Farmaci di cui si dovrebbe limitare e monitorare il consumo.

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Farmaci di cui si dovrebbe limitare e monitorare il consumo.

Ci sono medicine salvavita, ci sono medicine necessarie per la guarigione e ci sono farmaci che creano una forte dipendenza oltre a non risolvere il problema il cui uso andrebbe limitato ai casi di vera necessità.

Eppure di fatto molti medici li prescrivono senza seguire e capire veramente il malato, senza ascoltarlo attentamente per comprendere l’origine del suo problema e cosa ha scatenato il disagio, l’ansia o l’attacco di panico.

Il modo più veloce è quello di suggerire farmaci che tamponano gli effetti indesiderati, ma non risolvono alcun problema.

Correre ai ripari prendendo un ansiolitico o un antidepressivo non è la soluzione al motivo scatenante spesso trova la fonte nel passato e nel vissuto del paziente, e che quindi per essere compreso occorre perdere del tempo per ascoltare il malato e capire ciò che gli procura dolore od ansia, tutto questo prima di passare alla prescrizione.

Perché la dipendenza soprattutto mentale del farmaco si instaura molto velocemente e l’esigenza di prendere una compressa e qualche goccia diventa quotidiana, vitale, una ricerca ossessiva e drammatica.

E quando la dipendenza da un farmaco è conclamata riuscirne a farne a meno è sempre più difficile.

Non mi riferisco alle malattie che richiedono un trattamento farmacologico per la loro gravità, mi riferisco a tutti i casi in cui con troppa leggerezza i medici, a cominciare dal medico di base, prescrive un ansiolitico, un antidepressivo o un ipnotico con estrema facilità e superficialità.

Così se sei un po’ troppo stressato e non riesci a dormire ti viene prescritta le benzodiazepine, senza informarti che l’uso di tale farmaco non può eccedere oltre a qualche giorno, ma quando questo tempo è scaduto sei talmente abituato a dormire assumendo la sostanza che non né puoi più fare a meno.

La possibilità di poter dormine con la pastiglietta è già entrata nella tua mente come abitudine.

Nessun medico ti informa che la benzodiazepina anche se cessa l’effetto in qualche ora ne rimane traccia nell’organismo, e l’uso prolungato compromette anche altre funzioni biologiche.

Con il farmaco nel sangue inoltre non potresti guidare, perché essendo associato agli stupefacenti sei passibile come se avessi assunto alcol prima di metterti al volante, e quindi è una guida in stato di ebbrezza.

Se ti dovesse succedere un incidente stradale le assicurazioni non rispondono per le tue condizioni psicofisiche  alterate, al pari di un alcolista o consumatore di sostanze stupefacenti.

E orma in ogni sinistro sono controlli di routine, tra le prime analisi ematologiche il pronto soccorso è obbligato alla verifica delle sostanze alteranti presenti nel sangue e nelle orine, e se assumi certi farmaci da tempo, tali sostanze sono presenti nel tuo corpo con un quantitativo di molecola importante ed invalidante.

Per non parlare del fatto che se volete rinnovare la patente dovete allegare il certificato del vostro medico di base che fa l’elenco delle sostanza prescritte, tutte rientranti nella cosiddetta categoria degli stupefacenti e quindi niente rinnovo, normale, si passa dalla Commissione Medica Locale come un comune tossicomane.

Sono tutte circostanze pratiche da non sottovalutare prima di iniziare ad assumere tali farmaci, oltre alla vostra salute.

Complici anche quelle farmacie che rilasciano il farmaco solo perché il paziente è un cliente noto da tempo e ha già mostrato un paio di volte una ricetta, quindi non c’è più bisogno di verificare la validità della prescrizione.

Tali farmaci hanno un mercato spaventoso, un riscontro economico che ditte farmaceutiche in primis e farmacie per ultime conoscono benissimo e che non vogliono smettere di sottovalutare.

Ma quanti medici prima di firmare la ricetta informano il paziente degli effetti collaterali e della dipendenza psichica che può instaurare il farmaco?

Quante farmacie prima di buttare sul banco la scatolina del prodotto richiesto, su cui la percentuale di guadagno è miracolosa, chiedono l’esibizione della prescrizione e verificano che abbia meno di un mese?

Quanti sono i centri mentali che visitano con un timer di pochi minuti pazienti che andrebbero ascoltati con tutto il tempo di cui hanno bisogno per esporre il problema e la condizione che stanno vivendo?

Quanti sono i medici consapevoli che il paziente a casa abuserà della dose e magari la mescolerà pericolosamente con alcool, ma nonostante questo non faranno nessuna segnalazione né costringeranno il paziente ad una forma terapica diversa da quella farmacologica?

Se avete a cuore la persona che vi sta accanto o dall’altra parte del monitor non suggerite né favorite l’uso di farmaci perché state danneggiando la salute di quella persona.

Diffidate dai consigli di conoscenti diretti o sui social che favoriscono tale dipendenza.

E’ un sistema troppo oliato perché tali professionisti e aziende disperdano il loro tempo e la loro disponibilità nel comprendere ciò di cui ha bisogno il paziente e ciò che veramente lo può curare.

Di sicuro non è salutare consultarsi con delle persone incontrate sui social (che pullulano di gruppi di sostegno di tali dipendenze) per sapere il dosaggio o il nome del farmaco più efficace.

La troppa superficialità da qualunque parte ha creato un mondo di persone dipendenti ed intossicate dai farmaci, senza averne alcun beneficio né guarigione.

Informatevi prima di prendere delle medicine aspettandovi degli effetti miracolosi, pretendete dal vostro medico più informazioni sul farmaco sui suoi effetti collaterali e sulla dipendenza che può creare.

Costringete medici e farmacisti ad essere più professionali e a dedicarvi il tempo e la considerazione che meritate e che non sta in una sbrigativa ricetta che si perpetuerà per tutto il resto della vostra vita.

Perché è questo il problema, la dipendenza che si innesca già dalle prime assunzioni e di cui nessuno vi ha parlato e non vi parlerà mai.

Se vi piace navigare sul web ci sono tanti siti che fanno della corretta informazione indipendente, cioè non finanziata né da case farmaceutiche né dalla politica, e in cui potrete trovare interessanti articoli sulla medicina in generale ma anche altra materie connesse.

Ve ne posto soltanto un paio per esempio:

http://www.disinformazione.it

http://medbunker.blogspot.it

Soltanto se siete consapevolmente informati potete fare delle scelte consapevoli e legittime.

E non dimenticate che Facebook deve essere il luogo dove incontrare persone e condividere aspetti ludici del vostro quotidiano, assolutamente non può e non deve essere il luogo dove suggerire farmaci e dosaggi o dove tali pratiche sono foraggiate ed appoggiate anche a costo di aggredire verbalmente e minacciare chiunque dia un buon consiglio, che ha a cuore la salute delle persone non il loro oblio.

Condividete e fate girare questo articolo perché l’informazione vi rende consapevoli di ciò che fate e delle conseguenze possibili e delle reazioni del vostro corpo all’assunzione del farmaco, ed agli scompensi in caso di dipendenza.

Siate consci della possibilità che esistono alternative alla somministrazione ad oltranza di farmaci per problemi connessi ai vostri disagi che non stanno in altri farmaci ma nella comprensione di cosa ha scatenato il disagio e l’ansia o la paura e come lo si può risolvere senza doversi intossicare.

Solo una consapevole informazione vi renderà liberi di fare una scelta, in qualunque direzione vogliate andare.

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