Diventare un leader con il counseling
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Obiettivi del Counseling di gruppo
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Il counseling nasce ufficialmente negli Stati Uniti d’America verso gli anni Cinquanta, nel periodo in cui si affermazione della psicologia umanistica, cioè quella parte della Psicologia che ha come punto di riferimento l’uomo e la sua individualità a personalità, non soltanto come soggetto di analisi e di valutazioni di laboratorio.

Insieme alla Psicanalisi, di cui si differenzia sostanzialmente, ed il comportamentismo, che è un aspetto di valutazione del comportamento umano assunto a base di diverse discipline umanistiche, psicologiche e parapsicologiche, il Counseling diventa la cosiddetta  “terza forza” della psicologia, senza per questo dover essere associata a quest’ultima in quanto effettata con interventi che non sono di tipo clinico né con lunghe sedute terapeutiche.

Il Counseling infatti è un intervento in aiuto e sostegno alla persona con intervento limitato nel tempo ma fortemente efficace, perché tende al risultato del percorso stabilito per il cliente con minore investimento di tempo, disponibilità e di denaro.

Occorre precisare che il Counseling può essere utilizzato al di fuori della patologie gravi che richiedono un intervento non solo clinico di terapeuti e di psichiatri, ma anche un supporto farmaceutico e spesso di degenza ospedaliera.

Il Counseling riconosce all’individuo le potenzialità d’autodeterminarsi, di crescere e di trasformarsi, che sono molto più forti rispetto a qualsiasi condizionamento.

Il campo d’osservazione ed azione dell’operatore del Counsleing  si estende a tutti gli aspetti che riguardano il vivere umano, sia nel suo quotidiano che in una prospettiva futuristica per lo sviluppo di progetti, di investimenti professionali o anche sentimentali quando riguardano le relazioni tra le persone.

Vengono investite e coltivate od implementate e valorizzate le qualità delle relazioni, la progettazione del futuro, i talenti inespressi, l’azione creativa, la libertà di scelta, la dimensione etica, la personalità sana e la formazione.

L’intervento del Counseling è diventato essenziali in tutti i settori professionali: dalla scuola agli enti locali, all’ambito medico e sanitario, al contesto aziendale, ai soggetti pubblici e privati di sostegno alle fasce deboli e a categorie particolari d’individui.

La diffusione del counseling in Italia, come nuova terapia scientificamente fondata ed istituzionalmente codificata nella recente Legge n. 4 del 2013, ha avuto percorsi più lenti rispetto ai vicini paesi europei, diventando una disciplina fortemente presente ed attiva soltanto nell’ultima metà degli anni Novanta.

Di meno utilizzo è il setting di counseling di gruppo a livello di formazione ed aggiornamento professionale in ambito aziendale, anche se sempre maggiori società apprezzano gli effetti positivi sul rendimento delle risorse umane con un approccio integrato dalla professionalità del Counselor.

Punti di forza dell’intervento del Counseling è l’empowerment.

Con il termine “empowerment” si intende il potenziamento personale nel senso più ampio, cioè l’incremento della capacità di controllare attivamente la propria vita, affinchè possa passare dal pensiero impostato sul “vorrei ma non credo di essere in grado” al “posso”.

Le modalità di un intervento di empowerment variano in funzione delle condizioni iniziali e di contesto; nella progettazione si terrà conto del tipo di persona (età, fascia sociale, bisogni, .ecc.) e del contesto in cui vive (famiglia, condizioni personali, cultura, nazione, fattori ambientali).

L’empowerment consiste nel potenziamento e nell’ampliamento di determinate capacità individuali.

Innanzi tutto la capacità di controllo, ovvero la capacità percepita e reale di influenzare le proprie decisioni e le scelte della propria vita.

Ulteriore aspetto essenziale è la consapevolezza critica, cioè la comprensione del funzionamento delle strutture di potere, dei processi decisionali, della gestione delle risorse, e la partecipazione, attiva ed operativa, nel senso di attuare azioni per ottenere i risultati desiderati.

Il concetto di empowerment è stato utilizzato in diversi campi – politico, medico, psicoterapico, manageriale, organizzativo – e ne sono state date più definizioni.

Si può distinguere un empowerment psicologico-individuale, relativo alle caratteristiche della persona e alla sua modalità di relazione, uno organizzativo, relativo alle variabili organizzative in grado di promuovere coinvolgimento e responsabilizzazione, uno di comunità, relativo ai processi di crescita ed emancipazione dell’ambiente in cui i soggetti sono inseriti.

Con lo stesso termine ci si riferisce sia al processo di potenziamento che al risultato ottenuto.

Nel counseling il cliente è accompagnato in un percorso di empowerment psicologico-individuale; viene attivato un processo che porta dalla “impotenza appresa” (learned helplessness) alla acquisizione di fiducia in sé, alla speranza che scaturisce dal controllo degli eventi (learned hopefullness).
L’individuo, attraverso il percorso di counseling,  comprende che gli obiettivi e i risultati che persegue dipendono dalle strategie che attiva per raggiungerli.

L’empowerment che si persegue è un ampliamento delle possibilità: attraverso il miglior uso delle proprie risorse attuali e potenziali, che sono latenti ma non ancora pienamente sviluppate, si ampliano le alternative possibili e le opportunità di scelta.

Aumentano, così, le abilità di gestione del contesto, le competenze e le informazioni che portano al controllo attivo della propria vita.

In particolare colare si lavora su:

– l’atteggiamento personale o senso di sé che promuove il coinvolgimento sociale attivo,

– l’abilità a sviluppare strategie di azione e di coltivare risorse per raggiungere i propri scopi,

– la capacità di agire efficacemente ed in collaborazione
la capacità di fare  analisi critica dei contesti e sistemi sociali che definiscono il proprio ambiente.

L’intervento di empowerment si ottiene aiutando le persone ad utilizzare le proprie forze, abilità, competenze per la soluzione dei problemi e la conquista di maggior potere.
Il compito è facilitare il processo di arricchimento individuale.

Le componenti chiave affinché ciò avvenga sono gli atteggiamenti rispetto a se stessi, i valori, la capacità di riflessione critica sugli eventi interni ed esterni, la ricollocazione dell’evento nel contesto, lo sviluppo di strategie di azione.

Nel counseling di gruppo, oltre alle acquisizioni già citate, interviene un’altra componente importante tipica dei processi di empowerment: lo sviluppo del senso di comunità.

I partecipanti sperimentano la connessione emotiva con il gruppo e la percezione di contare nel gruppo, si rafforza  la sicurezza di poter modificare l’ambiente esterno e poter soddisfare i propri bisogni attraverso l’attivazione ed il rafforzamento di risorse sperimentate nelle interazioni di gruppo.
In gruppi omogenei che nascono per affrontare problematiche comuni (esempio alcolismo o uso di sostanze) la validazione delle esperienze collettive porta alla riduzione dell’auto-biasimo attraverso la consapevolezza di sé ed il senso di destino condiviso.

Quindi, date tali premesse, si può con tutta serenità asserire che i campi di applicazione delle tecniche di Counseling sono inserite in ogni ambito in cui operano, lavorano e convivono più soggetti che collaborando in equipe definite o in semplice rapporto tra loro costruiscono e realizzano un’attività di tipo professionale, culturale e sociale.

Inoltre infiniti sono i benefici che da esso si può trarre perché agisce sull’individuo, sulle sue potenzialità e sulla sua capacità di trasmettere tali capacità anche a chi lavora o vive a suo stretto contatto.

Si tratta dunque di uno stile di vita produttivo e valorizzativo che “contagia” in senso benevolo ed ottimistico, l’intero ambiente in cui viene esercitato da colui che l’ha acquisito.

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