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La Discalculia è un Disturbo Specifico del calcolo e rientra nel gruppo dei disturbi chiamati DSA – Disturbo specifico dell’Apprendimento.

Solitamente riscontrato nel secondo anno della scuola primaria, esseno il primo anno considerato di adattamento e pertanto con possibili difficoltà di imparare il metodo linguistico e numerico, è però possibile che i segnali di tali disturbi rientrino nella fase anche precedente a quella scolastica

La discalculia si caratterizza da una capacità di eseguire tutte le operazioni di calcolo inferiore a quella attesa, corrispondente al rendimento medio, in base all’età del bambino, alla sua maturità e al corrispondente grado di istruzione.

Le caratteristiche di questo disturbo, se non esistono comorbità con altri deficit o patologie, cioè l’esistenza di diverse problematiche cliniche, sono quella di non essere in grado di eseguire soltanto le operazioni di calcolo e tutti quei compiti connessi all’uso di numeri, per tutte le altre capacità non esistono difficoltà.

Infatti il discalculico puro ha un intelligenza e capacità cognitive nella norma, memoria, percezione, attenzione e concentrazione sono ottimali e adeguate all’età, sa eseguire altri compiti scolastici perfettamente, come leggere, scrivere, fluidamente e in maniera adeguata.

L’unico problema riguardano i numeri, la gestione di essi e le operazioni di calcolo.

Di seguito riporto l’immagine di come scrive una sequenza numerica e un’operazione un bambino che soffre del disturbo del calcolo.

In medicina, i manuali clinici per eccellenza nella classificazione delle patologie DSM –IV e ICD-10) hanno elencati i seguenti sintomi rilevatori di tale deficit:

  • Incapacità di comprendere i concetti di base di particolari operazioni,
  • Mancanza di comprensione dei termini o dei segni matematici,
  • Mancato riconoscimento dei simboli numerici,
  • Difficoltà ad attuare le manipolazioni aritmetiche standard,
  • Difficoltà nel comprendere quali numeri sono pertinenti al problema aritmetico che si sta considerando,
  • Difficoltà ad allineare correttamente i numeri o ad inserire decimali o simboli durante i calcoli,
  • Scorretta organizzazione dei calcoli,
  • Incapacità di apprendere in modo soddisfacente le tabelline della moltiplicazione.

Il disturbo comporta delle difficoltà che riguardano spesso aspetti differenti, non necessariamente tutti presenti contemporaneamente nel bambino discalculico, ma che incidono sulle seguenti operazioni che vanno dalla comprensione dei simboli aritmetici, alla comprensione del valore quantitativo dei numeri, dalla scelta dei dati per la soluzione di un problema, all’allineamento in colonna dei numeri, dalla semplice memorizzazione di combinazioni di numeri come nel caso delle tabelline, all’uso competente delle procedure di calcolo.

Nel gennaio del 2007 sono state elaborate dalla Consensus Conference, cui partecipano i rappresentanti delle principali organizzazioni dei professionisti che si occupano di questi disturbi (psicologi, pediatri, neuropsichiatri infantili, logopedisti), delle Raccomandazioni per la pratica clinica dei disturbi specifici dell’apprendimento semplicemente definiti con l’acronimo DSA.

Per quanto riguarda il deficit della Discalculia la Consensus Conference ha riconosciuto due profili distinti del deficit in questione.

  1. Il primo risulta caratterizzato da debolezza nella ristrutturazione cognitiva delle componenti di cognizione numerica, cioè negli aspetti basali dell’intelligenza numerica, quali: counting, confronto di quantità, subitizing, meccanismi di quantificazione, comparazione, seriazione, strategie di calcolo mentale.
  2. Il secondo fa invece specifico riferimento alle procedure esecutive, come quelle di lettura scrittura e messa in colonna dei numeri, e del calcolo vero e proprio.

Il counting è il conteggio corretto e consequenziale dei numeri, il subitizing è la capacità di distinguere rapidamente e visivamente all’interno di un gruppo di oggetti o elementi grafici quelli che sono in numero ridotto rispetto ad altri.

Il primo tipo viene chiamata cecità ai numeri e consiste in una incapacità dei soggetti di comprendere le numerosità, l’insieme di più numeri o fattori che determina il prodotto (esempio 7 + 3 = 10) e di conseguenza di non essere in grado di manipolarle.

Le difficoltà di questi semplici meccanismi basali non permette la comprensione nemmeno delle operazioni più complicate e di grado superiore.

Il secondo gruppo si riferisce invece alle difficoltà nell’acquisizione delle procedure e degli algoritmi del calcolo, in tali casi i soggetti non patiscono la cecità dei numeri ma hanno grosse difficoltà nei compiti di determinate operazioni matematiche o comunque più complicate della semplice sommatoria.

Il trattamento nella discalculia prevede due tipi di intervento:

  1. Esperienze per un recupero specifico.
  2. Programmi di potenziamento delle abilità di cognizione numerica.

In ambito scolastico il discalculico dovrebbe essere facilitato nello svolgimento dei compiti scolastici attraverso l’uso di tavole pitagoriche, calcolatrici, computer ed altri supporti tecnologici che possono eseguire determinati calcoli, algoritmi ed operazioni algebriche.

Tra i metodi più efficaci per il recupero delle abilità numeriche e di calcolo e il Metodo o Procedura di Arricchimento Strumentale (PAS) e che consiste nell’arricchire il repertorio individuale delle strategie cognitive per arrivare ad un apprendimento e ad un problem solving più efficace al fine di recuperare le funzioni cognitive carenti e sviluppare strategie in casi di individui con prestazioni ritardate o inadeguate.

Tale metodo è applicato anche per la risoluzione di problematiche connesse a dei deficit diversi o nei casi in cui sono presenti più condizioni patologiche.

Esso consta di due parti: una strumentale, cioè composta da strumentazioni e tecnologia di supporto e l’atra più procedimentale per l’acquisizione e la memorizzazione della procedure di calcolo e di gestione visuo-spaziale dei numeri, come per esempio il loro corretto allineamento.

L’obiettivo principale dell’arricchimento strumentale consiste nel rendere lo studente capace di apprendere nuove informazioni e saperle utilizzare, di renderlo più efficiente nell’acquisizione di nuove strategie e più capace di trovare vie ottimali di risoluzione dei problemi, dipendano essei dal deficit di calcolo o da altre deficienze cognitive.

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