Empatia: la capacità di sentire l’altro.

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Empatia: la capacità di sentire l’altro.

L’empatia è la capacità di sentire  e comprendere lo stato d’animo dell’altro.

E’ una particolare dote umana fatta di sensibilità e predisposizione al percepire le emozioni espresse dagli altri, nel farle proprie e nel immedesimarsi con il prossimo quasi a sentirsi nei suoi stessi panni e provare le sensazioni o sentimenti che provano loro, siano esse di tristezza o di felicità.

E’ la capacità di condividere le emozioni degli altri sentendole come nostre.

Non è una dote innata, non si nasce empatici, lo si diventa con la generosità e la disponibilità verso il prossimo.

Perché l’empatia è una capacità che può accrescere quanto più siamo disposti a concederci agli altri.

Nel momento stesso in cui noi percepiamo le emozioni di chi ci sta di fronte non stimoliamo la nostra sensibilità, semplicemente ci apriamo all’ascolto attivo e partecipativo di chi vuol comunicare con noi e di chi ci sta vicino.

Già in un altro articolo ho parlato dell’ascolto attivo verso l’altro e della sua importanza nella relazione con gli atri, di qualunque tipo essa sia, famigliare, relazionale o semplicemente derivante da una necessità di condivisione degli spazi, per motivi culturali, lavorativi o sociali.

L’ascolto attivo crea empatia perché permette alle emozioni di essere sentite, ed una volta percepite e di mutare il nostro stato emotivo nello stesso modo, in pratica di emozionarci.

Ci emoziona un film, un racconto, una fotografia, allo stesso modo ci possono emozionare gli altri con la loro presenza e con il loro comportamento.

Ci emoziona un sorriso, un gesto caritatevole, una parola gentile.

Questo perché sono diventati una rarità.

In questo mondo così veloce e privo di contatti, dove tutto viaggia sul web in un nanosecondo, lo scambio di uno sguardo di un contatto hanno il valore di qualcosa di inatteso, di speciale, di unico.

Allora se vogliamo aumentare la nostra empatia dobbiamo semplicemente aprirci alle emozioni.

Ascoltare con gli occhi, con la pelle, con tutti i nostri sensi.

Perché l’empatia è la capacità di mettere i nostri sensi, tutti i sensi, a disposizione dell’altro, anche solo per pochi minuti, però devono essere minuti di disponibilità totale, completa, incondizionata.

Soltanto in quel momenti si sentono le emozioni che prova in quel momento l’altro, si patiscono i suoi disagi o la sua felicità, la nostra pelle si contrae e sentiamo un brivido lungo il corpo che ci racconta qualcosa di nuovo di non sentito precedentemente.

Se vogliamo comprendere cosa sta comunicando nostro figlio, il nostro partner, il nostro amico o semplicemente la persona che ci sta accanto non dobbiamo limitarci ad ascoltare le sue parole, dobbiamo metterci sulla sua stessa linea d’onda ed entrare in contatto con il suo essere e la sua emotività.

Col tempo si può imparare ad essere più sensibili, più percettivi, allora ci basterà un colpo d’occhio per rielaborare una nota che già abbiamo dentro di noi, che ci appartiene e che fa parte del nostro linguaggio.

Tutto sta nella disponibilità verso l’altro e quanto siamo disposti a dare per ricevere.

Perché non siamo più abituati a dare e non sappiamo più ricevere.

L’ascolto dell’altro è diventato in questo mondo così veloce e disinteressato, privo di tempo, una disponibilità che si è ormai persa, un’abitudine che è scomparsa nel nostro mondo che privilegia la singolarità e l’egocentrismo sulla socialità e sul tempo della condivisione.

Eppure sta dentro di noi, basta soltanto rimodularla sulle frequenze del mondo che ci sta attorno.

L’empatia ci rende più sensibili ma anche più percettivi.

Questa qualità va a vantaggio dei nostri rapporti con gli altri non solo per le relazioni che ci stanno a cuore, nella nostra famiglia e nelle nostre amicizie, ma può tornare vantaggioso anche nel lavoro indipendentemente dal tipo di relazione che instauriamo con il nostro collega o collaboratore.

Infatti il luogo di lavoro è l’ambiente che più frequentiamo dopo la famiglia intesa in senso stretto.

Proviamo solo a pensare quanto tempo spendiamo a contatto con gli altri per motivi professionali.

Siano essi clienti, colleghi, dipendenti o superiori, imparare a comprenderli oltre le parole stesso può ridurre i tempi di intesa, aumentare i nostri rapporti clientelari, ampliare le nostre doti collaborative, in pratica aumentare la nostra potenzialità professionale.

Capire le attitudini e le predisposizioni di un’altra persona può portarci a fare dei colloqui di lavoro, inteso come relazioni professionali, più approfonditi e con più competenti analisi delle persone.

Imparare ad ascoltare può voler dire capire i bisogni del nostro cliente per ampliare le possibilità di vendita, può voler dire dare più affidabilità nel migliorare le collaborazioni, aumentare le nostre potenzialità di mercato.

L’empatia ci diventa utile non soltanto per migliorare i nostri rapporti famigliari e sociali ma anche professionali.

Per far questo dobbiamo semplicemente lasciarci andare ed ascoltare le nostre emozioni.

Dentro la nostra mente abbiamo i codici per interpretare il linguaggio corporeo od emotivo degli altri, abbiamo già i criteri per decodificare l’atteggiamento di chi ci sta accanto, dobbiamo soltanto metterci in contatto, con ciò che esprime e le sensazioni di risposta che riceviamo.

Perché le sensazioni di ritorno, chiamate feedback, sono le percezioni che dobbiamo decodificare in un linguaggio che già ci appartiene.

2 Comments

  1. Ezio Avanzini ha detto:

    Bello,profondo,intenso

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