Cosa significa quando la firma è diversa dal testo

Cosa significa quando la firma è uguale al testo
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Quando la firma è più grande del testo
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Quanto la firma è formata in maniera diversa dal testo non ci sono nello scrivente quello status di coincidenza e di equilibrio tra il suo Io interiore e l’Io sociale, cioè quello pubblico ed esposto ad immagine e presenza verso gli altri, e che questi percepiscono da una conoscenza puramente superficiale.

Non si possono nemmeno affermare quelle precisazioni di concretezza, chiarezza, trasparenza che sono state descritte nell’articolo che spiega il significato della firma conforme ed adeguata al testo.

Siamo pertanto in un campo che ha dei parametri comportamentali e psicologici completamente diversi.

Solitamente colui che firma usando una grafia diversa rispetto al corpo del testo e rispetto alla propria grafia solita ha solitamente una personalità debole, priva di stima per se stesso, non riesce a valorizzarsi e a darsi la dovuta importanza, quindi cerca di accentuare questi aspetti verso l’esterno, con modalità compensativa e difensiva, perché il mostrarsi debole può esporre il soggetto a forme di abuso e sopruso da parte degli altri che notano la sua fragilità.

Attraverso un cambiamento apportato alla propria firma cerca un modo per proporsi agli altri sotto una veste migliore, più forte ed aggressiva di quello che in realtà non è.

Firma diversa dal testo può anche indicare la necessità della persona di mascherare la sua timidezza e la sua sensibilità e fragilità, quindi opta per una maschera protettiva, un modo di esporsi che celi le sue debolezza.

Questo può derivare dal fatto che lo scrivente si comporta in due modi diversi a seconda dell’ambiente che frequenta, in famiglia e in ambienti privati dove c’è confidenza, abitudine e fiducia può mostrarsi più liberamente, mentre negli ambienti lavorativi o di socializzazione con persone sconosciute tende a proteggersi mascherando la sua fragilità.

Questo comporta che il soggetto eseguirà una firma diversa a seconda del luogo in cui si trova e di quanto percepisce come sicuro l’ambiente circostante, diversamente dovrà adottare degli atteggiamenti compensatori e protettivi celando il suo lato più debole, allora in tali contesti la differenza tra firma e testo sarà più netta sino a sembrare, in certi casi, proveniente da due persone completamente diverse.

Se la scrittura è inclinata e la firma è rovesciata oppure se la scrittura è grande e slanciata ma la firma è piccola e impacciata, per esempio, si è di fronte ad una personalità che pubblicamente si esprime in un modo ma interiormente è di carattere diverso, oppure in casa e famiglia ha determinati comportamenti che spariscono in pubblico.

In tali casi occorre indagare se si tratta di un particolare periodo di transizione, nel quale ad esempio si è costretti da esigenze di forza maggiore ad adottare un comportamento non attinente alla propria personalità per motivi estranei ed esterni al soggetto.

Venuto meno il fattore modificante la firma dovrebbe ritornare più rassomigliante al testo, se ciò non avviene vuol dire che il sentimento emotivo e psicologico che ha accompagnato i momenti di transizione o di mutamento non sono cambiati per il soggetto, per il quale sono rimasti strascichi di frustrazione e disagio, mentre apparentemente all’esterno tutto sembra essere tornato come prima.

Nel caso in cui tale dato sia costante nel tempo, siamo di fronte ad un individuo  “mascherato”,  quindi esprimente dei dati di falsità o di doppia personalità.

In tali casi è molto importante avere informazioni riguardanti particolari episodi dolorosi di vita che possono aver indotto la persona a comportarsi in siffatta maniera non lineare.

Se invece non c’è armonia stilistica tra le due, il soggetto con probabilità si presenta in pubblico in modo diverso dalla propria realtà interiore, con e per varie motivazioni, rivelando perciò una scarsa integrazione tra l’intimo ed il sociale.

In modo particolare, prendiamo quattro possibilità relative alla grandezza delle lettere o dimensione del calibro.

Una persona è sicura di sé, si sente tranquilla in pubblico, quando la firma è di poco più grande della scrittura.

Se invece la firma è molto più grande – dalle tre volte in su rispetto al corpo della scrittura – il soggetto per mascherare e compensare una sua insicurezza interiore, si mostrerà più grande, sicuro di sé, importante con gli altri di quello che è in realtà.

Quando la firma è poco più piccola della scrittura, l’autore per timidezza o riservatezza, non si sente a suo agio nelle situazioni pubbliche; se è molto più piccola la firma, lo scrivente vi proietta una difficoltà accentuata di esprimersi serenamente e compiutamente in pubblico e cercherà di attirare l’attenzione altrui in modo forzato e non naturale.

Un paio di casi particolari potrebbero essere la firma sottolineata, che si riscontra con relativa frequenza: rivela un io forte, che si manifesta senza problemi e che ha notevole sicurezza in se stesso. Sottolineare una parola, sia verbalmente che graficamente, è darle valenza e forza ulteriore.

Poi, altro caso frequente, la firma oscura, quasi illeggibile. Rivela la tendenza a celare qualcosa, a non voler condividere cose private o, in caso estremo, a voler nascondere la vera natura ed identità.

Vediamo di valutare le differenze attraverso dei casi concreti.

Di seguito viene riportata la poesia “Ma Bohème” scritta da Arthur Rimbaud all’età di 16 anni. [1]

 

 

La particolarità di questa firma è che a differenza del testo, corpo centrale dello scritto, che procede con una regolarità orizzontale ed aderente al rigo in maniera pressoché costante, tranne le code di volpe nella parte finale delle righe segno di depressione od umore altalenante ma prevalentemente in senso negativo e pessimistico, la firma viene eseguita con un andamento concavo, come se si trattasse di una vasca, un piatto raccoglitore con un affossamento nella parte centrale dove il nome si unisce al cognome.

Questo affossamento nella parte che dovrebbe rappresentare il legale affettivo con la famiglia denota la difficoltà con cui è stata vissuta e che si trascina tutt’ora.

Inoltre quegli allungamenti del nome eseguiti con un tratto malfermo ed insicuro che procede verso il basso denota una certa criticità nei rapporti che hanno frustrato e ferito il giovane poeta, infatti unirsi al cognome comporta una certa sofferenza evidenziata da una macchia di colore che esprime tutto il dolore e disagio che percepisce l’autore nonostante dalla famiglia non riesca a prendere le distanze discostandosi da essa.

Questa grafia di Rimbaud mostra tutta la vivacità, l’emotività e la sfrontatezza di una persona che, pur essendo capace di portare a termine i propri lavori, lo fa con invadenza ed audacia, a volte con prevaricazione.

Ama rompere gli schemi di una educazione rigida e soffocante. La sua spregiudicatezza, non sottoposta al vaglio della ragione o della prudenza, lo porta inevitabilmente verso esperienze a dir poco incredibili, comunque dettate dalla megalomania e dalla spacconeria, da una sicurezza ostentata che serve solo a compensare dei forti sensi di inferiorità.

Di temperamento turbolento, a volte aggressivo e violento, egli è sempre in azione; la sua fervida immaginazione è sempre in fermento e mostra una notevole originalità di ideazione, guidata dall’impressionabilità del momento.

Attraverso l’arte scrittoria egli sfoga tutta la sua impulsività, la sua euforia interiore, la sua esaltante eccitazione, le sue fantasticherie (anche erotiche) ma dal suo profondo più recondito, nel rapporto che egli ha con se stesso, appare esserci una certa confusione: la sua identità non è ancora ben definita, domina un groviglio di sentimenti che contrastano con il suo essere sociale, con il suo desiderio di socialità.

 

Michael Jackson:  le tante firme diverse

 

Di seguito riporto una scrittura fatta dal famoso cantante in cui si nota una firma addirittura ridotta rispetto al testo che quasi sembra scomparire in confronto ad esso. [2]

 

 

Di seguito riporto tre immagini che rappresentano le grafie del medesimo artista fatte in momenti diversi, sicuramente in fasi della vita diverse che comportavano per lui una particolare emotività e modalità di affrontare la vita e gli altri in maniera altrettanto diversa.

 

 

Le tre firme denotano una grande creatività, una fantasia fuori dal comune che porta a delle creazioni di cui lo stesso autore  si gratificava ed attingeva per fare sempre di più e sempre di meglio.

Come tutti il successo ed i risultati positivi tendono ad aumentare in maniera esponenziale la produzione musicale, ma non solo, anche la voglia di eccedere in tutto ciò che piace, come un bambino capriccioso che voglie togliersi tutti gli sfizi e desideri.

Tale atteggiamento era fortemente compensativo della mancanza affettiva patita da infante e da ragazzo, costretto ad esibirsi sul palco come un artista adulto dimenticando la sua parte infantile, che è poi riesplosa durante la sua fase adulta senza mai abbandonarlo sino alla morte.

L’autore aveva anche un senso estetico eccellente, forte e dominante, con tendenze evidenti del narcisismo puro.

Le lettere iniziali maiuscole così abbondanti nell’occupare lo spazio grafico e così diverse dalla scrittura mettono in evidenza una paternità mancata, sia come presenza di amore ed affetto sia come senso di sicurezza che il ruolo di padre deve infondere nei figli e che ha provocato in lui una sfida che egli ha portato avanti nella sua vita professionale con tenacia e volontà, diventando un bambino grande sempre alla ricerca di quella approvazione ed affetto paterno che gli era fortemente mancato.

La seconda firma risale all’anno 2004 e denota una dicotomia tra un carattere introverso, chiuso e fondamentalmente timido e dall’altro lato una voglia di sfondare e di essere presente nella società come attore e non come spettatore.

Sono firme che rivelano un individuo con un Io ipertrofico che ha cercato la compensazione attraverso stravaganze, ma anche attraverso una musicalità unica, ed il rinchiudersi in un guscio dorato dove solo gli eletti potevano accedere, proprio come un bellissimo castello delle favole circondato da un profondo fossato ed altissime mura che impediscono di vedere l’interno.

C’è poi l’aspetto ludico e puerile che connota la sua scrittura: lettere scritte in modo elementare, occhielli gonfi, tratto pastoso che evidenziano una natura aperta e socievole, ghirlande che predispongono la pop star al contatto con l’altro.

Permangono tuttavia anche momenti di chiusura e ritrosia nei confronti dell’esterno con un’esigenza di protezione: finali brevi, presenza di arcate, firma piccola, lettere “i” sospese e piccole.

Potrebbe esserci anche una certa difesa, un indice di riservatezza verso una parte di sé che fatica ad accettare.

La vulnerabilità emotiva potrebbe emergere dal rigo discendente, dalle tegole, dai contrasti poco armonici. Inoltre è presente un generale disordine a livello delle righe, con intrichi, le aste inferiori di un rigo si incrociano con le aste superiori del rigo seguente,  e disuguaglianze evidenti nella dimensione e negli spazi disuguali che vengono lasciati tra le parole. Tutto ciò avvalora la tesi di un’emotività forte ed altalenante in contrasto con la sua immagine pubblica.

[1] Immagine tratta dal sito: http://gestografico.tumblr.com/post/89403008394/breve-grafoanalisi-su-arthur-rimbaud

[2] https://www.thewaymagazine.it/society/la-grafia-musicale-di-michael-jackson/

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