In vacanza senza l’ossessione della dieta
22/06/2018
Dietcoaching: dimagrire con la mente
30/06/2018

Col il termine “Dieting” ci si riferisce alla condizione maniacale ed ossessiva delle persone che stanno perennemente a dieta, attenti ad ogni minima caloria che ingeriscono, spesso accompagnata da una cura maniacale per il corpo attraverso l’uso eccessivo di prodotti cosmetici, per la cura del corpo e dell’assidua frequenza alla palestra, come nel caso della vigoressia.

Ma non una qualsiasi palestra, la palestra che va di moda, frequentata maggiormente soprattutto dal sesso che si cerca, così le donne andranno a caccia di uomini e viceversa.

D’altronde la palestra, la piscina e le vacanze al mare o al lago sono gli unici momenti in cui gli ossessionati dalla loro magrezza possono mettere in mostra i tanti sacrifici per ottenere un corpo perfetto.

Il dieting è anche la condizione di coloro che si mettono a dieta spesso, senza però dei risultati soddisfacenti, sia perché si affidano ad dicerie viste in tivù o sui social da chi si mistifica come sedicente esperto, spesso sono le donne a farlo sapendo di avere più presa sulle donne stesse, persone senza alcuna competenza specifica o preparazione, ma imbonitori dell’ultimo minuto che vendono prodotti dietetici spesso tossici, se non delle misture a base di acqua,illudendo il pubblico dei miracoli.

Infatti, per coloro che si affidano a tali truffaldine presenza non raggiungono alcun risultato sperato se non un grosso aumento di peso o nei casi più gravi delle carenze alimentari che innescano squilibri metabolici e conducono alle malattie alimentari croniche, se non di peggio.

Il segreto del dimagrimento fatto in modo corretto, se riguarda soltanto pochi chili, è condurre una vita sana, fatta di alimentazione naturale e combinata con tutti gli elementi che il nostro organismo necessita ed un po’ si sana attività sportiva, che significa fare più spesso delle passeggiate, magari in buona compagnia, o quando è possibile prendere la bicicletta anziché la macchina.

Se i chili da smaltire sono molti affidatevi a degli esperti nutrizionisti che sapranno suggerirvi una dieta bilanciata ed adeguata al vostro organismo, ed abbandonate i maghi del raggiro che trovate sui social o in tivù, così come spiegato nel mio articolo sull’ ossessione della dieta.

 

Cosa scatena il Dieting

 


Gli studi statistici confermano che più del 70% delle adolescenti è a dieta, molte di loro hanno dei veri e propri disturbi alimentari, come l’anoressia e la bulimia.

Per un approfondimento sull’argomento lascio il link ad un mio articolo che tratta dell’anoressia e dai segni grafologici che la evidenziano nella scrittura delle persone che ne sono affette.

La dieta è nella testa, più che nel corpo di molte persone, infatti, spesso si sente parlare di cibo con uno strano alone quasi ossessivo intorno, con un interesse che sconfina dalla necessità fisiologica di stare bene e in salute, che oltrepassa il confine meramente salutistico, e si avvicina a sfere più delicate e spesso fragili, in cui il legame con la psicologia è marcato, in cui il soggetto cerca ben altro che un alimento al quale appellarsi nel caso qualche chilo di troppo faccia i capricci a scendere.

Eliminare il cibo o mangiare in modo sbagliato fa dimagrire ma non sempre questa è la condizione ottimale per essere in forma, avere energie sia fisiche che mentali ed avere un metabolismo equilibrato.

Una corretta alimentazione porta alla salute, ed un corpo in salute non si ammala e reagisce meglio a qualunque avversità, non solo alle malattie che potrebbe contrarre ma anche alle malattie mentali come lo stress e la depressione.

Quindi mangiar bene ci porta a stare bene.

Ma i disturbi alimentari sono connessi ad un disagio interiore, ad un malessere che fa star male e che può avere anche un’origine psicopatologica.

L’anoressia e la bulimia sono delle conseguenze a dei disagi interiori spesso collegati a maltrattamenti durante l’infanzia, a delle sofferenza mai superate a dei traumi mai assorbiti che lasciano un vuoto dentro che la persona colma col cibo, ricevendone un senso di sazietà che da un senso di benessere però passeggero e momentaneo.

Ecco perché le persone in sovrappeso o bulimiche cercano continuamente quella sensazione che colma il vuoto e sembra calmare il dolore.

Lo stesso avviene nell’anoressia ma in senso inverso, il cibo non è l’amico in cui rifugiarsi ma rappresenta il nemico da combattere fino allo stremo.

Le anoressiche soffrono la fame in modo incredibile ma la combattono, perché trovandosi a combattere contro un nuovo nemico cancellano momentaneamente la vera origine del loro dolore interno, che nella maggioranza dei casi si riconduce ad una carenza affettiva patita nell’infanzia o nell’adolescenza.

Se l’estremo del disturbo alimentare è l’anoressia o la bulimia, il dieting è una via di mezzo, non è ancora una patologia ma può condurre ad essa se non fatta sotto controllo.

Si capisce che è patologico il rapporto col cibo quando diventa il pensiero ossessivo e dominante della giornata, tanto da condizionare la vita della persona stessa, i rapporti sociali e la capacità di instaurare una rete relazionale che non abbia diretto contatto col cibo.

 

I rischi del Dieting

 

Essere perennemente a dieta o pensare continuamente alle diete, a provarne diverse, persino le più assurde e devastanti, comporta nel lungo termine ad andare incontro a dei rischi di malattia non indifferenti, poiché il metabolismo arrivato ad un certo punto va in tilt, non sa più cosa è giusto e cosa invece è sbagliato.

Va in crisi, e spesso non si riesce a far scendere più l’ago della bilancia, oppure va in crisi e non riesce più ad alimentarsi, facendo diventare la persona sempre più magra.

Sia la troppa magrezza che l’obesità sono uno stato malato dell’organismo.

Anche il continua andamento altalenante del peso che un po’ scende e poi si recupera, spesso per più chili, causando il cosiddetto effetto Yo –Yo, sballa l’organismo facendolo ammalare.

Il grosso rischio è quello di incrementare in modo graduale del peso, che poi diventa molto più difficile da smaltire, nonostante diete restrittive a base di verdura e poco altro.

Quando il metabolismo è scompensato si arriva ad ingrassare anche mangiando della verdura scondita.

Si deve pensare al nostro organismo come ad un essere pensante che mira alla salvezza della persona, le diete sbagliate e le privazioni assurde sono avvertite dal nostro corpo come dei periodi di carestia a cui deve trovare una soluzione, e quella possibile è cercare di recuperare più calorie possibili dagli alimenti assunti in modo da crearne delle scorte a cui attingere quando ce ne sarà bisogno, esso lo presume perché l’abitudine crea una traccia di memoria del comportamento nella nostra mente.

Quindi dopo tante diete sbagliate il nostro corpo per proteggersi tende ad accumulare calorie e risorse energetiche, per questo si tende ad ingrassare sempre di più senza farne ritorno.

Dimagrire diventa allora un vero problema che richiede interventi clinici importanti ed invalidanti.

 

La diet industry

 

Il termine “diet industry” è usato per descrivere il ricchissimo mercato per la produzione di prodotti, strumenti, strategie, programmi e qualsiasi altro mezzo impiegato per la perdita di peso indipendentemente dal rapporto costo/beneficio per il consumatore.

L’obiettivo della diet industry è guadagnare sfruttando il bisogno reale o immaginario delle persone che devono perdere peso.

È una vera e propria fabbrica di illusioni che non conosce crisi perché affonda le sue radici nei disagi delle persone e nelle condizioni difficili da aggirare ma che sono costantemente offerte sul mercato.

Lo stile di vita occidentale che induce e costringe alla sedentarietà, sia per impegni lavorativi familiari oppure per la mancanza di tempo libero da dedicare alla cura della propria alimentazione ed a fare dello sport o della semplice attività fisica, e l’industria alimentare che ha modificato la stagionalità e la qualità degli alimenti e propone cibi a basso costo, ipercalorici, di qualità dubbia alcune volte, reperibili ovunque, in qualsiasi momento, che favoriscono l’assunzione di calorie in eccesso.

Ingrassare e poi dimagrire: è l’invisibile schiavitù del cibo che arricchisce le multinazionali, il falso movimento dentro il quale si muovono milioni di persone.

Secondo il Censis, che ha elaborato un’indagine insieme a Coldiretti, sarebbero più di 16 milioni gli italiani a dieta e poco meno della metà di loro (7,7 milioni) dichiara di esserlo in pianta stabile.

Questo numero non riguarda solo gli obesi, che in Italia sono ormai più di cinque milioni con un costo sanitario di circa 8 miliardi di euro, i cui problemi di peso e salute richiedono cure specifiche, ma soprattutto i sovrappeso, quelli che non si piacciono e che, dalla primavera in poi, temono la ‘prova costume’, in guerra costante con pancetta e fianchi.

Insomma quelli che, anche se non sono grassi, vorrebbero dimagrire almeno un po’ e si rivolgono alle diete fai-da-te, ai servizi di tutoraggio online e ai prodotti che promettono un rapido dimagrimento.

Nei confronti di questo esercito di potenziali clienti il mercato delle diete usa diverse strategie commerciali e di comunicazione, le tecniche che utilizza sono così strutturate da aver creato una sorta di assuefazione, un’abitudine al messaggio che non è più percepito come “pubblicitario” ma è diventato ormai per tutti “vero”.

Il ministero della Salute in un recente rapporto sui disturbi dell’alimentazione ha provato ad elencare le tecniche di persuasione della diet industry: garantire una perdita di peso facile, senza sforzi e permanente; utilizzare termini come miracoloso, esclusivo, segreto, unico, recente, scoperta; fare costante riferimento alla cellulite; esibire fotografie relative al prima e al dopo; usare la testimonianza di clienti soddisfatti che sono stati spesso pagati; mostrare studi senza referenze di riviste scientifiche accreditate; indurre a considerare il fallimento della dieta un segno di scarsa volontà e di mancanza di valore morale.

Tutto ciò può pericolosamente innescare il Dieting ossia lo stare a dieta come stile di vita che è un modo di vivere a rischio e elimina del tutto l’intimo significato della parola che deriva dal greco Diata e significa stile di vita ma salutare e no impostato su regimi iperproteici, non bilanciati e uguali per tutti.

È bene invece ritornare al modello della vera piramide alimentare che si rifà alla Dieta Mediterranea scegliendo alimenti freschi piuttosto che trasformati e confezionati, fare attività fisica e scegliere consapevolmente cosa mangiare facendosi aiutare da veri esperti del settore.

I disturbi dell’alimentazione sono in aumento e sono ormai uno dei problemi più comuni di salute tra i giovani dei Paesi occidentali, soprattutto tra le ragazze.

Il 2% delle donne dai 18 ai 24 anni soffre di anoressia, il 4,5% di bulimia e il 6,2% di vari disturbi alimentari.

Crescono anche i casi precoci della malattia con ragazzine sempre più piccole assillate dalla linea, spesso sono figlie di mamme a dieta ma appare anche, sempre più chiaro, un legame tra abbassamento dell’età e l’esposizione a pressioni per essere sempre più magri, soprattutto attraverso internet.

Ciò deve rendere ancora più responsabile tutta la società civile ma ancor di più gli esperti del settore che devono saper intervenire non solo curando ma facendo prevenzione primaria educando al reale benessere alimentare e, quindi, psicofisico.

2 Comments

  1. Ginevra ha detto:

    Buongiorno. Sarebbe possibile conoscere i riferimenti bibliografici? Sarebbero utili per approfondire il tema. Grazie molte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *