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Un perfezionista è alla continua ricerca del perfetto, in quello che fa, o in come si atteggia e comporta o in quello che realizza, nella persona che cerca come compagna, nella persona che cerca come collaboratore sul lavoro.

Una perfezione è impossibile da raggiungere non solo per le mille varianti che intervengono su ogni questione o soggetto, di qualunque argomento si tratti, ma perché la cosa perfetta di per sé non esiste in quanto il piacere ed apprezzare è sempre molto soggettivo e pertanto variabile come gusto in base all’umore, agli stati d’animo o confrontando il proprio risultato con quello degli altri.

Pertanto il perfezionista sarà alla costante ricerca di ciò che ritiene perfetto ma quando se lo trova davanti si rende conto che è passibile di miglioramento, di adattamento, di una struttura diversa che reputa ancora meglio della precedente, e così via all’infinito.

Con la scusa di voler realizzare solo cose perfette il perfezionista finisce per non portare a termine nessun lavoro oppure, se si tratta di relazioni sentimentali, alla fine troverà nel partner un difetto che riterrà insopportabile.

In psicologia il perfezionista è una persona che “aspira ad essere impeccabile, si dà standard troppo elevati, ed è eccessivamente critico verso se stesso, standard talmente elevati e spesso illusori che saranno impossibili da realizzare, così rimane nella costante ricerca di ciò che non esiste.

Non solo, come se non bastasse è tipicamente molto preoccupato per quello che può essere il giudizio degli altri, per un perfezionista, una critica o un’osservazione possono pesare come macigni, e qualunque cosa non sia anche pubblicamente ritenuta perfetta è inaccettabile.

Questo atteggiamento in genere nasce dal desiderio di evitare rifiuti, critiche, contestazioni per la paura folle di fallire, di rendersi conto di non essere all’altezza e di essere artefice di un errore madornale, che va ad inficiare la propria e l’altrui considerazione di non essere così perfetti come invece tali soggetti si ritengono e pretendono che gli altri glielo riconoscano nella egual misura.

I perfezionisti tendono spesso ad essere visti come rigidi, duri e inflessibili, anche se il più delle volte sono persone vulnerabili con una scarsa resilienza e poca tolleranza alla frustrazione derivante anche dalla critica più positiva se pur critica è.

Tale comportamento, soprattutto se non riconosciuto, può essere uno degli ostacoli peggiori nella tua vita, in quanto impedisce non solo di realizzare gli obiettivi preposti e i progetti desiderati ma anche di avere delle sane relazioni sentimentali di reciproca stima, rispetto ed adorazione.

Come riconoscere un perfezionista? Ecco di seguito elencati alcuni atteggiamenti tipici di tale soggetto che:

  • Tende a rimandare e procrastinare i lavori fino a che non sono impeccabili
  • Appena qualcuno gli fa una critica scatta immediatamente, manifestando nervosismo ed  insofferenza e si mette sulla difensiva cercando di giustificarsi accusando fattori esterni od altre persone, non ammetterà mai che l’errore dipendere direttamente e solamente da un suo sbaglio o da un suo gusto discutibile
  • Non è mai soddisfatto dei suoi risultati
  • Hai paura che il suo lavoro possa essere criticato o contestato, in tal modo, per evitare qualunque confronto, evita e rimanda il momento di esporsi in pubblico
  • Si aspetta il massimo da se stesso e dagli altri, pertanto non sarà mai contento del risultato e quindi incapace di dare soddisfazione o gratificazione
  • Tende a pensare in bianco o nero senza vie di mezzo o alternative e guai a parlare di compromessi, quindi qualsiasi cosa meno della perfezione è un fallimento.

 

Quanto il perfezionismo è sano e quando è patologico

 

Il perfezionismo può anche essere un tratto sano, può essere di stimolo a fare e dare sempre meglio, a pretendere il meglio da se stessi e dagli altri riconoscendosi la giusta importanza e valore, aiuta a dare un grado di stima adeguata e spesso superiore a quello che uno ritiene perché messo alla prova si rende conto di poter superare dei problemi con delle risorse che non pensava di avere, per esempio, in tal modo l’autostima cresce e con essa la considerazione di se stessi.

Tale atteggiamento è positivo perche porta il soggetto ad evolversi, a crescere e migliorarsi come non avrebbe fatto in precedenza, ma come tutte le cose non deve essere portato all’eccesso in modo esasperato, altrimenti si ottiene il risultato opposto.

Questo è il caso del perfezionismo nevrotico (o maladattivo), le persone con questo tipo di perfezionismo lasciano che i loro risultati definiscano chi sono e sperimentano spesso profonda infelicità verso i loro obiettivi.

Sono quelle persone che non si accontentano mai di quello che hanno fatto e vivono perennemente insoddisfatte. Puntano ad alti standard ad ogni costo, dalle relazioni alla salute.

Sfortunatamente, questo è anche il tipo di perfezionismo che spesso viene glorificato dai media, dove un attaccamento ai risultati poco sano e un focus nevrotico sugli obiettivi sembrano essere la normalità.

Uno dei maggiori esperti sul perfezionismo è il professore di psicologia canadese Gordon Flett, detto anche “Mr Perfect” per la sua impeccabilità nel non sbagliare mai nulla.

Il professor Flett ha identificato tre tipi di perfezionismo:

  • self-oriented (si aspettano la perfezione da se stessi),
  • other-oriented (richiedono la perfezioni agli altri),
  • socially-prescribed (pensano che gli altri si aspettino che loro siano perfetti).

Alla base del perfezionismo spesso c’è il desiderio di piacere agli altri, solo attraverso l’apprezzamento altri essi costruiscono il proprio valore e l’intensità delle capacità che si auto accreditano.

Infatti, i perfezionisti mossi da questo desiderio hanno paura di essere rifiutati, paura di sbagliare o di non ricevere attenzioni positive se non sono perfetti o fanno le cose perfettamente.

Spesso sono convinti che i loro genitori, capi, compagni li ameranno e li stimeranno solo se saranno perfetti. Tendono ad essere dei lavoratori molto diligenti e anche stacanovisti pur di soddisfare le aspettative dei superiori.

 

Come liberarsi dal perfezionismo patologico

 

Liberarsi dal perfezionismo è possibile, occorre scoprire i fattori scatenanti o le situazioni che tendono a stimolare tale atteggiamento.

Quindi per potersi limitare in modo che la voglia di fare meglio sia solo positiva e costruttiva occorre:

Individuare le situazioni che attivano il perfezionismo.

Spesso il perfezionismo può emergere in modo più limitante in un’area della tua vita piuttosto che in un’altra, tale distinzione mette in evidenza quale sia l’ambiente che stimola l’atteggiamento negativo, in modo da evitarlo o porvi dei rimedi che possano contrastarlo.

Oppure possono essere determinate persone che attivano in noi dei comportamenti o atteggiamenti negativi e controproducenti, per non dire distruttivi della nostra creatività, quindi occorre valutare il rapporto con dette persone in modo da metterlo su basi diverse, per esempio cercare di non farsi troppo influenzare se non addirittura arrivare al punto da imparare a rimanerne indifferenti.

Individuare a quale tipo di perfezionista si appartiene

Esistono diversi tipi di perfezionismo:

  • Il ritoccatore instancabile.

Sei affetto da questo tipo di perfezionismo se sei spesso convinto di dover fare di più, se non sei mai soddisfatto di come sono stati realizzati i tuoi progetti, se lavori fino al termine delle scadenze e consegni i lavori in ritardo pur di fare i tuoi ennesimi ritocchini e ricontrollare che tutto sia a posto.

Questo tipo di perfezionismo tenta di non terminare mai i progetti perché poi potrebbe correre il rischio di essere esposto a critiche, essere giudicato e ancor peggio ridicolizzato.

  • La paralisi del creativo.

Sei affetto da questo tipo di perfezionismo se non puoi produrre nulla che non sia perfetto al primo colpo. Le tue idee sono bloccate perché non sono mai buone abbastanza per essere esposte.

Il tuo critico perfezionista non ti consente di imparare e provare perché in entrambi i casi significa esporre qualcosa che non è perfetto al primo colpo.

Ad esempio il blocco dello scrittore parte proprio dalla preoccupazione eccessiva nel buttar giù la prima bozza perché la si ritiene sempre troppo banale.

Questo tipo di perfezionismo probabilmente ignora che la maggior parte dei più grandi capolavori letterari non sono stati scritti di getto e venuti bene alla prima, ma sono stati rivisitati più e più volte per poi essere migliorati.

  • Il controllore impeccabile.

Sei affetto da questo tipo di perfezionismo se il tuo mondo deve essere sempre perfettamente in ordine e sotto controllo. Devi fare sempre la cosa giusta e la scelta giusta. La tua casa e la tua famiglia devono sembrare impeccabili. Eserciti un rigido controllo sui tuoi comportamenti che ti porta via vitalità e spontaneità.

Imparare ad accettare le critiche ed i consigli

Accetta le critiche, le osservazioni ed i consiglia anche se a prima vista ti sembrano sbagliati e prima di scartarli del tutto valuta attentamente, razionalmente e con vero senso critico se il consiglio  non nasconde invece una buona ragione da seguire.

Se sei un perfezionista probabilmente avrai paura che il tuo lavoro o progetto possa venire criticato in malo modo. Molto spesso questa paura è irrazionale e la provi solamente perché ti sei dato degli standard troppo elevati. Non tutti, infatti, nel valutare ciò che hai fatto potranno farlo con gli stessi standard da perfezionisti.

Impara che nella vita è praticamente impossibile accontentare tutti quindi incomincia ad accontentare te stesso del risultato, se gli altri lo rifiuteranno potrei sempre rifarlo ma suggerisco sempre di attendere il giudizio degli altri che potrebbe anche sorprendervi.

Come reagire alle critiche

A questo punto le critiche potranno essere sostanzialmente di due tipi: costruttive o distruttive.

Innanzitutto è importante che tu riesca ad accettarle entrambe, infatti non hai il controllo su quello che potranno dire o pensare le altre persone, pertanto tanto vale ascoltarle e poi dopo tener conto di quelle veramente valide e che ti possono essere d’aiuto, infatti spesso la competizione e l’invidia degli altri porta a sentire dei consigli sbagliati in quanto il  nostro fallimento da una possibilità a loro di poter emergere in un qualche modo, quindi attenzione agli attacchi dei nemici fatti solo per escluderti o sfiancarti.

Se le critiche sono costruttive, non puoi che essere contento perché hai la possibilità di migliorare il tuo progetto e apprendere cose nuove. Se le osservazioni fatte sul tuo lavoro invece sono distruttive oppure errate, e non puoi quindi ricavare nessun feedback utile da esse, semplicemente accettale e lasciale andare.

Se la critica è corretta ma espressa in modo aggressivo o offensivo puoi sempre rispondere in un modo assertivo, facendo valere le tue ragioni ma non dimenticando che il buon consiglio, anche dse dato male, va considerato.

Ricorda inoltre che gli sbagli sono una parte naturale del processo di apprendimento e portano sempre ad un naturale e spontaneo miglioramento.

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