Colloquio di lavoro: proporsi professionalmente nella maniera giusta.

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Colloquio di lavoro: proporsi professionalmente nella maniera giusta.

La prima impressione è quella che conta!

Precisazione assolutamente calzante quando si tratta del colloquio di lavoro dove in gioco c’è il futuro, cioè l’assunzione per un nuovo posto di lavoro o l’assegnazione ad un altro incarico o l’avanzamento in carriera.

Pochi minuti devono bastare per esaminati ed esaminatori, il primo alla ricerca di un posto di lavoro adatto per le qualifiche personali e le proprie ambizioni, il secondo per selezionale il personale da inserire o diversamente gestire nella propria azienda o società.

Sono due posizioni diverse che però combaciano nel momento in cui puntano alla medesima finalità che è l’investimento umano nell’attività.

Scegliere il lavoro giusto non gratifica soltanto se stessi in visione delle personali legittime ambizioni ma permette alle aziende di assumere il personale adeguato e adatto per la posizione professionale richiesta.

Circostanza che non va data per scontata perché molti fanno l’errore di pensare che ogni posto di lavoro è quello giusto, purché sia tale, ma non è così.

Consentitemi una breve premessa.

Lasciando per un momento da parte le questioni di necessità ed urgenza dove la scelta del posto è determinata per bisogni umani o famigliari che non permettono alternative, quando queste sono possibili è buona cosa investire nella scelta giusta, sia per chi cerca un lavoro che per chi lo offre.

Per ognuno è importante scegliere in base alle proprie predisposizioni personali, se il candidato sa cosa cerca e qual è il lavoro adatto alle sue qualità professionali, formative ma anche in base alle personali caratteristiche sarà più facile offrirsi per il lavoro giusto.

Sbagliato è l’atteggiamento di pensare che ogni lavoro possa andar bene, perché non essere adeguatamente valorizzati porta a dei disagi personali che non arricchiscono il lavoratore e non aiutano l’azienda, che è fatta di persone che devono collaborare insieme ad un progetto, ad un risultato, cercando di massimizzare non soltanto le risorse fornite da entrambe le parti ma sfruttando al meglio le potenzialità.

Per le aziende segnalo due articoli in cui viene approfondito l’argomento sull’analisi del potenziale umano in azienda e l’uso della grafologia aziendale quale strumento di approfondimento della valutazione del candidato.

Per quanto riguarda la posizione di chi si deve sottoporre a valutazione segnalo l’articolo sull’auto marketing e sull’auto promozione di se stessi al fine di valorizzare al meglio le proprie potenzialità e le qualità utili per l’azienda, atteggiamento mentale utile in qualunque momento della vita e nelle relazioni sociali ed ambientali.

Mi soffermo ora su alcuni consigli utili per chi cerca un lavoro.

Il lavoro non fa l’uomo, ma l’uomo fa il lavoro.

Farsi una professione non vuol dire soltanto cercare un lavoro ma è formarsi con l’attività, sviluppare le proprie passioni e le proprie predisposizioni, costruirsi un futuro di cui essere felice, che possa creare benessere e possa esprimere al meglio ciò che siamo.

Occorre essere consapevoli delle personali inclinazioni, delle proprie caratteristiche e peculiarità, se si hanno dei dubbi oppure se si è alla ricerca di un miglioramento della propria condizione può essere utile anche il consiglio di un esperto che possa aiutarci nella crescita costruttiva della nostra professionalità.

Sapere che indirizzo dare alla nostra vita ci permette di fare le scelte professionali giuste, adeguate e consapevoli, per proporci al meglio ma anche fornire alle imprese che assumono la possibilità di capire se siete l’uomo o la donna giusta per le loro esigenze.

Se tornate al concetto che non è il lavoro che vi deve calzare ma voi che fate il lavoro potrete comprendere l’importanza della consapevolezza e della sicurezza nel momento in cui fate il colloquio.

In quei pochi minuti voi dovete vendervi al meglio ma fornire anche l’indicazione e la certezza a chi assume che su di voi non erra e che siete la persona che sta cercando.

Non dimenticate che per voi si tratta di “un” colloquio di lavoro, per chi deve assumere invece è la scelta di “uno su mille”.

Ecco alcuni consigli pratici per offrirvi al meglio.

La presentazione.

Non esiste la presentazione perfetta, esiste il modo di presentarsi giusto ed adeguato al posto che dovete ricoprire.

Essenziali sono l’atteggiamento mentale ed il comportamento, ma non meno importante sarà l’abbigliamento con cui vi presentate.

Se il lavoro per cui vi siete presentati è molto formale sarà il caso di usare uno stile impeccabile, altrimenti propendete per un abbigliamento casual, giusto per ogni occasione.

In tale caso non si darà l’impressione di essersi agghindati per la festa solo per l’immagine, inoltre se non siete abituati ad un abito classico eviterete di segnalare il vostro disagio, che sarà percettibile anche se voi non ve ne rendete conto.

Le risposte.

Ogni domanda deve seguire una risposta che dimostri la vostra professionalità, preparazione ma anche sicurezza ed affidabilità.

Non c’è bisogno di ripetere la pappardelle imparate a memoria, le citazioni classiche, le risposte trite e ritrite che sanno di ripassato, queste impressioni si percepiscono anche se voi fate di tutto per non farle trapelare, sono come i tic nervosi, incontrollabili a livello conscio ma perfettamente visibili da chi sta dall’altra parte.

Pensate a per un attimo quanti potrebbero avere avuto la vostra idea, il che tradotto per gli uditori significa sentire sempre la solita battuta: non c’è nulla di più spiazzante del rendersi banali.

Consiglio dunque delle risposte brevi, azzeccate ma non prolisse e dilungatevi nel discorso soltanto se ve lo chiedono.

Non diluite la risposta oltre il minimo essenziale, se necessario sarà l’intervistatore a darvi tale opportunità ma non date subito l’impressione di voler approfittare del tempo per le sviolinate.

Non cercate di essere originali o simpatici, chi cerca un lavoro vuole qualità e doti non battute.

La postura.

La postura del proprio corpo è importante tanto quanto il curriculum.

Non sdraiatevi sulla poltrona o sulla seggiola, darete l’impressione di un lassismo che volete portare anche sul lavoro, ma nemmeno dovete sedersi come se foste in procinto per scappare.

Adagiatevi con comodità dando l’impressione di essere a vostro agio e disponibili a colloquiare senza però esagerare.

Non mettetevi di traverso col corpo perché così facendo uscirete dal campo visivo di chi vi osserva, inoltre la postura trasversale rimanda sempre a dei concetti mentali di travisamento, deviamento, sviamento della questione in corso.

Non chiedete di fumare, tra l’altro vietato sul posto di lavoro e negli ambienti chiusi (e potrebbe sempre infastidire qualcuno che vi darà il consenso per gentilezza ma non gradirà la vostra irriverenza), non chiedete da bere (qualcuno si chiederà come mai avete tanta secchezza in bocca) se avete fame o sete cercate di portarvi una bottiglietta o uno snack da casa, senza dare l’impressione di essere a scrocco, ma mangiate o bevete primo o dopo il colloquio, mai durante.

Non agitate troppo le mani, segnalando il vostro nervosismo, non appoggiatevi alla scrivania invadendo lo spazio (esiste uno spazio mentale che dovete rispettare se non volete essere percepiti come invadenti), non cercate di nascondere le mani in tasca o sotto le cosce (segno che presuppone l’intenzione di nascondere qualcosa).

Postura eretta, dunque, sicura ma non rigida, segno di buona educazione, rispetto dell’ambiente e solidità di basi personali.

La finalità del colloquio.

Non dovete mai perdere di vista il motivo per il quale avete chiesto il colloquio.

Se quello è il posto giusto per voi dovete spiegare il perché e come siete arrivati a tale soluzione.

Anche se è una necessità, comprensibile e legittima, a nessuno piace sentirla, mai dunque dichiarare il proprio bisogno di lavorare, eviterà a chi presiede la selezione del personale di pensare che siete lì per un vostro bisogno personale e non per il lavoro dell’azienda.

Evitate drammi personali o famigliari, pur essendo per voi inevitabili sono comunque fuori luogo ed anche se gli altri sembrano appassionarsi sarà mentalmente istintivo allontanare le questioni di disagio.

Evitare sempre di raccontare fatti personali che denota poca professionalità e soprattutto danno l’idea di desiderio di mescolanza delle questioni lavorative con quelle riservate.

In un luogo di lavoro dove c’è abitudine e confidenza si parla inevitabilmente delle proprie vicende, ma al momento del colloquio voi non avete accumulato nessuna di queste condizioni.

Se il colloquio consente una certa discorsività sarà inevitabile la fatidica domanda: “perché pensa di essere la persona giusta per questo lavoro?” o “perché dovremmo scegliere lei?”.

È questo il momento di sfoderare l’arma vincente: poche parole per risolvere il loro problema.

Perché tale domanda nasconde sempre la difficoltà della scelta tra più candidati appetibili, e voi siete lì per risolvere tale questione spinosa.

Andate all’essenzialità del motivo per cui avete proposto la vostra candidatura, aggiungete il motivo per cui l’azienda ha bisogno di personale e trovate il giusto adeguamento delle risposte.

Se siete lì è perché state cercando quel tipo di lavoro ed avete le qualità e la professionalità per farlo, la vostra esperienza vi rende un candidato eccellente, l’azienda richiede determinate condizioni e voi potete offrire anche di più.

Ed è quel di più che rende voi il candidato giusto.

Dovete cercare tra le vostre esperienze personali e formative quel qualcosa in più degli altri o di diverso, che vi garantisce una marcia doppia, che potrebbe anche essere un’opportunità futura per l’azienda.

Valorizzate il vostro percorso professionale soprattutto quello che può essere utile per l’attività della società, non dimenticando che se voi state cercando un lavoro è vero anche che l’azienda ha bisogno di personale.

Il momento del colloquio lavorativo è un investimento per voi e per il vostro futuro, preparatevi in modo da essere vincenti, determinati e consapevoli.

Non fatevi prendere dallo sconforto se non verrete assunti, comunque la vostra preparazione all’intervista aziendale è sempre coltivabile per un’altra occasione, e nella vita ce ne sono tante.

Preparatevi sempre per un colloquio lavorativo, perché l’assunzione può non dipendere da voi ma la vostra preparazione a quel momento fatidico sì.

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