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L’estate è sinonimo di vacanze, divertimento, incontri, occasioni di relazioni, a volte anche di tipo sentimentale.

Il sole, il caldo, le giornate più lunghe ed ariose, la voglia di uscire, di stare in compagnia, di andare in vacanza stimolano il desiderio di aggregazione e di socializzazione.

Si tende dunque ad uscire di casa il più possibile, a stare con gli altri, a viaggiare, organizzare le  vacanze anche per più periodi, infatti si tende a sfruttare maggiormente il periodo del weekend anziché concentrare il tutto in un solo periodo,in modo da diluire i tempi in cui si può staccare dal lavoro e dalla solita ruotine.

L’estate inoltre comporta anche una maggiore predisposizione alle relazioni, ai contatti con il prossimo,una maggiore apertura alle nuove conoscenze ed in generale a tutte le occasioni di stare con gli altri, godere della loro compagnia ed aumentare la rete di relazioni sia amicali che sentimentali.

L’estate non è solo il momento della fioritura della natura, anche l’uomo segue tale evoluzione ed aumenta la sua predisposizione verso i suoi simili.

Ma per far ciò occorre essere caratterialmente predisposti alla socializzazione, essere portati alle relazioni, a godere ed apprezzare la compagnia degli altri, altrimenti anche il semplice stare con degli amici o conoscenti può diventare problematico.

Se si è timidi, impacciati o non abituati più a relazionarsi da soli, a causa della rottura di un lungo rapporto o del troppo tempo passati in una solitudine casalinga, si finisce per perdere l’abitudine della compagnia ed a tutti quegli aspetti positivi che nascono dalla frequentazione altri.

Detto ciò non significa che la solitudine, quando desiderata e voluta, per carattere e per scelta di vita sia un male, anzi, mi riferisco unicamente alle persone che per mille motivi vorrebbero essere più estroverse, più conviviali, più socievoli, ma la mancanza d’abitudine o un cattivo retaggio del passato hanno un po’ racchiuso in un circolo vizioso, dove l’iniziale solitudine poteva essere un modo per ritrovare se stessi ma che poi, procrastinato nel tempo, finisce per diventare una condizione limitante da cui non si ha il coraggio o l’ardore di uscire.

Il mio articolo è quindi rivolto unicamente alle persone che vorrebbero ampliare la loro cerchia di amicizia, imparare a fare amicizia ed a stare bene in mezzo alla gente, se questa necessità è sentita ma frenata da ingiustificati sensi di colpa o da auto condizionamenti che portano le persone a non riuscire a fare ciò che in realtà desiderano ardentemente.

Perché anche fare nuove amicizie presuppone delle doti e predisposizioni che non tutti hanno, per fattori relativi al carattere, come la timidezza, o per condizioni temporanee, come ad esempio ritrovarsi da soli dopo aver trascorso molti anni in coppia.

Infatti se per la maggior parte delle persone l’estate è il momento della condivisione e della socializzazione, l’apertura a nuove esperienze ed incontri, per alcuni può essere la stagione più invalidante perché imperversa la solitudine, il sentirsi a disagio, il sentirsi non adeguati ed in capaci di stare con gli altri, anche se gli altri sono gli amici di sempre.

Per tale motivo la primavera e l’estate sono i periodi di maggior sofferenza per le persone che soffrono di depressione e di cali umorali.

Mentre tutto intorno sembra rifiorire e tutti gli altri rianimarsi di nuova linfa vitale, come se fossero usciti dal letargo, le persone solitarie, caratterialmente più chiuse, patiscono doppiamente tale loro disagio ed il confronto con quello che succede intorno a loro, inevitabile, diventa il motivo di maggior sofferenza interiore.

Il fattore scatenante tale malessere può avere una causa biologica, come l’effetto della maggiore e più duratura luce solare e del caldo, che inevitabilmente incidono sulla nostra mente stimolandola, l’alterazione del ritmo circadiano e del ritmo sonno-veglia e giorno-notte, che diventa più lungo e quindi offre più opportunità e stimoli giornalieri.

Ma nella maggior parte dei casi si tratta di condizionamenti auto inferti dalla nostra mente che male si predispone all’apertura stagionale, rafforzandone la chiusura e le forme di disadattamento.

Timidezza, scarse abilità sociali, diffidenza verso gli altri, sono ulteriori fattori che possono contribuire a peggiorare la solitudine.

La solitudine e l’isolamento, come tutte le condizioni personali , possono essere sconfitte modificando innanzitutto l’atteggiamento mentale e la predisposizione psicologica, di conseguenza anche le azioni muteranno le abitudini.

Per sconfiggere timidezza e l’incapacità di relazionarsi e di stare insieme agli altri senza sentirsi a disagio si può chiedere l’aiuto ad un esperto, in tale materia io propongo un Counseling Emozionale o Relazionale o un più completo WorkCoaching Relazione, entrambi adattate nelle modalità, nei tempi e nei costi alle esigenze del cliente richiedente.

Nei link indicati potete trovare tutte le informazioni, per le questioni da approfondire potete sempre contattarmi via mail: info@marilenacremaschini.it

 

 

Consigli pratici per fare amicizia

 

 

Innanzitutto è buona cosa non forzare ciò che in quel momento siamo in grado di fare e di sopportare, si rischierebbe di vanificare ogni intento, di aumentare l’ansia ed il senso di incapacità, oltre ad ingigantire, oltre i limiti reali, la timidezza e tutti quei pensieri negativi che limitano anziché spronare.

Quindi non sforzatevi di uscire se non ve la sentite, non costringetevi ad una cena fuori casa con gli amici se sotto non vedete l’ora di rientrare a casa.

Stare in mezzo agli altri deve essere un piacere, se non lo è si rischia di apparire antipatici, insofferenti ed ottusi, quando in realtà il vostro disagio non dipende dal mancato apprezzamento della buon compagnia ma da un vostro disagio interiore, una vostra mancata predisposizione alla condivisione, sia essa di carattere momentaneo o duraturo.

Meglio far le cose gradatamente, solo se gradite e per periodi brevi all’inizio, per poi dilungarli ma solo se sono adeguati al vostro sentire ed al vostro stato emotivo.

La cosa più importante è quella di non darvi per spacciati od incapaci a socializzare, l’uomo nasce come essere sociale e quindi la condizione è innata, sta a voi calibrarla in base ai vostri desideri ed umori, costringersi a fare una cosa non si ottiene il risultato di apprezzarla di più, si ottiene semmai l’opposta condizione di percepirla come obbligo, come una cosa dovuta e quindi imposta o fatta solo per compiacere gli altri.

Detto questo le stagioni calde sono i periodi migliori per “imparare” a vivere in collettività.

Il primo consiglio è quello di buttarsi nella mischia senza pensarci troppo, le cose spontanee riescono meglio, inoltre prepararsi prima le frasi o gli argomenti del discorso li fa risultare programmati ed innaturali, meglio essere spontanei sempre, e non temere di non avere risposte o di non sapere un determinato argomento o di non avere una idea precisa in merito alla materia oggetto della discussione.

Non dimenticate che nessuno è onnisciente e che tutti siamo carenti in qualcosa, però tutti possiamo avere un’idea su qualunque argomento, poco importa se risulterà sbagliata o non corrispondente a quella espressa dagli altri, è la vostra opinione e come tale va rispettata, inoltre avere delle idee diverse non solo è indice di intelligenza ma anche di capacità di pensare da soli, fuori dal coro e in modo personale.

Se non vi sentite a vostro agio ad una tavolata evitate le posizioni centrali, eviterete di sentirvi al centro dell’attenzione di tutti, condizione che crea molto disagio ai più timidi.

Seguite il discorso e pensate prima di rispondere se non volete apparire banali, ed esprimete il vostro pensiero solo se sentite di poterlo fare, altrimenti eclissate con una frase ad hoc del tipo: “non avevo ancora considerato questo punto di vista”, oppure: “questa notizia non la conoscevo” sono battute non di arresto della discussione ma mettono il vostro interlocutore nella condizione di fornire maggiori dettagli così avrete tempo e modo per trarne le vostre conclusioni.

Se durante un’uscita notate una persona che vi interessa in particolar modo informatevi, presso amici fidati, se è libera/o, se è solita frequentare determinati ambienti, in modo da avere un’altra occasione di incontro, e magari di sapere se ha delle hobbies particolari o se ha degli interessi in modo da avere degli argomenti di cui discutere insieme.

In caso vi risulti ancora difficile stare in mezzo agli altri, fare nuove amicizie, vincere la vostra timidezza, impostare un dialogo con una persona che vi piace e magari conquistarla allora è il caso di contattare un esperto che vi aiuti in questi passi, il servizio  WorkCoaching Relazione è pensato proprio per risolvere problematiche del genere ed affini.

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