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Il coaching e il counseling hanno in comune il fatto di essere dei trattamenti di supporto, aiuto e sostegno alla persona in determinate difficoltà o in situazioni che richiedono particolare concentrazione, la loro finalità pertanto diventa la medesima quando attraverso di essi il soggetto ottiene il risultato sperato e la meta ambita col il supporto di un professionista.

Tale vantaggio non è meramente legato al supporto mediante affiancamento, aiuto sia mentale che fisico, supporto con elementi di costanza ed affidabilità per ottenere dei risultati migliori rispetto a quelli che il soggetto raggiungeva precedentemente, o non raggiungeva affatto, e quindi di massimizzare la resa riducendo i tempi e gli sprechi di energie e di impegni improduttivi.

La differenza sa essenzialmente nelle diverse modalità con cui tale finalità di sostegno è attuata.

Mentre nel coaching l’intervento del consulente è indirizzato alla prestazione pratica, alla resa degli allenamenti eseguiti in una certa maniera, al risultato ottenuto combinando non solo un sostegno ed un supporto da allenatore presente e stimolante, ma incentrando l’attenzione anche sullo stile di vita che può migliorare e raffinare la prestazione rendendola eccezionale.

Spesso infatti il coaching sportivo è la combinazione non soltanto della conoscenza della preparazione atletica di per sé ma anche allo stile di vita, come per esempio quello alimentare e quello di benessere ricercato con tecniche di rilassamento e di aumento della concentrazione, quanto questa è richiesta, tale da massimizzare la prestazione, portandola dal superficiale o mediocre alla massima potenza che il soggetto  i soggetti che appartengono alla squadra possono. Rendere.

Allo stesso modo nel coaching aziendale il fine ultimo non è soltanto quello di aumentare il profitto dell’azione o il rendimento di alcuni elementi, ma di fare del soggetto dipendente o dell’equipe di squadra un sistema di auto implementazione, auto valorizzazione e di perfezionamento e miglioramento delle capacità potenziali che si possono estrarre da un soggetto in un determinato ambito, valorizzando le sue doti, o un potenziamento della squadra come macchina efficiente e produttiva.

Il coaching in pratica interviene nell’aspetto pratico, esecutivo, materiale, di conteggio del risultato e di combinazione degli elementi in modo tale che sia massimizzato il risultato con il minor spreco possibile e di conseguenza un notevole risparmio di tempo, energie e soprattutto di denaro.

Il coach è in pratica un professionista che si dedica al miglioramento delle capacità già insite nel soggetto e nel sviluppare quelle che sono latenti o che non sono mai state valorizzate.

Attraverso il counseling il soggetto cerca un sostegno professionale per risolvere problematiche personali, disagi privati o inter-relazionali i intra-relazionali, nell’ambito della coppia, della famiglia, del gruppo sociale , del gruppo lavorativo o semplicemente per aumentare la propria stima, determinate capacità che possono essere d’aiuto in qualunque situazione, rendendo il soggetto capace di dominare la situazione, avere una buon empowerement, ottimizzare la sua capacità di problem solving e quindi migliorare il proprio stile di vita, per un maggior benessere, sia personale che di tutti coloro che con esso entrano in contatto, aumentare la propria auto-considerazione e valutazione di se stesso, migliorare la condizione del vivere quotidiano con la finalità di raggiungere il welness, cioè una condizione di benessere a 360 gradi e in qualunque campo.

Il counseling è una relazione di aiuto e di auto-aiuto improntato su una comunicativa col cliente costruttiva,  positiva e migliorativa, aumentando e ricercando quegli stimoli che il soggetto può aver sottostimato o del tutto accantonato ma che possono rivelarsi invece il fulcro di una crescita interiore ed esteriore.

Il tutto a beneficio non solo di una crescita personale, ma anche relazionale in tutti gli ambienti in cui esso vive e può esprimersi.

L’efficacia del counseling deriva innanzitutto nell’ascolto del soggetto e nel comprendere quelle che sono le sue potenzialità in modo da darne risalto e renderle operative.

Il Mental Coach, a differenza del counseling, ha un carattere più psicologico, più mentale, più diretto alla ricerca dei limiti che il soggetto anche inconsapevolmente frappone fra sé ed il risultato sperato od ambito ed ovviamente va fatto non solo da professionisti qualificati con una formazione ad hoc (che non sempre è sufficiente per essere un ottimo esperto nel suo campo di azione e d’intervento) ma in forza di quel quid che non tutti hanno e che nessuna formazione è in grado di regalare.

Essere capaci di attivare un soggetto psicologicamente fermo, bloccato, inattivo richiede non solo l’abilità di individuare immediatamente il problema che costituisce il blocco o la remora a lasciarsi andare ed essere più audace, ma soprattutto richiede una dose di empatia e di capacità di rendere il cliente egli stessi capace di essere empatico che è una dote innata e che non si acquisisce, nemmeno con tanta pratica.

Per tale motivo consiglio sempre di non valutare il professionista attraverso i tanti quadretti che racchiudono la prova dei mille corsi formativi seguiti,  e che il professionista espone più per gratificare il proprio ego e compensare delle carenze in termini di sicurezza e certezza delle proprie abilità e l’effeicacia del proprio intervento, e che spesso sono il paravento dei timori celati di non essere all’altezza della prestazione spesso richiesta, ma di rivolgersi ai professionisti che con poche parole sanno arrivare al punto della situazione, che comprendono immediatamente i bisogni e le difficoltà del cliente e che offrono immediatamente una soluzione senza troppo divagare e senza tante lungaggini, che arricchiscono il professionista e sviliscono il cliente.

Per tornare alle differenza pratiche tra Mental Coach e Counselor, esse riguardano anche il tipo di intervento offerto:

  • il Counselor lavora con persone che hanno problemi personali, famigliari e sociali,
  • il Mental Coach invece non si occupa di disagi della persona, ma di motivare il cliente a migliorare capacità che già possiede per conseguire un obiettivo scelto da lui stesso,
  • il Mental Coach predilige esercizi come le tecniche di visualizzazione e l’instaurazione di un dialogo che vede attivo principalmente il cliente per rafforzare la sua consapevolezza e le sue potenzialità,
  • Il Counselor invece esercita un’attività più simile a quella di uno psicologo e di un consigliere, incentrando il suo servizio sul dialogo e sull’orientamento della persona verso attività che non sono finalizzate al raggiungimento di un obiettivo ma a migliorare la situazione personale dell’utente.

Abbiamo visto che le differenze tra Mental Coach e Counselor sono diverse e che allo stesso tempo le due attività siano comunque affini, poiché si rivolgono agli altri e al loro sostegno.
Chi è Coaching e Counselor al tempo stesso può offrire il vantaggio della multi-professionalità e mettere a disposizioni del cliente diverse formazioni, esperienze e capacità per poter meglio intervenire in sostegno del cliente con formazione, studio, capacità ed esperienza multi settoriale, garantendo un servizio più completo, ottimale ed adeguato alle esigenze del cliente ed alle sue richieste.

2 Comments

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      A presto
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      Marilena

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