Crisi di coppia: quando bisogna rivolgersi ad un consulente.

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Crisi di coppia: quando bisogna rivolgersi ad un consulente.

Man and woman waiting on a sofa

I conflitti, i contrasti, le discussioni nella coppia sono nella maggior parte dei casi salutari per la crescita personale del singolo e del rapporto.

Se non ci fossero sarebbe il caso di preoccuparsi.

Le arrabbiature, le polemiche ed i contrasti di vedute sono condizioni naturale della comunicazione e dell’integrazione di due esistenze che devono imparare non solo a convivere ma a crescere insieme, adeguando le rispettive esigenze, aspettative e predisposizioni.

La coppia si evolve, matura, si trasforma in un rapporto stabile e duraturo che può anche portare alla creazione di una famiglia.

La diade trova forza e linfa vitale nella coesistenza e combinazione di elementi diversi e contrastanti ma che possono combinarsi perfettamente diventando coincidenti.

Si dice infatti che la coppia completa il singolo, trasformandolo in un costrutto elaborato e complesso che lo accresce oltre la singolarità.

Affermazione che contiene in sé tutta l’importanza dell’unione delle persone come commistione e non semplice aggregazione.

Durante la fase della crescita e della maturazione la coppia si evolve e sviluppa in base alle esigenze dei due soggetti o della famiglia.

La vita stessa è una continua maturazione e il cambiamento è l’aspetto che conferma la vitalità e la vivacità degli esseri che si combinano come una miscela perfettamente amalgamata.

Non sempre è facile trovare la modalità giusta per portare avanti un percorso di vita che è fatto non  solo di amore ma sopratutto di dedizione

Darsi all’altro, pensare anche per l’altro, decidere in base alle esigenze dell’altro, sono tutti aspetti che riportano all’altruismo della coppia che supera le esigenze egoistiche del singolo.

Non è facile trovare la giusta via per mantenere nella coppia una posizione paritetica degli interessi e delle aspettative.

Sicuramente non ci deve essere la prevaricazione di uno sull’altro.

Se ciò avviene il rapporto non è più paritetico e paritario, ma uno dei due prevale e s’impone sull’altro dando origine ad un rapporto di dominazione di una parte e si sudditanza dell’altra.

Ci sono coppie per cui tale disparità è voluta e ricercata.

Ben venga, quando c’è la piena consapevolezza e la volontarietà nel rapporto gestionale ogni scelta diventa legittima, purché si mantenga sempre il rispetto dell’altro ed il riconoscimento dell’importanza dell’altro.

Vi sono poi dei rapporti in cui invece vi è un’alternanza di fasi e di prevalenze, così le fasi di dominazione e di forza si alternano con fasi di adeguamento e di adattamento.

Tutto è possibile nel meraviglioso e variegato mondo della coppia.

La comunicazione e la compartecipazione, anche non fatta di parole o di gesti dichiarati, è l’essenza vitale di ogni rapporto.

Vi sono per tutti dei momenti di difficoltà, di crisi, periodi di assestamento e di tensione.

Fa parte di un aspetto necessario per gli esseri che devono conoscersi e combinarsi vicendevolmente giorno dopo giorno, a volte anche un litigio od una discussione.

Purché rimanga sempre la comunicazione come elemento di crescita costruttiva a favore di entrambi, tenendo conto delle esigenze delle due persone, anche alternativamente, purché considerate.

La prima cosa importante è dunque parlare all’altro, per farsi conoscere, per esprimere pensieri e sensazioni, per comunicare disagi e difficoltà.

Sempre. Lo scambio costruttivo non deve mai venire meno.

Le difficoltà e le crisi possono essere superato con un contributo costante e paritetico delle parti.

La precarietà del lavoro, il benessere che viene a mancare, le difficoltà economiche sono aspetti che possono incidere pesantemente sulla coppia e sulla famiglia, ma se le basi sono solide qualunque problema può essere affrontato.

La vera crisi negativa è quella che non consente alla coppia un equo scambio sia in termini di comunicazione che di considerazione.

La volontà di risolvere ogni questione deve provenire da entrambi le parti, se uno dei due non ha più interesse alla dualità diventa difficile proseguire nella convivenza e nella condivisione.

Può darsi che vi sia una difficoltà non momentanea, un disinteresse derivante da fattori che vanno al di là dell’affetto e che non sono superabili dai soggetti singolarmente.

Spesso l’aiuto di una persona amica, di un parente, di un ascoltatore estraneo ma coinvolto può essere determinante per la risoluzione della difficoltà.

Parlare con chi è vicino è già un buon modo di affrontare la difficoltà, perché la si sente, la si esprime, parlando si scopre anche il modo di riavvicinarsi all’altro e di risentirlo.

L’esprimere delle incertezze dei dubbi spesso ci da anche il modo e l’opportunità di trovare delle soluzioni.

Mentre esponiamo la nostra mente elabora delle soluzioni, questo significa che anche solo discutendo del disagio la coppia trova spontaneamente il modo di risolverlo.

Se il desiderio è quello di mantenere e tutelare la solidità della coppia questo non verrà mai meno.

Questo desiderio però deve provenire da parte di entrambi, e tutti e due i congiunti o conviventi devono sentire la volontà di andare oltre alle difficoltà, oltre la crisi.

Ecco perché consiglio sempre di parlare, col partner, con chi ci sta vicino, con chiunque ci possa dare un buon consiglio o indicare il modo di risolvere la problematicità.

Meglio sicuramente se il consiglio lo chiediamo ad un esperto, a chi, per esperienza o per professione, ha già trattato situazioni simili e buon fornire un valido supporto.

Il silenzio invece non giova a nessuno.

Non giova alla coppia, alla famiglia e non giova nemmeno al singolo che si trova incastrato tra ciò che vorrebbe e ciò che non riesce a fare.

Tacere è sicuramente l’atteggiamento da evitare.

Tacere non risolve le difficoltà ma le accentua e le aggrava.

Parlare, tirar fuori quello che si ha dentro, esprimere le proprie idee, le proprie opinioni od anche solo i pensieri e le sensazioni, non possono che far bene a tutti, non solo a chi ci sta vicino ma a chi condivide qualunque aspetto della vita con noi e per noi.

Perciò il consiglio che vi posso dare è: esprimete quello che avete dentro, esprimetelo sempre.

Non abbiate timore a chiedere eventualmente l’aiuto di un consulente o di un esperto se non siete in grado di gestire la difficoltà e di superarla.

Spesso un terzo estraneo può avere una visione neutrale e pertanto disinteressata della questione e notare delle circostanze che ai coinvolti sfuggono.

Perciò parlatene, con persone che ritenete adeguate, con esperti relazionali, con consulenti ma parlate delle vostre difficoltà, affrontate le questioni che turbano il vostro quotidiano ed il vostro rapporto, esprimete ciò che vi tormenta.

La coppia e la relazione sono una cosa meravigliosa quando sono costruttive e proficue per la crescita e l’evoluzione di entrambi i partner.

Diversamente possono diventare la tomba di ogni emozione e di ogni pensiero.

Io sono a vostra disposizione.

Per qualunque necessità, bisogno di chiarimento o informazione non esitate a chiedere.

E’ garantita esperienza, ma sopratutto riservatezza e discrezione.

La mail di contatto non verranno in alcun modo rese note.

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