Come sopravvivere a questa “quarantena precauzionale”

Come identificare una firma autentica senza comparazione
02/03/2020
Il corpo centrale della scrittura e l’Io egosintonico
28/03/2020

Questo periodo di chiusura nelle proprie abitazioni, limitazioni di movimento e altre restrinzioni sono una cautela precauzionale assolutamente necessaria per fermare la diffusione del contagio di un virus letale, il Coronavirus.

Purtroppo, tale virus si diffonde con estrema facilità col respiro e la vicinanza delle persone, quindi l’intento delle autorità è quello di limitare al massimo che la gente si ritrovi in luoghi pubblici e molto frequentati, i più pericolosi per la diffusione.

C’è chi finalmente si è preso il tempo per fare le cose che rimandava da tempo e chi si è dedicato alla lettura di un libro, alla sperimentazione culinaria, alla sistemazione di casa….

Ma dopo qualche giorno anche le cose che si devono fare pesano come un obbligo insopportabile e si diventa insofferenti a qualunque cosa, situazione e persona.

Ma come sopravvivere a questa costrizione casalinga?

Dopo alcuni giorni questa reclusione diventa una situazione che induce un forte accumulo di stress, di tensioni e parecchio nervosismo che non hanno modo di essere sfogate.

Oltretutto la privazione di un qualcosa induce inevitabilmente al desiderio di essa, quindi si crea l’insofferenza alla sopportazione del comportamento dovuto e a vedere l’uscita o la fuga come l’unico modo che potrebbe calmarci un po’, darci delle soddisfazioni e sfogare lo stress accumulato in casa.

Non dimentichiamo inoltre che la maggior parte di noi è abituata a vivere la maggior parte della giornata fuori casa, per motivi soprattutto lavorativi, il cambiare tale abitudine è già di per sé una fonte di stress e di frustrazione.

Lo stare rinchiusi, magari insieme ad altre persone che limitano ulteriormente lo spazio e la libertà di movimento e gestione del tempo, aumenta tale tensione col rischio di aumentare anche le discussioni, le insofferenze e le intolleranze a tutto, compreso quello che prima apprezzavamo con molta gioia al nostro rientro a casa.

 

Cosa fare per evitare lo stress da mancanza di libertà di movimento

 

Ci sono dei piccoli accorgimenti che possono cambiare il modo di vedere e sentire le cose, in tal modo situazioni opprimenti possono diventare meno opprimenti, e condizioni che creano panico, paura, ansia, stress e frustrazioni più sopportabili.

 

Capire la necessità del momento

 

Stiamo vivendo una situazione in cui un’epidemia ha assunto la forma della pandemia

L’Epidemia indica una malattia, solitamente virale, che si trasmette da persona a persona attraverso un sistema di contagio che può avvenire con le vie aeree o con lo scambio di liquidi corporali.

Quanto l’epidemia ha un elevato potere di trasmissione contagiosa e si diffonde rapidamente su vasta scala territoriale abbiamo un Pandemia.

Questo significa che la trasmissione della malattia del Coronavirus ha tutte le caratteristiche per essere pandemica e richiede, per essere arginata e quindi estinta, un sistema che impedisca il contagio e la trasmissione tra le persone.

Non dobbiamo dunque sottovalutare la situazione, non è un semplice raffreddore ed ancora non si è certi di avere la cura adatta per sconfiggerla, anche se molte persone sono riuscite a guarire.

Se si comprende questi concetti e si riesce ad accettare come necessari anche tutte le limitazioni della nostra libertà che il Governo, non solo italiano, ma tutti i Governi mondiali (perché la diffusione ha valenza mondiale) è più facile adeguarsi.

Non si tratta di imposizioni fini a se stesse, sono costrizioni che hanno la finalità di salvare la vita umana ed impedire che la gente muoia a causa di questo virus.

È ovvio che una situazione del genere può ingenerare del panico, è buona cosa essere allarmati ma non bisogna perdere il controllo, seguire le indicazioni che tutti i canali ci trasmettono e fare per un po’ una vita strettamente ritirata.

Dobbiamo capire che lo facciamo per il nostro bene e per quello degli altri.

 

Avere un pensiero positivo ed ottimistico

 

Sono convinta che se seguiamo le regole igieniche imposte tale virus sarà circoscritto e presto anche debellato da una cura efficace.

Un pensiero positivo ci evita di avere stati di ansia superiori al necessario, come detto la situazione non va sottovalutata ma non dobbiamo farci prendere dal panico ed avere paura di ogni cosa fino a privarci anche di quello che possiamo fare senza contagiare nessuno.

Certamente, oltre al dovere del lavoro che ci costringe ad uscire, è meglio evitare di abbandonare le mura di casa, all’interno di esse siamo al sicuro se rispettiamo alcune semplici regole: arieggiare bene i locali, lavarci spesso le mani, mantenere uno stato di pulizia adeguato, cose che faremmo sempre solo con un po’ più di attenzione.

Inoltre, non fate l’errore di considerare la malattia contagiosa e quindi pandemica anche per gli animali, questo virus non viene da loro e nemmeno li contagia, quindi loro non ci possono far ammalare.

Non fate la stupidaggine di abbandonare un animale solo perché lo temete, informatevi e siate gente di cuore, la crudeltà non vi salverà di certo.

Oggi, ad esempio sono uscita, per necessità, da casa, e per le strade ho notato tanti striscioni appesi ai cancelli o alle finestre che inneggiavano all’ottimismo, essi dicevano: “ce la faremo, uniti sconfiggeremo il virus, rimani in casa proteggi te stesso e tutti gli altri, ne usciremo presto”.

Sono tutti messaggi di ottimismo che fanno bene a che li scrive e a chi li legge.

 

Approfittiamo dei disinfettanti che troviamo ovunque

 

Tutti i negozi di alimentari e le farmacie sono munite di diversi strumenti di disinfezione offerti gratuitamente, approfittiamone dunque per purificare le nostre mani eventualmente entrate in contatto con elementi di trasmissione, questo ci renderà più sicuri di non ammalarci.

Le mani sono purtroppo lo strumento principe per la trasmissione di qualunque malattia, con quelle entriamo in contatto con diversi elementi esterni e con quelle poi ci tocchiamo, inevitabilmente, riportando sul nostro corpo virus che possono essere portatori di malattia, ecco perché vanno lavate e disinfettate spesso e soprattutto ogni volta che usciamo o entriamo in contatto con elementi estranei al nostro quotidiano.

 

Il panico non aiuta, la razionalità sì.

 

Non facciamoci prendere dalla paura oltre il necessario, la situazione è grave ma comunque possiamo superarla tranquillamente se tutti ci impegniamo.

Seguiamo i consigli, atteniamoci alle indicazioni che troviamo scritte ovunque con più siamo attenti e consapevoli, osservanti e rispettosi delle indicazioni e con prima questa situazione di emergenza verrà a cessare o comunque a diminuire, e presto ritorneremo alla nostra solita vita di prima.

 

Approfittiamo del ritiro per conoscere noi stessi e le persone che vivono con noi

 

La convivenza forzata porta sempre a situazioni di insofferenza e di crisi, ma se le affrontiamo con uno spirito diverso non si svilupperà nessuna insofferenza verso i nostri coinquilini.

Tanto per cominciare è un’occasione più unica che rara per leggere, informarci, imparare a conoscere noi stessi studiandoci e studiando, impariamo a comunicare con chi condivide lo stesso tetto come non l’abbiamo mai fatto prima per i troppi impegni e per la mancanza di tempo.

Ora il tempo c’è, invece di lamentarvi usatelo in maniera positiva, ne gioverà sicuramente il rapporto coi vostri familiari o conviventi.

Per offrirvi uno spunto che sicuramente vi darà modo di conoscervi in maniera approfondita potrebbe essere quello di approfittare per farvi fare un’analisi della scrittura, essa è il modo più veloce per comprendere tutto di voi, ciò che siete, ciò che siete stati e come vi ponete rispetto al futuro e agli altri.

Se avete una curiosità di questo tipo certamente ora non vi manca il tempo per farvi fare una valutazione della vostra scrittura, sono sicura che rimarrete entusiasti e piacevolmente sorpresi da quello che potrebbe emergere, e che può servirvi nel vostro futuro sia con le persone che nel lavoro.

Altrimenti ci sono altre modalità che vi permettono di conoscervi e conoscere gli altri ed è quello di comunicare con loro, spegnere la tivù ed i cellulari ed imparare a concedere a voi stessi il tempo anziché sprecarlo con cose che nulla hanno a che vedere coi rapporti umani e la loro comprensione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *