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La scrittura è il prodotto di un indottrinamento, quello scolastico, diretto a formare un determinato linguaggio scritto attraverso dei grafemi, cioè delle figure rappresentative che riportano ad un suono e che insieme rappresentano il linguaggio scritto corrispondente ad un pensiero.

Col tempo le strutture imposte prendono via via delle forme personali e con modalità tipiche di ogni soggetto, ma buona parte di esse si forma anche per riproduzione di un metodo che piace o che richiama l’appartenenza di un soggetto ad un determinato gruppo.

Nel primo caso vedendo un tipo di scrittura che piace allo scrivente, e che sente di assomigliargli, vengono acquisite per riproduzione ricercata le stesse forme, anche se identiche non potranno mai esserlo in quanto la scrittura è sempre e soltanto un prodotto nella sua essenzialità appartenente ad un unico soggetto.

Così può capitare che le grafie di due amiche e vicine di banco tenda ad assomigliarsi quasi completamente, oppure lo stile grafico di un determinato gruppo diventa lo stile di tutti coloro che si sentono e vogliono appartenere al gruppo in questione.

Tale atteggiamento non è una semplice riproduzione meccanica, ma psicologicamente rappresenta il desiderio dello scrittore di far parte del gruppo o di sentirsi più vicino all’amico o all’amica di cui ricopia lo stile, come se l’unione dei metodi di scrittura potesse parlare dell’unione delle anime e dei pensieri che accomunano ed avvicinano persone che per svariati motivi si frequentano e condividono parte della loro esistenza.

Analogie di calligrafia le possiamo trovare anche all’interno di una stessa famiglia, dove il genitore apprezzato viene copiato in molti atteggiamenti e comportamenti, compreso anche il modo di scrivere.

Una conferma che la scrittura è il riflesso delle condizioni organiche dell’individuo, è data anche dalle analogie fisionomiche e strutturali, che si osservano talvolta nella grafia di stretti parenti. La consanguineità giustifica, infatti, la eventuale somiglianza tra scritti di padre e figlio, di fratelli e sorelle.”  (Orlando Sivieri, l’indagine grafica, Cedam, Padova, 1967).

Anche se si possono riscontrare delle analogie e delle assomiglianze tra le scritture appartenenti ai componenti di una determinata famiglia questo non significa che vi sia una completa identificazione sia fisicamente, che psicologicamente e quindi nemmeno nella scrittura che mantiene per ognuno dei componenti delle particolarità, dei segni che rimarranno per il soggetto in questione, uniche e inequivocabilmente a lui riconducibili.

Tra i componenti di un nucleo familiare, sia per la specifica simbiosi di vita che per la naturale tendenza all’imitazione ed all’assimilazione, è possibile che si generino similarità grafiche, così che si verificano similarità di abitudini e di comportamenti.

Può essere più o meno frequente il fatto che il figlio imiti la grafia del padre perché gli piace e perché lo ritiene come un modello di maturità espressiva da far proprio.

Può accadere che la moglie cerchi di scrivere allo stesso modo del marito (e viceversa), perché a volte diventa necessario, oltre che pratico, che l’uno firmi con il nome dell’altro.” (Alberto Bravo, Argomenti di Grafologia peritale, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, 2001).

L’esempio più lampante e moderno lo possiamo trovare nelle grafie e nelle sottoscrizioni del nuovo Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e di sua moglie Melania.

 

[1]

 

La firma di Trump, sulla sinistra, è così particolare, e corrisponde in pieno al suo carattere, che ho visto ben poche scritture vergate nello stesso modo, eppure quella della moglie, sulla destra, sembra quasi una riproduzione identica.

La personalità del nuovo Presidente è troppo dominante per essere lui la parte che sì è adeguata, è più facile che tale adattamento sia stato invece impostato dalla di lui consorte, nel tentativo di ricoprire adeguatamente il ruolo che le è stato assegnato quando ha deciso di diventare la moglie di un uomo tanto potente ed ammaliante.

Questo significa che le similitudini calligrafiche non avvengono soltanto tra consanguinei ma anche ad appartenenti alla stessa famiglia come acquisiti, come appunto è il caso dei coniugi.

Ma si può tranquillamente verificare anche tra fidanzati e conviventi, dove la condivisione va al di là della mera convivenza sotto lo stesso tetto.

Nei consanguinei sono presenti due fattori che possono contribuire a rendere le loro scritture simili:

  • il fattore imitativo; la scrittura si personalizza secondo un modello interiore, che Klages chiamava “immagine anticipatrice”, che ci guida nella scelta di soluzioni grafiche nuove e ci fa rifiutare schemi ritenuti non conformi a questo ideale interiore; il processo di assimilazione è estremamente favorito da valori affettivi che trovano nell’ambito familiare la loro naturale espressione e che viene assorbito sin dalla tenera età con la condivisione di tutte le abitudini famigliari;
  • il fattore genetico; nei consanguinei si riscontra una base neurofisiologica e temperamentale affine che può portare a manifestazioni esterne simili, nella fisionomia, nel comportamento, nel modo di incedere e di gesticolare ed anche a similarità nella scrittura. Genitori e figli quindi si possono assomigliare sia nel carattere che nel temperamento tanto da originare delle grafie simili, proprio per la similitudine delle personalità.

Quando si analizzano dunque delle scritture di coppie che hanno una buona sintonia tra loro, caratterialmente parlando, è facile dunque che anche le loro grafie col tempo tendano ad assomigliarsi sempre di più, rafforzando un aspetto del legame che non è solo affettivo ma lo è dell’intero sistema di vita, una similitudine che è quasi una simbiosi di anima e di corpi e quindi anche di scritture.

Questo non significa che le due personalità si fondano al punto tale da diventare qualcosa di unico ma che la loro sintonia è sicuramente una buona parte dominante.

Solitamente sarà la parte più sensibile, più accondiscendente, più arrendevole che andrà ad acquisire le modalità della parte più forte e dominante della coppia, che non necessariamente corrispondono al maschio od alla femmina.

La parte dominante e con un carattere più forte e dirigente può essere benissimo anche la donna che nonostante la sua femminilità indiscussa sa essere più decisa, più pronta nella risoluzione delle questioni e delle scelte e capace nella gestione delle questioni familiari.

In tali circostanze è dunque molto probabile che la parte più asservente col tempo assimili il comportamento e le modalità di scrittura della parte dominante, portando la coppia a ritrovarsi negli anni con una scrittura piuttosto simile se non addirittura quasi identica.


[1] Immagine tratta dal sito: http://www.elle.it/showbiz/gossip/news/a1474926063994/melania-trump-firma/

10 Comments

  1. Daniela dc ha detto:

    Io quando ho conosciuto il mio ragazzo … Gli ho trovato un quaderno a casa sua che aprendolo gli Avevo detto urlando: che ci fai col mio quaderno?aveva praticamente la mia scrittura alfabetica ed Alfanumerica esattamente uguale alla mia … Ma io non lo conoscevo prima … Siamo insieme da 12 anni ed ancora quando trovo biglietti … Gli dico ,quando ho scritto questo,pazzesco il scrivo in maniera disordinata con stampatello e corsivo insieme ? Come si spiega? Che significa?

    • Le analogie della scrttura nascono dalle analogie chimiche e mentali, biologiche o di affinità che si instaurano tra le persone, infatti non è insolito trovare delle amiche del cuore con scritture del tutto molto simili.
      TEnga poiconto che la scrittura rispecchia il carattere e la personalità, personalità affini creano piùo meno lo stesso tipo di scrittura, che nei particolari presenta sempre delle differenze visibili soltanto ad occhi esperti.
      Pertanto è una cosa fattibilissima.
      A presto cara Daniela
      Marilena

  2. Achille ha detto:

    Il suo studio è estremamente interessante. Può indicarmi una bibliografia di riferimento, per poter approfondire l’argomento?

    • Bibliografia specifica non se ne trova, ma ci sono vari articoli in internet.
      Se è così interessato potrebbe provare a fare un confronto all’intendo della sua famiglia, che ne dice?
      Marilena

  3. Maristella Scapolo ha detto:

    Salve. Volevo capire se e come sia possibile che due persone, fino a qualche mese fa sconosciute, ora si scopre che oltre ad avere interessi comuni, hanno la calligrafia uguale, a parte qualche piccolo particolare. Io trovo la cosa molto curiosa oltre che particolare.

    • Le persone che condividono molti aspetti della loro vita, come le coppie, tendono ad assomigliarsi in tante cose, nel comportamento, nel modo di essere, tanti si tagliano i capelli e si vestono da sembrare quasi fratelli, lo stesso vale per la scrittura che è la trascrizione grafica della perfetta simbiosi creata dalla coppia.
      Se è interessata a farsi fare una grafologia di coppia, magari comparandola a degli scritti precedenti alla relazione protrebbe verificare di perona quanti cambiamenti sono avvenuti in entrambi, anche inconsapevolemente.
      Se è interessata mi contatti via mail
      Buona giornata
      Marilena

  4. Ilaria ha detto:

    Mi sono resa conto qualche settimana fa che i miei 2 figli di 13 e 9 anni hanno la stessa calligrafia, identica e la più piccola non ha mai visto il quaderno di suo fratello. Sono rimasta esterrefatta!

    • Capita sovente invece che tra familiari, amici intimi o compagni di scuola vicini di banco, adottino uno stile grafico simile, segno di desiderio di coezione e di diponibilità verso l’altro a cui si è legati
      Marilena

  5. Sonia Capone ha detto:

    Salve, vorrei sapere se due persone non legate tra loro possono avere la calligrafia molto simile. Grazie anticipatamente.

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