Capire se stessi per poter diventare ciò che si vuole

La competizione nei bambini
21/12/2016
Come opera l’esperto motivazionale
22/12/2016

Capire se stessi per poter diventare ciò che si vuole

Comprendere se stessi è il primo passo da fare, sempre, prima di ogni decisione.

Non ci può essere evoluzione o progettazione se non c’è una profonda conoscenza di noi stessi, delle nostre potenzialità, delle infinite capacità e possibilità.

Essere una potenzialità significa che esprimiamo soltanto una minima parte delle condizioni che possiamo realizzare e sviluppare, occorre però fare un determinato percorso che passa attraverso delle fasi.

La prima fase è quella della conoscenza e la consapevolezza di noi stessi.

Questa prima fase è estremamente importante ma anche difficile perché il prendere coscienza di sé presuppone un lungo lavoro interiore che deve accompagnarci per tutta la vita.

Siamo degli individui in eterna evoluzione, col tempo ci adattiamo, ci omologhiamo e ci evolviamo, pertanto non possiamo mai essere la stessa persona, ma anzi un qualcosa che cambia continuamente e che ad ogni fase del vissuto va analizzato, studiato e compreso.

Questa è una condizione mentale che spesso ci spiazza e ci disorienta.

Se ci guardiano indietro e valutiamo il nostro passato possiamo notare quante persone siamo state e quanti stati di animo relativi ad essa abbiamo vissuto.

Siamo stati figli, e di tale periodo abbiamo il ricordo del nostro vissuto e del nostro sentito, poi siamo stati adulti ed il nostro percepire, decidere e programmare è diventato diverso.

Questa è evoluzione e questo è rappresentare delle personalità diverse con condizioni mentali ed emotive diverse, adattate ad ogni fase e stato, ad ogni periodo od epoca del nostro vissuto.

Infatti quando siamo giovani abbiamo delle esigenze completamente diverse dalle persone mature, che hanno dei figli o delle responsabilità, fa parte dell’evoluzione e della crescita.

Ogni volta che prendiamo coscienza di ciò che siamo possiamo elaborare dei progetti e delle aspettative.

In questo consiste la fase evolutive ed accrescitiva.

Ognuno di noi ha una conoscenza limitata della propria persona e delle proprie possibilità perché la vita è un continuo evolversi verso una conoscenza sempre più approfondita, e la consapevolezza di ciò che siamo è sempre in costante mutamento evolutivo.

Questo significa che non siamo degli esseri limitati, anche se con delle potenzialità più di altre, ma individui con delle possibilità non infinite che troppo spesso risultano non note o non adeguatamente apprezzate, ma che possono essere sviluppate dando origine molte volte a delle doti inaspettate.

Tutto è rappresentato in noi alla estrema potenzialità, sta a noi comprendere tale potenzialità e stabilire qual è il nostro punto di partenza per poter raggiungere una meta, un sogno, un’ambizione o realizzare un progetto.

La conoscenza iniziale ci da il valore della nostra dotazione e delle armi a nostra disposizione, la fase di progettazione e costruzione ci danno contezza di come tali armi o dotazioni possono essere utilizzate e qual è il modo più efficace, veloce ed idoneo per raggiungere il traguardo.

Sarebbe totalmente inutile e vano pensare di sviluppare un progetto, ad esempio, professionale puntando su delle qualità che non ci appartengono od in minima parte.

Meglio progettare il futuro su ciò che possiamo effettivamente sviluppare ed ampliare.

Se siete dei creativi e dei progettisti ma vi manca l’organizzazione e la capacità gestionale e progettuale, o di marketing dovete affidarvi a qualcuno che sviluppi in maniera adeguata la vostra idea o passione.

Se invece avete delle capacità di problem solving potete mettere tali qualità al servizio degli altri.

In tutte queste scelte si presuppone la comprensione delle capacità interiori e delle capacità individuali e come poterle gestire od investire nel miglior modo che sia produttivo ed efficace al tempo stesso.

Comprendere se stessi dunque è soltanto il punto di partenza per segnare una strada che può evolversi in tantissime direzioni, sta a noi scegliere quale strada intraprendere ma non limitiamoci alla principale.

L’importante è avere la consapevolezza che la strada intrapresa è quella giusta e adatta a noi.

Se abbiamo il sentore di sentirci incompleti o mancanti significa che dentro di noi c’è il desiderio di fare qualcosa di più o di diverso.

Nella vita di chiunque ci sono dei momenti in cui non c’è soddisfazione o appagamento per quello che stiamo facendo o vivendo.

Questo è il segnale che qualcosa non va e che può essere migliorato.

Ma noi dobbiamo seriamente comprendere il motivo del nostro desiderio, come poterlo sviluppare e cosa cambiare dell’esistenza per essere più felici e soddisfatti.

In che modo capire noi stessi?

L’unico modo è quello di ascoltarsi.

Se ci diamo del tempo per analizzare i nostri pensieri e desideri siamo sulla strada buona per comprenderci, conoscere ciò che desideriamo e che pertanto ancora non abbiamo ma possiamo avere.

La seconda tappa è organizzativa nel senso che valutato l’obiettivo o la meta occorre tracciare il percorso per arrivarci e per realizzare il nostro sogno o ciò a cui ambiamo.

Se avete bisogno di aiuto o di assistenza non esitate a chiedere.

Chiedere non è una dimostrazione di inadeguatezza o di incapacità, tutt’altro!, dimostra la maturità nel capire che potete migliorare la vostra esistenza ed attraverso l’aiuto o il sostegno di un esperto l’otterrete più velocemente e nella maniera più efficace.

Tutti i più grandi manager lavorano con dei collaboratori ideatori, organizzatori ed esecutivi, questo non fa di loro delle persone inadeguate ma sicuramente più efficiente ed efficaci sì.

Farsi seguire in un percorso significa ottimizzare il risultato con un vostro vantaggio pratico di realizzare un desiderio o un sogno che avevate nel cassetto da tempo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *