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Prima di descrivere come si acquisisce e si analizza un saggio scrittorio occorre fare alcune precisazioni.

La scrittura e la modalità di come si esprime deve essere il più spontanea possibile.

L’esperienza nella comprensione del linguaggio non-verbale, comportamentale ed ambientale, è essenziale perché il contesto, gli strumenti utilizzati e le modalità con cui si sviluppa il compito sono importanti quanto lo scritto in sé.

Ogni elemento è utile per l’esame e la valutazione del profilo personale, pertanto, quando ciò è possibile, la valutazione deve essere il più estesa e completa possibile.

Il luogo scelto per scrivere, il dove e come lo scrivente si appoggia, quale tipo di foglio viene scelto, di che dimensione, in che prospettiva, quale tipo di penna, di che colore, come viene impugnata, quali sono i gesti che precedono o accompagnano lo sviluppo dello scritto, se si creano dei rituali (spesso impercettibili dall’esecutore), se lo scritto viene redatto senza interruzioni o se tali si verificano di che tipo sono, com’è la postura, se si verificano delle varianti, se lo scritto è spontaneo o viene copiato e, in tal caso, perché e quale testo si riproduce, come viene occupato lo spazio del foglio, come procede lo scritto, come si conclude……..

Sono tutti fattori utili alla completezza nel definire il profilo della persona che viene analizzata.

Venendo allo scritto vero e proprio, esso deve essere redatto con determinati criteri.

Il foglio deve essere appoggiato sul altri fogli in modo tale che possa essere “letta” anche la pressione ed il tipo di traccia usata.

Prima si procede ad una analisi in generale della scrittura, valutando tutte le caratteristiche che emergono per intensità, numero e rilevanza.

Si valutano tutti i margini lasciati (superiore, inferiore, destro e sinistro) e si valuta anche come viene mantenuto il rigo e come procede la scrittura lungo una linea retta immaginaria.

Per fare tali diagnosi occorre necessariamente che la grafia sia visionata dall’originale dello scritto e non da una fotocopia, ed altresì che lo scritto sia redatto su un foglio bianco.

La scelta di eseguire una scrittura su un foglio a righe, a quadretti o comunque definito è parametro da non sottovalutare, comunque la scelta deve essere assolutamente non influenzata.

Proprio per valutare ogni elemento originale, scelto casualmente, non suggerito si prediligono gli scritti fatti inconsapevolmente, come gli appunti presi di fretta o gli scarabocchi fatti mentre si sta al telefono, le liste della spesa fatte di fretta…

Ogni cosa fatta senza pensare permette alla nostra psiche di non essere condizionata dall’esterno, quindi diventa il più trasparente possibile.

La grafia viene poi esaminata nel dettaglio.

Viene esaminato lo spazio tra le parole e tra le lettere, se prodotto, viene analizzata la dimensione e l’eventuale estensione in alto ed in basso dello scritto.

Vengono analizzate tutte le lettere, singolarmente, la punteggiatura o qualunque tipo di segno impresso sul foglio, anche attraverso una lente.

Infine si procede ad un’analisi dei segni che emergono dalla scrittura.

I segni sono l’alfabeto di un grafologo, attraverso di essi vengono dettagliate le caratteristiche dominanti o meno della scrittura.

Ogni scuola di grafologia ha dei propri criteri per catalogare e definire tali segni grafologici, ma ogni segno esprime un significato che corrisponde ad un determinato carattere della persona.

La nomenclatura dei segni può variare da scuola a scuola, ma il significato del simbolo è univoco.

Questo significa che i termini usati nelle consulenze grafodiagnostiche possono essere diversi, ciò che non deve cambiare è il profilo personale esaminato.

In parole povere, non importa quali termini si usano ma il risultato deve essere lo stesso.

La scrittura è il test di personalità più completo che esista, e se lo si sa leggere si possono ottenere della valutazioni che altrimenti non si avrebbero.

Pensiamo, ad esempio, all’esame dei disegni e degli scarabocchi fatti dai bambini.

Gli scarabocchi sono una scrittura in fase embrionale, sono un linguaggio vero e proprio.

Nei casi di problemi comportamentali, in situazioni di abuso o di malessere inespresso dal bambino, ciò che non viene detto, per paura o per vergogna, rimane nello scarabocchio, nel disegno e nella scrittura.

In tutti i casi che riguardano condizioni di disagio o di abuso su minore non dovrebbe mai mancare una relazione fatta da un consulente grafodiagnostico.

Le parole possono nascondere delle verità, la scrittura, il disegno o lo scarabocchio non permettono falsità perché sono delle espressioni neurologiche e fisiologiche della mente, non mediate dagli intenti e non falsate dal pensiero.

Si può pensare ad una frase per mentire, non si può scrivere in modo diverso.

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