Consigli utili per gestire l’ansia del bambino

I Disturbi d’Ansia Generalizzata (DAG) nel bambino
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Nel mio articolo i Disturbi d’ Ansia Generalizzata nel bambino ho spiegato come si evidenzia il disturbo anche nei bambini molto piccoli quali sono i meccanismi che innescano la preoccupazione ansiogena di tipo ossessivo.

Di seguito elenco alcuni suggerimenti per i genitori, a carattere generale, per aiutare il bambino a far fronte al suo disturbo d’ansia generalizzata:

1. Spiegate al bambino che cos’è l’ansia.

Dare un nome a tutto quello che il bambino prova o percepisce lo tranquillizza, perché identificando le sensazioni negative riesce a contraddistinguerle e a farne una categoria diversa da se stesso, escludendo pertanto una sua diretta responsabilità nel suo comportamento, e dando un nome al nemico che deve affrontare gli sembrerà meno cattivo e difficile da combattere.

Assicurare ai figli che l’ansia è un normale meccanismo utilizzato dal nostro corpo per segnalarci un pericolo o che qualcosa non va, una normale reazione come potrebbe essere il calore della fiamma che potrebbe anche scottare, ma ci avverte di non avvicinarci.

Occorre spiegare al piccolo che seppure questa ansia porta preoccupazione e disagio non è una malattia pericolosa e che col tempo tenderà a scomparire o ridimensionarsi di molto, importante è anche far capire al bambino che molte delle sue preoccupazioni sono immotivate e senza ragione pertanto sono il pensiero negativo e fastidioso da allontanare appena lo si sente.

2. Ascoltate e cercate di comprendere i suoi sentimenti.

Provate a immedesimarvi in vostro figlio nel suo grande disagio interiore che diventa ancora più grande quando non è compreso dagli adulti o dai suoi amici coetanei, questo vi permetterà di sentire non solo il suo dolore ed il senso di incapacità nel gestirlo, ma anche il terrore di essere diverso dagli altri, più debole, e l’angoscia che per tale motivo possa essere anche meno amato dai suoi genitori.

Per questo motivo è importante non far sentire il piccolo a disagio o diverso dagli altri, e mai fargli mancare amore e considerazione e soprattutto, per rafforzare la sua stima, evidenziate le sua qualità e capacità in altri compiti e circostanze.

3. Mantenete la calma.

Per crescere dei bambini i genitori devono avere tanta pazienza, figuriamoci quando sono i figli che generano inutili ed immotivate ragioni di ansia e preoccupazione, quindi in questi casi la pazienza dei genitori deve essere doppia ma non deve mai venire meno.

Se vi siete innervositi ed arrabbiati invece di sfogarvi davanti al figlio cercare di farlo da un’altra parte, ad esempio andando a calmarvi in un’altra stanza o parlando con qualcuno in modo da non essere sentito dal bambino, poi quando siete calmi ritornate da lui e pacatamente fate valere le vostre ragioni facendogli capire ciò che vi ha infastidito od irritato.

I bambini hanno una grande capacità di percezione delle emozioni dei genitori e le utilizzano per valutare la pericolosità delle situazioni o le tensioni presenti in famiglia, per un bambino ansioso ogni disagio viene amplificato enormemente, pertanto cercate di agire con calma e vostro figlio imparerà a reagire nello stesso modo.

Sapendo poi che non vi arrabbierete per lui sarà anche più facile cercare un confronto coi genitori, anche per cose che sa già vi faranno irritare.

4. Incoraggia il bambino a non richiedere rassicurazioni.

Un buon modo di combattere l’ansia consiste nel far acquisire al bambino maggior confidenza con l’incertezza e con gli eventi imprevedibili.

In fondo non potete assicurare a vostro figlio che ciò che teme non si verificherà, che i compagni non lo prenderanno in giro per qualcosa o che la verifica andrà bene, possiamo però comunicargli la nostra fiducia sul fatto che saprà affrontare e gestire la situazione con successo, sia perché ne è capace e, nel caso di difficoltà, perché ha i genitori accanto che saranno sempre di aiuto, conforto e sostegno per lui, per tutta la sua vita.

Queste sono frasi per bambini estremamente timorosi molto rassicuranti e per far si che vengano da lui assimilate vanno ripetute spesso, tanto da farle diventare un mantra che lui stesso può ripetere nella sua mente ogni volta che ne sente la necessità.

5. Sviluppare un pensiero realistico.

Aiutate il bambino o l’adolescente a trovare un modo per esaminare il contenuto dei suoi pensieri, le motivazioni e le cause che originano tali pensieri, ed aiutarli a comprendere l’effettiva pericolosità dei suoi timori o delle situazioni che lo spaventano.

Anche questo tipo di rassicurazione va ripetuta spesso perché diventi parte del suo pensare, all’accrescere dell’ansia egli risponderà a se stesso coi pensieri positivi che la scacceranno.

6. Favorire la partecipazione del bambino nelle attività.

Evitare situazioni temute può essere molto efficace per ridurre l’ansia nel breve periodo, ma a lungo termine non risolve la situazione né riduce la paura, tanto vale che sia affrontata poco per volta.

Incoraggiatelo ad affrontare le sue paure, insieme a voi le prime volte e poi anche da solo, ma incitatelo a svolgere tutte quelle attività che per troppi timori a sempre evitato, come lo stare in compagnia degli altri, partecipare a giochi o attività sportive, nel cercare nuove amicizie.

Questo gli permetterà di accrescere il suo senso di competenza e di indipendenza.

7. Premiate gli sforzi.

Premiate i piccoli risultati, gratificandolo per ogni sforzo compiuto per cambiare e migliorarsi.

Utilizzate, ad esempio, le occasioni in cui consegna un compito all’insegnante, chiedendovi solo una volta di controllarlo, per lodarlo e premiarlo.

Ora occupiamoci dei suggerimenti per gli insegnanti, cioè quelle modalità che la scuola deve attuare per aiutare i bambini con difficoltà, non solo coloro che patiscono un disturbo DAG.

È importante la collaborazione genitori e scuola perché deve esserci continuità nella gestione del problema negli ambienti più frequentati dal bambino e pregni di significati.

Ecco di seguito alcuni consigli per chi insegna:

  • Instaurare una buona collaborazione e comunicazione con la famiglia. E’ fondamentale condividere gli obiettivi e le strategie utilizzate nella gestione del bambino con la famiglia. Questo vi permetterà di lavorare in un’unica direzione e verso un unico obiettivo.
  • Accogliere le preoccupazioni. Non svalutare le paure e le ansie dei bambini e degli adolescenti li aiuterà a sentirsi compresi e a non giudicarsi negativamente.
  • Esprimere fiducia. È importante riporre fiducia nelle capacità dei giovani di gestire e affrontare le loro paure. Questo li aiuterà a sviluppare un maggior senso di padronanza e una positiva immagine di sé.
  • Ridurre le richieste. Potrebbe essere necessario ridurre le richieste di compiti ed esercizi poste ai ragazzi, ridimensionando il carico dei compiti a casa, l’assetto delle interrogazioni e le impostazioni delle verifiche. Ad esempio sarebbe utile prediligere domande a risposta multipla, piuttosto che aperta e predisporre interrogazioni programmate, fornendo indicazioni chiare sulla parte di programma da approfondire.
  • Facilitare la partecipazione. La paura di fornire una risposta sbagliata o dire qualcosa d’imbarazzante o semplicemente il sentirsi al centro dell’attenzione, porta i giovani a non partecipare alle attività e alle discussioni di classe. Per aiutarli proviamo a porgli delle domande chiuse, in cui devono scegliere tra due alternative o ancora diamogli la possibilità di parlare di argomenti su cui si sentono sicuri.
  • Incoraggiare l’interazione all’interno della classe. Bambini e ragazzi ansiosi sono facilmente in imbarazzo nelle situazioni sociali e tendono a rimanere in disparte per non attirare l’attenzione degli altri. Cerchiamo di evitare che il disturbo li porti ad allontanarsi dagli amici e li spinga all’isolamento, prevediamo attività da svolgere in piccoli gruppi.
  • Enfatizzare i successi piuttosto che i fallimenti.
  • Evitare critiche o battute sarcastiche relative alle performance.
  • Premiare gli sforzi. Rinforzate ogni sforzo messo in atto dal bambino o dall’adolescente che si avvicina agli obiettivi concordati in precedenza con la famiglia e i professionisti coinvolti nel trattamento.

La terapia cognitivo-comportamentale.

Il trattamento clinico per eccellenza è terapia cognitivo comportamentale perché permette di avere una cognizione del problema, delle sue cause scatenanti e di affrontarle modificando il comportamento che andrà a sostituire con atteggiamenti adeguati e consoni quelli che prima erano problematici e generavano ansia.

Il trattamento è specifico per ogni tipo di disturbo e deve essere personalizzato sulla persona del paziente, perché ogni caso ha la sua particolarità e specialità.

Impossibile quindi generalizzare o fissare a priori una terapia adatta a tutti.

Durante la terapia il supporto e la collaborazione attiva dei genitori sono elementi fondamentali, in grado di influire sui risultati ottenuti.

Il loro grado di coinvolgimento varia ovviamente in base all’età del bambino o dei ragazzi, perché questi ultimi sapranno essere più autonomi ed indipendenti, ma comunque è sempre fondamentale il sostegno della famiglia e di tutti gli adulti o fratelli che vi appartengono.

La terapia con i bambini si avvale di diversi strumenti che una volta appresi e utilizzati con regolarità favoriscono il superamento del disturbo d’ansia generalizzata ed evitano che si ripresenti in futuro.

I più comuni sono:

  • L’individuazione e la modificazione dei pensieri disfunzionali. Ai bambini o ai ragazzi viene insegnato ad individuare i pensieri disfunzionali legati agli eventi temuti. Successivamente gli si insegnerà a valutare le situazioni con maggiore oggettività, in modo da poterle affrontare con pensieri più funzionali e realistici.
  • L’esposizione. Questa tecnica consiste nel provare gradualmente ad affrontare le situazioni temute. L’esposizione alle situazioni temute, permetterà al bambino o all’adolescente, di verificare che queste non comportano un reale pericolo, imparando inoltre che affrontare e gestire l’ansia è possibile.
  • Il rinforzo. Ogni comportamento avuto dal bambino, a casa, a scuola o in terapia e che si avvicina all’obiettivo prefissato, verrà premiato al fine di renderne più probabile la ricomparsa.
  • Il modellamento. Si basa sull’utilizzo dell’adulto come modello funzionale di comportamento nell’affrontare le situazioni temute.
  • Le tecniche di rilassamento e di mindfulness. Secondo le preferenze e le caratteristiche dei singoli bambini o adolescenti, possono essere utilizzate diverse tecniche di rilassamento tra cui il rilassamento muscolare progressivo, la respirazione diaframmatica, il training autogeno e il rilassamento per immagini. La letteratura scientifica supporta inoltre l’efficacia dell’utilizzo della mindfulness nei disturbi d’ansia in età evolutiva.
  • La costruzione della resilienza. Viene insegnato ai bambini e ai ragazzi che pur non potendo controllare gli eventi, è possibile modificare l’impatto che essi hanno su di loro. L’utilizzo delle tecniche apprese durante la terapia gli permetterà di affrontare i momenti di difficoltà, superarli e di trarre degli insegnamenti utili per il futuro.
  • Il parent training. Il coinvolgimento dei genitori nella terapia con i bambini è di fondamentale importanza. Il terapeuta insegnerà loro come rispondere alle richieste e ai comportamenti dei bambini o dei ragazzi, in modo da non rinforzare le loro paure e di conseguenza il disturbo.

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