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Una fantasia erotica è una rappresentazione immaginaria di desideri consci o inconsci che hanno carattere sessuale, non necessariamente diretto all’atto sessuale in sé ma comprende ogni pratica che possa stimolare ed eccitare sessualmente.

Anche un’immagine pudica può sprigionare i desideri sessuali, tutto sta nella mente di colui che osserva e dello stato di eccitazione o condizione ben predisposta in cui si trova.

Per questo motivo quando ci si riferisce alla sessualità si intende quel fenomeno molto più ampio e generico del semplice atto sessuale, ma considera altri aspetti importantissimi che non possono mancare che sono desiderio e il piacere relative alla libido.

Il termine “fantasia erotica” deriva dalla tedesca “phantasie”, utilizzata da Sigmund Freud per descrivere l’immaginazione a sfondo erotico e sessuale o comunque riferentesi ad una forma di piacere ad esso congiunto.

Tutti hanno delle fantasie erotiche, a qualsiasi età (addirittura gli studiosi ritengono che anche gli infanti hanno delle forme di pensieri che innescano il piacere sessuale, anche se ovviamente non è paragonabile al pensiero dell’adulto), in modo cosciente o meno, esplicito o meno.

Sfatiamo anche un mito secondo il quale il primato appartiene all’uomo, non è così, le donne ne hanno tante quante gli uomini, l’unica differenza è che questi ultimi sono meno pudici e più spavaldi con gli amici quindi ne parlano più spesso delle donne che ancora troppo spesso hanno dei tabù , del disagio e del senso di vergogna se non addirittura del peccato a parlarne, che non ne facciano questo è un discorso completamente diverso.

Come nascono le fantasie sessuali?

Le fantasie erotiche fanno parte di un fenomeno affascinante, ma che resta nondimeno del tutto naturale, anzi esse sono il sintomo di una condizione di buona salute mentale e di una buona predisposizione a parlarne senza riserve od imbarazzi, è addirittura sintomo di una buona salute psichica.

La maggior parte delle volte, esse provengono da un desiderio inconscio rimosso, per Sigmund Freud, queste si formerebbero prevalentemente durante l’adolescenza, sin dalle prime masturbazioni, o addirittura nell’infanzia (verso i 6 anni).

Le fantasie erotiche permettono all’individuo di isolarsi dai problemi quotidiani e di correggere alcune imperfezioni del mondo reale, al quale l’Io cerca di sfuggire grazie all’immaginazione.

Corrispondono in qualche modo a un compromesso tra il sogno e la realtà, le pulsioni e i divieti, e procurano un’evasione. Le fantasie erotiche non corrispondono nonostante questo a un’insoddisfazione, ma piuttosto a una valvola di sfogo che permette all’individuo di scaricare le pressioni sociali e morali, che possono spesso essere molto forti.

Inoltre, le fantasie erotiche sono afrodisiaci molto potenti.

Gli psichiatri e i sessuologi sono d’accordo nel distinguere due tipi di fantasie: quelle “creative”, che arricchiscono una relazione sessuale e risvegliano il desiderio, e quelle che permettono di abbassare le inibizioni ed esprimere pienamente la propria sessualità.

Alcune “scenette erotiche” possono venirci in mente durante la giornata oppure al momento dell’atto sessuale e si formano a seconda della personalità di ciascuno di noi.

Tra quelle più diffuse, troviamo per le donne quella di fare l’amore in un luogo deserto e selvaggio (spiaggia, foresta…) o in pubblico (parcheggio, ascensore, ufficio…), con due o più uomini insieme.

Vengono poi quelle su un rapporto con un personaggio in particolare (una celebrità, un perfetto sconosciuto, un amico o un collega), alcune fantasie possono anche basarsi su un rapporto sessuale “accessoriato” (corde, bende, cibo, manette).

Per finire, certe fantasie erotiche riguardano alcune situazioni (avere un rapporto omosessuale, con più partner, essere la preferita in un harem o fare uno strip-tease davanti a molti uomini).

Invece, le fantasie erotiche degli uomini sono molto più violente, spesso di ordine sessuale (rapporti anali, sadomasochismo, esibizionismo, scambismo o rapporti con due donne) e spesso sono quelle più realizzate.

Nel senso che l’uomo ha meno pudore a richiedere o mettere in pratica le fantasie che desidera.

Sottomissione durante un rapporto, scene di sadismo, stupro (che precisiamo non avere nulla in comune col fatto di volerlo realmente mettere in pratica, spesso è l’eccitazione di possedere una domma sentendosi un uomo molto dominante e molto macho).

A volte accade che alcune fantasie si allontanino dai desideri coscienti e corrispondano piuttosto a delle situazioni di cui si ha paura.

Alcuni specialisti spiegano questo sfasamento con dei desideri inconsci deformati che rispondo a processi di difesa, in tal caso sarebbe opportuno parlarne con uno specialista in modo da togliere ogni sensazione negativa di disagio su fantasie che dovrebbero soltanto condurre al piacere.

Meglio condividere o no le proprie fantasie?

Se è facile parlare al proprio partner del proprio passato, della propria famiglia, del vissuto anche se traumatico, e delle esperienze anche di tipo negativo, allora vuol dire che abbiamo abbastanza confidenza e fiducia per poter parlare di ogni cosa.

Se esistono già nella coppia dei tabù sicuramente quello che riguarda il sesso, soprattutto anelato e se riguarda altri uomini o donne (perché il partner è eccessivamente geloso e possessivo) allora sarebbe opportuno evitare ed invece cercare di risolvere il problema collegato all’eccesso del sentimento di gelosia, di possesso e di controllo.

Solo dopo aver superato tale fase ed aver acquisito una piena condivisione si può veramente parlare di ogni cosa, anche la più intima e scabrosa.

Ma anche nelle coppie in cui c’è molta confidenza più essere difficile o imbarazzante parlare di tale argomento, per un senso di vergogna e per il timore di essere fraintesi.

Dipende tutto da come vive la coppia la comunicazione, se è aperta e sincera in ogni aspetto oppure se rimangono delle questioni che restano personali e private nonostante la confidenza.

Di sicuro, in una coppia disinibita, le fantasie erotiche possono rappresentare il pepe del rapporto ed il modo di renderlo più stimolante ed accattivante, aumentando anche la complicità della coppia sotto questo aspetto.

Per quanto riguarda il metterle in pratica o meno la psicologia sul punto è piuttosto divisa.

Per alcuni specialisti, le fantasie erotiche devono rimanere immaginarie per stimolare la libido, altrimenti si corre il rischio che perdano il loro potere e deludano.

Per altri, invece, devono essere messe in pratica per curare alcune inibizioni, per far tornare il desiderio e facilitare l’orgasmo.

Ritengo tale decisione un fattore molto personale non solo del soggetto partner ma anche della coppia che deve vivere il rapporto nel modo in cui essi si possano sentire al meglio e sereni, evitando questioni che possano portare turbamento, disagio o situazioni imbarazzanti che poi difficilmente si superano e si dimenticano.

A cosa serve la fantasia sessuale?

Iniziamo a porre subito una chiara distinzione: avere una fantasia sessuale non significa desiderare necessariamente di mettere in atto quella situazione.

Ovvero, tra fantasia e desiderio ed azione pratica c’è molta differenza, e tale differenza o distanza la stabilisce soltanto il soggetto come individuo consapevole di fare le scelte che condivide.

In sé possiamo definire la fantasia sessuale come “un film” erotico eccitante vissuto nella fantasia del soggetto, utile ad alimentare ed attivare il nostro desiderio sessuale e dunque, di conseguenza, la nostra eccitazione sessuale, ovvero a “far partire” la sessualità, esattamente come il motorino di avviamento della nostra auto.

L’immaginario erotico infatti, attraverso le fantasie sessuali, costituisce la nostra capacità di auto-erotizzarci mentalmente.

In parole povere, quando immaginiamo (spesso non volontariamente) una fantasia sessuale – come ad es. il fare l’amore con uno sconosciuto – la nostra mente vive quell’immagine erotica a tutto tondo, “come se” la stessimo vivendo realmente, facendo sì che aumenti rapidamente in noi il desiderio sessuale e la conseguente eccitazione, con tutti i risvolti fisiologici ad essa correlati (es. erezione nell’uomo o lubrificazione nella donna).

Ci sono partner che gradiscono sapere queste fantasie e partner che non riuscirebbero a superare lo shock di averle sentite, pertanto meglio evitare di essere troppo descrittivi.

Ciò che noi immaginiamo non sempre fa parte di ciò che desidereremmo mettere realmente in pratica nella nostra sessualità: è qui che si ritrova la differenza tra ciò che appartiene alla sfera del desiderio e ciò che appartiene alla sfera della fantasia ed è a questo livello che normalmente le persone tendono a fare maggiormente confusione, facilitando l’insorgere di enormi sensi di colpa.

La sfera del desiderio è costituita da ciò che io vorrei agire realmente nella mia vita sessuale. Spesso ciò che desidero, fa parte anche delle mie fantasie, costituendo un pensiero di per sé eccitante e sessualmente attivante.

Così, se ad esempio desidero fare l’amore in auto col mio partner, perché trovo eccitante l’idea di essere in un “luogo pubblico” e poter essere dunque sorpresi, mi ecciterà molto probabilmente sia agire questo desiderio col mio partner (ndr. sfera del desiderio), che immaginare di farlo realmente (ndr. sfera della fantasia).

La sfera della fantasia sessuale o erotica invece, è costituita da immagini mentali che non necessariamente si desidera agire e che spesso sono eccitanti unicamente nella fantasia stessa.

Ad esempio, una delle fantasie sessuali delle donne, è quella di essere “prese sessualmente con la forza e sottomesse”, raramente però essa corrisponde ad un reale desiderio e se agita nella realtà, viene vissuta come fortemente spiacevole e per nulla eccitante.

Perché spesso si sperimenta senso di colpa?

Il senso di colpa è maggiore se il soggetto della fantasia non è costituito dal proprio partner: spesso, soprattutto le donne, temono che l’avere fantasie erotiche nelle quali il soggetto maschile sia uno sconosciuto, un attore o comunque, qualcuno di differente rispetto al partner, significhi che non si è più innamorate del proprio compagno o che non lo si desidera più.

Ma non c’è nulla di più errato di questa credenza: la ricerca ha infatti dimostrato che più tempo dura una relazione, più è facile che le persone, soprattutto le donne, abbiano fantasie divergenti, cioè su partner diversi dal proprio.

Dopo circa due anni di vita di coppia è normale sostituire nelle proprie fantasie il proprio fidanzato col vicino di casa, lo sconosciuto o l’attore di Hollywood, lo stesso vale per gli uomini.

Questo accade per motivi fisiologici, ovvero per far sì che la coppia possa restare unita, sebbene sia stata superata la fase di innamoramento e passione dell’inizio: cambiare partner nelle nostre fantasie non equivale ad un tradimento, perché non costituisce qualcosa che desidereremmo realmente fare.

Ma, esattamente come può farci sperimentare eccitazione il vedere la scena di un film, una fantasia erotica divergente aiuta a mettere pepe nella coppia e a mantenere vivo il desiderio, mantenendo di fatto la relazione stabile.

Ma comunque superare la barriera del tabù di questo tipo non è una cosa da farsi tutto d’un botto, ma è sempre meglio tastare il terreno, valutare le idee del partner ed eventualmente se c’è possibilità piano piano aprire la strada verso le rivelazione delle proprie fantasie, da parte di entrambi in modo che possa esserci una reale ed effettiva condivisione.

2 Comments

  1. Gianfranco ha detto:

    Una domanda: può succedere che un desiderio appartenente alla SFERA DELLA FANTASIA ecciti (provochi un’erezione del pene)?

    • L’eccitazione è una reazione mentale, gli impulsi sessuali sono delle risposte mentali che poi vengono diramate all’organismo intero, non solo agli organi genitali, pertanto la risposta è: assolutamente sì.
      Marilena

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