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Famiglie disfunzionali, genitori egoisti, genitori assenti, genitori disturbati, hanno solo una cosa in comune: il dolore dei figli.

Questi adulti o genitori, anche se non dovrebbero essere chiamati né in un modo né in un altro, per il loro puro egoismo, fatto di crudeltà, menefreghismo, disinteresse, attenzione solo per se stessi, che usano i figli come se fossero delle bambole o degli oggetti da tenere su un mobile quando non servono, zitti e buoni, e da sfruttare per ogni cosa, dallo sfogo di rabbia alla voglia di prendersela con qualcuno.

In tutto questo marasma sono solo i figli che vogliono salvarsi che pretendono di voler cambiare le cose, cambiare il rapporto, le modalità di coabitazione o comunicazione, perché è sempre fonte di dolore, di sofferenza, di privazione, di vita mancata in attesa che avvenga il miracolo.

Ma il miracolo da parte dei genitori cattivi e distruttivi non si avvererà mai, dobbiamo essere noi a cambiare il sistema e a darci la possibilità di vivere veramente, come tutti avrebbero diritto, con serenità e benessere, parole che per qualcuno non si sono mai riempite di significato.

Questi figli che sono destinati all’infelicità, schiacciati da genitori troppo egoisti e disinteressati per accorgersi di loro, hanno un solo modo di salvarsi: salvare se stessi tagliando tutto ciò che di negativo e frustrante è intorno a loro.

Un passo ancora più doloroso, perché comporta l’affrontare il mostro, la fonte di tutte le paure ed i sensi di colpa, vi sentite dei piccoli David, ma ricordatevi che fu proprio lui, un umile pastore, un signor nessuno, ad abbattere il gigantesco Golia.

Tutto ciò che ci angoscia rappresenta il mostro da combattere, e se per essere felici dovete fare delle scelte non rimandatele, non fate finta di nulla, non sperate nei cambiamenti miracolosi che nonostante i vostri sforzi non avverranno mai: voi dovete agire per voi stessi e per la vostra serenità.

E se sentite di non farcela da soli, chiedete aiuto, chiedetemi aiuto, io vi posso aiutare, datemi e datevi una possibilità, e non sentitevi soli, sappiate che nella vostra stessa condizione ci sono migliaia di figli, figli che ormai sono diventati grandi e comprendono ogni cosa, che non riescono più a tacere o far finta di nulla.

E figli che sono diventati o stanno per diventare dei genitori e che mai vorrebbero dare alle loro creature lo sfortunato destino che è toccato a loro.

In fondo è della vostra vita che ora vi state occupando e non potete arrendervi o farvi seppellire.

Come ho già detto non siete soli, perché migliaia sono i figli dei genitori disfunzionali.

Tutti adulti depressi, ipercontrollati, con bassa autostima, basso “calore” umano e relazioni conflittuali o comunque problematiche, psicologicamente stressati, ansiosi e incapaci di condividere emozioni e bisogni, anaffettivi.

In una parola: infelici.

Una infelicità strisciante e che accompagna vite intere che nasce e si radica troppo spesso in una infanzia o in una adolescenza segnate da rapporti profondamente sbagliati che i genitori instaurano con il figlio.

Un problema già evidente e in crescita oggi tra giovani donne e giovani uomini e che, se non affrontato correttamente e per tempo, rischia di minare, di certo imbruttire, le esistenze di una fetta importante delle nuove generazioni.

Un problema che emerge nella sua drammaticità nelle ricorrenti situazioni di “esplosione” della famiglia, ovvero nei casi di separazioni e divorzi di genitori conflittuali, ma che può esistere anche tra le coppie invece “implose” e con figli, che a dividersi non pensano neanche lontanamente, ma che nella “casa del mulino bianco” coltivano conflitti e risentimenti eterni.

Pare che sia raro, o quantomeno infrequente, che il genitore riesca a non coinvolgere il figlio nei sentimenti di rabbia, risentimento, delusione, amarezza che una separazione spesso porta con sé.

Ed ecco l’alienazione, l’allontanamento, il bambino che rifiuta di incontrare un genitore dopo la separazione, e rifiutare un genitore in assenza di maltrattamenti è come rifiutare una parte di sé: i figli non perdono interesse per un genitori perché non vive con lui, il distacco non sgretola una relazione così importante.

Anche se manifestato con rabbia o mostrando indifferenza, questo rifiuto è dolorosissimo nel bimbo o adolescente, determina uno sforzo fortissimo, addirittura superiore a un lutto dal punto di vista psicologico.

Ma le separazioni, le divergenze famigliari non sono gli unici motivi che rendono i genitori dei pessimi genitori, essi lo sono per loro natura, malata, psicotica, disfunzionale, ma purtroppo sono i genitori ed i figli sono costretti ad amarli, a cercare il loro affetto, perché dentro di loro sentono che lo meritano e che sia giusto così.

Poi è inevitabile il paragone con altri coetanei, con altri amici e conoscenti, che hanno una famiglia felice, serena, che li ama e li adora anche quando non lo meritano, eppure gli altri sono amati dove voi siete odiati e maltrattati nonostante siate perfetti, bravi in tutto, ubbidienti e sempre pronti a scattare ai loro desideri.

Da piccoli non fate che chiedervi il perché delle cose: perché voi non tornate mai a casa vostra con lo stesso entusiasmo degli altri, perché la vostra famiglia è diversa e le festività non vengono festeggiate con lo stesso entusiasmo, per non dire che sono delle vere torture, così mentre i vostri amici non vedono l’ora che arrivi il giorno della festa, voi non vedete il momento in cui tutto sia passato e finito, anche se nulla finisce quel giorno.

In un mio articolo ho parlato dei genitori narcisisti e del dolore e senso di angoscia e frustrazione che lasciano dietro di loro, sulle spalle dei loro figli, che da una parte vorrebbero scappare ma c’è sempre una catena fatta di affetto, di senso di responsabilità di dispiacere che non è possibile spezzare.

Allora si finisce per rimanere vincolati, legati, condizionati da un cordone ombelicale che non si è mai reciso.

Nessun genitore lo ha fatto al momento giusto, fatelo voi ora, al più presto, perché non è mai troppo tardi per darsi un po’ di felicità, perché anche voi, con una vita diversa, un passato diverso dai vostri compagni, ne avete diritto.

Non rimandate, chiudete aiuto, chiedetemi aiuto, mal che vada avete perso il tempo di due chiacchere che forse vi cambieranno la vita o vi sproneranno a farlo.

35 Comments

  1. Silvia ha detto:

    “da una parte vorrebbero scappare ma c’è sempre una catena fatta di affetto, di senso di responsabilità di dispiacere che non è possibile spezzare”. Quando mi sono rispecchiata in queste parole. Sono l’essenza della mia intera esistenza. Un’esistenza infelice, da sempre. Mi sono sempre sentita inadeguata, in tutte le situazioni. Inferiore a tutti. Mai a posto cin me stessa. Sempre soggetta al giudizio degli altri. Con il timore del giudizio degli altri. I miei genitori hanno condizionato tutta la mia vita e continuano a farlo. Anche ora, che sono sposata, per loro quello che faccio non è mai abbastanza. Lavoro ma potrei fare un lavoro migliore, guadagnare più soldi. Dovrei comprare casa e non vivere in affitto. Mio marito non rispetta i loro canoni: Io dovevo scegliere uno più bello, ricco, laureato…. Cosa ci faccio con questo sfigato? Mi controllano, tutti i giorni. Vogliono sapere dove sono, cosa faccio. E nonostante questo io continuo a sentirmi in colpa, perché sono così stupida da pensare che abbiano ragione. Avrei potuto fare scelte migliori, se li avessi ascoltati forse adesso sarei felice…. A volte c’è talmente tanto caos nella mia testa che non capisco neppure cosa devo fare per andare avanti, per sopravvivere.

    • Cara Silvia, non è facile ma non è imossibile liberarsi da queto tipo di condizionamento.
      Le ho scritto in privato per offrirle il mio aiuto, se lo desidera.
      Apresto
      Marilena

  2. Rocco ha detto:

    Voglio morire!!!
    Purtroppo sono stanco di tutto! E inizio a pensare che tutte le associazioni hanno solo fine di lucro! Perché nel momento in cui si trovano ad ascoltare situazioni dove, sul serio, vi è bisogno di aiuto e che quindi vi è un lavoro da fare… tutte e dico tutte si tirano indietro! Essere figli unici di queste realtà non è semplice. E purtroppo delle volte quando si matura l idea che i propri genitori non hanno un anima è troppo tardi! Scopri di essere un insetto nella tela di due ragni velenosi! Ogni tentativo di dialogo è inutile! Come secondo me anche dopo il suicidio avranno da ridere per discolparsi! Io sono stanco! E dico basta! Seguite e diffondete questi argomenti nelle scuole per salvare vittime di una realtà a mio avviso molto diffusa!

    • Caro Rocco,
      rispondo alla tua prima affermazione: le associazioni dovrebbero fornirti aiuto gratuitamente, altrimenti verrebbero meno al loro scopo, ma come sempre i consulenti che vi lavorano non possono farlo gratuitamente, nessuno lavora gratis, ecco perché anche lì le possibilità di aiutarti sono limitate ma comunque un sostegno ti è dovuto, se non è così dovresti segnalarlo alla sede centrale.
      Per quanto mi riguarda io sono una professionista, quindi il mio sostegno è necessariamente sostenuto da un compenso, altrimenti non potrei lavorare…. anche se non sono onerosa, anzi, ma non posso farlo gratuitamente, ho uno studio ed una vita da mantenere.
      Condivido con te che la realtà dei figli infelici a causa di genitori inadeguati è più diffusa di quel che immaginiamo, perché rimane sommersa, e spesso chi ha bisogno non chiede aiuto o non lo fa nella maniera giusta.
      I genitori non vogliono rendersi conto delle loro colpe perchè sarebbe un’ammissione di responsabilità e gli insegnati non se ne prendono carico perché hanno già troppi problemi e mancanza di strutture adeguate, in classi sempre più affollate e problematiche.
      Una situazione drammatica da cui bisogna uscire non perdendo la speranza e non arrendendosi alle prime delusioni.
      Se vuoi il mio aiuto mi puoi contattare via mail: info@marilenacremaschini.it, cercherò di venirti incontro come mi è possibile.
      Spero di sentirti presto per aiutarti veramente
      Marilena

    • salvatore ha detto:

      Stessa situazione di sofferenza e dolore,mi sento senza via di uscita,anzi x di piu senza forze….sn stanco infatti sto chiedendo aiuto dallo psicologo ma ho paura,paura xche sti psicologi a volte nn comprendono le tue problematiche e fanno fare percorsi anche sbagliati…

      • A volte non è solo negligenza del clinico a causare un percorso che non è esaustivo, spesso occorre cambiare metodo, provare nuovi sistemi fino a quando si riesce ad entrare in contatto perfetto col cliente.
        Siamo tutte persone diverse e fatte in modo speciale, questo rende particolarmente difficile trovare la terapia adatta ad ogni persona proprio perché non esiste una persona uguale all’altra.
        Provi a parlarne col suo terapista ed a esprimergli le sue titubanze, può darsi che comprenda e che si adatti anche lui, se non vorrà comprendere cambi terapista, vuol dire che il suo metodo non fa per lei.
        Non abbia paura a decidere per se stesso, anche oltre i consigli che vengono da uno psicologo.
        Spero di esserle stata d’aiuto
        Marilena

  3. nessuno ha detto:

    Sono stata figlia non riconosciuta sbattuta in brefotrofio, poi il comune l ha convinta “pagandola” è mi ha riconosciuto dopo qualche mese, li la mia croce era iniziata , idolatravo mia madre “avevo solo lei al mondo” i miei fratellastri erano morti tutti in brefotrofio, a 2 anni messa in un collegio di suore ogni tanto mi prendeva per qualche giorno “illudendomi” poi mi riportava indietro “come si fa ai cani nei canili” non mi è stata data la possibilità di studiare non ho neanche la licenzia elementare, (amavo lo studio) Ma eravamo figli di nessuno ..per cui senza diritti, a 13 anni le suore mi hanno sbattuto fuori , mia madre mi portò in una camera ammobiliata non avevamo nulla volevo andare in una scuola di san lorenzo ma lei disse che dovevo lavorare per portare i soldi, iniziai come parrucchiera fino a 20 anni, poi mi mise a fare le pulizie negli uffici dove rimasi altri 11 anni, io lavoravo con lei, mi era preclusa qualsiasi amicizia, (mai avuto una amica) mai andata a una festa a un concerto, non ho mai avuto festeggiato nessun compleanno ,mai avuto una carezza un bacio da mia madre, eppure l’amavo più di me stessa, il mio primo fidanzato l’ho avuto a 23 anni , ho avuto nell’arco della mia vita 2 uomini, non mi sono mai ribellata (forse una inferiorità psicologica ) Non sono sposata ,non ho figli, oggi lei è morta è sono sola come un cane al punto che parlo sempre da sola , anche il mio figlio PELOSO dopo 17 anni è morto (il dolore è orribile) Almeno avevo lui.Sono gravemente malata , è proprio per questo ho incontrato (dopo la morte di mia madre) due delinquenti “mi dovevano aiutare” invece mi stanno rovinando la vita, al punto che da tempo ho messo in atto il mio suicidio ci sto impiegando tanto perchè da vigliacca ho scelto la via più facile , non sopporto la morte violenta non sopporto la vita del sangue , e dato le mie condizioni potevo scegliere solo con i miei farmaci potenti una soluzione..che soluzione non è, in quanto potrei andare solo in coma , nonostante i miei sforzi il cuore ancora regge la preoccupazione dei medici è evidente , più volte mi volevano ricoverare (che puntualmente rifiuto) ma il fato mi è venuto in aiuto, il mio fisico debilitato da solo si sta dissanguando forse il mio stato psicologico data la mia malattia principale ha messo in modo un auto distruzione, certo avere meno di 3 milioni di globuli rossi e 3 di emoglobina mi fa stare sempre peggio, soffro molto ma rimango ancora in vita, e questo mi fa molta rabbia, eppure nonostante tutto amo gli animali li difendo è li nutro ,rispetto la natura, in cuor mio non ho mai fatto del male a nessuno, in cambio ho ricevuto tanto cattiveria. Lei non mi ha mai detto (ti voglio bene) Ma la colpa è mia (non sua) per non aver avuto la forza di salvare il mio percorso. Avrei dovuto amare è rispettare me stessa, invece io mi sono lasciata prendere tutta la linfa da lei al punto che mi ha resa inerme. Nel momento che il cuore cederà andrò via contenta potrò finalmente pensare …(non soffro più e nessuno mi potrà più fare male) Buon ferragosto

    • Mi dispiace per il tuo vissuto difficile, ma sei forte e lo dimostri in tutte le tue parole, sei diventata forte ed ora ti sai difendere, ma non essere troppo dura né con te stessa né con gli altri, in fondo abbiamo bisogno di qualcuno vicino anche solo per parlare e condividere i nostri pensieri, e la durezza fa paura ed allontana le persone, anche quelle che non ti farebbero mai del male.
      Auguro anche a te un buon ferragosto ed una vita meravigliosa e tutto quello che non hai avuto prima.
      Marilena

  4. elisa ha detto:

    salve io ne ho avuti due di genitori narcisi concentrati solo su loro stessi,adorano il suono della loro voce, e sono sempre loro al primo posto, i loro bisogni,ora sono novantenni e ahimè vivono in casa con me, una tortura che si è riproposta difficilissima da gestire perchè loro non hanno avuto un cenno di cambiamento, anzi la malattia e le necessità li hanno peggiorati.mi sento scoppiare affogare ,vorrei urlare e a dire il vero ci sono scontri fortissimi anche ora,,,,,,,,,faccio tutto li seguo li curo li amo,ma loro non ci riescono e guardando indietro ho compreso che non sanno amare, ho due figlie ma sono certissima di non essere come loro, l’unica nota positivia della mia vita

    • Non posso che mettere in evidenza il tuo grande spirito di sacrificio nell’aver dedicato la tua vita a genitori che sicuramente non meritavano quanto hai fatto, con la tua vita dedicata interamente agli altri incondizionatamente e senza mai ricevere soddisfazioni lo dimostrano, sicuramente non sei come loro, tu lo dimostri ogni giorno e le tue figlie sono fortunate ad avere una madre così.
      Unico consiglio: dedica un po’ del tuo tempo e delle tue energie soltanto a te stessa, te lo meriti e te lo devi imporre, perché non sei abituata a metterti al primo posto ma sempre dopo gli altri, ma non finire i tuoi anni col rimorso di non aver fatto qualcosa che ti piaceva o di non aver vissuto come vorresti per la tua incapacità di non riuscire a non essere tanto generosa…. se gli altri non ti ringraziano abbastanza fallo tu, togliendoti anche dei capricci o facendo qualcosa solo per te, almeno una volta ogni tanto.
      Con l’augurio che tu ci riesca.
      Marilena

  5. Giovanni ha detto:

    Beh,io ho gia`scritto a questa amica.Io ho 38 anni Mi mancano 2 esami e mi laureo in Economia.Sono stato minacciato in tutti i modi per questa facolta’scelta da loro.Mia mamma sviluppo`un delirio paranoide e dopo 10 anni di inferno,so che e’Bipolare 1.Mio padre,mi ha tenuto fuori dallo studio Commercialista.Nn ricordo un giorno in cui nn mi abbia dato dell’incapace,ricattandomi con i soldi.Io pero`oggi so che loro hanno un coping fisso:Svalutazione,scarto,Gaslighting,Silenzio e Vittima Sei un contenitore su cui insiste la volonta`di Potenza di Nietzche (Distruzione).L’Amore e’ il Trauma.Queste persone aggrediscono e svalutano(scimmie volanti)attraverso gli altri ,creando stanze interne ed esterne che abitano.Fuori sono NOTI e su di loro insiste la Volonta’di Potenza(Grandiosita’) In Intimita`sei Tu l’oggetto noto (Svalutazione)su cui insiste la Volonta di Potenza o ignoto(Non sei notoriamente grandioso come Lui)su chi insiste la Volonta’di Potenza distruttiva Noi siamo specchi che riflettono la loro immagine falsa,Ma nn possiamo esistere.Io ho condotto la vita di un Altro.Mamma si e’ ammalata e beh…figlio dei matti Abbandonato,solo,ho dovuto far fronte a 12 anni combattendo persino con gli Psichiatri Per avere una diagnosi:13 anni della mia Vita Violenze di ogni tipo nascoste in una immagine pubblica Immacolata.Silenzio,Gaslighting,Inversione della Croce,e boicottaggi costanti sno il pane quotidiano.Devo dire che anche i terapeuti sno degli incapaci perche’nn si rendono conto che tra una vittima reale e una immaginaria c’e’una differenza.La violenza psichica esiste.La vittima di Perls e’la una cosa ma la Vittima di abuso narcisistico non e’ un gioco orale da borderline.Mia mamma ha sposato un Narcisista psicopatologico che ha costruito una immagine perfetta.Attenti ad alcune scuole di Psicoterapia come L’Easelen o la Cognitiva prima maniera o la PnL.Per chi ha subito questo calvario occorre qualcuno che validi cosa sia accaduto non che invalidi cosa sia accaduto.Questo e’ un errore di molti terapeuti e psicoterapeuti che ritraumatizzano persone annientare da questi mostri paranoidi manipolatori ottimistici doppi e sadici

    • Concordo con lei.
      Tutti i terapeuti sono molto legati ad una formazione manualistica ma molto lontani dalla realtà di tutti i giorni delle persone che il più delle volte hanno necessità di suggerimenti ed aiuti pratici non di teorie usate a giustificazione.
      Le auguro di trovare un po’ di pace, se dovesse aver bisogno di un aiuto le posso assicurare che io sono molto lontano dalla metodica clinica così obsoleta e lontana dai bisogni pratici delle persone.
      Marilena

  6. Andrea ha detto:

    Stessa situazione anche io,mi sn riconosciuto sulla descrizione,spiegazione perfetta,questi dolori e legami affettivi che legano ed e’ x questo che nn mi sn mai reso libero di fare la mia strada del tutto…
    Nel mio caso plaggio,manipolazione affettiva ed emotiva,ero il loro gioccattolo solo quando me ne sn accorto dp i 30 anni,loro mi hanno lasciato solo a casa disoccupato e se ne sn andati in un altra casa,la frase e stata: non andiamo piu’ d’accordo abbiamo deciso cosí,frase che da genitori nn si puo’ sentire,una sorta di recita,cioe’ in pratica l’unico figlio buono,perfetto che nn gli ha dato mai problemi e la merda della famiglia,gli altri che sn agressivi e hanno fatto lo schifo sn perfetti,faccio fatica a capire come un genitore se cosi si puo chiamare,plaggia il.figlio x 30 anni usandolo,crescerlo cn la manipoalzione x poi buttarlo nella melma,un fulmine al cel sereno nn riesco a realizzare,sn ancora stt shock,x nn parlare la coesione degli altri figli che x uscirne come figli perfetti,fanno la qualunque x farmi passare cm il difettato della famiglia,quando nella realta’ quelli difettati psicologicamente sn loro,sn cresciuto in una famiglia finta cje manco si amano,dove non fanno altro che alimentare violenza,non fanno altro che alimentare disccussioni,liti,offese e poi sn sempre tutti assieme,una vergogna direi….mi sento fortunato ad essere additato cm il diverso da loro,xche’ o un valore,fatevi forti assieme fallitazzi di merda…vergognatevi,la vita e una ruota quello che fate ritorna,nessuno ne esce salvi e vincenti….sn contento di morire cn le mie stesse mani (tra virgolette) ma nn piu’ essere massacrato da loro,genitori vergonosi,vergogna e melme umame.

    • La tua rabbia ed il tuo odio sono comprensibilissimi e ampiamente giustificati.
      Sono contenta che comunque tu ti stai rifacendo una vita nonostante tutto, non guardarti indietro ma sempre avanti e sempre con maggiore ottimismo, non cancellerai il tuo passato ma esso ti ha reso più forte, usa questa forza per fare nella vita quello che più ti piace e che ti completa, hai ancora una vita davanti a te, il passato lascialo andare, chiudi quella porta ed apri quella verso il tuo futuro.
      In bocca al lupo
      Marilena

  7. Mon ha detto:

    Dopo una settimana che ho conosciuto un ragazzo i miei chiedono non devi raccontarci nulla alle prime rimango basita poi sputo il rospo e ne parlo. Da lì è iniziato il mio inferno dopo che ho raccontato invece di venirmi incontro mi accusano di non averne parlato prima mi minacciano di sbattermi fuori casa e di non volerne più sapere di me.
    Ogni volta che ci vediamo ricominciano come un disco rotto stesse affermazioni e che io sto facendo del male a loro li faccio soffrire ma non si accorgono nemmeno di come stia io non me lo chiedono nemmeno mi rinfacciano tutto quello che hanno fatto per me e basta. Sono arrivata al punto che ho bisogno di staccare di stare per conto mio in una casa in affitto e non farmi più sentire per un po’ fin quando nn decideranno di farsi vivi loro.
    Questo mi fa stare male perché io vivo già per conto mio solo che la casa è loro e mi tengono come fossi prigioniera non posso far salire in casa nemmeno un amica per un caffè figuriamoci un fidanzato per il weekend.

    • I genitori vorrebbero sempre poterci dominare, per il nostro bene dicono, ma non capiscono che spesso questo non coincide con quello che veramente vorremmo noi da loro e dalla vita in genere.
      Rivendicare se stessi e la propria libertà il più delle volte comporta entrare in contrasto con loro e la loro mentalità, ma è un passo dovuto, necessario per crescere e farsi rispettare, devono accettare i figli per come sono e per le scelte che vogliono fare, non imporgli il loro modo di vedere.
      Educare e dare dei valori e cosa ben diversa.
      Cara Mom se vuoi provare a fare un breve percorso di counseling online, via telefono o mail, che ti assicuro essere efficace, potrebbe aiutarti a riprenderti quell’autostima che è stata schiacchiata dandoti la forza di far uscire te stessa e quindi di non aver più paura delle tue scelte anche se non condivise.
      Se vuoi provare a fare questo percorso contattami privatamente: info@marilenacremaschini.it
      Marilena

  8. Lucrezia ha detto:

    La mia è una situazione un po’ complessa, non riesco a rivedere mia madre in un disturbo particolare ha un po’ dii sintomi del disturbo narcisistico e un po’ di quello manipolatore. Sono anni che ci convivo siamo anche andati in terapia famigliare, salvo sospendere quando è emerso il problema che potesse non essere legato solo a me ma anche e sopratutto a loro il motivo percui la mia famiglia aveva tutti quei problemi a quel punto mia madre ha cominciato a farmi pesare il costo di ogni singola seduta ed ad interrogarmi su cosa dicessi durante i colloqui con particolare preoccupazione di cosa dicessi di lei. Ad un certo punto sono occorsi in più problemi di salute a livello famigliare e nella mia famiglia e in quella di colei che ci seguiva e alla fine mia madre ne ha approfittato per far sì che queste sedute si sospendessero definitivamente “questi psicologi sono tutti uguali sono anni e soldi e io non ne ho da spendere”. Ci sono stati innumerevoli problemi nel corso degli anni ma la ragione per cui sono qui e quella che una terza persona esterna è giunta a turbare questo equilibrio dall’esterno scegliendo proprio la mia famiglia come sostituto della sua con cui ha molti problemi simili a quelli che ho io con la mia. Per mia madre lei è divenuta molto più figlia di quanto non lo sia io. Fa con lei cose che con me non fa più da anni e non perde occasioni di paragonarci e di vantare lei davanti ai parenti e anche agli estranei. E sempre disposta a darle supporto emotivo e anche economico mentre nel mio caso mi sono fatti pensare entrambi. Come posso comportarmi in questa situazione in maniera da gestire le cose in maniera che non degenerino? Posso sperare in un suo consiglio? Grazie Comunque (e perdoni tutti gli eventuali errori di battitura e punteggiatura in questo commento)

    • La tua cara Lucrezia è una situazione veramente complicata e dalla tua breve, rispetto ai vari problemi posti, descrizione ho capito ben poco dei giochi di ruolo dei vari protagonisti.
      Che ne dici di fare anche un breve percorso di counseling in modo da comprendere insieme la situazione e come stanno realmente le cose (viste da occhi estanei le cose appaiono sempre in modo diverso) in modo da cercare una soluzione.
      Se sei interessata contattami via mail che ti darò tutte le indicazioni: info@marilenacremaschini.it
      Spero a presto
      Marilena

  9. Erika ha detto:

    È brutto trovarsi in questa situazione e non riuscire ad uscirne o parlarne, mi sento senza speranze
    Ho bisogno di superare tutto questo e non riesco a parlare, le mie emozioni non riescono ad uscire con nessuno perché non mi fido
    Mi fa male, vorrei fidarmi ma ho troppa paura e così ogni volta non mi apro e quando torno a casa la bomba che ho dentro che vuole scoppiare diventa sempre più grande
    Quando vuoi tirare fuori il dolore e non ci riesci ti fa ancora più male
    Non riesco a stare bene e ho spesso dei pensieri brutti
    Sento di star sprecando la mia vita quindi che senso ha continuare a vivere
    Mi hanno tolto tutto
    Il male che ti fanno è indescrivibile
    Ho perso me stessa

    • Può superare questa fase cara Erika e ritrovare sicuramente serenità e tutto quello che sogna, però deve abbandonare quelle sabbie mobili che l’hanno imprigionata e liberarsi dal suo passato, solo così può ritornare a sperare e a credere in qualcosa di bello.
      SE vuole il mio aiuto mi contatti privatamente.
      Marilena

  10. Giorgia ha detto:

    La mia famiglia è stata sempre molto aggressiva e manipolatrice bei miei confronti. Non hanno mai tenuto in conto la mia forte sensibilità. Da bambina per dirmi le cose mi urlavano, mi dicevano più No che Si, senza sapere mai il perché delle cose.
    Mio padre è l’unico che lavora in casa. Non mi ha mai dimostrato il suo affetto in modo sano. Mi picchiava, anche per piccole cose futili.. il giorno dopo si scusava. È sempre stata questa la mia “normalità “. Non una carezza, non un vero rapporto di padre e figlia. Ma un rapporto basato su doveri e obblighi.
    Lui si giustifica che ha il dovere di pagarmi la mia istruzione, quindi ho frequentato l’università.
    Ma sempre con minacce e insulti.
    Sono una ragazza dolce, che ha sempre rispettato i propri genitori.
    Non ho mai usato i soldi come scusa per pagarmi capricci. Ma ho capito i sacrifici e li ho fatti anch’io.
    Nonostante tutto, oggi ho 29 anni, sono in cerca di in occupazione e convivo con il mio ragazzo, nella stessa città dove si trova la mia Università. Sono laureanda alla laurea specialistica. E non mi laureo a quasi 30 anni perché ho perso anni di studio, ma perché dopo la triennale sono andata all’estero a lavorare e a mantenermi, per svolgere due anni di esperienza fuori dall’Italia, cosa che mi è sempre stata criticata, “ stai perdendo solo tempo, sei una persona di merda che invece di andare scriverti subito alla specialistica preferisco fare l’alcolizzata all’estero”, frase detta per aver visto una foto di me ad una festa con amici.
    Di punto in bianco, non vogliono più sostenermi che n attesa di un impiego.
    Perché per loro ho l’età di poter badare a me stessa e loro hanno già fatto il loro dovere.
    Non sono più nessuno.

    Mi vergogno di avere genitori come loro.
    Ho accettato un lavoro come pulizie domestiche per potermi mettere dei soldi da parte e mantenermi in attesa di avere la possibilità di trovare un lavoro al Nord.

    Ho deciso che non voglio averci a che fare.
    Sono persone tossiche e cattive .
    Sto male, sento un vuoto dentro di me.
    Mi sono sempre chiesta, perché a me.
    Perché mi trattano in questo modo?
    Mi stanno gettando per strada senza alcun motivo.
    Ho paura ma sento che posso farcela.

    • Certo che ce la farai, cara Giorgia, sei una combattente, hai sempre lottato per avere l’indispensabile per essere una persona e da sola otterrai anche di più.
      A volte per vivere bisogna staccarsi da chi ci avvelena e ci rovina la vita, meglio costruirla da sola, è più gratificante e sopratutto nessuno potrà comprometterla, e sono anche sicura che saprai andare oltre ogni tua aspettativa.
      In bocca al lupo dolce Giorgia.
      Marilena

  11. Valentina ha detto:

    Ciao , mi spiace leggere di tante storie così..
    io ormai ho 37 anni, e posso dire che il periodo più nero l ho lasciato scappando via di casa a 20 anni.
    Purtoppo ho peregrinato così tanto in questi 17 anni per trovare solo altra sofferenza nei rapporti sentimentali, alcuni me li sono anche andata a cercare. Cercavo l amore che non avevo avuto, cercavo la serenità e le cose che non avevamo fatto in famiglia e le.ho fatte da sola alla fine molte come viaggi, perché loro erano impegnati solo per la loro attività, e o assenti, e la qualità era scarsa di affetto e serenità pure quando erano presenti, o la parte materna aggressiva.molte volte.
    c era tanto nervosismo in casa, a dire il.vero tutta la mia famiglia ha avuto liti spesso.per soldi e gelosie varie. Ho avuto un caro riferimento però, la nonna materna, il suo abbraccio lo sogno ancora, è mancata due anni fa ahime. Peccato ora che avevo deciso ,purtoppo troppo tardi ,du rientrare dove ero nata e avendo cercato ovunque la felicità alla fine lei non ce più qua. Dovevo starle accanto e invece pensavo la mia vita dovesse essere altrove tra la natura delle montagne. Ora mi sento egoista.Ora, dopo due anni che ho deciso tra altro anche di non amare più un amore terreno, e rivolgere l amore solo verso allievi a cui insegnavo,prima pensavo csoi, ora dico lo volgo solo a Dio.
    da 3 mesi che mi sono convertita in maniera profonda alla fede cristiana, ho sentito come se nulla di terreno, cose o persone o luoghi, belli che siano, e posso dire che almeno Dio me ne abbia di luoghi di natura fatti vedere, seppure da sola, ora sento che avrei fatto meglio rivolgere l amorw prima verso Lui. Nel mio caso almeno, mi sarei tenuta furoi da uomini sbagliati. Parlo per me. Mi auguro per altri sia andata meglio.
    I miei a quasi 60 anni, giovanili, hanno dato la loro vita per la loro attività, il loro nome e alla fine oggetti oggetti oggetti.e la bellezza esteriore. Io invece ,negli ultimi 10 anni piano piano ho iniziato a “spoglairmi”di cose,vestiti etc. Come lo zaino di un alpinista, l essenziale tenere. E ora pure queste poche cose ,una vita semplice come aveva nonna, mi pare troppo. Vorrei provare entrare a fare una esperienza in un convento. Visto che passo molto tempo a pregare leggere ,già di mio sono solitaria e introspettiva,ipersensibile come poi lo saranno stati tutti gli ex bambini con genitori cosi. Ma appena ho detto questa cosa in casa ,apriti cielo. Ovvio euna scelta importante. Ed io non so che fare.perche cmq anche se ancora oggi pur non litigando più, ma cmq siamo con stili di vita e pensieri diversi. Mi sentirei in colpa a lasciarli. Che devo fare secodno voi? Volevo provare a vedere magari con la vecchiaia sibmigliora tutti, pensavo di educarsi a vicenda ma siamo.cosi all opposto. Come si fa. Mi sono imbattuta in questi blog e non parlando con nessuno boh ho scritto,giusto per avere Un consiglio per riflettere

    • Lasci perdere cara Valentina le opinioni di coloro che non capiscono e non vogliono capire la sua scelta, la segua invece e vada incontro alla sua felicità.
      Noi siamo gli artefici della nostra vita e se lei ha trovato la sua strada dopo tante peregrinazioni sono sicura che troverà anche tanta pace e la felicità pura, una cosa che solo la fede vissuta in modo pieno può garantire.
      Le auguro di portare a termine il suo desiderio il più presto possibile, come dice lei: delle sue scelte deve rendere conto soltanto al suo Dio e a nessun altro.
      TAnti auguri di un futuro sicuramente appagante e felice
      Marilena

  12. Anonimo ha detto:

    Ho 27 anni sono figlia di genitori divorziati da 2 anni e in conflitto da 10 loro sono egoisti frustati e pazzi! Hanno distrutto la mia vita e quella di mia sorella.
    A 18 anni sono andata via di casa xke non ne potevo più di litigare con mia mamma, una persona pesante molto pesante.. sono ritornata dopo un anno e mi sono sposata dopo 3. Litigavano gia spesso tra di loro e un anno dopo quando mi sono sposata loro hanno divorziato. Lui è sparito, infondo neanche ci ha mai conosciuto, lei fa guerra finora!
    Lei così prsante è riuscita a far scappare mia sorella, paragonandola sempre a quello che purtroppo è nostro padre, denigrandola disprezzandola fin quando mia sorella ha deciso di andar via e nn guardarla più in faccia. Io ho cercato di aiutarla a farle capire che la vita dopo un divorzio continua ma non ne vuole proprio sapere ha sempre questa sete di vendetta.. ( x un presunto tradimento mai uscito a galla) quando le dico di lasciar perdere andare da un psicologo inizia a dar di matto e proprio oggi mi ha detto che nn ci devo più andare. Ha chiuso i rapporti con tutti zie sorelle parenti tutti.. sa di star male ma non vuole essere aiutata.. io non so più che fare sono stanca sono sempre arrabbiata delusa e angosciata e penso non sia giusto che mio marito debba subire ogni santo giorno i miei stati d animo pessimi. Purtroppo non riesco a chiudere il rapporto con lei ma non riesco più a sopportarla.

    • Non può tirarsi la zappa sui piedi pensando di non farsi male.
      Il rapporto con sua madre è per lei distruttivo e non cambierà mai, anzi con l’avanzare dell’età, con la puara di morire o di una eventuale malattia tali genitori diventano più ossessivi, peggiorando una situazione che già ora è insostenibile.
      Quando succede questo, è brutto da dire ma è la verità ed io non amo illudere inutilmente le persone, l’unico rimedio è quello di recidere i rapporti.
      Più il rapporto è dannoso e non muta nel tempo, più questo allontanamento e chiusura dei contatti, anche con diverse modalità, deve diventare una scelta da fare, definitiva e senza rimorsi, che sono quelli su cui si aggrappano genitori simili per far sentire il figlio o la figlia sempre in colpa per qualcosa.
      Ma lei ha diritto alla sua vita ed ad un tipo di vita che sia di qualità: serena, senza troppi problemi e sopratutto circondata da persone che le vogliono bene e la trattano bene, se sua madre non rientra tra queste persone vuol dire che il distacco è doveroso e non più rimandabile.
      Se già le sembra difficile adesso figuriamoci quando la malattia la costringerà ad essere presente, sempre che non lo possa evitare.
      Si liberi da sensi di colpa che non esistono e le anno solo inculcato nella testa a forza di ripeterglielo, si liberi da tutto e si riprensa la sua vita ed il suo spazio.
      Anche lei merita di vivere serenamente, se qualcosa o qualcuno glielo impedisce è una persona che va allontanata.
      Spero di averla aiutata, ma se ha bisogno di un aiuto più concreto può contattarmi via mial: info@marilenacremaschini.it
      Marilena

  13. Stellanascente ha detto:

    Buonasera, le scrivo durante l’ennesimo momento di sconforto.
    Ho da sempre avuto un rapporto piuttosto conflittuale con mia madre, che mi ha tirato su da sola senza mai farmi mancare nulla ma che non ha fatto altro che rinfacciarmelo per tutta la vita, ricordandomi quanto fossi uguale o peggiore di mio padre. Loro si sono separati poco dopo la mia nascita e la separazione, preciso, l’ha chiesta lei; io non ho mai cercato la figura paterna né ne parlavo mai in casa, non chiedendo nulla e facendomi bastare quella che avevo (mia madre). Non ultimo io e lui siamo molto diversi, fisicamente e caratterialmente. Quindi un paragone totalmente senza senso.
    Lavoro in una regione diversa e distante dalla mia ormai da anni ma ho sempre e comunque continuato a non farle mancare il mio supporto di figlia. Ha superato una malattia seria, durante la quale l’ho assistita in tutto e per tutto mettendomi in aspettativa dal lavoro, ma a tutt’oggi non è più molto autonoma e quindi cerco, ancora una volta, di assisterla come posso. Ora infatti mi trovo qui da lei per aiutarla nelle faccende domestiche e nelle altre incombenze, visto che non c’è nessun altro che possa farlo. Purtroppo non ci possiamo permettere un aiuto fisso.
    Nei momenti buoni, che possono durare anche giorni interi, è abbastanza tranquilla. Se però si verificano delle discussioni lei non reagisce in maniera normale. Se non ti mostri d’accordo o non accondiscendi a qualche sua richiesta non si limita ad insistere come probabilmente farebbe un’altra al posto suo, ti aggredisce verbalmente dicendo cose come “sei un’ignorante” “sei la persona più ignorante che abbia mai conosciuto” “mi fai schifo”, “sei una merda/stronza/etc”, “non ti vuole nessuno”, e tanto altro. Da piccola ricordo che mi ripeteva spesso che ero un’inetta, che non sapevo fare niente e che non avrei mai combinato niente. Magari perché sbagliavo nel fare qualcosa. Oppure che le mie amiche si approfittavano di me, che mi prendevano in giro o che mi volevano fregare. Tutto questo mi suscitava una sensazione di angoscia che non so descrivere, ma che mi lasciava addosso un malessere che durava per parecchio tempo e che da ragazzina mi ha reso molto insicura di fronte agli altri, spesso incapace di difendermi o semplicemente di rispondere a tono. Per fortuna una volta uscita di casa sono riuscita ad acquisire quella dose di autostima e di sicurezza che, almeno sul lavoro e nei rapporti interpersonali, mi permettono di muovermi con maggior disinvoltura di quanto non fossi capace tempo fa, anche se sento che mi manca sempre qualcosa. Quando torno a casa però tutto vacilla. Inoltre com’era prevedibile con l’età è ovviamente peggiorata e anche io non ce la faccio più a reggere tanta negatività nei miei confronti.
    So di non poterla cambiare e so che è inutile rimuginare sul passato, spesso mi rimprovero di non essere stata più decisa e determinata ma è andata così; vorrei soltanto sapere se esiste un metodo che non mi faccia più assorbire tutte le cattiverie senza senso che mi dice e che spesso mi causano talmente tanta sofferenza, anche adesso che sono adulta, da impedirmi di concentrarmi nelle mie attività quotidiane.
    La ringrazio di vero cuore.

  14. Vitti ha detto:

    Mio padre ha avuto un padre cattivo nei confrinti della mamma e dei fratelli lui era diciamo il piccolo il meglio trattato e quello dispettoso che di aporofittava.. Cio nonostante ha sempre fatto casini in casa con noi figli e mamma.. Cose che mi porto tutt oggi che ho 20 anni problemi di ansia stress.. Lui continua a vedere tutto nero noi figli cresciamo e ci dimentichiamo di lui tanti non ce ne fregherà nulla di loro inculca ora a mia madre… Mia madre da un po gli sta dietro xk evita di fare a lite con lui da quando lo sostiene ci sono meno liti tra loro ma sono contro noi.. Tutti hanno problemi in famiglia ma credo loro x egoismo facciano lavaggi spicologicci dove non hanno ragione e vogkiono faryi senture in colpa uno schifo! X ko più viviamo in una casa piccolissima dove si sta in stretti contatto bon abbiamo i nistri soazi lui se ne frega pensa dolo alle proprie priorità parlarci non serve a nulla! Tante volte tante privazioni ogni giorno cose così semplici come andare in bagno mi vengono evitate x i loro capricci continui.. Io ho cercato di capire anche il loro disagio di vivere qui.. Ma se ne sono approfittati cosi tanto.. Io vedo lo schifo di carattere che ha xk so che parte da mio padre e mi chiudo sempre più mi raffreddo e sto male.. Xk devo avere un padre a cuoi non frega nulla.. Hovavuto diverse occasioni x dimostrarlo è disoettoso x lo più sr sta che stai male non vede ciò che ha fatto lui x farti stare male ma ti accusa sei fredda sa solo accusare essere dispettoso e oensare solo a se essendi menefreghista… Ho avuto le placche stavo facendo siringhe x guarirle lui se ne frega basta che sta lui con mamma la siringa l’ho ritardata a 6 ore dopo la sono andata a chiamare x disperazione a mamma di farmela e il giorno prima stavo von la febbre a 39.. Non ho parole in tutto ciò sfotteva quandi mamma non cera.. Non do più cge fare aiutatemi
    Nonostante tutto sento ancora bene nei loro confronti ma mi fanmo sentire specialmente mio padre una buona a nulla.. Qusndo gli ho sempre aiutsti anche x farli fare qualche wwek end xk gli serviva o con i bambini ho passato l’infanzia tenendomeli quando divevano fare dei servizi tante vokte uscivo con loro e i miei amici mi insultavano ma tutti cio a quale scopo in fine???

  15. marina amore ha detto:

    Salve, ho 16 anni e sto passando un periodo piuttosto complicato per la mia salute mentale. Ho sempre avuto uno stranissimo rapporto con i miei genitori, da piccola adoravo mio padre e detestavo mia madre perché era spesso vittima di esaurienti nervosi, rabbia e probabilmente una tristezza profonda. Pensavo lei fosse semplicemente pazza da sé. Durante le medie ho sofferto di problemi sociali, e psicologicamente parlando ero a terra. Passavo giornate intere a dormire e a gridare silenziosamente mordendo la coperta di notte, quando ovviamente subentrava anche l’insonnia per colpa del fatto che dormivo più del necessario. I miei non chiedevano mai niente di me. Non si sono mai accorti del fatto che fossi a terra. Ho avuto spessissimo pensieri suicidi e fino ad ora li ho. Spesso. Solo un anno fa mi sono accorta che è mio padre la ragione per cui la nostra famiglia sta completamente cadendo a pezzi. È egoista e spero vivamente che non sia menefreghista e soltanto ingenuo, non aiuta in casa, sta chiuso nella sua camera al computer, non capisce che mia madre è stressata per colpa sua, non si è mai reso conto del fatto che in famiglia siamo in tre a stare male, compreso mio fratello,messo nella mia stessa situazione. Sembra una brava persona, è bravo a lavoro ma a parer mio non ci sarebbe mai dovuta finire nelle sue mani una famiglia, sembra come se fosse rimasto piccolo e si credesse grande e saggio. Dopo che ci siamo trasferiti ho avuto ancora più problemi nel dormire, nel gestire le mie emozioni e si è rigettato tutto sul mio partner. Quando penso anche solo di sfuggita alla mia famiglia scoppio a piangere, mi sento arrabbiata, frustrata e maledettamente triste. Mi sento come se avessi le mani legate e stessi deteriorando sia fisicamente e mentalmente. Ho dolori dappertutto e mi sento sempre con il morale sotto i piedi, e non sa quante volte ho sentito l’impulso di farmi del male, veri e propri piani. Mio padre non ha mai pensato alla mia salute fisica, ( mia madre, nonostante io abbia avuto grandissimi risentimenti nei suoi confronti perché da piccola mi picchiava [e ovviamente mio padre non se n’è mai accorto], si preoccupa comunque minimamente della mia salute e quando le dico che sento qualcosa, non mi snobba ma mi consiglia di fare qualcosa,ovviamente senza portarmi da nessuna parte o darmi medicinali o portarmi dal medico di famiglia. Semplicemente leggero conforto.)sono diventata molto molto ansiosa nei confronti della mia salute, ho paura di avere di tutto e passo I giorni a cercare su internet poiché non posso nemmeno parlarne con i miei,o almeno con mio padre, che nemmeno il tempo che mi snobbano e mi danno dell’ansiosa senza nemmeno darmi un po’ di sollievo. Non dormo decentemente da quasi 1 anno e mezzo e piango quasi ogni sera. Mi sento a pezzi, sono sotto antidepressivi e non so nemmeno il perché, poichè la mia neurologa non mi ha mai detto niente. Ho problemi di autostima, alterno dal sentirmi maledettamente inguardabile al sentirmi accettabile, ma quest’ultima veramente per poco tempo, nonostante il mio ragazzo mi dice che sono una delle ragazze più carine che lui abbia mai visto, ma non riesco nemmeno a credergli. Mi sento a pezzi, e non capisco nemmeno se io stia solo esagerando o stia soltanto cercando un pretesto per starmene a letto. Nemmeno il letto mi conforta. Ho paura che il mio partner mi abbandono, ho paura di rimanere sola e soprattutto ho paura di rimanere così per sempre. Inoltre sono saltata da un fidanzato all’altro, tutte esperienze finite piuttosto male che mi hanno estremamente buttata giù. Ormai le piccolissime cose mi fanno crollare in un mare di lacrime e sensazione di artigli morbidi al petto che comprino o piano piano la mia cassa toracica e il mio cervello. Mi aiuti per favore

  16. Arianna ha detto:

    …. Ebbene sì… La figlia, prima di due fratelli maschi… È stato per mia madre già un disonore avere una femmina… E da lì mai una gioia… Un infanzia isolata, sentirsi diversa e inadeguata nei rapporti sociali, mai alla altezza del mondo esterno, una vita chiusa tra scuola e casa, in cui i week end e le vacanze erano solo motivo di solitudine reale xke i miei genitori lavorando lasciavano me a badare in casa sola dall età di sei anni a mio fratello di 4, fare la spesa o tutto ciò che serviva.. Volevo fuggire, volevo una vita mia, non vedevo l’ora di costruire la mia indipendenza e il mio futuro, non perché non erano brave persone, anzi mi hanno purtroppo fatto credere nell esistenza dei valori della famiglia, della onestà, e tutti quei principi sani in cui ogni figlio dovrebbe credere…. Ma tutto era dovuto ovviamente da me e io da figlia ubbidiente, rispettosa mi davo da fare perché era giusto, perché amavo i miei genitori e perché credevo in loro, credevo nella bugia di una vita piena di sacrifici per la famiglia e … Io sempre colpevole, io inadeguata, io bambina e adolescente anche pesantemente insultata da mia madre, a cui ho fatto sempre da serva, mentre lei gestiva e padroneggiava su tutto ciò che riguardava la mia vita, i miei pensieri, i miei desideri… Un giocattolo da disprezzare quando era infelice, da usare per mostrarsi brava al mondo intero… Oggi da donna adulta e soprattutto madre di due meravigliose creature mi ritengo fortunata perché grazie al come sono stata cresciuta ho tanto da offrire ai miei figli, la mia presenza, il mio amore, semplicemente il mio sorriso…. Quando ancora credevo nella bontà della mia famiglia questa ha ingabbiato il mio futuro, ha soffocato il mio desiderio di indipendenza, cercando in ogni modo di chiudermi le ali e non poter volare da sola mai… Ma io che non vedevo lì amavo, credevo in loro e nei sacrifici che dicevano di aver fatto per i figli… Quanta falsità… A me da femmina non spettava la patente, ma 4 ore di autobus per lavorare 7 a 15 minuti di auto da casa… Ma ero soddisfatta avevo un lavoro finalmente, la possibilità di creare una vita mia finalmente e quindi col tempo sia macchina che patente sono arrivate… La dura realtà è arrivata piano piano, ai miei fratelli a cui nessuno ha mai chiesto nulla e in cui credevo perché cresciuta con loro, perché ho cresciuto loro, tutto era dato… Nessuna invidia da parte mia, un po’ di amarezza si, ma comunque io non avevo bisogno, potevo farlo da sola… E fidandomi ho costruito con mio marito il futuro per me e i miei figli in una proprietà decadente e abbandonata che la mia madre ha sempre disprezzato, che I miei fratelli non avrebbero mai voluto, perché era della famiglia di mio padre, su cui tutta la mia infanzia mia madre ha sputato fango negando i ad oggi rapporti con zii e cugini… Oggi mi ritrovo con due figli piccoli, piena di debiti e senza aver la possibilità di andarmene con mia madre che ha distrutto i rapporti tra noi fratelli, creando invidie e disprezzo nei miei confronti da parte loro, stava addirittura creando rabbia e disprezzo nei miei figli sparlando in continuazione di me, io madre la cattiva, io perfida, io strega…. Tutto questo anche con mio marito, che reputavo abbastanza adulto da saper riconoscere la realtà, che invece veniva istigato, con qualunque mezzo, o sotterfugi o di falso aiuto e falsa bontà…
    Io ho sottovalutato questo perché ritenevo mio marito abbastanza forte dal non ascoltare cattiverie, pur sapendo mia madre infelice e insoddisfatta di tutto nella vita, sempre a colpevolizzare il mondo o ad invidiare chi nella vita stava meglio di lei…. Ma non erano stati né forti né oggettivi i miei fratelli che sono cresciuti con me…. ad un certo punto mi sono resa conto che lo stato di vittima persistente fa parte della vita di mia madre , il malessere che infonde in tutti, soprattutto nella sua famiglia è una sua scelta per essere protagonista, lei brava e buona e migliore di tutti agli occhi del mondo …. Un mondo che la disprezza, che la sfrutta e che la usa come stanno facendo i miei fratelli, ma a lei va bene così perché spera in loro, nel loro amore e nel loro bene, che non gli ha mai dato come non lo ha dato a me, ma che a differenza mia la usano solo per interessi economici, come ha fatto lei con me ad oggi vedendo la casa che ho costruito per i miei figli da una bettola e che non sarà mai mia…quindi al momento non posso scappare, non posso fuggire, ma almeno non le parlo e soprattutto non le permetto di parlare né con me né con la mia famiglia, e lei continua a sputare odio con i miei fratelli, che tralaltro non le daranno mai dei nipoti… E dall’altro canto purtroppo in questo tempo ho capito che mio marito è come lei, purtroppo, e non voglio che i miei figli crescano nell invidia nella rabbia nel disprezzo e nella falsità, inferiori agli altri, inadeguati e infelici come vuole farli sentire lui…. E al momento devo gestire al meglio la situazione, so che pur avendo evitato ad oggi discussioni in famiglia salvando i miei figli domani loro potrebbero essere spettatori di discussioni tra ipocriti e non lo voglio… E per evitare questo sono ormai disposta anche a lasciare mio marito…. La vita è bella, la vita è meravigliosa e piena di sorprese… Non importa quanto stiamo affrontando, non importa quanto cerchino di soffocare il nostro sorriso e la nostra gioia per riempire la nostra vita di rabbia disprezzo e sofferenza, non importa se purtroppo l’invidia e il dolore viene provocato da chi abbiamo amato e in cui abbiamo creduto, importa che domani ci sarà il sole e che ci sarà spazio nella nostra giornata per un sorriso e per un momento di pace e serenità… Io lo devo a me stessa e ai miei figli, perché nei loro occhi e nei loro sorrisi ho il mio bene … Mi si spezza il cuore ogni volta a guardarli e non sapere se domani avranno una casa, un pasto o da mangiare, mi si spezza il cuore che vivano un dolore che non hanno né scelto, né soprattutto non avrebbero mai dovuto subire …. Non posso fare nulla, l’unica cosa che posso fare oggi per loro è non abbattersi e sperare che almeno a loro riuscirò ad offrire l’amore la serenità la gioia di avere in futuro una famiglia loro piena solo di amore

    • Grazie della tua testimonianza Arianna.
      Forte delle tue esperienze di sofferenza sei sicuramente oggi per i tuoi figli un’ottima madre.
      Marilena

      • Arianna ha detto:

        Grazie mille x aver pubblicato la mia esperienza, che mi creda non è limitata alla mia vita da figlia, ma soprattutto da madre che dopo tanto dolore ha riconosciuto nel padre dei suoi figli la stessa orribile tristezza dei suoi genitori… Io sarò sempre e per sempre quella sbagliata per tutti ai loro occhi e agli occhi del mondo, ma continuo a lottare, anche contro i Mulini a vento, perché nonostante la mia vita è ormai segnata finché avrò vita avrò un obiettivo… Grazie

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