Eziologia e comorbità del Disturbo Oppositivo Provocatorio

Il Disturbo Oppositivo Provocatorio (DOP)
06/04/2017
Trattamento del disturbo oppositivo provocatorio
07/04/2017

Nel mio articolo sul Disturbo Oppositivo Provocatorio che descrive tale patologia faccio riferimento alla definizione formulata dal DSM IV il quale precisa che: “Il disturbo oppositivo provocatorio è un disturbo del comportamento che si manifesta in bambini di età scolare o prescolare ed è caratterizzato da umore collerico e irritabile e da comportamenti vendicativi e oppositivi,  che si verificano in modo frequente per un periodo di almeno sei mesi.”

I criteri diagnostici specificano che tale sintomatologia deve manifestarsi tutti i giorni per almeno sei mesi per bambini al di sotto dei 5 anni e almeno una vota a settimana nei casi di esordio oltre i 5 anni (APA, 2014).

Il bambino affetto da disturbo oppositivo provocatorio litiga spesso con adulti e coetanei, si rifiuta di rispettare le richieste e le regole, spesso ride se sgridato, irrita deliberatamente gli altri e li accusa dei proprio errori.

Questa modalità di comportamento compromette significativamente i rapporti e l’educazione sia a casa che a scuola, interferendo negativamente nella relazione con insegnanti e genitori, nonché nella relazione con i coetanei. A seconda della gravità questo disturbo può colpire uno solo o tutti gli ambiti indicati (APA, 2014).

Sono state avanzate diverse ipotesi per spiegare l’eziologia del disturbo oppositivo provocatorio; alcune di esse fanno rifermenti a fattori di rischio di tipo temperamentale, come un’elevata reattività emozionale, una scarsa tolleranza alla frustrazione o tratti di iperattività (Bates, Bayles, Bennett, Ridge, & Brown, 1991).

Altre ipotesi attribuiscono invece una rilevanza maggiore ad aspetti di natura ambientale, quali pratiche educative troppo rigide e incoerenti (Bearss& Eyberg & Hoza, 2002), una instabilità familiare o l’esposizione a cambiamenti particolarmente stressanti (Cambpbell, 1998) nonché trascuratezza o abusi.

In particolare, si ritiene che un’educazione troppo rigida possa instaurare un circolo vizioso in cui viene posta maggiore attenzione agli aspetti comportamentali problematici del bambino. In questo modo il bambino stesso fa sua l’immagine del bambino “cattivo” e ciò lo porta, per effetto paradosso, a reiterare maggiormente i comportamenti indesiderati. D’altro canto il mancato rinforzo di azioni positive rischia di farle passare in secondo piano così che il bambino si senta meno incoraggiato a metterle in atto (Farrugia et al, 2008).

Messaggio pubblicitario Inoltre, se all’interno della famiglia sono presenti dinamiche aggressive come violenti litigi o addirittura percosse, è possibile che il bambino assuma il modello appreso dalle figure di riferimento e lo riproponga anche in altri contesti come quello dei pari.

Il disturbo oppositivo provocatorio frequentemente si presenta in comorbità con altre psicopatologie dell’età evolutiva, comorbità genetica significa che nello stesso soggetto possono essere presenti diversi disturbi neuronali che nascono dalle medesime condizioni deficitarie o da una loro connessione, oppure si possono scatenare con tempo e quindi determinare una comorbità successiva connessa alla presenza di determinati fattori emotivi e psichici che portano allo sviluppo di altre problematiche.

E’ stato evidenziato come il disturbo di DOP si manifesti spesso in associazione al Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività ADHD, con cui ha diversi aspetti di assomiglianza negli atteggiamenti e comportamenti  (Loeber & Keenan, 1994).

Rispetto alla prognosi, se sviluppato durante l’infanzia il disturbo oppositivo provocatorio frequentemente porta ad un Disturbo della Condotta, sopratutto se i sintomi predominanti sono quelli relativi alla provocatorietà e la vendicatività.

Tuttavia non tutti i bambini con diagnosi di disturbo oppositivo provocatorio sviluppano successivamente un disturbo della condotta (APA,2014).

Per i soggetti caratterizza da una predominanza dei sintomi legati alla collera e all’irritabilità è maggiormente probabile l’emergere di un disturbo emotivo, una nevrosi o psicosi di vario tipo.

In generale i bambini con disturbo oppositivo provocatorio sono maggiormente esposti al rischio da adulti di sviluppare di problemi nel controllo degli impulsi, abuso di sostanze, ansia, depressione (Hanish, Tolan,& Guerra 1996).

Il rischio di cadere nella depressione, che se non risolta può diventare anche di tipo grave, od altre patologie connesse ai disturbi del comportamento o disturbi dell’ansia, comporta la necessità di un intervento preventivo il più rapido ed efficace possibile.

Per un approfondimento su articoli che trattano il medesimo argomento consiglio i seguenti links:

Disturbo Oppositivo Provocatorio

Trattamento del DOP

DOP e Social Skills

DOP e CPSST

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *