Come si comporta un narcisista sul lavoro

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L’essenza ed il modo di fare, di essere e di porsi verso gli altri nel narcisista non cambia nemmeno sul posto di lavoro, qualunque sia la sua mansione e professione.

Il suo unico intendo è quello di farsi strada, migliorare la sua qualifica o posizione, aver maggior risalto in un certo ambito lavorativo, ambizione per cui è disposto ad utilizzare tutti i mezzi possibili, anche quelli meno leciti.

Ambizione, prestigio, sogni di gloria e di ammirazione, ispirare invidia negli altri, superarli in tutti i modi possibili questi sono i pensieri costanti del narcisista.

L’immagine per lui è tutto, userà qualunque mezzo per elevarla, per portare il suo prestigio, sociale e lavorativo, sempre più in alto, allo stesso modo spianerà la strada e chiunque si trovi sul suo cammino coi tutte le armi a sua disposizione, siano esse spregevoli, come la menzogna e la manipolazione, il raggiro, il mobbing o il danneggiare gli altri con false accuse o costruendo false denigrazioni.

Per tastare la validità del loro operato hanno bisogno di un pubblico assecondante, non semplici persone, ma veri e propri ammiratori, adulatori ed estimatori che sono incantati dalle sue parole e dai suoi racconti, dalle sue gesta e dalle sue svariate esperienze, capacità e attitudini, peccato che il più delle volte la maggior parte di quello che dice non corrisponde al vero.

Egli è un personaggio costruito sulla menzogna e sulla falsa rappresentazione di sé, che sfrutta in ogni ambito, perché in realtà egli si sente un debole, senza la sua teatralità sarebbe un fallito, un insicuro, un incapace, meglio optare per un bel castello fatto di illusioni che regge sino a quando non viene smascherato, in tal caso non affronterà mai la gogna delle critiche e della disapprovazione altrui, ma scapperà lontano, abbastanza lontano da lasciare il suo passato fallimento alle spalle e non rintracciabile.

 

 

Quali sono le sue caratteristiche visibili

 

 

 

Egli si caratterizza, nel rapporto col l’ambiente e con gli altri, siano essi colleghi, clienti o fornitori, con i seguenti atteggiamenti che ora vado ad elencarvi.

É un opportunista, sarà estremamente gentile quando ha bisogno degli altri e non perderà occasione di disprezzarli apertamente o denigrarli, anche senza un motivo, meglio se davanti ad un folto pubblico, quanto riterrà di non averne più bisogno.

Non si preoccupa minimamente del danno che può fare agli altri con i suoi atteggiamenti crudeli perché è privo di empatia e non ha nessun interesse nella persona o nei sentimenti degli altri preoccupandosi soltanto dei suoi.

Se deve scusarsi, perché ha bisogno che l’altro faccia qualcosa per lui dopo averlo umiliato, non lo farà in maniera chiara ma cercherà di incolpare altri del suo errato giudizio, ma non appena la vittima chiuderà la porta dietro di sé si scatenerà con un elenco delle peggiori critiche che conosce, questo per la rabbia e la frustrazione che gli crea dover ricorrere alla gentilezza ogni volta che deve chiedere qualcosa agli altri, e questo accade spesso sia perché si tratta il più delle volte di una persona mediocre quindi con scarse capacità, sia perché essere gentile gli pesa moltissimo, è un gesto che non gli appartiene e per metterlo in atto deve controllarsi ed essere adeguatamente falso.

 Ha la costante necessità di essere ammirato e glorificato per quello che fa, anche se si tratta di banalità o altri fanno meglio di lui, pertanto solleciterà ogni uditore o persona presente a fargli dei complimenti ed esprimere apprezzamenti anche se l’altra parte non li valuta, ma per cortesia e per gentilezza spesso siamo inclini ad accontentare il bisogno di ammirazione, spesso giustificandolo come un buon incentivo per migliorare il ricevente, dimenticando che invece stiamo stimolando l’ego di un narcisista.

Esercita il mobbing su colleghi o sottoposti per il puro gusto di umiliare e far soffrire gli altri, chiunque essi siano egli gode nel prevaricare su di loro non perdendo occasione di farlo davanti agli altri, perché il dominare in presenza del pubblico che assiste è una costante che non deve mai mancare.

Il pubblico, gli altri colleghi ma anche semplici estranei magari partecipano alla derisione per puro scherzo o per compiacere il loro superiore dominatore, spesso in loro non c’è sintomo di cattiveria ma solo di compartecipazione o di adulazione del narcisista, di fatto però non fanno che rafforzare l’atteggiamento demolitore, denigratore e svilente che subisce la vittima.

Un’altra loro caratteristica è che invidiano gli altri, per le loro qualità, perché sono felici, perché stanno bene in compagnia, perché sono benvoluti, ogni sentore positivo verso gli altri viene vissuta come una frustrazione  personale perché essi si sentono privati della felicità, uno stato che la loro condizione di invidiosi, cattivi e crudeli non li porterà mai a sentire e a vivere, quindi odiano, e non perdono occasione di dimostrarlo, tutti coloro che vivono serenamente e sono felici e contenti di quello che hanno e contenti della loro vita.

Il senso di soddisfazione e di benessere sono sentimenti che mancano nel narcisista, è incapace di provarli, quindi detesta tutti coloro che invece hanno raggiunto un tale benessere interiore ed esteriore.

Spesso grandi innovatori negli affari, sono macchine per il successo, non necessariamente perché abbiano un elevato standard interiore di eccellenza, ma perché desiderano le gratificazioni e la gloria che il successo comporta.

La loro ipersensibilità ed insofferenza a qualunque genere di critica o di consiglio li induce a non cercare le informazioni in modo adeguato e obiettivo e a non considerare i suggerimenti degli altri ritenendosi sempre superiori a chiunque.

Essi preferiscono fare tutto da soli, solo in caso di incompetenza tecnica ed oggettiva si affidano agli altri ma sono casi eccezionali, il narcisista preferisce fare di testa propria e se sbaglia troverà sempre il modo di accusare qualcun altro, spesso ingiustamente e con metodi vili e subdoli.

 

 

Come gestire tali soggetti

 

 

 

La resistenza e la sopravvivenza è possibile nei confronti di qualunque narcisista, occorre però distinguere i ruoli che essi assumono e gli atteggiamenti che hanno nei confronti degli altri.

Se si tratta di un superiore, con manie persecutorie, manipolatore e con la passione per la crudeltà ed il mobbing è inutile vantare miracoli, la situazione è drammatica e va affrontata con le maggiori cautele, perché un superiore di tal genere, come percepisce la vostra resistenza o non sudditanza farà di tutto per distruggervi sia psicologicamente che lavorativamente.

In tali casi l’unica via di salvezza non è certo affrontarli, sarete soltanto una preda con cui giocare il più infame dei ruoli, tanto vale tentare, se è possibile, di cambiare lavoro, sede, ufficio, qualunque cosa vi permetta di allontanarvi dal suo controllo.

Se avete la sfortuna di capitare con un capo dittatore e narcisista non sperate che lavorando il doppio, lavorando meglio e più degli altri possa avere dei maggiori riguardi in voi, anzi queste sono, al contrario delle vostre aspettative, dei chiari segnali di sudditanza e di temuta riverenza nei suoi confronti, quindi diventerete la sua vittima preferita sino a quando, al limite della sopportazione o della malattia, perché di manipolazioni narcisistiche ci si ammala, sarete realmente costretti a cambiare lavoro.

Meglio organizzarvi per tempo e programmare le cose cercando di ottenere il risultato della distanza di sicurezza senza rischiare troppo.

In fondo vale di più la serenità sul posto di lavoro, che si trasmetterà anche nell’ambiente familiare e sociale, che finire stressati e frustrati da continue malversazioni ed angherie di ogni tipo, meglio un lavoro più semplice e meno pagato ma la serenità e la vostra salute, il tempo vi offrirà sicuramente l’opportunità di mettervi in risalto altrove sfruttando le vostre potenzialità.

Diverso è il caso se siete colleghi o addirittura è un vostro sottoposto, mettete da parte il senso di bontà, gli ideali di onestà e rettitudine e combattetelo con tutti i mezzi che avete a disposizione.

Ricordatevi che ogni vostro cedimento, ogni vostro senso di colpa ed ogni vostra compassione sarà la sua arma per colpirvi e farvi risultare agli occhi del superiore un inetto o colpevole di errori o sbagli che lui stesso ha amabilmente compiuto per potervi accusare.

Ricordatevi sempre che avete a che fare con una persona infima e meschina, quindi i vostri riguardi sono i suoi momenti di vittoria e di rivalsa, tenete alta la guardia e fate in modo di liberarvi d lui allontanandolo o trasferendolo, facendogli digerire la cosa come se fosse una promozione per le sue grandi doti e virtù inesistenti.

Giocate d’astuzia e non fatevi condurre dalla vostra sensibilità, seguite la logica e l’idea che un narcisista è un nemico dichiarato e conclamato, ed i nemici vanno tenuti lontani.

Se nel frattempo non potete che doverlo sopportare non cercate mai il conflitto diretto, o di essere troppo sinceri con lui, non accetta né critiche, né osservazioni e trova fastidiosi anche i suggerimenti, ma tenetelo sotto controllo con dei complimenti o delle lusinghe in modo non troppo mielosi da non apparire troppo sottomessi, non si lascerà scappare l’occasione di approfittarne, ma ammirati dal suo modo di fare, non vi prenderà di mira né vi combatterà come un nemico da distruggere.

33 Comments

  1. Agnese ha detto:

    Tutto vero. Corrisponde alla descrizione del mio socio. Mi ha distrutta professionalmente e psicologicamente. Ora sono senza lavoro, in terapia dalla psicanalista e senza quota societaria. Mi devo ricostruire una carriera e una vita. Ho deciso di farlo in un’altra città. Io e mio figlio dobbiamo essergli il più lontano possibile.

    • Ti capisco, e ti confermo che la lontananza aiuta, ma se tu avessi bisogno di un aiuto più specifico contattami pure.
      In bocca al lupo
      Marilena

      • Deborah ha detto:

        Ciao,buonasera. Credo un narcisista covert, tendenzialmente vive di gloria, non chiede mai soldi, ha bisogno di conferme continue. Vive degli incassi degli altri soci, prende soldi senza permesso nascondendosi dietro nn so cm fare. Un vero idiota non si sa guadagnare 1 euro……..Ha perso tt continua imperterrito ..

  2. Guido ha detto:

    Io ho un collega che si identifica in tutto il profilo.
    Cosa fare?
    G4azie mille?

  3. Ciccia ha detto:

    La mia titolare si raffigura in toto in questa descrizione. Sono stata assunta con molto entusiasmo e soddisfazione da parte sua e in tempi limitati la situazione si è rovesciata, divenendo un misto di complimenti e critiche, molti alti e bassi, fin quando sono stata assunta a tempo indeterminato. Da li mi ha tolto la confidenza, e si è trasformata completamente, trovando continuamente pretesti per criticarmi, e nonostante i miei sforzi ignorati, ha continuato fino a quando ho deciso di dire basta e andarmene. Starò li ancora un mese ma sta parlando male di me con tutti, e mi sta facendo passare per la persona poco adatta per quel posto e che sono ingrata. Non augurerei a nessuno di incontrare persone di questo tipo, sono psicologicamente devastanti, se fossi rimasta forse sarei andata in depressione.

    • Ti capisco, sia io che molti che ti leggono, prima o poi hanno incotrato nelle loro vita un essere simile, non oso nemmeno chiamarla persona, e ne vuoi parlare privatamente scivimi via mail, che leggo soltanto io: info@marilenacremaschni.it
      chissa che non si trovi il modo di sopravvivere a tali mostri di crudeltà..
      Marilena

    • Agnese ha detto:

      Il mio socio, narcisista patologico e titolare, ti avrebbe trattato esattamente così. Come ha trattato me e come tratta le collaboratrici ignare che accettano il posto di lavoro. Mi ha rovinata. Per fortuna ora ho trovato un’altra occupazione. Devi fare lo stesso. L’insicurezza e la scarsa stima di me sul lavoro che mi ha causato purtroppo mi è rimasta.

      • Mi associo al consiglio di Agnese…
        purtroppo quando si lavora alle dpendenze di una persona brutale, invidiosa e cattiva, per salvare la propria serenità e salute non resta altro modo di andarsene e di trovarsi un altro lavoro.
        Ne comprendo le difficoltà, visti i tempi duri per le assunzioni, e mai lasciare un lavoro se non si è sicuri di quello nuovo, ma cambiare ambiente in certi casi diventa vitale.
        Pertanto prendete coraggio e non scoraggiatevi dalle difficoltà che incontrerete nella ricerca, il lavoro è importante e gratifica la persona se è quello giusto, inoltre occupa buona parte della giornata, se non si torna a casa soddisfatte ma piene di frustrazioni si finisce veramente con l’ammalarsi e diventare una persona infelice.
        Quindi osate e cambiate sempre quando c’è qualcosa che non va.
        Marilena

    • Agnese ha detto:

      Sbrigati a cambiare lavoro prima che mini troppo la tua autostima

  4. Aleida ha detto:

    Scusate ma se il narcisista è ex fidanzato e responsabile di un laboratorio didattico?
    Se io volessi, proseguire la mia formazione perché ne ho diritto?
    È giusto ammazzarsi per trovare alternative? È giusto dargliela vinta?
    In qualche modo ho vinto, perché sono rimasta per me nonostante tutto quello che ha fatto per screditarmi sia sul piano personale sia su quello didattico e ce l’ho fatta: ho imparato e ho mantenuto i rapporti che volevo. Ora voglio continuare.
    Che mi consigliate?

    • E’ sicura di aver veramente vinto o invece di essere stata usata per dei comportamenti meschini di cui questo bell’imbusto si è poi gratificato?
      A volte rinunciare e mandare a quel paese persone e situazioni di contesto non è una perderita è darsi la possibilità di essere sereni lontano da persone negative e malefiche.
      Marilena

  5. Fancesco ha detto:

    Anche a me è capitato di avere a che fare con un soggetto del genere al lavoro: quando ho avuto la certezza assoluta che questa persona avesse nei miei confronti una invidia infinita, perché è quello il momento in cui gli si scioglie la maschera di cera che hanno ed appaiono quello che sono, l’ho folgorato come un fulmine. Davanti a tutti i colleghi gli ho detto quello che pensavo, ovvero che nel mio panorama mentale non contava assolutamente nulla. Come se gli avessi dato una coltellata…poco male. ricordo , tanti anni fa quel giorno, e ne vado fiero… Cambiai lavoro e lo lasciai rontolare in se stesso, come fosse un indemoniato vittima di se stesso, come fosse un verme che si rigira nella terra….non avevo tempo da perdere con uno psicopatico e mi si aprirono 100 portoni… se uno ha le potenzialità e le capacità non ci sono psicopatici che reggano: la vita è piena di belle sorprese ed è bello viverle lontane dagli psicopatici.

    • Grazie Francesco per la tua testimonianza, che possa essere il timone ed il punto di svolta di tutti coloro che non vedono via d’uscita.
      Il modo di liberarsi da tali persone mostruose c’è, costa fatica e dolore, comporta dei cambiamenti ma mi associo a Francesco nell’assicurarvi che sarà per una vita migliore e per situazioni evolutive e più soddisfacenti.
      Tanti auguri a tutti voi che dovete prendere una decisione difficile
      Marilena

  6. Debora ha detto:

    Purtroppo, dopo 18 anni di lavoro, mi ritrovo a vivere una.situazione analoga, lavoro in una grande azienda.dove da qualche anno mi hanno dato un nuovo incarico e spostato in un open space dove c’e l’ufficio commerciale, nonostante io non faccia parte di questo gruppo, la capo ufficio, una narcisista che si crede un genio, si intromette di continuo nel mio lavoro, addirittura ero arrivata a pensare che potesse aiutarmi dato che sto attraversando un momento molto difficile sul lavoro, e invece ha fatto il doppio gioco mettendomi in cattiva luce con la Direzione, avendo lei un gran potere. Purtroppo non posso permettermi di licenziarmi, altrimenti l’avrei già fatto, sto cercando un altro lavoro, un lavoro anche umile e semplice che mi permetta però di essere più serena. Tutti mi dicono che devo stare tranquilla e che devo essere io a reagire in modo diverso davanti a queste cose, ma non ho più tolleranza verso queste persone.

    • Impossibile combattere contro i capo-ufficio, non li si può cambiare in nessun modo quanto sono patologicamente dei repressi psicopatici, non farebbe che renderli più cattivi e crudeli, peggiorando ogni giorno sempre di più la sua posizione.
      Resista fin che può, fino a quando non trova un altro lavoro per lei adeguato in modo da rifarsi realmente la sua vita.
      Le auguro di trovarlo presto
      Marilena

  7. Anna ha detto:

    Accidenti…leggere tutto ciò mi ha fatto venire la pelle d’oca… corrisponde in tutto e per tutto al mio capo ufficio con il quale la situazione è molto più complessa da gestire perchè abbiamo anche avuto una relazione per quasi 4 anni. Sono stata vittima di questo essere meschino e senza scrupoli per molto tempo e ne sono uscita con le ossa rotte. Mi sono umiliata, presa colpe che non avevo, sottomessa e giocato le carte più sporche pur di non perderlo in un’assurda dipendenza emotiva. Non riesco a trovare un altro lavoro al momento. Sto adottando la tecnica del NO CONTACT, nel limite del possibile perchè per forza di cosa, dobbiamo collaborare e ho bisogno di lui sul lavoro. Spero e desidero fortemente di uscire da questa situazione tossica anche perchè ne ha risentito molto la mia salute, la mia famiglia e il mio matrimonio.
    Un abbraccio
    Anna

    • Ti auguro, cara Anna, di trovare presto un nuovo lavoro.
      Cambiare ambiente e non avere più occasioni di contatto sono l’unico modo di evitare situazioni sgradevoli e che procurano sofferenza, inoltre la lontananza aiuta a dimenticare le umiliazioni subite e a ripartire con nuovo spirito e una nuova considerazione di sè.
      Non mollare, prima o poi un nuovo lavoro lo trovi, ti consiglio addirittura, visto le conseguenze di una così sgradevole convivenza forzata, di optare anche per un lavoro non adeguato ai tuoi desideri, almeno inizialmente, per ora la cosa più inportante è la tua sanità mentale ed emotiva e quella la raggiungerai solo quando sarai lontana, poi potrai pensare a lavori più qualificati e di tuo interesse.
      In bocca al lupo, anzi crepi
      Marilena

  8. Tony ha detto:

    Agli inizi della mia carriera di medico ospedaliero ebbi a che fare con un soggetto del genere. Dopo anni di vessazioni, un bel giorno lo mandai aff…, da allora mi stette alla larga ma visto il tipo che era sono sicuro che alla prima occasione si sarebbe vendicato. Cambiai sede di lavoro e mai decisione fu più opportuna, fu una grande esperienza di arricchimento umano e professionale ( non tutti i mali vengono per nuocere) . Purtroppo però non per tutti é possibile cambiare lavoro. Purtroppo il problema di queste leadership che creano malessere nei dipendenti e abbassano la produttività non ha la sufficiente risonanza nei media e nell’opinione pubblica, questi soggetti andrebbero banditi dal consesso civile e messi in condizione di non nuocere, ben più dei classici ” malati di mente” che a ben vedere fanno ben meno danni di loro ( anche se creano molto più allarme sociale).

    • Sacrosanta verità caro Dr. Tony,
      non sempre si ha la possibilità di agire, ma c’è sempre una soluzione pratica il tutto sta nel capire quale sia.
      In bocca al lupo per il suo futuro
      Marilena

  9. Aurora ha detto:

    Io sono in questa situazione: credo un mio collaboratore sia un narcisista patologico covert. Nonostante io sia il suo superiore, finisco per permettergli di ctiticarmi, di rivoltare la frittata, di insinuare dei sensi di colpa in me.
    Credo di dare il giusto peso ai complimenti per il lavoro svolto e alle indicazioni su come invece migliorare, quando necessario. E ciò mi viene anche riconosciuto dagli altri collaboratori. Lì invece sembra sempre io manchi in qualcosa: in empatia, in riconoscimento nri suoi confronti, in comprensione, in pazienza. E dire che era molto diverso, poi invece è cambiato: il mio cruccio è capire da dove sia scattato questo cambiamento.
    So che dovrei allontanarmi ma non ci riesco. Appena mi allontano e metto dei paletti, torna lui alla carica con bisogno di attenzioni, di consigli, di supporto.

    • Perchè lui non vuol perdere il suo giocattolo, in tali casi deve essere lei a non permettere agli altri di trattarla come tale.
      Se dovesse aver bisogno di un aiuto in concreto attraverso un percorso anche breve in counseling sono a sua disposizione, mi contatti privatamente via mail: info@marilenacremaschini.it
      Marilena

  10. marianna ha detto:

    Buongiorno,
    lavoro con una collega narcisista covert, (l’ho capito grazie all’aiuto di un‘amica psicologa).
    Dopo il primo periodo, dove si è presentata come volenterosa, umile e piena di voglia di imparare, successivamente piano piano ha allontanato, stancato, eliminato tutta la “vecchia guardia”, cioè tutte le quelle persone che potevano metterla in difficoltà.
    Questo perché, nonostante il numero di ore di lavoro, è inconcludente, caotica e disorganizzata.
    Io sono l’unica che non ha eliminato.
    Caratterialmente sono molto forte, ho una buona autostima e i colleghi spesso si rivolgono a me per avere risposte che lei non sa dare.
    Ora stanca dei suoi comportamenti ho cominciato a dire in modo educato ma fermo e con testimoni, quello che penso di lei, sottolineando le sue mancanze, i suoi errori e l’ho fatto in più occasioni.
    Inoltre adotto con lei il no contact. Non le parlo per giorni, rispondo a monosillabi ma mi dimostro solare e loquace con tutti gli altri, quando si avvicina per chiedermi qualcosa mi diverto a dirle “adesso non posso”, poi quando mi va l’ascolto, ma sempre senza grande entusiasmo, e faccio in modo che lo noti.
    Questo l’infastidisce perché non è lei a condurre il gioco ma io, usando però un’arma che lei conosce benissimo.
    Tutto ciò per lei è destabilizzante.
    Il soggetto in questione ha pure un grosso problema con il cibo, è bulimica e ormai al lavoro se ne sono accorti tutti ma credo che lei sappia che, se lei mi facesse del male, io lo comunicherei ai suoi superiori senza remore.
    Mi sono dilungata e mi scuso ma è una delle poche volte in cui si può parlare di narcisismo sul luogo di lavoro e non all’interno della coppia.
    Leggo sempre di cercare di cambiare lavoro ma non è facile, e lo sappiamo tutti, ci sono persone che non possono cambiare posto di lavoro!
    Non posso pensare che questo sia il solo e unico consiglio da dare.
    Mi sono chiesta se, nel momento in cui verrà smascherata del tutto, e quindi verranno a galla le sue incompetenze, e il sapere di non essere considerata un punto di riferimento (cosa per lei inaccettabile), potrebbe mollare tutto.
    Vivo con questa speranza.
    Concludo dicendo che non vado assolutamente fiera del mio comportamento che è lontanissimo dal mio modo di essere però le alternative le ho provate tutte.
    Grazie ancora

    • La tua posizione è comprensibile, mantenere la distanza con le persone negative è vitale, soprattutto quando si vive la vicenda al lavoro ed a stretto contatto.
      Ti auguro che tale situazione si risolva al più presto, se avrai bisogno del mio aiuto contattami via mail.
      Marilena

  11. Mario ha detto:

    La mia capa corrisponde a grandi linee alla descrizione fatta nell’articolo, con la precisazione che sebbene umili gratuitamente e platealmente i meno dotati, cioè quelli che ai suoi occhi rischiano di rovinarle l’immagine, esalta oltremisura e adula i più bravi (chiaramente solo fino a quando questi rimangono sotto il suo controllo). Dato che da un punto di vista lavorativo le sono molto utile, ha sempre spinto affinché potessi fare carriera in modo che lei potesse acquisire sempre più potere di riflesso e allo stesso tempo io non fossi tentato da altre proposte lavorative. Il problema è stato che quando ho raggiunto una posizione che mi garantiva una certa autonomia e visibilità lei ha cominciato a scoppiare in scenate di gelosia per l’evidente paura di perdere il controllo che esercitava su di me e quindi non potersi più appropriare dei meriti del mio lavoro. Inoltre, è palesemente invidiosa. Di me, degli altri, di traguardi lavorativi e di stati d’animo che lei non riesce a provare, proprio come descritto nell’articolo. E’ ossessionata dall’idea che chiunque agisca per invidia. Riccore quasi sempre a questa spiegazione, probabilmente anche perché non è in grado di immedesimarsi da un punto di vista emotivo negli altri. Altra ossessione è che tutti complottino alle sue spalle e agiscano in modo da sminuire i suoi meriti e metterle i bastoni fra le ruote. Avendomi eletto a suo confidente mi ha spesso illustrato in dettaglio teorie strampalate di complotto nei suoi confronti che mescolano fatti reali a ipotesi azzardate che presto nella sua testa si tramutano in certezze incontrovertibili.
    Un collega che è crollato ed ha cambiato lavoro mi ha chiesto una volta come facessi a rimanere impassibile di fronte alle sue reazioni infantili e a quegli scatti d’ira che riducono in pianti o tremori i sottoposti. Scrollai le spalle ma dentro di me avevo ben chiaro quale fosse la risposta. Semplice, mio padre è come lei. Per cui mi viene automatico usare tutte le armi di difesa che mi sono costruito nel corso della vita.
    A un certo punto sono comunque arrivato vicino al punto di rottura: scontro o crollo psicofisico. Poi il fato ha voluto che lei si ammalasse seriamente. Ora è confinata fra le mura di casa sua in smart working e con la distanza per me è tutto più semplice. All’orizzonte per me c’è un salto di carriera, speriamo. In questo modo, finalmente, riuscirei a liberarmi di un altro tiranno.

  12. cinzia ha detto:

    A me è capitato spessissimo ho avuto la fortuna di lavorare a distanza da loro per cui bastava non rispondere al cellulare ,alle riunioni davo poco spazio al loro pavoneggiarsi adducendo come scusa che il tempo era tiranno.Quando mi telefonavano spesso non li ascoltavo continuando a fare quello che stavo facendo .Le ritorsioni c’erano non mi davano i documenti necessari al mio lavoro ,ho imparato a comunicare i dati con parsimonia in modo da avere ogni mese produzione in positivo. La racconto con leggerezza ma ho cambiato cinque banche .Alla fine i clienti ti seguono perchè lavori seriamente non per gli effetti speciali della tua filiale ,anzi!

  13. Laura ha detto:

    E se il tuo capo è un narcisista e ti dice anche che sei la donna della sua vita e non accetta un tuo no e che tu non sia un suo possesso né fisico, né mentale? Riverserà su di te tutte le frustrazioni di uomo e professionista (perché alla fin fine la sua autostima è pari a O).6 anni di inferno. Poi ho preso il coraggio e mi sono dimessa. da due mesi ho un nuovo lavoro, trovato subito, dopo solo 8 giorni di disoccupazione. infatti non ho mai creduto alle sue parole di svalutazione e denigrazione continua come “fai schifo” o “non sei all’altezza delle aspettative” o “il lavoro che fai non serve a niente” o “sei peggio di questo e di quello”. Praticamente il peggio di tutti a suo parere. Nonostante le cose siano andate positivamente, rimettere a posto il proprio “io” profondo è un lavoro lungo. Mi sento destrutturata. Non ho concentrazione, umore che sale e scende. Non riesco a volte a strutturare i pensieri, nessuna empatia, mi sento vuota. Ma almeno sono fiera del mio coraggio e di me stessa. Ora devo ricominciare da capo. Ma spero di comprendere il lato positivo: ricominciare è un foglio bianco tutto da riscrivere.

    • Sì Laura, deve essere fiera del suo coraggio e del passo che ha fatto e sono sicura che la vita saprà ricompensarla, deve essere solo più clemente con se stessa e credere nelle sue potenzialità.
      Se ha bisogno di aiuto in questo mi contatti privatamente via mail: info@marilenacremaschini.it
      sarò lieta di aiutarla ed ascoltarla
      Marilena

  14. Sandman ha detto:

    Buongiorno, grazie in ritardo di anni per questo articolo, che non è il solito victim blaming che si trova altrove in rete quando si leggono articoli sul narcisismo a lavoro.
    Sono arrivato su questa pagina cercando la correlazione tra narcisisti in ruoli di responsabilità (tipo appunto responsabili di negozio, caporeparto, ecc) e recruitment, in quanto, spulciando tra decine e centinaia di recensioni su Indeed di varie realtà, questa correlazione tra narcisismo e umiliazioni pubbliche, mancanza di empatia, ecc di persone con ruolo di responsabilità sembra essere un cliché in molte aziende (soprattutto nella GDO).
    Poi il fatto che i dipendenti di altre aziende non riportino gli stessi problemi (in maniera prevalente come i primi) mi ha fatto chiedere come mai alcuni luoghi di lavoro siano meno toccati da un problema sociale come il narcisismo patologico.
    Da qui cercavo di capire se in fase di recruitment ci fosse una tendenza per alcune aziende nel preferire soggetti narcisisti in ruoli di responsabilità e gestione del personale in modo da anteporre il bene dell’azienda, proprio grazie alla carenza d’empatia. Riversando gli svantaggi (noti a tutti, soprattutto a chi si occupa del personale) solo sui dipendenti, sottoposti a queste figure tossiche.
    Mi pare che questo tipo di selezione sia stata utilizzata da secoli ma non posso credere sia così ben integrata e eticamente ammissibile in un contesto di mercato del lavoro contemporaneo.
    Sarò incapace nella ricerca, sto sbagliando tutto oppure è una zona grigia… ma non sto trovando nulla a riguardo.
    Lei cosa ne pensa?

    • Quando certe aziende mettono ai loro vertici determinate persone con specifiche qualità lo fanno con piena consapevolezza
      molti pensano che in tal modo si possa esercitare un certo tipo di controllo
      certe dinamiche medioevali non si sono mai estinte, purtroppo.
      saluti
      Marilena

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