molto personale, identifica l’uomo è la donna come individui a se stanti, come esseri indipendenti anche se facenti parte di un contesto sociale, il cognome invece proviene dalla famiglia ed identifica quest’ultima come facente parte di un gruppo più ampio che è la società, il ceto ed il ruolo sociale.

Per questo motivo la firma può essere redatta con uno stile grafologico uguale o completamente diverso dal testo.

Se è conforme al testo significa che la persona autrice ha raggiunto un grado di individualità corrispondente alle aspettative, chi ambiva a diventare un professionista lo è diventato e chi aveva delle personali aspettative le ha raggiunte, completandosi.

Quando invece la firma dello scrivente differisce dal testo significa che il desiderio di vedersi in un certo modo nell’ambiente circostante, sociale, famigliare o professionale, non è stato raggiungo tanto quanto lo erano le aspettative ed i desideri.

Pertanto chi scrive desidera vedersi diverso da come si sente in realtà.

Per un approfondimento lascio il link ad un mio articolo sulla firma come identità sociale del soggetto, oppure ad un altro interessante articolo sul carattere e la personalità sociali svelati dalla firma

Ma veniamo ora al caso in esame.

 

 

La scrittura di V.

 

 

 

 

 

Anche se noterete la firma, per motivi di riservatezza, nonostante l’autrice abbia firmato ed approvato tutti i consensi richiesti per legge per poter attuare la ricerca in questione, chiamerò la persona con la semplice sigla del suo nome: “V”.

La scrittura di V in generale si presenta piccolo di calibro e minuziosa, con particolare attenzione alle distanze ed alla tenuta del rigo che indicano una certa rigidità e maniacalità nell’ordine, nelle cose fatte in maniera perfetta e nelle esecuzioni rigorosamente attinenti ai parametri imposti, sia dalla scuola, al tempo in cui essa è stata frequentata, sia quella della famiglia, la prima quella di provenienza e poi quella di appartenenza, ed infine ai dettami sociali.

Rigidità e dettami che forse, nel periodo della sua infanzia ed educazione le sono stati un po’ stretti e l’hanno privata dal potersi esprimere liberamente.

Anche se non prende una chiara posizione negativa verso la famiglia, il bisogno di distacco si nota dal margine sinistro che nel procedere della scrittura tende a staccarsi sempre di più dal bordo del foglio.

Per comprendere il significati dell’uso dello spazio sul foglio e dei margini rimando all’articolo specifico di cui al link evidenziato.

V scrive che desidera essere in un luogo riscaldato dal sole, quel sole che le manca dentro e che soltanto lì potrebbe trovare per sentirsi veramente appagata e serena.

Infatti questo suo perfezionismo, questa sua ricerca di essere prima la figlia perfetta e poi la madre o moglie o compagna perfetta (non conosco nulla di lei ma presumo che si sia sposata seguendo i canoni imposti dalla società) non le hanno permesso di sviluppare il suo sé  più intimo, la sua parte interiore, la sua vera personalità, che si è dovuta, volontariamente adattare, ma questo adattamento l’ha privata di tutta la spontaneità che solo un sole dentro di sé può dare.

Anche nella firma questa rigidità e mania di perfezionismo, spesso troppo critica verso se stessa, viene confermata, infatti la sua firma è uguale allo scritto e si presenta come una prosecuzione armonica di esso.

 

 

 

Il tratto evanescente dello scritto

 

 

 

 

Il calibro usato è minuto e minuzioso, detto stile è tipico delle persone riservate, timide, con uno spiccato senso della propria privacy e che non amano la mondanità e gli eccessi, sono meticolose, parsimoniose, e spesso permalose.

Nella dimensione piccola del calibro si legge l’atteggiamento introverso e chiuso della persona, amante della privacy che tiene regolarmente separata e lontana nonostante frequenti senza problemi luoghi di convivenza sociale e lavorativa avendo un buono scambio con le persone, ma sempre in maniera estremamente riservata, e la confidenza concessa con moderazione e con attenta valutazione degli eletti quali persone affidabili e rispettose.

Il soggetto che scrive in tal modo può cadere nell’eccesso di sfiducia che cade nella mancanza della spontaneità dei rapporti e nella loro naturalezza, in quanto anche la condivisione potrebbe essere sottoposta a limiti e vagli che limitano e rendono critici i rapporti interpersonali.

Nulla di problematico per chi difende la propria privacy ed ama la sua solitudine, difficile invece per chi sta dall’altra parte e deve convivere, per ragioni familiari, sociali o lavorative il proprio spazio con tali persone estremamente riservate che possono apparire fredde ed indifferenti, atteggiamenti questi che non favoriscono la socializzazione e la condivisione e la comunicazione attiva all’interno del gruppo.

Tornando alla nostra scrittura, un ingrandimento dello scritto mostra come le lettere siano talmente leggere che spesso lasciano una traccia evanescente, incompleta, sfumata, leggerissima, una pressione direi oltremodo lieve.

Da un mio articolo sul significato delle diverse pressioni usate durante la scrittura avevo messo in risalto come la grafia leggera, lieve sia tipica delle persone estremamente sensibili, ma anche molto chiuse, timorose di invadere lo spazio altrui e di risultare indelicate od eccessivamente sconvenienti.

L’energia è leggera, portata a scaricarsi facilmente, scorre in modo delicato, indica grande sensibilità e ricettività, delicatezza d’animo e interesse più per gli aspetti psicologici, emotivi e affettivi che materiali.

È indice di una natura sensibile, empatica, benevola e generosa, portata a spiritualizzare la vita, a cogliere le piccole sfumature con animo fine e sensibile.

Se eccessivamente lieve potrebbe appartenere a un carattere delicato e di volontà debole, che poco tollera frustrazioni e grosse fatiche fisiche o sforzi prolungati sul piano fisico.

Chi ha una pressione sotto media o lievissima vive male le frustrazioni che sono poco tollerate e tendono ad accumularsi somatizzando anche dei risvolti clinici più o meno gravi e patologici.

La persona che ha una pressione molto lieve se scontento tende a ritornare in continuazione sugli stessi pensieri negativi, esacerbando il pensiero che affligge ed il conseguente stress e calo umorale.

C’è da dire che tali persone, spiritualmente e mentalmente molto portate alla riflessione ed alla valutazione di ciò che accade intorno a loro hanno generosità e buonismo e grande ricchezza interiore.

Infatti se guardiamo nel particolare sopra evidenziato l’immagine ingrandita della scrittura di V si noterà come le lettere si marcano d’inchiostro solo nella parte più aderente al rigo, che in psicologia della scrittura rimanda alle regole familiari o sociali che sono state la linea guida per tutta la vita di V, un punto di riferimento sicuramente fatto di solidità e di sicurezza, di etica e di morale ineccepibile, però la scrittrice avrebbe desiderato prendere il volo ed a volte scappare dalle troppe regole per ritagliarsi una vita tutta sua, senza dover ascoltare gli altri e senza che vi fossero i giudizi degli altri a dominare le sue scelte e a condizionare tanto la sua vita.

Infatti il tratto delle lettere tende a sfaldarsi ogni volta che si distacca dal rigo di base, per andare verso l’alto o per scendere verso il basso.

In qualunque direzione tali suoi desideri fossero diretti sono stati troppo condizionati da un’eccessiva educazione e da un atteggiamento ipercritico nei propri confronti.

 

 

 

La firma in particolare

 

 

 

 

La firma viene eseguita dando precedenza al nome rispetto al cognome, anche se questo viene posto su una posizione più elevata rispetto al primo.

La priorità del nome indica il desiderio della persona di essere riconosciuta come singolo, nella sua unicità e particolarità e pertanto prende le doverose distanze dalla famiglia e da tutto ciò che essa rappresenta, anche se però sa di non poterne fare a meno, infatti sul suo nome domina per maggiore ampiezza in dimensione ed elevazione verso l’alto il cognome, il simbolo sociale identificativo dell’appartenere ad un certo rango, ceto o provenienza di genia.

Inoltre, altro particolare, mentre il nome mostra dei vistosi tratti in cui la penna accenna appena e con molta leggerezza al tracciato della penna, questo è più deciso e sicuro nel cognome, infatti appare più marcato.

Questo potrebbe significare che tutte le sicurezza che V ricerca le ritrova ancora nell’ambito familiare, da cui vorrebbe discostarsi, ma rimane sempre il suo  punto di riferimento più importante, che le garantisce solidità, affidabilità, certezza e sicurezza nel futuro.

Non per nulla il cognome rimane eseguito vicino al margine destro che rappresenta il futuro, il divenire della persona, in tal caso ancora molto legato al suo clan familiare.

 

 

 

Il dettaglio con cui le ultime due lettere del cognome, quindi della famiglia, sono legate rappresentano il desiderio di mantenere le sue certezze e l’affidamento su queste persone, o quelle che esse possono rappresentare se sono venute a mancare.

Si tratta di un gesto captativo, del desiderio di ricevere affetto e considerazione, il più possibile ed in maniera sempre più plateale, infatti può essere un’esigenza molto sentita quello di sentirsi apprezzata continuamente senza che ciò fosse dato per scontato, come se temesse di perderlo da un giorno all’altro, allora le parole ed i gesti diventano la conferma costante e quotidiana di ciò di cui si ha più bisogno.

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