Come gestire una classe
15/12/2017
Come gestire una suocera troppo invadente
16/12/2017

In un mio precedente articolo ho spiegato cosa si intende per Genitori Elicottero, cioè quegli adulti genitori che assillano, intervengono, sono sempre presenti e pressanti sui figli, eseguono al posto loro i compiti che invece toccherebbero al piccolo, ossessionano talmente tanto i loro figli da non lasciarli fare nulla da soli, col rischio che tali bambini si trasformeranno presto in adolescenti e poi giovani adulti fobici, ansiosi ed incapaci di sostenere alcuna frustrazione, incapaci nell’arte del sapersi arrangiare e districare nelle varie difficoltà o problemi, incapaci a risolvere i loro problemi con le loro sole forze e capacità, perché non hanno mai sperimentato nulla da soli e quindi pensano di non saper far nulla senza i loro genitori accanto.

In tale modo si sviluppa una delle forme della genitorialità eccessiva che altro non è che un’invadenza anormale, che va oltre il ruolo imposto alla famiglia diventando questa o una prigione per chi condivide ancora alo stesso tetto o comunque un sistema di controllo, intrusione, gestione, che non permette ai figli di diventare autonomi ed indipendenti.

Tali condizioni sono inoltre sfavorenti lo sviluppo e la crescita educativa, maturativa e formativa del bambino, che ne rimane fortemente condizionato, soprattutto dal ruolo materno, anche quando se ne è andato da casa e si è fatto una sua famiglia, la madre sarà sempre presente come u’ombra costante anche quando non c’è.

Queste sono condizioni patologiche, dove il rapporto crea tra i genitori e figli e la famiglia che questi costruiscono (a fatica se in maniera indipendente se non addirittura seguendo i consigli genitoriali anche sulla scelta della futura/o consorte) sono rapporti disfunzionali, morbose, anormali, e fortemente distruttive di una serenità di tutte le parti, sia per chi la subisce sia per chi non ottiene il massimo controllo sperato inventandosi sempre più scuse e subendo il rifiuto come un rigetto della persona stessa, creando ansia che genera ancora più comportamenti morbosi.

Vi sono però dei casi in cui i genitori non hanno un’invadenza di tipo patologico ma pur sempre rimangono invadenti, indiscreti, inopportuni, irriguardosi verso la privacy e la libertà della coppia che il figlio o i figli si sono creati.

 

Come risolvere il problema senza creare delle rotture

 

I genitori sono spesso di grande aiuto economico, quindi hanno una forza morale ricattatoria che vincola i figli all’eterna riconoscenza peggio delle catene, instaurando dei forti sensi di colpa ogni volta che i figli cercano di prendersi degli spazi soltanto per sé.

Al riguardo va precisato che è un dovere civile e morale di un genitore prendersi cura dei figli, anche in forme che oltrepassano il puro mantenimento, e qualunque regalia non deve essere fatta con l’intento del ricatto perenne ma per pura generosità, in tal modo non si creano disguidi ne vincoli psicologici ricattatori.

In tal caso ogni donazione o elargizione fatta dai genitori è buona cosa che sia preceduta da dei patti chiari fin dall’inizio in modo tale che il ricatto non abbia spazio ed i figli si sentano liberi da sensi di riconoscenza che vanno ben oltre il riconoscere la pura e sola gratitudine.

Altra situazione si verifica quando i genitori, al fine di prendersi cura del figlio magari anche troppo cresciuto, intervengono al suo posto, decidono per lui/lei, risolvono i suoi problemi e si offrono di fare delle cose al posto dei figli.

Anche in tale caso l’atto generoso può trasformarsi in atto ricattatorio, ma tutto sta nel mettere delle regole ben precise e definite sin dall’inizio, o comunque da quando il figlio ha la capacità di comprendere il valore degli atti e le eventuali conseguenze e responsabilità.

In tal caso i figli dovranno scegliere la via più difficoltosa dell’arrangiarsi da soli in modo tale da escludere a priori ogni ingerenza, se hanno reale necessità dovranno stabilire che si tratta di un aiuto che vorrà restituire o una donazione ma senza conseguenze ricattatorie per il futuro.

La chiarezza dei patti risolve preventivamente ogni problema riconducibile ad una errata interpretazione dei fatti o ad una scusante fatta sotto mentite spoglie.

 

Genitori troppo invadenti creano figli molto ansiosi

 

È un gesto naturale e spontaneo che i genitori si preoccupino dei figli e del loro futuro e spesso l’invadenza è dettata unicamente dalla premura di non vederli soffrire o di non fare scelte sbagliate.

Però i figli non si possono proteggere da tutto e mettere sotto una bolla dorata, in tal modo si impedisce al piccolo di diventare grande ed adulto.

Sofferenza, delusioni, fallimenti, tradimenti, perdite …. sono tutte situazioni che fanno parte della vita e come tali devono essere affrontate pena l’incapacità di affrontarle per sempre.

La madre o il padre che vogliono sostituirsi al figlio, prendendo le decisioni per lui o risolvendogli tutti i problemi rischiano di far diventare i figli, oltre che incapaci ad arrangiarsi da soli, anche troppo critici verso sé stessi perché non conoscono le loro potenzialità, quindi ogni cosa supera le loro possibilità (anche se in realtà ciò non è vero), fino ad arrivare a veri e propri stati d’ansia e, nei casi più gravi, alla depressione.

A confermare quello che diversi di noi hanno sperimentato sulla propria pelle, arriva una ricerca, molto dettagliata, condotta dalla National University of Singapore e pubblicato sul Journal of Personality.

I ricercatori hanno messo sotto osservazione per quattro anni, dal 2010 al 2014, 263 bambini, che avevano sette anni all’inizio dell’esperimento.

Il primo anno sono stati sottoposti a un test per capire quanto fossero invadenti i loro genitori.

Mentre i piccoli dovevano completare un puzzle, le mamme e i papà erano liberi di intervenire ogni volta che, secondo la loro esperienza, il proprio figlio avesse bisogno di un loro aiuto.

Ai comportamenti è stato attribuito un punteggio su una scala dell’intrusività.

Alcuni genitori non hanno resistito e hanno guidato i loro bambini verso la soluzione, senza tenere conto delle idee dei figli.

I test sono stati poi ripetuti negli anni successivi. I risultati non lasciano spazio ai dubbi: il 60% dei piccoli, con genitori invadenti, si dimostrava molto critico verso se stesso con un aumento del rischio di sviluppare ansia e depressione.

I ricercatori suggeriscono ai genitori di partire dai punti di forza dei loro figli, e solo in un secondo tempo commentare insieme i loro eventuali errori, spiegando loro che sbagliare sia una opportunità per crescere.

 

Imparare l’equilibrio tra distanza e vicinanza

 

La meta ideale non è ovviamente diventare degli insensibili che si disinteressano dei problemi dei propri cari, ma raggiungere un’autonomia mentale ed emotiva che ci renda capaci da un lato di continuare normalmente le nostre attività, dall’altro di individuare di volta in volta qual è l’atteggiamento migliore da tenere col familiare: cioè se supportarlo (senza diventarne lo psicoterapeuta), se dare spazio al suo disagio o se lasciar correre.

Una meta che si può raggiungere solo se ci ricordiamo che relazionarci con i familiari senza colludere con le loro nevrosi non significa volergli meno bene. Anzi, coi rapporti giustamente separati da ruoli e decisioni si instaurerà tra tutte le persone coinvolte più rispetto, più stima reciproca e più considerazione, ed ognuno percepirà il bisogno dell’altro come bisogno puro, incondizionato e si ritroverebbe anche il piacere di chiedere aiuto e di donare l’aiuto.

Certo quando i rapporti sono critici o devastati da troppe discussioni e rabbie irrisolte spesso l’astio diventa un elemento non solo separatore ma anche il sistema che impedisce una corretta comunicazione ed interrelazione.

Oppure la situazione si è imbrogliata talmente tanto che è difficile trovare l’inizio del filo per sbrogliare la matassa delle incomprensioni.

In tali casi può essere d’aiuto rivolgersi ad un Counselor famigliare che possa riportare una corretta comunicazione fra tutti in modo che tutti possano e debbano capire le ragioni degli altri e trovare anche il modo di vivere serenamente senza troppa invadenza.

50 Comments

  1. Laura ha detto:

    Non è possibile risolvere il problema senza creare rotture….ci vuole il taglio netto. Io non riuscendo più a sostenere i continui conflitti con mio padre e mia madre ho pensato di assecondarli….ho pensato e va bene faccio come dite voi cosi poi la piantate e mi lasciate in pace…ma mi sono accorta di avere sbagliato mi sono trovata a subire le loro scelte e più che mai mi sento privata della mia personalità. Stiamo facendo una terapia di famiglia e spero che questa ci aiuti a stabilire dei confini tra me e loro. Che aiuti me soprattutto….a venir fuori da questo circolo vizioso…

    • So che può essere un passo difficile e spesso complicato anche dalle disponibilità economiche di potersi permettere una vera dipendenza, ma come hai ben detto tu non ci si libera dalle catene sia fisiche che mentali se non troncandole, solo così l’autonomia in tutto permette anche la scoperta di noi stessi, di quello che vogliamo e desideriamo fare.
      L’indipendenza è importante e segna anche una maturità persona che sia i figli che i genitori devono accettare.
      Spero che la terapia famigliare si risolva bene ed al più presto, diversamente cara Laura mi può contattare in qualunque momento, via mail è il modo più consono, anche durante il weekend, per qualunque motivo, anche solo per sfogarsi.
      In bocca al lupo
      Marilena

      • Ilaria Tramonto ha detto:

        Salve signora marilena sono una ragazza di 23 anni scusate l’ora ma ho bisogno del vostro aiuto io sto da 4 anni cn il mio ragazzo sono success dai casini cn la mia famiglia xke Alla MIA famiglia non piace il mio ragazzo ma noi ci amiamo e mio padre mi dice di vederlo due volte a settimana e di tornare a casa alle 10 ma io nn sono piu una bambina mi aiuti cosa posso fare per far si che mio padre mi lasci la liberta di vivere la mia vita con il mio ragazzo e farsi che lo vedo tt I giorni aiutamemi signora cosa posso fare?

  2. Laura ha detto:

    Grazie per l’appoggio morale…di sfogarmi ho davvero bisogno…

  3. Roby ha detto:

    Buongiorno, io ho fatto l’errore più grande della mia vita continuando ad abitare con i miei fino ad oggi (ho 48 anni). Mi rendevo già conto che non era una cosa normale, anche quando loro erano sani, fino a 3 anni fa. Ma all’improvviso mia madre si è ammalata di demenza e mio padre ha iniziato a trattarmi come una vera e propria badante a tempo pieno, solo manie, fissazioni e pretese, la mia vita privata completamente annullata. Stiamo vendendo la casa indipendente dove stiamo vivendo tuttora ed entro l’estate ho comunicato loro (soprattutto a mio padre con cui non sono mai andata d’accordo perché troppo appiccicoso e invadente in ogni mia scelta e con la sadica tendenza a farmi sentire sempre un’incapace) che saremmo andati a vivere in due appartamenti separati anche se molto vicini, questo perché non li voglio certamente abbandonare adesso che non sono più in forma come prima che si ammalasse mamma, ma i loro ritmi di vita mi fanno impazzire… Lui non l’ha ancora mandata giù e credo che non lo farà mai ma a questo punto, mi sono detta o adesso o mai più. L’amore che mio padre dice di provare per me somiglia troppo ad un egoismo smisurato di tenersi la figlia unica-badante a vita e a me proprio la cosa non sembra giusta, anzi mi pare patologica. Quindi alla soglia dei 49 anni riparto da me che da 3 anni non ho più una vita.

    • Purtroppo le situazioni ci costringono a delle scelte drastiche per salvarci dal baratro in cui si finirebbe.

      Ha fatto bene, appoggio la sua decisione anche se la farà sentire in colpa, che non ha, e se ha bisogno di aiuto o di un sostegno sono a sua disposizione, mi contatti in qualunque momento anche ni weekend, tanto io lavoro sempre.

      a presto ed in bocca al lupo perché la sua ripresa sia la più serena possibile

      Marilena Cremaschini

    • Laura ha detto:

      Posso capirti…sono anch’io senza vita sociale…è bruttissimo….è angosciante….sei fortunata ad avere una cagnolina….tienila da conto…gli animali sono sinceri. Certo le esigenze di una donna son ben altre, ma dato che avere a che fare con i genitori invadenti mina la propria autostima, come sta capitando a me, sapere che qualcuno ti vuole bene, (non sarà un uomo ma è pur sempre un essere vivente senziente) dovrebbe aiutarti ad alleviare la tua solitudine.

      • Ti ringrazio per il tuo commento Laura,
        per quando riguarda la capacità di socializzare è una condizione che si può migliorare, così come si può migliorare l’autostima per diventare più sicuri e più indipendenti, il tutto per arrivare ad essere sereni ed appagati della propria vita, qualunque essa sia.
        Il mio lavoro consite anche in questo, aiutare le persone a miglirarsi e ad essere più felici e a vivere meglio.
        Nel caso avessi bisogno di un consiglio o di un aiuto sono a disposizione.
        A presto e buona domenica
        Marilena

  4. Roby ha detto:

    A dire il vero non mi sento in colpa perché ho fatto, sto facendo e farò tutto per cercare di farli vivere al meglio. Ma alla mia età, senza neanche un compagno con cui consultarmi nei momenti più neri e difficili, non potevo neanche pensare di spostarmi a vivere ancora con loro due in un piccolissimo appartamento che va bene per 1 max 2 persone, anche se mio padre era convinto che l’avrebbe spuntata di nuovo lui. Non se l’aspettava proprio che stavolta gli avrei detto categoricamente di no.
    La mia psicologa (certo, perché ho avuto bisogno anche di sedute di psicoterapia dopo che mio padre ha fatto l’impossibile per minare la mia autostima e la fiducia in me stessa) mi ha detto che, visto che tutta la gestione pratica della famiglia è nelle mie mani, devo tutelare la mia salute mentale per poter continuare ad essere lucida per aiutare loro due perché, diversamente facendo, ci vorrebbe tra non molto qualcuno che si prenda cura anche di me, nel caso andassi fuori di testa. Mi ha detto che non ci si può prendere cura di qualcuno se si sta male a propria volta, e ha ragione.
    Vivendo con loro, anche se la casa è molto grande, mi accorgo che accampo qualsiasi scusa per scappare fuori con la mia cagnolina. Stiamo fuori ore. Mi sento completamente sbandata e questa situazione deve finire perché non posso stare così, non mi fa bene. Sa quante volte mi sono trovata in lacrime in qualsiasi posto mi trovassi negli ultimi mesi? Troppe volte e non va bene.

    • Cara Roberta, come già nella precedente mail che in privato ti ho inviato sono disposta a darti tutto l’aiuto possibile affinché tu possa raggiungere quella serenità e sicurezza interiore senza bisogno di nessun altro.
      Non hai bisogno di un uomo per sentirti completa, un uomo ed un amore servono semmai per comletare e dare qualcosa in più ad una persona che sa comunque vivere da sola e che non deve dipendere dagli altri, altrimenti finiresti per fassare da un tipo di dipendenza, quella dei tuoi genitori, ad un’altra, quella dell’uomo che desideri.
      Se vuoi il mio sostegno contattami in privato anche per tutelare la tua privacy.
      A presto
      Marilena

  5. Roby ha detto:

    Grazie, ti ho mandato una mail in privato.

  6. laura ha detto:

    Sono dovuta tornare a casa dai miei con i miei due figli dopo che il mio compagno divenuto tossicodipendente ha rotto tutti gli equilibri famigliari compresi quelli con i miei genitori.
    Entrambi figli unici e il mio compagno senza genitori il mio nucleo famigliare allargato per noi sono sempre stati i miei genitori che x colpa nostra hanno assunto un ruolo prevalente anche nell’educazione dei ns figli perché avevamo turni di lavoro incompatibili con la gestione familiare e nella gestione dei ritmi della ns vita familiare
    Oggi sto facendo il mio percorso di indipendenza che avrei dovuto fare in età adolescenziale e il ruolo della brava bambina l’ho scontato a 42 anni il mio compagno sta facendo il suo percorso di disintossicazione ho dovuto affrontare emergenze indescrivibili (giudiziarie, di salute, lavorative, etc) ma l’ho fatto da sola senza il loro aiuto e x la prima volta li ho tenuti fuori dalla mia vita ho continue recriminazioni x questo continui ricatti morali da parte loro minacce di disconoscimento etc, anche di fronte ai nipoti, sto cercando un abitazione voglio vivere da sola con i miei figli e se il padre si riabilitera’ vorrei ricostruire la mia famiglia ne perdero’ forse un pezzo un pezzo importante ma ho bisogno di assaporare la mia vita giusta o sbagliata che sia senza piu’ condizionamenti

    • Complimenti per la tua forza e capacità di affrontare delle decisioni e delle scelte così difficili, sempre da sola e con la voglia di costruire un futuro a tua misura e quello della tua famiglia. Ce la farai sicuramente, se hai bisogno del mio siuto sono a tua disposizione.
      Ho deciso comunque di risponderti privatamente per sentirmi più libera di “commentare” la tua situazione senza invadere la tua privacy.
      Per qualunque cosa: a presto
      Marilena

  7. Laura ha detto:

    Cara Marilena…3 giorni fa è stato il mio compleanno…e ho litigato con i miei….io ero tesa perche si avvicinava una prova di lavoro..Sono disoccupata da due anni. E staccarmi da mia madre ora mi diviene impossibile la forte tensione mi ha provocato un giramento di testa. Un blocco respiratorio e ho dovuto chiamare l’ambulanza. Avevo ansia e stavo per cadere a terra e ho chiesto a mio padre un passaggio in ospedale…lui mi ha detto no..ho chiamato il 118 e mi son fatta venire a prendere. Mi han solo misurato la pressione….avevo il battito cardiaco accellerato. non mi hanno prelevato sangue,mi hanno lasciata a tranquillizzarmi in sala d’attesa. I miei son venuti li…senza darmi il tempo di riprendermi.Mi hanno trascinata a casa come se io fossi un pacco. E poi mi hanno assalito a parolacce.poi mi hanno voluta punire lasciandomi sola nel giorno del mio compleanno. Ora sono distrutta e la prova…va in fumo…

    • Il suo Laura è stato un puro attacco di panico, ma quello che mi spaventa è la gabbia in cui i suoi genitori la costringono e la maltrattano.
      Se vuole il mio aiuto sarei molto felice di poterla aiutar a liberarsi da tali catene non solo fisiche ma sopratutto mentali.
      Mi scriva privatamente via mai
      A presto
      Marilena

  8. valeria ha detto:

    Anche a me sta succedendo una cosa simile e avrei bisogno di un confronto. Ho quasi 23 anni. I miei genitori hanno sempre scelto al posto mio ma non solo. Loro mi hanno proprio imposto tutto quello che devo fare, da quante ore devo dedicare allo studio a quante ore posso dedicare a chi amo (ho solo una migliore amica e un ragazzo che disprezzano profondamente per nessuna ragione apparente), a quanti soldi posso spendere, ricattandomi sempre e comunque, dicendo che tanto non studio bene (ho sempre avuto voti alti, esami in pari) , che si suicidano o che sono una persona diabolica se faccio qualcosa che non sta loro bene e spesso minacciano di chiamare le uniche due persone che ho! Insomma mi hanno in pugno. Non ho contatti con nessuno oltre quelle due persone, non conosco quasi i miei parenti, non posso fare qualcosa oltre lo studio. Tanto è che da vari anni ho depressione e ansia, che ho dovuto pure curare. Ora Ho avuto la opportunità di cambiare sede universitaria perché voglio specializzarmi in un certo ramo, e in questa città vive già la mia migliore amica e ci si sta per trasferire pure il mio ragazzo. Ovviamente i miei genitori hanno deciso di trasferirsi anche loro con me. È normale?

    • No Valeria, non è normale!
      Hai dei genitori che vanno al di là dell’invadenza, non ti stanno facendo vivere e se non gli imponi tu dei limiti le cose andranno sempre peggio.
      Hai 23 anni, sei grande abbastanza per fare da sola le tue scelte, parla chiaro con loro ed incomncia ad escluderli dalla tua vita, devono capire che tu hai diritto alla tua autonomia ed indipendenza.
      Affrontali in maniera decisa, non dargli alternative e di loro che se non voglono rompere i rapporti del tutto devono imparare a tenere le distanze.
      Non è una minaccia vana, invadenze del genere con più passa il tempo e con meno riuscirai a tollerarle, finché i rapporti sono ancora buoni parla con loro, ma sii decisa.
      Se hai bisogno di un aiuto professionale per affrontare questo problema contattami via mail, io ti auguro che un bel discorsetto possa bastare, ma sei tu che devi mettere un freno alla loro invadenza, da parte loro certamente troverai mille scuse per non farlo, ma non farti incantare, si tratta della tua vita e della tua libertà che deve essere difesa a qualunque costo.
      MArilena

  9. Valentina ha detto:

    Buongiorno vorrei confrontarmi con voi per capire davvero la gravità della mia situazione .io ho un compagno ,una bimba di quindici mesi e un altra che arriverà a giugno ….i miei vivono nella mia città d origine dalla quale ci siamo momentaneamente allontanati per seguire il lavoro del mio compagno .puntualmente,ogni nostra visita (mia e della bimba ) termina con un litigio tra me e i miei. Loro sono sempre presenti a casa mia (casa che mi hanno aiutato a comprare e puntualmente lo rinfacciano )….cercano di farmi sentire in colpa quando ad esempio decido di trascorrere il Natale con altri parenti dicendo che loro stanno male per causa mia .,che loro mi aiutano sempre (aiuto mai richiesto) e io non li sono riconoscente,non li rispetto .cercano di mettere in cattiva luce tutte le altre persone che mi sono intorno :il mio compagno (che non gli ha mai permesso di entrare nella nostra vita)i miei suoceri le mie aniche ….sono tutti cattivi e pronti a farmi del male …quando non sanno più che “pesci pigliare “ scatta la scenata isteriche …i pianti le minacce ….io non ce la faccio più ….purtroppo tra un mese ritorneremo a vivere nella stessa città e io ho già l ansia di pensare a come andrà a finire !!!

    • Mi dispiace per la sua situazione,
      l’unico modo per affrontare genitori simili è mettere dei paletti, oltre i quali non possono andare, ma li deve stabilire lei.
      Se vuole il mio aiuto, anche in questi giorni di festa, mi contatti pure, e se vuole valutare i costi vada nella pagina dei servizi, in fondo alla pagina ci sono tra l’altro delle ottime promozioni valide entro la fine del mese.
      Attendo una sua decisione, nel frattempo le auguro buone feste.
      Marilena

  10. Becky ha detto:

    Cosa si può fare quando i genitori non vedono il problema e non si riesce a comunicare?
    Di mio a quasi 30 anni ho fatto l’errore grande di annullare me stessa (cadendo in depressione) di rifiutare categoricamente e oppormi con l’unico modo che conoscevo ai miei genitori (tu mi dici di fare una cosa, io non la faccio, non importa se era un mio sogno o altro). Ora mi ritrovo con una mente molto rigida, poco incline a portare avanti la mia vita. Da una parte non so come si fa a crescere senza una guida, dall’altra non voglio darla vinta ai miei genitori.
    Cosa posso fare?
    Grazie

    • Mi è veramente difficile risponderti con poche righe perché qui va ricostruita la tua stima ed il valore che hai di te stessa, tutto il resto verrà da sè, comprenderai spontaneamente cosa devi fare perché non avrai più il timore che sia solo ribellione, rabbia o vera passione tua personale.
      Se vuoi il mio aiuto contattami privatamente via mail, sono sicura che una soluzione al tuo problema la troveremo.
      A presto
      Marilena

  11. sara ha detto:

    buongiorno, sono Sara, ho 28 anni e una madre elicottero (e con parecchi altri problemi, secondo me).
    da sempre lei guida più o meno apertamente le mie scelte e io, da brava bambina consapevole che gli adulti ne devono sapere più di me, mi sono lasciata guidare. spesso non serve nemmeno che dica qualcosa, già la sua espressione o microespressione mi dice cosa vuole e come lo vuole.
    mi sono laureata nel 2016 e sono fuggita in australia per cercare di ricavarmi i miei spazi. nel mentre che ero là la cara mammina mi ha trovato lavoro presso un cliente dell’azienda in cui lavora.
    di un lavoro avevo comunque bisogno, il ricatto morale (“ci ho messo la faccia” etc) non era nemmeno necessario farlo, l’aveva già fatto in passato, quindi sono tornata e sono andata a lavorare, grazie al cielo a 200 km da casa quindi mi sono dovuta prendere in affitto un appartamento e arrangiarmi in toto (i miei conti li ho presi in mano io e lei non ci entra, dopo varie scenate da parte mia perchè lei non voleva/sapeva rinunciare alla supervisione sulle spese del mio conto). è venuta in visita qualche volta a casa mia, poche volte perchè sa che non è molto gradita e perchè le fa schifo come vivo e non riesce a fare a meno di dirlo ogni volta (la pulizia non è il centro della mia vita e ho due cani).
    dopo un anno circa ha iniziato che secondo lei ero sacrificata per quel lavoro e non ero felice, nonostante le mie rassicurazioni su quanto il lavoro mi soddisfacesse. stress a mille.
    a ottobre scorso ha fatto l’Errore: ha trascurato la mia volontà su una cosa, le avevo detto di non dire a mio padre una cosa (non entro nel merito se avesse ragione o meno a farlo, se ho detto di no, giusto o sbagliato, è una mia decisione), una mancanza di rispetto su cui non sono disposta a passare sopra, ed è da allora che non le parlo.
    non riesco a perdonarla e non ho nemmeno voglia di farlo, perchè sono sicura lo prenderebbe come un’autorizzazione a continuare a fare quello che vuole.
    senza lei attorno io sto benissimo: soffro da anni di alopecia da stress, eppure avendo perso il lavoro in questi mesi non ne ho sofferto minimamente!
    la famiglia insiste perchè ci riappacifichiamo, io non lo voglio.
    aiuto 🙁

    • Stress da lavoro e da una madretroppo invadente, l’unico rimedio è abitare lontano e darle poco spazio, vada lei a trovarlo ma non la faccia pù venire a casa così si sentirà meno in colpa per non avere una casa perfetta come la sua ma senza amore, e dispetto del suo piccolo nido con due bestiole che le compenseranno tutto l’affetto che le manca.
      Tagli il cordone ombelicale che la tiene ancora legata alla sua famiglia e si faccia una vita sua, evitando intrusioni…
      è l’unico modo quando gli altri non capiscono e di cui non ci si può didare nemmeno raccontando segreti, che d’ora in avanti le conviene tenere per sè.
      In bocca al lupo per tutto
      Marilena

  12. Lally ha detto:

    Gentile Marilena,
    sono anche io vittima di una madre appiccicosa, praticamente mi fa sentire in colpa se vado poco, mi scrive tutti i giorni più volte al giorno su WhatsApp ecc. Io per tutta la vita mi sono sentita poco indipendente e autosufficiente, ora sto meglio e abito qui vicino (appena si è liberato un appartamento dove vivevamo prima ha speso un mucchio di soldi per acquistarne uno nel mio stesso paese in modo da avermi vicina). Ciononostante ho ritagliato i miei spazi tipo non vederci tutti i giorni non pretendere di sentirci ogni giorno al telefono. Ma tramite Facebook e WhatsApp le invasioni tornano. Tipo commentare ogni foto che metto ecc scrivermi su WhatsApp più volte al giorno… Purtroppo ora per questioni economiche avevo pensato di trasferirmi con il mio compagno a casa di mia nonna ma temo invadenze… Non foss’altro che avremmo bisogno di soldi per ristrutturare. Insomma mi sento in ansia e mi sento anche giù per non essere mai riuscita ad allontanarmi per costruirmi miei spazi. Spiace perché il tempo passato con lei spesso è bello. Ma l’attaccamento morboso mi asfissia. Quando ero piccola invece non c’era mai… Sta ripetendo gli errori di sua madre

    • Direi che è arrivato per te cara Lally di mettere più distanza tra te e tua madre, non solo una distanza chilometrica che ti permette di vivere senza l’ossessione dell’invadenza e del controllo, ma anche una distanza mentale che ti rende libera e che di permette di conoscerti ed ascoltarti in modo da usare il tuo tempo per valorizzarti e seguire i tuoi desideri e i tuoi sogni.
      Nel caso avessi bisogno di un aiuto puoi contattarmi: info@marilenacremaschini.it
      Nel frattempo ti auguro di fare quei piccoli passi che ti porteranno verso una vera autonomia.
      Marilena

  13. Sandra ha detto:

    Cara Marilena, posso avere la sua email per scriverle in privato?

  14. sonostufa ha detto:

    Credo che il punto d rottura, nel mio caso, si sia creato senza ancora intervenire: la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato quello psicopatico di mio padre che si è incazzato con mia madre perché, stando alla sua mente malata, io in viaggio seri dovuta andare con lei e non da sola (tengo a specificare che è un viaggio guidato di gruppo=.
    Arrivati a questo punto, non disponendo di mezzi per staccarmi da persone così tossiche (perché mia madre che tace per quieto vivere non è che sia tanto meglio) ammesso e non concesso si risolva qualcosa andandosene a vivere per conto proprio, o lo faccio internare o mi uccido, visto che lui è convinto che i pazzi siano gli altri.

    • Come avevo già anticipato forse è il caso di discutere di queste tematiche privatamente e trovare il modo o di risolverle o per lo meno di attenuarle, per tale motivo ti consiglio di fare un percorso, anche breve, per comprendere tutte le dimaniche ed impostare delle risposte reattive adeguate alla situazione, tutte cose che si possono fare solo con un approfondimento garantito da un percorso serio ed affidabile
      Ti confermo la mia disponibilità ad un aiuto concreto, contattami via mail: info@marilenacremaschini.it
      Marilena

  15. Simone ha detto:

    Buonasera Marilena…complimenti per il supporto che da alle persone. Ho appena compiuto 40 anni, ho solo mia madre (come genitore intendo) e al momento abito (da 10 anni, quando è venuto a mancare mio padre) in un appartamento confinante il suo. Da quando è rimasta sola ho fatto la scelta di esserle vicino, per farle superare il trauma del lutto e per essere disponibile e appoggiarla sia psicologicamente che, spesso, economicamente. Ho anche un fratello maggiore, che però ha saputo ben decidere di andare a vivere lontano e crearsi quindi l’indipendenza necessaria. Finora sono riuscito ad avere un ottimo rapporto con lei, a cui voglio un gran bene. Sento però da qualche anno crescere un sentimento diverso, acuitosi da quando sono entrato negli “anta”. Una sorta di frustrazione nel dover essere sempre disponibile e guardato a vista dalle pur amorevoli necessità di una persona anziana e sola, a cui voglio comunque bene. Mi sento troppo spesso trattato come un bambino che non sono più da un pezzo. Questo mi porta spesso a comportamenti in cui cerco di mantenere il distacco in modo drastico, e sento che ciò la fa soffrire. E fa soffrire anche me, mi fa sentire in colpa. Ma è l’unico modo che ho di cercare di crearmi una vita indipendente. Da un anno ho una compagna che vive in Germania, e con cui sto molto bene, volo da lei due volte al mese. Vorrei andare a vivere con lei, non importa dove, perlomeno provare una convivenza. Ma mi trovo però in difficoltà, mi fa molta paura il fatto di lasciare sola mia mamma, ha 72 anni…non ha gran vita sociale, sebbene io l’abbia esortata spesso a crearsi degli amici…da quando è sola ed in pensione passa la vita a casa, a fare la spesa, chiesa e una volta alla settimana un ora di palestra per la terza età…

    Non so come fare. So che al giorno d’oggi ci sono problemi molto più gravi. Ma un Suo consiglio sarebbe molto prezioso. Grazie infinite, a prescindere se mi risponderà. Un abbraccio virtuale.
    Simone, 40 anni, Vicenza

  16. Eleonora ha detto:

    Gentile Marilena, le scrivo perché sto affrontando un periodo complicato in famiglia, spero che lei possa aiutarmi, se posso le scrivo alla mail che ha indicato nei messaggi precedenti, la ringrazio molto!

  17. Angela ha detto:

    Ciao,ho 29 anni e da quando ho dovuto assecondare i miei genitori nonostante gli sforzi, molto faticosi,per avere delle libertà che loro non comprendono, cado in stati depressivi assurdi,prendo serotonina, ho attacchi di ansia per le loro forti pretese. Praticamente ho abbandonato la mia strada,essendo stata illusa per anni di poter essere aiutata ma niente,mi ci sono aggrappata pur avendo difficoltà a seguirla finché quando mi hanno privato di ogni aiuto ho gettato via tutto e cercato altre strade.Ma non mi piacciono,non sono le mie.Adesso non li tollero proprio,mi sento dentro ad una vita più che precostituita,diciamo piuttosto “arrangiata” ,accontentati che non puoi fare ciò che ti piace.Quello che mi piaceva mi rendeva più ottimista,ora mi arrende e lotta una persona che non sono io. Non ho problemi psichici,ma la mia scontentezza è vista come una follia, ho bisogno di isolarmi un pochino per stare bene,cerco le riserve,i libri, gli spazi da sola…ho bisogno di me…la mia interioritá non è mai stata considerata perché banalizzata

    • Cara Angela, è giunta l’ora per te che tu prenda il volo verso la vita che desideri e le scelte che senti essere tue.
      So che l’indipendenza non è facile, soprattutto in questo periodo, però con impegno e qualche sacrificio la si può conquistare.
      Tirati su le maniche e tira fuori tutto il coraggio e la forza di cui sei capace, e prova a cercare fuori dalla tua famiglia chi sei veramente e cosa vuoi dalla vita.
      Nel caso avessi bisogno di un aiuto concreto puoi contattarmi via mail, nel frettempo ti auguro di farcela da sola, diversamente sai dove trovarmi.
      In bocca al lupo
      Marilena

  18. ilenia ha detto:

    CIao, ho 28 anni e vivo all’estero. Da un po’ di tempo sono in un periodo di fluttuazioni emozionali, di svipullo ed evoluzion per capire che direzione sta prendendo la mia vita, soprtutto dopo una rottura di una relazione di circa 8 anni. Ho fatto molta terpia e sono nell’ultima fase di “accettazione” nonostante questo pero’ ho ancora molti sbalzi emotivi e a volte non so cosa fare. A questo si aggiungono i miei genitori che reputo invadenti in questo periodo particolare. Non biasimo la loro apprensione nei miei confromti, visto che in due anni all’estero ho sofferto di ansia e attacchi di panico ( molti dovuti alla fine della relazione ) ma mi sono resa conto riflettendo che da quando ero piccola sono sempre stati molto apprensivi nei miei confronti e ultimamente ( all’eta’ di 28 anni ) inizio a non tollerare piu’ la loro eccessiva preoccupazione per il mio benessere psico emotivo in toto. ( messagi chiamate video chiamate gruppi whatsapp e il buongiorno fisso la amttina ). Temo che questo loro comportamento negli anni possa aver instaurato in me insicurezze ed ansia per il “perfetto stato psico fisico” cosi da non dargli pensiero se sono i fuori del nido familiare. Voglio il mio spazio e non so come dirlo.

    • Hai tutte le ragioni di voler gestire la tua vita, il modo son sicura lo troverai prendedo coraggio e fidarti di quella donna forte che è riuscita a sopravvivere all’invadenza dei suoi ed all’amore devastante con un uomo che ti ha fatto soffrire.
      Ma non arrenderti ora, se hai bisogno di aiuto contattami via mail: info@marilenacremaschini.it
      Marilena

  19. Francesco ha detto:

    Anche il rapporto tra madre e figlio può essere devastante. La mia esperienza è ben lunga per descriverla tutta ma oggi mi ritrovo con una relazione sentimentale quasi distrutta da mia madre, di cui non riesco a liberarmi in nessun modo. L’unico pensiero che io e la mia compagna abbiamo e quello di attendere la sua naturale scomparsa per poter finalmente vivere una vita semplice e serena. Mi rendo conto che questo pensiero potrebbe sembrare terribile ma abbiamo provato in tutti i modi ad arginare la Sua ossessione nei miei confronti prima, nei confronti della mia compagna poi e nei confronti dei nostri figli.. Abbiamo provato con il dialogo, con la collaborazione, con lallontanamento, con le liti, ma ci ritroviamo sempre con la Presenza ingombrante e manipolatori di mia madre.siamo allo stremo, io ma soprattutto la mia compagna che giustamente viole allontanarsi da me.

  20. Francesca ha detto:

    Ho 27 anni e provengo anche io da una famiglia invadente. Sin da piccola ho ricevuto tante, troppe attenzioni, in primis dai nonni che oggi ricordo con affetto. Mi hanno sempre messa, quindi, in una bolla di vetro . I miei nonni col tempo sono peggiorati di salute, in primis la mia nonna paterna con la quale vivevamo io mio babbo e mia madre. Ho capito ben presto che la vita riservava brutti scherzi (problemi di alzaimer e tutto ciò che ne conseguiva che si riversavano ovviamente su di noi ). Mio babbo purtroppo è non vedente (ho sempre sofferto un pó anche da piccola per questo) ma nonostante questo è riuscito ad affermarsi nella vita. Lui ha un carattere amorevole ma nello stesso tempo molto autoritario. Mia mamma pende dalle sue labbra per qualsiasi decisione, scelta. Lei non lavora, è sempre stata screditata, ha accettato di andare a vivere dai suoceri. Le mie dinamiche familiari sono quindi queste :due genitori non giovincelli, soli poiché ipercritici con amici, parenti, e quindi tanti Natali e festività n 3, e che riversano tutti i loro sogni e frustrazioni in me. Ho una madre che purtroppo mi è stata assente emotivamente soprattutto in adolescenza, ed un padre troppo ingombrante, in ogni senso. Tant è che spesso, e di questo me ne vergogno e mi sento davvero in colpa , mi vergogno e sto male per sua condizione agli occhi degli altri. Lui essendo autoritario e proveniente da una buona famiglia ha sempre voluto con mia madre la figlia perfetta. Voti perfetti, amici perfetti, carattere della figlia perfetto.. Purtroppo ben presto sono venute fuori le divergenze, specialmente con la scuola, già alle elementari ero timida ed insicura, mia madre che mi ha sempre seguita con i compiti badava a dire che non capivo niente, che ero indietro rispetto agli altri di crescita, che gli altri erano meglio (cosa non vera),che mi schieravo sempre con le sfigate o amicizie per lei di seconda serie. In effetti mi sentivo a mio agio con persone simili a me, gli esuberanti non mi sono mai andati a genio. Tutto così alternato da momenti di pace. Questo per tutti gli anni della scuola dell’obbligo in cui fondamentalmente non mi sono mai legata profondamente a qualche amicizia perché avevano sempre da ridire ed avevano la paura infondata mi portassero fuori strada, ed io ho sempre acconsentito . Il sabato da adolescente lo passavo a casa. Con le superiori (scelta scolastica condizionata da loro) ho iniziato a frequentarmi con i ragazzi, e tutto sommato svolgevo il mio compito da studentessa – casa – qualche uscita, abbastanza serenamente,le estati passate sempre con i genitori nella casa al mare (sempre assillata dai voti). Ho conosciuto poi il mio amore in quegli anni, con il quale sono poi cresciuta. Con lui ho scoperto i viaggi, le amicizie, le serate a ballare, la serenità, le notti tarde, tutte cose che mai avevo fatto . Per lui ho litigato con i miei genitori,ho preso una posizione, è stata una lotta per mandarmi a dormire fuori una notte che se ci ripenso mi vengono i brividi . Ero felice ma nello stesso tempo mi sentivo in colpa e qui è iniziata lei:l’ansia. Ed è lei il motivo per cui scrivo questi pensieri ora, mi sale l’ansia perché capisco che senza di me sono persi, vorrei scappare e riniziare tutto da capo ma non ho la forza per farlo. Con il tempo poi sono continuati giudizi su di lui, sul suo lavoro che a loro non piaceva,mi iscrivo ad una facoltà che non mi piace per loro volere, sono infatti fuori corso perché per me gli esami rappresentano ostacoli non da poco che mi creano ansia, seguono quindi screditamenti in famiglia dove tutti giustamente chiedono quando mi laureeró! Insomma sul piano personale a 27 anni mi trovo impreparata a gestire le difficoltà, con un grande senso di ansia e frustrazione e senso di colpa verso di me e verso di loro. Non vanno in vacanza per paura che mi possa succedere qualcosa in casa da sola a 27 anni (va avanti da diverso tempo) o che mi finisca il pane nella dispensa , questo ne è un esempio. Sebbene io da brava figlia li abbia sempre tranquillizzati ed assecondati mi sento in colpa, non mi lasciano agire, sbagliare, in pace. Con il mio ragazzo parliamo di convivenza. Mio padre vorrebbe comprarci casa ma io so che mi /ci verrà poi rinfacciata al primo segno di problemi. Insomma un gran casino perché interpreta il rifiuto e il volere provare a farcela da soli con le nostre forze, come una mancanza di rispetto e non apprezzamento . Mi trovo anche qui burattinata sulla scelta, sulla scelta del mio lavoro uguale hanno da ridire su dove mando i Cv (perché ovviamente era vietato studiare e lavorare insieme e quindi mi trovo ora a 27 anni senza una esperienza lavorativa alle spalle e con l’università da finire). Io li amo perché é così, il solo pensiero di andarmene di casa mi crea un grande entusiasmo e so che sarà la mia rinascita ma allo stesso tempo so che sarà doloroso ed ho paura proprio di questo distacco perché mi crea un grande senso di colpa verso di loro . Hanno investito tutto in Me e sono la loro ancora di salvezza. Io però sento di non avere una corazza abbastanza forte per proteggermi dal mondo, dalle difficoltà, mi butto spesso giù per ogni cosa che va storta, ho paura insomma di non farcela mai da sola . Il mio ragazzo mi sostiene certo, però più tempo passa e piu non vedo cose positive in questo momento, io ho bisogno di un cambiamento, loro mi sembrano invecchiare sempre più, più fragili e con più bisogno di me.
    come ne esco?

  21. Jenny ha detto:

    Ciao, mi chiamo jessica, sono una ragazza di 27 anni, scrivo per chiedere un consiglio. Convivo con il mio ragazzo da 4 anni. Sono andata via da casa dei miei genitori, perché non riuscivo più a vivere con loro. Il problema che sono molto invadenti e insistenti in tutto. Hanno credo una mania di controllo nei miei confronti, il fatto che io ho messo dei paletti con loro non lo accettano. Andavo al lavoro e vedevo dalla telecamera dell ufficio che passavano davanti alle finestre del mio luogo di lavoro per guardare, appena vedono che sono online su WhatsApp mi scrivono o chiamano. Mi hanno rubato anche il cellulare più volete quando vivevo con loro, nonostante con un lavoro e maggiorenne, per tenere addirittura i tabulati dei messaggi che mi scambiavo con il mio fidanzato. Usano ricatti per tenermi in pugno, dicono che loro hanno fatto tanti sacrifici per me e io devo ricambiare. Ho avuto molte discussioni per farli capire che sbagliano che sono insistenti ma soprattutto che non si comportano da genitori, ma loro negano ogni cosa e buttano ogni colpa su di me. Quando sono andata via di casa a 23 anni, i genitori del mio fidanzato mi sono stati molto vicino, e mi hanno aiutata economicamente, mentre loro che fannobtante sceneggiate se ne sono infischiati di ogni cosa. Però perché mi hanno messo al modo devo essere devota. Adesso che abito a 30 km, nonostante tutto e nonostante avere tentanto di distruggere il mio rapporto di coppia, loro passano davanti casa apposta, pretendono che io abbia un rapporto morboso con loro. Sono persone che ritengo tossiche. Ce da dire che sono persone di apparenza e soffrono se non li aiuto ad apparire perfetti davanti agli occhi dei parenti. Addirittura alle feste io e il mio ragazzo abbiamo deciso di andare sempre via per non rischiare che ci stiano addosso. Non so perché siano così ma so che sono persone subdole e fanno do tutto per crearmi dei disagi. Vorrei chiedere come posso difendermi da persone così. Perche non so più come comportarmi . Grazie dottoressa

  22. Caterina ha detto:

    Buonasera Dott.ssa Cremaschini,
    sono una ragazza di 30 anni, voglio bene ai miei genitori ma purtroppo entrambi, specialmente mio padre, sono stati estremamente invadenti con me per tutta la vita, pretendendo di controllarmi in ogni modo a livello di quanto studiare, quante ore e quando uscire, come passere il mio tempo libero, commentando le mie amicizie e pretendendo di interferire con il mio percorso di studi e di lavoro. Sono consapevole ormai di tutto ciò, e di quanto mi abbia irreparabilmente danneggiato nella mia adolescenza e giovinezza, portandomi spesso a non fare scelte mie, a chiudermi nell’apatia e tuttora ad essere insicura su molte delle mie scelte. Mi rendo conto solo ora che questo suo comportamento mi abbia generato in passato profondi stati di ansia e manifestazioni della stessa a livello fisico (ho sofferto per anni di dermatite atopica, ora miracolosamente scomparsa del tutto). 3 anni fa, dopo un Erasmus di 6 mesi all’estero ho preso la decisione definitiva di staccarmi e di andare ad abitare da sola, decisione dalla quale non sono più tornata indietro, sono successivamente andata ad abitare con il mio compagno e ora aspettiamo felicemente un bambino. Da anni ormai ho smesso di condividere con loro i miei problemi e preoccupazioni, per dargli meno terreno possibile.

    La mia preoccupazione torna ora in qualità di futura mamma…
    già ho notato delle avvisaglie pericolose da parte loro, ad esempio il fatto che non vogliono andare al mare questa estate perché io avrò un bambino (e quindi??) o il continuo riferirsi a mio figlio da parte di mio padre come a “mio nipote” (no, prima di essere suo nipote, è mio figlio, e ancora prima di essere mio figlio, è una persona a sé, non è una protuberanza di nessuno). Io so per certo che io ho imparato dai loro errori e non rifarò mai – mai – gli stessi con mio figlio, non mi permetterò mai di intromettermi cosi a fondo nella sua libertà di scelta, ma so bene che loro non si rendono conto dei loro errori.
    Io non voglio che loro influenzino il mio bambino (perché a volte, per necessità o per piacere, dovrà pur passare del tempo con loro) generando in lui gli stessi stati d’ansia che hanno provocato in me, e in questo momento io voglio dedicare il mio tempo e i miei pensieri a mio figlio e al mio compagno (alla mia nuova famiglia), e non avere l’ansia della loro invadenza in casa, inoltre ho paura che possa litigare con il mio compagno, il quale a differenza mia, è una persona a cui non è mai stata negata l’indipendenza e che non sopporta certi atteggiamenti, e io lo appoggio in pieno.
    Non ho paura di discutere con i miei, anche a suon di “non risponderò al campanello né al telefono” ma sinceramente, anche in vista dello stress del parto e dei primi tempi con il bambino, vorrei vivere tranquilla ed vitare situazioni di conflitto di questo tipo. So che devo parlarci per chiarire tutto questo, ma so anche che loro non ci sentono proprio, se non mi hanno ascoltato fin ora, perché dovrebbero cambiare adesso?

    Le sarei molto grata del Suo consiglio, grazie per la disponibilità

    • Gestire dei genitori invadenti non è facile, soprattutto se si dipende da loro in un qualche modo.
      L’unico modo che ha di liberarsi della loro intrusione nella sua vita è quella di rendersi il più possibile indipendente ed autonoma da loro, perderanno in tal modo la prerogativa ed il diritto di vantare delle pretese nei suoi confronti.
      Se questo non dovesse bastare occorre correre ai ripari in un qualche modo, ma per consigliarle di più dovrei conoscere le vostre dinamiche familiari in maniera più dettagliata.
      Per qualunque necessità più mirata resto a sua disposizione, mi contatti eventualmente via mail: info@marilenacremaschini.it
      Marilena

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