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La solitudine del cibo
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Ho notato con interesse ma anche stupore quanti commenti abbia ricevuto il mio articolo sui genitori narcisisti , messaggi lasciati sul sito oppure inviati personalmente via mail ma tutti dello stesso tenore.

I commenti sono arrivati tutti da figli che lamentavano un vissuto di angherie, di dominazione, di frustrazioni, di delusioni, di sensi di colpa per responsabilità che non hanno mai avuto, sino a quando da adulti si sono resi conto che nemmeno con tutta la buona volontà e disponibilità, litigando, discutendo o semplicemente parlandone, avrebbero mai potuto cambiare le cose.

Perché un genitore narcisista, egoista ed accentratore con cambierà mai, perché vive con la costante illusione di essere nel giusto e di fare il bene degli altri, non rendendosi conto che invece distrugge la vita e la serenità di tutti coloro con cui ha a che fare, non soltanto i figli e familiari, ma anche con le amicizie, che tende a perdere in poco tempo e quelle che rimangono sono solo interessate a ben altro che l’amicizia.

Mi duole sapere che la realtà, in tutta la sua sofferenza, è così diffusa.

Genitori bambini che vengono cresciuti da figli che non possono godere della felicità di una sana infanzia fatta di amore, di attenzione, di coccole, ma soltanto di critiche, contestazioni, di osservazioni negative, di litigi, di frustrazioni e di pianti, con l’unica amarezza di non poter ottenere di meglio.

Così chi ha coraggio prende e se ne va, lontano, per poter sopravvivere e rifarsi una vita, ma molti rimangono.

Ora io mi rivolgo a questi ultimi, sappiate che non è mai troppo tardi per cambiare la vostra vita e pretendere di essere felici, e non è mai troppo tardi per vivere finalmente ricercando se stessi e costruendo progetti futuri pensando da soli al proprio bene, così come vi piace e così come vi va.

 

 

Come sono i genitori manipolatori

 

 

I genitori manipolatori ed accentratori sembra abbiano ben pochi pregi positivi, anche se l’immagine che mostrano in pubblico è apparentemente perfetta, di fatto però non lo sono e consapevolmente ed inconsapevolmente gettano sui figli tutte le loro frustrazioni e disagi, senza mai risparmiarli.

Essi sono bugiardi, etichettanti, infantili, fagocitanti, ma anche invidiosi, seduttivi e ‘tigri’, sono orchi travestiti da fate turchine e principi azzurri, “madri e padri” che prendono ai figli, invece di dare, e usano la prole per il proprio vantaggio e soddisfazione, quando non per sfogare rabbia, frustrazione e sadismo.

Si tratta di un universo in ombra: le storie che ho ascoltato mi hanno portato a credere che la famiglia sia la setta segreta più diffusa al mondo e che ‘onora il padre e la madre’ è il tabù più grande.

Nessuno ammette volentieri di aver avuto un genitore manipolatore, perché ammettere è riconoscere tutto il dolore patito, le sofferenze e i dispiaceri che non si dimenticheranno mai, ma che per sopravvivere e mantenere un’apparenza serena devono essere sotterrati o nascosti dentro un armadio sempre chiuso.

Negare a se stessi porta solo una salvezza momentanea che è quella di non dover affrontare il discorso con gli estranei, ma non salva dalla realtà vissuta tutti i giorni.

Per quello occorre un vero atto di forza e di coraggio ed affrontare la situazione per quella che è: avere avuto la sfortuna di avere dei pessimi genitori, che non si sono mai comportati da genitori, ma da egoisti, in competizioni con altri genitori, in competizione tra loro, ma tra un gioco e l’altro di società non si sono mai degnati di prendersi cura dei figli, di amarli come avrebbero dovuto e di trattarli come bambini come meritavano.

La consapevolezza, però, è la prima arma, il primo passo per salvarsi, curare le proprie ferite e vivere la propria vita.

Senza una svolta decisa, un cambiamento importante, una scelta drastica, come quella di andarsene e rifarsi una vita finalmente da soli, non c’è risoluzione.

Le cose non cambiano solo perché le desideriamo, per ottenerle dobbiamo affrontarle e patire il dolore di una decisione forzata, di una scelta non voluta ma imposta dalla sopravvivenza.

Un passo che sembra una montagna ma solo quando non lo si affronta veramente, perché quella montagna giorno dopo giorno diventa un giardino dove ritrovare la serenità che non si è mai avuta.

Kathya Bonatti ¹, psicologa svizzera che studia da anni il fenomeno sostiene che “I genitori nell’immaginario rappresentano un concetto ideale pieno di significati ‘nutrienti’, fonte di protezione, rassicurazione, accoglienza, amore incondizionato” – sottolinea l’esperta, autrice di ‘Madri e Padri Manipolatori’ (Olosecos Edizioni, distribuito da Mondadori)

Ma la realtà può essere molto diversa, anzi troppo spesso lo è ed è molto distante dall’ideale idilliaco e fantastico che ogni figlio sogna quando pensa ad una famiglia e al rapporto genitoriale.

E i primi a nascondersela sono proprio i bambini: vogliono sentirsi amati e sono i primi a dirsi che quello che succede è per il loro bene.

Ma se la mente è bugiarda, il corpo non mente e reagisce somatizzando la sofferenza.

Anni di ansia, frustrazione, abusi e paura si traducono in disturbi d’ansia, fobie, e malattie psicosomatiche.

Bonatti ha ‘censito’ 18 tipi di genitori manipolatori: fusionali (“per i quali i figli sono un loro prolungamento e non possono fare la propria vita”), ma anche bugiardi, infantili (“scimmiottano gli adulti ma sono solo bambini mai cresciuti”), invasivi, fagocitanti, invidiosi, etichettanti (“il figlio è grasso o troppo magro, brutto, incapace”), anaffettivi, rifiutanti, quando non molestatori, crudeli, sadici, masochisti, violenti, seduttivi, abusanti, patologici.

Capitolo a parte per i ‘genitori tigre’: “Spacciano per il bene dei figli una fame di riscatto personale che diventa ossessione: la passione e il talento dei bambini non sono coltivati ma imposti e i figli vivono come ‘in prigione’.

Le sofferenze interiori delle vittime di genitori manipolatori si protraggono spesso per anni, perché non è agevole risalire alle cause del disagio profondo e attribuire il nome esatto ai responsabili che avveleno la vita di chi gli gravita intorno.

Ma gli abusi lasciano tracce evidenti: le vittime si riconoscono da adulte anche per il tipo di voce, la postura, addirittura il modo di pettinarsi e di vestirsi“.

Il conflitto fra il bisogno di essere amati e la cruda realtà crea nei figli una frammentazione della personalità con gravissimi effetti collaterali, quali la mancanza di valore e di stima per se stessi, all’origine di un atteggiamento ‘mendicante’ nelle relazioni sentimentali e sociali“.

C’è poi il pericolo che deriva dal giustificare comunque le persone amate, una trappola “”. tossica e dannosa, poiché allontana dal reale malessere vissuto, dalle cause che lo hanno determinato e dunque dalla guarigione”.

I genitori sono la fonte di protezione, rassicurazione, accoglienza e amore incondizionato che agiscono per il bene dei figli e favoriscono la loro crescita, soddisfano i loro bisogni e  favoriscono l’acquisizione dell’autonomia.

Questo in una famiglia normale.

I genitori affetti da problemi psicologici, da nodi esistenziali irrisolti, da dipendenze e da patologie psichiatriche, situazione molto diffusa più di quanto si possa immaginare, manifestano ogni giorno nella relazione con i figli il loro disagio  sotto forma della manipolazione affettiva.

Essere genitori non implica avere la capacità di amare consapevolmente i propri figli, un genitore e’ colui che genera i figli fisicamente o li adotta ma sono solo le singole persone che attribuiscono un significato autentico  a questo ruolo.

Coloro che pur essendo genitori, vivono nella relazione con i figli le loro ferite infantili, si caratterizzano per un alto grado di immaturità che può diventare anche crudeltà e che crea un clima emotivamente tossico nella famiglia.

La profonda confusione tra i bisogni dei figli e i bisogni infantili dei genitori che si comportano ancora come bambini con la loro prole, é alla base del processo di manipolazione affettiva che si innesta sul bisogno di accudimento che ogni bambino ha.

Un bambino ha bisogno della presenza e dell’assistenza di almeno un adulto per fare fronte ai propri bisogni, il genitore in quanto adulto deve adeguarsi alle esigenze dei figli e non viceversa.

I bambini hanno bisogno di sentirsi amati, l’amore deve essere manifestato in modo chiaro, non ambiguo, con parole e gesti coerenti tra loro, hanno bisogno di una guida e di protezione, di genitori che mantengono le promesse e danno la possibilità ai figli di esprimere i loro sentimenti negativi e positivi.

Il sentimento più importante che un bambino può e deve provare é la fiducia in se stesso che affonda le sue basi nell’amore, nell’approvazione dei genitori, nella percezione del proprio corpo e nell’accettazione di sé.

I figli che non si sentono amati, finché non capiscono le reali dinamiche diventando adulti, non attribuiscono la mancanza di amore ai genitori ma a se stessi, si sentono in colpa di avere fatto qualcosa che ha portato il genitore ad allontanarsi da loro e si sentiranno inadeguati e non amati.

Pur di ricevere amore un bambino arriva a negare le proprie emozioni, ad adeguarsi a tutti i tipi di richieste dei genitori, riducendosi a mendicare l’amore.

Secondo la psicologa Kathya Bonatti, i bambini non amati cercano in ogni modo di rendere felici i genitori, adeguandosi alle loro richieste e modificando il proprio sentire nella speranza di essere riconosciuti.

In questo caso si parla di “bambini ammaestrati” che secondo la Bonatti rimangono legati ai genitori solo compiacendoli ed illudendosi attraverso la dipendenza di essere amati.

Questi bambini domani saranno adulti che mendicheranno amore e cercheranno l’appagamento emotivo all’esterno, si aspetteranno che i loro bisogni vengano soddisfatti da un’altra persona, nell’attesa di essere continuamente nutriti.

La psicologa Kathya Bonatti distingue due tipi di cause  all’origine  delle ferite emotive di un bambino:

  1. Cause omissive: si intendono mancanze, assenze, carenza di attenzioni riscontrabili sin dalla nascita, mancanza di cure igieniche che comportano sofferenze e ferite nei bambini. Tra queste cause si annovera anche l’assenza di contatto, calore, carezze, scarso o nessun ascolto, prestare poca attenzione, non sostenerli nelle loro scelte e non sottolineare il loro valore. Tutto questo crea dei veri “buchi emotivi” che vanno a minare l’autostima del figlio.
  2. Cause commissive: sono comportamenti di natura violenta sia fisica che psichica messi in atto volontariamente. Le violenze psicologiche sono quelle che vengono attuate senza forza fisica ma il cui effetto e’ altrettanto devastante, sono esercitate attraverso la comunicazione verbale e non verbale, punizioni, denigrando i figli con il sarcasmo, l’ironia, sminuendo i loro obiettivi e sforzi, facendo paragoni, riversando su loro la propria insoddisfazione e rabbia.

Tra le cause commissive sono annoverate altri tipi di violenza tra cui le violenze energetiche,quando i bambini non subiscono ne violenza fisica ne psicologica diretta ma vivono in una condizione di terrore costante, minacciati da eventi imprevedibili come quando hanno genitori alcolisti.

Sia le cause omissive che quelle commissive sono all’origine della manipolazione affettive e mentali.

Le manipolazioni affettive e mentali sono un tipo di interazioni che hanno lo scopo di influenzare gli altri senza che questi se ne rendano conto. Sono attuate  tramite le parole, i comportamenti e gli atteggiamenti, i pensieri e le discussioni (K. Bonatti).

Nello specifico della relazione genitori-figli la manipolazione e’ molto facile da mettere in atto perché i bambini sono dipendenti fisicamente ed emotivamente dai genitori ed assorbono tutte le informazioni che provengono da loro senza metterle in discussione ma le considerano una inconfutabile verità  anche se contraddetta dai fatti.

Si possono annoverare quattro tipologie di manipolazione:

  1. Manipolazione omissiva: si attualizza attraverso comportamenti omissivi perpetrati dal padre o dalla madre o da entrambi con azioni come il “non dire”o il “non fare” attraverso le quali i genitori conseguono i loro obiettivi svalutativi nei confronti dei figli. (Es. non coccolare, non ascoltare i figli, interromperli quando parlano, non prendersi cura di se stessi, facendo arrivare ai figli il messaggio che essi non sono così importanti).
  1. Manipolazione commissiva: i genitori mettono in atto tale manipolazione per ottenere un loro tornaconto personale di tipo psicologico, sociale, economico. (I genitori che spingono i figli a sposarsi per avere nipoti, li usano come mezzo per dare un senso alla loro vita a prescindere dai desideri dei figli. I genitori che inviano messaggi ambigui e ambivalenti ai figli chiedendo due cose opposte, distruggono l’autostima dei figli che si sentono incapaci di raggiungere due obiettivi in antitesi. I genitori che creano rivalità tra i figli, che impediscono il raggiungimento dell’autonomia economica ed affettiva, che criticano le loro scelte del partner).
  2. La manipolazione raffinata: questo tipo di manipolazione e’ preceduta da un atteggiamento di generosità’ e di attenzione per i figli per cui e’ difficile da riconoscere. (Es. quando i genitori hanno garantito il benessere ai loro figli pretendono poi che questi li ripaghino soddisfacendo i loro bisogni, confidare ad uno dei figli di essere il preferito il quale poi si sente di non avere il diritto di chiedere altro, oppure lodare un comportamento dei figli che va ad esclusivo vantaggio dei genitori come usare i figli come parafulmine per i problemi coniugali, piuttosto che richiedere comprensione dei figli quando questi svolgono professioni di tipo medico, legale, ecc).
  3. Il vittimismo: e’ il tipo di manipolazione grazie a cui i manipolatori si auto vittimizzano per raggiungere i loro scopi. ( Es. quando un genitore trascura la propria salute per lamentarsi ed attirare l’attenzione del figlio, chiedere sempre aiuto per cose che potrebbero fare da soli). Il vittimismo permette di controllare i figli senza chiedere loro nulla in modo adulto, diretto, non assumendosi la responsabilità delle loro richieste.
  4. Il senso di colpa: e’ il modo principale per controllare i figli e mantenere il potere su di loro facendoli sentire in colpa per qualunque motivo, l’obiettivo ultimo e’ far si che loro non sentano mai i loro bisogni ma siano sempre sintonizzati su quelli dei genitori.
  5. Ricatti affettivi: tipico esempio di questo tipo di manipolazione e’ la frase: ”se non fai questo mamma o papà non ti vuole più bene”. In questo tipo di manipolazione il genitore si dipinge come un martire e il figlio deve salvarlo in ogni modo per non farlo stare male, compiacendolo completamente e negando i propri bisogni e desideri. I genitori che adottano questo tipo di manipolazione presentano ai figli il conto di quanto hanno dato loro, per cui i figli sentono che non hanno ricevuto dai genitori in modo incondizionato e si adeguano alla richiesta di restituire quello che hanno ricevuto. (Es. la madre non ha abortito per cui il figlio deve essere grato; la madre si e’ sacrificata per cui i figli devono starle vicino; il padre e’ infelice per cui i figli devono rendergli la vita più’ vivibile).

Quando la manipolazione e’ attuata con un figlio piccolo, questi non sapendo cosa significhi “essere cattivo” ma lo apprende in base al significato che i genitori attribuiscono a questa affermazione,  congela le proprie emozioni e  si adegua completamente al volere genitoriale per non perdere l’oggetto d’amore.

Quando la manipolazione avviene con i figli adulti, questi a causa del ricatto emotivo, non riescono ad esprimere la rabbia  verso i genitori per paura di far loro del male.

Tali dinamiche rimangono sempre uguali anche quando i figli diventano adulti, perché la paura della perdita ha congelato le emozioni al periodo in cui sono avvenute le manipolazioni, per cui le reazioni che gli adulti mettono in atto sono le stesse che adottavano quando erano piccoli.

In qualunque di queste situazioni mai rimanere nell’immobilità fisica e mentale, occorre reagire, ribellarsi, chiedere aiuto, andarsene, cercare di rifarsi una nuova vita, perché essere sereni, felici appagati non è solo possibile ma è anche un diritto sacrosanto di tutti.


[1] Gli spunti per le classificazioni della Dr.ssa Bonatti sono tratti dal sito: http://www.bronelgram.net/genitori-accentratori-e-manipolatori/

416 Comments

  1. Martina ha detto:

    Salve, ho provato di tutto per saltare fuori dalla depressione che porto con enorme fatica da 20 anni, mia madre era uno dei peggiori tipi di madre manipolatrice: sono sposata, ho 3 figli, ho scritto un libro, fatto pimsicoterapia per anni…e tantissime altre cose. Ma la depressione di non sentore il mio valore non mi lascia un secondo.
    Pensavo a scrivete un libro su tutto ciò, oppure formate una pagina Facebook dove tutti ne possano parlare apertamente.

    Potrebbe essere la soluzione al.mio problema?

    • Cara Martina,
      approvo in pieno l’idea di scrivere un libro, non sai quanto può essere liberatoria e curativa la scrittura, che fa uscire le emozioni, che ci costringe ad affrontarle ed andare oltre, perché un libro deve avere un seguito che tu sei costretta a dargli e a dare a te stessa ogni giorno.
      Se poi hai bisogno di un consiglio su come fare per pubblicare senza costi ti posso aiutare volentieri, perciò devi soltanto incominciare la prima pagina , vedrai che il resto verrà da sè.
      Per quanto riguarda facebook direi che ci sono già tante pagine e gruppi che parlano di depressione, spesso nel modo sbagliato sollecitando le persone a prendere farmaci anziché trovare il piacere di vivere ogni giorno anche nelle piccole cose, perciò ti ritroverensti in un marasma di persone difficili anche da controllare, perché fb permette intrusioni oltre il limite della privacy anche di una pagina, e per le troppe persone che potrebbero infastidirti o abusare della tua pagina anche solo per il gusto di farlo, dopotutto i social lo consentono…
      Quello che invece ti consiglio è di aprire un sito, anche quello si può fare gratuitamente, dove tu con un blog apri la porta ai tuoi pensieri e quelli di altri, ed io sarei la prima a scriverti un commento.
      Se hai bisogno di consigli un po’ più specifici scrivimi via mail, per il resto non vedo l’ora di vedere via web qualcosa di tuo.
      A presto
      Marilena

      • Irene ha detto:

        salve ho 47 anni. Mio padre era psicotico, cercava di picchiare mia madre. Mia madre l’ha lasciato quando avevo 5 anni. Io e mia sorella siamo cresciute con mia madre. Lei e’ una narcisista manipolatrice. Aveva deciso che dovevo studiare ed essere la prima in tutto. Vergogna senso di colpa mi hanno sempre accompagnato. Mi sentivo in gabbia. A 18 anni mi sono scompensata e da allora sono stata la pazza come tuo padre. A 22 anni mi sono ammalata di asma grave che mi ha distrutto la vita. Nel frattempo ho scoperto di avere l’endometriosi, mi hanno operato 4 volte e a 42 anni tolto utero e ovaie. Nel frattempo laurea, postlaurea, sono una professionista. Per la mia invalidita’ fisica non ho mai potuto guadagnare abbastanza per andarmene. Questo e’ funzionale all’omeostasi. Mia sorella, quella sana, a cui mia madre ha trovato lavoro e casa, si e’ scompensata dopo la morte di mio padre. Anni di terapia familiare analisi sono tuttora in terapia. Npn potendo andarmene fiscamente ho imparato a disinvischiarmi e a mettere confini in casa. E anche fuori. Ma senza andar via di casa e’ difficile una fatica continua. Ma finalmente ho visto le ragnatele appiccicose della mia famiglia. E un po’ le ho tagliate. Sono stanca, vorrei andar via

        • Cara Irene la tua storia è il tragitto di molti, che purtroppo per motivi economici non possono fare quelle scelte che comprendono essere l’unico modo per salvarsi da una distruzione totale, ma tu l’hai capito e ne hai colto tutta la necessità.
          E per andarseno bisogna trovare il modo di essere indipendente economicamente.
          Non ti suggerisco certo le cose ghe avrai già fatto, ma non devi arrenderti e mandare curricula ovunque, tra l’altro le società hanno l’obbligo di assumere con una certa percentuale sull’intero organico, persone con invalidità, che poi ovviamente ti viene riconosciuta nell’incarico.
          Vedrai che cela farai, in un modo o nell’altro troverai il modo di uscire da quella casa di sopprusi.
          Se vuoi provare a mandare anche a me un tuo curriculum posso vederlo di farlo girare a qualche conoscente, specificandomi la città dove vorresti andare, contattami via mail: info@marilena cremaschini.it, chissàche un invio in più non sia quello decisivo.
          MArilena

          • Francesca ha detto:

            Salve,sono una giovane ragazza di 20 anni ed ora sto capendo tutto ciò che in questi anni non ho mai capito di mia madre.Per me non c’è mai un momento felice,un discorso serio tra me e lei poiché ciò che mia madre fa da quando mi sveglio è assillarmi,su tutto:i servizi che devo farle prima di andare a lavoro per lei specialmente.Inoltre da quando mio padre ha cambiato lavoro e fa il camionista quindi sta fuori per giorni succede che lei vuole che io non esca,pretende che io rimanga a casa con lei e addirittura crede che se torno la sera alle 12.30 è per il mio fidanzato che mi costringe a uscire … non so più come gestire questa situazione asfissiante per me,una vita fatta di limiti su qualsiasi cosa.Chi può darmi consigli?

            • I genitori sono sempre più o meno ossessivi ed invadenti, sopratutto coi figli che rimangono in casa, d’altra parte loro vedono sempre il bambino che è in voi e spesso non accettano la crescita, la maturità e l’esigenza di una propria privacy.
              L’unico modo di averla è quello di rendersi indipendente e di trovare un posto tuo, dove tu possa gestire la tua vita in massima autonomia, finché rimani nella casa dei tuoi genitori è giusto che tu rispetti le loro regole in fonod si tratta di casa loro, non tua, anche e superano i limiti, invece quello che puoi fare è prenderti un tuo appartamento e costruire da sola la tua vita da persona autonoma.
              Mi dispiace non hai alternative, non puoi cambiare i tuoi genitori, non lo farebbero mai, per adattarli alle tue esigenze, sei tu che, da adulta, devi farti una vita tua e la prima cosa da fare è imparare a non dover chiedere a loro, trovarti un lavoretto e renderti indipendente, così potrai anche trovare un appartamentino dove stare senza essere assillata.
              Marilena

          • Daniela ha detto:

            Ciao Marilena aiutami ti prego

        • MARA GLIOTTONE ha detto:

          C’è che poi dopo una vita con genitori manipolatori, violenti e distruttivi scappi via per cercare uno spiraglio di luce. Poi ti ritrovi con un marito manipolatore che addirittura cerca forza nei tuoi genitori per farti del male. Nel frattempo c’è di mezzo un bambino, spesso manipolato, che subisce tutto ciò e che io non vorrei patisse quello che ho patito io! Potrei scrivere un film sulla mia vita ma non riesco a parlare da sempre ed i mostri del passato si sono aggiunti a quelli presenti.

      • Valentino ha detto:

        Mio fratello sta vivendo una situazione molto simile alla tua e praticamente la moglie facendosi influenzare dei genitori manipolatori ha abbandonato il tetto coniugale di nascosto e se n’è andata a vivere con con i suoi in gravidanza e un bambino di 3 anni……. se sapete come aiutarmi Consigliatemi pure come bisogna muoversi anche se molto difficile che lei cambia idea potete solo immaginare in una fase così debole come è d’accordo con i suoi Lasciatemi pure un contatto per alcuni consigli utili magari così parliamo in privato

        • Se ha bisogno di un aiuto sono a disposizione, mi contatti via mail: info@marilenacremaschini.it
          PErché del suo racconto non ho capito se è lei ad aver bisogno di aiuto, il fratello o la moglie o tutti e quanti…
          Marilena

        • manuel ha detto:

          ciao valentino anch’io sto vivendo nella stessa situazione devo dire che è molto brutta per tante sfaccettature l’unico consiglio che posso dare e di tenere duro .io credo che i nonni debbano fare solo i nonni non di intromettersi nei rapporti dei figli

          • Sì ma quando i nonni o i genitori si intromettono troppo nella vita dei figli/nipoti resistere serve a ben poco, solo a mantenere una situazione insoportabile da vivere, e non vale la pena di guastarsi di rabbia, nervoso ed ansia quando l’unica scelta possibile è quella dello stacco e della separazione, ovviamente considerata in base alla situazione, finché ci sarà condivisione, sopratutto sotto lo stesso tetto, mi dispiace ma il problema permane, e che se ne dica è il padrone di casa a dettare le regole non gli ospiti….
            MArilena

      • Sara ha detto:

        Salve a tutti! Ho letto con estremo interesse quest articolo, mi è stato molto utile al fine di comprendere sempre di più la situazione in cui mi trovo.
        Sono una ragazza di 25 anni e la mia situazione è un po’ complessa anche solo da spiegare. Mio padre e mia madre si separarono quando io avevo solo 3 anni (lui era un alcolista, con tutte le caratteristiche che questo genere di dipendenza comporta) perciò posso dire di non averlo mai conosciuto. Io e mia sorella cresciamo con mia madre, che circa 3 anni dopo la separazione si rifà una vita con un altro uomo, tutto bene ma dopo anni era tornata a non essere più felice. Lei è diventata madre a 17 anni con la nascita di mia sorella e a soli 23 nacqui io. In sostanza non si era mai goduta la sua giovinezza e assaporato quellalibertà che giustamente una giovane donna desidera. All’età di 13 anni rimango orfana di entrambi i genitori, mia madre rimane coinvolta in un incidente d auto e mio padre qualche mese dopo è morto di tumore. Venni affidata ai miei nonni, distrutti dal dolore per la perdita della figlia.
        Io conoscevo abbastanza bene il rapporto tra mia madre ed i suoi genitori, e ho capito che ha sempre cercato di scappare da loro infondo. Nell’ultimo anno mio nonno non le rivolse nemmeno la parola in quanto lei aveva deciso di lasciare il suo compagno, per lui era sconvolgente che lei ci “risconvolgesse” la vita così. Beh ciò che successe dopo fu ancora più sconvolgente.
        Con tutto questo sempre ben presente nella mia mente, tra mille preoccupazioni, vado a vivere con loro.
        La realtà che mi si presenta davanti diventa presto ben chiara: matrimonio devastato, due persone completamente incompatibili, violenza verbale e fisica tra di loro. Mia nonna è una persona profondamente depressa che ha sempre vissuto la sua vita, come dice lei, “per i figli”, mio nonno il tipico burbero che non va contraddetto. Le mie giornate a casa loro le ho sempre trascorse tra i deliri di mia nonna, che come un disco rotto ormai da tempo, non fa che ripetere quante disgrazie ha dovuto vivere nella vita per colpa di suo marito, della famiglia del marito, mio padre, il fidanzato di mia madre… un continuo racconto che non si è mai arrestato e continua ancora oggi. Prima dei 18 anni, uscivo per non sentirli, tutti i santi giorni. Ne andava della mia salute mentale. Appena ho potuto sono “scappata” e vivo a casa del mio fidanzato ed i suoi genitori. L’ambiente era malsano, l’aria sempre tesa come una corda di violino, tra di loro volavano solo ingiurie e magari anche qualche oggetto ogni tanto. Tutt’oggi è così. A parte quei rari momenti dove riescono a mascherare la loro natura, la realtà è questa. Vado da loro solitamente una volta alla settimana, pranzo con loro, spesso da sola perché magari uno dei due se l’è presa con l’altro. A volte mi chiedo che ci vado a fare e poi mi ricordo che la mia roba è ancora lì e devo tenere duro ancora un po’. Sono persone razziste, omofobe, incattiviti dalla vita e da loro stessi. Ogni volta mi tocca sentire di tutto. Solo adesso mi rendo conto del male che mi hanno fatto, e me ne rendo conto perché ho molta difficoltà a prendere decisioni, sopratutto decisioni che mi possano far star bene. La “paura” di lascarli soli in quel vortice di oscurità dove solo io ogni tanto porto uno spiraglio di luce. Ma ora basta, mia nonna comincia ad essere morbosa nei miei confronti, mio nonno mi prende in giro in maniera squallida dandomi della nullafacente perché non ho un lavoro al momento e non ho una patente. In minima parte dipendo ancora da loro (non economicamente) ma appunto non avendo una casa mia ed un lavoro ricevo continue pressioni, prese in giro, sarcasmo. Sono stufa. Finalmente ho preso la decisione di andare a vivere in un altra città e farmi una vita lì. Non avrò sicuramente il loro supporto perché il fatto stesso di prendere decisioni non concordate con loro non andrà bene e basta. Purtroppo però è l’unica soluzione per me per poter stare bene e trovare un equilibrio che non ho mai avuto.
        Grazie a tutti per le testimonianze, facciamoci forza!!

        • Grazie Sara per la sua testimoninaza
          Se dovesse aver bisogno di un aiuto o confronto mi contatti privatamente via mail: info@marilenacremaschini.it
          a presto
          Marilena

          • Daniela ha detto:

            Buongiorno Sara…….vattene definitivamente. io dopo 9 anni di psicoterapia, mi sento dire che ancora porto rancore, che non so perdonare!! mia madre è una stronza mascherata di perbenismo…mi fa vomitare perché mi ha sempre schiacciata, evitata, derisa ma dopo tanti anni di sensi di colpa e quanto lavoro ho dovuto fare per non dare la colpa sempre a me, ora l’attacco perché dice sempre un sacco di cazzate e pretende il rispetto!!! io invece la faccio piangere perché la sputtano, è troppo falsa, ricattatrice, ma le fa comodo non ammettere. Da poco è morto mio padre, succube di lei e io che lo proteggevo quando litigavano…ma lui ha fatto sempre e solo quello che diceva lei, la difendeva anche di fronte all’evidenza!!! mi dispiace ammetterlo, ma anche lui è un complice, poteva mandarla affanculo ma non l’ha fatto, quindi sono uguali. Faccio fatica a provare compassione, per me equivalgono a 2 assassini mentali…proprio ieri a pranzo da mia madre, si faceva bella perché lei dice che siamo una famiglia….non ci ha mai inculati se non per ricattare, manipolare, atteggiamenti anaffettivi e ricattatori….che schifo. La miglior vendetta (purtroppo sono piena di rabbia e alcuni giorni torno indietro invece di andare avanti) è andarci il meno possibile, anche se è sola non è l’unica, sapessi quante volte ci ha lasciato soli a casa a me e mio fratello, avevamo sempre paura. Devo imparare ancora a prendere un maggior distacco emotivo e sbattermene i coglioni. Di genitori autentici ce ne sono pochi. In bocca al lupo Sara

            • La tua rabbia profonda si percepisce cara Daniela, hai ragione certi rapporti quando sono velenosi vanno recisi il più possibile.
              Ti auguro di trovare presto la tua serenità.
              Marilena

      • Giorgia ha detto:

        Salve , ho 31 anni e anche io vivo in una famiglia con un genitore “manipolatore”
        Sono la seconda figlia di una famiglia benestante ,alla quale non è mai mancato nulla, e qualsiasi cosa noi figli volessimo ci è stata data. Mio padre ufficiale della Marina con la sua visione di “capo” e mia mamma una casalinga succube , se non visibile di mio padre ,una donna che ha come sua unica passione lo shopping, e la cucina per il marito.
        Sin da piccoli , se papà rientrava in casa nervoso nervoso dovevamo stare tutti zitti e far andare via qualche amica o amico nel caso ce ne fosse qualcuno in casa. Eh si! Perché se papà è arrabbiato ,lui che fa tanti sacrifici per noi, noi dobbiamo stare zitti e accettarlo. Avevo 16 anni e scopro che mio padre tradiva mia mamma con un’amica di famiglia, ma il furbo una volta scoperto quanto avevo appreso andò a riferire tutto a mia mamma (avevo scoperto dei messaggi per intenderci) rigirandosi la situazione a modo suo, e solo una come mia mamma poteva crederci . Donna del sud non poteva mandare all’aria una famiglia . Ma intanto lei continua ad andare avanti bevendoci su, e passando le sue giornate , dopo il sempre amato shopping mattutino, sul divano . Ovviamente l’unica che si è accorta che lei si beva 3 bicchieri di vino a pranzo e una birra il pomeriggio ,tanto da farla rintontire sul divano fino a sera , sono io! Ma a me non viene dato ascolto, io sono l’acidella della famiglia , l’arpia che ha sempre da dire su tutti… quanto non mi conoscono!!!
        Ah dimenticavo di dirvi che in tutto ciò lavoriamo tutto insieme , gestiamo un’azienda di famiglia , e che quindi queste manipolazioni sono continue. Se mi permetto di contrastare il pensiero di mio padre , ammesso che ci riesca quando non mi viene l’ansia o il panico nell’espormi, la sua risposta è solo quella di farmi stare in silenzio , di farmi sentir un’incapace o di vergognarmi perché lui fa tanto per noi.. e quando accade che sia io a dar delle risposte secche , ecco che ritorno ad essere La pecora nera della famiglia. Solo perché sbatto in faccia la verità !!
        Grazie Dottoressa perché con questo suo articolo mi ha dato la possibilità di sfogarmi

        • Grazie a lei cara Giorgia di aver lasciato una traccia della sua esperienza
          Nel caso dovesse aver bisogno di aiuto o sostegno sappia che sono sempre a sua disposizione
          saluti
          Marilena

    • Roberta ha detto:

      Ho letto con grandissimo interesse l’articolo. Bellissimo, mi ci sono ritrovata in pieno: io ho questo tipo di genitori.
      Ho avuto modo di prenderne consapevolezza durante la gravidanza, fase in cui le “difese” mentali si abbassano. Da quel momento in poi per me è iniziato un percorso in salita che mi ha portato poi ad una magnifica vetta. Inizialmente ho provato a spiegare ai miei genitori i loro errori (egregiamente descritti nell’articolo) , li ho anche invitati ad andare da uno psicologo di famiglia…ma non ho avuto risultati, anzi solo frustranti e solidi muri di gomma, fatti di negazione, bugie e mistificazione…poi un giorno (il mio compleanno) ho deciso di arrendermi.
      Ho scritto a mia madre e a mio padre (con gentilezza) che non ci saremmo più visti, se non alle feste comandate, perchè semplicemente “non eravamo compatibili” senza più recriminare nulla: è stato fantastico, come levarsi uno zaino di pietre dalla schiena.
      Abbiamo tutti diritto alla serenità

      • Verissimo Roberta, se non ci è concesso il diritto di esistere come siamo ce lo dobbiamo procurare e spesso certe distanze sono necessarie, d’altronde non si può cambiare la mentalità di certi genitori ma tu, come tutti quelli che vivono tale esperienza, dovete avere la possibilità di essere sereni e soddisfatti della vostra vita senza prevaricazioni.
        Grazie infinte per la tua testimonianza che sono sicura aiuterà molte persone a fare quel passo che tu hai avuto il coraggio di fare.
        In bocca al lupo
        Marilena

    • Camilla ha detto:

      La mia infanzia è stata privata di stimoli, condita da litigi verbali in casa, con un’estrema rabbia nei miei riguardi… inoltre sono figlia unica.
      da una parte ho un genitore che fa sentire in colpa (perché lui stesso sfiduciato, sospettoso, con mancanza di autostima, rinunciatario con disturbo evitante della personalità), dall’altra un genitore che riversa un’estrema rabbia manipolatoria a livello verbale (per un’immensa ed infinita frustrazione e per presunzione di avere sempre ragione, per disturbi di inadeguatezza non si relaziona con il mondo esterno).
      Scopro da relativamente pochi anni che le ragioni della mia eterna ed inspiegabile mancanza di autostima, se non altri aspetti, è in parte dovuto a questo ma faccio molta fatica ad inquadrare i punti e a svilupparli perché sono cresciuta con un bagaglio “culturale” che qualsiasi cosa succeda all’esterno è comunque per colpa mia creando innumerevoli blocchi e “nebbie mentali” che non mi portano a reagire e a comportarmi positivamente… Sento che è proprio dentro al mio DNA. Faccio anche memoria che quando ero molto piccola ero convinta che non fossero i miei genitori, spesso mi nascondevo in altre case oppure contavo i passi per arrivare ogni giorno di piu’ verso un nuovo spazio inesplorato per non farmi trovare. Che infinita tristezza! 🙁 e per “infinita” sta ”per una infanzia in terreno infinitamente sterile”
      può una pianta crescere bene nell’aridità? no.

      • Cara Camilla, grazie della tua testimonianza… noto dalle tue parole ancora tanta tristezza, amarezza e rimpianti che no sei riuscita a superare nonostante tutto non fosse dipeso da te quindi non avevi nessuna colpa, eppure te le senti ancora tutte addosso.
        Se pensi che un mio aiuto possa renderti la vita più serena non rimandarlo, si vive una volta sola ed è già piena di tribolazioni e dispiaceri, non aggraviamoli con ciò che possiamo risolvere
        Se hai bisogno di me contattami via mail e cercherò di fare il possibile per consigliarti come rendere la tua vita più leggera e soddisfacente
        info@marilenacremaschini.it
        Marilena

        • Arianna ha detto:

          Buongiorno! Mi sento esattamente come questa ragazza, e di anni ne ho 30 e sono la maggiore di 3 fratelli. Pensavo di essere riuscita a curare queste ferite, ma .. con un forte dolore e rammarico mi accorgo che non è affatto così. Sto vivendo una relazione, sembrerebbe finalmente sana .. un uomo rispettoso, divertente e Uomo no n la U maiuscola, il primo che incontro. Ma, a seguito di un giudizio riferitomi che mio padre ha elargito davanti ad un gruppo di persone nei miei riguardi (credo egli sia la persona che meno mi conosca al mondo!!!).. sono di nuovo caduta in quel buco nero che per me è stato “nascondiglio” che mi ha accompagnato sin dall’infanzia. Un’infanzia con due genitori 20enni, che hanno dovuto sposarsi e condividere la loro vita SOLO perché mio padre non è stato capace di non mettere incinta mia madre. E non tanto mia madre, che poverina.. ha passato la vita a lavorare giorno e notte per darci da mangiare.. ma mio padre, ecco.. lui ogni giorno mi ha fatto sentire disprezzata perché venuta al mondo. Inoltre lui beveva, non era mai a casa e si faceva la sua bella vita senza curarsi di avere famiglia. Io mi vedo per quella che sono, ferite a parte.. ma ogni tanto finisco ad occhi chiusi e mani legate in questo burrone di scarsa autostima e paura di non essere all’altezza, che oggi sta compromettendo la mia storia. Non so come fare!!!

          • Ha molta ragione nel non voler continuare a sentirsi male e sfiduciata in questo modo, se vuole provare con mio aiuto a fare un percorso in counseling sono sicura che si darebbe l’opportunità di stimolare la sua autostima, tanto da fare quelle scelte che ora non riesce a menttere in atto.
            Prima però valuti i tipi di percorso in Counseling che propongo, via mail o telefonicamente, cliccando sul link che segue dove troverà tutte le modalità con tempi e costi e poi eventualmente se acconsente mi ricontatti via mail: info@marilenacremaschini.it
            https://www.marilenacremaschini.it/servizi/
            Marilena

    • Cristina ha detto:

      Come faccio a chiedere aiuto? Non so a chi dovrei chiedere aiuto…sono disperata

    • ale ha detto:

      salve, volevo ringraziare anche io per questo post perchè ti riporta alla realtà che i vissuti si assomigliano molto. per amore di mia sorella ho acconsentito a rifrequentarli dopo averli allontanati. ora vedo da lontano quell’odio. vedo due persone incapaci che hanno fatto quello che potevano. dentro me si risveglia la bestia solo quando sento dall’esterno la falsa narrazione da parte di altri. tu sei quella che aveva un rapporto conflittuale. già, io ero il pulcino nero. invece, quella mia diversità di pensiero mi ha dato una vita non facile ma autentica. pago tante conseguenze ma sono anche felice a mio modo. essere genitori fa accarezzare il potere della creazione e davanti al potere la gente impazzisce. ho sempre pensato che se il livello di consapevolezza è basso farai danni nella vita e credo sia vero. non ho avuto figli perchè ho rincorso per troppo tempo un essere figlia che non sono mai stata. ma va bene. lo accetto. purchè continui a essere libera.

      • GRazie per la tua testimonianza Ale, sono sicura che sarà utile a molte persone che si sono trovate a subire una brutta situazione e che ancora non hanno trovato il coraggio di uscirne o di combatterla.
        Marilena

    • Daniela ha detto:

      Ciao Martina ho letto il tuo commento ed ho visto che è vecchio ma mi farebbe tanto piacere parlare con te , anch io ho un bambino ed ho tanta paura faccio di tutto per non essere come loro ma a volte succedono cose per causa loro che mi fanno sentire ancora tutti il dolore . Ti abbraccio

    • Rita ha detto:

      Buon giorno…
      Anche io mi ritrovo a combattere con L egoismo di mia madre. Ha vissuto un’infanzia orrenda che non è mai riuscita a superare, sempre in lotta con fratelli, padre, madre, e ha riversato inconsapevolmente la sua frustrazione su noi figlie!
      Noi dovevamo essere perfette, il prolungamento si se stessa, dovevamo raggiungere tutti gli obbiettivi prefissati perché altrimenti (chissà che pensava la gente),
      Ha sempre condottò una vita esteriormente perfetta compiendo tutte le cose economiche (che un bravo genitore compie).
      Ma in realtà, in famiglia, completamente anaffettiva, sensi di colpa continui perché non potevamo lasciarla sola (anche per fare una vacanza), periodi in cui si fingeva depressa per farci stare a casa e twnerci sotto braccio!
      Con mia sorella anni di lotte, finché lei ha cambiato città, è praticamente anche a distanza le mosse psicologiche continuavano ed è finita che non si parlano da un anno
      Mia sorella ha pure partorito una figlia e mi madre non le ha fatto neanche una telefonata (perché dev essere lei a chiamare SUA madre)…
      E adesso tocca a me….
      Io e mio marito stiamo valutando di cambiare città, per una buona opportunità lavorativa.
      Lei ha reagito malissimo, è arrivata pure a dirmi “tu non puoi partire perché poi io mi faccio vecchia” o “ lui se ne va e tu resti qui coi bambini”…. frasi piene di egoismo perché la verità è che resterebbe sola con mio padre (matrimonio che ha condotto solo per scappare di casa).
      Mio marito nel frattempo è partito ed io sono sola con due bambini di due e 6 anni e lei è sparita. Non mi chiama, non si fa sentire. Silenzio assoluto. Non la sento e vedo da due mesi. Sto espiando il solo pensiero di andare via.
      E non fa altro che raccontare la sua vita di merda in giro e che anche noi L abbandoniamo.
      Io non so più come prenderla. Sono stanca. Ho 36 anni, due figli… e voglio vivere serenamente la mia vita.
      Tutta la vita invischiata nelle sue faccende d infanzia, che butta in noi.

  2. Martina ha detto:

    Scusi gli errori..non ho riletto x la foga di scrivere

  3. dEvi ha detto:

    Salve,
    io ho una teoria che non riguarda solamente l’immagine interiorizzata nel tempo, io credo che queste personalità disturbate proiettino il loro dialogo interno sugli altri anche a distanza.
    Per esempio se la una figlia non è all’altezza delle aspettative materne questa interiormente si rivolgerà a lei parlandole e trasmettendole a distanza questa energia negativa , distruttiva e disprezzante, te li senti come se una energia persecutoria .
    Io credo che appunto il disturbo di personalità implichi anche questo.
    Loro non dirigono il loro dialogo interno verso se stessi ma verso l’esterno e chi subisce questo è come se fosse esposto a delle radiazioni nucleari ecco perché è come se restasse sempre questo velo nero nelle esistenze delle vittime. Perché queste persone si attaccano all’energia degli altri .
    Nel silenzio è iniziato no? .

    • Sì è proprio così cara Devi, una radiazione nucleare nociva che si diffonde e ti avvelena anche se non la vedi, ma denro di te senti che ti logora pano piano.
      Se hai bisogno di uno sfogo o di un aiuto non esitare, contattami pure in privato, val la pena di uscire dal tunnel per vedere il colore del cielo dal vivo.
      Marilena

  4. Silvia ha detto:

    Salve esco da poco da una relazione con un marito narcisista e manipolatore…mi ha schiacciata svalutata per 12 anni! E da poco dopo essermi ammalata di depressione e di tumore sto alzando finalmente la testa e prendendo coscienza che chi non vale nulla non sono io ma questa persona disturbata! Ho due figli.. una di 7 anni e il maschio di 11. Stanno partendo tantissimo l’ egoismo e l’ egocentrismo del padre che impone decisioni regole e modi di pensare!! Il grande in particolar modo si sta facendo schiacciare completamente perdendo la stima di sé..mi ricorda tanto me in passato. Cerco di aiutarlo ma non vuole parlare..solo essere coccolato! Ho chiesto l’ intervento degli psicologi dell’ sta’ evolutiva ma senza il consenso del padre non posso fare nulla!! Sono seriamente preoccupata…oltretutto mio figlio ha ricominciato a balbettare per via delle pressioni che vive!! Aiutatemi come posso fare??

    • Vista la delicatezza della sua situazione le ho già risposto privatamente cara Silvia.
      a risentirci presto
      Marilena

      • Paola ha detto:

        Purtroppo anche io sono divorziata da un manipolatore narcisista e in mezzo c’è un bimbo di 6 anni che vorrei aiutare.

        Mi può dire cosa potrei fare? A chi rivolgermi?

        Grazie infinite

        • Buongiorno Paola, se ci sono già stati dei disagi manifesti gli faccia fare una visita da una psicologa esperta dell’età evolutiva e con la relazione provi a chiedere, tramite il suo avvocato, delle restrinzioni sulle visite genitoriali del padre o che siano fatte in regime di tutela, cioè sotto la sorveglianza delle assistenti sociali ed in luoghi prestabiliti.
          Spero di averla aiutata
          Marilena

      • Angelo ha detto:

        Credetemi, non so chi mi da la forza di scrivere. Fin da piccolo mio padre ha usato violenza fisica e violenza psicologica nei miei confronti. Sono state tutte situazioni che mi hanno ferito profondamente. La mia famiglia ha un’azienda agricola e quando ero bambino, come giusto che sia, io volevo andare a giocare con gli altri bambini a calcio, la mia passione più grande, a lui invece non è mai interessata la mia felicità ma voleva che dovevo lavorare a casa nell’azienda fin da piccolo. Ha sempre odiato tutte le cose che amavo, la mia passione per il calcio me l’ha fatta diventare un’ossessione. Diceva che era tempo perso, che dovevo lavorare a casa. Quando lui non sapeva niente, giocavo benissimo mentre quando lui sapeva qualcosa mi sentivo bloccato, andava sempre tutto storto. Finita la terza media, è stato lui a pressarmi per farmi fare la scelta dell’Istituto tecnico Agrario che a me non piaceva. Una classe di tutti maschi. I primi 2 anni, come alle medie, andavo bene a scuola perchè si facevano materie meno specifiche e a me piacevano molto. Gli ultimi 3 anni sono stati un’agonia. La mattina ero talmente demotivato che non mi alzavo e perdevo tantissime volte il pullman ma nonostante ciò, non ho mai perso un anno e sono riuscito a diplomarmi. Conobbi una ragazza e dopo 3 anni e mezzo di fidanzamento ci siamo lasciati, a mio modo di vedere, a causa di mio padre perchè lui non voleva. Ovviamente la mia ex mi rubava tempo prezioso che potevo spendere nell’azienda agricola. A rileggere alcuni messaggi, mi sembra che l’abbia scritti lui, non io. Io non sono cosi. A causa della mia forte passione per il calcio, dopo i 18 anni, ho iniziato a scommettere. Quando mio padre non sapeva niente mi andava sempre tutto bene, qualsiasi volta dicevo qualcosa a lui è incredibile come le cose mi giravano storte in un modo assurdo. Bastava una chiacchierata con lui, un racconto di un’esperienza felice per ritrovarmi senza energie, mi sentivo scemo e questo mi portava a fare le cose come non volevo farle davvero. Ho trovato lavoro e quando tornavo a casa dopo una giornata positiva, lo raccontavo a lui e indovinate cosa mi succedeva? Che il giorno dopo mi sentivo completamente assente, come se qualcuno mi avesse rubato tutte le energie. Non ce l’ho fatta, ho gettato la spugna e ho rinunciato anche a quel lavoro. Da allora ho deciso di tenermi per me le cose belle ma la situazione non è cambiata. Mi sento come se la mia vita mi fosse stata manipolata. Davvero una sensazione orribile, credetemi. Pensieri negativi per la testa che non mi fanno essere sereno e farmi vivere la vita che davvero volevo vivere. Credo di aver subito vari shock emozionali, ma io mi ripeto sempre di essere più forte di tutto. Stasera l’ultimo shock e mi sono detto basta e ho deciso di scrivere questo post. Ho instaurato da un po di tempo un bel rapporto con mia cugina e abbiamo deciso d’iniziare una settimana di prova in una palestra. Io, per paura, non volevo dirgli di questa mia nuova esperienza a mio padre. Nel momento di partire mi sono accorto che la sua macchina era senza chiavi, parcheggiata dietro la mia. Sono andato da lui per chiedergli le chiavi per spostarla e ha iniziato a dire di aspettare, che era impegnato, dove devi andare? Ecc. Era tardi, erano le 20 e 50 e alle 21 avevo l’appuntamento con mia cugina. Mamma ha sentito la nostra conversazione e è andata dentro per prendere le chiavi. Io l’ho seguita. Nel momento in cui sono uscito di casa mi sono ritrovato mio padre con una mazza in mano e ha iniziato ad urlare che ha perso la pazienza, che mi voleva uccidere. Sono scappato nella terra e lui m’ha rincorso finchè sono inciampato e caduto a terra. Scusate sono sconvolto non ce la faccio a continuare. A me fa male parlare di mio padre, a giuro sono arrivato ad un punto che non ce la faccio più. Mi sta rovinando la vita.

        • E’ giunto il momento in cui tu te ne vada da quella cosiddetta “famiglia”.
          All’inzio cerca di adattarti come puoi, da un’amico da un parente, ma esci da quella casa e mettiti in salvo, l’ideale sarebbe acnhe fare una denuncia per tutti i maltrattamenti subiti, tra l’altro per questo tipo di reato esiste il gratuito patrocinio, in pratica puoi usufruire dell’assistenza di un legale senza spendere un soldo perché è tutto a carico dello Stato.
          Fossi in te un penierino ce lo farei, anche per tutelarti in futuro.
          Marilena

      • Jolanta Bujnowska ha detto:

        Leggo questo articolo, e trovo lo stesso stato d’animo mio. Sono la mamma di un ragazzo di 12 anni mii sono separata da mio compagno,quando aveva 8 anni, perché mi ha distrutta psicologicamente,è un narcisista. Ora mi ritrovo con ragazzo manipolato,che non vuole stare con me. È più che sicuro che va manipolato.per favore mi aiuti. Come posso fare per riconquistare buon rapporto con mio figlio?

        • Non è una cosa facile da consigliare, va analizzata la sua situazione sia familgiare sia rapportuale col suo ex e poi va valutato il comportamento di suo figlio, tutte cose che richiedono tempo e disponibilità, un percorso di almento qualche giorno, senza sapere nulla di più di questa vicenda non posso nemmeno darle un consiglio.
          Provi però a visionare la mia pagina dei servizi, in fondo, tra le promozioni, troverà tutte le modalità, tempi e costi del counseling, quando avrà scelto quale metodo preferire mi ricontatti via mail: info@marilenacremaschini.it e vedremo di capire come agire.
          Marilena

  5. Valentina ha detto:

    Come capisco la sofferenza. Anch’io sono figlia di genitori narcisistii e manipolatori. Uscirne per me è difficile, anche dopo tanta terapia. Il loro demolirti era così sottile che stavi male e non capivi il perché.
    I miei genitori avevano tutte le caratteristiche possibili, pure la violenza, l alcolismo. Le apparenze però erano Salve. Un buon ruolo sociale. Molto amati da tutti. Ma poi c era l inferno.
    Una cosa positiva però c è stata nella mia vita, non ho commesso con mia figlia, che ora è adulta e madre gli stessi errori. È serena. Mi consola. Io non riuscivo a dare un nome al mio star male, ma un istinto mi guidava. Forse l amore.
    Grazie di cuore.

    • Essere diventata una buona madre nonostante il pessimo esempio lo deve solo a se stessa, al suo coraggio ed alla sua forza nel voler capire, nel voler cambiare ed essere diversa da ciò che aveva sempre visto, nell’avere il coraggio di rompere quelle catene ed uscire dal baratro che per molti è un buco nero che tutto risucchia.
      Invece lei ce l’ha fatta ed è per suo merito se sua figlia è una persona serena, auguro anche a lei di essere altrettanto serena, in fondo è stata soltanto sfortunata, non poteva scegliersi nè la famiglia né come vivere, però ha lottato per avere una vita fatta di valori concreti e quello che ha ottenuto è soltanto per merito suo, il suo passato non potrà cancellarlo come non cancellerà le ferite, le accetti come una qualcosa di inevitabile e si prenda le lodi per tutto quello che è riuscita a fare.
      Grazie Valentina per la sua testimonianza e per il suo coraggio, che sia di esempio per chi sta vivendo la sua stessa esperienza perché c’è sempre una speranza ed una possibilità di cambiare le cose ma ci vuole coraggio, lei lo ha avuto.

  6. Valentina ha detto:

    Grazie.

  7. Pamela ha detto:

    Buonasera, ho una sorella sposata con un manipolatore molto aggressivo, lei, dopo 13 anni è annientata, sembra esternamente normale, ma per me che la conosco è evidente che non ha più una vita, un’amica o un interesse, temo che a volte abusi anche di alcolici. Ma la cosa peggiore è che hanno un figlio di11 anni che è il giocattolo del padre, deve fare solo quello che vuole lui e deve stare sempre con lui, lo umilia pobblicamente quando è assieme ai cugini e non gli fa frequentare altri ragazzini, la madre non ha voce in capitolo con l’educazione del figlio, ed il mio amato nipote è sempre più scontroso ed aggressivo. Io vorrei l’intervento degli assistenti sociali perché in famiglia non sappiamo più come proteggere lui e la madre. Come posso fare? Non voglio far soffrire ulteriormente mio nipote ma neanche traumatizzarlo.

  8. lucaaaaa ha detto:

    Buongiorno Marilena, su un altro sito di esperti in materia, come lei, si dà l’alternativa di diminuire drasticamente i rapporti con queste persone narcisiste e manipolatrici (parlo nel caso dei familiari ad esempio che sono più problematici da escludere anche per un fattore affettivo che comunque può essere presente e difficile da eliminare, paradossalmente) invece di eliminare drasticamente i rapporti; c’è quindi una verità assoluta o è in parte solo frutto di un suo parere il fatto che l’unica soluzione sia eliminare i familiari tossici e psicopatici dalla nostra vita? Nel caso lei abbia ragione, gli altri esperti, che condividono anche una non completa separazione, hanno torto? e/o viceversa? Nel mio caso personale comunque i miei hanno sempre voluto impormi tutto, utilizzando violenza fisica e psicologica; oggi mi sento ancora (ho poco meno di 50 anni!!..ma mi sento super giovane ancora!) intrappolato e nonostante da quando ho 20 anni ho capito il “raggiro”, ancora dopo circa 30 anni non sono riuscito a staccarmi completamente perché spesso li vedo e parliamo di argomenti dove alla fine vengo influenzato, anche se ultimamente ho cercando di limitare al massimo grado i rapporti e sto iniziando a vivere e ad essere più assertivo perchè..mi sono davvero stufato e sto toccando il fondo; ancora c’è strada da percorrere e spero non sia lunga..il risultato è che al momento sono ancora però bloccato e mi sento non aver raggiunto molto nella vita anche perché non più ben chiari i miei obiettivi che credo da piccolo erano molto chiari ma offuscati dal plagio genitoriale; tutto ciò nonostante abbia un lavoro a tempo indeterminato e abbia una casa di proprietà (tra l’altro comprata dai miei, domanda: ma questo può essere posivito….?) e “esternamente” posso apparire senza problemi agli occhi della gente..ma è proprio l’opposto…Ho comunque iniziato da poco un percorso di psicoterapia e mi sto informando su internet e leggendo parecchio sul narcisismo e sulla manipolazione per aprire di più gli occhi, sto imparando tantissimo e stavolta sarà quella definitiva, sto capendo un sacco di cose e mi sembra assurdo non viversi la vita stando bene con noi stessi e mettere a servizio della comunità le nostre capacità (l’ho imparato seguendo le “lezioni” su internet.. 😉 ) Spero mi sia spiegato bene, in caso negativo mi scusi!!!…grazie Dottoressa per eventuale suo apporto e risposta e disponibilità.

    • Caro Luca, se le persone che ci stanno vicino ci fan star male o sono addirittura “tossiche” l’unica via per salvarsi è quella di recidere i rapporti, almeno fino a quanto sussiste la tossicità, le persone possono anche cambiare col tempo ma se questo non avviene e meglio mantenere una certa indipendenza.
      Questa ragione ovviamente non vale in tutti i casi, ed ogni situazione deve essere valutata prima dal consulente insieme al cliente e poi monitorata nel tempo, tenendo conto delle possibili variazioni se avvengono, diversamente sono dell’idea che la vita è una sola e deve essere vissuta nel modo in cui ci fa sentire felici e sereni e contenti di noi stessi prima di tutto ed anche prima degli altri, non vale la pena di cercare il plauso altrui quando è mancato da una vita e non è mai arrivato nonostante le contestazioni e le arrabbiature. Se il sistema comunicativo non funziona occorre smettere di ripetere lo stesso errore e cambiare modalità, gli atti il più delle volte raccontano più di mille parole.
      Spero di esserti stata d’aiuto, nel caso sono a disposizione anche in via privata con una mail.
      In bocca al lupo per il tuo percorso che ti renderà un uomo libero.
      Marilena

  9. Letizia ha detto:

    Gentile Dottoressa,
    sono un madre di tre gemellini di 6 anni. Da un anno e mezzo mi sono separata dal padre che non accetta la mia decisione e si è prefisso di vendicarsi. Oltre a non aiutarmi economicamente e a non aver voluto accettare alcun tipo di affido, le poche ore che passa con i figli le dedica a manipolarli. Ha iniziato obbligandoli a “pregare Dio” ogni volta affinché io lo facessi tornare a casa. Ha proseguito con il raccontare cose terribili e false di me e offendendomi e sminuendomi in loro presenza. Ora siamo arrivati a quello che qui vedo indicato come ricatto affettivo: convince uno dei miei bimbi, che da sempre è stato quello meno seguito e amato rispetto all’altro fratellino maschio (la bimba non è mai stata nei suoi pensieri), a rimanere a dormire con lui e poi a non voler rientrare a casa perché, parole di mio figlio, “così papà non si dispera”. I bambini sono seguiti da psicologhe ma l’azione di questo padre manipolatore sono gravissime e non riusciamo a “salvare” i bambini dalle nefaste conseguenze. Come posso fare per aiutarli? Grazie

    • Se i suoi figli sono seguiti dalle psicologhe chieda loro di attestare le condizioni di tali manipolazioni, disagi ed ansie che manifestano, in una relazione scritta, anche di poche righe ma bendettagliata sulle manifestazioni psicologiche non adeguate dei figli, affinché venga messo in evidenza l’influenza negativa e nociva del padre, le può tornare utile per chiedere o un affido esclusvo o un affido controllato, cioè seguito e monitorato dagli assistenti sociali, in modo che i figli non subiscano tali maltrattamenti psicologici che li danneggiano e danneggiano lei come figura materna.
      Per quanto riguarda il mancato versamento del mantenimento, se tale era stabilità nella sentenza di separazione, ne faccia denuncia per mancata esecuzione degli obblighi imposti dalla sentenza.
      Se ha bisogno di una mia assistenza più mirata mi contatti personalmente anche via mail.
      Augurandole che questa situazione si risolva al più presto le auguro una buona domenica
      Marilena

      • Letizia ha detto:

        La ringrazio molto per la sollecita risposta. Sto vivendo in Argentina e sto per presentare richiesta al tribunale di permesso di espatrio con i miei figli. Spero che la situazione generale e le relazioni degli psicologi del tribunale e delle psicologhe private mi aiutino in questo processo. Il Suo portale contiene informazioni che aiutano molto le persone che come me sono state vittime di un manipolatore. Le auguro di proseguire al meglio nella Sua professione.
        Letizia

        • Grazie il suo complimento, mi gratifica molto.
          Auguro anche a lei ogni bene e di sistemare presto ogni questione critica.
          In bocca al lupo
          Marilena

          • Donatella ha detto:

            Salve, sono sposata da 5 anni e mezzo, sto cominciando a pensare che mio marito sia un sottile manipolatore. Sembra tanto mite, ma ha un modo di “scherzare” che mi ferisce. Ultimamente è peggiorato, dice apposta delle cose che non sopporto e se mi arrabbio per questo, dice che sono matta ed esaurita. Da circa 4 anni e mezzo soffro di depressione, aggravata dal fatto di essermi trasferita col matrimonio nella città di mio marito, e peggiorata ulteriormente con il post partum. Non so se si tratti di vera manipolazione, ma con lui sono serena sempre più raramente. Grazie mille, Donatella

            • Mi dispiace Donatella per quello che le sta succedendo, essere madre dovrebbe essere solo gioia e serenità, purtroppo la situazione di stress e depressione, che ha portato anche lo stress post-partum, non aiuta ad avere una sana tranquillità.
              Per poterla aiutare devo conoscere la storia nei particolari anche per poterle dare dei consigli ben indirizzati.
              Io attuo un counseling online, fatto via mail, che oltre che ad essere comodo ed economico è molto efficace e viene seguita costantemente per alcuni giorni, quelle che lei sceglie, vada in fondo alla pagina dei servizi e troverà delle offerte in scadenza ma molto ribassanti i costi, quindi le consiglio di approfittare, per il versamento con bonifico mi basta avere la ricevuta del versamento per incominciare, se attendessimo i tempi dell’accredito passerebbero tutti i giorni di festa, che sono parecchi.
              Attendo sue notizie anche via mail
              Marilena

  10. Eleonora ha detto:

    Salve. Mi chiamo Eleonora e ho 30 anni e da circa un anno ho scoperto che i miei genitori sono ludopatici. Hanno dissipato tutti i risparmi di una vita e fatto una montagna di debiti; messi davanti al fatto compiuto hanno semplicemente sminuito, oppure in alcuni momenti erano plateali e gridavano a gran voce che avrebbero riconquistato la mia fiducia e quella di mia sorella, piangendo lacrime di coccodrillo. La vita è andata avanti, loro hanno fatto solo dei cambiamenti di facciata, ma tutto è rimasto immutato e io recentemente ho cominciato ad avere dei problemi di ansia molto forti, per cui ho deciso di intraprendere una terapia con una psicologa.
    Sto capendo solo ora che la ludopatia ha solo palesato componenti disfunzionali che i miei genitori hanno sempre avuto, da quando ero bambina. Mi hanno sempre sminuito, non hanno incoraggiato le mie naturali inclinazioni, sono sempre stata troppo grassa per loro, ma allo stesso tempo mi facevano ingozzare sempre a volontà, mai una carezza, mai un brava. Mi sono laureata, sono sempre andata bene a scuola, sono sempre stata quella con la testa sulle spalle: l ho fatto per me stessa ma anche per compiacerli, per sentirmi amata e me ne rendo conto solo ora. Mia madre e mio padre vanno d’accordissimo tra di loro e sono stati molto uniti anche nel delirio della ludopatia, tuttavia io e mia sorella siamo state sempre escluse da questa “relazione un corpo e un’anima”. Sto cercando con difficoltà di staccarmi da loro, di farmi una vita col mio compagno, ma mi sembra tutto molto difficile, mi sento una fallita e in colpa per ogni cosa. Spero con la terapia di districare questa matassa di sentimenti che sento alla bocca dello stomaco. Questa lettura mi è stata utile, la ringrazio molto.

    • La soluzione che la tutelerebbe di più è che venga nominato dal Tribunale un Amministratore di Sostegno, che in tal caso potrebbe essere lei o un fratello, in modo tale da impedire ai suoi genitori di fare più danni di quelli che hanno già fatto.
      In molti Tribunali la pratica non richiede la nomina di un avvocato, quindi eviterebbe anche le spese legali.
      Mi contatti via mail in modo da poterci confrontare privatamente.
      La mia mail è: info@marilenacremaschini.it
      A presto
      Marilena

  11. Elena ha detto:

    Gent.le Dottoressa,
    Che dire? Questo articolo è la rappresentazione più veritiera della mia non-vita all’interno della mia non-famiglia. Da dicembre 2017 sono tornata dalla psicologa familiare che mi aveva tenuta in cura tra il 2012 e il 2013 e con la quale sto affrontando un percorso non facile. Io purtroppo in casa ancora ci vivo, ma non per scelta personale o di altri, bensì perché non ho i mezzi economici per potermi emancipare (ho un lavoro, ma l’emolumento non è bastante a consentirmi di andarmene). Gli abusi fisici, psicologici, verbali ed emotivi che ho subito negli anni hanno lasciato cicatrici indelebili. Ho vissuto l’inimmaginabile e sono stata testimone dell’inimmaginabile. Potrei scrivere un trattato di 1000 pagine sulle cose orrende che mi sono state fatte e dette. Apprezzo moltissimo chi scrive questi articoli, gettando luce su una realtà sommersa ma incredibilmente diffusa. E’ un incubo dal quale ci si può svegliare solo andandosene di casa, anche se, come dice la mia psicologa: “I nostri genitori ci rimangono dentro anche quando sono sottoterra”, il che implica che si possono fare tanti passi avanti, ci si può svincolare, ma che l’imprinting comunque rimane.

    • Verissimo, il legame mentale è più duro a morire di quello fisico e più difficile da risolvere ed accantonare, ma certamente la distanza aiuterebbe; ma verrà anche per lei il tempo di poter prendere il suo spazio, ovunque andrà.
      Ed è vero che letture come i miei articoli ed i vostri commenti aiutano le persone a non sentirsi sole, a non sentirsi gli unici a cui capitano queste cose, perché lo spirito familiare è quello di mantenere le apparenze e nascondere tutto il resto.
      Se volesse un giorno parlare della sua storia, come suo sfogo personale, approvato dalla sua terapeuta, potrebbe esserle d’aiuto, la scrittura in tali casi diventa curativa ed io potrei pubblicarlo come storia di fatti veri raccontati in prima persona.
      Se ritiene che questa cosa possa aiutarla sono dispoibile a questo sfogo mediatico.
      A presto
      Marilena

  12. Francesca ha detto:

    Mi ricinosco in tutto. Figlia di un padre bipolare. Ex marito narcisista e dipendente. Mia figlia inizia ad allontanarlo…e lui non capisce nulla.

    • Una situazione che si riconferma nelle sue peggiori sembianze, vanno cambiati i parametri di valutazione delle persone ed aumentata la stima in se stesse, per non rifare donami gli stessi errori del passato.
      Se vuole il mio aiuto mi contatti via mail info@marilenacremaschini.it
      E non perda tempo, per lei e per sua figlia
      A presto
      Marilena

  13. polly ha detto:

    ho 17 anni ed è tutta la vita che ho a che fare con genitori narcisisti e violenti. Fino a uno o due anni fa c’era anche violenza fisica, iniziata quando avevo circa 3-4 anni. Sono ottimi gaslighters, sopratutto mio “padre”. Non so che fare, mi sembra di impazzire. alle medie ho iniziato con comportamenti autolesionistici e ho iniziato a soffrire di depressione e ansia sempre più forte, che mi perseguitano tuttora. Ho iniziato un percorso con la psicologa un anno fa ma lei sorvola su questa situazione a casa, non crede che sia grave. Ho chiamato il numero azzurro dopo l’ennesimo atto di violenza fisica a febbraio, ma non s’è risolto nulla, ‘E estate e sono a casa, mi sento umiliata e vorrei uccidermi. Non vedo via di scampo. Frequento il liceo scientifico, non lavoro, il sogno sarebbe andare via appena fatti i 18.Ho soldi da parte, ma mi basterebbero solo per 2 mesi max di affitto e bollette. Vorrei trovare il coraggio di uccidermi. a 13 anni l’ho trovato. sono finita all’ospedale per qualche settimana, ma nessuno ha mai capito perchè (eccetto i miei genitori n che hanno finto che non fosse successo nulla). Appaiono persone normali agli altri, e spesso hanno raccontato bugie su di me a scuola (eh si..) e quando ho cercato di spiegare come stavano le cose le persone pensavano che la pazza bugiarda fossi io..

  14. leonessa ha detto:

    credo che un giorno compirò un gesto estremo…forse un giorno i sensi di colpa raggiungeranno un punto tale che deciderò di togliermi la vita. un genitore che mi ha privato della libertà, che mi ha fatto sempre sentire in colpa e ho sempre dato tutto ricercando i suoi consensi. uno dei 10 comandamenti è quello di non rubare. pensiamo che rubare sia inteso al furto solo di un oggetto? rubare è anche appropriarsi della vita di un altra persona.

    • Sii all’altezza del tuo nome e non arrenderti e non darla vinta a chi ti considera una sconfitta, tira fuori le unghie e riprenditi la tua vita, nache nelle condizioni peggiori si può fare, bisogna avere coraggio e quello non ti manca, anche di un aiuto e se vuoi sono qui ad offrirti il mio, ma rprenditi ciò che è tuo. Non credere mai che le parole di una persona siano la verità assoluta, quella la sai tu perché è già dentro di te, quindi non dar retta a chi dice male e rompi le catene della tua gabbia.
      Ti assicuro che anche se ti imprigionano non possono mai imprigionare la tua mente ed i tuoi pensieri, allora tirali fuori per cercare il modo ed il come uscire, se vuoi una mano scrivimi alla mail info@marilenacremaschini.it ma assolutamente non arrenderti né non dargliela vita.
      Marilena

  15. Lara ha detto:

    Buonasera, ci tengo a sottolineare che:

    – mia madre narcisista patologica ha sempre avuto (ed ha) moltissimi amici perché con loro è praticamente perfetta, per dare un’ immagine di se completamente opposta a quello che in realtà è, per averli vicino e sentirsi nel giusto ogni volta che mi disprezzava dandomi anche la colpa per un tumore al seno dovuta (a quato lei dice) al fatto che anni fa sia andata a vivere in un’altra città lontana da lei;

    – pur appartengo alla tipologia del figlio che è riuscito ad andarsene (a differenza della Golden child) ho pagato a caro prezzo il suo imprinting malato facendomi ritrovare in relazioni problematiche, violente, con uomini narcisisti a loro volta, così come mi trovo adesso (quindi non è vero che va via “si salvi”…

    Grazie in ogni caso del post assolutamente illuminante

    • Quello che dice cara Sara è tutto vero e corrisponde ad alcuni degli aspetti che si creano nelle vicende che riguardano questo tipo di genitorialità.
      Inutile combattere il loro modo di fare, cercare di cambiarli o di avere dei chiarmenti: loro sono perfetti e sempre lei quella sbagliata e che sbaglia.
      Inoltre andarsene lontani è un modo per rompere le catene della dipendenza e del controllo, che sono alla base della manipolazione, ma non basta la distanza chilometrica, bisognacreare innanzitutto una distanza mentale, una vera indipendenza in modo tale che i loro attacchi vadano a vuoto e non facciano più male né insinuino alcun senso di colpa inesistente, lo creiamo noi perché crediamo alle loro crudeli parole, ma la realtà è ben diversa.
      Liberarsi è possibile ma occorre intraprendere un percorso che faccia prima di tutto comprendere le dinamiche di tali manipolazioni per poter imparare ad evitarle e per poi imparare veramente a vivere senza.
      Se vuole il mio aiuto può contattarmi via mail: info@marilenacremaschini.it.
      Non le prometto miracoli ma dei cambiamenti significativi sì, una volta intrapreso il percorso sarà in grado di arrivare da sola a raggiungere la sua indipendenza e la sua individualità, tanto agognata e mai avuta.
      Marilena

  16. Patrizia ha detto:

    Buon giorno, la mia storia è probabilmente comune a tante/I. Mi sono sposata giovanissima, lo sono da 41 anni. Con alti e bassi io e mio marito viviamo da separati, come fratello e sorella cercando di vivere ognuno la propria vita. Dopo la morte per cancro di mia sorella sono l’unica che possa prendersi cura di mia madre, ho un fratello ma ha problemi psichici. Mia madre è narcisista e manipolatrice, secondo me. L’ho scoperto da adulta, da bambina/adolescente era il mio modello di donna. Quando avevo 7 anni mi mise in un colleghi lontanissimo da casa, non avevano ancora l’auto quindi non andavano a trovarmi spesso, forse una volta al mese. Ogni volta era un pianto, lei è mio padre, che voleva portarmi via, andavano via imbrogliandomi. Avevo anche ricominciato a fare la pipì a letto. Dopo due anni mi riportato a casa. All’età di 11 anni arriva un altro trauma che mi segnale in modo negativo. Circa 10 anni fa ho iniziato a soffrire d’ansia, e avere crisi da sindrome di abbandono. Mia sorella ha avuto con mia madre un rapporto conflittuale, sempre. Mamma avrebbe dovuto ammirarla per come aveva saputo portare avanti la sua vita da single: lavorando, mettendo su casa, allevando una figlia da sola e invece non faceva altro che denigrarla e criticarla anche con me. Tutto questo, oggi l’ho capito, perchè non riusciva a piegarla alla sua volontà. Io facevo un pò da cuscinetto fra le due. Finchè mia sorella si è ammalata e 4anni fa è morta. Ora le sue attenzioni sono “rivolte” a me, esclusivimente. In questo periodo attraverso uno stato di esaurimento emotivo, non riesco a sottrarmi alle sue manipolazioni subdole. Le mie giornate sono scandite da da lei è dal suo “disordine” organizzattivo e dai suoi bisogni, ha 87 anni e autosufficiente. Vivo ogni giorno senza sapere cosa farà e deciderà. Ogni volta che cerco di organizzarmi al meglio in base alle mie esigenzei senza trascurarla lei puntualmente disfa. Come se volesse tenermi sempre sulla corda, a sua disposizione. È pessimista, negativa, giudicatrice. All’esterno tutti la conoscono come allegra e gioviale e mi invidiano pure Ansia e angoscia mi accompagnano. Vorrei mettere fine a tutto cio senza sentirmi in colpa. Vorrei salvarmi da malattia e depressione. Ho 60 anni e due figli splendidi, nonostante tutto. Grazie

    • Coi manipolatori non ci sono speranze di comprensione o di riuscire a convincerli o modificarli ricavandosi una vita, l’unico modo è di tagliare i ponti ed i contatti con lei il più possibile, sò che questo la farà sentire terribilmente in colpa cara Patrizia, ma non ci sono alternative, trovi, se ne ha possibilità o chieda aiuto all’ASL, una badante che si occupi di lei, che la possa visitare tutti gigiorni, in modo da seguirla adeguatamente e lei rimanga a casa sua sperando che sia abbastanza lontana.
      Non si faccia né incantare né corrompere dalle sue tragedie che s’inventerà, se può mandi sempre qualcun’altro, in modo da rompere quella catena che la lega a lei.
      Se ha bisogno di consigli più approfonditi o di essere seguita mi contatti via mail, e vedrò di aiutarla.
      La mia mail: info@marilenacremaschini.it
      Tanti auguri e buona serata
      Marilena

      • Patrizia ha detto:

        Grazie! Penso di contattarla perchè credo di avere bisogno di alcune dritte sulla comunicazione. Vorrei che questo distacco non appaia come una vendetta, non intendo dargli strumenti per farmi sentire in colpa. Lasciarle chiaro che il rispetto prima di tutto si da e poi si riceve. A presto

        • Aspetto la sua mail, e non si faccia premura per il periodo vacanziero, io sono sempre al lavoro e le riponderò anche se è festa o ferragosto.
          Sono contenta che abbia deciso di fare qualcosa di concreto, agire è sempre la migliore azione piuttosto che stare ad attendere che le cose cambino da sole, il che non avviene mai.
          A presto
          Marilena

  17. Francesca ha detto:

    Buonasera, ho letto con molta attenzione il suo articolo e vi sono stati dei momenti in cui mi sono sentita morire. Che mio padre avesse dei problemi ormai lo avevo intuito da tempo. Già da ragazzina mostrava nei miei riguardi una morbosità asfissiante. Non mi lasciava uscire, non potevo frequentare ragazzi, spesso mi zitti a impedendomi di esprimere la mia opinione. Al contempo sapeva essere dolcissimo e generoso. Mi riempiva di regali e bastava una linea di febbre per ottenere qualunque cosa io desiderassi. Ha sempre insistito affinché io proseguiti gli studi, arrivando persino a pagare per una scuola privata, molto costosa. Frequentavo l’università, quando mio padre è stato arrestato e la vita mia è cambiata. A casa eravamo io, mia madre e mia sorella e, a dispetto di quanto soldi aveva guadagnato mio padre (davvero tanti), ci siamo trovate senza un centesimo. Sono stati anni difficili e anche durante la sua detenzione, mio padre, ha sempre preteso soldi e chiedeva continuamente cose costose (abiti, scarpe e cose inutili). Mia madre si è privata di tutto, lasciandosi andare e trascurando i suoi bisogni per farlo contento, perché la vittima era lui e non noi. Nonostante tutto, ho conseguito la laurea, (desideravo renderlo orgoglioso, fiero di me), mia sorella si è diplomata, ma ha preferito andare a lavorare anziché studiare e l’ha sempre sminuito attuando un perverso giochino che l’ha resa rancorisa nei miei confronti . Una volta tornato a casa(dopo quasi nove anni) mi aspettavo di trovare una persona riconoscente. Invece ci siamo trovate davanti a un bambino capriccioso, che per altri sette anni ha fatto il soprammobile denigrando i nostri sforzi e criticando in continuazione. Mia madre gli ha fatto da sguattera, mia sorella gli ha dato da mangiare. Io gli ho messo un tetto sulla testa, ma quando ho deciso di andare a vivere con mio marito non mi ha parlato per un anno, tenendomi a distanza perché non approva mio marito. Una decina di giorni fa è successo l’irreparabile. Ha fatto di tutto per far scoprire una sua relazione clandestina e ha confessato a mia madre di aver avuto un’altra donna e un figlio illegittimo da più di quarant’anni, esprimendo il desiderio di andare a vivere con loro. A me, che l’ho affrontato, ha detto che qui si sente un pezzente e che se la vita ha ancora un po’ di bene da offrirgli, lui intende approfittarne. Se n’è andato e da allora non si è più fatto sentire. La cosa che mi ha lasciato più annichilita è stato il suo atteggiamento baldanzoso, il sorrisino di scherno, quasi stesse godendo della nostra sofferenza. Ci ha mortificato e umiliato dopo che abbiamo sacrificato ogni cosa per lui. Ora vorrei solo uscirne e trovare la forza di estirpare questa spina che ho nel cuore, nella speranza che mia madre e mia sorella riescano a uscire dall’oscurità in cui lui le ha scaraventato. Ammetto anche che covo un profondo desiderio di fargli del male, di vederlo soffrire, e questo mi spaventa. Al contempo provo un strana paura di essere abbandonata ancora, paura che non avevo mai provato prima. Sto molto male. Grazie comunque dell’articolo. Bisognerebbe parlare di più di certe patologie. Francesca

    • Credo, cara Francesca, che il mortificato fosse lui, ma per orgoglio lo ha nascosto dietro sorrisetti ed atteggiamenti supponenti.
      Mi dispiace, deve essere stato difficile vivere con un padre così, che a volte si fa adorare ma sai già che tutto questo ha un costo altissimo da pagare.
      Probabilmente il tuo odio e desiderio di vendetta, del tutto naturale e normale, derivano dal fatto di aver soffeerto tanto per causa sua e ti piacerebbe avere giustizia di tutto quello che ti ha fatto passare, non dovrai aspettare molto perché le persone così finiscono per rimanere sole e la solitudine, quando hai bisogno degli altri, è la sofferenza peggiore per lui che sperava di avere il controllo su tutti e su tutto.
      Capisco anche che ti senti abbandonata, abbandonata quando hai incominciato a capire che l’amore di tuo padre non era incondizionata, abbandonata quando ha tradito la vostra fiducia, abbandonata quando se n’è andato, ed ora dovresti fare i conti con un abbandono definitivo perché sai già che su un padre così non potrai contare nel futuro.
      Fatti coraggio, non tutti hanno la fortuna di avere dei buoni genitori, usa questa situazione per non fare agli altri, alla tua famiglia, ai tuoi figli la stessa cosa che hai subito tu, anche le esperienze negative ci apportano qualcosa, ci insegnano cosa non dobbiamo fare né come dobbiamo essere, questo ti renderà una persona migliore di quello che già sei.
      GRazie del tuo commento, anche tu col tuo racconto, potrei aiutare qualcuno a comprendere la sua situazione e a capire la sua rabbia, anche tu hai contribuito a diffondere l’informazione che esistono anche realtà come questa, anche se apparentemente dal di fuori può sembrare tutto perfetto.
      Grazie della tua testimonianza e tantissimi auguri di avere un futuro più sereno.
      Marilena

  18. jorkeds ha detto:

    Le prime sensazioni che ricordo di aver provato nella mia vita sono tristezza, ansia e senso di colpa. E tutt’ora sono quelle che mi accompagnano ogni giorno, ad ogni ora! Aver avuto una madre così ed un padre del tutto indifferente sempre impegnato nel lavoro, del tutto assente se non per un sostegno economico al quale ovviamente dico grazie, hanno contribuito a tanti anni di autolesionismo sia fisico che mentale, problemi alimentari e voglia di compiacere sempre e soltanto gli altri.
    Sono arrivata a 22 anni, sto per laurearmi e non capisco se sia stata una scelta mia ma mi sembra di non aver vissuto. Tutt’ora mi sento sempre sotto accusa, sotto giudizio, ogni scelta che prendo non va mai bene.
    ricordo tutta la mia vita così, non riesco ad essere felice, probabilmente non lo sarò mai. A volta mi sento cattiva e penso che solo la morte di mia madre o meglio la mia possano risolvere la situazione.
    sono molto rassegnata a tutto questo

    • Ci sono altri modi per risolvere i suoi problemi, non cancelleranno il suo dolore ed i suoi ricordi, ma col tempo le peseranno meno, ci sono cose che non si possono cambiare, come il nostro passato e ciò che riguarda gli altri, ma ciò che riguarda noi stessi e il nostro presente, per avere un buon futuro, suquello si può intervenire e va assolutamente cambiato per smettere di soffrire.
      Non si rassegni ed invece faccia un ultimo sforzo di volontà per rinascere e dare un senso diverso alla sua esistenza.
      Se vuole il mio aiuto sono a sua disposizione, rispondo anche oggi, può inviarmi un contatto alla mail info@marilenacremaschini.it ed incominciare da lì…. un passo per volta, verso una vita migliore.
      A presto
      Marilena

  19. Lucy ha detto:

    Gentile Drssa,
    La mia situazione è un po’ particolare. Anch’io ho avuto due genitori narcisisti (la madre perversa) ma da anni, prima vivendo da sola e rielaborando la mia situazione, poi con la terapia, credo di aver acquisito la consapevolezza e le competenze per uscirne. Resto comunque una persona tendenzialmente insicura e bisognosa di affetto, per cui sono finita intrappolata in una relazione con un narcisista perverso e ho avuto una figlia. Fortunatamente non ci è voluto molto per accorgersene e trovare la forza per uscirne: ci stiamo separando e la bambina adesso ha meno di due anni e non sembra dare segni di scompenso (anche se l’età rende difficile la valutazione). Inutile usare eufemismi per descrivere mio marito: la sua è violenza psicologica: continue svalutazioni, urla e minacce anche mentre dovevo occuparmi di mia figlia, insulti alla mia famiglia ed ai miei amici per cercare di isolarmi, violenza economica, praticamente tutte le forme eccetto quella fisica.
    Il dilemma morale è questo: per mia figlia è meglio avere un padre così, o non averlo?
    Il comportamento di mio marito ha rilevanza penale. La violenza psicologica, le minacce, le estorsioni. è tutto scritto, registrato o con testimoni. Vale la pena di avviare un processo legale, che ha comunque poche probabilità di arrivare a togliergli l’affidamento, a spese di un lungo calvario legale, o conviene stare tranquilla, soffocare l’ansia e pensare solo a fornire dalla mia parte un modello positivo che aiuterà mia figlia ad affrontare il genitore narcisista quando crescerà?
    Tanti faciloni diranno che bisogna denunciare e basta, che questi sono casi palesi, ma non è così. Moltissime donne (o uomini) vittime di violenza vivono questo dilemma, e non si sentono supportati nè dalle autorità, nè dai legali nè dagli psicologi nè dai centri antiviolenza per il semplice fatto che questi non si mettono d’accordo tra loro, e senza nemmeno delle franche evidenze a supporto delle loro tesi.

    • Ha ragione, si parla tanto di sostegno ma di aiuto effettivo in questa e tante altre situazioni che coinvolgono la famiglia, i genitori, i figli ce n’è ben poco, e la burocrazia rimane sempre il peggior ostacolo.
      Però non ci si deve arrendere. Se si è vittime si deve denunciare il mostro e si deve lottare per avere una vita dignitosa e fatta di soddisfazioni, non è facile, ma arrendersi ed accettare la situazione senza far nulla è ancora peggio.
      In fondo avete una vita sola sta a voi scelgiere come viverla, ma quando si hanno dei figli questa scelta egoistica non ve la potete più permettere, a loro il diritto di crescere da bambini felici, almento per quanto sia possibile.
      Marilena

  20. Lavinia ha detto:

    Carissima dottoressa, ho 49 anni, sono sposata, ho un buon lavoro ed una vita abbastanza soddisfacente, ma solo nel 2014 ho scoperto che mia madre è una narcisista patologica. Mi ha fatto passare un’infanzia ed un’adolescenza da incubo, povere sotto ogni punto di vista, solitarie e deprivate.
    Fino al 2014 ho vissuto come voleva lei: ho conseguito importanti obiettivi di studio e professionali, solo per renderla contenta. Ma tutto è sempre stato vano. Quando avevo sette anni, per motivi che non ho mai compreso, ha deciso che io fossi ‘inadeguata’: inadeguata a scuola, nelle amicizie (ha sempre avuto cura di allontanare tutte le mie amicizie, denigrandole) ed inadeguata anche per quanto avrebbe riguardato il mio futuro: ‘ Non hai personalità, sei un’insicura, sei bruttina, poverina, non sei adatta né al matrimonio, né a costruirti una famiglia, meglio che tu rimanga nubile’. Tutta la vita ho lottato, per dimostrarle il mio valore, eppure tutto è stato inutile. Niente è mai stato abbastanza.
    Purtroppo, ho una figlia con una disabilità abbastanza grave, che lei non ha mai accettato e che vede come la giusta punizione alla mia inadeguatezza: ‘ Non sei stata neppure capace di avere una figlia normale… Cosa ti dicevo, non sei adatta al matrimonio ed alla famiglia’.
    Ho sempre avuto fidanzati narcisisti, svalutanti ed anaffettivi: l’unico empatico che ho incontrato, l’ho sposato.
    Mi dispiace tanto ammettere di non provare, nei suoi confronti, quell’amore che sarebbe naturale nei confronti di una madre. E mi sento in colpa, per questo… Ed anche enormemente triste…

    • Cara Lavinia non deve sentirsi in colpa di una situaizone che non ha creato lei.
      Si ama e si adora un genitore perche è un bravo genitore e merita il nostro affetto, ma quando non lo merita perché ci ha reso infelici e la sua crudeltà ci ha tolto pure la possibilità di essere delle persone libere e speciali credo che l’unica cosa che rimane, giustificata ed ampiamente motivata da una vita di abusi, è odiare liberamente ed in maniera sana quel genitore.
      I veri sentimenti non vanno sottaciuti, nascosti o frustrati, in fondo esprimono quello che noi proviamo ed una donna che arriva a dire che l’handicap di sua figlia è una giusta punizione per lei è una donna che spreca nella maniera più abominevole il termine di madre.
      Non abbia mai paura di provare quello che sente e di dire quello che prova, anche se è negativo, è estremamente liberatorio oltre al fatto che la verità pura non la si può nascondere o celare sotto mentite vesti, prima o poi si svela sempre.
      Nel caso abbia bisogno di sfogarsi ancora, sono a sua disposizione, mi scriva via mail: info@marilenacremaschini.it.
      Spero di averla aiutata ma vorrei aiutarla a liberarsi da quel peso che la opprime da una vita e che non le ha mai dato la possibilità di sentirsi una persona e di essere libera.
      Marilena

      • Anna ha detto:

        Salve sono una ragazza di 30 anni la mia storia è un po’ lunga ho vissuto come voi una pessima infanzia ho letto più di una trentina delle vostre storie e mi sono sentita meno sola e mi sono sentita in dovere di raccontare anche la mia, anche per me stessa e per voi che siamo nascosti dalla vergogna in varie parti del mondo direi ma il primo passo è avere il coraggio di raccontarci valiamo proprio perché non abbiamo avuto vita facile a 2 anni ho perso un padre instabile mentalmente tant è vero che una notte con il gas voleva ucciderci tutti (me mia madre e lui) poi un giorno L anno ritrovato impiccato ci siamo trasferite dai miei nonni che hanno un figlio(zio) schizzofenico io poiché ero piccola L unico che giocava con me era lui ma se mangiavo un pezzo di carta mi diceva che sarei morta , spesso giocavamo sul letto e mi comprimeva la respirazione con il cuscino io urlavo e venivo pure picchiata perché a 4 anni dovevo capire che non stava bene con la testa mia madre era sempre a lavoro tornava solo la sera poi si è risposata con il mio secondo padre e ci siamo trasferiti con lei non sono mai andata d accordo litigavo lei mi ripeteva più volte che ero pazza che somigliavo alla razza di mio padre quando mi diceva questo mi si alimentava in rabbia rimanevo in camera e piangevo la famiglia del mio primo padre è gente avida è cattiva ricordo che fino si 18 anni ero forzata a vedere questi nonni paterni mia madre mi tirava per i capelli perché io non ci volevo andare ogni volta che vedevo la nonna piangeva e parlava di mio padre dopo i 18 anni non li ho più voluti vedere con mia mamma era un litigio continuo x tutto volevo imparare a cucinare con lei non me lo permetteva se facevo cadere una goccia di qualcosa a terra si urlava una volta nel pieno COVID feci una torta salata me la lancio davanti la porta di casa quando mi sono fidanzata la lotta era ancora più aspra sembrasse gli desse fastidio che ero felice una volta dovevo andare a un matrimonio non mi fece mettere il vestito che lei mie aveva cucito per dispetto mi rompeva le cose diceva che ero pazza la sua spina nel fianco per farla a breve una volta mentre litigavamo gli venne una crisi e li mi scatto nel cervello la frase me ne devo andare altrimenti mi farà sentire in colpa anche di questo mi trasferii da mia nonna passai in estate intera che la sera non potevo uscire perché nonostante avessi 27 anni non potevo tornare tardi mio zio la notte accendeva le luci mentre dormivo perché era pazzo una volta mi stava a dare pure addosso finendo a strillare nel palazzo trovai il primo buco di casa e andai a vivere lì da sola le acque si calmarono un po’ pensai solo la pecora nera della casa me ne vado poi è morto mio padre c è stato un riavvicinamento xke non volevo lasciare mia madre sola feci la cazzata di ritornare a vivere lì però senza lasciare la mia casa le dinamiche iniziarono peggio di prima e io caddi più in depressione lei mi rifaccio di casa e io subito me ne andai conobbi un ragazzo glielo presentai rendendola partecipe della mia vita perché comunque lei sapeva dove toccarmi per tenermi asserita a lei poi i litigi ricominciarono mi vedeva per strada salutando il mio ragazzo e non me in pratica poi ho pensato di andarmene da lì e ho cambiato regionechiamo il mio ragazzo sentendomi dire da parte sua le peggiori cose le peggiori bestemmie gli racconto tutta la mia vita anche del mio ex dicevo che io stavo con lui solo perché avevo paura di stare sola che ero una persona pazza che sarei tornata strisciando ai suoi piedi dopo ciò ho preferito far bloccare il suo numero anche dal mio ragazzo da quel giorno sono caduta nella depressione più totale pensando seriamente di ammazzarmi e ho iniziato una terapia più L aiuto di qualche farmaco che non ho mai assunto in vita mia affrontare tutti i demoni del passato fa male da quando ho iniziato faccio sempre molto incubi ma so che L inizio è duro e che devo far pace con la bambina è L adolescente che è in me

  21. Stella ha detto:

    Come faccio a far stare bene un caro amico depresso a causa di una madre narcisista? Come mi devo comportare con lui? Come posso farlo stare bene?

    • Dovrebbe convincere il suoamico a scrivermi e ad aprirsi. (info@marilenacremaschini.it)
      Parlarne è il primo passo per affronatare i problemi che altrimenti non solo non si attenuano ma col tempo si ingigantiscono trasformando la vita di chi li patisce.
      Marilena

  22. Angela ha detto:

    Carissima Dottoressa, sono disperata perché mio figlio di 15 anni non vuole rientrare a casa nostra con me e la sorellina….un anno fa circa ho iniziato a frequentare un uomo, chiedendo il permesso ai miei figli, che hanno dato il consenso. a distanza di un anno lo viene a sapere il padre mio ex marito ed inizia a manipolare i miei figli, dicendo che dovevano chiedermi di lasciare il mio compagno altrimenti loro se ne sarebbero andati a vivere con il padre. Il maschietto cade nella trappola ed inizia a ricattarmi…. la femminuccia di quasi 14 anni invece reagisce e dice al padre che finché il fratello non rientra a casa nostra non lo vuole né vedere e né sentire…. sono distrutta dal dolore mio figlio mi manca da impazzire….io in questo momento sto scegliendo di far capire a mio figlio che i ricatti non si fanno …anche perché cedendo mi metterei sotto scacco a vita del mio ex marito che mi ha fatto tanto male….

    • Immagino quanto possa essere difficile la sua situazione, ma mi dia la possibilità di conoscere meglio la vicenda in privato ed in modo da darle un consiglio più mirato, seguendo anche l’evoluzione dei risultati o mancati risultati, in modo da aiutarla in maniera esaustiva.
      Vada nella pagina dei servizi, in fondo, dove sono elencate le promozioni, rova i preventivi per tutte le modalità di counseling, io solitamente consiglio quella via mail perché è più lunga, completa ed anche più economica.
      Poi mi faccia sapere scrivendomi all’indirizzo: info@marilenacremaschini.it
      A presto
      Marilena

  23. Luna83 ha detto:

    Davvero complimenti per il blog .. Io credo che mia madre, senza “cattiveria” sia stata e sia così.. e’ difficile da accettare ma anni e anni di punizioni corporali magari per aver detto una frase impertinente , seguiti da denigrazione verbale, negazione del l’evidenza, critiche con tutti i parenti e gli amici (a loro volta criticati in altra sede) , rapporto di competizione estrema con mia sorella, mi fan pensare che il quadro non possa che essere questo. A complicare il tutto io ero una cosiddetta “zebra”, bambina ad alto potenziale. Mi sono rifugiata in un mondo mio, azzarate le confidenze (in modo che quanto da me confidato non potesse più essere usato contro di me) e quando ho potuto ho costruito una vita ed una carriera mie, basate sullo studio e sul l’impegno e circondata da persone che non conoscesse. Ora però a causa di una malattia sono dovuta rientrare in famiglia perché c’è bisogno di me e nonostante sia ormai adulta e strutturata le dinamiche sono rimaste quelle; non sono più dipendente affettiva per cui riesco a proteggermi emotivamente ma mi sento imprigionata in una situazione da cui vorrei fuggire, senza poterlo fare per senso del dovere.

    • Perché non proviamo a parlarne privatamente ed a scandagliare questo problema in modo da risolverlo.
      Io di solito consiglio un percorso di qualche giorno, che tra l’altro è estremamente economico, prova a visionare la pagina dei servizi, in fondo tra le propmozioni ci sono varie proposte, ma per la tua opterei per qualche giorno consegutivo, in modo da conoscere bene la vicenda e poterti consigliare al meglio.
      A presto
      Marilena

  24. ivan ha detto:

    buongiorno, ho 29 anni e vivo da anni con i genitori in una cascina di campagna al piano superiore, fin da bambino ho sviluppato un rapporto con la natura, la terra coltivandola per gioco, adesso avendo terreni di proprietà mi sono messo a coltivare professionalmente con un progetto in testa ( produzioni di ortaggi-frutta e nocciole per vendita diretta) diciamo che qualche soddisfazione dopo anni di sacrifici sta lentamente arrivando. Il problema però come sempre sono i miei genitori, da ragazzino avevo scelto di studiare Agronomia con ottimi voti poi, purtroppo dopo continue forzature da parte “loro” e continue vessazioni ho smesso senza concludere gli studi in 4° superiore per disperazione, mi facevano continui dispetti, di ogni tipo, furiose litigate accompagnate da minacce. Esempio: al mattino mi dovevo alzare alle 5.30 per prendere il treno e raggiungere la scuola lontana da dove abito, sempre puntuale non sono mai stato un dormiglione, mi ritrovavo mia madre che alle 5 del mattino sbraitando, mi incitava ad alzarmi inventandosi che volevo “marinare”la scuola. Invece la sera visto che il mattino mi alzavo presto, cercavo timidamente di cenare ad un orario decente tipo le 8, invece mia mamma faceva il possibile per dilungare i tempi facendomi cenare anche alle 11 di sera, per anni ho subito queste angherie, con mio padre che la seguiva. Adesso che convivo con una ragazza da 8 anni in questa casa, nonostante ci siamo presi i nostri spazi, continuo a ricevere dispetti da parte dei miei che mi obbligano a restare alle loro cene con i loro amici, ed in caso di rifiuto ricevo sgridate da bimbo di 7 anni, dispetti e musi continui, oppure invasione della privacy come ieri sera, mentre ero sul divano con la mia ragazza intento a guardare un film, arriva mia mamma che é entrata senza bussare, pretendendo di vedere il mio gattino appena arrivato e mostrarlo ai suoi amici, cercando di attirarmi allo scoperto vestito in pigiama e farmi deridere dal suo gruppo. Il mio problema maggiore adesso è di tipo logistico-economico perché se andassi via da casa mia perderei la mia attività e tutti i sacrifici che ho fatto questi anni per acquistare attrezzature e terreni per il mio lavoro, servirebbero troppi soldi per andarmene da casa. grazie saluti Ivan

    • Io ti consiglierei di affrontare la situazione con decisione e senza lasciar loro spazio di metterci il naso: devi dir loro che sei grande abbastanza per gestire da sololatua vita e che se non si fanno da parte prendi e te ne vai da un’altra parte e non ti vedranno più.
      Certamente non è il passo che vorrei che facessi ma li devi spaventare al punto tale da farti rispettare di più, pertanto devi essere molto convincente.
      Lo sanno che sono anziani e che avranno sempre più bisogno di te, quindi non lasciargli alternative ma devi essere deciso, senza rabbia, tranquillamente, ma dire tutte le cose che hai sempre rimandato con grande determinazione.
      E poi ti consiglierei di concludere il percorso scolastico, so che è difficile riprendere lo studio dopo anni che non lo fai, ma sarebbe la tua soddisfazione personale, una tappa che è un rimorso: allora rimuovi tale rimorso e vedi se poi fare dei corsi serali, contatta la scuola e chiedi qual’è il programma dell’ultimo anno e se ti permettono, ad esempio di prepararti da solo a casa per poi dare l’esame come tutti. Provare non ti costa nulla, non farlo è avere il rimpianto per tutta la vita.
      Impara a darti l’importanza che meriti, se gli altri non lo capiscono fatti rispettare, si vive una volta sola, meglio vivere da soddisfatti che da perenne vittime di chi fa la voce grossa….
      Vedrai che il tuo cambio di atteggiamento li spiazzerà sicuramente e da lì il varco è aperto per riprenderti tutto ciò che ti è stato tolto, a cominciare dal rispetto e dalla considerazione.
      In bocca al lupo e se hai bisogno di un consiglio contattami privatamente via mail.
      Marilena

  25. Dada ha detto:

    Salve,
    ho letto con molto interesse il suo articolo.
    MI ci sono ritrovata moltissimo, figlia di padre narcisista e madre pure anche se “di riflesso”, bella facciata con parenti e amici ma chiuse le porte di casa… freddezza, mancanza di empatia, liti per un nonnulla. Svegliarsi la mattina non sapendo di che umore saranno i tuoi genitori, e stare in camera tua per paura di essere coinvolta nell’ennesima lite… e vacanze rovinate da litigi continui.
    Mentre scrivevo il commento, a un certo punto le parole uscivano da sole ed è uscito fuori uno sfogo lunghissimo, con particolari della mia infanzia che credevo dimenticati, che mi ha tolto un enorme peso dal cuore. Non lo starò a pubblicare, ma è servito a molto.
    Grazie anche di questo.

    • Sì cara Dada, la scrttura è curativa e liberatoria perché ci aiuta a fare uscire le cose che da troppo tempo teniamo dentro, scriva appana può, e se ha bisogno di un aiuto e di un consiglio può sempre scrivermi in privato e provare insieme a trovare il modo di risolvere questo dolore del suo vissuto che non l’abbandona.
      Marilena

  26. Simone ha detto:

    Salve, io sono un ragazzo di 34 che era ed é arrabbiato con il mondo intero. Fino a qualche anno fa, non capivo il perché. Poi ho realizzato che anni di manipolazioni dove se non seguivo le orme di mio padre nel lavoro, e soprattutto non lavoravo come diceva lui, io ero deriso, umiliato ecc. Non mi sono mai sentito all’altezza delle situazioni, pensando anche che ogni mio progetto che cercavo di intraprendere non si potesse realizzare perché non ne avevo le capacità. Ho sofferto per anni di asma, e allergie varie che mi portavano pruriti allucinanti. Queste cose mio padre le faceva anche con mia mamma, anni di botte e grida in casa. Mio padre é un alcolizzato, ed ha sempre avuto molte scappatelle. Io ho sempte cercato di essere l’opposto di mio padre. Non volevo assolutamente diventare come lui, sin da bambino. Mia mamma ha cercato di proteggerci (io ho un fratello), ma quando i miei di sono separati all’ età di 12 anni, mia mamma ha cercato di rifarsi una vita varie volte con altri uomini, non contemplandoci più. Sembrava quasi che eravamo un peso. Ricordo che mi diceva sempre che dovevo andarmene, che ero grande ( io ho sempre avuto un carattere un pò ribelle, senza troppi peli sulla lingua). Ma mai ci siamo seduti ad un tavolo da persone civili per discutere sul come io potessi andarmene nel miglior modo possibile. Ho paura essendo emotivo che prima o poi mi venga qualche male brutto. Non ho una indipendenza economica da poter fare la mia vita. Sto realizzando di voler aprire un agriturismo
    molto lontano da dove abito. Mio padre ha sempre fatto ristorazione e volente o nolente ho imparato il mestiere di cameriere. Sto cercando di imparare a cucinare, ma anche in questo caso mi dice che non ce la farò mai, e sono completamente solo, nel voler realizzare questo sogno, anche con mille dubbi e paure. Ma a quasi 35 anni, devo prendere in mano la mia vita. A volte mi toglie tutte le energie che ho, letteralmente mi prosciuga. Che devo fare?

    • DEvi caro Simone rprenderti le redini della tua vita, senza sentimenti di colpe e senza frustrazioni, e l’unico modo è recuperare conssapevolezza del tuo valore e della tua autonomia e capacità decisionale, tutte cose che non si possono raggiungere con un consiglio, ma con un persorso di counseling di qualche giorno ritengo proprio di sì…
      prova a valutare le varie possibilità nella pagina dei servizi, in fondo tra le promozioni, io ritengo la più valida quella fatta online, via mail, per alcuni giorni consecutivi che tra l’altro è anche la più economica.
      Prova a valutare un tale percorso con me e poi vedrai che una soluzione per risolvere il tuo problema la si trova sicuramente, tenendo conto di tutte le dinamiche che ancora non conosco
      A presto
      Marilena

  27. Simona ha detto:

    Salve sono una ragazza di 31 anni sposata con figlia piccola.
    Probabilmente io sono una figlia di madre manipolatrice, padre assente e anaffettivo e ora sposata con marito che non so se è narcisista o semplicemente egoista.
    Mia madre da piccola non ha mai avuto tantissimo affetto, quando ero bambina ho sofferto di una patologia e ricordo che quando stavo male spesso venivo sgridata e derisa, inoltre per motivi religiosi non mi venivano negate tante cose.
    Non frequentavamo altri bambini perché lei si stufava ad uscire e non potevamo andare a casa di nessuno perché poi chissà che succedeva.
    Venivo spesso denigrata perché cicciottella e goffa, da ragazza poi sono dimagrita e li mi era concesso poco perché poi chissà che poteva accadere.
    Ovviamente tutta la situazione mi stava stretta e così mi sono sposata presto con il primo uomo che mi sembrava dolce e comprensivo con me.
    Ho sempre avuto poche amicizie non perché non conoscessi gente anzi, non so perché ma la gente mi cerca spesso ma sono incapace proprio io di creare legami, dopo poco non so che fare e mi ritraggo così le persone pensano che sono fredda e senza amore.
    Spesso mi è stato proprio detto, ciò mi ha ferito ma so che è proprio colpa mia.
    Sono incapace di creare legami, appassionarmi.
    Per quanto riguarda mio padre invece è sempre stato assente, per lavoro e vocazione.
    Non riusciamo nemmeno ad abbracciarci, anzi fa strano.
    Con mio marito inizialmente credevo di aver un buon rapporto, sembrava capirmi ma poi man mano è venuta fuori una natura egoistica.
    Per avere un aiuto devo patire, spesso e volentieri mette delle limitazioni, critica le persone che conosco, critica spesso la mia persona definendomi capra, cafona, non elegante, ignorante e tanto altro.
    Ora io mi sento molto giù perché a tutto questo si è aggiunta la maternità ed io vorrei che mia figlia potesse crescere meglio rispetto a me.
    Vorrei che da adulta non avesse la mia stessa sensazione di inutilità e solitudine.
    Come faccio io a trasmettere una cosa simile se io stessa mi sento un fallimento, non amata e per altro mi sembra di essere incapace a creare legami?
    Mi scusi la lungaggine ma non sapevo come mettere il tutto in modo più sintetico, anzi avrei altro da dire ma poi diventa una biografia.
    Grazie per la lettura.

    • Inevitabile trasmettere ai figli i disagi dei genitori, vi osservano anche quando non ve ne accorgete e copiano i vostri atteggiamenti e comportamenti, reagiscono nel vostro stesso modo, parlano e si muovono come voi, perché per loro siete il primo e più grande esempio da seguire…. da grandi, solo se hanno abbastanza carattere e personalità, sis truttureranno in maniera diversa altrimenti si identificheranno coi comportamenti appresi durante l’infanzia.
      Pertanto per prima cosa occorre capire il perché di un determinato comportamento e poi piano piano riuscire a modificarlo, non è impossibile certo ci vuole costanza e dedizione, ma sopratutto la consapevolezza del significato di un determinato comportamento, è fondamentale, se non comprendiamo quello come possiamo risolverlo?
      Se vuole il mio aiuto mi scriva privatamente, via mail: info@marilenacermaschini.it, io offro un tipo di sostegno online che le assicuro essere oltre che economico anche estremamente efficace.
      Se le va di provare aspetto un suo contatto
      Marilena

  28. pippo ha detto:

    Buongiorno, ho vissuto queste umiliazioni per 19 anni. ho un figlio con questa donna che ha fatto di me ciò che ha voluto. da qualche mese cercando su internet il mio malessere, ho scoperto un mondo, il mio mondo. fatto di dolore e violenze psicologiche che ho sofferto prima del matrimonio e dopo. il mio dolore ha un nome “Gaslighting”. ho subito privazioni e umiliazioni. ho subito la sua depressione (prendeva delle bombe che la facevano dormire per intere giornate) è rimasta a casa per un anno, depressione che lei mi ha fatto vivere colpevolizzandomi e dicendo che la colpa era mia, con la paura che si suicidasse. poi dopo un anno interrompe le cure, così, da sola. senza finire la cura. e dopo anni che non avevamo contatti sessuali , lei decide che vuole un figlio, che non arriva, allora vuole un cane altrimenti. fa cure ormonali e mi costringe a sedute sessuali concordate per restare in cinta, passano mesi e poco dopo nasce il bambino. gravidanza traumatica per tutti, lei da ipocondriaca, si sente tutto si costringe a letto per quasi un anno (non fa nulla a casa prima depressione poi gravidanza). nasce il bambino e lei l’ha subito rifiutato, troppo casino (piange si sporca), non lo allatta e lo allontana perché piange e vomita, ma con me il bambino è sereno, non piange. ci separiamo subito dopo pochi mesi. lontano da lei, io ricomincio a provare a vivere e a riprendere i contatti con la mia famiglia e i miei vecchi amici, contatti che lei ha sempre tranciato e controllato lei fino a distruggerli. ma il bambino è divenuto merce di scambio e per anni mi ha trattenuto ancora e ancora nella sua morsa. quando è con me fioccano le denunce false, fino a essere redarguita. Non si può scappare, lei trova sempre il modo d’insinuarsi nella mia vita. per paura di lasciarlo nelle sue grinfie. a stento e con tanto amore da parte della mia compagna ho cercato di vivere sereno e comunque l’ho tenuta lontana per qualche anno. adesso da un anno mio figlio è riuscito a scappare… mi ha chiesto aiuto e ha chiesto di venire a vivere da me, ha subito delle violenze fisiche e psicologiche gravi dalla madre e che ha riportato alla ctu (chiesta da me per indagare quanto detto dal bambino) e allo spazio neutro (aperto per far incontrare madre e figlio) il risultato è che essendo, come sempre aggiungo io, atteggiamenti e situazioni al limite!!!, dicono che mio figlio abbia ingigantito il tutto e che vivendo a casa con me è stimolato da me a ingigantire le cose. è da impazzire, mi hanno detto pure che sono un padre malevolo che allontana il figlio dalla madre, quando il bambino stesso dice a tutti da due anni che ha paura della madre perchè voleva ucciderlo. e i fatti gravi, sono accaduti quando il bambino stava con la madre. io sto male, non so come difendere il bambino, me stesso, la mia compagna (che è veramente stanca, mi ama ma non c’è la fa più). il mondo mi sta crollando addosso, non so più cosa fare. ho parlato con i vari psicologi e avvocati, tutti dicono che lei, la madre è donna narcisista, manipolatrice e borderline, ma nessuno prende provvedimenti!!! nessuno mi dice come liberarmi. facile dire allontanarsi da lei, ma io ho un figlio e quando stava con lei riuscivo a tenerla lontana, ma adesso il bambino mi ha chiesto aiuto e scappato da lei, il giudice me lo ha affidato per ora. ma i tecnici psicologi procedono con la solita loro routine di un divorzio normale, non indagano e il processo continua ad andare avanti come un normale divorzio, senza che venga attenzionato il profilo psicologico di questa madre (in cura da diversi anni per la sua depressione) che tra l’altro è risultata nelle ctu: come altamente svalutativa e controllante nei miei riguardi, con un altissimo indice di autolesionismo. ma non se ne parla, quello che mi viene invece intimato dal giudice, come tentativo di superare i conflitti, è quello di fare i legami familiari e ai quali mi rifiuto categoricamente di andare… io che sono stato violentato psicologicamente da da questa donna, devo fare dei legami familiari… mi hanno detto che altrimenti avrebbero messo in una comunità il bambino. La madre non può avere il bambino perché lo stesso la rifiuta, ha paura di lei, io ho cercato di far capire ai vari “tecnici, psicologi etc” ciò che ho vissuto e che ci sono pagine e pagine scritte su questo, ma nessuno vuole andare a ritroso (il materiale c’è è dentro tutto il fascicolo sono 10 anni di vicende che ho subito). l’avvocato dice di credermi, ma non sa come procedere. io mi rifiuto di fare i legami familiari con la madre che assolutamente invece li vuole fare perché è il modo unico e massimo per rimettermi sotto le sue grinfie… io ho paura, voglio scappare cambiare città, cercare un lavoro fuori… mi aiuti lei non capisco più nulla, ho veramente paura. mi scusi se sono stato poco chiaro, ma ci sono tante troppe cose che potrei dilungarmi per tanto tantissimo in più. in questa situazione sto perdendo tutto, il mio lavoro, mio figlio, la mia compagna…

    • L’unico modo che ha di reagire è quello di denunciare il fatto alla Procura,
      ovviamente per darle un consiglio avrei bisogno di conoscere la situazione precisa della sua vicenda, oppure si rivolga al suo avvocato che la sta seguendo e chieda come poter denunziare il fatto e come poter far fronte alle prove che sostengono le sue accuse, come ad esempio dei certificati medici fatti psichiatri infantili che hanno la possibilità di visitare suo figlio visto che ora è affidato alla sua custodia.
      é una questione puramente legale a cui lei deve dare corso facendo una denuncia, senza tale atto le autorità non si muovono, non possono farlo spontaneamente a meno che avvengano casi gravi, ma questi evitiamoli.
      Spero di esserle stata d’aiuto
      Marilena

  29. Cristina ha detto:

    Salve, sono Cris,ho 45 anni,
    da qualche anno ho scoperta di essere in depressione è avere attacchi d’ansia forti …sono stata mandata dal Direttore di scuola salesiana con l’ambulanza in Ospedale…Si pensava di un infarto Cardiaco!!! poi in Ospedale mi hanno diagnosticato L’ansia!!!
    Nella mia infanzia ho subito molte violenze fisica e psicologica dal padre che beveva…
    Mia madre esasperata è manipolatrice mi picchiava anche lei!!!
    Mi sono sposata 22 anni fa , ho due figli maschi, mentre che ero incinta nel 7 mese con il figlio più grande ( 21 anni fa ) mio ex marito ha iniziato di pocchiarmi….
    Secondo figlio ha 14 anni…
    Per ben 17 anni ho subito violenze fisiche, psicologiche, sensuale….
    Quattro anni fa voleva ammazzare me è mio figlio maggiore con un coltello….
    Siamo riusciti a sopravvivere…ho chiamato la Polizia , sono andata via da casa è lo denunciato…Da allora sto tribulando con lui …ha manipolato i due figli dandogli dei soldi e il bancomat è mi la messo conto!!!I servizi, l’educatore ( e un uomo ) non mi credono!!!
    Vorrei tanto scrivere un libro…per raccontare tutta la mia sofferenza
    Per favore se lei potesse aiutarmi a scriverlo, premetto che non sono italiana, e ho parecchi problemi nella scrittura…

    La ringrazio anticipatamente
    è aspetto una sua risposta.
    Buona giornata.

    • Mi dispiace per tutto quello che ha subito e trovo ottima l’idea di scrivere perché aiuta a metabolizzare e superare i problemi personali, non per nulla viene chiamata “scrittura curativa”.
      Certo che l’aiuterò volentieri, ed incominci a scrivere il prima possibile, non tralasci questa sua passione che l’aiuterà moltissimo, quanto al mio aiuto sarò disponibile, ma ne riparleremo quando mi manderà i primi capitoli.
      Nell’attesa di tale momento le auguro buone feste
      Marilena

  30. Monica ha detto:

    Buongiorno io ho 45 anni e mi sono accorta da pochi anni di avere una madre narcisista .ho due sorelle e per fortuna insieme stiamo combattendo per allontanarci da nostra madre,una manipolatrice.da quando mio padre e’morto lei ha tirato fuori tutta la cattiveria contro di noi.ci ha messo tutti contro amici e parenti siamo rimaste sole e menomale che abbiamo i nostri mariti e i figli.questo natale avevo pensato di passare il nattale dai miei suoceri che abitano lontano da me .ma purtroppo per motivi di lavoro non posso e non so come fare a non passare il natale con lei.non ci parlavamo da luglio ma stranamente 10 giorni fa mi ha chiamata e mi ha invitata da lei per natale ma gli avevo detto che non c ero .ora sono in ansia non so come fare per non stare con lei.perche ‘mi sento in colpa e giudicata da tutti.come posso fare?

    • Non devi fare ciò che non ti senti.
      Se non vuoi ritornare in famiglia, non vuoi rivedere tua madre non farlo, evitala e smetterai di avere sotto gli occhi tutte le cose che ti hanno rovinato la vita.
      Ora devi comminare con le tue gambe, da sola, è difficile ma non impossibile.
      Tanti auguri e se hai bisogno di un consulto più mirato contattami via mail
      Marilena

  31. Monica ha detto:

    Grazie

    • Viviamo una volta sola nella vita, e non sempre siamo fortunati, pertanto pensa che il tuo tempo lo devi vivere nel modo che ti rende felice e ti soddisfa, non c’è peggior cosa che avere dei rimpianti o pensare di aver potuto vivere diversamente.
      Imposta il tuo futuro in modo da trarne soddisfazione e limita le cose negative o che ti fanno star male.
      E buone feste
      Marilena

  32. Monica ha detto:

    Il mio problema e’che sono debole e mi fa stare male l essere giudicata da tutti pensando che ho lasciato una mamma sola vedova il giorno di natale quando abita 500 metri da me come si fa a superare questa cosa

    • Non ti preoccupare di quello che dice la gente, che ti assicuro che se è maldicente ha sempre qualcosa da dire in negativo anche quando non ha motivo, quindi tu vai dritta per la tua strada e pensa di far le cose per essere serena e contenta tu, non gli altri, gli altri si devono invece preoccupare degli affari loro, perché tu solo sai cosa stai vivendo.
      Marilena

  33. Anna ha detto:

    Salve
    non so da dove cominciare ma ci provo. Ho 35 anni e negli ultimi tre anni e mezzo ho vissuto a Londra dove ho anche incontrato l’amore.
    Nonostante le difficoltà sono stati gli anni più felici della mia vita..ho trovato un buon lavoro che mi gratificava e sono andata a convivere. Mi sono lasciata alle spalle una vita di ricatti morali, litigi continui e soprattutto occasioni mancate. Mia madre è narcisista, è stata allontanata da quasi tutti i parenti e conoscenti e ad un certo punto se n’è andata di casa andando ad abitare nella casa di famiglia e lasciando mio padre da solo, pur vivendo abbastanza vicini. Questo quando io avevo all’incirca 20 anni. Nonostante questo voler fare la donna indipendente alla fine si ritrovava a dipendere in tutto da mio padre che non poteva fare altro che andare da lei, aiutarla anche con i problemi di salute, e da me che sarei dovuta essere il bastone della sua vecchiaia.
    Il mio amato papa’ è mancato due mesi fa e con il tempo, sia parlando con una persona, sia scandagliando i fatti, ho realizzato che si è lasciato andare.
    Adesso, al di là delle difficoltà economiche che un lutto comporta, mia madre ha voluto che io rientrassi in Italia per cercare lavoro qui e starle vicino. Cosa che io ho fatto. Lasciandomi alle spalle una vita di progetti lavorativi e di coppia, ritornando in una realtà di provincia che ha poco da offrire. Ho deciso di impiegare il tempo qui per seguire dei corsi di specializzazione sperando in futuro di tornare all’estero.
    Mi sento in colpa perchè mia madre è sola e anziana( pur essendo autosufficiente) e mi sento combattuta fra l’assistere lei e voler vivere la mia vita.
    Non so più cosa è giusto.
    Un caro saluto

    • Mi permetto di essere drastica e di darti un consiglio, cara Anna: vivi la tua vita.
      Se tua madre ha bisogno di assistenza la può trovare chiedendo un accompagnamento ai servizi sociali, che tra l’altro sono anche qualificati con un tipo di assistenza infermieristica, e per starle vicino non c’è bisogno della tua presenza in casa, la puoi chiamare spesso, non ha necessità di costringerti a stare con lei, è che si sente sola, ma imparerà a trovare compagnia della sua età e della sua portata se vuole, finché tu ti offrirai a compensare il tutto lei non è costretta ad uscire dal suo guscio, quindi il farla sentire sola può anche essere benefico in tal senso.
      Tu vivi la tua vita e vai per la tua strada, si vive una volta sola non buttarla per fare la crocerossina quando la necessità di dover essere veramente una crocerossina ancora non esiste, se arriverà un giorno farai le tue scelte, ma ora pensa al tuo futuro e a ciò che ti rende felice, perché ci è data una vita sola ed è ora che tu pensi un po’a te stessa.
      Coi miei migliori auguri per un futuro migliore ti auguro buone feste
      Marilena

  34. Anna ha detto:

    Grazie Dott.ssa
    Buone Feste anche a lei
    Anna

  35. Alessandra ha detto:

    Piangevo da due giorni e leggendo le righe di tutta questa sofferenza così simile alla mia ho trovato riscontro e dispiacere e mi chiedo se mai sarò serena.
    Mi chiamo Alessandra, ho 42 anni, sono la figlia primogenita mai voluta perchè femmina. spudoratamente detto a me e pure brindato al mio 40esimo compleanno davanti ai miei amici con ” brindiamo a questa figlia che non ho mai voluto e che non ho preso in braccio per i primi 3 anni di vita”.
    Questo nulla è però rispetto alle angherie subite…
    Abusata sessualmente dall’età di 3 anni circa fino a 10 anni da uno zio…nessuno si accorgeva???? Di salute ero epilettica e mia madre di fronte alla neurologa che all’eta di 10 anni le diceva proprio della mia epilessia…semplicemente portata via dallo studio e mai curata. Mi sono curata poi da sola dopo i 16 anni…Ero la sua schiavetta…le servivo il caffè a letto, lei sempre con emicrania, cucinavo, accudivo dapprima mio fratello di 3 anni più giovane e poi dopo l’altro nato 16 anni dopo. Non ero una bambina come le altre, non potevo fare la femminuccia, lei odiava le donne, odiava anche me, era innamorata di tutti i miei ragazzini, delle mie simpatie, in età adulta per certo lo so…era invidiosa. Mi ha mandata a lavorare a 13 anni già perchè lei non aveva voglia e lavoravo in estate e nel weekend. Mio padre era spettatore e come lei.
    Scrivevo bene, poesie e racconti, non leggeva, ho fatto teatro non è mai venuta a vedermi, non ho potuto spiccare il volo perchè ero incapace. Lei mi voleve rendere incapace…l’ho rivista in questi giorni.
    E’ sempre peggio, combina le stesse cose e fa finta di niente, io sono la pazza.
    Ho tentato il suicidio due volte. Sono diventata madre single, perchè scappata di casa a 22 anni, ho dormito anche per strada pur di non stare più in casa, ho trovato uomini peggio di lei, ho cercato amore ovunque, ancora adesso piango e mi vergogno ma mi manca l’abbraccio di una madre e sentirmi dare coraggio, invece niente. I miei fratelli soffrono come me e non ci vediamo mai. Io ho deciso di troncare perchè vedersi è inutile, questa donna non cambia, lei si sente a posto. Ho fatto denuncia contro il pedofilo e lei mi ha risposto “a me ha sempre trattata bene”. Scusatemi

  36. Ivana ha detto:

    Buonasera, mi chiamo Ivana e sono la sorella di una donna che ha sposato un uomo che credo sia un manipolatore affettivo. Lui umilia spesso mia sorella, non la valorizza mai. Non ha avuto una buona famiglia alle spalle e non fa altro che infamare la mia, i miei genitori per primi – che comunque li hanno sempre aiutati – me e lei. Premesso che con lei ho parlato milioni di volte, ciclicamente gli stessi discorsi dovuti a episodi di rabbia di lui, dove la trama è sempre la stessa. Si arrabbia con lei o coi bambini, critica, poi fa sentire in colpa, poi fa la vittima e infine torna tutto come prima. Mia sorella ha più di 40 anni e sinceramente dopo troppe volte a dire le stesse cose non so più che fare. Ma sono più preoccupata per i bambini, che mostrano un’educazione da soldatini, e che mostrano capricci esagerati o reazioni auto-lesive (mia nipote prima si mordeva le braccia perché sapeva di non poter urlare, ora stringe forte i pugni). Ha otto anni. Il piccolo fa lo sciocco all’inverosimile ma essendo maschio sicuramente la passa meglio della femmina. Io cosa posso fare per aiutare questi bambini quando sono con me? Per la lpro autostima? Per dargli un po quell’amore che secondo me manca?

    • Che tremenda situazione… perché soltanto la madre potrebbe fare qualcosa di significativo per se stessa e per i suoi figli, ma lei è solo una parente che legalmente non ha potere all’interno della famiglia.
      L’unica cosa è tutelare se stessa legalmente e penalmente se riceve delle ingiurie o minacce, tutelando indirettamente così anche la sorella, ma vista la forte dominanza del marito temo che per ritorsione aggravi ancora di più la situazione impedendole tra l’altro di vedere i nipotini.
      Stia vicino ai piccoli normalmente, vivono già una condizione molto destrutturante e temo che parlarne li faccia sentire a disagio, tra l’altro come zia non può permettersi di segnalare la cosa a nessuno se non ha prove concrete, ma stia ancora più vicina a sua sorella nella speranza che un giorno si convinca che merita di meglio e mandi a quel paese questo marito oppressore.
      Provi a convicerla a parlare con un psicologo/a del consultorio della sua zona, sono a disposizione gratuitamente, e chissà che non comprenda la gravità della sua condizione.
      Spero di esserle stata d’aiuto
      Marilena

  37. Ivana ha detto:

    Grazie mille Dottoressa. Mia sorella ha seguito un percorso di psicoterapia di circa un anno e devo dire che è migliorata nella gestione dei suoi comportamenti. So che loro sono una famiglia e io non ne faccio parte, ma a volte mi domando a quali problemi psicologici andranno incontro i bambini e vorrei poter fare qualcosa. Tra l’altro lui è il nostro datore di lavoro e ha minacciato me di licenziamento dopo una lite familiare un anno fa, e tuttora sostiene che siamo una famiglia che fa scudo su se stessa x giustificare i propri errori. Un’ultima lite ha portato mia sorella privarsi della giornata di Natale e Capodanno in nostra compagnia. E io non so nemmeno come gestire il mio rapporto con loro, se vederli meno faccia meglio ai bambini piuttosto che vedere discussioni.

    • Una situazione molto delicata e che andrebbe conosciuta nei particolari, ad esempio non conoscevo il fatto che foste tutti dipendenti del despota, cosa che rende difficile ogni intervento.
      Ai bambini fa sicuramente piacere vedere la zia, però non li prenda di mezzo, e nel caso noti dei comportamenti anomali lasci che sia la madre a muoversi, su suo consiglio, altrimenti rischia non solo di non vedere i nipoti ma anche il lavoro.
      Marilena

  38. Monica ha detto:

    Buonasera,
    Ho 55 anni e ho scoperto da meno di un mese leggendo un libro di una psicologa francese che la mia atroce sofferenza di una vita, sfociata in gioventù nella malattia degli attacchi di panico ….é perché sono figlia di un padre manipolatore dal carattere perverso, con una madre totalmente succube di lui. Mio marito figlio di una madre manipolatrice (di un altro tipo), ha scoperto il suo articolo. Sono 55 anni che sono considerata “malata” e pecora nera della famiglia…in realtà scopro ora che sono la “sana” che ha vissuto in una famiglia di pazzi!!!! Da una parte sono sollevata dall’altra sono esterrefatta perche mi sono fatta rovinare la vita. Purtroppo mio padre é ancora vivo e nonostante io abbia messo 350 km. di distanza è ugualmente una tortura, anche se ora ho capito (più o meno) come agire. Mentre per loro é facile manipolare per noi vittimeresta cmq difficile difendersi…..ci sarebbero un infinitá di altre cose da dire….

    • Mi dispiace Monica per la tua situazione.
      Se vuoi un aiuto concreto contattami privatamente via mail (info@marilenacremaschini.it) e vedrai che un modo per aiutarti ad alleggerire la tua situazione la troviamo, tra l’altro io lavoro molto online, cioè via mail, pertanto sarà facile anche il contatto.
      Pensaci e fammi sapere, nel frattempo ti auguro di trovare la tua strada per la serenità.
      Marilena

  39. Key ha detto:

    Gentile Dottoressa,
    buongiorno e complimenti per il blog a cui sono approdata ieri sera.
    Ho letto quanto ho potuto di commenti e risposte ma il tempo non mi ha permesso di farlo meticolosamente come avrei voluto.
    Vengo al dunque: sono felicemente sposata e vivo in una casa attigua a quella dei miei genitori; sono figlia di una narcisista perversa (come molti l’ho dedotto da sola, dopo alcune letture sul web, da indici fin troppo chiari) e di un padre passivo che vive da tutta la vita coniugale, intrappolato nella tela di lady-ragno.
    Le umiliazioni, gli abusi psicologici e gli interminabili silenzi subiti, non li conto nemmeno più (mio fratello invece sembra meno consapevole) e sono analoghi a quelli che molte persone riportano qui sopra.
    Nonostante ciò, sono venuta a conoscenza di questa patologia solo pochi mesi fa (non ne avevo mai sentito parlare, prima!!!) approdando per vie traverse ad alcuni blog che parlavano appunto di narcisismo perverso et simila.
    Ne sono seguiti da parte mia, stupore ed enorme senso di liberazione come di catene che si dissolvono all’istante; liberazione da sensi di colpa, dal senso di inadeguatezza che mi perseguitava da una vita e quant’altro.
    Ho avuto un cambiamento improvviso e radicale verso di lei, che se ne è accorta e ha aggiustato il suo atteggiamento tarandolo abilmente sulle novità del mio.
    Incredibile: la donna che mi ha tenuta con il cappio al collo per quarant’anni, ora è un agnellino che trema alla minima apparenza di un mio sguardo irritato; tanto che ad una fase di odio furente è seguita quella attuale in cui provo solo la pietà e la compassione che si potrebbero provare per un malato di demenza senile che è da giustificare in quanto inconsapevole di ciò che fa.
    Ora ho davanti una vita nuova, possibilità nuove e ce l’ho fatta da sola, semplicemente ragionando tra me e me per qualche mese.
    Sembrerebbe tutto bene, non fosse che sono “ospitata” da pensieri ossessivi che mi confondono un poco le idee.

    Noi che riportiamo ferite incurabili, siamo a nostra volta dei disturbati (tra di noi c’è chi si ammala di depressione, chi diventa ossessivo compulsivo come me, ecc.) che giudichiamo altri disturbati, pertanto, lo facciamo dall’alto di una visone dei fatti già monca in partenza.
    Affoghiamo nel vittimismo negando ogni appartenenza alla possibilità di essere carnefici a nostra volta (anche ora, nel nostro sfruttare la collettività a nostro puro vantaggio); negando a noi stessi la possibilità di ragionare con la “testa del disturbato” neghiamo a noi sessi la possibilità di capire dinamiche importanti e costruttive che servirebbero ad evitare di ripetere errori, magari d’altro genere, coi nostri figli.
    Quello che voglio dire è che il narcisismo perverso ha in sé una logica ferrea, inconfutabile agli occhi di chi ne è affetto, come per noi è inconfutabile il fatto di essere nel giusto. Per il narcisista, come si è detto, vale altrettanto.
    E quindi?
    Quando la scienza si impone sulla perversione narcisista con la propria visione dei fatti, lo fa coercitivamente con la bellicosità tipicamente umana che è basata sempre (sempre) sull’atto di forza. L’evoluzione antropologica ha fatto sì che il gruppo sia il punto di forza dell’umanità e dove, parlando di psiche, la maggioranza dei cosiddetti “normali”, avendo la possibilità di organizzarsi appunto in gruppi cappeggiati da quella che ha la pretesa di chiamare “ragione”, ne riversa i dettami sui cosiddetti “disturbati” che viceversa sono coloro i quali, non avendo per loro condizione la capacità di organizzarsi in gruppi, agiscono in solitaria e quindi, per così dire, nell’ombra.
    Questo li penalizza ed è probabile che in futuro le dinamiche che affollano le loro menti siano destinate all’estinzione.
    Ma così come la natura non è né buona né cattiva, né giusta né sbagliata, così l’abolizione delle problematiche mentali non è giusta di per sé ma semplicemente una strada intrapresa dall’evoluzione come atto di supremazia bellicosa.

    Questo è quanto. Ora che la mia vita è in mano mia, temo di usare questo potere in maniera sbagliata. Temo altresì che se approfondisco l’esposizione dei miei ragionamenti, essi possano diventare destabilizzanti per chi mi ascolta.
    Grazie infinite, Lei e la prima persona in assoluto a cui rivolgo questo pensieri.

    • Cara Key, lei ha destabilizzato la narcisista manipolatrice perché è riuscita a prendere il controllo dei suoi pensieri e della sua vita, probabilmente ha un carattere molto forte e deciso, ma questo cambiamento ha fatto sì che la madre dominatrice perdesse i suoi riferimenti di certezza per mantenere il controllo su di lei, i miei complimenti!
      Non è certo un’impresa facile, ma lei, dopo essersi tanto informata ed aver studiato il nemico ha capito il suo punto debole, il suo tallone d’Achille: il piedistallo fatto di cartone ma funzionante con chi ci vuole credere e lo vede come reale, è un po’ come se lei fosse riuscita, come il bambino di una favola, a vedere realmente com’era il re: nudo!
      La sua confusione è normale, sono cambiati gli assetti di gioco, la nuova situazione ha ribaltato le parti dominanti, quindi è comprensibile che si senta frastornata ed ancora incredula, ma gestisca bene questo suo nuovo potere.
      Ed è anche normale che questa dominazione le abbia portato a criticare il mondo che non si ribella ma accetta passivamente sopprusi, pensieri imposti, comportamenti da seguire pedisseguamente per paura di essere messi al bando dal gruppo, che pretende conformismo assuluto, ma lei non abbia paura ad essere diversa, deve essere un suo vanto e ne vada fiera, certo la porterà ad essere molto selettiva con le persone e ad essere emarginata da quelli che non la comprendono, ma questo non è un male sa….
      Io la chiamo la “selezione naturale” dove le persone che sono per noi non solo inutili, per il loro opportunismo o l’incapacità di fare da soli, ma perché sono per noi o nocive o un peso morto, e come tutti i rami secchi ed infruttuosi devono essere recisi.
      Non abbia nemmeno paura di recidere quei rami, perché permetterà alla sua nuova vita un sapore diverso, nuovo, più appagante e soddisfacente, una qualità migliore di ramo che possa ben germogliare e crescere.
      Complimenti ancora cara Key, che il tuo coraggio sia di esempio per tutti coloro che temono il mostro, guardatelo con occhi diversi e capirete tanto mostro e forte non è e che lo potete affrontare ed abbattere.
      Marilena

  40. Key ha detto:

    Grazie mille, Dottoressa, per la sollecita risposta e le parole contenute che saranno per me ennesimo motivo di riflessione.
    Mi permetta (da logorroica 🙂 di aggiungere ai ringraziamenti solo un paio di considerazioni.
    Il caso, o la fortuna (o neuro-fortuna), o forse solo uno specifico cocktail delle diverse tipologie di manipolazione da lei citate (che ho letto con grande interesse), ha voluto che metabolizzassi le mie sofferenze in un modo anziché un altro, ovvero, che io diventassi l’esatto opposto della dipendente affettiva.
    Ho potuto così fin da piccola, fare della meravigliosa solitudine la mia seconda madre; base abbastanza stabile per i mie rapporti successivi e soprattutto preservare me stessa dallo shock della recente scoperta. Oltretutto ho iniziato a lavorare in fabbrica a 17 anni e ciò mi ha permesso di rendermi presto indipendente (giusto per ricordare la frequente strategia del narcisista, nell’usare il denaro a mo’ di bastone e carota).
    Chi invece si trova a fronteggiare la tortura di una dipendenza affettiva, ha davanti un compito ben più duro del mio.
    Se riesce nell’intento è un eroe e potrà pregiarsi di aver fatto quanto ho fatto io ma con un enorme valore in più. Sono convinta che di eroi ce ne siano molti perché, da dipendenti affettivi, avere il coraggio della consapevolezza e già tantissimo.
    Quanto a me resto una sognatrice e auspico un futuro in cui l’umanità possa sviluppare una forma di amore incondizionato e “autoportante” che ancora non esiste (per ora, cinicamente, dico che esiste solo un incondizionato quanto inconsapevole opportunismo al servizio dell’evoluzione), così che le basi ideologiche del narcisista possano essere scardinate con l’amore e non la guerra. Differentemente, egli sarà comunque destinato a soccombere sotto il peso dei piani evoluzionistici, perché il gruppo alla fine vince sempre.
    Ma io preferisco la prima favolistica soluzione che salverebbe anche lui, perché in fondo il narcisista perverso è davvero un ignobile (quanto debole) mostro che cela sempre (sempre!)l’inganno anche dietro ad un apparentemente innocuo “ciao, come stai?” ma fa ciò che fa per sopravvivenza esattamente come noi.
    Odio mia madre, una donna che per quarant’anni ha lavorato alacremente per minare le radici della mia autostima a colpi di sarcasmo e ambigue allusioni ma la mia nonna materna era perfino peggio di lei e io mi domando che persona sarei oggi se avessi avuto la maggior disgrazia di essere figlia della prima anziché della seconda.
    Grazie infinite e scusi se ho un po’ bussato dello spazio.

    • Non c’è problema Key, bussi quano vuole.
      In realtà il mondo noncambierà mai, andrà sempre più verso un egoismo esacerbato dalle condizioni di vita, economiche, dal lavoro che non c’è e per cui bisogna competere fino allo stremo per conquistarsi una posizione, quindi mi sa che ti converrebbe puntare su te stessa, sulle tue capacità e la tua abilità nel saperti arrangiare da sola in qualunque situazione.
      A presto
      Marilena

  41. Key ha detto:

    Scusi era abusato non bussato!!! Stupito correttore automatico!

  42. Gaia ha detto:

    Salve,
    Mi trovo a chiedere il suo aiuto! Ho un suocero subdolo e una suocera assolutamente vittima! Noi viviamo in una villetta e mio suocero da qnd sono rimasta incinta, si è trasferito al piano di sotto in una casa che cade a pezzi ed è sporca e fredda, lasciando da sola la moglie che nonostante tutto ogni giorno, dopo lavoro viene a cucinargli, anche perché lui è completamente incapace.!lei è una grande lavoratrice, lui molto sfaticato. Sembra simpatico, ma è completamente solo, non ha alcun rapporto con i figli, ma mentre mia cognata ammette che non sia stato un gran padre, mio marito ne sembra soggiogato. Quando è nato mio figlio, sembrava che avesse vinto il nobel, dava l impressione che volesse dire che qualcosa di buono lo aveva fatto anche lui. Mio suocero parla sempre molto male della moglie e tende sempre a far credere che lei sia una persona stupida che lo ha reso infelice. Dal canto suo, lei che non ha amiche, all’inizio si presentava a casa mia continuamente, fino a qnd mio marito ed io non abbiamo cominciato a fare scintille e non è più salita. Lui ha sempre fatto pensare che lei era un’invadente, ma non appena lei bussava, lui correva su e non voleva più andarsene. Con mio figlio, che ha 2 anni, gioca continuamente ed è ossessivo. Il giorno del suo compleanno mentre lui era con gli amichetti, costantemente tentava di allontanarlo e giocarci da solo. Poi durante la foto con i miei, si è messo al lato e il bambino guardandolo non voleva più stare in braccio a mio padre. Gli ho lanciato una brutta occhiata e si è allontanato a sguardo basso. Con mio marito abbiamo pattuito di andare a casa di mia suocera una volta a settimana a pranzo e restiamo fino a sera , ma un giorno mi ha chiamata mia suocera per dirmi che il marito vorrebbe vederlo 2 ore al giorno, ovviamente le ho detto che non era proprio possibile, era chiaro che ci fosse lui dietro quella telefonata, anche perché visto che i miei vivono in un’altra città e non guidano , ogni mese vado da loro e ci resto una settimana, cosa decisa con mio marito e mi ha fatto pesare qst cosa , dicendo che mio marito non era felice. Abbiamo avuto una discussione con mio marito e da allora lei non si è più permessa, ma lui ogni volta che apro la porta di casa e scendo, esce e il più delle volte, devo portare via mio figlio piangendo! Ho paura che cerchi di monopolizzarlo , anche perché è un uomo solo ed infelice! La prego mi aiuti, ci sono giorni in cui penso di separarmi, ma mio marito è una vittima! Grazie e scusi se mi sono dilungata

    • Che brutta situazione cara Gaia, per di più coabitando nello stesso stabile, che è un po’ come vivere sotto lo stesso tetto, spesso una porta non basta a separate le vite.
      Tra l’altro si vede coivolta in situazioni sgradevoli per le modalità di rapporti che già esistevano primi in quella famiglia e che ora continuano con lei, ma non si faccia scoraggiare e non ceda sulle sue posizioni.
      E credo proprio che abbia ragione quando dice che questo nonno, molto solo, cerchi di compensare la sua solitudine con suo figlio, il problema è che farà anche da esempio al figlio, che potrebbe imparare dei comportamenti non gradevoli difficili poi da disabituare, anche con lui metta dei paletti e controlli sempre i momenti in cui stanno insieme, anche a distanza ma li tenga controllati, e se nota qualcosa che non va e che non gradisce glielo faccia presente.
      Spero di averla aiutata
      Marilena

  43. Ellie ha detto:

    Salve, ho trovato questa pagina per puro caso e la trovo davvero utile. Purtroppo sono stata una di quelle bambine, insieme a mio fratello, vittima di genitori manipolatori ed egoisti. Premesso che entrambi sono professionisti e non hanno problemi di alcol o abuso di sostanze, ricordo la mia infanzia come un inferno. Non hanno mai giocato con noi, portato fuori al parco o in gita ad un museo, approfittavano di ogni occasione e piccola scusa per dirci quanto noi eravamo cattivi e che gli davamo fastidio, ci dicevano di stare zitti e tranquilli, di non parlare, ricordo le urla e le punizioni. Ci dicevano che non dovevamo disturbare nostro padre quando tornava dal lavoro perchè doveva riposare – lavorava dalle 7 alle 14. Ci sottovalutavano per ogni cosa che intendevamo fare come sport o corsi di arte dicendo che era tutto inutile. Mi rendo ora conto che cercavamo l’approvazione dei nostri genitori chiedendo di uscire con loro, di coinvolgerli nelle nostre attività, di insegnarci cose come guidare. La loro risposta è stata sempre la stessa: pagavano qualcuno che lo potesse fare. Da piccola ho scritto tanti diari e speravo di venire adottata o che i miei divorziassero. Mia madre tentava di sopperire alla sua mancanza di amore cucinando porzioni esagerate e pretendendo che noi mangiassimo tutto e continuamente. Avevamo paura di dire che eravamo pieni perchè sapevamo che nostra madre avrebbe iniziato a fare la vittima dicendo che lei faceva tanti sacrifici e che noi non eravamo grati e spesso piangeva davanti a noi dandoci la colpa. Se era presente anche mio padre, si scatenava l’inferno con urla e minacce. Tutto ciò ha provocato in noi problemi alimentari durante l’adolescenza: la bulimia per me e l’anoressia per mio fratello. Il colmo si è raggiunto a 16 anni per me. Ho avuto il mio primo ragazzo e mi fu vietato di uscire più di una volta a settimana ed ero obbligata a tornare alle 7 di sera quando fino all’anno prima potevo vedere i miei amici quanto e quando volevo. Non capivo il perchè e quando chiedevo mi rispondevano solo che così era e che mi dovevo attenere. Intanto con l’adolescenza la loro indifferenza aumentava e anche semplici cose come chiedere un passaggio a scuola quando pioveva forte diventavano impossibili. A mia madre piaceva umiliarmi davanti agli altri parenti dicendo che non facevo nessun servizio in casa e che ero grassa. Mio padre urlava contro mio fratello dicendo che non era una persona normale visto gli piaceva più leggere e studiare che uscire con gli amici. Poi c’è stato l’episodio che ha cambiato tutto. A 16 anni ho avuto un grave episodio depressivo dovuto al fatto che purtroppo a 13 anni avevo subito delle molestie molto pesanti da parte di un gruppo di ragazzi più grandi e non riuscivo a superare la cosa. Con l’aiuto del mio allora fidanzato, informai i miei genitori e loro sono stati indifferenti anche a questo. Anzi, non capivano perchè l’avessi detto, mi dissero che loro non potevamo aiutarmi e che avrebbero preferito non saperlo visto che ora si sentivano in colpa per non aver capito a 13 anni cosa stava succedendo. Chiesi di andare in terapia and ottenni solo più urla. In seguito a ciò ebbi una crisi molto pesante con urla contro me stessa e tremori ma non la ricordo molto bene. La cosa che ricordo di preciso è la reazione dei miei: mio padre mi picchiò in testa più forte che poteva e mia madre piangeva dicendo che io la facevo stare male e che la facevo sentire in colpa. Tutto cambiò da allora. Sono cambiata dentro. Non ho più cercato amore e comprensione. Ho deciso che dovevo andare dritta per la mia strada. L’università mi ha aiutata moltissimo. Da allora mi sono diplomata a pieni voti, preso due lauree e sono andata via di casa. 7 anni fa ho preso la mia valigia con quello che sarebbe poi diventato mio marito e ci siamo trasferiti a 2000km di distanza. Ho passato un anno in psicoterapia. Abbiamo lavori appaganti, una casa e una vita felice. Abbiamo con loro rapporti molto sporadici non vedendoli più di una volta l’anno. Mio fratello ha fatto la stessa identica cosa. Ora però una minaccia incombe. Tra 2 mesi nascerà la nostra prima bambina tanto desiderata e cercata. Mia madre mi ossessiona che vuole venire a casa mia per stare settimane se non mesi. Io non voglio assolutamente e l’ho detto chiaramente. Non la voglio intorno a mia figlia. Mi ha anche detto che il giorno del mio parto per lei sarà un giorno orribile perchè lei non ci sarà. È così difficile da comprendere che lei è l’ultima persona che voglio in un momento così delicato ed importante per noi? Considerando che i nostri rapporti erano davvero minimi prima che restassi incinta. E poi ho paura, io non ho avuto una vera mamma, sarò in grado di essere io una buona mamma per la mia bambina? Grazie per l’ascolto, anche solo scrivere queste cose mi fa stare meglio.

    • Nonostante la tua sofferenza e la tua vita tormetata hai avuto il coraggio di creati un futuro e di eccellere sia negli studi che nella vita.
      Non lasciare che la mentalità o i pregiudizi preconfezionati ostacolino le tue decisioni che sono basate sulla conoscenza, sulla consapevolezza e dall’esperienza, quindi mi associo con te e di tico che una madre negativa come la tua, che a fatica sei riuscita a tenere lontana per poter rinascere, va tenuta lontana anche dalla tua famiglia, quindi allontanala o fallo il più possibile, affinché tu e tua figlia non patiate le cose dolorose che hai vissuto tu.
      Tu sei sua madre e tu sai ciò che è bene o male per lei, fidati del tuo istinto materno e di amorevole madre e fatti guidare dal cuore, anche se ti porta a decisioni drastiche.
      E non preoccuparti, il tuo passao difficile ti renderà una madre più comprensiva ed empatica e sarai una madre perfetta.
      Ti auguro un futuro di felicità e che sia come desideri
      Marilena

  44. LAURA ha detto:

    Buonasera,
    sono stata sposata 15 anni con un narcisista. 6 anni fa ho deciso di separarmi.
    Ho due figlie bellissime che sono davvero delle brave ragazze, ma soffrono molto per questo padre che subito dopo la separazione gli ha fatto conoscere la “nuova” compagna (in realta’ si frequentavano da anni) e le ha subito portate a casa di lei nei week end. Tante umiliazioni per loro, tanta ipocrisia, tante bugie. Io e le ragazze facciamo una vita di sacrifici mentre loro due fanno viaggi, indossano abiti firmati, hanno comprato una villetta.
    Adesso che sono grandi (14 e 19 anni) rifiutano i contatti con questa “signora” perché hanno capito che è stata la causa della fine del matrimonio. E lui cosa fa? Le ricatta per i soldi, ha persino preso a sberle la piccola in mezzo alla strada!
    Le ragazze sono ben consapevoli del suo narcisismo e sono seguite dagli psicologi. Siamo fortunate perché i genitori del mio ex marito hanno ben compreso la situazione e sono dalla nostra parte, ci aiutano e ci supportano anche economicamente.
    Pochi giorni fa,dopo l’ultima sfuriata, si sono decise a troncare i rapporti con lui.
    Ma soffrono, tanto, e io sono preoccupata per loro
    Riusciranno mai a stare bene e a dedicarsi alla loro vita?
    Riusciranno ad avere delle future relazioni sane?
    Mi dia un consiglio, per favore.
    Cosa posso fare per farle stare meglio?
    Grazie in anticipo.
    Laura

    • Cara Laura, un rapporto costretto, obbligato e per di più deleterio e velenoso fa sicuramente più danni che un allontanamento ora che la situazione è diventata insostenibile; se un domani le cose dovessero cambiare saranno le tue figlie a fare il primo passo verso il loro padre, che per ora oltre che sciocco si sta comportando da vero immaturo e non può essere una figura genitoriale educativa nè di supporto.
      Non ti preoccupare per l’attuale separazione anche da parte loro, si stanno solo proteggendo dalle violenze psicologiche che da ragazze forti e consapevoli (sicuramente grazie ad una buona madre) hanno compreso e rifiutato.
      Sta loro vicino e vedrai che supereranno più facilmente il trauma, si può vivere bene anche confidando su un solo genitore, e forse questo tuo esempio di forza le renderà più consapevoli di cosa dovranno evitare da grandi.
      Sei un buon esempio e le tue figlie sono molto fortunate ad averti come madre, altrimenti non avrebbero avuto l’intelligenza ed il coraggio di affrontare il padre.
      Che il tuo futuro sia sempre più bello e soddisfacente perché te lo meriti
      Marilena

      • LAURA ha detto:

        Grazie di cuore.
        Io ho una storia molto complessa alle spalle (la mia famiglia d’origine e’ disfunzionale ed ho subito un grave lutto in eta’ adolescenziale), ma le sue parole mi confermano che io e le ragazze stiamo remando nella direzione giusta.
        Noi tre insieme siamo una grande forza e con il bene che ci vogliamo supereremo tutto!
        Grazie, grazie e ancora grazie.
        Laura

  45. Maria ha detto:

    Chi ha vissuto sulla propria pelle certe conseguenze di un comportamento deplorevole materno finirà per essere una madre iperprotettiva pertanto è bene imparare ad essere autocritici comunque. È un errore che si ripete con i propri figli in modo inconsapevole ma con effetti diversi. Le madri hanno un ruolo difficile ma l’umiltà e l’autocoscienza aiutano a sviluppare il senso critico e a non perpetrare gli errori altrui. Il percorso è lungo e talvolta sono proprio i figli ad aiutare la madre nel percorso interiore. Non tutti i mali vengono per nuocere… Accettare le critiche da parte dei propri figli aiuta a crescere e a superare i conflitti, molto prima di un percorso terapeutico fatto da un terapista. Se c’è uno scambio reciproco c’è fiducia reciproca e la guarigione è certa. L’amore può davvero compiere miracoli.

    • Verissimo cara Maria, e come dice lei la comunicazione è la base per far funzionare ogni tipo di rapporto, sia tra quello genitori – figli, sia quello tra coniugi o compagni, o semplicemente amici.
      Comunicare è crescere attraverso l’altro.
      GRazie del suo commento e della sua testimonianza positiva.
      Marilena

  46. fabrizio ha detto:

    Sono così infinitamente triste. per aver realizzato a 44 anni dopo 30 anni della mia vita di patimenti… che ho dovuto eliminare per sempre mia mamma dalla mia vita. Con un conflitto interiore inspiegabilmente doloroso. l’unica strada.

    • Comprendo la tua sofferenza Fabrizio, ma come dici tu era l’unica strada, di una situazione che non dava alternative.
      Hai tentato per 44 anni di sistemare le cose, di farti comprendere, ma certe persone non si possono cambiare soprattuto quando non vogliono cambiare, ed allora ci rimane l’unico modo di salvare noi stessi dalla distruzione totale: andarcene, scappare lontano e chiudere ogni contatto.
      Non l’hai deciso tu, ti ha costretto lei, ed è ben diversa la cosa e spesso non ci sono altri modi per risolverla.
      Hai avuto coraggio, vedrai che col tempo ti peserà sempre di meno e sentirai la bellezza di sentirti libero, senza catene, senza dolore e potrei ricominciare veramente a vivere finalmente come meriti.
      Ti faccio i miei migliori auguri di un futuro sereno ed appagante. Sei stato coraggioso e vedrai che la vita saprà ricompensarti adeguatamente di questo tuo sacrificio.
      Marilena

    • Paola ha detto:

      Anche io ho dovuto farlo, non vedo mia madre da un anno e mezzo. Eppure ho avuto una bellissima infanzia, mi sono realizzata negli studi e nella professione. Fino a quando, dopo 13 anni di vita indipendente in un’altra città, nella quale però già sentivo un netto ed allora inspiegabile sollievo e libertà, mia madre ha iniziato ad instillare in me il senso di colpa chiedendomi di rientrare per aiutare mio padre nell’attivita’ professionale. Ciò che avevo avuto dovevo restituire. E per un senso di abnegazione e profondo amore nei loro confronti sono tornata. Mi hanno anche aperto un altro studio, e poi sono rimasta incinta di un uomo che avevo iniziato a frequentare da un anno e del quale ero molto innamorato. Mia madre non lo ha mai accettato, mi ha Ccusato di essermi fatta mettete incinta per accalappiarlo, mi ha buttato fuori di casa(a 33 anni) perché momentaneamente vivevo con loro. E poi mi ha evitata fino al parto, si è presentata in ospedale e al mio risveglio ho visto una donna seduta e addolorata come se vegliasse un morto. Con l’aiuto del mio compagno, che pur umiliato mi h spinta verso di lei, per 9 anni siamo riusciti a ricucire un minimo i rapporti. Fino ad un anno fa, in cui sia lei che mio padre, hanno iniziato a sostenere che le mie scelte professionali, volte all’aggiornamento, fossero manipolate dal mio compagno che in realtà mi ha sempre dato un grande aiuto. Da qui sono esplosa, e ho capito che nulla era mai cambiato. Per mia madre sono una priva di autonomia di pensiero, e d qui ho capito il mio costante senso di inadeguatezza. Ovviamente la situazione è molto più complessa. Ma a 43 anni ho scoperto quanto una madre possa essere vendicativa, visto che non mi cerca da 16 mesi ed ignora persino le mie bimbe.

      • GRazie della tua testimonianza Paola, che sia d’esempio per tutti coloro che si trovano nella tua stessa situazione.
        Per quanto riguarda tua madre è inutile pensare che si possa trasformare in una persona sensibile e comprensibile, anzi con l’avanzare dell’età e del suo senso di solitudine, di cui incolperà lei, la sua rabbia sarà ancora più insopportabile, ma lei non le dia retta e se esagera ripassi o richiami dopo qualche giorno, faccia così tutte le volte in modo che impari che ogni volta che l’agredisce lei l’abbandona del tutto.
        Vedrà che qualche piccolo risultato lo ottiene.
        Marilena

  47. Sonia ha detto:

    Salve intanto la ringrazio dell articolo… Ho 30 anni e sono figlia di un padre violento con il quale ho chiuso rapporti a 18 anni e di una madre narcisista di cui poco me ne ero resa conto fino a quando due anni fa sono diventata mamma. Spesso non capivo perché i suoi comportamenti riuscivano a interferire tanto sul mio umore e sulla mia vita di coppia poi sono diventata mamma e ho capito cosa significasse avere la responsabilità di un bimbo e soprattutto cosa significa l amore incondizionato e puro. E anche che alcune cose non possono minimamente far parte di una normalità come ad esempio girarsi dalla altra parte mentre tuo marito cerca di accoltellare tuo figlio (lei da bambini ci ha fatto credere che potessero essere cose di accadimento normale come il dare uno sculaccione al figlio)Il tutto solo per suo tornaconto personale cioè tenersi marito ,casa e non dover lavorare. .comunque per farla breve non si è nemmeno mai curata del nipote se non per suo tornaconto personale cioè venire per assorbirne la gioia che un bimbo cosi piccolo è in grado di trasmettere anche perché mio figlio è sempre solare e sorridente. E poi chiedere soldi e fare la vittima che la vita con lei è tanto dura e cara.Ora sono riuscita a chiudere i rapporti e devo essere sincera che in parte mi sento meglio .Non ho più il timore che squilli il telefono e poi mi rovini la giornata o l angoscia che mi dice che vuol passare ect ect … Ma da un altro lato mi sento malinconica e mi chiedo è normale? Mi manca lei o mi manca la figura idealizzata della mamma?grazie per chi mi vuol consigliare.

    • Le assicuro cara Sonia che la sua scelta è stato un percorso obbligato dal comportamento altrui, lei non ha colpe e non ha avuto possibilità di fare diversamente se voleva salvare se stessa e la sua famiglia della manipolazione e dalla devastazione mentale che inducono tali persone.
      Le manca sicuramente una figura materna, un padre, una famiglia come tutti, il suo deisderio di un nucleo familiare che sia di appoggio e conforto è più che normale, purtroppo la vita con lei in questo caso è stata cattiva, magari non lo è in alre situazioni, (la sua nuova famiglia saprà compendsarla del vuoto affettivo che le è sempre mancato).
      Non mancano di certo persone tanto crudeli ed egoiste, sono le figure che dovevano rappresentare a mancare, e se vuole il mio parere ha preso l’unico percorso possibile per non impazzire del tutto.
      La sua malinconia forse è data da un po’ di senso di colpa, tali persone riescono molto bene a far pesare le loro colpe sugli altri, e dal fatto che vede la sua sfortuna quando si confronta con i suoi coetanei.
      Non tutti nasciamo con lo stesso pacchetto-fortuna, alcuni di noi hanno un carico molto pesante da sopportare e l’unico modo di salvarsi è andarsene e chiudere i rapporti.
      Le auguro un futuro di serenità e di felicità, perché se lo merita.
      Marilena

  48. Chiara ha detto:

    Buongiorno mi chiamo Chiara ho 55 anni. Pochi giorni fa è mancata mia madre 4 anni dopo mio padre. Non riesco a liberarmi dalla rabbia e rancore verso i miei genitori. Fin da piccola mi hanno fatto sentire come un peso per la loro relazione. Tralascio per ora episodi della mia prima infanzia ne riferisco solo alcuni. Quando avevo circa 12 anni venne fuori che mio padre (medico) aveva da tempo una relazione con un’infermiera. Mia madre mi spiegò che mio padre le aveva detto che ciò era successo per causa mia dato che io non gli lasciavo privacy lei doveva stare sempre con me e quindi trascurata lui. Mi disse anche che desiderava andarsene di casa ma si era trattenuto quando lei lo aveva minacciato di ‘lasciargli la figlia’ (sic). Da quel momento in poi la nostra vita famigliare cessò di esistere. Niente feste in famiglia, natale Pasqua vacanze etc per ‘non dare fastidio a mio padre’. Questo non è che uno degli episodi. Potrei scrivere 100 pagine su questo argomento. Mio padre era il tipo che un giorno, avevo 13 anni, mentre ascoltavamo la radio in macchina gli chiesi di non cambiare stazione perché passava una canzone che mi piaceva. Mi guardo schifato e mi disse ‘sei proprio di bocca buona’ (tradotto ti accontenti di poco) io non capii e gli chiesi perché è mi rispose ‘per la musica che ti piace’ ci rimasi malissimo ero una ragazzina e quello era il cantante del momento. Io ho due figli non ho mai osato dire una cosa del genere ai miei figli. Perché erano così? Perché non mi passa questa rabbia?

    • Difficile spiegare perché le persone sono fatte in un certo modo o si comportano in una determinata maniera senza cooscere i particolari dell’intera vicenda, cosa utile per aiutarla a cercare le risposte che giustamente si pone.
      Se vuole il mio aiuto nel fare questo viaggio di conoscenza e comprensione sono ben disposta a seguirla, mi contatti via mail e ne parleremo in privato.
      info@marilenacremaschini.it
      A presto
      Marilena

  49. Isa ha detto:

    Gentile Marilena,
    oggi sono capitata qui mentre leggevo qua e là su internet gli sfoghi delle persone che hanno grossi problemi con i genitori. Sono moltissime a quanto pare! Posso raccontarle in sintesi la mia storia e chiederle cosa ne pensa?
    A 37 anni mi trovo finalmente serena in tutto e per tutto. Bisogna dire che sono maturata solo dopo i 35 anni e solo dopo aver mollato amici falsi: perdevo tempo con persone sbagliate che mi trascinavano in locali o in gite solo per il gusto di uscire, senza spazio per il dialogo. Dopo aver tagliato i ponti con tutti mi sono finalmente dedicata a me stessa: ho cominciato a coltivare le mie passioni e ne ho scoperte altre. Ho letto vari romanzi classici, ho riscoperto vecchi film e telefilm su internet, ho seguito casi di cronaca nera. Da 4 anni sono in contatto con un detenuto condannato a 30 anni che ritengo innocente (dopo aver seguito con attenzione la vicenda): é il primo impegno serio della mia vita. Non sono sposata, non ho figli. Ho sempre avuto una famiglia problematica, con un padre anaffettivo e narcisista che pensa solo ai suoi parenti (la sua razza di cui va tanto fiero che non ha niente in comune con me) e una madre disordinata e ansiosa. I miei non vanno d’accordo, e io non vado d’accordo con loro. Benché mia madre sia molto più intelligente e sensibile di lui e condividiamo le stesse idee io la vedo sempre come una rompiscatole, e non le confido mai niente di personale. A casa non presento amici dai tempi del liceo… figuriamoci fidanzati. Presentare i miei genitori sarebbe imbarazzante. Sono figlia unica, ho sempre avuto problemi e li ho affrontati da sola. Forse avrei dovuto rivolgermi ad assistenti sociali, ma per tanto tempo sono stata succube dei miei e non ci pensavo neppure. Dopo il liceo ho frequentato un corso di studi, ho provato a inserirmi nel mondo del marketing senza successo e infine ho lavorato qua e là come segretaria. Ho imparato pian piano a relazionarmi con persone di ogni età e ceto sociale. Dopo un lungo periodo da disoccupata ho trovato lavoro come colf/badante, scelto con cura tra numerosi annunci: volevo andarmene di casa e mi serviva un alloggio (fin da ragazza volevo trasferirmi per starmene in pace lontano da parenti e conoscenti vari, ma feci diversi tentativi senza successo). Ed ecco che tutto comincia ad andare per il verso giusto… trovo una famiglia seria e simpatica, una bella casa, una piacevole località, un buon stipendio. Lavoro con cura e dedizione, io sono contenta dei miei datori di lavoro e loro sono contenti di me. Mentre continua la corrispondenza col detenuto (di nascosto come sempre, ma ora sono molto più libera di quando stavo a casa), sto coltivando buoni contatti su Facebook che col tempo sono diventate amicizie reali, di fiducia. Ho imparato che per stare bene bisogna stare soli per un po’: serve a conoscere se stessi, a maturare. I miei genitori? Li vedo ogni 2-3 settimane, quando torno a casa. Non sento più i fastidiosi rumori del vicinato, non ho più seccature, non sono più la poveraccia di prima. Oggi sto bene, mi manca solo un marito… ma non ho fretta. 😉

    • Un percorso doloroso il tuo, cara Isa, anche se riesci a racconarlo con tanta leggerezza e serenità, ma quella serenità chissà quanto ti è costata.
      Mi fa molto piacere che sia riuscita a star bene con te stessa, per quanto riguarda il marito forse arriverà oppure no, la cosa più importante è la stima che hai imparato a dare a te stessa e che ti farà vivere bene anche da single, sino a quado non incontrerai la persona con cui varrà la pena di fare progetti, te lo auguro di cuore perché sei una persona molto dolce e si sente che hai tanto amore da dare.
      In bocca al lupo e che il tuo futuro sia sempre una dolce salita.
      Marilena

      • Isa ha detto:

        La prima parte della mia vita non mi ha dato gioia, pazienza. Meglio cominciare male e finire bene piuttosto che il contrario… grazie a lei che dimostra intelligenza e participazione nella risposte oltre che negli articoli. Sono davvero contenta di avere scoperto questa pagina! 🙂

        • Vedere la vita dal lato ottimistico fa sempre bene, in fondo il nostro passato e mal vissuto non si può cambiare, tanto vale trarne il meglio: maggior esperienza, sensibilità, empatia, capacità di ascolto e saper superare anche le situazioni più avverse. Anche se guadagnata col dolore resta sempre quella marcia in più che non tutti hanno.
          Ti faccio i miei complimenti per aver trasformato la tua vita in qualcosa di positivo e grazie per l’apprezzamento del blog
          Marilena

  50. Alessia ha detto:

    buongiorno mi chiamo Alessia ho 22 anni. Ho per caso trovato questo articolo e mi sono resa conto che mia madre combacia passo per passo.
    Per la prima volta capisco perche provo cosi tanta rabbia contro di lei, e contro me stessa per non essermene accorta prima. fin da piccola mi ha sempre scaricato addosso tutti i suoi problemi (economici e sentimentali) per poi farmi sentire in colpa facendo la vittima. Ha divorziato da mio padre quando avevo un anno e non ha mai fatto altro che screditarlo davanti a me, incolpandolo( nonostante abbia sempre pagato gli alimenti e abbia fatto il possibile per me anche se il suo lavoro lo porta spesso lontano) di non fare abbastanza.
    mi usava come tramite per chiedergli soldi e regali costosi che io non volevo davvero e mi vietava di parlarne in giro. screditava tutti i miei amici costringendomi ad allontanarli. alla fine mi sono chiusa nel silenzio, portando tutti i problemi da sola, creando muri tra me e gli altri e diventando una bugiarda pur di negare i problemi.
    ha sempre fatto pressione perche trovassi lavoro fin dal liceo, negandomi l’universita. quando alla fine ho trovato un lavoro abbastanza stabile lei ne ha approfittato per mollare il suo rendendosi dipendente da me. ora vuole che le compri una casa, e se dico quacosa è pronta a fare la vittima e minacciare di uccidersi per la disperazione. Voglio allontanarmi da lei ma non ha altre entrate economiche (e si è allontanata da tutti i suoi parenti, dice sempre che sono l’ unica cosa che ha, e che devo pensare a lei). ho un fidanzato ma non vorrei fargli pesare questa situazione…non so cosa fare

    • Purtroppo Alessia con genitori simili l’allontanamento da casa è l’unico modo di acquistare un po’ di indipendenza e di possibilità di crescere individualmente ed autonomamente, diversamente vivrai con il loro controllo che diventerà sempre più opprimente, il che significa vivere in una gabbia dorata dove il loro mantenmento o aiuto finanziario, per un domani in caso di studio o di bisogno di avviare un’attività, sarà un’ottima arma di ricatto per tratterti e per farti sentire in colpa per ogni tua contestazione.
      Se vuoi possiamo parlarne privatamenteper trovare una soluzione (c’è sempre una soluzione a tutto anche se costa dei sacrifici), contattami via mail: info@marilenacremaschini.it
      Per capire quale tipo di counseling farebbe al caso tuo passa prima a visitare la pagina dei servizi, dove in fondo trovi le promozioni con la descrizione di tutte le modalità offerte e i relativi costi.
      Spero di sentirti presto
      Marilena

  51. PerennementeApatica ha detto:

    Ma si può guarire da questa profonda ferita? Con un percorso insieme ad un psicologo, si può guarire? Non guardarsi più indietro? Cacciar via tutte le ansie, la depressione, tutti gli attacchi di pianto, tutti i momenti che si rimane senza respiro, quando ti tremano le mani come una pazza perchè si ha un turbinio infernale dentro l’anima? Perchè si arriva ad un certo punto che si muore dentro, ed è tutto più difficile, anche respirare.

    • Certo che si può guarire, e si può imparare a vivere per se stessi e ad amarsi per quello che si è, separandosi da ciò che avvelena e fa star male, a tale fine anche un Counselor può essere utile, pertanto se vuole potrà espormi il suo problema ed insieme cercheremo di risolverlo o di trovare dei rimedi.
      Mi contatti via mail: info@marilenacremaschini.it
      A presto
      Marilena

  52. Valentina ha detto:

    Buongiorno, vorrei chiederle un consiglio su una zia zitella frustrata e manipolatrice.
    È dura ammetterlo ma lei è così.
    È la sorella di mia madre. Quest’ultima morta un anno dopo la mia nascita. Sono cresciuta con mia nonna, mia zia e mio padre. Oggi mi ritrovo sposata con un uomo meraviglioso e una bimba di 3 mesi. Da vent anni mio padre sta con un altra donna e questo mi ha creato solo problemi. Mia zia è egoista e gelosa. Non accetta la compagna di mio padre ed ha pretese su di me. Non smette mai di rinfacciarmi quante cose lei abbia fatto x me quando ero piccola(come se potessi scegliere). Mi controlla. Mi sento oppressa. Ho fatto il grave errore di andare ad abitare Nell appartamento sotto casa sua. Controlla chi viene, dove vado, se e quando esco. Mio marito non ci fa caso ma io odio sentirmi controllata. È come se provasse rimpianto x non aver fatto delle cose quando era giovane e scaricasse tutto su di me. Come se io avessi colpa. Non perde l occasione di dire quanto bene ha fatto ecc ecc. Ogni volta che la affronto fa la vittima. Inizia a piangere. Dice che non viene considerata. Quasi fosse lei mia madre. Ho passato una cattiva gravidanza,mia figlia ha avuto problemi. Ma questa nemmeno ci pensa che ho bisogno di un po’ di serenità ora.vorrei scappare, cambiare casa. Ma fare un mutuo ora con una bambina piccola.. Dopo aver ristrutturato la nostra casa prima del matrimonio sembra un peccato. Secondo lei come posso farle capire dove sbaglia? Come farle capire che non sono di sua proprietà? Prova odio e rancore. Mi si appiccica tipo cozza. Dicendo che la famiglia siamo io lei mia nonna e mia figlia. Invece no!!! La mia famiglia è : me stessa, mio marito e mia figlia. In tutto ciò mio padre non l ha mai affrontata facendola saltare in aria, la evita e basta. Ma io ci vivo vicino. Andandomene provocherei un grande dolore a mia nonna, che diciamo ancora è sopportabile. Lei capisce ciò che ho passato.
    Spero di ricevere da lei un consiglio.
    La ringrazio anticipatamente.
    Valentina

    • Cara Valentina la mandi cortesemente e spesso a quel paese, purtroppo abitate troppo vicine per non essere controllata, ma si può sempre cambiare casa un domani, e chiuda spesso la porta in faccia a questa persona tanto negativa quanto invadente.
      Probabilmente la sua frustrazione e solitudine l’ha resa acida e con la mania del controllo sugli altri, per paura di essere abbandonata e di ritrovarsi sola del tutto, cosa che succederà a causa del suo carattere e comportamento, ma lei non si senta in colpa e tagli corto, non le deve nulla e tantomeno è tenuta a sopportarla.
      Chi fa le cose per amore o per amicizia vera non rinfaccia nulla nè fa pesare nulla, il suo è soltanto un modo per tenersi legate strette le persone, quindi nessun interesse amoroso ma solo possessività.
      In bocca al lupo e a presto
      Marilena

      • Valentina ha detto:

        Grazie.
        Proverò ad affrontarla nuovamente, stavolta fregandomene dei suoi vittimismo. È bene farle capire che così allontana tutti. E se vuole questo così sarà. Lei resta ferma nel suo dolore e pretende che tutti non vadano avanti,quando invece l’unica persona ancorata al passato è lei. Lei cresciuta in un contesto di invadenza e comunione di tutto. I tempi sono cambiati. Io non sono mia madre.

        • E sicuramente ha diritto alla sua vita senza imposizioni,
          ma come le dicevo temo che questa zia sia spinta dalla paura dell’abbandono che affronta nel modo sbagliato, perché costringendo le persone o cercando di controllarle e manipolarle si ottiene solo l’effetto di allontanarle e non farle rimanere vicino.
          Comunque si faccia la sua vita e pensi prima a se stessa, chi semina vento non può raccogliere che tempesta.
          Marilena

  53. Luca ha detto:

    Ciao a tutti.

    Proverò a spiegare, ma è difficile, perché i miei “genitori”, entrambi psicopatici-narcisisti, hanno piegato (e lo stanno facendo tutt’ora) le mie difese psicologiche.

    Sin da molto piccolo, intendo due /tre anni di età, ho subito vessazioni, incuria, violenza verbale, fisica, psicologica, morale e sessuale.

    Per i miei, non ho mai avuto alcun valore.

    Qualunque cosa facessi, non andava bene.

    Mi hanno (letteralmente) massacrato di botte.

    Mi hanno deriso, umiliato, quando possibile, di fronte a terzi, anche semplici estranei, per il solo gusto di farlo.

    Mio padre “batteva” molto sul discorso sessuale, per cui, la volta che è capitato che tenessi per mano la mia prima ragazzina, si è messo ad urlare, di fronte a me ed a tutti gli astanti, che “non avrei dovuto osare farle del male”… avevo dodici anni…mi sono sentito morire.

    Ma questo, è uno soltanto degli episodi con il quale mi ha umiliato.

    Ce ne sono stati molti altri e anche di peggiori.

    Quando potevano massacrarmi di botte, lo facevano, entrambi.

    Quando finiva mio “padre”, cominciava mia “madre”.

    Era inutile, per me, chiedere… implorare pietà.

    Più imploravo, più venivo percosso.

    Ora sono adulto, ma la storia continua.

    Mio padre non mi permette di tornare nella mia città di origine, da cui manco da ormai vent’anni.

    Ho perso i miei amici, i miei compagni di scuola, non sento più i miei parenti, sono riusciti a fare terra bruciata intorno a me.

    È persino successo che non mi abbiano mai avvisato del fatto che due miei cugini fossero mancati.

    L’ho scoperto io, per caso, un anno dopo.

    Non so come mi descrivano con gli altri, sta di fatto che nessuno vuole aver niente a che fare con me.

    Vorrei che pagassero per ciò che mi hanno fatto, per avermi rovinato la vita, ma nessuno interviene, a nessuno interessa ed ormai, i reati (perché di reati si tratta) di cui si sono macchiati, si sono prescritti, per non parlare dell’onere della prova.

    Beffa oltre la beffa, ciò che racconto quando posso, è talmente raccapricciante che chi mi ascolta, o non mi crede, oppure pensa che io esageri per avere attenzione.

    Hanno costruito la loro famiglia a tre.

    Loro, mia sorella (assolutamente intoccabile) e relativi nipoti.

    Io, semplicemente, non esisto più.

    Qualche anno fa, mi trovarono delle macchie ai polmoni che in seguito si rivelarono innocue ma… per quattordici giorni, vissi con il timore che potesse essere un cancro.

    Durante quei quattordici giorni, mia madre, disse a mia moglie che “il mondo era pieno di uomini, anche se fossi morto, ne avrebbe trovati altri”.

    Hanno negato la mia vita, la mia stessa esistenza.

    Lo fanno tutt’ora, il problema è che ho perso il lavoro e ho bisogno, almeno, dell’aiuto di mia “madre”, per cui, sono mio malgrado costretto a mantenere dei “contatti”.

    A prescindere da ciò che ho ottenuto, dagli studi compiuti, non valgo assolutamente nulla, o per meglio dire, non esisto.

    Mi hanno diffamato con conoscenti vari, andando in giro a dire che non ero a posto con la testa.

    L’ultima frase dell’ultima telefonata con mia madre, è stata… “vai a farti curare”, rivolta a me, ovviamente.

    Quello che mi fa stare male è che mia moglie sta soffrendo tantissimo per questo stato di cose.

    Perché, quello che effettivamente stanno attualmente facendo, è di farmi morire, e purtroppo, ci stanno riuscendo.

    Un saluto a tutti.

    • Mi dispiace caro Luca per la sua situazione, l’unico aiuto che potrei darle mi costringe ad assumere un incarico a tutti gli effetti per conoscere la sua vicenda nei particolari ed intervenire con dei consigli mirati.
      Se vuole parlarne mi contatti privatamente sulla mia mail, vedrà che una soluzione la troveremo e troveremo anche le risposte a tutte le sue domande che per ora sono rimaste incompiute.
      info@marilenacremaschini.it
      A presto
      Marilena

  54. Claudia ha detto:

    Salve, mi chiamo Claudia, è da un anno che il marito della sorella del mio ragazzo , ovvero mio cognato, manipola mia nipote cercando di allontanarla da me. La bambina mi era molto legata, giocavamo sempre e mi cercava. Da un anno quando c’è suo padre, non mi parla, mi evita, se le chiedo qualcosa guarda suo padre. Da qualche mese hanno anche montato una telecamera in cucina e da allora quando la vado a trovare mi dice che devo starle lontana, ovviamente perché ha paura che suo padre la guardi dalla telecamera. La madre fa finta di niente. Io non so come risolvere questa situazione anche perché non voglio far litigare marito e moglie. Io sono sicura di non aver mai fatto nulla di male, nè di essere una persona cattiva. Penso che lui vedendo la bambina molto affine a me l’ha voluta allontanare per gelosia. Infatti da quando si è allontanata da me si è avvicinata di più a lui.

    • Innanztutto le telecamere per la visione con o senza audio, dentro o fuori casa, devono essere preavvisate da diversi cartelli sparsi sul perimetro e prima di tutti gli accessi in casa, e le persone, prima di essere videoriprese, devono dare il loro consenso per la registrazione se i proprietari di casa non vogliono incorrere nel grave reato della violazione della privacy altri anche in casa propria.
      Per quanto riguarda il cambiamento così drastico del comportamento del padre è sicuramente dovuto ad un qualcosa che con un atteggiamento poco maturo non vuole affrontare e discutere con lei, inutile insistere otterrebbe soltanto maggiore resistenza.
      Molto probabile che, come dice lei, sia stato per mera gelosia (e chi mai ammetterebbe di essere tanto geloso?) quindi la vedo dura che ritorni sui suoi passi.
      Lasci passare del tempo e veda se le cose si sistemano, solo allora potrà pretendere spiegazioni, diversamente li lasci cuocere nel loro brodo, non si può cambiare la testa della gente nè la loro visione delle cose senza una adeguata comunicazione.
      Sono sicura che un domani, se la storia col suo ragazzo continuasse ad essere stabile, saranno loro a farsi risentire, sarà quello il momento della sua rivincita.
      Spero di averla aiutata
      In bocca al lupo
      Marilena

  55. Anna ha detto:

    Ciao a tutti… leggendo le vostre storie mi sento meno sola… sono Anna ho 36 anni e l’unica cosa che sono riuscita a fare nella vita è stata sposarmi…tra alti e bassi mio marito è l’unica persona che mi capisce che sa tutto di me sono 18 anni che siamo insieme e che combattiamo insieme… i miei genitori sono separati e hanno contribuito alla mia rovina come essere umano… in tempi e modi diversi hanno tolto in me la speranza di una vita migliore.. quella più problematica però è mia madre che si ritrova perfettamente nel modello manipolatore narcisista…ho un fratello più grande sposato con figli che vive le mie stesse difficoltà solo che io negli anni ho sviluppato un ansia talmente pesante che sono diventata ossessivo compulsiva… dopo il matrimonio ho provato più volte ad allontanarmi da lei ma succede sempre qualcosa che mi fa riavvicinare forse un inguaribile ottimismo nonostante tutto solo che ogni volta si ritorna la punto di partenza… i dialoghi non servono le liti neanche il vittimismo è il suo cavallo di battaglia e per tenerci attaccati a lei usa il ricatto economico fa regali spropositati di modo che se noi ci allontanano poi ci sentiamo in colpa perchè lei è la buona e gli altri sono i cattivi genero e nuora inclusi… travolge tutti nella sua spirale negativa non è riuscita a rifarsi una vita non ha amici veri non ha un compagno è sempre chiusa in casa ad aspettare gli altri soprattutto ora che è in pensione ha messo più e più volte zizzanie tra me e mio marito e tra mio fratello e mia nuora… e poi nega le cattiverie che ha detto è una maestra in quello… non nego che nonostante l’amore di mio marito tante volte ho pensato al suicidio perchè non trovavo una via d’uscita ho pensato di lasciare mio marito per non fargli passare più questo inferno nonostante l’amore che c’è tra noi… in tutto questo mio padre è assente al massimo si limita a giudicarmi e a dirmi che a mia madre devo pensarci io che sarà la mia croce… ovviamente in tutto questo tempo mi sono sentita una nullità non sono riuscita a finire le superiori non ho un lavoro ne una posizione e nonstante il desiderio di mio marito non ho voluto mettere al mondo dei figli… cerco di rialzarmi ogni giorno ma mi ritrovo spesso a fare un passo avanti e due indietro… il mio malessere si riflette su di me e anche sulla casa per anni sono stata anche una accumulatrice di cose perlopiù inutili…la mia fortuna è che sono una persona che legge tanto che si informa che vuole trovare una risposta per tutto… amo gli animali le passeggiate nella natura amo il mare e la musica queste cose mi salvano…dall’inizio dell’anno ho cominciato a fare decluttering di cose vecchie ed inutili sto cominciando a fare spazio al nuovo e alla positività e a trattare gli oggetti del passato perlomeno quelli che mi davano emozioni negative solo come oggetti e quindi ormai inutili da buttare… spero di fare decluttering in generale nella mia vita e di riuscirci nonostante le difficoltà… mi sono promessa di non pensare mai di essere troppo vecchia per essere felice e che a tutto c’è una soluzione… ieri era il mio compleanno e ovviamente mia madre mi ha regalato una cifra spropositata… dopo i convenevoli è passata all’attacco cioè a lamentarsi del mondo e di tutti come sempre lasciandomi in lacrime perchè tende sempre ad esagerare e a voler litigare facendomi passare una brutta giornata…stamattina ho deciso che quei soldi glieli restituirò al più presto perchè per me sono impregnati di negatività e perchè non cambieranno la situazione…il desiderio che esprimo per i miei 36 anni è la libertà di essere chi voglio e dove voglio sempre e ripulire gli spazi buii della mia vita e della mia anima… buona fortuna a tutti

    • Buona fortuna a te e quel paradiso che cerchi ti auguro di trovarlo presto.
      Non avere paura delle scelte decisive o di troncare, quando una storia non va o la persona non è quella giustao quella che vorremmo significa che non fa per noi.
      Datevi l’occasione di incontrare veramente un amore che valga il vostro impegno e dedizione.
      Marilena

  56. Laura ha detto:

    Salve, dopo 6 anni di convivenza mi sto per sposare con un uomo che ha una madre manipolatrice e possessiva. Poco dopo aver iniziato la relazione i suoi problemi dovuti alla sua infanzia si sono palesati ed ha quindi seguito una terapia psicologica per anni. All’inizio vedeva la madre senza macchia e viveva nel senso di colpa con continue richieste capricci da parte sua che consistevano nel chiedergli di mollare tutto per correre da lei pena la perdita del loro rapporto, poi col tempo le cose sono cambiate. Il problema attuale è che nonostante sua madre sia addirittura peggiorata riempiendolo di insulti quasi ogni volta che avviene un contatto fra loro e addossandogliene tutte le colpe lui insiste nel volere mantenere un rapporto con lei pensando che con più attenzioni lei cambi. Poi quando lei, dopo averlo insultato per ore al telefono gli manda un sms per il compleanno con scritto “un abbraccio” lui lo interpreta come un passo verso di lui e si sente in dovere di andarle incontro. Lui ha tuttora un modo di fare da mendicante e ha degli atteggiamenti infantili per dire si butta giù e si trascura, non si fà la barba, non si lava adeguatamente e sono io alla fine che esasperata gli faccio notare questo. La mia paura è il fatto che ancora lui la cerchi, anche se poco, che ancora gli basti una briciola per pensare lei possa essere normale, che ancora si senta cattivo e che pensi sia una sua responsabilità, che ancora non accetti il rifiuto da parte di una madre del genere e che preferisca illudersi. Lui ha 35 anni e io ho paura che sotto ci sia una un mancato volere di crescere.

    • Temo che le tue paure cara Laura siano fondate, e dovrebbero essere risolte e chiarite prima del matrimonio, non fare un passo così importante se non hai l’assoluta certezza di avere una vita serena e tranquilla: la convivenza, la condivisione ed i figli aumentano i problemi, se non si è già abituati ad affrontarli nel giusto modo si rischia di accumulare problematiche non risolte con quelle che verranno in seguito.
      Se vuoi io sono disponibile ad aiutarti in un breve percorso che ti dia gi strumenti per arginare le invadenza ed aiutare il tuo futuro marito ad avere più stima e fiducia in se stesso in modo da resistere meglio all’invasione esterna.
      Se vuoi provare visita la pagina dei servizi, in fondo tra la promozioni ci sono tutte le modalità di counseling con i relativi prezzi, e comunque di una modalità su misura se ne può sempre parlare.
      Fammi sapere, via mail privatamente, cosa ne pensi, nel frattempo ti faccio i miei migliori auguri, ma valuta bene tutte le questioni che ti trascinerai nel tuo rapporto col matrimonio.
      Marilena

  57. Nino ha detto:

    Ho 46 anni, sono omosessuale, vivo in una situazione di depressione perenne che curo tra alti e bassi arrampicandomi giorno dopo giorno alla vita di tutti i giorni ed evitando gli psicofarmaci di cui ho fatto un uso non corretto subito dopo la mia adolescenza.
    Ho rivisto perfettamente i miei genitori in questo articolo e seppur felice di non essere solo sono dispiaciuto nel leggere altre storie di cattiverie.
    Ho tentato il suicidio diverse volte, probabilmente per suscitare la loro attenzione perché mio padre, con la complicità di mia madre quando ha scoperto la mia omosessualità mi preferiva morto e mi ha usato violenza fisica e psicologica per più di vent’anni, mia madre non è stata da meno con le parole.
    Quando ho tentato il suicidio, dopo avermi portato in ospedale mi hanno abbandonato all’ospedale psichiatrico, dove per prassi sarei dovuto passare. Ho seguito il consiglio dello psichiatra e sono andato a vivere al nord dopo diversi tentativi.
    Ho sempre vissuto un senso di abbandono e lo vivo tuttora ad ogni rifiuto e ad ogni loro giudizio, sono tornato a vivere nella mia città, da solo… ma il loro atteggiamento non è mai cambiato, ho un compagno, che loro non salutano, non guardano e ignorano ad ogni possibile evento di famiglia, non partecipo alle cene di Natale insieme ai miei genitori, i miei fratelli e ai miei nipoti non per dispetto ma per rispetto… quello verso di me e la mia famiglia seppur non convenzionale.
    Oggi a 46 anni sono insicuro, fragile, a volte di cattivo umore, generoso e geloso delle mie cose, ma sono il frutto di tutto quello che ho vissuto e soprattutto sono vivo!!!!

    • Mi dispiace per la tua storia caro Nino, purtroppo a volte per sopravvivere bisogna tagliare i rami secchi, quelli nocivi che avvelenano la vita, allora date le premesse è meglio viver da soli che far finta di avere una famiglia alle spalle.
      Comunque tu non sei da solo, hai un compagno che ti ama e questo dovrebbe bastarti per ricominciare a vivere, ma non ritornado nella tua fossa, assolutamente no, abbandona quel cimitero di sofferenza e rifatti una vita lontano da tutto ciò che ti ha devastato nel cuore e nella mente, e non aver paura di ciò che lasci ma guarda avanti per tutto quello che ancora puoi avere con uno spirito ed un animo nuovo, diverso, indipendente e svincolato dai legami tossici e letali.
      Ti auguro che il tuo futuro sia come lo hai sempre sognato.
      Marilena

  58. Natalia ha detto:

    Gentile Dott.ssa, leggo con molta attenzione quello che scrive. Purtroppo ho avuto una madre isterica, depressa, dal matrimonio infelice. Ho subito umiliazioni, repressioni, invasioni nella mia vita privata e un padre totalmente incapace di far fronte a un mostro a due teste, sì, perché entrambi materialmente non mi hanno mai fatto mancare anzi, i loro aiuti a me “precaria” sono spesso rinfacciati e per fortuna che vivo all’estero e cerco di tornare poco ma è come se non bastasse. Della mia infanzia, adolescenza e oltre ricordo le urla, i piatti che volavano, il suo linguaggio violento nei miei confronti, alternato da effusioni morbose, cariche di ansia (non voglio figli per timore di essere così, tra l’altro mia madre mi ha sempre detto che non ne sono in grado).
    Non ho mai fatto psicoterapia per questioni economiche ma oggi a quasi 38 anni mi rendo conto di tutto, come in uno specchio quando frequento dei ragazzi sbagliati e vivo relazioni tossiche da cui sono uscita con la forza della mia volontà, della mia maturazione e consapevolezza. Quando mia madre non ci sarà più, mi spiace dirlo, ma mi sarò liberata delle sue ossessioni, delle posate messe in modo sbagliato, del mio modo di essere sbagliato, sempre, e poi dopo il bastone la carota che arriva: la figlia perfetta, eccetera eccetera. Chiedo scusa per lo sfogo, sarà che in questi giorni sono a casa dei miei genitori e non vedo l’ora di mettere tra noi una bella distanza geografica mentre tutti i parenti mi hanno sempre detto ” chi vuole pazienza”. No, non siamo nati per soffrire. Un caro saluto
    Natalia

    • Può liberansi anche prima dalla dominazione di sua madre cara Natalia, senza dover attendere la sua morte (e capisco anche il dolore che nasconde una frase del genere), se vuole dare un’occhiata alle mie modalità di counseling (che è molto più efficace e veloce di qualunque terapia, sopratutto il mio, oltre che più economico) ed i relativi costi visioni la pagina dei servizi, in fondo dove ci sono le promozioni, ma poi la prego di contattari, se se la sente, via mail, per poterne parlare in privato.
      Allontanarsi, come dice giustamente lei non basta, i legani sono nella nostra mente e le ossessioni dei ricordi diventano col tempo delle abitudini che lì mettono radici, occorre cambiare punto di vista e sdradicare ciò che è nocivo per introdurci una nuova consapevolezza e considerazione di sè che le permetterà di dare più valore alla sua persona e maggior rispetto di se stessa e di cò che vuole e che pensa, ma sopratutto di pretenderlo dagli altri; se non ci amiamo noi come possiamo pretendere che lo facciano gli altri?
      Spero a presto, anche oggi, non importa se è domenica.
      Marilena

  59. Alessandra ha detto:

    Ho Appena “incontrato” questo sito e nell’articolo, letto con interesse, mi sono riconosciuta. Una vita derubata da una madre affetta da tutto ciò che esiste ed un papa morto prematuramente a 40 anni in 3 mesi quando io ne avevo 12. Ho conosciuto l inferno dal quale a 50 anni non sono ancora uscita a dispetto di psicoterapia ecc.. Viaggi, cambi di vita e di città. Oggi lei è anziana e bisognosa io ho perso il lavoro e le difficoltà si aggiungono a quelle note.
    Nonostante la triste consapevolezza non riesco a non sentirmi in colpa e nonostante mi sento derubata e soffro enormemente per le angherie quotidiane che mi fa o meglio che mi dice, non riesco a tagliare la corda senza sentirmi responsabile, senza soffrire. Il dolore del tempo perso e del tempo che non ho vissuto come avrei voluto e meritato mi fanno male e in questo vortice di dolori ed emozioni confuse e contrastanti spesso mi perdo e mi sento sola sprofondando in un mare di niente dolorosissimo, di giornate e notti che perdano di senso e di significato, pur per me avendone invece moltissimo.
    Che fare dottoressa? La prego mi dia un suggerimento. Grazie molte

    • Un solo consiglio non l’aiuterebbe a superare tutti i disagi che si porta ancora dentro e i sensi di colpa che non la lasciano vivere serenamente.
      Perché non ne parliamo privatamente e perché non si affida a me facendo un breve percorso che le permetterà di avere tutte le risposte che cerca per risolvere i suoi problemi e sentirsi veramente e finalmente libera dal condizionamento di questa madre negativa e tossica?
      Marilena

  60. Paola ha detto:

    Buongiorno dottoressa, intanto grazie per il suo articolo. Io sono figlia di genitori tossici, madre violenta e disturbata e padre assente. Genitori sadici e anaffettivi. Dopo grandi difficoltà e affrontando tanta sofferenza ho avuto la forza e il coraggio di dire la verità agli altri, ai terapeuti, a me stessa. Me ne sono andata da quella casa da sette anni e ora sono sola e sto cercando di essere serena. L’unico tassello che mi manca per esserlo sono i sensi di colpa, ma non perché mi mancano i miei genitori o perché penso di essere io quella sbagliata. Quello che mi confonde é il comandamento onora il padre e la madre, se non si rispetta ció si verrà puniti dopo la morte e ho paura di questo. Inoltre ho seguito su internet delle conferenze spirituali in cui si diceva che l’anima sceglie i genitori prima d’incarnarsi e che quindi bisogna vivere il rapporto con loro anche se é difficile e fa soffrire altrimenti non si liquiderà il karma e nella prossima vita avremmo genitori e situazioni ancora peggiori. Questo m’impedisce di chiudere i rapporti con i miei, se lo faccio sto male perché ho paura di commettere un errore molto grave e venire punita nell’aldilà o prossima vita e non so piú cosa sia giusto e cosa no. Grazie se vorrà aiutarmi.
    Paola

    • Lasci perdere Paola queste filosofie spirituali che vanno bene solo per chi vuole trovare un fine spirituale appunto, se il suo è un fine pratico è altrove che deve rivolgere la ricerca.
      Le dico il mio pensiero, che sicuramente le piacerà: ci sono ottimi genitori che farebbero di tutto per i loro figli e questi figli sono immensamente fortunati, e spesso non sanno di esselo, poi ci sono adulti che non avrebbero mai dovuto mettere al mondo dei figli perché non hanno un istitnto genitoriale ma una rabbia che si rivale su quei pargoli che dovrebbero amare con tutto se stessi e che invece massacrano, manipolano, rendono infelici per compensare la loro rabbia ed infelicità.
      Lei è stata sfortunata ma non abbia paura a dichiarare ciò che è pura verità: quelli di cui parla non sono genitori e non si comportano come tali, quindi nessun riguardo per loro ma solo grande considerazione per le vittime, infanti e minori, che si trovano nella piena disperazione con una vita rovinata per colpa di egoisti, manipolatori e crudeli che non hanno mai capito che non avrebbero dovuto mettere al mondo dei figli da persequitare, ma rimanere soli, nel loro egoismo e nella loro crudeltà.
      Pertanto non abbia paura o timore a giudicarli come meritano, per quello che han fatto e per come l’hanno trattata.
      Se vuole un aiuto più concreto di questo semplice consiglio mi contatti privatamente via mail: info@marilenacremaschini.it, farò il possibile per aiutarla concretamente e definitivamente.
      Marilena

  61. AnnaK ha detto:

    Buongiorno Dottoressa, e grazie per aver esposto cosi’ bene il problema dei genitori manipolatori, molto spesso considerato ancora un tabu’. Anche io sono cresciuta incatenata a una madre manipolatrice, schiacciata da ansia e attacchi di panico, da qui sono riuscita a scappare solo dopo diversi anni di terapia. Ora i contatti sono quasi azzerati, sono finalmente rinata e ho trovato fuori dalla famiglia di origine delle persone (marito, amici) che mi amano per come sono senza chiedere nulla in cambio. Questo e’ il vero amore! Ho un buon livello di consapevolezza e mi tengo bene alla larga da questa madre manipolatrice, sono scappata all’estero e non ho piu’ messo piede in casa di mia madre. Mi sono lasciata alle spalle il mio paese di origine e tutta la mia infanzia. Eppure, a volte sospiro pensando a dei ricordi belli della mia infanzia, in cui era presente questa madre manipolatrice e nociva, ma che mi ha dato anche tanti abbracci e chissa’…mi ha trasmesso anche qualcosa di buono. Prima mi abbracciava perche’ mi trasformavo in cio’ che lei voleva, ora invece sono me stessa e lei mi punisce con ricatto e sensi di colpa. So che per il mio bene devo starle lontano, ma e’ normale provare nostalgia? Come possono convivere il ricatto, la menzogna in una madre che comunque ho amato tanto? Quella donna e’ stata capace di trasmettermi anche delle cose belle, ma mi ha distrutto buona parte della vita. Quando un giorno morira’ provero’ sollievo o senso di colpa? Come posso salvare i ricordi belli della mia infanzia senza avvicinarmi al baratro della manipolazione? Combatto ogni giorno contro quella parte di me che prova nostalgia per quegli abbracci.

    • Cara AnnaK dovrebbe innanzitutto perdonarsi le colpe che non ha mai avuto.
      La sua scelta di andarsene e di rompere i rapporti è stato un obbligo, l’unica soluzione per sopravvivere e quindi non si deve sentire in colpa, semmai sono altri che dovrebbero provare tale sentimento.
      E la sua è semplice nostalgia, la mancanza di una famiglia come hanno quasi tutti, ma le assicuro che di famiglie felici ne esistono ben poche, quelle che si ritengono tali nascondono sempre dei segreti tristissimi, sono un’illusione, c’è sempre qualcosa che non va, lei è stata solo più sfortunata degli altri.
      Si lasci tutto alle spalle, ha agito bene, non aveva alternative, non aveva altra scelta se non voleva ridursi ad un vegetale ed essere infelice per tutta la vita.
      Ora invece il suo futuro è nelle sue mani, lo gestisca bene, e lasci ai ricordi, brutti o belli, soltanto il ruolo di puri ricordi, in modo che non ne venga influenzata.
      Il passato è andato e non lo può modificare, però il presente ed il suo futuro sono tutte nelle sue mani, ne faccia buon uso.
      In bocca al lupo
      Marilena

  62. lucaaaaa ha detto:

    Buonasera Dottoressa Marilena, ho letto il suo post e mi sono accorto che ho postato un commento lo scorso anno sempre verso maggio! sono entrato perché ho “sentito” che ancora oggi i miei tentano di manipolarmi e volevo informarmi su internet ed è comparso ancora sempre in prima fila il suo articolo e questo mi ha reso contento!! volevo raccontare pertanto a Lei e a tutti, con umiltà, la mia esperienza di quest’anno fatta di ricerche e studi su me stesso e sulla manipolazione; ormai mi accorgo di tutto e devo dirle che non mi fa più male sapere quando provano a manipolarmi, questo con il tempo mi ha fatto sentire meno in dovere di dare loro ascolto e devo dire che comunque sono costantemente alla ricerca di video o di articoli sulla materia per migliorarmi ancora anche perché sono del parere che “affrontando” con lucidità chi ti manipola, nel nostro caso i genitori, si risolve molto di più che andando via per sempre da loro! Al momento penso questo, mi perdoni anche perché il suo consiglio fu drastico, non nego che l’ho anche adottato anche se non l’ho fatto per sempre! mi spiego: rileggendomi devo dirle che ho fatto grandi passi perché in quest’anno sono andato in psicoterapia ma soprattutto mi sono “inventato” una sorta di autoterapia seguendo le indicazioni di più psicologi su internet compresa lei! Lo so forse per lei non è il massimo che lo si dica, ma spero posterà questo mio commento, nel senso che potrebbe servire a molti seguire con attenzione i suggerimenti provenienti da internet da parte di professionisti seri per poi metterli in pratica, soprattutto perché è comodo ed è gratis inoltre hai tantissimi punti di vista di psicologi diversi e questo a me sta servendo ovvero è servito tantissimo! Inoltre questa scoperta personale mi sta facendo aumentare di più anche l’autostima! Mi ha fatto effetto rileggere ciò che scrissi un anno fa e devo dire che dopo quasi un anno ancora “sento” la manipolazione dei genitori che ancora frequento sebbene abbia seguito il suo consiglio provando, lo scorso anno e anche quest’anno, più volte, a non sentirli per più giorni, e devo dire che la libertà è massima e raggiungo una felicità immensa quando succede! Proprio per questo motivo però a un certo punto ho voluto andare un pò oltre nel senso che comunque la verità è che dei genitori manipolatori, nel mio caso sono quelli che ti fanno sentire in colpa, ebbene si anche loro, alcuni ma non tutti, hanno dei lati positivi, per il solo fatto che altrimenti da piccolissimi, da soli, non saremmo mai sopravvissuti. Secondo me, anche se loro sono “malati”, bisognerà sempre essere grati a loro proprio per il solo fatto di averci fatto sopravvivere da neonati. Ad esempio io non lo farei infatti non voglio figli. Immagino quanto disagio psicologico debba esserci stato, nascosto, prima di internet, per questo immagino quanto anche i nostri genitori più anziani o i nostri antenati possano avere sofferto abusi ed altre cose orribili senza che questo non fosse venuto mai fuori. Ora con internet davvero siamo a un punto di svolta e questa orribile violenza psicologica finalmente sta uscendo fuori per essere annientata! Le assicuro Dottoressa che mi sono accorto che dopo aver letto ciò che ho scritto un anno fa mi sento di esser cresciuto tantissimo perché ho lavorato sulla mia autostima, sulla mia indipendenza, e incredibilmente mi sono riavvicinato ai miei genitori riuscendo ora però a tenere un certo distacco che non vuole essere mancanza di rispetto, ma senso di indipendenza! Le posso dire che questo loro lo hanno in parte capito e quindi, sebbene abbiano ancora il loro modo di pensare tendente alla “manipolazione”, io mi sento molto meglio di prima. Grazie a Lei, grazie a internet, quando viene usato bene. Ovviamente non sono arrivato da nessuna parte, ma sto comunque meglio. Studiate ragazzi e grazie ancora dottoressa, continuerò a leggere i Suoi articoli e ad informarmi su questo male oscuro. Non sa quanto mi diverto quando smaschero situazioni di “manipolazione” che non provengono solo dai genitori, ma anche dall’esterno e forse dobbiamo anche riflettere su questo e cioè che andando via per sempre da loro purtroppo non risolviamo molto perché potremo avere a che fare con persone simili e questo mi è successo. Pertanto non è scappando per sempre da loro che si risolve il problema secondo me, ma lavorare per “staccarsi” da loro da “dentro” per poi tornare forti e determinati e con autostima sicuri che ogni tentativo di manipolazione non avrà buon fine, anzi le dirò di più, potremo riuscire addirittura a vedere nella manipolazione genitoriale un tentativo maldestro di manifestare amore. Eventualmente attendo anche il suo prezioso eventuale punto di vista! Grazie ancora

    • Internet è utile, fornisce tante informazioni giuste e tante sbagliate, ecco perché è meglio farsi aiutare da esperti e non con cure fai da te prese qua e là da qualche articolo di cui non si conosce la provenienza.
      Infatti il suo problema non l’ha ancora risolto ed anche se ha fatto molti progressi è sempre lì che cerca una risposta.
      Forse è il caso che impari a fidarsi di esperti e non di internet, con tutte le bufale e false informazioni che rifila.
      Marilena

  63. Cristina ha detto:

    Mi da un po’ di sollievo leggere esperienze di persone che hanno vissuto, come me, l’infanzia nel dolore, la paura e la solitudine. Sento che qualcuno può capirmi nel mio dolore immenso. Perchè…parliamo dell’altro genitore, quello che non ti protegge quando vieni aggredito nell’espressione dei tuoi bisogni e delle tue fragilità. Perchè…boh. Questa è la più grande incognita. Perchè fattosta che ho avuto un genitore violento, rabbioso, manipolatore. E l’altra genitrice si occupava di zittire la mia SACROSANTA rabbia. Il genitore automa va avanti come se fosse tutto normale, e cerca di conciliare (?) i problemi tuoi (?) con il genitore psicopatico. E quindi il maltrattamento diventa coordinato, perchè parte della causa è attribuita a te. E quindi in quanto figlio sei anche castigato. Ecco, io a differenza di altri queste cose le capivo bene già da molto piccola. E il dolore di vederle, cercare di spiegarle e non essere creduta è veramente grande. Fuori casa avevo qualche rapporto che mi salvava, ma ovviamente con il tempo i miei me li hanno fatti recidere per “dare priorità alla mia mente” (ovvero quella mente fantastica che veniva spronata ad aprirsi in un liceo che non volevo frequentare ma che era poi rifiutata quando diventava un punto di vista). Ecco, volevo capire perché ancor oggi soffro così tanto, e capire quel genitore complice, perchè lo fa.

    • Domande profonde che richiedono di addentrarci in una storia proprio negli aspetti più dolorosi, ma è un percorso che se anche è difficile da dei risultati, perché risolve i suoi dubbi che sono disagi di ora una volta per tutte.
      Se vuole provare a fare un percorso con me sarei ben lieta di seguirla ed aiutarla a risolvere tale situazione, se vuole avere tutte le informazioni tecniche può visitare la pagina dei servizi, in fondo, dove ci sono le promozioni, vengono elencate le varie modalità coi relativi costi.
      Provi a dare un’occhiata e poi mi contatti privatamente sulla mail: info@marilenacremaschini.it
      A presto
      Marilena

  64. Francesco ha detto:

    Buonasera, mi ritrovo in una situazione un po’ incasinata: 36 anni sposato con due figli. Mia madre manipolatrice tramite sensi di colpa e mio padre che fa da comparsa. Uscito di casa a 20 anni per università e seguire la mia futura moglie per amore. Unico sentimento che sento vero in tutto il caos. È da pochi giorni che mi sono staccato veramente da mia madre mandandola ripetutamente a quel paese e dicendole tutte le cose che avrei dovuto dire da almeno 16 anni. Io mi sono sentito manipolato e agivo come volevano loro fino a pochi giorni fa. Purtroppo non riesco a farmi capire da mia moglie che non la vede così limpida e dice che io potevo liberarmene prima. Io sento che era meglio farlo prima ma che era una cosa molto grossa farlo. Vorrei un riscontro per continuare a sperare, grazie

    • Certe decisioni richiedono il loro tempo e la maturità ed il coraggio di essere portate avanti, non si può fare tutto a comando, e quando si è giovani questa forza ovviamente non c’è, ma ora che ce l’ha sente l’esigenza di tagliare con quella donna che le ha portato solo dolore e dispiacere, lo faccia, poco importa se la moglie non capisce, lei certe cose non le ha vissute è ovvio che non le capsca, situazioni che spesso richiedono anni di tentativi andati a vuoto per convincersi che non c’è altro modo che prendere distanza e limitare al minimo i contatti.
      Sono d’accordo con lei, vada avanti per la sua strada, vedrà che piano piano (anche questo richiede del tempo) si troverà meglio e sarà contento della decisione che ha preso.
      Un grosso in bocca al lupo
      Marilena

  65. Zuzi ha detto:

    I miei genitori sono una coppia litigiosa. Ho 31 anni, da 12 non abito più con loro, ma non manca occasione dove non litighino che mio padre pretende da me la loro pace, mia madre sostegno economico nella fuga da lui solo momentanea. Finita la lite, tornano ad ignorarmi e a concentrarsi su di loro… da un mese visto l’ultimo ritorno di lei dopo un tentativo di omicidio da parte di lui, ho chiesto loro di non avere più rapporti, ma ovviamente cercano di creare in me il senso di colpa perché il legame secondo loro non si può rompere. Il nostro passato è fatto di violenze fisiche, molto forti. Da piccola ho visto qualsiasi cosa non avrei mai dovuto vedere. Ora essendo anche in corso un processo per le violenze passate, vedo che mio padre cerca di sminuire tutto, annullando il passato quasi non fosse mai accaduto. Io vivo male questo distacco, questo senso di colpa.
    Ho una forte paura della maternità e sono una delle poche persone che soffre da sempre della fobia dell’ombelico che mi provoca nausea al solo pensiero (legato a lei sicuramente perché ha sempre accettato tutto da lui). Ho sempre provato a proteggerla è solo ora mi rendo conto che forse è stato il mio più grande errore. Non capisco chi si ala vittima e chi il carnefice. Sono comunque una pedina nelle loro mani. Mio fratello invece molto più distaccato da loro chiude senza rancore e senza sofferenza o forse non lo da a vedere. Tra le plurime problematiche sollevate, forse dovrei iniziare un percorso, ma mi sembra tutto più grande di me e non saprei da dove iniziare. Grazie per il bel articolo.

    • Ti do un consiglio cara Zuzi: visto che sei solo il loro strumento di battaglia, cioè che ti intromettono solo quando devono avere un sostegno durante una loro discussione ignorali come fanno loro per il resto del tempo.
      Inutile tentare di mantenere in vita l’idea di “buona famiglia” quando questa non esiste, anzi è nociva, crea problemi e ci fa star male, hai fatto bene ad andartene e tenerti a distanza di sicurezza, ma la prossima volta che ti vogliono parlare perché ti vogliono coinvolgere nelle loro discussioni di’ chiaramente che non sono affari tuoi e che se la sbrighino da soli e che non vuoi più essere interpellata, ed aggiungi, perché le cose le devi dire, che visto che ti te se ne fregano per il resto del tempo di farlo anche durante i loro litigi.
      Ed è ovvio che in un processo come accusato cerchi di dare la sua finta versione dei fatti, ma tu non farti condizionare e rimani ferma sui tuoi propositi.
      I tuoi sensi di colpa derivano dal lavaggio di cervello indotto da loro per tenerti legata proprio attraverso queste emozioni negative, ma tu devi pensare ad una cosa: una infante, bambina o adolescente non è mai colpevole di quello che fanno gli adulti perché non ha le armi per difendersi e per controbattere, come te subisce, solo che tu subisci passivamente ma credimi che la stessa cosa accade anche a tua fratello che forse per orgoglio le tiene più nascoste.
      Se hai bisogno di aiuto o sostegno, anche per diventare più forte e resitere a questi attacchi crudeli di chi vuole scaricare sui figli le sue responsabilità contattami privatamente, vedrai che parlando troveremo il modo di non farti più sentire in colpa per colpe che non hai e per rafforzare la stima nella persona ache sei n modo da riuscire conpiù serenità e forza a trovare la strada per il tuo futuro verso la tua felicità.
      info@marilenacremaschini.it
      Marilena

  66. Ombretta ha detto:

    Buongiorno, ho bisogno di raccontare la mia vicenda perché oramai non faccio altro che pensare a ciò. Sono una donna di 35 anni, avvocato, indipendente economicamente, da 4 anni abito da sola. Non sono mai stata una ribelle, ho fatto sempre ciò che ha fatto piacere ai miei, non sono mai uscita fuori dai binari. Ho sempre ricevuto dai miei un’educazione sempre molto rigida e soprattutto mi sono sempre state “imposte” scelte, direttamente o indirettamente, attraverso “ricatti” morali: “se decidi di fare questo rompiamo tutti i contatti” oppure “beh se fai questo vuol dire che non ti abbiamo educato a certi valori ecc”. Mi sono innamorata perdutamente di un uomo di 13 anni più grande di me, separato con tre figli. Con lui c’era un amore folle 14 anni fa, io ero piccola, lui fidanzato ma non ebbi il coraggio di fare il passo con lui. Dopo 14 anni l’ho ritrovato e sono stata la donna più felice del mondo, ho un rapporto bellissimo con i figli e con lui mi sento libera e al sicuro. Ho tenuto nascosta questa relazione ai miei, sapevo già come avrebbero reagito. Da circa una settimana mi sono fatta coraggio e ho sputato il rospo, era necessario, anche perché il mio compagno vuole che mi trasferisca da lui. Ovviamente tragedie greche. Mia madre ha scelto di non parlarmi più, di chiudere tutti i rapporti con me. O lei o lui. Mi ha urlato, umiliato, offeso fino a dirmi letteralmente che non ho più una madre. Lei da 14 anni è malata di cancro al seno, per questi 14 anni, nonostante la malattia, grazie alle nuove terapie ha sempre avuto una vita di ottima qualità, ora è un po’ peggiorata ma le hanno dato ottime possibilità di cronicizzare la malattia. Ora da quando ho rivelato a mia madre il mio amore praticamente vivo con un senso di colpa pazzesco di avere abbandonato mia madre e con un altrettanto senso di rabbia e di delusione perché mia madre mi ha ricattato fino a disconoscermi pur di impormi le mie scelte. Dottoressa cosa dovrei fare per stare serena e vivere finalmente la mia vita di donna adulta? Grazie!

    • Cara Ombretta, lei ha solo cercato di salvarsi da una situazione che la stava affogando, destabilizzando e annientando, a volte bisogna essere drastici nelle decisioni per salvaguardare se stessi ed il proprio futuro e lei lo ha fatto sicuramente anche con troppa delicatezza per salvare se stessa. Ha fatto bene e non aveva altra scelta.
      Può sembrare incredibile che siano le persone che dovrebbero essere a noi più care e vicine a diventre i nostri principali nemici da cui difenderci, ma è così, succede, per mera sfortuna non certo per una sua colpa, che di certo non ha, ma salvarsi a volte richiede dei passi doverosi come tagliare con persone nocive che ci avvelenano giorno dopo giorno, solo in tal modo ci si può salvare ed avere una vita un po’ più tranquilla e serena.
      Se ha bisogno di parlarmi in privato le lascio i miei recapiti: info@marilenacremaschini.it e 329.3043027.
      Spero a presto
      Marilena

  67. Sabrina ha detto:

    Ho letto con grande interesse l’ articolo e molti commenti e mi ritrovo in tutto. Sono sveglia dalle 4 perché forse tra oggi e domani andrò via di casa. Dico forse perché dopo continue vessazioni che durano da anni e anni, e che si sono accentuate negli ultimi mesi ho deciso domenica dopo l’ennesimo litigio di scappare. Ho 41 anni. Andrò per un po’ a stare da quello che per molti anni éstato un fidanzato ma che per via di altri problemi della mia insicurezza è diffidenza sui maschi non lo è più da 5 anni. Siamo però sempre legati e questa volta in preda ala paura per me ha deciso di aiutarmi. La mia è stata una relazione nascosta, durata 14 anni, mai detto nulla perché lui più grande. Inutile dire che mia madre mi ha dato della svergognata per averlo frequentato, dice che ho buttato la vergogna sula mia famiglia. Non è così, anzi il contrario, ho cercato di fare del tutto per far in modo che fossero fieri di me. C’è da dire inoltre che a luglio sarò anche disoccupata. Non mi rinnoveranno il contratto dopo 14 anni. Lavoro anche dai tempi dell’università che mi sono pagata da sola, indipendente economicamente da sempre per non gravare su loro e per farmi apprezzare. Non è stato sufficiente. Ora nonostante una depressione passata e la consapevolezza che questo sia giusto per me io ho paura di lasciare casa. Vorrei che mi volessero bene. Ho paura di approfittare del mio ex e di rimanere intrappolata in un altra situazione. Lui al corrente di tutto della mia vita e dei miei pensieri ultimi mi dice di non mollare e di andare via oggi o domani (sto facendo man man un trasloco). Dice che mi aiuterà a trovare una casa piccola x me e che ritroverò man mano la serenità. Se mi ammalò mi curerà perché non lo merito, perché mi vuole bene e perché in passato sono stata da supporto a lui. È onesto e sincero. Nonostante questo non voglio lasciare casa mia, voglio essere accettata e lasciata libera e non essere considerata una sbandata solo perché non sono sposata o altro. Sto male fisicamente. Ho i conati vomito e lo stomaco chiuso. Ho paura tremo. Dove la trovo la forza x questo ultimo sforzo. Mi perdoneranno? Ce la farò a vivere dignitosamente sena di loro? Vi prego qualcosa che mi aiuti in questo momento. Se rimarrò qui morirò di dolore

    • La paura di lasciare casa, seppur sia un posto orribile, è che costituiva una delle tue sicurezze, e che dovrai lasciare e perdere come hai perso tante, troppe cose negli ultimi anni, derivanti anche da una consapevolezza che hai compreso ed accettato con la maturità.
      Ma il lasciare casa, la famiglia e tutto alle spalle costituisce sempre un salto nel vuoto, senza nessun accanto quindi senza paracadute.
      Le tue paure sono fondate ma ce la puoi fare, se vuoi possiamo parlarne, ti lascio il mio numero 329.3043027, sono più rintracciabile nel pomeriggio.
      Ma ti prego non fermati ora, i passo più grossi e gravosi li hai fatti ora devi remare da sola in un mare che non conosci ma ti assicuro che quel mare è a tuo favore, basta saperlo conoscere e governare.
      A presto
      Marilena

  68. Sabrina ha detto:

    Cara Marilena leggo solo ora il tuo messaggio e ti ringrazio per la tua disponibilità. Domani mattina parto. Per ultimare tutto ho preso un furgone. Ho sbagliato. Mio padre che domenica ha detto di non impiegare un mese a traslocare ora dice che potevo metterci più tempo continuando con la macchina, perché ora tutti sanno. Continua dicendo che sono pazza e che sto gettando la merda in faccia alla famiglia perché loro al giudizio ci tengono. Ho paura che domani mattina si sentano male. Mia madre ha sangue agli occhi. Anche mio fratello nn è d’accordo e mi avvisa in questo modo non potrai tornare. Insomma ancora una volta è colpa mia. Si ammaleranno per questo e non ci sarà modo di perdonare.
    Ma proprio non posso rimanere. Spero solo che fuori da qui riuscirò a perdonarmi, a non dar peso ai sensi di colpa, perché sotto sotto temo ancora moltissimi i loro giudizi.

    • Come ho già detto altre volte sono diponibile a darti tutto il supporto e l’aiuto di cui hai bisogno.
      Nel frattempo ti auguro di liberarti presto dai tuoi sensi di colpa per incominciare a vivere serenamente.
      Marilena

    • Romina ha detto:

      Buona sera… Questa sera molto preoccupata ho cercato Informazioni riguardo il problema…. Sono sconcertata da quanti figli vivono la mia stessa situazione. Io ho 46 anni, purtroppo abito sotto i miei genitori… Ho la fortuna di avere buon rapporto con mio papa molto malato , ma mia madre manipola tutti usando la sua salute per tenermi a portata di mano… sfogare la sua ignoranza ingratitudine e frustrazione su di me e sul mio papà. Ho un fratello single, vive con loro e non so perché non se ne va. Ma ha un carattere meno accondiscendente del mio. Stasera ho avuto una discussione forte… se mi accingo ad aiutare mio papà, mia mamma sfoga rabbia e frustrazioni offendendomi, se invece mi sento ferita e mi richiudo in casa mia sono una figlia che non si occupa dei genitori e merito schiaffoni… Questo mi è stato detto stasera. A me dopo la discussione stava per venire un infarto… Mio marito e mia figlia mi amano e mi comprendono, ma causa covid sono tutto il giorno a casa… Senza lavorare perché le palestre sono ancora chiuse… E un pianto quasi tutti i giorni… La testa è il cuore non smettono mai di lavorare e soffrire di chiedersi cosa fare… Potrei essere felice invece tutto ciò mi da vuoto insicurezza incertezza. Buona vita a tutti vi prego non leggete senza dirmi la vostra….

      • Ha ragione Romina, di situazioni come la sua ce ne sono tante purtroppo,
        la situazione è difficile la sua aggravata dai problemi familiari, ma non deve mollare anche per la serenità di tutti, figli compresi.
        CErchi di arginare il più possibile l’intervento di sua madre, anche non dandole spago e di non cedere alla cattiveria delle sue parole.
        Se avesse bisogno di un consulto più approfondito e di un sostegno può sempre richiedermelo contattandomi via mail: info@marilenacremaschini.it
        Abbia fiducia in se stessa e nelle sue capacità, vedrà che queste limitazioni Covid presto finiranno e lei ritornerà ad avere più libertà di azione e meno invadenza.
        Marilena

  69. Cristina ha detto:

    Gentile Marilena, sono madre da quasi 9 mesi di una meravigliosa bambina. Purtroppo suo padre è un narcisista manipolatore che mi ha distrutto la mia vita e quella di tante altre persone. Finalmente sono riuscita a lasciarlo ma adesso vuole stare improvvisamente con la bambina, quando in questi mesi non si è mai preso cura di lei se non quando gli facevo comodo io. La sta già usando. Ho il terrore che faccia con lei ció che ha fatto con me e il pensiero costante di adesso è tenerlo in tutti i modi fuori dalla sua vita. Sento che è la cosa giusta da fare per il suo benessere presente e futuro. So che in questa mia presa di posizione ci sono e ci saranno forti contrasti e difficoltà. Cosa può consigliarmi? Grazie infinite per il lavoro incredibile che fa

    • Grazie Cristina, ma credo che la sua questione personale vada approfondita per essere meglio compresa e per permettermi di darle i consgli di cui ha bisogno.
      Solitamente opero con un counseling online, comodo ma comunque estremamente efficace, provi a visionare la pagina dei servizi, in fondo tra le promozioni troverà i vati metodi coi relativi prezzi, faccia le sue valutazioni e poi mi ricontatti via mail. Vedrà che una soluzione la troviamo.
      A presto spero
      Marilena

  70. Flò ha detto:

    Tristemente, a 54 anni io e 62 mia sorella ormai svuotate ed esaurite, combattiamo ancora con una madre manipolatrice ed un padre succube o sadomasochista….
    A nulla valgono i nostri tentativi di “fuga”, di mettere paletti ecc… lei arriva ovunque spesso anche tramite sanitari dei vari p.s. dove viene rispedita puntualmente a casa perché non riscontrano nulla … nonostante un referto di paziente bipolare, nonostante i nostri dettagliati racconti della violenza psicologica che abbiamo subito e che subiamo quotidianamente nessun medico interpellato (psicologi, psichiatri, psicoterapeuti) è stato in grado di darci una mano.
    Ormai siamo allo stremo ed ognuna di noi si nutre di antidepressivi e calmanti mentre lei non demorde davanti a nulla …. ci chiediamo ogni giorno fino a quando riusciremo a gestire le nostre famiglie che fino ad oggi ci hanno sopportato e supportato …. chi non vive dentro queste situazioni non può capire quanto si muore ogni giorno un po’….

    • E’ arrivato il momento di smettere di essere degli zerbini di una persona che non merita la metà di quello che fate per incominciare a vivere per voi stesse, basta dedidarsi a chi non merita, ora fatelo soltanto a vostro favore, credo che abbiate dato e sofferto abbastanza, se volete un aiuto più mirato contattatemi privatamente via mail: info@marilenacremaschini.it
      Marilena

  71. Robyrò ha detto:

    Buongiorno, la mia situazione ormai è arrivata al cpolinea e mi sta facendo enormemente soffrire… i miei genitori mi hanno avuta a 40 anni (ho 42 anni), dopo due fratelli di molti anni più grandi di me (14 e 11 per l’esattezza)…la mia infanzia è stata un susseguirsi di disattenzione ed imposizioni da madre vittima e accondiscendente e padre padrone. Mio padre è sempre stato presente negli ordini come assente per tutto il resto. Alla morte di mia madre (14 anni fa) si è concentrato su di me, tanto da farmi pensare di non averlo mai capito bene..ma era chiaramente solo un suo bisogno di riversare attenzioni sull’unica figlia rimasta in casa… dopo 1 anno e mezzo sono rimasta incinta e sono andata a vivere con quello che oggi è mio marito e da lì le cose sono molto cambiate: in due secondi mio padre si è trovato una nuova compagna (un ex corno tra i tanti di mia madre quand’era in vita), l’ha portata in casa e lei da subito ha imposto regole (dovevamo chiedere il permesso di passare a casa nostra) e dettato legge in tutto. Nonostante abbia tentato di parlare con lui (sempre sforzandomi perchè mio padre mi hja sempre generato malessere e non nego che l’idea di lui fuori dalla mia vita mi allettava non poco) mai visto un risultato. Durante questo periodo non ha mai chiamato per le feste e i miei compleanni (quelli dei nipoti figurati, a stento consoce i loro nomi), sono stata ricoverata due settimane all’ospedale prima di partorire il primo figlio e si è presentanto solo una volta (neanche il giorno di Natale, nel quale ero sempre ricoverata) dicendo che lui aveva paura degli ospedali e quando mio figlio, nato prematuro, fu operato a 20 gg (pesava 2,5 kg) non si è presentato né all’ospedale né ha fatto una telefonata …queste sono solo alcune delle sue mancanza, mancanze che via via neol corso di questi 12 anni mi hanno totalmente dustaccata da lui. Ora, 4 anni fa questa compagna muore e lui che fa’ inizia a lamnetarsi del fatto che si ritrova da solo e non capisce come noi figli facciamo a permettere una cosa simile …premetto che, da benestante qual’era, si è bruciato tutto nel corso della sua vita e si è indebitato facendolo con i figli come prestanome (io mi sono salvata per un pelo), senza mai risolvere la situazione anche quando in seguito avrebbe potuto farlo, dicendo che mica potevano vivere in miseria per salvarli…. oggi si ritrova con una pensione dimezzata, da quai 2000 euro a scarsi 1000 perchè ha preso prestiti anche impegnando la pensione ha omesso di dirci che non pagava l’ affitto da 4 anni, così ora anche quella rata ricade sulla pensione…. sotto sfratto e ormai 82 enne tutti sono pronti a puntare il dito su questi figli che lasciano solo questo padre ma io premetto che sono0 già diversi anni che vivo la mia vita con la mia splendida famiglia e considero un successo da figlia di manipolatori, essere riuscita oggi conquistare tutto questo …. VOGLIO SOLO VIVERE LA MIA VITA IN PACE e no permettere a nessuno ri rovinarla … sono gelosissima di quello che ho e non ho intenzione di agire in nessuna direzione verso di lui e dei miei fratelli che hanno inziato a fare il classico scaricabarile….vivo anche ad un’ora da casa loro e sono quella con i figli più piccoli..lavoro e cerco di trovare un equilibrio tra lavoro e famiglia da gestire ma continuano a farmi sentire in colpa come se me ne fregassi, senza capire che sono anni che la famiglia se ne frega di me ma ora secondo loro dovrei scendere in campo … come ci si districa da tutto questo?

    • Non ascoltandoli e non dando loro modo di infastidirla continuamente.
      Ha ragione nel pretendere di avere una vita sua, già impegnativa per i figli, e se non si sente di fare una cosa, in questo caso di seguire il genitore, non lo faccia, solo lei sa il perché e non deve nemmeno giustificarsi davanti agli altri, perché gli altri le giustificazioni non le vogliono sentire vogliono solo scaricarle addosso responsabilità ed impegni, pertanto metta un freno alle pretese di chi magari ha più tempo e voglia di lei di farlo e non ascolti gli altri, sopratutto se sono così negativi e maldicenti, nemmeno diventando una santa riuscirebbe a modificare questa loro pessima abitudine.
      Pertanto li mandi più spesso a quel paese e si riprenda la sua vita a pieno ritmo, per quanto le è possibile ed esclusi i casi di vera necessità
      In bocca al lupo
      Marilena

  72. petra schiavoni ha detto:

    Ho 49 anni e una famiglia di origine che non c’è mai stata, padre assente e poco attento, interessato ai figli maschi più che a me perchè pensava fossi come mia madre; madre piena di problemi, con se stessa e con mio padre ( dal quale si è separata ) alla quale ho fatto più io da genitore che lei, insieme a mia nonna ( sua madre ) con la quale sono cresciuta negli anni dell’infanzia fino a 12. Tornata a casa dei miei, il clima che si respirava mi faceva sempre stare sulle spine per paura che una parola o un gesto si traducessero in liti furibonde tra i miei. Finalmente tutto questo è finito quando avevo 22 anni e mio pare se ne andò di casa. Solo in questa situazione, e alcuni anni dopo, ho incominciato ad intuire che i miei problemi più grandi erano con mia madre piuttosto che con mio padre, seppur c’erano. Mia madre faceva continuamente debiti, stava sempre male ( prendeva psicofarmaci per stare tranquilla ) e fino all’età di 28 anni mi sono occupata di lei, pur avendo una mia vita lavorativa e sentimentale ( seppur di compenso ho capito dopo ) . A 28 anni, avvertendo il grande malessere in casa e non sapendo più come vivere la mia vita senza essere ricattata emotivamente da mia madre, che ieri come oggi si comporta e parla da vittima, me ne vengo via di casa. Capivo che quello era l’unico modo per stare meglio e affrontare poi tutti i problemi che inevitabilmente ho incontrato a livello interiore. Ho fatto psicoterapia per molti anni, e oggi, mi trovo nelle condizioni di riprendere nuovamente, sempre per gli stessi problemi. Pensavo di essere riuscita a rimanere un pò più distaccata ( grazie alla lontananza e al mio farmi vedere e sentire poco ) dal risucchio di vita ed energie che mia madre esercita su di me, invece mi ritrovo ancora coinvolta nei suoi ricatti psicologici,che da qualche anno a questa parte ( adesso a 75 anni ) mi riversa più insistentemente per via telefonica e messaggi. Mi chiedo come sia possibile a quasi 50 anni , poter fare una vita serena, senza sensi di colpa e come possa essere possibile che l’unica soluzione è tagliare i ponti? Come si fa a scegliere tra il minore dei due mali, ossia continuare a farsi fare del male dai propri genitori o farli uscire dalla propria vita per sempre ‘ Entrambe le soluzioni non possono permettere una vita felice e serena: Come può un genitore non capire che sta facendo del male? Quando i genitori sono anziani, spetta ai figli procurare loro la serinità e l’tatenzione che mia madre reclama tanto? Io non avrei problemi a dargliela, ma ogni volta che tento un approccio sereno per me, lei mi riversa addosso tutte le sue lamentele, la sua vita difficile, gli altri figli che non la guardano, io che sono lontana, i soldi che mancano , l’amore che gli manca e che noi non gli diamo, il rispetto che lei dice io e i miei fratelli non gli riserviamo a questa età. Proprio per il rispetto che nonostante tutto ho per loro come genitori, non ho mai detto apertamente quello che penso, perchè so che con tutto il tatto di cui sono dotata, dicendo ciò che provo e come mi sono sentita negli anni, farei loro molto del male. Ma a questo punto credo che sia l’unica strada rimastami, prima di arrendermi all’impossibilità di far essere le cose diverse. Sapendo comunque che alla loro morte, mi sentirò colpevole di non aver ancora tentato, anche se dentro so che non c’è speranza. E’ giusto vivere così? Essere divisa continuamente tra il desiderio di non parlarci più e il grande dolore di non essere riuscita a cambiare le cose tra me e loro? Ma i genitori che ruolo dovrebbero avere nella vita dei figli? Sono 30 anni che provo a mettere insieme i pezzi, ma il dolore torna ciclicamente e distrugge la gioia di vivere e costruire un futuro.

    • C’è sempre il modo giusto di risolvere i problemi ed il più delle volte comporta un cambiamento drastico, passando da un vissuto infelice ma certo nella sua continuità e dolosità ad un futuro incerto e pieno di incognite, che lei non sa ma sarà sicuramente migliore della sua situazione attuale, solo che ha paura a fare il grande passo e forse si sente sola e mai pronta proprio perché non ha qualcuno che la prenda per mano e la conduca fuori da suo inferno per darle una vita finalmente serena, che si può godere a qualunque età.
      Certi aiuto ad un’amica o amico, chieda aiuto a chi si fida, o, se lo desidera, la posso aiutare io, ma io la costringerò a fare quel passo, non potrei mai consigliarle di continuare a rimanere in quelle sabbie mobili che la stanno affossando giorno dopo giorno.
      Se si rivolge a me deve essere pronta a cambiare la sua vita, non lo faccia prima.
      Quando sarà arrivato quel momento mi contatti privatamente e ne parleremo.
      Le auguro di arrivarci prestissimo.
      Marilena

  73. Barbara ha detto:

    Buongiorno,
    ho letto con interesse e piacere i suoi articoli. Sto leggendo anche le testimonianze altrui. Purtroppo mio padre è un pessimo padre e un pessimo marito (nessuno lo sa, visto che fuori mostra sempre gentilezza con tutti… soprattutto i parenti). Non sto a descrivere la situazione, comunque sono riuscita ad andarmene di casa con la scusa di un buon lavoro solo 3 anni fa: ho 34 anni, e vivo sola. Non sono sposata. Ogni tanto devo tornare a casa (mediamente una volta al mese) per questioni pratiche. In casa però le liti continuano, e continueranno sempre. Mio padre anzi sta peggiorando, e si comporta da persona malata che chiaramente odia sua moglie e sua figlia. L’ha dimostrato in più occasioni, e quando l’ho raccontato a uno psicologo mi ha confermato ciò che pensavo: il suo odio diventa sempre più evidente, non lo nasconde più. Odio immotivato, glielo garantisco. Ecco un esempio fra tanti: un uomo normale litigherebbe con il vicino di casa se il suo bimbo lanciasse dal terrazzo oggetti rischiando di colpirci quando siamo in cortile, no? Nel giro di 6 mesi sono caduti oggetti di ogni tipo, non solo lanciati dal bimbo (ha 2 anni e sua madre non lo controlla molto evidentemente) ma anche a causa dell’incuria degli adulti, che non mettono al riparo la roba del terrazzo quando si scatena una bufera. Mio padre dice che dobbiamo portare pazienza, anzi che siamo isteriche… dovremmo spostare l’auto e metterla da un’altra parte, insomma dovremmo stare attenti NOI. Quando vede il vicino gli offre insalata e altro, guardandosi bene dal fargli rimproveri. Fa così con tutti, da sempre. Abbiamo sempre avuto vicini cafoni e menefreghisti che ne combinavano tante, ma lui non ha mai da ridire… ha da ridire su NOI. Veda un po’…!!! Sono andata perfino da un avvocato per farmi consigliare, dato che per il futuro non intendo occuparmi di lui qualora avesse bisogno di assistenza. Intendo tagliare i ponti e vivere la mia vita lontano da lui, mantenendo semmai qualche contatto con mia madre. Ora le chiedo: questo soggetto ha davvero un’ossessione nella sua testa? Cosa lo spinge a contraddirci sempre e comunque, su qualsiasi argomento, fino al ridicolo? Vuole vederci morte davvero? Vorrei un suo parere.

    Cordiali saluti

    Barbara

    • Sì, sono d’accordo con le cara Barbara, tagli i contatti coi rami secchi e negativi della sua vita e si dia la possibilità di rifarseneuna a sua sola misura, e per la questione legale lei come figlia sarebbe tenuta a prendersi cura del genitore ma soltanto nel caso in cui questo non poossa farlo da solo o non abbia nessuna possibilità economica, cosa che s verifica raramente tenendo conto della eventuale pensione e sostegni contrbutivi ed assistenziale che il Comune deve alle persone anziane che sarebbero più che sufficienti.
      Si liberi dai pesi morti che le creano sofferenza ed incominci a pensare a se stessa ed alla sua serenità che le auguro di raggiungere presto.
      Se poi avesse bisogno di aiuto sono a sua disposizione
      Tanti auguri per ilsuo futuro che sia presto il più roseo possibile
      Marilena

  74. Barbara ha detto:

    L’avvocato infatti mi ha detto che sono tenuta a occuparmi dei genitori solo se capita un incidente o una disgrazia. in altre parole sono tenuta a correre a casa quando capita qualcosa, ma posso delegare a qualcun altro (badanti o simili) l’eventuale assistenza. I miei ricevono una pensione di circa 1200 euro ciascuno, pensione che consente loro di tirare avanti, certo senza lussi. L’unico problema sarebbe far fronte a spese impreviste, come le riparazioni della casa (viviamo in una casa molto vecchia e malconcia) o l’acquisto di auto nuove. Per il resto l’avvocato mi ha detto che degli altri parenti posso tranquillamente infischiarmene, andando dritta per la mia strada. E’ quello che farò. 🙂

    • Ha ragione il suo avvocato, la sua presenza non è necessaria ma solo l’assitenza in casi di necessità e dove non possono farvi fronte da soli per mancanza di autonomia o di assistenza dei servizi assistenziali addetti, e comunque anche in tal caso, ad esempio in quello relativo ad un auto, anche gli interventi per l’auto li possono rivendicare solo se hanno ancora l’abilità a guidare, come vede uun determinato intervento non comporta necessariamente l’esistenza di una necessità pratica e quindi di un suo impegno di persona.
      e mi associo nuovamente al consiglio del suo legale di madanrli tranquillamente a quel paese senza nessun senso di colpa.
      In bocca al lupo.
      Marilena

  75. Stefania ha detto:

    Gentile dott.ssa Cremaschini, ho una figlia di quasi 8 anni, cresciuta con me, in un ambiente sereno e amorevole. Il padre l ha sempre incontrata per poche ore alla settimana e in mia presenza, creando liti continue e trascurando la bambina. Da un mese le visite avvengono senza me, per imposizione del padre , la bambina va volentieri. Sto cercando di lasciare che si frequentino da soli, cercando di gestire le cose con gradualità, cosa molto difficile. Il padre è esattamente la figura descritta nell’ articolo sopra. Proprio per questo le visite erano gestite così. Questa persona è Un manipolatore senza scrupoli, che senza un minimo di criterio sta scombinando la vita della piccola e di riflesso la mia. Sono c9nsapevole dei diritti che ha da padre E li rispetto, non ho nessuna prova del suo stato di salute mentale, quindi in un eventuale giudizio farei più danni che altro nel caso in cui raccontassi le crudeltà vissute in questi anni. Le chiedo consiglio su come comportarmi con mia figlia, sto cercando di mantenere la calma , pur vedendo che la piccola va volentieri col padre, nonostante per anni abbia visto quanto è perfido.mi chiedo come sia possibile dato che l ha sempre trattata con sufficienza . Cerco di farla andare tranquilla , senza interferire.ma ho paura venga manipolata, questa persona è capace di ingannare chiunque, sta lavorando sulla bambina che ora rappresenta la sua nuova sfida. Il suo gioco, lo strumento con cui farmi del male. In queste situazioni una mamma come deve comportarsi? Sono andata ovunque a chiedere consiglio, segnalandolo ai carabinieri per varie condotte che ho subito, ho solo ottenuto un’assoluzione perché poi non mi sono fatta difendere da un legale, ho cambiato tre avvocati per capire come fare e tutti consigliano di andare avanti così, accordandosi di volta in volta, insomma devo stare solo agli ordini , ho chiesto consiglio in un centro antiviolenza, ho materiale x una denuncia ma non mi supporta nessuno perché dicono potrei aggravare la situazione oppure non otterrei nulla …nonostante abbia e mail e chat sms dove chiaramente emerge qualcosa di anomalo per non dire altro. L unica a darmi una mano è la psicologa che segue la piccola, ha capito che bestia sia il padre e la bambina a suo tempo ha confidato alla dotssa di aver paura di lui, paura che di colpo è svanita da che si vedono da soli. Ora è uscita la carta della bambina condizionata e della mamma che osteggia, ma non è così. . Tralascio il racconto che serviva per inquadrare la situazione e le chiedo col cuore in mano se può darmi qualche indicazione su come fare per mantenere un equilibrio tra me e la mia bambina. Non voglio perderla né voglio che il padre rovini il rapporto che ho costruito con lei . Ho cercato di riportare ciò che credo sia più rilevante, spero si possa comprendere la situazione. La ringrazio e saluto

    • Una persona cattiva, subdola e crudele lo è con tutti…. mi dispiace essere così diretta ma sta usando anche la figlia per manipolarla un giorno come vuole e contro di lei.
      Certi atteggiamenti che aveva con lei non li cambierà mai, anzi peggioreranno sempre di più con maggiore intensità percepirà la perdita del controllo e della manipolazione su tutti.
      Crede davvero che un uomo simile possa costruire un rapporto sano con sua figlia?
      I rapporti affettivi sono fatti d’amore e per quel che ho capito il suo ex è totalmente anaffettivo e quindi incapace di dare amore, darebbe a sua figlia una figura apparentemente paterna ma distruttiva.
      L’unico modo di intervenire è che lei prenda un avvocato e racconti tutti i suoi abusi subiti negli anniprecedenti al fine di descrivere la personalità distorta del padre al Giudice, in modo che lo sottoponga ag una perizia diun CTUda lui ordinata e a cui il suo ex non può sottrarsi, e il timore che possa succedere lo stesso anche con sua figlia.
      Mi permetto di ricordarle inoltre che come vittima di violenze familiari lei ha diritto al gratuito patrocinio, significa che pagherà tutto lo Stato la sua causa e tutta l’attività difensiva, CTU e CTP compresi, e lei non deve versare al legale, nemmeno a titolo di anticipo, nenche un centesimo, e lo può nominare solo tra coloro che sono iscritti nella lista dei difensori d’ufficio nella materia della famiglia e della tutela del minore, lista che trova all’Ordine degli Avvocati della sua provincia, reperibile anche online.
      Spero di averla aiutata a sufficienza, ma tutto dipende solo da lei.
      Si faccia forte, combatta per se stessa e per salvare sua figlia da quel mostro che vi gira intorno.
      In bocca al lupo
      Marilena

      • stefania ha detto:

        Dott.ssa grazie della risposta. Per quanto riguarda i CTU è un grosso rischio. Può darsi non riconoscano in questa persona un manipolatore o comunque un soggetto disturbato, la conseguenza sarebbe pesante per me a quel punto. E’ un soggetto che sa raccontare bene le cose, solo un esperto potrebbe capire la natura di questa persona, gli avvocati temono che un consulente possa fermarsi all’apparenza o per fretta o per inesperienza.
        Prima di incontrare questo soggetto non avevo idea potessero esistere persone del genere e ancor oggi mi stupisco di come siano diffuse situazioni come la mia. L’errore più grande è quello di non ascoltare una madre, purtroppo senza “prove”, cartelle cliniche o eventuali altre situazioni come un TSO, non ho quasi nulla da portare a mio favore.
        un vero dramma. Cordiali Saluti

  76. Paola ha detto:

    Ho letto con interesse questo articolo, anche io (ma vedo che siamo in tanti) rispecchiandomi in molte parti. Ho 46 anni, marito e figlia splendidi e un lavoro che amo. Ma non riesco a godere di questa mia semplice ma bella vita perchè vivo in uno stato continuo di ansia, dovuto ai miei genitori. Mia madre è assolutamente una manipolatrice anaffettiva, a sua volta cresciuta dalle suore in orfanotrofio e quindi lei stessa privata di un modello genitoriale sano. mi ha sempre raccontato le cattiverie subite. Io da anni sono consapevole di chi è mia madre, anche grazie ad un percorso psicologico, ma ora che è anziana provo pena per lei e soprattutto per mio padre, che ne subisce le cattiverie e che non è in un buono stato di salute. Quindi mi trovo sempre a fare da “cestino dei rifiuti”, ascoltando le loro lamentele reciproche, e vivendo sempre nella preoccupazione per loro, man mano che invecchiano mi sento sempre più in dovere nei loro confronti ma subisco cosi anche le offese gratuite di mia madre, i suoi continui cambiamenti di umore, i suoi problemi fisici veri o presunti. Il senso di colpa e la pena che provo per loro mi impediscono il distacco. A volte mi sento ancora una bimba che sta aspettando conferme e affetto, ho l’ansia della loro morte forse anche perchè per quella bambina non arriverà nulla.

  77. agostino ha detto:

    Cara Marilena,
    all’età di 50 anni, sto prendendo coscienza, con profondo sgomento, di avere avuto un padre manipolatore, della specie ‘tigre’, riferendomi alla terminologia usara nel tuo articolo.
    Sono arrivato a te proprio perché, avendolo capito, ho fatto una ricerca su internet e ho riconosciuto la mia situazione nei testi del tuo sito.
    La domanda è : come ne esco, a chi mi rivolgo per guarire?
    Ho avuto un padre severo, mai dolce, mai comprensivo, sin da ragazzino mi ha fatto il lavaggio del cervello, perché ero bravo e intelligente e queste erano le mie uniche possibilità per farmi un futuro, lasciando una realtà miserabile (a suo dire) e facendo carriera in giro per il mondo.
    Ha proiettato su di me la sua insoddisdazione, il suo disadattamento facendomi credere che l’unica mia possibilità di costruirmi una vita fosse quella di fuggire dalla mia terra, in cui ero perfettamente felice ed inserito.
    Alla fine ho dovuto fare così, ma per sfuggire a lui, poiché vivevo un malessere che non riuscivo a decodificare.
    Adesso ho un buon lavoro, in un’altra città, due bambini meravigliosi, ho scoperto che questa situazione ha determinato il mancato sviluppo di un amore d’infanzia ed ho un vuoto pazzesco dentro, come lo curo?
    Un caro saluto ed un ringraziamento anticipato per i consigli che potrai darmi.

    • Tutto ha una soluzione, anche se non sempre indolore, ma situazioni come la tua alla fine possono trovare un sollievo, un modo per rinascere e ricominciare da capo, sei ancora giovane, abbiamo la stessa età, non sentirti finita, solo quello è un fallimento, prendi in mano le redini della tua vita e dominala.
      Basta sopprusi, allontana la gente cattiva e tieniti vicino solo quelli buoni.
      Contattami privattamente e discuteremo sul come fare.
      info@marilenacremaschini.it
      Marilena

  78. Paola ha detto:

    Ciao,
    ho 23 anni ed ho bisogno di parlare con un esperto per comprendere bene in che posizione mi trovo e cosa dovrei fare.
    Come già detto ho 23 anni, sono disoccupata e in cerca di un lavoro che non riesco a trovare. Sono timida, al momento non ho amici né un fidanzato, dopo la mia laurea ho perso tutte le mie amiche, già prima però le sentivo poco e nulla perché erano quasi tutte fidanzate o mi trattavano con diffidenza perché sono troppo timida e chiusa.
    Da prima di diventare maggiorenne il mio sogno era quello di viaggiare e passare le vacanze in belle città piene di storia, allontanarmi quindi dalle vacanze in montagna che io odio (prima no però). Ho iniziato ad odiarle nel momento in cui ho iniziato a chiedere ai miei genitori un tipo di vacanza diversa, non necessariamente da sola, anche con loro mi sarebbe andato bene, ma sono sempre stati irremovibili.
    Ogni estate litighiamo perché non voglio andare in montagna (preferisco restare a casa da sola piuttosto) ed ogni anno puntualmente mi ricattano per costringermi ad andare con loro.
    I ricatti sono: “se non vieni nessuno va in vacanza”, “se non andiamo in vacanza mi licenzio, non vado più a lavorare perché non è giusto che dopo aver lavorato per un anno non posso neanche andare in vacanza”, “se non vieni non ti faccio più vedere il tuo fidanzato/amica”, oppure quando ero un po’ più piccola mi sequestravano il cellulare o il computer.
    Oltre a ricattarmi mi fanno sentire in colpa, a tal proposito aggiungo che ho un fratellino di 7 anni, dicendomi cose tipo: “non ti dispiace che dopo un anno di scuola non va neanche in vacanza?”, oppure “noi facciamo tanto per te e questo è il ringraziamento”.
    A loro parere non sono ricatti, a me però sembrano ricatti a tutti gli effetti.
    L’anno scorso mi disse che se volevo potevo andare in vacanza da sola ma che non mi avrebbero lasciata da sola a casa. Ma io non voglio andare in vacanza da sola, non ho mai viaggiato neanche in compagnia, non esco mai di casa da sola, quindi non me la sento proprio di andare in una città lontana da casa da sola. Soprattutto col caldo, sanno benissimo che soffro di abbassamenti di pressione, quando fa caldo in particolare, e se dovessi sentirmi male? Starei da sola, nessuno potrebbe soccorrermi.
    Ripetute volte gli ho detto di lasciarmi a casa da sola, che tanto alla porta accanto abita mia nonna e al piano superiore le mie zie. Ma niente, non vogliono lasciarmi a casa da sola.
    Stasera abbiamo litigato per l’ennesima volta, mi sono chiusa in camera mia, bussavano ma non aprivo; dall’altra parte della porta mi dicevano di aprire quindi ad un certo punto scocciata ho risposto a mia madre: “perché? se non apro che fai? mi ricatti? e ricattami!”
    Lei mi ha risposto che io la odio, che l’ho sempre odiata. Non le ho risposto, son stata zitta. Incazzata mamma è andata nell’altra stanza, ha blaterato qualcosa sul fatto che lei fa tanto per me ed è questo in ringraziamento. Poi è tornata fuori la porta ed ha urlato che domani andrà dal mio ex fidanzato a dirgli che non deve più frequentarmi (di tanto in tanto io e lui ci sentiamo ancora, siamo andati a prendere un gelato insieme un mese fa, non ci vedevamo da 7 mesi, non c’è proprio più niente tra noi).
    Ogni anno se la prendono con qualcuno, ora anche se non c’è nessuno continuano ad incolpare il mio ex per le mie ribellioni (siamo stati insieme si e no 9 mesi), quindi questa estate e quella scorsa hanno incolpato il mio ultimo ragazzo, prima (2017) incolparono il ragazzo che avevo quell’anno, prima ancora incolpavano le mie amiche.
    Tuttavia, dopo aver sbraitato fuori la mia porta, mamma è andata via dicendo che non è più mia madre. Ho poi ascoltato cosa si dicevano nell’altra stanza, che mi vogliono far spiare lo smartphone ed il computer, che è colpa del mio ex se lei non ha più sua figlia, che vuole licenziarsi perché è inutile per lei lavorare senza essere ricambiata.
    Cosa dovrei fare? Vorrei andare via di casa, subito, ma quanto tempo potrei vivere con soli 2mila euro e senza un lavoro?
    Consigliami, ti prego
    Attendo una risposta, grazie in anticipo e a presto!

    • Alla tua età molte persone si danno da fare facendo lavoretti umili e spesso mal pagati pur di ottenere libertà ed autonomia, cosa che potresti fare anche tu, visto che non hai nessuna difficoltà fisica che te lo impedisce, non chiedere soldi, tirati su le maniche e datti da fare da sola, guadagnati tu i soldi che ti renderanno libera ed avrai anche il vantaggio di non dover ringraziare nessuno.
      Forse è ora che tu cresca e faccia quel passo che ti trasformi da bambina a donna autonoma ed indipendente
      Marilena

    • Barbara ha detto:

      Cara Paola, mi permetto di darti un consiglio in aggiunta a ciò che ti ha detto la dott.ssa Marilena: più che cercare un lavoro “qualsiasi” cerca un lavoro con vitto e alloggio. Solo così potrai allontanarti da casa e ottenere la libertà che desideri. Sei molto timida e non te la senti di fare la cameriera presso locali e alberghi? Cerca tra le offerte (sempre più numerose) un posto da collaboratrice domestica o badante. Se trovi gente seria che ti mette in regola e ti tratta bene scoprirai che questo genere di lavoro conviene più di tanti altri. Conviene più di un posto da commessa, cassiera, impiegata e altro. Presentati come ragazza seria e affidabile, tratta la persona da assistere come fosse un’amica e magari mettici un po’ di umorismo. Prepara una presentazione scritta di te stessa da inviare come fosse un curriculum. Dev’essere un testo breve ma persuasivo. Su internet troverai tante dritte su questo argomento: come preparare una lettera di presentazione, come farsi assumere… anche se non hai nessuna esperienza potrai trovare un posto. Non aver paura, bada solo che sia previsto un contratto in regola e che le persone che ti assumeranno siano serie e disponibili a dialogare. P.S. Evita le persone malate di Alzheimer o demenza senile… sarebbe un lavoro troppo pesante per una ragazza come te. 🙂

      • Grazie per i tuoi consigli, spero che Paola li possa seguire, anche se trovare un posto con un’assunzione a tempo indeterminato e pure con vitto e alloggio è più un’utopia che una realtà possibile, anche per chi ha molte più qualifiche ed esperienza di lei, figuriamoci per chi non ne ha.
        Meglio farsi prima una buon esperienza lavorativa, anche a costo di non avere tutte le massime gratificazioni, per poi poterla usare per poter pretendere di più grazie ad un percorso lavorativo degno di nota.
        Marilena

        • Barbara ha detto:

          Paola non ha esperienza, ma ha un vantaggio enorme: la giovinezza. A 23 anni si trova nella condizione ideale per lanciarsi e imparare. Di solito i giovani non hanno problemi a trovare lavoro in qualsiasi settore, semmai sono gli over 30-40-50 ad avere problemi (visto che ancora mancano leggi sulla discriminazione dell’età). Io le suggerisco quella strada perchè si troverebbe subito con le spalle coperte, ossia con un lavoro e un posto dove stare. Bastano un po’ di fortuna e tanta buona volontà!

          • Anch’io mi associo nell’augurio, ma tendo ad essere più realistica ed ora Paola, e tutti i giovani che si trovano nelle sue stesse condizioni, hanno più bisogno sopratutto di ritagliarsi la loro libertà che spesso all’inizio paga i costi di parecchie rinunce.
            Speriamo che ce la faccia, io incrocio le dita per lei, per i giovani ed i meno giovani, ma consiglio a tutti di non farsi scappare nessuna occasione anche quelle meno appebtibili: è più facile cambiare per il meglio che perdere anni ad illudersi di poter pretendere d più.
            Marilena

  79. ester ha detto:

    Dott.ssa, ho 56 anni sposata da 35 anni, anche mio marito ha avuto dei genitori, presentuosi e meschini; nonostante lui portasse avanti l’azienda agricola, ma l’hanno sempre denigrato e umiliato davanti anche a conoscenti, sperava che col matrimonio lo considerassero un po’ di piu…. ma nulla.D’obbligo Le devo fare questa premessa, appena scritta, poi di colpo nel 2000 mio suocero decise di vendere in toto l ‘azienda e nel frattempo per un male incurabile… ci lasciò.. e mio marito si è trovato costretto a trovare un nuovo lavoro,con la nostra parte che ci si spettava, ma il tutto a ricominciare da zero, non fu facile, acquistare casa, lavoro ecc… col passare degli anni venendo ad ora..le cose precipitarono, l’attivita di studio grafico precipitò, …. e ora viene il …perchè di questo scritto, in questi ultimi nonostante mio marito si è dato da fare per un lavoro.. non facile a trovarlo..dovettimo attingere alle risorse dei miei.. mia mamma non aveva problemi ad elargire… ma mio padre, una predica e umiliazione continua..io purtroppo diabetica tipo 1 da 30 anni , e questa mi costringe a non poter fare una vita sociale, mio padre quando chiedo aiuto finanziarimente ( ora è vedovo da 5 anni) mi rinfaccia che chiedo i soldi ;che poi avendo avuto anni fa la sentenza che non avremmo mai potuto avere figli.. per noi sono tutto,abbiamo i nostri pelosi ma lui non accetta, non accetta il mio diabete, una scusa… magari… non accetta che io non sto bene ed è un continuo rinfacciarmi i soldi che ne ha … ( poi sono figlia unica…) ma lui sta al freddo .. questo lo ha sempre fatto con la mamma, povera donna sperava che qualcuno la andasse a trovare per poter accendere il riscaldamento…) ha quasi 90 anni, magro come uno stecchino, due infarti e tre bypass e l’anno scorso una tracheotomia d’urgenza .. per una forte infezione, dovuta alle cose non sane che mangia.. dico solo , non sopporto piu e sue cattiverie nei miei confronti, e nei confronti di mio marito,devo aggiungere che si sta facendo abbindolare solo da una persona, l’unica che lo va a trovare tutti i giorni..persone della zona non gli possono neppure chiedere come sta, che lui risponde in malo modo, mi dica lei come si puo vivere con uno stipendio di € 850. al mese, in due…nonostante io mi renda sempre umile nei suoi.grazie

    • Usi le sue energie magari per trovare un altro lavoro o un secondo lavoretto, ma la smetta di inseguire illusioni o di voler pretendere cambiamenti in un uomo che non ha mai fatto nulla in tale direzione.
      Si arrenda all’evidenza che ha a che fare con un persona arida che non le darà mai soddisfazione, ed incominci a pensare a se stessa e al suo futuro, incomincia ad anteporre le sue esigenze ripetto a quelle degli altri, sopratutto se non le meritano.
      Marilena

  80. Francesca56 ha detto:

    Gentile dottoressa,
    non scrivo per chiederle consigli, ma per raccontare brevemente la mia esperienza.
    Non sono una ragazzina, ma una donna di 62 anni.
    Nelle mail che molte persone le scrivono, mi rivedo e mi piacerebbe che tutti avessero la forza di ribellarsi di fronte ad un rapporto tossico con un familiare.
    E’ indispensabile comprendere il problema e trovare la forza dentro di se, staccarsi da loro senza sensi di colpa, anche se in alcuni casi, specie quando si parla di donne o uomini giovani, non è semplice.
    Per gran parte della mia vita, pur accorgendomi che fra me e mia madre non c’era assolutamente intesa, ho cercato di non scontrarmi per una forma di rispetto, ma evidentemente i suoi comportamenti mi hanno condizionata e il mio fisico ne ha risentito perché mi sentivo spesso ansiosa.
    Ho fatto la mia vita, mi sono sposata, ho avuto dei figli e una nipotina, ma mi sono sentita libera e serena da poco tempo e cioè da quando sono riuscita a ribellarmi al suo egoismo, al suo egocentrismo, al suo vittimismo, al suo modo sfrontato di manipolare tutte le persone che le stanno accanto.
    Certo ai suoi occhi io sono diventata una donna insensibile e forse anche cattiva, ma non importa, è solo perché ho reagito e sono riuscita a liberare la mia anima da tutto quello che avrei voluto dirle in tanti anni e non ho mai osato.
    E’ focalizzando il problema, affrontandolo e reagendo, anche a costo di litigare e di dire tutto quello che si pensa che ci si libera.
    Queste persone tossiche, che siano manipolatrici, egoiste, aride, crudeli o altro, vanno arginate, non meritano la compassione nemmeno in tarda età: o si è spietati con loro o saranno loro a continuare imperterriti a condizionare la nostra vita calpestandoci, non esiste speranza di cambiarle!
    Francesca

    • Grazie di aver raccontato la sua storia ed i suoi pensieri, che siano un buon esempio per tutti.
      Un ringraziamento particolare per la sua testimonianza da parte mia.
      Marilena

  81. Arianna ha detto:

    Buongiorno dottoressa. Quando si vive con genitori poco affettuosi e poco saggi purtroppo si cresce tra difficoltà che altri non immaginano nemmeno. Se ne sentono di tutti i colori! Di certo a me poteva andare peggio, ma poteva pure andare meglio. Conosco un’anziana di 86 anni, vedova da oltre 40, che non ha mai avuto figli (per fortuna). Essendo una vicina di casa ho parlato con lei tante volte, trovandomi d’accordo su molti argomenti. Quando però si tocca l’argomento “genitori” e in generale “famiglia” si capisce che se avesse avuto figli sarebbe stato un disastro (per i figli). E’ cresciuta in una famiglia senza padre (morto in guerra) con una madre sempre chiusa in casa che l’ha influenzata e oppressa per tutta la vita. Per giunta c’erano fratelli maggiori che spadroneggiavano in casa senza ritegno anche dopo essersi sposati. Il dramma sta nel fatto che questa donna definisce sua madre “santa donna”. Sua madre ovviamente apparteneva a un’epoca lontana dalla nostra, ma era comunque ritenuta eccentrica (per non dire pazza) da tutti: non parlava con nessuno, non partecipava a nessuna festa di paese, non andava a messa, eccetera. Apprezzo le persone controcorrente che non seguono il gregge (io stessa ho pochi amici e raramente mi butto in mezzo alla folla) sono certa che questa “santa donna” oggi sarebbe considerata un soggetto da psichiatria. _L’anziana oggi parla di sua madre con venerazione, inoltre aggiunge che “non esistono amici fidati: gli unici amici veri sono i genitori”. Inutile dire che ho replicato a queste assurde dichiarazioni dicendo che gli amici vanno certamente scelti con attenzione, ma l’amicizia esiste al di fuori della famiglia e anzi può pure salvarti dalla famiglia! Grazie al Cielo questa donna era sterile, oppure lo era suo marito: desideravano avere figli e non li hanno avuti. Questa donna avrebbe impedito loro di frequentare amichetti, chiudendoli in casa per tutto il tempo libero dopo la scuola. Ovvio che avrebbe impedito loro di seguire eventuali corsi extrascolastici, gite, sport e altro. Altrettanto ovvio che avrebbe impedito loro di trovare un fidanzatino, anche dopo la maggiore età. Parole sue: “Se mio figlio volesse andare a vivere per conto suo anche per studiare lontano da casa non lo aiuterei economicamente, anzi lo ammazzerei: deve pagarsi da solo l’appartamento, sennò deve stare qui con me”. Altre parole sue: “Mia figlia dovrebbe sposare un uomo che conosco io e che scelgo io: se andasse via con un uomo sconosciuto non vorrei più vederla”. Pare che suo marito avesse più o meno le stesse idee: mandare a scuola i figli a scuola pretendendo ottimi voti (scuola scelte da loro) e chiuderli in casa per il resto del tempo. Le ho fatto notare che un comportamento del genere non sarebbe possibile al giorno d’oggi: un genitore così finirebbe in galera. Lei dice che purtroppo i tempi sono cambiati, si sa: comunque il bene dei figli rimane a casa dei genitori e che sarebbe stata solo una madre “attenta e premurosa, capace di educare all’obbedienza e al rispetto”… roba da Islam, insomma.

    • Purtroppo cose di questo genere sono di un’attualità spaventosa anche dalle nostre parti, potrebbero accadere anche nelle case dei nostri vicini più insospettabili (fuori cercano sempre di mantenere una certa apparenza ecco perché la gente non se ne acccorge).
      Auguriamoci che le nuove generazioni sappiano fare di meglio.
      Marilena

  82. Alessandra ha detto:

    I miei genitori manipolatori e infantili sono entrambi morti, e, a parte qualche residuo di affetto materno che ogni tanto c’era, mi ha sollevato. È terribile. Il problema è che hanno lasciato a noi figli (che abbiamo i nostri bei problemi interiori tutti) tantissime grane economiche e sembra che anche da morti non vogliano lasciarci in pace. Ogni giorno cerco di impegnarmi al massimo per ritrovare la speranza ma non appena ci riesco ecco che succede qualcosa che riguarda loro che mi scaraventa nella disperazione, nel panico e nelle ristrettezze economiche. Mi hanno tolto la speranza e io questo non glielo perdonerò mai. Mi hanno rovinata. Mi sono circondata di manipolatori per tutta la vita. Ora sono consapevole, ma la beffa è che non avendo minimamente pensato ai figli, non ho la possibilità di rifarmi una vita. Ovunque siano spero che possano finalmente vedere tutto il male che hanno inflitto.

    • Sarà sicuramente così cara Alessandra, ma lei deve pensare a se stessa e a risollevrsi da un brutta situazione nonostante tutto, lasci il passato alle spalle e guard al futuro con occhi nuovi e con aspettative diverse.
      Pensare sempre alle cose negative del passato aumentano soltanto il suo dispiacere, il suo stress e le impediscono di avere il futturo che merita.
      Rimnasca dalle sue ceneri e si rifaccia una vita migliore di quella che ha vissuto sino ad ora.
      Marilena

  83. Angi ha detto:

    Ho una madre infantile egocentrica crudele invidiosa competitiva che ha tentato di distruggermi la vita da quando sono nata. Il problema è che ho due fratelli maggiori uguali a lei e mio padre è morto quando ero appena nata. Hanno cercato di distruggermi fisicamente e psicologicamente, mi hanno truffata, diffamato, umiliata, criticata, trascurata, picchiata, calugnata per anni. L’ho capito solo dopo essere andata a convivere con colui il quale mi ha aperto gli occhi e salvata.ma gli incubi del passato mi perseguitano e mi impediscono di essere felice. Mi hanno distrutto agli occhi di tutti facendomi passare da matta,a 12 anni ho cominciato coi primi problemi di salute ora a 30 mi ritrovo con due malattie autoimmuni che so che sono legate in qualche modo al mio risentimento. Da quando sono madre mi rendo conto ancora di più di cioè che ho vissuto delle mancanze ecc e soffro. Non ho mai ricevuto affetto ma per fortuna lo so dare mi sento completamente diversa da loro e mi auguro che sia così, infondo me lo hanno sempre ripetuto che ero la pecora nera della famiglia. Una sola domanda, perché mi hanno odiata da quando sono nata?

    • Lei non ha nessuna colpa cara Angi ma solo la sfortuna di essere nata in una famiglia disfunzionale, disumana e crudele.
      Non pensi al passato, che non potrà mai cambiare, ma rivolga il suo sguardo al suo futuro, per se stessa e per suo figlio, e ricenchi in sè e nella sua nuova famiglia tutto quello che avrebbe dovuto ricevere dal quella di origine, tagli i ponti con le persone che sono state cattive, che non smetteranno mai di esserlo, e si concentri su quelli che meritano il suo tempo, le sue energie ed il suo amore.
      Ha un passato doloroso e difficile da dimenticare ma sono sicura che la sua nuova famiglia le darà le motivazioni giuste per vedere il futuro con occhi diversi.
      In bocca al lupo e tante buone cose, lei se le merita.
      Marilena

  84. elena ha detto:

    salve dottoressa,sono una ragazza di 32 anni ma per come sono sempre stata trattata,me ne sento 15.I miei da piccoli litigavano,mio padre faceva scenate con rotture di oggetti e qualche schiaffo a mia madre per motivi banali,poi magari cambiava espressione e come nulla fosse invitava me e mio fratello”ad andare con 5000 lire a comprarci un panino”mentre mamma piangeva a letto,un violento,padre padrone che ha deciso sempre lui dove vivere e quando trasferirsi.Ha comprato perfino una casa senza ascoltare il nostro parere”perchè io a 28 anni ero una bambina sempre chiusa nella mia camera e i soldi erano i suoi”,a 30 anni volevo andare via da un ragazzo che ha la sclerosi multipla(come me ma io sto bene fisicamente al momento),avevo le valigie pronte,mi hanno fatto l’inferno in casa,valigie per aria,urla esagerazioni,mia madre crisi isteriche e mi ha dato diversi pugni al braccio,mi alzavo ogni mattina sperando che la giornata finisse presto x tornare a dormire,ero distrutta,minacce di morte da parte di mio padre sia a me che a questo ragazzo che rappresentava il diavolo.Mia madre si è fatta salire la pressione alle stelle e l’abbiamo portata al ps,lì ho capito che se me ne sarei andata l’avrei avuta sulla coscienza,sarebbe morta di dolore oppure quel narciso patologico di mio padre giorno per giorno l’avrebbe senza ragione incolpata della mia partenza,perchè lui fa questo,mio padre si scarica di ogni responsabilità quando non sa affrontare qualcosa,lui non c’entra mai nulla.A 32 ANNI mi sono rassegnata qui per non dare un dolore a mia madre ma sto male malissimo,non reggo più il controllo e il fatto che pensino che io nn abbia un cervello,non sono libera di fare nulla senza venire ostacolata,non ce la faccio più

    • Non ce la fa più perché ha passato una vita a far contenti gli altri anche contro le sue necessità, non pensa che sia giunto il momento di pensare un po’ anche a se stessa? e di mettersi finalmente al primo posto nelle sue scelte?.
      Se non riesce da sola a trovare la forza di incominciare questo cammino di autorevolezza si faccia aiutare, se vuole sono a sua disposizione, mi contatti via mail: info@marilenacremaschini.it
      Marilena

  85. Sandro ha detto:

    Buongiorno. Non riesco a capire l’atteggiamento della gente. Può illuminarmi? Quando un anziano vive solo e viene trovato morto in casa la maggioranza della gente si scandalizza e punta il dito su qualcuno. Se non ha figli incolpa i nipoti, se non ha nipoti incolpa i fratelli, se non ha fratelli incolpa i vicini di casa, se non ha nemmeno vicini di casa incolpa il Comune e gli assistenti sociali. Insomma, si deve incolpare per forza qualcuno. Ci sono anziani che vivono da soli per scelta, e ne conosco alcuni. Ci sono persone molto eccentriche, strambe, misantrope. Queste persone rifiutano qualsiasi aiuto per orgoglio o per stupidità, comunque non si lasciano avvicinare. Ho visto un anziano cacciare in malo modo l’assistente sociale mandato dal Comune, come pure vicini che intendevano dargli una mano. Avevo letto di un fatto accaduto a Venezia: un vecchio scapolo, notoriamente sociopatico e bislacco, viveva come un barbone in un misero appartamento di una misera viuzza (non era un poveraccio ma un ex insegnante di liceo!) e per puro caso venne trovato morto mummificato dopo ben 7 anni. Sui social network i soliti benepensanti si scagliarono contro la sorella che diceva di aver tagliato i ponti con lui da molto tempo (visto il tipo mi pare assolutamente normale) ironizzando perfino sull’eredità che le spettava (capirai che eredità…). Un caso pietoso, ma voluto dalla stessa vittima che viveva isolato dal mondo. La gente poi trascura una cosa tanto logica quanto importante: se al posto suo fosse morta la sorella quel tipo se ne sarebbe fregato altamente.
    I giornalisti poi non vedono l’ora di scrivere “dramma della solitudine e dell’indifferenza” anche quando si tratta di soggetti chiaramente psicopatici che scelgono di vivere in questo modo. Possibile che la massa sia così ottusa e superficiale?! Non riesco a capacitarmene….

    • La gente ottusa e maldicente si scandalizza del comortamento degli altri senza pensare che il proprio di solito è anche peggio.
      Gli ignoranti andrebbero banditi dalla società, visto che non è possibile di fatto faccia la stessa cosa nel suo piccolo, per se stesso, cosa che può fare facilmente selezionando le persone care di cui circondarsi.
      I giornalisti poi non sono che servi del potere, mai conosciuto un indipendente che fosse un vero giornalista.
      Per il resto posso solo dirle che il mondo è fatto prevalentemente da persone immeritevoli e cattive, facciamo il possibile per ritagliare il nostro con persone degne della nostra stima.
      A presto caro Sandro
      Marilena

      • Sandro ha detto:

        Le cito un altro esempio: a Treviso un’anziana viveva nel degrado col figlio disabile. Un giorno il figlio morì per cause naturali e la madre rimase a vegliarlo per una settimana, fino a quando i vicini non si accorsero che da quell’appartamento uscivano cattivi odori. I commentatori si scagliarono contro la figlia, che viveva a Milano da tempo e non andava a trovarli da 4 mesi. Ho detto 4 mesi, non 4 anni…! Le telefonava ogni settimana, ma secondo i benpensanti doveva telefonare ogni giorno e non farsi bastare la risposta che madre le dava sempre: “qui va tutto bene”. Non creda che abbiano risparmiato critiche ai vicini… eh no, anche i vicini dovevano accertarsi della reale situazione, poco importa se la donna appariva tranquilla e cordiale. insomma i vicini dovevano vigilare (però quando un vicino si mette a spiare generalmente viene considerato pettegolo e impiccione… una contraddizione che sfugge ai benpensanti).
        Ho appurato un fatto: la maggioranza della gente che vive lontano da casa ha l’abitudine di telefonare ai genitori ogni giorno, 2-3 giorni al massimo (anche quando stanno bene davvero) e va a trovarli spesso tra senso di colpa e senso del dovere. L’assurdità sta nel fatto che queste persone sono sposate e hanno figli: mi chiedo quanti divorzi sono causati dal cordone ombelicale mai reciso.
        Come giustamente afferma lei, noto che la famiglia viene considerata tuttora un tabù.
        In altri Paesi succede anche di peggio: la cultura che impone di stare vicino a genitori e nonni ostacola il naturale sviluppo psicofisico di una persona, specie delle donne. Sono allibito però che una mentalità del genere sia tanto diffusa anche da noi… scusi se mi sono dilungato e grazie per ciò che fa!

        • Nel mondo o vicino a noi, anche se non ce ne accorgiamo, succedono le cose più assurde.
          L’unico modo per cambiare le cose è fare tutto ciò che è in nostro potere e solo per le cose che possiamo fare, solo così si miglioreranno alcune situazioni, non cambierà il mondo di certo, però cambierà lei ed il modo di porsi di fronte a tutto ciò che le avviene intorno.
          Marilena

  86. Ivana Corrao ha detto:

    Salve a tutti avevo bisogno di un parere di cosa si può fare in queste situazioni. Purtroppo io ho mia madre che ha vissuto in una vita di angoscia con suo padre che purtroppo è sottolineo purtroppo ancora è vivo. Mia nonna è morta nel 96 per un tumore ma ha preso un sacco di legnate da questo essere anche in gravidanza e mia madre è cresciuta con un odio grande verso i suoi riguardi perché non ha avuto un infanzia felice ma da incubo, mia madre adesso ha 59 anni e sei anni fa mio padre fu colpito da un ictus ischemico paralizza do dal lato destro a priori il mio papà era un grande uomo esemplare purtroppo è venuto a mancare il 1°agosto di quest’anno a priori quando mio padre cadde in malattia fummo sfrattati da casa pur mettendoci d’accordo per le due mensilità con la proprietaria comunque rimanendo senza un tetto dove vivere siamo andati a vivere con lui (il nonno) dove fino ad oggi rinfaccia questa storia che doveva lasciarci in mezzo ad una strada avvolte ci sono state delle liti dove lui ha alzato le mani a mia madre e voleva alzare anche a mio padre che era in una sedia a rotelle adesso mio padre non c’è più da un mese perché non c’è l’ha fatta e lui continua ad essere una persona orribile a 84 anni gli vuole alzare le mani a mia madre perché è troppo legato ai soldi e non vuole aiutare mia madre non gli interessa minimamente che mia nonna è mio padre non ci sono più a lui interessa solo se stesso cosa devo fare per aiutare mia madre che vive ogni giorno un incubo con questo verme? a priori che ci sono 2 denunce di violenza domestica a suo carico

    • Ogni caso cara Ivana va valutato come una situazione a sè stante e come tale affrontata, è impossibile dare un consiglio risolutivo che vada bene per qualsiasi circostanza, per tale motivo consiglio sempre a chi ha bisogno di aiuto di mettermi innanzitutto nelle condizioni di conoscere bene le vicende e le persone coinvolte e cosa vogliono raggiungere per cercare di risolvere le situazioni negative o di dare un condiglio mirato in tal senso.
      Io lavoro con un counseling online, che si attua o attraverso le mail o con le telefonate, dipende da cosa preferisce una persona, per maggiori informazioni su modalità, tempi e costi la rimado alla pagina dei servizi dove in fondo, tra le promozioni, trova tutte le informazioni che le seervono, poi mi scriva così ci accordiamo per i dettagli a questa mail: info@marilenacremaschini.it.
      A presto
      Marilena

  87. Francesca ha detto:

    Questo atteggiamento manipolatore lo ha il padre di mio figlio e lo fa per “comprarselo”… ho chiusa la relazione quando ero incinta e tutt’ora me la vuol far pagare e ha sempre cercato di togliermelo… non ci è riuscito con il tribunale e ora mano a mano che il bambino cresce gli fa dei lavaggi del cervello impressionanti… e sia io che il bambino non siamo tutelati da nessuno! Come posso fare? A chi mi posso appellare per far seguire il bambino e curare quello psicopatico che oltretutto è convinto di essere perfetto?

    • Cara Francesca non può obbligare altre persone a curarsi, finché non avviene un qualcosa che metta in pericolo suo figlio non può nemmeno impedirgli di avere i diritti di visita.
      Comunque qualunque cosa succeda, in qualunque situazione problematica, chiami il 112, almeno l’intervento viene registrato ed il verbale può essere usato come prova di atteggiamenti poco consoni del padre, che però, come le dicevo, devono essere tali da mettere in pericolo la stabilità anche solo psicologica del figlio e questa va provata, ecco perché la sua situazione è difficile da gestire in un Tribunale.
      Per il fatto che sia solo una persona manipolatrice ma senza effetti devastanti su nessuno, sopratutto non provati, non ci sono armi difensive.
      Marilena

  88. Marica ha detto:

    Salve, ho 43 anni e due figli di 6 e 2 anni. Due genitori affettuosi, stimati professionisti, una madre in carriera che ha raggiunto traguardi notevoli per una donna. Ha lottato,dice,per questo. Bene. Mi hanno fatto studiare, ma il liceo lo hanno scelto loro nonostante volessi fare altro tipo di studi. Non importa. Dovevo impegnarmi.
    A scuola e alla università ero brillante. Timida, ma davvero in gamba
    Mi hanno fatto viaggiare. Per svago e per studio. Non si sono mai tirati indietro. Della mia infanzia però non ricordo una vacanza estiva insieme. Ione mio fratello avevamo una babysitter e con lei eravamo sballottati dai nonni. Mi ricordo di me piccola che piango in camera
    Mi autopunisco perché penso di essere stata cattiva
    In un modo o nell’altro cresco. Sono comunque un adolescente travagliata. Mio padre si ammala ed io ho 24 anni una laurea e una crisi post rottura sentimentale. Metto tutto da parte…tutto e mi concentro sulla aiutare e finalmente ricambiare il bene che credo di aver ricevuto. Basta feste fidanzati viaggi…mollo anche lo stage. Mollo tutto. Aiuto mia madre nel suo lavoro. Torno a casa a sostenere mio padre nella malattia. Durata 10 anni. In cui mia madre non mi ha risparmiato nulla. Nulla. Inizia chiedendo timidamente aiuto…dimmi che andrà tutto bene…i ruoli si invertono e io faccio forza e coraggio. Ma non basta. Lei non chiedeva forza. Lei mi ha risucchiato nella sua spirale di disperazione e piano piano mi si è svelata nella sua mostruosità. Ricatti morali. Sensi di colpa. Manie di grandezza. Io non capivo. Vedevo solo mio padre malato…ma nel frattempo era tutto concentrato e sbilanciato su di lei. Lui era solo un mezzo per tenerci succubi. Alla sua morte i nostri rapporti si sono inasprito. Continuava a usare la sua memoria e la sua ipotetica volontà per dominarci. Ora lo fa attraverso suoi problemi di salute che non so mai fino a che punto siano inventate o meno. La situazione è grave. Lavoro con lei e anche mio marito. Accidenti a me….ho capito troppo tardi chi era…non riuscivo a capire perché nonostante avessi tutto ero sempre infelice. La psicoterapia mi ha aiutato a capire. Cerco di starle lontana nonostante sia vicina fisicamente. Cerco di ridurre al minimo i contatti…ma so già che quando non ci sarà più avrò sempre la pena di non aver avuto un rapporto con lei. Anche se non per colpa mia. Anche se lei è di fatto irrecuperabile e destinata alla solitudine. La mia paura più grande è di essere come lei con i miei figli. Soprattutto il grande che ha una sensibilità ed un edicazionespiccata e con cui a volte credo di esagerare con le richieste
    È come se mi sentissi stanca e priva di energie anche per i miei adorati figli

    • Posso conprendere lo sfinimento dato dal fatto che ha dedicato una vita per far contenti gli altri senza mai pensare a se stessa, sempre in secondo piano e sempre messa da parte.
      Io le consiglierei di cambiare metodo, non aspetti ulteriormente e cominci a rivoluzionare la sua vita, perché in fondo è questo che deve fare, incominciando a mettere le sue esigenze prima degli altri, le assicuro che per tutto il resto basterà il tempo che le resta, l’importante è capire che anche lei è importante e merita di essere ascoltata e soddisfatta.
      Marilena

  89. Tolstoji ha detto:

    Salve Marilena. Semi convivo con il mio fidanzato e sua madre da circa otto mesi. Lei è una figura ingombrante, sempre nei nostri progetti futuri, dice spesso al figlio che non deve fare questo o quello perché deve prendersi cura di lei che è anziana. Ho provato più volte a far capire a lui che averla nella nostra vita di coppia non è sano ma lui mi risponde con rabbia che è un pensiero egoista perché sono soli al mondo e lui non può abbandonarla. Sono sicura che lei lo abbia manipolato al punto di fargli venire sensi di colpa se pensa alla sua vita quotidiana senza di lei. Come posso fare a fargli capire questo legame malsano senza scatenare in lui una crisi?

    • Un uomo che ancora non ha reciso il cordone ombelicale con la madre è un uomo che non ha ancora avuto il coraggio di affrontare una madre dominante e controllante.
      Gli faccia capire che è giusto che lui sia più indipendete ed autonomo e che ha diritto a farsi una vita prendendosi più libertà, che non comportano certo l’abbandono della madre ma solo quel sano distacco che rende un uomo un adulto e non più un bambino dipendente dalla madre.
      Lo faccia con gentilezza, offrendosi di sostenerlo e compensare quel vuoto che lui ha paura di affrontare e vedrà che forse piano piano si staccherà dalla madre.
      Se non dovesse succedere metta in conto che la vostra vita sarà sempre una vita a tre dove è la madre a dominare, sempre…. e si chieda se a questo modo vale la pena per portare avanti un rapporto simile.
      Marilena

  90. Dammuso ha detto:

    Sono una mamma di 69 anni, mio figlio ne ha 36. Soffre di disturbi vari, tra cui depressione e comportamenti sessuali compulsivi che gli hanno fatto perdere la compagna. Attribuisce tutto questo al mio comportamento durante la sua infanzia: ero depressa e triste perché abbandonata quando lui aveva un anno e stavo ancora male dopo un parto difficilissimo; non riuscivo a gestire le sue manifestazioni ed ero violenta fisicamente, saltuariamente, ma lui lo ricorda come un fatto continuo; avevo atteggiamenti altalenanti a volte ero amorevole, a volte rigida e lui dice fredda e ricattatoria. L’adolescenza poi è stata difficilissima, piena di scontri. Ho fatto psicoterapia e anche lui è stato seguito a periodi da psicologi. Sembrava che le cose andassero meglio, a parte momenti di crisi, ma adesso tutto sta precipitando. Siamo in un baratro. Anche il mio attuale marito, che gli ha fatto da padre, è coinvolto in quanto accusato di aver anteposto sempre me a lui. Non so cosa fare e come riparare, se mai sia possibile. Una madre tossica e disperata. Grazie per l’attenzione

    • Questo significa che nonostante la terapia fatta da entrambi non ha cambiato assolutamente nulla, mi dispiace riscontrare quanto poco sia stata efficace e sopratutto non vi ha dato gli strumenti pratici per superare nel futuro situazioni simili per cui avete richieto un aiuto clinico.
      Se decidesse di farsi seguire da me, per un percorso breve ma forse più risolutivo mi contatti via mail: info@marilenacremaschini.it
      Per ora le faccio un grosso in bocca al lupo, ma non esisti a contattarmi se ha delle difficoltà
      Marilena

  91. Giuliana ha detto:

    Buongiorno, sono una donna di 56 anni che suo malgrado si è trovata a vivere di nuovo con una madre egoista, narcisista, psicotiva.
    Sono fuggita di casa appena ho potuto a 28 anni circa, più o meno ho sempre vissuto da sola a parte un paio di relazioni con convivenza. Alcuni anni dopo mia madre ha avuto problemi economici, aveva già 83 anni e mia sorella decise di cambiare casa e farla andare a vivere con lei il marito ed il figlio, convinta che con lei sarebbe stata bene e che più o meno riusciva a gestirla. Invece la convivenza tra loro è diventata un disastro, l’abitudine di mia madre di sopraffare gli altri ha anientato tutta la famiglia. Due anni fa mia sorella si ammala di cancro e per un anno e mezzo mia madre invece di essere di aiuto e conforto ha iniziato con i suoi capricci a complicarci la vita. Con mia sorella ho sempre avuto un ottimo rapporto, lei più grande di me di 8 anni praticamente mi ha cresciuto, nostro padre morì che eravamo ancora piccole e devo dire l’unica persona che avevo di riferimento in casa era lei.
    Mia sorella è morta e la prima richiesta di mio cognato e mio nipote è stata di portare via mia madre il prima possibile, perciò 2 giorni dopo il funerale mi sono ritrovata mia madre in casa. La situazione è diventata insopportabile dopo i primi giorni, lei sta per compiere 94 anni e comunque comanda in casa mia, mi ricatta, urla, la vita in casa è diventata insostenibile. Ho parlato con la geriatra che mi dice di darle dei farmaci per farla quietare, ma che non può prenderli stando da sola in casa. Non ho nè soldi nè spazio per avere una badante lei ha una pensione sociale ed io uno stipendio da impiegata (con un affitto da pagare a Roma) a chi mi posso rivolgermi? Mi trovo in quella fascia grigia dove non si è abbastanza poveri nè abbastanza malati per avere un sussidio. Ma io non ce la faccio più, quando le cose non vanno come dice lei bussa ai vicini dicendo che le metto le mani addosso, mi minaccia e sinceramente non so come togliermela di torno. Mi dispiace dire queste cose, ma ci ho messo anni di analisi per trovare una mia serenità ed ora vivo in un inferno.
    La ringrazio e le auguro una buona giornata

    • Provi a rivolgersi all’ASL del suo comune e raccontare dei problemi psichici della madre e della sua impossibilità a seguirla, dovrebbero darle delle indicazioni su come rivolgersi a srutture idonei per persone anziane e problematiche, come dice giustamente lei non è abbastanza povera per avere un aiutoma sua madre è abbastanza malata per essere seguita in una struttura adeguata.
      Provi e non si scoraggi al primo rifiuto, spesso gli aiuti per noi italiani da certi enti si ottengono solo esasperandoli.
      Tanti auguri di riuscirci al più presto
      Marilena

  92. Stefania ha detto:

    Salve,
    Io ho iniziato a capire solo da qualche anno, perché anche se sapevo che era sbagliato in fondo ho sempre rinnegato la verità.
    Nel mio caso è la figura paterna ad essere stata ed é tuttora manipolatrice, ma del tipo raffinata. Mio padre é sempre stato autoritario, il tipico padre padrone, ci ha sempre imposto delle regole e minacciato punizioni in caso di mancato rispetto delle stesse. Il rapporto con mia madre é sempre stato molto conflittuale, ho sempre assistito ai loro litigi. Le regole che ci venivano imposte (a me e mio fratello) spesso erano, viste con gli occhi di oggi, ridicole: ad es. mi aveva fatto appendere 10 regole scritte in camera, in cui c’era scritto “non litigare con mio fratello”; “rifarmi il letto”; “sparecchiare”; “tornare puntuali” ecc. Ricordo di aver vissuto questa cosa molto male. Ricordo anche che un’amica venuta in camera mia se n’era accorta e io mi sono sentita umiliata. Oltre a questo, ogni tanto sono volati anche degli schiaffi, punizioni rigide come andare a letto senza cena, essere rinchiusi per tot ore nel bagno, scaraventare cose per terra e/o romperle…violenza usata anche nei confronti di mia madre che a volte provava a difenderci. Se ora non usa più la violenza fisica, usa però quella verbale, intimidatoria, ricattando. 2 anni fa ad es. Sono tornata tardi, avvisandolo con un sms, me lo sono ritrovato in salotto a braccia incrociate ad aspettarmi sveglio e a farmi una paternale con urla e quant’altro alle 4 di notte. Ora, all’età di 33 anni mi ritrovo, per vari motivi, a vivere ancora con i genitori. Sto frequentando da 1 annetto un ragazzo, dopo essermi lasciata da 4 anni con un ragazzo con cui sono stata 13 anni. Entrambi i miei genitori, ma soprattutto mio padre, stanno ostacolando in tutti i modi questa relazione. Lui fa un lavoro umile, per questo non viene considerato da loro alla mia altezza (sono un avvocato). Non sarebbe adatto a me secondo loro (ma non l’hanno mai conosciuto). Mio padre ha frainteso un discorso che gli avevo fatto mesi fa, in cui avevo detto che non volevo rimanere zitella e che non ha senso aspettare il principe azzurro dentro casa. La vita va vissuta ora per quello che ci da perché il principe azzurro potrebbe non arrivare mai o comunque non essere come vorrei io. Quindi, anche se questa persona non rispetta al 100% le mie aspettative, voglio vivermi la storia perché comunque mi dà delle cose importanti. Lui ha letto questo discorso come “sto con lui per ripiego, perché lo vedo come ultima spiaggia”. Da lí ha continuato a ostacolarmi con battute continue. Addirittura, dopo che gli ho detto che vorrei andarci in vacanza 4 giorni, é arrivato a dirmi che al ritorno devo trovare un’altra sistemazione perché lui così non dorme e ne va della sua salute. Anzi, mi ha pure detto che non mi appoggia economicamente e che dovrò cavarmela con le mie uniche risorse, come ha fatto lui da ragazzo (a tal riguardo ha detto che mi toglierà la casa che mi aveva donato).
    Io ho deciso, nonostante il suo ricatto, di dare un taglio a questa cosa e di provare a vivere finalmente la mia vita, senza stare con l’ansia e la paura perenne di aver fatto qualcosa che per lui é sbagliato.

    • Haiavuto tantissimo coraggio e carattere ma hai fatto la scelta giusta, in questo modo costringi tuo padre a rispettarti e se ti vuole vicino deve smetterla di imporsi.
      Complimenti per il passo, comprendo che deve essere stato difficile e molto oneroso ma ti assicuro che la libertà non ha prezzo.
      In bocca al lupo e tante buone cose perchè te le meriti
      Marilena

      • Stefania ha detto:

        Grazie Dottoressa. Viva il lupo! Spero che la mia testimonianza possa essere d’aiuto per altri.
        Non é facile, sono 10 giorni che non vedo e non sento mio padre e conoscendolo ci vorrà molto tempo perché, forse, capisca. Io ho finalmente capito che non si può tollerare un atteggiamento come il suo. Un padre non può comportarsi in questo modo con sua figlia.

  93. Ludovica ha detto:

    Buonasera Marilena,
    Sono una ragazza di 22 anni con genitori divorziati da quando ne avevo 3. Non ho mai sofferto la loro separazione, visto che hanno due caratteri molto diversi e preferisco vederli separati che insieme, anche perché hanno gestito molto bene la separazione, riuscendo a mantenere un buon rapporto tra di loro e a non crearmi traumi di nessun tipo. Di questo devo ringraziare in particolare modo mio padre, che oltre al bel rapporto che abbiamo ha sempre contribuito economicamente anche più di quanto doveva, per far star bene me e anche mia mamma. Mia mamma non ha svolto quello che doveva da genitore con a carico una figlia, è sempre stata tirchia, non ha mai avuto un pensiero per me. Molte cose per la casa le ho dovute comprare io mettendomi da parte dei soldi ( e parlo di beni di prima necessità). In più in questi anni non ha mai smesso di insultarlo davanti a me. Inutile dire che io e mia madre siamo due persone all’opposto, lei affronta la vita come se fosse la vittima perenne di qualsiasi cosa, io cerco di affrontarla di petto senza farmi buttare troppo giu dai problemi che si presentano.
    Mio papà adesso che sono grande ha deciso di voler smettere di dare il mantenimento a mia mamma e provvedere solo a me ( cosa che già faceva), visto anche che comunque io in un paio d’anni conto di laurearmi. Io sto quasi h24 a casa da sola ( la casa che ci ha lasciato papà per vivere) e devo essere sincera, essendo completamente indipendente non sarei triste di iniziare a viverci da sola, anche perché mia mamma sa di non poter rimanere qui per sempre. Inoltre lei possiede numerose proprietà, e i soldi non le mancano anche se sta sempre a piangersi addosso. Oggi è stata l’ennesima volta in cui mi ha fatto sentire sbagliata, in cui mi ha dovuto far sentire in colpa, solo perché ho detto che mi piacerebbe vivere qui da sola tra un pò. L’ha vista come se la volessi cacciare, ma questa è casa di mio padre, non può essere colpa mia se lui ha intrapreso un’azione legale nei suoi confronti. Non perché lui sia una persona cattiva ma perchè paga da 23 anni una persona con cui è stato sposato solo 7 anni, e lei non ha mai contribuito a me , non mi soffermo neanche sulle condizioni della casa, sono veramente pietose. Cosa dovrei fare in questo momento? Ha detto che se la “caccio” via, cosa che in caso non deciderò io ma il giudice, non mi parlerà mai più .
    Devo essere sincera, vivrei molto più serenamente in questo momento senza di lei, ma in ogni caso non è una cosa che ho deciso io, anche se vorrei scappare via da quando ho 16 anni. Ci sono tante cose che vorrei scrivere, di come sono andati questi anni della mia vita insieme a lei, ma mi dilungherei troppo. E’ stato un inferno ( soprattutto a livello psicologico) .

    • Ed hai ragione cara Ludovica, lascia che la legge faccia il suo corso, tra l’altro ora il coniuge separato può richiedere il mantenimento soo se dimostra, per un qualche motivo, di non potersi mantenere da sola, quindi se il Giudice le darà contro avrà le sue ragioni.
      Evita contestazioni e confronti perché per lei sono solo occasioni per farti sentire male e per accusarti di colpe che non hai, cerca di sopportarla sino al giorno in cui se ne dovrà andare ed allora sarai finalmente libera di riprendere la tua vita.
      Io ti faccio i miei migliori auguri per tutto
      Marilena

  94. Atrebor ha detto:

    Salve Marilena, ho 55 anni , sono vedova da 24 anni. Ho 2 figlie di 24 e 27 anni che ho cresciuto con l’aiuto dei nonni e di mio fratello. Da sempre ho avuto un rapporto molto difficoltoso con la figlia maggiore. Fin da adolescente ha avuto atteggiamenti aggressivi , sia con la sorella che con me.Ha avuto diverse “relazioni”. L’ho cercata tante volte di notte per sapere dove rimanesse a dormire.A 22 anni , nel giugno 2014,decise di andare a convivere con il fidanzato dell’epoca : l’aiutammo ad arredare casa e dopo 2 mesi voleva rientrare da me. Fui risoluta dicendole che l’avrei sostenuta economincamente , ma doveva restare autonoma. ( sua sorella ed io ,avevamo passato i mesi precedenti con auguri di morte da parte sua , usciva di casa sbattendo la porta e non sapevo se sarebbe rientrata, nell’estate 2013 in 3 mesi con l’auto che aveva a disposizione fece 10.000 km). A quel punto affittò una stanza per un paio di mesi ed andò poi a convivere con un altro ragazzo rimanendo incinta nel settembre 2014. Si riavvicinò …. mi chiese se alla nascita della bambina sarebbe potuta rientrare in casa da me (non aveva mai modificato la residenza) così avrebbe completato gli studi. Cosa che ho permesso. Dopo nemmeno un anno ha lasciato il padre della bambina che ha comunque continuato a frequentare la figlia e a dare sostegno economico. Ha completato gli studi, ha conseguito la laurea magistrale, l’ho supportata economicamente e fisicamente con la nipotina. Dal 2016 ad oggi ha già cambiato 3 compagni ufficiali ,coinvolgendo anche la bambina . In particolare con l’ultimo che io ho conosciuto a febbraio 2019 e che ha portato da subito in casa a dormire in camera sua con la bambina, iniziando una convivenza in casa mia . Quando ho espresso le mie preoccupazioni su questi atteggiamenti ed ho scoperto che veniva fatto senza che il padre ne fosse informato , mia figlia si è “irrigidita” : ora è rigidissima sulle visite parentali al padre, dice che di me non si fida perchè io farei “il lavaggio del cervello” alla bambina (ma non sa dirmi su cosa) ed ha iniziato a portare la bambina a dormire presso l’appartamento del compagno ( che non frequenta più casa mia), informandoci che a breve si trasferiranno. Per cui io ora non ho nemmeno la delega per andare a prendere la nipote da scuola se ce ne fosse bisogno. L’unico riferimento che lei ora ha è il compagno ed i suoi genitori. Mi ha detto che non “taglierà” i rapporti parentali: se la inviterò a cena , verrà. Non ha un’indipendenza economica.
    Cosa ho sbagliato in questi anni? Sto supportando il padre di mia nipote affinchè si riesca a rivedere l’affido . In questo periodo mi vergogno tanto degli atteggiamenti di mia figlia.

    • Forse è stata troppo buona e permissiva quando avrebbe dovuto dire tanti no, poco importa non è mai troppo tardi e può sempre incominciare a dirli ora, e stabilire le sue regole in casa sua, e se le chiede qualcosa pretenda da lei cosa ritiene giusto prima di dare gratuitamente tutto quanto.
      Per quanto riguarda il diritto di visita della nipote stia tranquilla, ora la legge riconosce ai nonni, al pari dei genitori, il diritto di visita, se venisse in ciò ostacolata le mandi una bella diffida tramite un avvocato.
      E per quanto riguarda il resto, sua figlia è grande abbastanza perchè lei inizi a trattata come un’adulta, a cominciare dal fatto di costringerla, se vuole il suo aiuto e l’occupazione di casa sua, col prendersi le responsabilità delle sue scelte e dei suoi errori.
      Non sia sempre tollerante, impari ad imporsi di più, con una figlia che ha una bambina piccola ed una vita così sbandata avrà sempre bisogno di lei, ma sia lei ad imporre le regole di gestione del suo aiuto e dell’accoglienza in casa sua.
      In bocca al lupo
      Marilena

  95. Alex ha detto:

    Buongiorno Dott.ssa,
    ho letto con molto interesse il suo articolo. La mia situazione è un po’ diversa io mi ritrovo a “fare i conti” con i danni causati da una madre ad una ragazzina di 13 anni. La mia è una famiglia ricostituita ai miei figli non ho mai fatto odiare il padre od evitato di frequentarlo, invece la figlia del mio compagno ha chiesto di poter venire a vivere con noi. Dopo un’udienza fortunatamente molto veloce il tribunale ha, con un affidamento congiunto, deliberato che la ragazza venisse a vivere da noi. Ovviamente la situazione con la madre è degenerata oltre ad offendere la figlia con insulti, sbalzi di umore che spaventano la ragazzina, accuse ed inventando situazioni che non esistono rendendo la vita della figlia invivibile nei pochi momenti che passano insieme. La ragazzina ultimamente lamenta un’insofferenza a questa situazione tanto da chiederci se può legamente allontanare la madre. Da madre mi stringe il cuore sentire e vedere in che stato è e mi sento profondamente combattuta in tutta questa situazione, non riesco a trovare il.modo di aiutarla. Inoltre mi rendo conto, e confermato anche dalla psicologa che la segue, che ha un “regresso” affettivo e tende a comportarsi come una bambina di 5 anni ma solo verso i confronti di una mancanza di figura materna, con il padre ha un ottimo rapporto.
    Se Le è possibile consigliarmi su come procedere.
    Grazie per la Sua pazienza.

    • Difficile darle un consglio mirato con così pochi elementi per formulare dei giusidizi.
      Spero che la psicologa che ha in cura questa ragazza faccia un buon lavoro, nel caso lei non si trovi a suo agio mi contatti privatamente e proviamo ad avere un colloquio anche solo per capire che tipo di consiglio darle.
      La mai mail è: info@marilenacremaschini.it
      Marilena

  96. Fabio ha detto:

    Salve.Io mi trovo in una situazione diversa. Suocera ossessiva. Ho un figlio di nemmeno un mese,ma in casa mia è finita la tranquillità. Presente tutte le ore del giorno,fare quello che dice lei,invitare gente (che nemmeno conosci) e soprattutto far sapere i fatti tuoi a tutte le “giornaliste” che conosce lei. Mia moglie sta provando a tener testa ma,a quanto pare,è tempo perso. Posso mandare a monte un matrimonio di 3 anni per questo? Non so cosa fare.

    • Prenda posizione decisiva nei confroni della suocera, facendole presente, sempre con garbo e senza alterarsi, che se non cambia atteggiamento non sarà più persona gratida in casa sua o perlomeno non come e quanto vuole lei.
      Dare un freno alle persone che oltrepassano i limiti del rispetto è doveroso, ma non si aspetti che siano gli altri a capirlo, lo deve imporre lei, vedrà che risolverà le difficoltà senza ulteriori disagi.
      Marilena

  97. Anonimo ha detto:

    Salve. Volevo anche io condividere con voi la mia storia. Purtroppo sono divorziato da 5 anni e ho due splendidi bambini, una bimba di 10 anni e un bimbo di 5. Pensavo che facendo questo passo visto gli ultimi due anni di inferno che ho passato di ritrovare almeno me stesso e di ritrovare almeno un pó della serenitá che man mano veniva a mancare. Purtroppo peró sono ben 5 anni che il mio piccolo mi viene “buttato” contro sia dalla nonna che dalla mamma. Dicendogli molte cose brutte nei miei confronti, ne posso dire qualcuna per es.: “non volere molto bene a tuo padre, tanto un giorno morirá, oppure: quando sei da papi, sputalo in faccia e digli che è un uomo di m… Ho provato a rivolgermi alle istituzioni per un aiuto, ma come al solito sbatto sempre contro ad un muro senza vedere una strada per una soluzione. Non mi importa quello che dicono su di me, conosco me stesso e chi mi conosce sanno come sono realmente. Quello che mi importa é che stanno distruggendo l’infanzia e la serenitá di un bambino che non ha colpe di nulla.

  98. anonima ha detto:

    salve dottoressa, la mia situazione è per me molto difficile e complicata.
    Ho 20 anni, mia mamma ha sempre avuto un’insufficienza renale tranne che durante la mia nascita poiché era stata trapiantata. 4 anni dopo la mia nascita però i reni cominciano a non funzionare più nuovamente quindi è 15 anni che è in dialisi. Sono sempre stata una bambina dolce ho sempre cercato di starle accanto e ricordo ancora le preghierine che facevo a 6 anni affinché qualcuno la aiutasse. Insomma adesso la situazione è nettamente peggiorata, mia madre sta sempre più male tanto da pesare 29 kg e non per la sua malattia ma tanto per i suoi comportamenti mio padre ha deciso di andare via di casa.. di conseguenza mi sono ritrovata a pagare bollette, buttare la spazzatura perché mia madre non l’ha mai fatto, se non faccio qualcosa mi prende a parole ma nemmeno lei la fa e quelle rare volte che fa qualcosa si lamenta continuamente, ma comunque la maggior parte delle cose in questa casa ormai le faccio io perché lei lascia solo caos.. quando esce mi tocca sistemare tutto.. è come se la casa fosse tutta sua io ho solo la mia camera dove poter essere me stessa.
    ma sento di non avere una mia indipendenza, di non avere più i miei spazi.. mangio e sto 24 H chiusa in camera quando c’è mia madre.. mi sento osservata e giudicata continuamente . quando esce invece riesco a vivere, a sistemare e fare qualsiasi cosa. non so che fare e i sensi di colpa mi affliggono.. penso : quale figlia sarebbe così cattiva da lasciare sua madre nel momento del bisogno? lei è ancora in grado di fare molte cose, ma sembra che io debba risolverle sempre tutti i problemi anche quelli più piccoli.. non so cosa fare..vorrei andarmene via. aspetto sua risposta e la ringrazio anticipatamente

    • Credo che per risolvere la sua situazione così complessa e complicata non basti un consiglio…
      perché non prova a parlamene attraverso un percorso di counseling anche di qualche giorno, tanto per approfondire gli aspetti necessari e poterle dare un consiglio adeguato.
      Se vuole vedere i costi del counseling online che pratico, cioè via mail o telefonicamente, visiti la pagina dei servizi, in fondo dove ci sono le promozioni, lì trova tutte le modalità, tempi e costi e poi mi faccia sapere
      Credo che un aiuto mirato e professionale le sia veramente utile vista la sua attuale vicenda
      Marilena

  99. Amore&natura ha detto:

    Salve,
    nonostante l’articolo non riesco a capire se sono figlia di una madre distruttiva o se sono io il problema.
    Ho un fratello e una sorella più grandi, mio padre se n’è andato quando avevo 15 anni e non l’ho visto finché non si è ammalato e poi morto. Era una persona molto complicata e aggressiva, ma in virtù del fatto che non c’è più non mi va di parlare di lui, anche 0er rispetto. Mio fratello essendo maschio ha il massimo rispetto da parte di mia madre,lui è sposato e con figli. Mia sorella ha sempre avuto con lei un rapporto molto affiatato, parlano per ore, si confidano e vanno molto d’accordo e sono complici, da una decade purtroppo si è ammalata di una malattia cronica, e quindi mia madre (giustamente) le sta davvero molto dietro, anche se a volte cade nell’esagerazione perché si prende tutto lo spazio senza concedere a nessuno, nemmeno nel bisogno (come ad esempio quando partorì il primo bambino, a seguito di un brutto parto e mia madre mi fece la notte e lei sbraitò perché doveva uscire col fidanzato e mia madre si doveva tenere la figlia). La mia vita, sotto la mia ottica è piena di soprusi ma a detta dei miei fratelli e di mia madre sono io ad avere un carattere particolare e non loro umilianti ed aggressivi (anzi dicono che io sono così mentre in realtà provo solo a difendermi, quindi per farlo esco le unghia). Ad es sono da un po’ di giorni da mia madre perché sto finendo la ristrutturazione di casa, in questo periodo siamo anche monoreddito (dopo essere rimasta incinta della seconda non mi hanno rinnovato il contratto) quindi dobbiamo stare attenti con le spese… Oggi se ne esce e da uno scherzo (mio marito mi prende in giro dicendo che sono “tirchi a” ma lui scherzava per davvero) col sorriso (di scherno più che benevolo) mi fa “però è vero sei proprio manica corta, anche tu (rivolta a mio marito) lo sei un po’, ora non so se è perché sei in difficoltà economica o lo sei sempre…” sono rimasta malissimo perché è un periodo non facile, abbiamo sempre speso poco perché è proprio grazie a ciò che oggi siamo riusciti ad acquistare e ristrutturare una bella villetta con un bel giardino! Certo non facciamo spese inutili, ma abbiamo due bimbi a cui non facciamo mancare nulla, da lei un po’ di spesa la facciamo per cercare di pesare il meno possibile, amici e parenti hanno puntualmente i regali ad ogni compleanno ed è vero che non spendiamo 50 euro a testa (abbiamo fissato un budget di 20 per adulti e 30 per i bimbi) ma sono davvero tanti (solo i parenti stretti sono 20!)… Non vedo il perché umiliarmi a tavola di fronte al Compagno e a mia sorella… Parla lei che quando ero piccola mi vestiva dal cambio di robe degli altri, che non mi comprava mai ciò che mi piaceva, giochi o cibo che fosse… Non si mette mai in discussione ed anche quando palesemente ha sbagliato in passato si difende dietro la paura che aveva di mio padre (come quando avevamo bisogno di medici e non ci portavano), al presente secondo lei non sbaglia mai, tant’è che una volta gliel’ho chiesto, e mi ha risposto “no, io non sbaglio mai”… Ora litighiamo spesso ma comunque non riesco a non sentirmi sbagliata io…

    • La sento molto confusa e condizionata da giudizi maligni che la condizionano fortemente e che dovrebbe imparare a lasciar andare.
      Io le consiglierei un breve percorso di counseling per acquisire quella stima di sè e quella forza che le darebbero il coraggio di fare nella sua vita le scelte che le appartengono e non quelle che le vengono imposte.
      Ci pensi, e se decide in tal senso mi contatti privatamente via mail: info@marilenacremaschini.it
      Marilena

  100. Angeluca ha detto:

    Ho avuto genitori ‘strani’, non frequentavano mai nessuno, non siamo mai andati al mare o in vacanza e nemmeno al ristorante, perché mio padre schifava i cibi cucinati da persone che nn fossero mia madre. Mio padre estremamente autoritario, mia madre a affettiva, mi odiava, secondo me perché ‘per colpa mua’ avevano dovuto sposarsi. Almeno una volta a settimana, preferibilmente davanti ad altre persone trovava modo di dirmi che quando era incinta di me stava malissimo, e quando ero piccola piangevo sempre, tanto che mio padre un giorno disse:questa io la sbatto al muro. Un giorno per gelosia lancio un coltello addosso a mia madre, e io ero in braccio a lei. Un altra volta mi prese per le braccine e mi spenzolo fuori dalla finestra, sempre per un litigio con mia madre. Queste cose ovviamente le le ha dette mia madre molti anni dopo, quando mio padre era morto. In seguito i miei hanno avuto un altra figlia, tranquilla dormiva sempre ecc ecc. E nn mancavano mai di rimarcare come lei fosse buona ed io cattiva. Quando sono diventata grande i problemi sono aumentatu: botte da parte di tutti e due se tarda o la sera a tornare a casa. Avevo già 24 anni, sono tornata a casa alle 23 30,mio padre spiava dalla finestra e mi ha visto baciare il mio ragazzo. Quando sono salita in casa lui era al buio dietro la porta, e mi ha riempito di botte. Non ringrazierò mai abbastanza quel mio fidanzato, mi ha detto che a quel punto o lasciavo casa dei miei o mi lasciava lui… ‘così ho trovato il coraggio di andarmene e posso dire che solo da allora ho cominciato a vivere. Prima erano vessazioni continue, mia madre teneva tutti sotto scacco con malanni vari di cui si lamentava ma che si guardava bene dal curare era ipercrutuca nei miei confronti mi sminuiva in continuazione. Mio padre invece mi terrorizza a. In sintesi, a volte mi sento colpevole perché non sento nessun affetto per loro… Ma rimpiango una adolescenza e una giovinezza non vissute

    • Purtroppo cara Angelica sei stata sfortunata nella situazione familiare, ma hai trovato un ragazzo d’oro che ti ha dato la spinta e l’appoggio di cui avevi bisogno per allontanarti da genitori tanto nocivi.
      Non sentirti in colpa per avere avuto dei genitori sbagliati, sono loro che dovrebbero rendersene conto e rivedere il loro comportamento, anche se presumo che non lo faranno mai, ma non aspetttartelo, aspettati invece dalla vita tutto ciò che di buono puoi avere.
      Si può vivere anche senza genitori se non sono fonte di vita e amore ma solo di dolore e odio, anzi si vive meglio, e tu hai fatto la sola scelta che potevi fare, quella giusta.
      Sei stata coraggiosa e non dimenticarti mai che tutti, genitori compresi, ti devono amare e rispettare, se non sono di questo avviso meglio perderli ed allontanarli
      In bocca al lupo per il tuo futuro, che sia come tu lo desideri.
      Marilena

  101. Francesca ha detto:

    Leggo solo oggi questo articolo, mentre cercavo su Google qualche consolazione, qualche parola di chi, come me, è stata cresciuta a “pane, sberle e sensi di colpa”.

    Ho 35 anni, ho perso un grande padre, che è stato capace di ammettere i propri errori durante la mia infanzia, e di chiedermi scusa…

    Il suo errore è stato, a suo dire, di non essere stato capace di fermare il mostro che aveva sposato. Di non avermi saputa difendere completamente dalle angherie che ho subito sin da bambina.
    Mi ha fatto arrabbiare sentirmelo dire. Ma ho capito. Mi ha spiegato che, ai tempi, i figli erano affidati alle madri. La sua unica possibilità per proteggermi era stare con lei e cercare il più possibile di mitigare le sue azioni.

    Oggi, che il mio papà non c’è più, mi rendo conto di quanto abbia in realtà mitigato la follia di mia madre. Lei ha cominciato a dare il peggio la mattina stessa in cui lui se n’è andato. Ha cominciato a vomitare tutta la sua rabbia, la sua invidia, la sua crudeltà.

    Ho 35 anni, e mia madre mi dice ancora che io le devo tutto perché lei mi ha messa al mondo. Ho 35 anni e mia madre mi ha mandato un messaggio questa mattina in cui mi diceva “se non fai quello che ti ho detto, vengo lì e faccio la mamma, e tu lo sai benissimo cosa vuol dire quando io faccio la mamma”

    Sì, lo so… Vuol dire botte, insulti, botte, e ancora botte… perché io ho una di quelle madri che crede di avere diritto di vita e di morte sui figli…

    Cosa voleva?

    Non vuole che io vada ad un festa in cui devo lavorare come barista, perché alla festa ci vuole andare lei, e io le do fastidio…

    Beh, mi ha chiamato mia nonna, sua madre, dopo che io le ho risposto -senza rispetto- che dovevo lavorare, poteva andare lei altrove.

    Beh, mi ha chiamato mia nonna, dicendomi che devo imparare l’educazione, perché la mamma è sempre la mamma, e ha il diritto di non volermi bene, ma io devo scusarmi lo stesso.

    E così, nonostante sia andata via di casa da mezza vita, riesce comunque a farmi ricadere nel solito senso di colpa, perché forse avrei dovuto essere più gentile, più educata, più accomodante…

    Purtroppo la consapevolezza non è sufficiente, almeno non per me. So che il nostro rapporto è avvelenato, so che lei troverà sempre un motivo per dirsi delusa di me, per come sono e per ciò che voglio e che faccio, eppure non riesco mai a liberarmi totalmente di questa disapprovazione.

    Spero davvero un giorno di poter dire di avercela fatta, nonostante tutto, nonostante lei, spero di riuscire a riprendere in mano la mia vita, e a restituire a me stessa la dignità ed il valore umano che merito

    • Lei deve imparare a staccarsi dal loro giudizio ed imparare a gestirsi autonomamente, se non ce la fa da sola provi anche per pochi giorni a fare un percorso di counseling.
      A volte vale la pena provare a lavorare su se stesse per diventare più forti ed imparare ad essere autonome e a farsi rispettare come persona e come donna
      Mi contatti via mail se vuole provare, non costa molto ma sicuramente le cambiaerà la vita: info@marilenacremaschini.it
      Marilena

  102. Giuliana ha detto:

    Gentile dottoressa, ho letto con attenzione i suoi articoli e le storie personali di tante persone. Io ho 67 anni, felicemente sposata, con due figlie meravigliose. I miei genitori sono sempre stati autonomi, pur avendo tra loro un rapporto a volte conflittuale. È sempre stato difficile comprendere il perché delle loro discussioni…. ognuno di loro, parlando con me, spiegava il proprio punto di vista e ognuno pareva logico….Tre anni fa mio padre è deceduto e da allora sono iniziati i problemi con mia madre. Ho cercato di starle vicina, di farle capire che non è sola, di rendermi utile aiutandola a risolvere i problemi pratici a cui pensava prima mio padre. Mi sono ritrovata invece di fronte un muro, ogni aiuto o veniva preteso, ma sminuito, o rifiutato , fino addirittura agli insulti. La chiamavo al telefono e lei una volta mi faceva correre perché diceva che stava male, un’altra mi offendeva con male parole…. L’ho più volte invitata a vivere con noi. Ha cominciato invece un’operazione di distruzione della mia immagine con tutti i parenti, dicendo che sono una figlia indegna, eccetera eccetera…Ho così capito con sofferenza che mia madre ha una personalità problematica… e mi sono arresa. Lei ha 93 anni, molti acciacchi ma per fortuna nessuna malattia grave. Non accettando il mio aiuto, ho trovato una signora da affiancarle. Vive con lei ed è molto in gamba. Purtroppo mia madre pretende di comandarla come una schiava e la offende. Adesso parla per interposta persona. Riferisce come dette dalla badante o da altri commenti pesanti, umilianti verso di lei o verso di me che in realtà, ho potuto verificare, sono cose che dice lei stessa. Mi chiama per scaricarmi addosso tutta la sua rabbia! Sinceramente non ce la faccio più. Chiamarla o andare a trovarla per me è diventata fonte di grande ansia! Ho capito di essere stata manipolata per anni, ora che ne ho preso coscienza sento tanta tristezza, ma anche rabbia per non poter completamente gestire la situazione e mi sento in una trappola affettiva….

    • Io le consiglierei cara Giuliana di fare anche un breve percorso di counseling, innanzitutto per prendere consapevolezza di quello che può fare per risolvere la situazione e magari trovare anche il coraggio di portarla avanti, in modo che la sua vita diventi un po’ più serena, valutando anche tutte le possibilità legali che le permettono di affrontare tale vicenda.
      Mi scriva privatamente via mail se è interessata: info@marilenacremaschini.it
      Attendo una sua decisione in merito
      Marilena

  103. Pia ha detto:

    sono figlia di genitori con dipendenze, economicamente sopra alla media, almeno quello ha aiutato (ironica), stranieri, dunque già vista come una famiglia diversa.
    Visti come una famiglia progressista, aperta, con genitori sempre allegri, felici e permissivi.
    Dove non era possibile recriminare nulla.
    Mentre invece erano tutti con problemi non risolti, parecchi traumi infantili non elaborati, e matrimoni di convenienza
    figlia voluta, ma con uno scopo, aiutare la famiglia ad uscire da questo loop.
    Non ho mai fatto parte di questa famiglia, sono sempre stata in più, erano loro due e mia sorella più grande, la preferita.
    Sono stata accusata, tutt’ora, che già a tre anni non volevo stare in braccio a loro, che non volevo il loro aiuto…ma ero io la problematica.
    la mia fortuna è stata di decidere di amare incondizionatamente una persona dai 3 anni in poi, una sconosciuta, era la mia nonna, la mia mamma, la mia migliore amica….quella che mi ha fatto conoscere la differenza….l’amore senza giudizio
    Sono stata “accompagnata” alla porta a vent’anni, e ho scelto un uomo sbagliato a cui per fortuna non ho mai concesso un “vediamoci un’ultima volta”.
    ho avuto la fortuna di conoscere un terapista fantastico, che mi ha accompagnata per un periodo e col quale ho capito che si può cambiare, decidere per se stessi, non è egoismo.
    Con lui ho capito che la persona che avevo scelto, era quella che mi ha salvata, che mi ha dato abbastanza amore per sopravvivere in quella famiglia.
    Ho passato un po di anni veramente felici, sereni e soddisfacenti…poi è morta mia mamma , e ho deciso di andare a lavorare con loro…mai scelta peggiore fu fatta.
    mi son ritrovata a star male come i miei primi vent’anni.
    ho cominciato con eliminare i parenti, vicini e lontani…per poi chiudere anche con mio padre.
    Due malattie autoimmuni e una depressione mi hanno fatto decidere di andare via, di non voler più questo per me.
    ho registrato le ultime discussioni avute con mio padre, perché ci son state volte che ho dubitato di me stessa, di non credere a quello che avevo sentito.
    scappare non vuol dire arrendersi…non si è tenuti ad amare solo perché ti hanno generato.
    se non se lo meritano bisogna mollarli.
    non gli manchiamo, perché sono arrabbiati che non hanno più quell’idea di famiglia perfetta.
    ci sarebbero enciclopedie da scrivere su tutti loro.
    Io rimarrò una pecora nera per loro, quella che non è capace di gestire queste cose, “la stressata”, ma dopo due anni che mi sono allontanata e tanta terapia inizio a vedere la luce in fondo al tunnel

    • A volte si creano delle rotture incolmabili, inutile rimanere a subire ciò che non si merita e sopratutto fare da valvola di sfogo per chi, nonostante l’altruismo manifesto, non è mai riuscito a risolvere i suoi problemi, anzi li ha scaricati sui figli.
      I figli andrebbero amati e basta, non torturati
      Ha fatto bene ad andarsene, non aveva altra scelta e spesso queste scelte estreme ce le impongono gli altri per poterci salvare, facendole diventare inevitabili.
      Non si senta in colpa per colpe che non sono sue e guardi avanti al sua vita proseguendo sapendo di aver fatto il possibile, un possibile che non è mai bastato.
      Ha fatto anche troppo, quindi ora ha diritto di vivere per sè
      In bocca al lupo che il suo futuro sia migliore del suo passato
      Marilena

  104. Jonathan Rauseo ha detto:

    Mio padre mi tratta sempre male e non mi lascia parlare prendendosi la ragione da medici e tutti gli altri. Sto vivendo una vita di merda e vorrei vivere da solo non so che fare

    • L’unico modo di scappare da una famiglia in cui si vive male è costruirsi un’indipendenza eonomica che permetta di uscire di casa e di automantenersi.
      CErto costa fatica, impegno, rinuncie a molte cose, ma la libertà e la serenità sono molto più importanti e valgono più di ogno cosa perché non formano solo l’adulto ma gli permettono di essere tale nella vita di tutti i giorni.
      Se ne vada e cominci a vivere da solo, vedrà che la sua vita prenderà una svolta diversa e con tante soddisfazioni anche se più faticosa.
      Marilena

  105. Elena ha detto:

    Buongiorno, vorrei dire a tutte le persone che hanno scritto di non abbandonare mai la speranza. Leggendo questo articolo ho avuto la dolorosa sensazione che l’autrice stesse parlando proprio di me, ho provato vergogna, dolore soffocante e quella maledetta sensazione di intrappolamento, davanti un fuoco e dietro un muro, il panico di non saper dove andare. Ho 47 anni, ho eliminato mia madre dalla mia vita otto anni fa. Oggi soffro di una dismorfofobia che non mi permette di guardarmi allo specchio, se accade sono presa dallo schifo, fino ai conati di vomito. A periodi ho pensieri suicidari che faccio fatica a combattere. Secondo mia madre sono e sono stata la più grande disgrazia della sua vita, ha sempre disprezzato ogni mia parte, emotiva, intellettiva, psichica, fisica, con commenti ed azioni volte a distruggermi proponendomi uno specchio di me stessa che non corrispondeva nemmeno minimamente alla realtà. Per fare un esempio, a 16 anni pesavo 56 chili, ed ero alta 1,80m, praticavo sport per almeno dieci ore settimanali e lei mi ha comprato due guaine contenitive per nascondere le mie deformità. Tra poco sarà il mio compleanno e un mese fa ho deciso di farmi un regalo: di iniziare un percorso psicologico che sta dando già i suoi frutti.
    Un consiglio: state attenti alle persone che scegliete, perchè molte di loro potrebbero continuare il lavoro distruttivo che i vostri genitori hanno iniziato, molti anni fa.

    • Ha ragione cara Elena,purtroppo i traumi subiti se non superati vengono a rinnovarsi nel corso della vita, come delle pessime abitudini acquisite e di cui non si riesce a farne a meno.
      In bocca al lupo per il suo percorso terapeutico
      Marilena

  106. Francesca ha detto:

    Io invece sono una madre di 33 anni, ho 2 figli di 10 e 4 anni. Ho riconosciuto nel padre dei miei figli un uomo manipolatore e narcisista. L ho riconosciuto a me stessa dopo 16. Ho deciso di interrompere la relazione dopo la scoprta dell ennesima “sua” vita parallela, con prole a seguito. (non riconosciuta). Per 16 ho sempre pensato di aver sbagliato io, di poterlo cambiare con l amore, di dovergli dare sempre un altra possibilità. Perché io avevo frainteso i suoi comportamenti e non lo facevo sentire amato. Quando ho capito che usava a psocologia inversa per nascondere i suoi errori, dando a me la colpa delle sue azioni. Ho deciso di mandarlo via di casa. E da li l inferno.. Violenza fisica su di me, minacce continui insulti ed un sospetto abuso su minore. Ho mia figlia che continua a subire le sue manipolazioni, dove si sente lei in colpa di tutto, dimostra di amarlo davanti ai servizi sociali perché lui l ha chiesto a lei di nascosto, affinché questa situazione si concluda in Fretta. Ho una bambina che non racconta cos è realmente successo per paura che possa accadere qualcosa al padre, ma è tornata a casa con dei lividi. Dopo aver passato il weekand con lui. Un bambino di 4 che ha iniziato a masturbarsi anche in pubblico fino ad arrossare completamente le parti intime, spiegando che è papà a farglielo la notte. E questo è solo una parte. Dopo aver tenuto i bambini lontani dal padre per più di 2 mesi, fino all emissione di un provvedimento cautelativo e restrittivo, (richiestomi dai servizi sociali) mi ritrovo ad essere io il genitore sbagliato per il servizio sociale e lui il genitore con qualche difficoltà nel rapporto con i figli. Mia figlia è seguita da uno psicologo ed io ho iniziato adesso un percorso per aiutare lei. Mi ritrovo una figlia innamorata della figura di un padre costruita solo nella sua testa per non accettare il dolore di avere “un padre così “.
    Non so come fare emergere questa patologia del padre, perché agli occhi di tutti è “tutto sommato un padre con qualche difficoltà, ma non cattivo, ce n édi peggio”
    Ci sono denunce, comportamenti e interventi delle forze dell ordine a dimostrare il contrario. Per non parlare di quello che possono dire le rispettive maestre.. Dimenticati a scuola, non portati a scuola, compiti non fatti.. Oppure portati in ritardo e non ammessi per via della mensa non assegnata. E lasciati chissà dove.. Con consegueza di continua pipì a letto e il riutizzo di pannolino la notte.. Lungo periodo di notti insonni per via di incubi ricorrenti. Per non parlare di figli non riconosciuti di vite parallele.. Sempre negati e tenuti nascosti.
    Come posso far emergere questa parte di lui agli occhi di chi decide se è un padre idoneo..???
    Ad oggi mi dicono che sono io il genitore sbagliato a trasmettere la mia rabbia ai miei figli, portando loro ad inventarsi i racconti per fomentare la mia collera, “perché è ciò che voglio sentirmi dire” . Quando sono io a preoccuparmi di ogni loro necessità da 10 anni, sono io a seguirli in ogni attività scolastica e sportiva. Io voglio solo che i miei figli siano felici e si sentano protetti.
    È una situazione talmente delicata che è difficile da affrontare..
    I bambini sono il “bene supremo” noi genitori abbiamo il compito di proteggerli, sostenerli ed educarli, riprendendoli e premiandoli. Incoraggiandoli a fare ciò che gli piace. Dobbiamo tenerli per mano fino a che non si sentono sicuri di poter camminare da soli per la loro strada..
    Questo è solo uno sfogo perché ho messo le nostre vite nelle mani della magistratura, sperando che tutto finisca nel più breve tempo possibile e che chi valuta le capacità genitoriali sia oggettivo e abbia tutte le facoltà per poterlo fare.

    • Le auguro che la giustizia le dia la possibilità di dimostrare la patologia del suo ex e provi un freno, nel caso avesse bisogno lei di un sostegno, di uno sfogo, ma anche un aiuto diretto a seguire tale situazione e recuperare la stima che aveva di sè sono a sua diposizione.
      Mi contatti privatamente via mail: info@marilena cremaschini.it
      Marilena

  107. Teresa ha detto:

    A dodici anni mia madre mi disse che aveva l amante e di stare zitta con mio padre, per anni l ho coperta.. Lui, padre inesistente, egoista, anaffettivo. Ho trovato rifugio nella droga, ho vissuto per le strade, ne sono uscita da vent anni. Oggi I miei hanno ottant’anni. Stasera, mentre esprimevo la mia difficoltà e stanchezza perché ho una causa legale per via della mia casa (ho avuto quattro ristrutturazioni per via Dell acqua piovana che entrava e alla fine abbiamo scoperto che questa casa non è abilitata ad esserlo), mia madre per l’ennesima volta mi ha detto che ho sbagliato, dovevo venderla anni fa.. Certo, vendevo una casa per ritrovarmi portata in tribunale.. Già poco tempo fa mi ha chiesto come avevo fatto a mettermi in certi guai, come se avessi fatto entrare acqua piovana. Ho capito che non cambia, è scappata per tutta la vita, io no, alla fine con fatica ho affrontato i miei mostri. È una donna superficiale e lo sarà sempre.. Ho urlato, ho offeso, ho preteso che non voglio sentirmi dire cosa devo fare, che non cercavo conferme, solo parlare della mia difficoltà. Non c è modo. Ci sono gli amici per questo, non certi genitori. La vita a volte stanca, toglie energie, uno avrebbe bisogno di essere capito.. Ma se una madre si permette fin da quando uno era piccolo di mancare di rispetto, distruggere la tranquillità, cosa si aspetta uno alla mia età?È l ‘ora di svegliarsi e se c è da urlare urlare senza sensi di colpa, perché è ciò che certe madri innescano, volendo passare poi da quelle che si preoccupano per te. Ricordate, non si preoccupano per te.. Ma per sé stesse . Sei cresciuto solo, bene o male, hai affrontato tutto, bene o male, ora i ‘confini’ sono necessari, non muri ma confini e importanti per l’adulto che sei, che fra l’altro nuoce al suo ego che sa.. di essere una piccola donna, di cuore, di testa, di età.. Una madre mai cresciuta, spaventata dall’enorme donna che tu stai diventando.. Sei tu ad avere bisogno di me, non più io di te.. Ho rinunciato presto ad avere una madre.. Esiste una madre molto più confortante nella mia vita :quella che sono io per me stessa.

    • Hai perfettametnte ragione Teresa, i confini sono necessari per sopravvivere, per mantenere un’integrità, per non andar fuori di testa e per riuscire, nonostante tutto, a ritagliarsi un futuro decente.
      Non rinnegare nemmeno la tua rabbia ed il tuo astio, fanno parte di te, esprimono quello che hai patito e sono l’origine di tutti i tuoi problemi.
      Pertanto non sentirti in colpa delle scelte necessarie che hai duvuto seguire per poter spravvivere, rimanere stabile anche mentalmente ed emotivamente, e non sentirti in colpa di giudicarli come meritano. Che si prendano le loro colpe come è giusto che sia.
      Alla fine c’è sempre una resa dei conti e come dice un proverbio: ogniuno di noi raccoglie quello che semina, pertanto se ci sarà qualcuno della tua famiglia che raccoglie male e diffidenza deve compatire solo se stesso.
      Ti auguro una vita serena, la vita che desideri e che ti puoi ancora costruire
      Marilena

  108. Isa ha detto:

    Gentile dott.ssa,
    ho diradato i rapporti con i miei genitori da 2 anni con la scusa di un lavoro fuori provincia, sono serena e le seccature di una volta sono finite. Esiste però una minaccia incombente: i parenti. Devo vedermela con un paio di zii, cugini e altri del ramo paterno che in futuro potrebbero interferire. I miei hanno superato i 70 anni e mia madre in particolare ha problemi di salute da molto tempo.
    Sono autosufficienti, ma dietro l’angolo ci sono sempre imprevisti. Anche mio padre negli ultimi tempi ha avuto qualche problema.
    Un episodio preoccupante accadde l’anno scorso. Era bastato che mio padre non si presentasse per 10 giorni nel suo adorato paesello d’origine dove stanno tutti i suoi parenti (da quando è in pensione ci va mediamente ogni 4-5 giorni nonostante sia una zona impervia, desolata e scomodissima) per scatenare la preoccupazione generale: la cugina preferita aveva telefonato per chiedere cos’era successo.
    Un dolorino, qualche esame, una visita, un piccolo intervento chirurgico per togliere una cisti ed ecco che tutti si fanno sentire: sono gentili e premurosi, fin qui va bene… ma immagino che se i miei vivranno a lungo succederà qualcos’altro e di certo mi troverò i parenti più stretti tra i piedi, ovviamente ansiosi e con l’aspettativa che io mi occupi a tempo pieno soprattutto del “povero papà”.
    Sarebbe inutile da parte mia spiegare che a casa non si comporta molto bene, che non è generoso e neanche gentile, che con loro fa più che altro il lecchino. Sono tutti legati a triplo filo, del tutto irrazionali e incapaci di pensare in modo obiettivo. Anzi, parlar male di lui provocherebbe una tremenda indignazione. Le mie parole sarebbero prese di traverso e bollate come falsità di una figlia degenere.
    Per il momento evito qualsiasi occasione d’incontro stando lontana da casa, ma mi chiedo come dovrei reagire qualora mi arrivassero richieste, critiche o provocazioni da parte di questi parenti. E’ meglio mantenere un atteggiamento freddo e controllato? Evitarli o affrontarli di petto?
    Sinceramente preferisco aver a che fare con loro il meno possibile.

    • Credo che le sarebbe utile cara Isa scambiare qualche parola, in modo che lei possa trovare il coraggio e la forza delle sue intenzioni senza sentirsi in colpa.
      Mi contatti privatamente per un percorso che può svolgersi anche solo in una telafonata o due ma che magari la rassicura al punto tale da non avere più dubbi e sentirsi sicura delle sue decisioni.
      La mia mail è: info@marilenacremaschini.it
      Quando vorrà o se la sentirà sono a sua disposizione
      Marilena

  109. Luciana ha detto:

    Salve dottoressa , sono una ragazza di 20 anni. Io ho sempre avuto problemi coi miei genitori poiché economicamente e materialmente non mi hanno fatto mancare nulla ma a livello affettivo tanto. Per 3/4 anni della mia vita dagli 11 ai 14/15 anni non ho parlato con mio padre perché dal nulla una sera mi picchiò violentemente senza motivo. Questa cosa con lui alla fine l’ho superata e anche se mi è sempre mancata una figura paterna , io oramai ci convivo con questa cosa e non mi duole più. Mia madre invece è sempre stata molto pretenziosa nei miei confronti , atteggiamenti impulsivi e fastidiosi , mi ha sempre fatto ricatti psicologici del tipo se non vai bene a scuola non vai a danza ( che è l’unica cosa che mi ha salvato e mi salva oltre a mia sorella di 34 anni ) , una donna malata di estetica , che tradiva mio padre davanti ai miei occhi cioè presentandomi anche i diversi compagni e poi sempre molto presa da sé stessa. A 15 anni autolesionista e col cuore a pezzi mi sono fidanzata ed è peggiorata la situazione , poichè io mi sono aggrappata a questo ragazzo per i primi anni poichè cercavo in lui come la figura paterna che non avevo avuto e mi confido a pieno con lui e da questo ragazzo ricevo delle batoste poiché era due anni più grande di me ed io ero un vero e proprio fardello. Mia madre lo accetta in casa e sviluppa un rapporto ossessivo verso la mia coppia , del tipo che già ci immaginava sposati , iniziava a colpevolizzarmi quando litigavamo , poi dava più importanza a lui che a me. Dopo che per i primi tre anni ci eravamo lasciati varie volte sempre da parte del mio ragazzo e dopo che lui mi ha tradito , io inizio a non fidarmi neanche più di lui e mi chiudo nella bolla io la danza e il mio corpo. Mi ammalo di quasi anoressia perché mi diplomo sia al liceo che alla scuola di danza ed entro in un mondo tutto mio. Uscita da questo mondo in cui ero molto fragile , inizio a ricevere varie lusinghe da altri ragazzi , cose che mancavano nella mia relazione, mi sentivo poco donna e poco valorizzata da quel ragazzo e così inizio ad aprire gli occhi. Inizio a messaggiare con dei ragazzi ma mia madre mi ruba i dati del telefono e contatta personalmente questi ragazzi , li minaccia e fa cose assurde . Lascio il mio ragazzo l’anno scorso e con lui mi abbandonano anche amici e amiche nostri perchè si schierano dalla sua parte diciamo e inizio a rifarmi una vita a livello di amicizie e col tempo a frequentare altre persone e continua il calvario. Vengo seguita da persone pagate da lei, vengo seguita col gps in auto , mia madre va a casa di un mio amico per parlare coi suoi genitori insieme a mio padre per dirgli di allontanarsi e fa lo stesso con la maggior parte dei miei amici ( addirittura mi fa mettere le mani addosso da mio padre ). Ad agosto frequento un ragazzo , trova il modo di contattare questo ragazzo che fortunatamente capisce la situazione e non gli peso anche se poi alla fine sono costretta a chiudere con questo ragazzo perché era sociopatico. Da settembre riprendo università e danza , inizia a farmi ricatti su queste cose , a mettermi pressioni sugli esami , pressioni sulla danza , a buttare merda su di me , su ciò che facevo e a dirmi cattiverie gratuite oltre a farmi sentire un peso economico. Verso ottobre conosco un ragazzo per caso col quale divento amica e dopo circa due mesi decidiamo di frequentarci , circa due mesi fa mia madre gli manda la richiesta di amicizia e gli mette dei mi piace su instagram e io non so come possa averlo trovato. Ma la cosa più grave è successa adesso , in questa quarantena , dopo un mese di isolamento , il genio di mia madre decide di contattare la madre di questo ragazzo ( trovata sul profilo del ragazzo non so come ) con un contatto falso e gli dice che il figlio sta conoscendo una ragazza che non sta bene , cattiva , poco di buono, che ha avuto aborti, che si passa tanti ragazzi e tante altre cose spiacevoli. Fortunatamente la madre di questo ragazzo si è tranquillizzata e questo ragazzo capisce la mia situazione e mi conosce per quella che sono realmente. Dunque volevo chiederle di fronte ad una situazione simile come dovrei comportarmi? È un vizio che ha e sono cose che fa spesso , mi sono arrabbiata e ci ho litigato , ho urlato , ho pianto e poi altre volte le ho parlato con calma e tranquillità per capire. Adesso sto provando con il silenzio e l’indifferenza perchè così come lei fa finta che io non esista e non abbia una personalità visto che si sente in diritto di poter manipolare la mia vita così intendo tramandarle il messaggio che lei per me non esiste fino a quando non decide di venirmi a parlare . Ma penso che questa farsa non possa durare a lungo.

    • Dalle persone negative e che ci fanno del male ci dobbiamo allontanare.
      So che sembra drastico, detto poi ad una figlia, ma non pensi di aver già subito a sufficienza per capire che non c’è vita accanto a tua madre finché le permetti di poter avere accesso alla tua privacy? anzi diciamo che non riesci ad importi nella giusta maniera, cattiva e risoluta, per impedire questa invasione e questa mania di controllo.
      Prendi in considerazione la scelta di allontanarti, sarà difficile all’inizio, dovrai rinunciare a tutto ciò che di comodo ti resta ma ti assicuro che la libertà e la serenità ti ripagheranno di ogni sacrificio.
      Se non riesci a valutare una scelta tanto definitiva o vuoi un sostegno ed un supporto per capire se hai alternative o se non ne hai io sono a tua diposizione, faremo un breve percorso di autocosapevolezza e vedrai che troverai una via d’uscita da percorrere.
      Se sei interessata contattami via mail: info@marilenacremaschini.it
      Ti auguro comunque di riuscire a trovare la forza ed il coraggio di prendere la decisione giusta, ma non rimandarla troppo, col tempo diventa sempre più difficile recidere quelle catene.
      Marilena

  110. Ela ha detto:

    Sono una ragazza si 13 anni e i miei genitori non la smetto di minacciarsi di denunciare l’uno e l’altro, sto cadendo in una depressione totale e ho bisogno di aiuto, non riesco a parlarne con qualcuno che conosco perché non voglio che giudicano la mia vita, la mia famiglia, me.
    Vi prego tantissimo di darmi dei consigli per calmarmi e farmi smettere di piangere e gridare.

    • Comprendo la tua situazione e la tensione costante che stai vivendo e scommetto che non vedi l’ora di scappare e mollare tutto….
      purtroppo, permettimi di essere sincera, sei ancora troppo giovane per potertela cavare da sola, quindi ti senti incarcerata da un’esistenza che non hai scelto e che non vuoi.
      Se vuoi ne possiamo parlare, anche per vedere se nonostante tu debba rimanere a casa, si possa trovare una soluzione che sia un buon compromesso per imparare a sopravvivere, ti lascio il link della pagina dove puoi trovare tutte le indicazioni del counseling e di un percorso, anche breve, che magari possa smuovere qualcosa in positivo: https://www.marilenacremaschini.it/servizi/
      Se vuoi contattarmi usa la mail: info@marilenacremaschini.it
      Marilena

  111. Antonella ha detto:

    Salve, sono Antonella. Ho 42 anni. Vivo con i miei genitori e sono una madre single. Dopo aver letto il suo articolo mi sono ritrovata nella situazione di avere una madre manipolatrice… Tempo fa quando seguivo un gruppo di incontro una psicologa che il mio problema era che vivevo un rapporto di ricatto d amore. Non avevo dato importanza a quelle due parole ma adesso dopo l ennesimo rifacimento di mia madre… Ho trovato il vostro articolo. La cosa che più mi preoccupa che icomportamento di mia madre lo sto ripetendo con mio figli. Ho capito che ho bisogno di aiuto.

    • Mi contatti via mail, vdrà che l’aiuterò a sentirsi meglio superando le influenza negative dovute alla poca stima e considerazione che ha di se stesa.
      Il mio indirizzo è: info:marilenacremaschini.it
      A presto
      Marilena

  112. Gianni ha detto:

    Buonasera Dottoressa.
    Ho letto il suo articolo.Molto interessante e putroppo mi sono riconosciuto in tante sfaccettature.Ho genitori narcisisti perversi.Invidiosi,accentratori,manipolatori, che hanno manipolato con il controllo economico,usando strategie di inganno, la mia vita.Io sono un designer di gioielli molto conosciuto.Sono scappato all’estero per avere riconoscimenti mai avuti in famiglia,invece di essere onesti e sinceri con me,mi hanno abituato per anni ( perche sono abbienti ) ad avere degli aiuti economici con l’illusione di farmi aprire il mio studio orafo prima in germania dove ero scappato e poi in Asia. Se avessero detto da subito che non mi avrebbero mai aiutato a concretizzare il mio sogno,sarei rimasto in italia lavorando alle dipendenze di grandi aziende.Hanno cosi attuato una strategia distruttiva data da loro invidia principalmente.In nove anni di estero non si sono mai degnati di venire a trovarmi,seppur avessi riconoscimenti di livello internazionale.Il fatto e’ che per legge,avendo loro pagato tasse allo stato italiano,loro si sentono apposto, e la legge gli da pure potere.Ma i danni che hanno fatto con strategie di inganno,non possono essere fatte presenti ad un giudice come atto rivolto a danneggiare la carriera o la vita di una persona?

    Grazie per la risposta.

    Gianni

    • Le ho già risposto privatamente via mail, se però dovesse aver bisogno di aiuto per gestire la sua rabbia e vivere più serenamente mi ricontatti, un percorso anch ebreve in counseling potrebbe esserle moltod’aiuto.
      In bocca al lupo
      Marilena

  113. Giovanna ha detto:

    Salve Dottoressa. È strano che le scrivo perché non sono abituata a raccontare i miei problemi, ma sono arrivata ad un punto che non sopporto più.
    Sono una ragazza di 29 anni con una situazione economica abbastanza indipendente perché avendo una mia attività non sono del tutto tranquilla oggi ci sono i soldi e domani non lo so.
    Le scrivo perché il problema/causa del mio malessere sono per me i miei genitori, ma me ne sto rendendo conto solo adesso. Viviamo insieme ancora ma loro sono in un’appartamento e io in un’altro ma solo per questioni di spazio perché con loro vive anche mia nonna ma comunque io in questo appartamento ci dormo solo poi per il mangiare faccio tutto da loro. Sin da quando sono piccola loro hanno sempre litigato, discusso anche per stupidaggini per una parola detta male per un timbro di voce magari sbagliato si accendeva un fuoco e io ne ho sempre sofferto. Ogni volta che Li sento litigare mi chiudo, divento triste e cerco sempre il modo per far tornare la pace e serenità. Pensi che ho affrontato spese economiche ( per loro) abbastanza alte pur di vederli sereni perché pensavo che togliendoli qualche spesa sarebbero stati più sereni e tranquilli, e invece ho capito che non è così. Forse l’ho fatto perché sono stata abituata così perché loro non mi hanno fatto mai mancare niente materialmente ma forse la fiducia, l’amore, il saper aslcoltare quella si mi è mancato. Loro non sono cattivi però sono egoisti e manipolatori è questo l’ho capito solo adesso, è leggendo il suo articolo mi sono ritrovata in pieno nelle descrizioni.
    Vorrei trovare il coraggio di fregarmene di pensare più a me stessa e al mio futuro, di prendere quell’appartamento che adesso lo uso solo per dormire e farlo diventare mio chiudere il portone e lasciarli litigare ( anche se è inevitabile sentirli) senza sentirmi la “paladina dell’armonia “. È strano sà che scrivo queste cose non l’ho mai dette a nessuno ho sempre cercato nel racconto delle altre persone amiche, conoscenti una storia simile alla mia e cercare di capire come facevano loro a fregarsene ma non ci sono mai riuscita.
    Spero solo di riuscirci.

    • L’ideale, cara Giovana, è quello di andarsene ed avere una casa propria, dove tener fuori dalla porta gli indesiderati ed i loro commenti.
      Capisco che questo comporti delle spese da non poco, ma se metti sul piatto della bilancia libertà e serenità da una parte e qualche rinuncia dall’altra comprenderai che la scelta val bene la candela.
      Se hai bisogno di approfondire l’argomento contattami via mail: info@marilenacremaschini.it, e sarò ben lieta di aiutarti a fare un passo cha avresti dovuto fare da tempo, convivere in queste condizioni è logorante e velenoso solo per te, e non c’è sistema per rederlo più accettabile.
      Se vorrai sono a tua disposizione
      Marilena

  114. Manuela ha detto:

    Io litigo. Per delle cose concrete,più delle volte. Ma tanto! Lo facevo con la mamma , sempre fatto con il mio lui,lo faccio ora con quello che pensavo fosse l’uomo della mia vecchiaia (ne ho 53 sto intervenendo). Si è quasi per lasciarci…e vorrei di cuore capire se il mio comportamento da crocerossina e maestrina( oh 😳🤒) che ora sto sintetizzando forse troppo,può avere a che fare col fatto che la mia povera mamma,che ho amato e odiato, con cui non sono stata IO d’accordo, mi diceva che lei presto morirà ed io rimarrò sola al mondo perché io non ho nessuno e nessuno mai mi amerà come lei!! A rileggere mi sembra di non parlare di mamma. È stata sicuramente benintenzionata.Era sola al mondo salvo il mio padre troppo sordo ( nel vero senso della parola )per poter’ avere un dialogo,una confessione,una vera intimità. Il mio padre orfano di mamma da quando aveva 1 amno e 8 mesi e di padre dai 4!! Quanto poteva essere empatico!? E lei,figlia di un padre violento,dispotico e donnaiolo, con un ex marito identico e inoltre ubriacone!! Piangeva se stessa a me e pensava di rinforzarmi così, di prepararmi!!! Cresco io ormai indurita dalle lacrime di mamma,contro di lei quasi!( perché la consideravo debole?) e scelgo uomini problematici,da accudire quasi o cercando di farlo comunque! E litigo!!! In breve. Conosco uno diverso ,il più normale(?) di tutti…e litigo! Perché mangia male avendo diabete, per esempio,no perché piove fuori!! E anche per delle altre cose che mi sembrano giuste ,magari pure a lui. .Mi dice che ho un modo di tendere la corda per vedere fin dove va la pazienza. Uguale ,uguale alla mamma,ai tempi. Ad oggi stiamo lontani per forza visto il lockdown che mi ha sorpreso lontano da casa dove vivo con lui…lui che viaggia per lavoro è lì che torna. Abbiamo vissuto un momento di grande attrito per via a dei soldi…dove fondamentalmente io mi sono vista poco protetta
    e lui poco apprezzato ( poi leggendo qua è là ho capito che abbiamo colto nel segno!😞) ed è cambiato . Lui ricorda più o meno solo i litigi. Io faccio di tutto per capire se sono impostata male,se ho di base una paura dentro che mi da davvero spingere…testare! e magari fare di tutto per interrompere un rapporto perché così, basta,siccome c’è nulla più da perdere,non sono più a rischio sofferenza! Ecco…è questo il dubbio al quale mi fermo…ciò che la mia madre mi diceva. Mi è tornato nitido il ricordo di me ( sicuramente piccola, perché i mobili mi li ricordo ALTI)impaurita fino al terrore e addoloratissima perché lei morirà ed io che non ho nessuno… Come si vede tutto ciò? Vorrei aiutarmi, potendo.Capirmi. Non so se è la causa del mio non andare d’accordo con lui ne ho però il dubbio. Forte. Tutto questo mi è tornato alla mente in un periodo di preghiera, mirata alla risoluzione dei nostri problemi! Per favore, anche se non farò in tempo…

    • Sicuramente c’è qualcosa che non va in lei, una rabbia repressa e mai dimenticata che non dipende certo dal suo compagno, che ne dice di fare una bella chiaccherata e cercare di capire da dove nasce tutta questa rabbia?
      Io mi permetto di lasciarle un link dove trova tutte le modalità di counseling via mail o telefonico, e poi, se le va, possiamo sentirci per discutere della decisione di farsi aiutare in tal senso oppure no.
      Se mi vuole contattare questa è la mia mail: info@marilenacremaschini.it
      il link che le dicevo porta direttamente alla pagina dei servizi, lei scorra fino in fondo e poi valuti la cosa in base alle diverse modalità offerte: https://www.marilenacremaschini.it/servizi/
      Questo rancore le ha rovinato il passato ed il presente, non permetta che incida anche sul suo futuro che può sempre cambiare se lo desidera veramente.
      Marilena

  115. Francesca ha detto:

    Bellissimo articolo. I miei genitori sono separati da anni, mia mamma ha un altro compagno, mio padre non ne vuole sapere. Da quando ho 18 anni riversa tutto su di me e finché ho abitato con lui mi faceva sentire in colpa se uscivo o andavo in vacanza, perché dovevo farlo con lui, dovevo essere io la sostituta. Ora ho 29 anni, io e mio marito viviamo nella casa dei miei che abbiamo ristrutturato e mio padre si è trasferito in un appartamento dopo mesi di pressing psicologico del tipo “fammi stare in casa con voi, io in un’altra casa ci muoio, sono solo eccecc”. Tuttora tutti i giorni passa da casa mia anche solo in strada per salutare i cani, si lamenta di continuo e la sua presenza per me è tossica. Mi da fastidio sentire sempre la sua presenza intorno, non mi molla un giorno né fisicamente né psicologicamente. Continua a fare la vittima, i sensi di colpa non mi mollano, non mi ha mai aiutata ed è un egoriferito. Io mi sento perennemente in colpa per tutto, nonostante sia cosciente del fatto che io non ho colpe e l’ho sempre aiutato e sostenuto nonostante le sue mancanze, i dolori e le torture psicologiche. Non mi ascolta, non rispetta quello che gli chiedo. Mi sentirò così finché sarà in vita ma non auguro a nessuno pressioni di questo genere e continua inadeguatezza.

    • Le mandi un bel messaggio in cui le dice che se non smette di passare sotto casa ad infastidirla è pronta a denunciarla per stalking… e di non farsi più vedere
      è un messggio duro e drastico ma doveroso, impari a tirare fuori il coraggio di difendersi e non di subire sempre passivamente.
      Marilena

  116. N. ha detto:

    Le ho scritto in privato..ho paura e spero leggera la mia mail

  117. Sofia ha detto:

    Cara dottoressa sono una donna di 34 anni con tre bambini. È da anni che vivo una situazione familiare con mio marito molto difficile. Nonostante io abbia affrontato in modo diretto la fine dei miei sentimenti mi ritrovo a subire violenza psicologica. È un uomo che non accetta tutto questo e continua a forzarmi nelle attenzioni affettuose fino ad imporre anche rapporti sessuali. Ho cercato di affrontare il problema con lui fino ad arrivare alla richiesta di divorzio da parte sua. Ma ahimè non una richiesta fatta con l’intento di volersi separare ma soltanto per mettere i miei dalla sua parte,in quanto persone molto “antiche”,se così vogliamo dire. La situazione è degenerata fino a portarmi a dover scegliere tra lui e mio padre. I miei infatti vogliono che io vada a vivere con loro precludendomi così la possibilità di avere una vita mia e quindi la mia stessa libertà. Per non parlare della responsabilità sul futuro dei miei figli che con mio padre sarebbe reclusi da ogni cosa. È una pressione psicologica che non so come affrontare. Mi dia qualche consiglio in merito.

    • Questa cara Sofia sia chiama violenza fisica e psicologica nella famiglia ed abuso sessuale, non aspetti oltre e vada a parlare coi Carabinieri, chieda di avere un colloquio col comandante o chi ne fa le veci, in modo da parlarne con tutta la privacy del caso, e si faccia indirizzare su associazioni che aiutano donne come lei, dandole anche un rifugio dove andare a stare fino a quando la cosa non sarà risoltà
      Lo faccia al più presto, nessuno merita di essere trattato così
      MArilena

      • Sofia ha detto:

        Grazie cara dottoressa,ne sono cosciente e devo assolutamente risolvere il tutto. Quello che mi fa strano è che nessuna vede del torto in quello che subiscono e non so fino a che punto possa esserci affetto da parte della mia famiglia che sminuisce le mie richieste di aiuto. Farò come dice e risolverò al più presto questa situazione anche per il bene dei miei bambini.

        • I genitori, sopratutto quelli di una certa età, hanno una loro mentalità che non vogliono cambiare nè adeguare a delle visioni più moderne, devi imparare a prendere le tue decisioni da sola senza bisogno dell’approvazione dei tuoi perché sei adulta e puoi assumenti la responsabilità di quello che fai, partendo da questi presupposti se i tuoi genitori fossero anche contrari tu hai non solo il diritto ma anche il dovere, da persona adulta, indipendente e matura, di fare e decidere con la tua testa.
          Se avrai bisogno del mio aiuto contattami, per il resto ti auguro di riuscire a cavartela da sola, sarebbe già una conquista per una persona che come te ha sempre messo le esigenze degli altri prime di se stessa
          Marilena

  118. Tom ha detto:

    Buona sera dottoressa.
    Sono un ragazzo di 34 anni e anche io serbo un rancore molto profondo verso i miei genitori, in particolare verso mia madre, visto che con mio padre non esiste quasi comunicazione (ho vissuto 5 anni a Londra e non ci siamo mai parlati) benche’ non ci sia odio aperto. Totale indifferenza. E non ho sentito la mancanza ne dell’uno ne dell’altro, benche mia madre mi scrivesse tutte le sere o cercasse un contatto nonostante io la ignorassi, e me ne sentivo libero. Libero e contemporaneamente in colpa. Con la nascita di mio fratello, piu giovane di me di 22 anni (lui ha ora 12 anni, i miei lo hanno avuto all’eta’ di 40-50 anni) ho iniziato a fare un’analisi microscopica di me stesso e dei miei comportamenti, (sono stato anche in terapia per 6 mesi) cercando di creare un rapporto con lui di amore profondo per assicurarmi che sapesse che fosse sempre amato, sia nei primi anni prima della mia partenza che al ritorno. Siamo molto legati, e sono contento di questo, anche se credo, o forse so, di star commettendo l’errore di volermi sostituire ai miei genitori nella sua educazione, perche li considero incapaci emotivamente e soprattutto infantili. Provo a ridurre questi miei comportamenti ma non sempre riesco. Spesso ho cercato di giustificare i miei genitori, di contestualizzare il fatto che siano stati cresciuti da genitori altrettanto anaffettivi o che si sono sposati a 20 anni e a 26 gia avevano tre figli senza probabilmente sapere bene nemmeno chi loro stessi fossero; altrettanto spesso mi domando se sia mai possibile che sia stato amato e viziato troppo solo da mia madre per compensare all’assenza di mio padre, detesto il pensiero di avere un lato despota e mi colpevolizzo ogni volta che ho uno scatto d’ira. Ho pochissimi ricordi della mia infanzia, quasi nessun ricordo affettuoso. In famiglia non esistono abbracci, baci, carezze, emotivita’ e’ sinonimo di imbarazzo (in egual modo anche con le mie due sorelle, eccezion fatta per mio fratello di 12 anni verso cui siamo tutti affettuosi, tranne mio padre) – Ricordo che da piccolo mia madre ci coinvolse in alcune liti per il tradimento di mio padre, ricordo paragoni con i miei cugini, e il controllo e il giudizio di mia madre. Ancora ad oggi, per quanto penso di essermi emancipato emotivamente, mi accorgo che sono “felice” quando mi rendo conto di rendere “felice” mia madre dopo che mi ha messo in una situazione per la quale mi ha fatto sentire in colpa. Ricordo parole che sento ancora oggi, noi vi abbiamo dato tutto , non vi abbiamo mai fatto mancare educazione, vestiti e cibo, ma siete degli ingrati. A 19 anni i miei scoprirono la mia omosessualita’. Mia madre mi disse che non avrebbero mai accettato un figlio gay. Mio padre mi disse che avevo rovinato una famiglia. Mi dissero che mi avrebbero portato da uno psichiatra e per paura dormii per una settimana con la porta chiusa a chiave. Poi dopo mesi la cosa ando’ a scemare, e non e’ piu stata affrontata, non mi hanno mai chiesto scusa, e quelle poche volte che ho accennato alla cosa mia madre ha sempre cercato di ridurla a una sciocchezza, errori di inesperienza. Quando vedo comportamenti simili nei confronti di mio fratello, perdo il controllo, e cerco di intervenire, e so che questo puo danneggiarlo ancora di piu anche se la mia intenzione e’ difenderlo, da loro ma anche dal suo futuro, perche’ vedo in lui gia segni di insofferenza, irritabilita’, despotismo, incapacita’ a rapportarsi agli altri quando non ottiene quello che vuole, anche se quando gli gira bene e’ un bambino dolcissimo. Sono giunto alla conclusione che non c’e’ e probabilmente non voglio un percorso di riconciliazione con loro. Vorrei solo capire come non cadere in comportamenti simili ai loro, perche’ ho notato che molto spesso nelle mie relazioni passate ho perpretato questo modello malsano e confuso di relazione, violenta, dipendente, possessiva ma che – col senno di poi – mi sono accorto non era mai amore. E questo e’ quello che piu mi demoralizza perche’ so che come veniamo costruiti nei nostri anni formativi, le nostre voglie, desideri, esigenze, pulsioni, siamo noi e opporci ad esse anche se non ci piacciono, non ha senso.

    • La prima cosa da fare caro Tom è quella di allontanarti da una casa e da dei genitori che ti fanno solo star male e sentire inadeguato il pirma possibile, cerca un lavoretto e creati un’indipendenza che ti permetta di vivere fuori casa, piano piano vedrai che lontanto da tutto ciò che ti fa soffrire il tuo disagio andrà scemando.
      Per quanto riguarda tuo fratello, stagli vicino, lo puoi fare anche da lontano, la moderna tecnologia lo consente, ma non puoi dire ai tuoi come crescerlo e come educarlo, non ti hanno ascoltato quando eri tu a lamentarti di come ti trattavano, figurati se ammettono i loro sbagli col secondo figlio.
      Ma se te ne andrai di casa per causa loro, e questo glielo devi dire perché è giusto che lo sappiano, forse li metterai in condizione di comprendere il tuo gesto ed i loro errori, se lo vogliono fare, diversamente una montagna fatta di bigottismo ed ignoranza non si trasforma in un’onda del mare….. lasciali vivere nel loro mondo e tu pensa unicamente al tuo.
      FAi la tua vita, allontanati da ciò che è negativo, sarà dura ed impegnativa la tua nuova esperienza, ma la libertà non ha prezzo e quando ti sentirai libero capirai queste parole ed il valore di ciò che hai conquistato.
      In bocca al lupo e tanti auguri
      Marilena

  119. Rina ha detto:

    Buonasera Dottoressa,
    sono una mamma di due ragazzi, un maschio di 18 anni e una ragazza di 14. Il maschio da un paio d’anni è quasi fuori controllo, ha lasciato la scuola quest’anno a due passi dal diploma (sempre andato bene a scuola), ha lasciato l’hanno scorso lo sport, dove eccelleva, e fa uso di droghe leggere. Per ora ha provato a lavoricchiare, ma senza risultati. Si è chiuso in se stesso, e ha scoppi di ira frequenti. So che si potrebbe pensare che tutto sia causato dalle sostanze che prende, se non fosse che piu volte, negli ultimi tempi, nei momenti di ira, accusa me e il padre di avergli rovinato l’infanzia, di averlo fatto diventare asociale, di avergli fatto odiare tutto quello che faceva…. e io ora la scrivo per chiederle: possibile che sia così? sto dubitando della mia capacità di genitore, e anche mio marito lo fa. Possibile che senza rendercene conto siamo il tipo di genitori che descrive nel suo articolo? Certo lo spronavo a scuola, e cercavo di contenerlo molto, e di fargli vivere un’esistenza abbastanza regolare e controllata… Tutto vero. Lui mi dice che non gli facevo mai fare quello che facevano i suoi amici, ma io lo spronavo a frequentare i compagni, ad uscire, ero contenta quando vedevo che stava fuori con gli amici e le amiche….. A 16 anni il mondo si è rovesciato. Ora vorrei un suo parere, perchè se ho sbagliato io, vorrei sapere come rimediare, e soprattutto non sbagliare anche con mia figlia, che è piu piccola. A causa è un litigio continuo, e temo anche per l’equilibrio di mia figlia. Grazie per l’attenzione

    • Quelle che descrive cara Rina sono delle conseguenze ad un qualcosa che ha traumatizzato suo figlio, tanto da trasformarlo in un’altra persona, quello che fa è solo una conseguenza di quello che ha passato o subito ed il suo vivere rivoluzionario e al di fuori delle regole è il suo modo di reagire, inmaniera sbagliata, perché non sa affrontare la questine che lo blocca, le sue scelte sono dettate dalla pura rabbia, la rabbia di non riuscire a superare ciò che lo ha sconvolto e cambiato.
      Forse dovrebbe provare lei a far mente locale cosa potrebbe essere successo all’inizio del suo cambiamento che possa aver influito tanto negativamente e da lì provare a parlarne con lui per capire come aiutarlo.
      Mi faccia sapere come se riesce a risolvere cercando un contatto con lui, senza insistere troppo, ma deve parlarle, diversamente mi ricontatti per vedere come posso aiutarla.
      Marilena

  120. Alloha ha detto:

    Ho 27 anni, aspettando una bimba con il mio compagno e l’unica famiglia che conoscevo prima d’ora era mia madre. Mi sono sempre rivelata una ragazza molto indipendente proprio perchè nel crescere ho visto la fatica di mia madre nel crescermi. Finite le scuole superiori all’età di 18 anni mi sono avventurata all’estero e li sono rimasta per 6 anni, non pensando minimamente all’evoluzione drastica che sarebbe successa tra me e mia madre. Ad oggi il nostro rapporto non è gestibile. Ha sempre preteso tanto da me e ho sempre dato il massimo in tutto, anche senza i suoi consigli perchè sapevo che avrei avuto solo critiche da parte sua. Ho sempre cercato di rendere la sua vita agiata e serena possibile mettendo in pratica tutti i miei strumenti e le potenzialità acquisite negli anni. Ho sempre avuto timore di espormi troppo con lei perchè sapevo che con lei non ne avrei potuto avere la piena approvazione. Col tempo sempre più un peso è diventata per me, perchè più facevo e più mi rendevo disponibile per lei e più lei si adagiava. Arrivati ad oggi mi frustra la vita, mi logora dentro, continua a incolparmi, a sminuirmi, a farmi sentire sbagliata in tutto, eppure bussa ancora alla mia porta, senza alcun tipo di approvazione, solo per chiedermi favori. Non mi chiede mai come sto o come non sto, non mi chiama mai semplicemente per sapere cosa faccio. In realtà non l’hai mai fatto. Mi vede come una donna d’acciaio, una donna portatrice di tutti i valori che una famiglia puó racchiudere. Ho provato a parlarle con le buone con le cattive, ma nulla sembra come se ogni giorno come si sveglia, come gli va si permette di insultarmi e di chiedermi favori alla stessa maniera. Sminuisce il mio compagno dicendo che non vale niente tanto quanto valgo io perchè l’accetto. Vorrei che le cose non fossero così, ma non capisco proprio perchè non vede il dolore che provo e il periodo bello che dovrei vivere.

    • Perché cara Alloha non cominci a chiuderla quella porta, a negarti e a lasciare che tua madre si arrangi da sola, ovviamente lasciandole tutte le possibilità per cavarsela da sola, così eviterai di subirla ogni volta e lei comprenderà che la stai respingendo, quando ti chiederà perché con molta calma e cortesia le spiegherai tutto quello che mi hai scritto.
      TRascrivilo su un foglio e ripasslo ogni tanto, così quando arriverà quel momento tu saprai come risponderle senza andare nel panico e senza dimostrarti debole ed incapace di controbatterla.
      Se poi non dovesse funzionare ed avessi bisogno di un aiuto più concreto mi puoi sempre contattare via mail: info@marilenacremaschini.it
      In bocca al lupo
      Marilena

  121. Veronica Benecchi ha detto:

    Mi chiamo Veronica, ho 27 anni e vorrei avere un parere sulla mia situazione.
    Non ho un vero ricordo felice della mia infanzia, molte volte mi hanno fatto questa domanda, ma anche sforzandomi non trovo un ricordo davvero felice. Tutto quello che ricordo è mio padre, taciturno, severo, arido nei sentimenti che se da bimbe facevamo rumore ci zittiva con uno sguardo, e mia madre, inizialmente succube e poi infelice che rigetta tutti i suoi sentimenti negativi su di me. Mia sorella è scappata di casa prima che ha potuto, io invece sono andata subito a lavorare a 18 anni per mantenere i miei genitori disoccupati. Per questo non ho potuto andare all’università e non ho nemmeno preso in considerazione l’idea, dati gli scarsi mezzi economici. Mi ritrovo ora a 27 anni insoddisfatta, nonostante da sola qualche risultato lo abbia raggiunto: lavoro da 8 anni in ufficio, ho un compagno e una casa comprata con il mutuo, la patente, la prima macchina e la seconda me la sono pagata da sola.
    Ho passato anni a casa dei genitori a lavorare per pagare loro sigarette spesa e bollette. Abitavamo in una casa di proprietà della chiesa, dopo 25 anni è stata acquistata e i proprietari ci hanno fatto causa per sfrattarci. Negli ultimi mesi io mi stavo già organizzando per il mutuo ma ho agito con due mesi di ritardo ed ho perso la causa. Risultato, io ho lo stipendio pignorato e pago ogni mese una somma…i miei genitori nullatenenti non pagano nulla e dicono che non è stata colpa loro quello che è successo e che anche se devo pagare questi debiti non è nulla. Anzi tutto quello che fanno è dire che come genitori hanno fatto del loro meglio crescendomi (non lavorando e obbligandomi a lavorare da subito per mantenere loro?) e che sono brave persone che non hanno mai fatto nulla di male.
    Con mio padre oramai non parlo da 6 mesi perchè l’ultima volta mi ha chiamata per insultarmi dicendomi che faccio schifo perchè non parlo con i nonni da anni (tipici nonni del nord anche loro anaffettivi a cui tutto è dovuto) e perchè continuavo a litigare con mia madre. Mia madre invece è la tipica donna del sud mai cresciuta che pretende qualsiasi cosa da tutti, a cui ogni torto è stato fatto nella vita, nulla è di sua responsabilità e tutte le colpe sono degli altri. Faccio presente che i miei genitori sono divorziati da anni e vengono mantenuti dai rispettivi genitori, mentre da quello che ho capito mia madre avrebbe voluto stabilirsi a casa nostra.
    Mia madre ogni volta che vado a trovarla (se non vado tutte le settimane mi mette il muso e mi insulta) mi usa come un bidone per la sua frustrazione e sentimenti negativi tanto che settimana scorsa ho pianto tutta la notte. Vede in me la soluzione di ogni suo problema, mi sembra già di avere una figlia. é sempre stato così, mi ha sempre detto di preferirmi a mia sorella che invece è menefreghista (come tutti quelli che non le danno soldi). Quello che mi chiedo è, perché nonostante tutto questo non riescono a rendersi conto che sono stati e sono tuttora dei genitori pessimi? perché non se ne rendono conto? ho torto io e devo sorvolare visto che come mi dicono in tanti i genitori non sono eterni? Devo dire la verità, io sono felice di non sentire mio padre (sono contenta se sta bene ma con me ha chiuso) e di vedere mia madre solo 2 ore a settimana.

    • Cara Veronica, non ci si può aspettare da persone che hanno distrutto ogni cosa che è passata per le loro mani, compreso il rapporto con la figlia, ammettano i loro sbagli e siano disposti a capire ed ascoltare in maniera positiva, in modo da instaurare un vero dialogo, ammettendo persino i loro errori.
      L’unica cosa che rimane è proprio quella a cui hai pensato tu: andartene e rifarti una vita, lasciando dietro di te un passato pesante e smettendo di sopportarne il peso, non è colpa tua tutto quello che è successo e non devi prenderti delle responsabilità che non ti spettano.
      Pensa a te stessa per una volta, e pensa che meriti di essere felice e serena almeno da ora in avanti, quindi chiudi questa porta spiacevole dietro di te e apriti alla vita, sono sicura che cose sicuramente più belle di quelle che hai vissuto sino ad ora ti stanno aspettando.
      Buttati senza paura e senza rimorsi.
      In bocca al lupo.
      Marilena

  122. paola ha detto:

    Gentile Dott.ssa, leggo le sue righe e cerco di capire se il mio ex marito possa essere definito narcisista e manipolatore. Ci siamo separati quando i bambini erano molto piccoli. Ora hanno 14 e 16 anni. Il padre alterna periodi di presenza con periodi di assenza. Quando non si fa più ne vedere ne sentire da loro è perché, secondo il suo giudizio si sono comportati male (un muso lungo, un brutto voto a scuola). Sono preoccupata per mio figlio maschio di 16 anni. Mio figlio difende il padre a mio discapito, lo giustifica. Sono io secondo lui a farlo arrabbiare, non bisogna fare arrabbiare il papà. Mi sembra quasi che mio figlio cerchi la sua approvazione ad ogni costo, e non ha capito che il padre lo deve amare senza pause, anche se prende un brutto voto. A volte mi sembra che mio figlio parli come suo padre, come ai tempi del matrimonio in cui mi sentivo schiacciata… Sono preoccupata ripeto. Mio figlio è intelligente e un bravo ragazzo, ma vorrei che capisse quali sono i comportamenti sani da accettare, in modo che un giorno possa crescere un figlio senza fare gli errori di suo padre. Grazie Paola

    • Per aiutarla in questo complesso problema le consiglio di valutare la possibilità di comunicare via mai tutto quanto, mettendomi nella possibilità di darle dei consigli mirati e valutare tramite i disegni suo figlio.
      mi spedisca via mail qualche disegno, magari accompagnato da una sua descrizione e mi raconti quali sono le modalità di reazione alla presenza dei coetanei, in modo da carpire qualche informazione, se poi lei è disposta a valutalo in maniera adeguata e completa le preparerò un preventivo
      La mia mail è info@marilenacremaschini.it
      Marilena

  123. Nicole ha detto:

    Figlia di una madre autoritaria e manipolatrice. Ho sempre avuto il timore di mia madre, anche adesso nonostante io abbia 31 anni. Mio padre è morto suicida quando io ne avevo 9. Da quel momento mia madre ha sempre preteso che fossi una persona forte, che imparassi ad affrontare tutte le difficoltà della vita senza momenti di cedimento. Una madre che quando piangevo si infuriava perché la vita non si affronta così. Niente pianti e niente dolore. Tutt’ora sono in difficoltà con lei nonostante me ne sia andata di casa da 9 anni, impossibile avere un’opinione differente dalla sua, mi aggredisce sempre verbalmente e non ammette repliche. Sto seguendo un percorso psicologico perché quest’ansia mi sta corrodendo.

    • Mi dispiace per la sua storia Nicole, a volte l’unico modo di salvarsi da persone distruttive è quello di allontanarsi da loro, evitando così le loro scenate per farsi compatire e per farla sentire in colpa.
      Segua i consigli della sua terapeuta ed abbia pazienza nel ritrovare se stessa e la sua strada, ma sopratutto cerchi di allontanarsi da sua madre il prima possibile.
      Nel caso abbia bisogno di me sono a sua dipsosizione. Mi contatti pure quando vuole via mail.
      Marilena

  124. Mary ha detto:

    Salve sono una madre separata, ho una situazione molto complicata. Il mio ex marito è ossessivo,geloso, manipolatore. Ma sa nascondere bene la separazione mi ha dato consensuale ma non mi ha mai lasciato in pace ma il problema non sono io che soffro, e già un sollievo che non viviamo insieme. Il problema che abbiamo in comune la bambina di 7 anni,e visto che la separazione mi ha dato consensuale ha diritto di vederla, è molto ossessivo con la bambina, la rimprovera che vuole bene più a me, si arrabbia con lei se passa una giornata bella fuori casa con me, o con i bambini, la chiama tre volte al giorno e sento la rabbia che trasmette se vede che la bambina non sta a casa. La piccola a volte si rifiuta di uscire Non ha nessun interesse di fare qualche attività dopo la scuola. Io sto in un centro di violenza sulle donne che cercano di aiutarmi ma riguardo la bambina è un cerchio chiuso, se vorrei portarla fare una visita da un psicologo lui non mi darà mai permesso, il mio avvocato dice che la bambina si farà più grande e non vorrà andare dal padre da sola che deciderà dopo. Che per chiamare assistenza sociale deve decidere giudice. La bambina è piccola e non sarà sentita durante il divorzio e le mie accuse contro il padre, è poco. Non lo so a chi mi devo rivolgere più.

    • Vostra figlia, cara Mary, sarà sempre il collante che vi unisce, voi siete i genitori indipedentemente dalla vita che farete.
      L’idea di portarla da un psicologo esperto d’infanzia è un’idea che appoggio, e può portarla nel suo consultorio di città dove verrà seguita o gratuitamente i i base al suo reddito, comunque un’assistenza qualificata aiuterebbe la bimba anche a capire i cambiamenti che sono avvenuti nella famiglia e nelle sua vita e a farle comprendere il perché.
      Assolutamente non dia retta a quell’avvocato e nel caso le serva un legale ne cerchi un altro, il suggerimento che le ha dato non solo è sbagliato ma va a ledere la sua serenità e quella della figlia, rimandare un intervento del genere non risolve mai i problemi, anzi li aumenta e li sedimenta.
      Lei è sua madre e se ha capito che la piccola ha bisogno di essere sostenuta si fidi soltanto del suo istinto materno.
      Anche se non ha il consenso del coniuge, per situazioni gravi come la sua, può portarla lo stesso, sarà poi la diagnosi fatta sulla minore a dimostrare quanto aveva ragione rispetto al suo ex.
      In bocca al lupo
      MArilena

  125. Mi vergogno a dire il nome ha detto:

    Salve, sono una ragazza di quasi 19 anni.
    I miei genitori mi fanno sentire come se fossi in prigione. Non posso uscire in qualsiasi momento della giornata, perchè secondo loro quando esco faccio cose che non dovrei fare, come per esempio fare uso di sostanze o uscire con ragazzi (cosa che non ho mai fatto).
    Caratterialmente sono timidissima e molto introversa, sin da piccola mi hanno sempre fatto notare questo difetto, facendomi sentire sbagliata.
    A volte vengo insultata senza motivo, o addirittura minacciata. Quando ero piccola venivo picchiata ingiustamente per cose che non ho mai fatto, e per picchiata non intendo due sberle..
    Mi hanno sempre fatta sentire in colpa per tutto, non capisco perchè vedono le cose solo dal loro punto di vista, e tutte le volte in cui mi hanno fatta sentire in colpa, mi sono sempre sentita anche inutile, senza valore, intaccando quindi la mia “autostima” influenzando quindi anche il mio modo di interagire con gli altri.
    Io sono stufa di vivere questa vita, ho sempre cercato di far felici i miei genitori per esempio andando molto bene a scuola…ma ora basta, non riesco più a sopportare tutto questo.
    E’ da anni che cerco di andare avanti e sopportare tutto, ma io oggi sono al limite, ammetto di aver pensato al suicidio, perchè mi è sempre sembrato l’unico modo per porre fine al dolore.
    Ho 19 anni, ma mi sento come se avessi un anno, perchè quella che ho sempre fatto non è vita, per niente.

    • Ha ragione, deve recidere quel cordone ombelicale che la lega impedendole di diventare autonoma ed indipendente
      Se vuole essere sweguita in tale percorso posso sicuramente aiutarla.
      Intanto se vuole avere già in forma preventiva di quali saranno le modalità di percorso in counseling, tempi e costi le allego un link che porta alla pagina dei miei servizi, la faccia scorrere fino in fondo dove ci sono le promozioni e troverà i tempi ed i costi delle varie modalità di counseling:
      https://www.marilenacremaschini.it/servizi/
      Una volta fatta la scelta mi ricontatti via mail: info@marilenacremaschini.it per comunicarmi la sua scelta.
      Marilena

  126. Laura ha detto:

    Leggere questo articolo ha confermato quello che sto pensando da un po’ di tempo… La mia è stata un’esistenza infelice, non mi sono mai sentita amata e accettata dai miei genitori e ancora oggi che ho 45 anni continuo a non avere grande stima di me stessa e di quello che posso fare, ma sono “vittima” dei miei genitori. Sono la prima di quattro figli, arrivata perché “ capitata”( stessa sorte dei miei fratelli), sono stata la causa di un matrimonio mai voluto soprattutto da mia madre, che non ha mai perso occasione per dirlo. Picchiata da lei per qualsiasi insignificante motivo, spesso per scaricare la sua rabbia e frustrazione, quasi mai per mie vere colpe. Ho vissuto un’infanzia assistendo a liti stupide fra i miei genitori, a ripicche fra loro, a un continuo lamentarsi del coniuge e screditarlo con amici e parenti. Ho cercato sempre di non “dare fastidio”, di fare la brava, a scuola e nella società, non sono mai stata apprezzata comunque. Per molti anni, io, diversa rispetto agli altri figli, poco estroversa, magari poco simpatica agli occhi di mio padre sono sempre stata presa poco in considerazione, anzi, rimproverata a volte.. La mia fortuna è stata avere la nonna materna dalla quale scappavo ogni volta che potevo e che forse era l’unica persona che mi dimostrava un po’ d’affetto. Questa mancanza ha fatto si che cadessi anche vittima delle “ attenzioni particolari “da parte di un lontano parente che hanno reso la mia infanzia ancora più infelice. Ho avuto un crollo alla fine della terza media ( forti stati d’ansia) , ma non ho avuto aiuto da parte di nessuno, solo un grande “rimprovero“, come a volermi spronare, da parte di un lontano cugino che era stato in una comunità per problemi di droga, posso dire che alla fine ho cercato di “salvarmi” da sola e così ho sempre fatto e continuo a fare. I miei genitori sono sempre stati troppo presi da se stessi, dalle loro liti, dalle loro ripicche per accorgersi dei problemi dei figli, figurarsi dei miei….Fortunatamente dopo le superiori ho conosciuto una persona, che è diventata mio marito, che è la mia roccia e con lui sono riuscita ad andare via, lontana molti chilometri da casa, e a “costruirmi” una vita più stabile, sia economicamente ( grande e grosso problema anche questo a casa mia, non perché i soldi mancassero, ma per una gestione sempre sbagliata da parte dei miei) che psicologicamente, anche se i “problemi“ della mia famiglia continuano a seguirmi( ogni due per tre arrivano notizie di problemi economici ) e rendono la mia vita ancora infelice e piena d’ansia. Sono stata anche da una psicoterapeuta per vedere di trovare un po’ di pace, lei ha cercato di farmi capire che i miei genitori ( da un anno ormai solo mia madre, perché mio padre è morto) sono adulti e responsabili delle loro scelte e che io non posso “ammalarmi” perché in ansia per loro, o perché non accetto e non concepisco il loro modo di vivere. Ogni tanto me lo ripeto, so che effettivamente è giusto, ma poi arrivano notizie poco positive ( come sempre d’altronde) da casa mia e io sto male, perché nonostante stia cercando, con grandi sacrifici, di costruirmi una vita tutto sommato tranquilla, che credo di meritare, di “lavorare su me stessa “ per far sì che i traumi del passato non influiscano sul mio presente e soprattutto sul mio stato di salute ( sono sempre stanca, senza energie, ho spesso fortissimi mal di testa che condizionano la mia vita, dolori quasi in tutto il corpo, disturbi del sonno, pressione alta nonostante sia magra e non mangi schifezze varie e chi più ne ha pone metta..) la mia famiglia e il suo modo di vivere, poco serio, infantile, egoista e vittimista “si fa viva “e mi fa ricadere in un profondo stato di angoscia e pena che ormai non mi fa vivere più. Ieri ci sono state le ennesime brutte notizie, tra l’altro sono problemi che io ho affrontato da sola e che non sono irrisolvibili, serve solo tempo e un po’ di sacrifici. Sia io che una delle mie sorelle ne abbiamo parlato spesso a mia madre, l’abbiamo consigliata perché fino a che mio padre era in vita molte questioni se le sbrigava lui, lei però sembra non voler affrontare questi problemi, piuttosto delega o fa finta di niente fino a che questi non le presentano il conto e allora piange e si lamenta, si sta anche ammalando per questo… io sono stanca, non ce la faccio più e vorrei “ sganciarmi”, allontanarmi, per stare finalmente bene… in fondo tutto quello che gli è capitato e continua a capitare non è dovuto alla sfortuna, ma al modo infantile e poco serio che hanno avuto di affrontare la vita in generale, le rinunce non piacciono, modificare lo stile di vita non è ammesso, chiedere una mano ai due figli conviventi non è previsto… ma poi stanno male…Io sto male…
    Avrei sinceramente bisogno di un consiglio, vorrei veramente allontanarmi per stare finalmente un po’ meglio… ma c’è sempre “ il senso di colpa” che si insinua nella mia mente che mi fa pensare che sono io che sbaglio.. ma è effettivamente così???

    • Se vuole essere seguita nel suo percorso di consapevolezza e di presa posizione risolutiva per questo suo problema mi contatti pure via mail privatamente
      Intanto se vuole avere già in forma preventiva di quali saranno le modalità di percorso in counseling, tempi e costi le allego un link che porta alla pagina dei miei servizi, la faccia scorrere fino in fondo dove ci sono le promozioni e troverà i tempi ed i costi delle varie modalità di counseling:
      https://www.marilenacremaschini.it/servizi/
      Una volta fatta la scelta mi ricontatti via mail: info@marilenacremaschini.it per comunicarmi la sua scelta.
      Marilena

  127. Didì ha detto:

    Mio marito ha avuto dei genitori narcisisti,egoisti,che gli hanno creato mille problemi di complessi di inferioritá.Sembravano delle persone “normali”,finchè non abbiamo deciso di sposarci.Non volevano che ci sposassimo perchè lui doveva continuare a mantenerli..così si è trovato tra 3fuochi :io che volevo sposarmi e che trovavo assurdo che anche dopo sposati dovevamo continuare a consegnare lo stipendio al padre e loro che continuavano a dirgli di aspettare perchè il padre doveva finire di pagarsi le rate dell’auto…..il padre gli disse che se voleva sposarsi poteva prendere il suo bancomat e andare via da casa…questa l ‘ha devastato…nonostante tutto ci siamo sposati,ma non stava bene perchè I suoi non lo consideravano se c’era gente facevano vedere che erano interessati al figlio ed io venivo anche salutata con bacini e bacetti. Dopo tanto l ho convinto ad andare in terapia dalla psicologa del comune del paese in cui viviamo, mio marito è rinato.ora vorremo adottare e sono andata dalla psicologa a chiedere l ‘iter da seguire ma mi dice che mio marito non è in grado perchè debole dicendci che saremmo candidati x l affido, mi dice di non dirgli niente altrimenti potrebbe avere un crollo e visto che siamo stati seguiti da lei dovremmo andare da un altra parte(ma non mi dice che dovrebbere essere lei a farmi la domanda di trasferimento ad un altro comune).Così x 3 settimane cerco di nascondere tutto a mio marito,ma lui mi conosce troppo bene si infuria e chiama la dott. La quale si nega e gli da l appuntamento dopo 3/4mesi, mio marito arrabiato va a trovarla x chiarire , lui ora si sente forte e capace di affrontare tutto, ma la dottt. Non lo riceve e lo fa parlare con l’ass.soc,intanto facciamo la domanda di adozione; intanto passano 6mesi ,in qst periodo passiamo x chiedere x sapere a che punto è la nostra domanda a luglio scopriamo che a settembre dovrà andare inferie.ci sembra di essere stati presi in giro, come ci dobbiamo comportare?forse dovrei andare dal dirigente asl a chiedere spiegazioni?cmq oggi chiamerò il tribunaledei minori se effettivamente abbiamo avuto 3mesi di proroga..anche se dovevano essere 5mesi….la domandax l adozione internazionale scadrà a gennaio 2022speriamo di farcela

    • Non conoscendo per intero la sua vicenda mi è impossibile darle dei consigli legali, deve rivolgere questa domanda all’avvocato che vi sta seguendo, solo lui ha la conoscenza idonea per rispondere alla sua domanda.
      Non si faccia remore nel chiamarlo ed avere da lui le risposte di cui ha bisogno
      Marilena

  128. Michele ha detto:

    Ciao, mi chiamo Michele e ho 28 anni. Vorrei raccontare un’ennesimo episodio. Mentre stavamo parlando di una cosa banale, ho iniziato a fare una piccola ipotesi che, pian piano, avrei spiegato. Ma mentre stavo parlando, venivo interrotto da mia madre, già arrivata ad una conclusione. Io cerco di rifare la mia ipotesi e lei mi blocca, arrivando all’ennesima conclusione. Dopo diversi tentativi, decido che che ho le scatole piene e smetto di dire la mia e, nonostante le continue richieste di mia madre di farmi parlare, io mi sono rifiutato. Lei mi dice che me la sto tirando troppo e io rispondo con “io non me la sto tirando. non voglio più dire la mia, perchè mi blocchi sempre. TU hai voluto questa situazione. si chiama Causa/Effetto”.
    Pur di non ammettere di aver sbagliato, mia madre se ne esce con la frase: “Parlando di Cause/Effetto….ma tu al lavoro ti comporti così?”.
    Quella è sempre stata una delle “armi segrete” da usare , quando non vuole ammettere di aver sbagliato. Mi fa arrabbiare? Mette in discussione la mia condotta lavorativa!
    Ma questa è una della tante cose che sopporto ogni giorno.
    Non ne posso più….

  129. Francy ha detto:

    Ciao, sono una ragazza di 22 e sto leggendo questo articolo proprio subito dopo un litigio con i miei genitori che vogliono costringermi a stare con loro, nonostante sia da più di un anno che io gli dico che qui sto male, che sto sto meglio nella città dove studio, addirittura sono stata 3 mesi lì e ho recuperato chili entrando finalmente nel peso forma, cosa che non è mai successa a casa dei miei genitori, perché per i troppi litigi e attacchi di panico ho sempre perso peso nonostante mangiassi. Mia madre ogni volta che provo spiegarle il mio problema mi fa ricatti del tipo: “se te ne vai io mi uccido” “sei una persona cattiva che morirà sola e ti auguro che queste nuove amicizie che hai (e ovviamente lei non le conosce) si riveleranno tutte persone che ti faranno del male” e tante frasi simili… Ogni giorno che passa mi convinco sempre di più che l’unica soluzione che ho è di prendere le mie cose e andarmene senza girarmi indietro

    • Non posso rispondere a questa domanda se non con più dettagli e conoscendo le vicende intrafamiliari che vi sottostanno.
      Devo suggerire un percorso in counseling fatto via mail o con telefonate, un consiglio non va mai dato superficialmente sopratutto quando la persona che lo riceve sta così male e ne soffre.
      Può trovare tutti i dettagli della modalità in counseling a questo indirizzo, andando a visionare tra le promozioni in fondo alla pagina:
      https://www.marilenacremaschini.it/servizi/
      Dopo aver fatto la sua scelta mi ricontatti al mio indirizzo: info@marilenacremaschini.it
      Buona domenica
      Marilena

  130. Michela ha detto:

    Complimenti per l’articolo. Mi sono riconosciuta in alcune parti. Più che una domanda, ti lascio solo una testimonianza, forse uno sfogo, ispirato da ciò che hai scritto. Cresciuta con un padre trascurante, sempre pronto a lanciare etichette svalutanti quando non apertamente denigratorie su me e mio fratello, e una madre soffocante, manipolativa, invadente e vittima, che mi ha lasciato in eredità la radicata convinzione di essere intimamente cattiva nel momento in cui esprimo rabbia o anche solo dissenso, una consapevolezza emotiva inaccessibile per anni, un’indole depressa e masochista.
    Sono molto prudente nell’usare la parola narcisista, anche perché, per onestà, dovrei applicarla anche ad alcuni miei tratti caratteriali, ma mio fratello è una immagine da manuale del disturbo di personalità: ha ereditato il comportamento maltrattante e maschilista di mio padre, la sua assenza di morale ed empatia, e lo ha portato all’estremo, sviluppando tratti caratteriali che definirei sadici. Ha iniziato con me, è stato il primo bullo, costantemente difeso da mia madre, poi è peggiorato.
    Io ero quella calma, che non piangeva mai (di recente mi sono confrontata con il ricordo che sì, piangevo, ma il pianto veniva trattato come un capriccio, venivo colpevolizzata per questo, e quindo ho smesso). L’adulta di casa, quella a cui si delegavano responsabilità scomode, quella che doveva valutare razionalmente le situazioni e fare da intermediario e confidente ai propri genitori. La consolatrice, la voce della coscienza. Ho assunto questo ruolo, me lo sono fatta piacere, mi sono trovata intrappolata in esso e lo sono ancora, in fondo, nonostante sia andata via di casa da più di dieci anni e abbia una mia vita. La ribellione, il dissenso, i tentativi di affermarmi richiamavano solo etichette offensive; gli interessi, i progetti cadevano nel puro disinteresse. Ero quella strana, taciturna, incomprensibile. Ora, a 30 anni, faccio i conti con le conseguenze di aver affrontato la vita con l’autostima sotto i piedi, di aver cercato in altre relazioni la cura di questa ferita, ferendomi ulteriormente, di essere la peggior nemica di me stessa, di essere come loro, in fondo, ma contro me. Ci sto lavorando sù ed è doloroso riconoscere di essere stata cresciuta da due bambini non in grado di amarmi in modo sano, che tutt’oggi non riescono a fare un minimo esame di coscienza, che si trascurano e trascurano, che per pigrizia hanno scelto di non esserci nella mia vita nemmeno nel momento in cui avevo più bisogno di loro. Concedermi di provare rabbia, risentimento e anche disgusto per loro, vederli per ciò che sono, mi sta forse aiutando a staccarmi: mio padre non riesce più a ferirmi col suo sarcasmo, mia madre non riesce a farmi sentire in colpa, mio fratello mi fa più che altro pena. Ma ho dovuto toccare il fondo per farlo. Vorrei solo aver cominciato prima a vedere, invece di allontanarmi solo fisicamente. Sento di dover costruire ora un’identità e un’autostima senza basi solide, sento un vuoto dentro e una rabbia che non mi lasceranno mai, e che cerco di incanalare in modi non distruttivi, per me e per chi mi è accanto. Meglio tardi che mai.
    Mio padre, ricordandomi che devo fare figli perché l’età avanza, nonostante non senta il desiderio né la maturità emotiva per la maternità, mi ha detto che i figli non si vogliono, si fanno e basta. Ecco, se mai avrò un figlio, lo vorrò e ci sarà una donna emotivamente adulta ad occuparsene. Mi rifiuto di lasciare anch’io un’eredità del genere.

    • Cara Michela, credo che lei abbia l’età e la maturità per decidere da sola il cammino da fare nella sua vita; inoltre ha ragione nel ritenere che i figli si devono fare solo quando ci si sente di poter portare avanti tale resposabilità: i figli vanno voluti intensamente e nelle condizioni personali di poter dar loro tutta la felicità e dedizione che richiedono e che possiamo.
      Non si lasci condizionare da quello che dicono i suoi.
      Nel caso avesse bisogno di un aiuto a trovare la sua autonomia sono a sua disposizione, mi ricontatti pure a questo indirizzo:
      info@marilenacremaschini.it
      Un abbraccio
      Marilena

  131. Anna ha detto:

    Gentile dottoressa sono una ragazza di 30 anni, sono due chi ho perso mio padre… Vivo con mia madre che rinfaccia di fare la spesa ee ogni tanto chiede anche soldi… Io attualmente non lavoro, ma puntualmente ogni volta che lavoro eccola che mi chiede soldi… Per poi farmi sentire in colpa ogni volta non ne tengo. Non posso uscire da sola, devo accompagnarla per forza a fare le commissioni, se esco da sola mi fa poi sentire in colpa, ogni volta che mi sento giù mi dice che è solo colpa mia che non sono stata capace a realizzare la mia vita… Sin da piccola mi incolpava se mi comprava qualcosa me lo ha sempre rinfacciato… Mi incolpa sempre di tutto. Io anche se trovassi un lavoro non potrei andarmene di casa e ne continuare gli studi perché lei non me lo permetterebbe… La mia vita è finita…

  132. Maria ha detto:

    Buonasera dottoressa, il suo articolo c’entra perfettamente la situazione problematica con mia madre. Vive ad 800 km da me, io in Lombardia, lei in Puglia. Sono andata via per costruirmi una mia vita perché con lei rischiavo di impazzire. Da quando sono andata via ricordo sempre sue telefonate chilometriche: chiamavo e chiamo sempre io (lei lo fa se le serve qualcosa, mai semplicemente per sapere come sto/stiamo) e spesso devo stare muta a sorbirmi i suoi sfoghi senza poter parlare o ribattere. Se lo faccio il ritornello è: non sono capita, non mi ascolti, nessuno mi capisce. Fa spesso la vittima e cerca di manipolare con i suoi continui alti e bassi per la salute. È anziana e convive con mio fratello disabile che comunque la aiuta nelle piccole cose. Lei non di alza mai da letto o sedia, ha artrosi, problemi al cuore, ma da ordini a destra e manca alla sua colf e a mio fratello. Per poi commentare che non capiscono nulla, che povera lei deve sopportare la disabilità di mio fratello (ma se la aiuta!!!!). Pochi giorni fa sono stata molto rattristata dalla scomparsa di una giovane mamma che ha lasciato due figlie piccole. Avevo chiamato mia madre per raccontarle che avevamo trascorso al parco il pomeriggio con queste sue bambine e altre amiche. Invece mi riempie la testa per dieci minuti di fila senza una minima interruzione con quello che era accaduto a lei e a mio fratello, puntualizzando ogni cosa, sottolineando quanta fatica ci fosse nella gestione di una casa che lei ha scelto enorme, ecc…io non ne ho potuto più quando mi ha detto “devi chiudere?” perché man mano ero stufa di starla a sentire, le ho detto “guarda, dopo 10 minuti di monologo non ho proprio più nulla da dire, buonanotte”. Mi manda un vocale meravigliata e critica verso il mio comportamento, promettendo di rendermi pan per focaccia dal momento che sta a sentire i miei monologhi e a volte non mangia. Di fronte a falsità tali, non sentendo minimamente la parola “scusa”, anzi, sentendo che giustificava il suo comportamento perché aveva molto da dire, le ho mandato un vocale anche io chiedendo di non usare quel tono, di chiedere a chi vive con me cosa avvenisse durante le telefonate con lei: io muta a subire e basta. Che non ne potevo più, che desideravo parlare con mio fratello che non sento mai perché lei occupa tutto il tempo a parlare delle stesse cose al telefono. E se provo a ribattere dopo venti minuti, mi sento dire che la devo lasciar parlare. Io dottoressa sono stufa del suo modo di essere. Si ha problemi, di depressione, ma molto dipende dal suo approccio chiuso, orgoglioso e prepotente verso il prossimo. Amici non ne ha, ha solo rapporto di tipo commerciale. Le sue parole chiave sono “essere servita e riverita” neanche fosse la dama del Medioevo. Quanto a me, non mi sembra giusto subire. Ho comunque continuato a chiamare. Ma limito al massimo il dialogo sia verso mio fratello (già stufo di sopportarla, di eseguire i suoi ordini), sia verso di lei (che spesso manipola tramite il suo stato di salute). Concludo scrivendo questo: io non le servo, non abito con lei, non le faccio i servizi. Di me se ne frega. Tiene molto di più in conto è tratta meglio quelli che le servono. Ho concluso, dottoressa, non senza amarezza. Accetto consigli per stare serena io, per non amareggiare di riflesso la mia famiglia.

    • La faccenda le crea troppi turbamenti e per poter conoscerla meglio, al fine di prodigarmi con dei consigli, devo essere incaricata di un percorso in counselig, solo dopo aver ben compreso l’intera vicenda, e non solo le cose che mi ha scritto, posso darle dei suggerimenti e dei consigli su come risolvere il suo problema.
      Può trovare tutti i dettagli della modalità in counseling a questo indirizzo, andando a visionare tra le promozioni in fondo alla pagina:
      https://www.marilenacremaschini.it/servizi/
      Dopo aver fatto la sua scelta mi ricontatti al mio indirizzo: info@marilenacremaschini.it
      Buona giornata
      Marilena

  133. Lua ha detto:

    Buonasera,
    Sono una ragazza di 32 anni con padre manipolatore narcisista egoista e purtroppo sono riuscita a prenderne coscienza da poco. È sempre riuscito a farmi sentire in colpa quando invece sono sempre stata una figlia perfetta in tutto, ma per lui non è mai stato abbastanza. Ha un carattere pessimo, alza la voce in continuazione e con una cattiveria assurda, pensa di avere sempre ragione e vuole sempre imporsi e non accetta che gli altri gli rispondano o lo contestino. Non ha mai chiesto scusa per nulla. I pochi ricordi che ho della mia infanzia sono di quando mi urlava dietro per cose futili e sfogava la sua rabbia repressa sbraitandomi contro, cosa che mi ha fatto crescere con vari complessi e autostima inesistente. Per colpa sua la mia famiglia è distrutta perché lui è riuscito a litigare ed inimicarsi tutti, mentre mia madre che ha uno splendido carattere subisce da 40 anni le sue violenze psicologiche, gaslighting e continue critiche. Non ha nemmeno più amici perché nessuno lo sopporta.
    Spesso penso a situazioni in cui avrebbe dovuto supportarmi perché ero in difficoltà e invece mi affossava ancora di più con commenti da s****zo o rimproveri, oppure situazioni come il giorno della mia laurea quando è riuscito a rimproverare me e mia madre perché non gli avevamo detto che al rinfresco c’era champagne e non prosecco. E la cosa che mi fa più arrabbiare è che quando penso al giorno della mia laurea, questo episodio mi viene subito in mente perché ha rovinato un giorno perfetto. Quando il mio ex ragazzo mi tradì e mi lasciò, invece di supportarmi mi ha mollato uno schiaffo perché gli avevo risposto male (cosa che invece lui fa da 32 anni, ma a lui tutto è concesso). Ho provato a parlargli tante volte, magari “cambia” per qualche giorno e poi ritorna come prima, ha 70 anni e sono convinta che non potrà più cambiare e non ha minimamente compreso il danno che ha causato.
    Da anni faccio l’agente di viaggi e ho girato mezzo mondo, ma non me ne sono mai andata di casa perché da sola economicamente non riuscirei. A causa del Covid siamo a casa da lavoro ed essere in contatto con lui tutti i giorni mi ha fatto ricadere nel baratro della sua presenza tossica e mi ha fatto realizzare che tipo di persona è. Da anni ho imparato a rispondergli a tono, perché mia madre non diceva mai nulla e io volevo e dovevo difendermi. Ovviamente lui non sopporta che ci sia qualcuno che gli risponda a tono, quindi vi lascio immaginare che incubo sia essere a contatto con lui ogni giorno.
    Per anni sono stata dipendente dal sesso e cambiavo partner come cambiare i calzini, perché volevo vendicarmi sul genere maschile a causa sua (che addirittura faceva entrare in casa nostra la sua amante anche quando c’ero io).
    Ora ho un ragazzo splendido con cui voglio andare a convivere presto e lasciarmi alle spalle la tossicità di mio padre, anche se mi dispiace molto lasciare mia madre sola con lui. Mia madre era una donna bellissima e allegra con un bel carattere e lui l’ha fatta sfiorire e la tratta come la sua cameriera.

    • Prendi la tua vita e vai via, non farti avvelenare l’esistenza da tua padre, sia da sola che col fidanzato, e tua madre forse capirà anche lei il tuo gesto e potrebbe essere uno stimolo per distaccarsi un poco da quell’uomo che non sa amare e rispettare.
      In bocca al lupo per il tuo futuro, che sia finalmente quello che vuoi
      Marilena

  134. Mic_72 ha detto:

    Avevo già scritto della mia devastante esperienza con dei genitori narcisisti maligni, e psicopatici, che agli altri apparivano sani e perfetti, mentre tra le mura di casa mi utilizzavano come parafulmine dei loro problemi, innalzando, invece, mia sorella come la “bambina d’oro di casa”. Al punto che mi facevano passare per pazzo e al punto che, dopo 6 iniezioni, in meno di 24 ore, fattemi da qualcuno (da referto medico, ma nessuno “si ricorda” chi mi fece queste iniezioni di en, valium, e addirittura antipsicotici: mia sorella è medico e poteva avere questi farmaci!!) fui ricoverato, su segnalazione “di mia sorella”, al 118.
    Ero riuscito ad allontanarmi da questa famiglia, per motivi economici sono rientrato (non ho più lavoro) ma ormai sono bloccato mentalmente e fisicamente, a 48 anni, preso anche da molte somatizzazioni.
    QUESTE FAMIGLIE ROVINANO LE PERSONE, SONO DA DANUNCIA PENALE, UCCIDONO ALLA PARI DI UN’ARMA

    • Perché non prova a parlarne con me con un percorso in counseling, potrebbe ritrovare la convinzione delle sue azioni e capire che non vi era rimedio e come affrontare al meglio ciò che le si pone ora
      Mi ricontatti via mail se è interessato a procedere con tale modalità: info@marilenacremaschini.it
      Marilena

  135. Elisa ha detto:

    Quando sai che i tuoi genitori ti vogliono bene, ma il metodo da loro adottato per crescerti è così tossico che qualsiasi decisione sulla tua vita tu vuoi prendere deve essere approvata da loro. Quando vorresti che ti appoggiassero ma in realtà ti mettono solo più ostacoli davanti. Quando vorresti buttarti dalla finestra perché hai sempre pensato di essere una persona forte è indipendente ma poi capisci che in realtà sei completamente in balia dei tuoi genitori. Delle loro opinioni, del loro affetto, della loro approvazione, delle loro insicurezze, dei loro ricatti. E allora ti chiedi se tanto valeva essere una figlia disgraziata, se avresti fatto meglio ad essere peggio, visto che il tuo meglio non ha funzionato.

    • Quando si è adulti si possono fare delle scelte, che costano tanti sacrifici ma che permettono di non subire più.
      Se tu non vai d’accordo coi tuoi genitori sei grande abbastanza per cercarti un lavoretto ed uscire da casa, in modo da impostare in casa tua le tue regole.
      Fino a quando starai nella casa di un altro è logico supporre che tu debba adeguarti alle sue regole.
      TRova il coraggio di fare quel passo, se hai bisogno di aiuto e sostegno, o di trovare la forza di prendere tale decisione, io ti posso aiutare.
      Contattami via mail così parleremo riservatamente: info@marilenacremaschini.it
      Marilena

  136. Gina ha detto:

    Buon giorno Dottoressa io sono la compagna di un figlio proveniente da famiglia narcisista e manipolatrice,leggendo ritrovo tutto quanto sta accadendo nella nostra vita ,oggi abbiamo una figlia e per quanto lui sia riuscito ad uscire ed allontanarsi dai suoi genitori ,che fra l altro gli hanno fatto tanto tanto male ,continua ad essere influenzato ogni qual volta loro fanno un cenno,insomma un cagnolino, ho paura per me e la mia bambina in quanto il padre mi ha minacciata, e lui non li vede pericolosi,ho bisogno di aiuto sono disperata.Grazir

    • Una situazione veramente sgradevole, anche perché se non è suo marito a prendere le dovute distanza da tutto ciò che è velenoso per se stesso e per la sua famiglia di certo non lo può fare lei.
      Perché non prova a fare un percorso in counseling com me? magari una soluzione si trova, come ho sempre fatto, di certo non fare nulla e subire non fa che aumentare la sofferenza.
      Mi contatti via mail per parlarne privatamente: info@marilenacremaschini
      Marilena

  137. Beatrice ha detto:

    Scrivo qui perché oggi credo proprio che mi farà bene…ho sentito dire che il “journaling” è una buona pratica.
    Ho 26 anni e sono ancora in casa coi miei nonostante un’adolescenza ribelle in cui ho cercato di farmi valere e di far valere i miei ideali di indipendenza. Ho difficoltà a tenermi un lavoro perché tendo ad abbattermi e a perdere la motivazione molto facilmente. A volte mi sembra che sia difficile per me restare “centrata” come si suol dire. Ovvero restare concentrata. Credo che inconsapevolmente, molte volte, faccio le cose per gli altri, perché probabilmente ho molta paura del giudizio che può arrivare e cerco di soddisfare le aspettative altrui.
    Ho difficoltà anche con le relazioni (di amicizia e di amore), in generale ho difficoltà ad approcciarmi all’altro in maniera rilassata e naturale.
    Sembra che i miei non siano mai contenti. Non ho ricevuto spesso rassicurazione, consolazione o approvazione da parte loro. Perché sembra che siano troppo impegnati coi loro problemi. Una soffre di depressione e l’altro di disturbo bipolare. “Che cazzo ci avete messo a fare al mondo?” penso a volte (siamo in tre sorelle).
    Non so come inquadrarli i miei, se dar loro l’immagine dei genitori narcisisti o se cercare di comprenderli. Fatto sta che io ad oggi, dopo la fine di una relazione durata 4 anni con un ragazzo, mi sono sentita crollare il mondo addosso. E anche se non l’ho dato a vedere sono stata male e non ho ricevuto nessun aiuto da parte dei miei, quasi non sono mai entrati nell’argomento.
    Mi sento non considerata. E i miei ogni giorno portano a tavola le loro frustrazioni e le loro lamentele. E guardate, da piccola ho tentato di fuggire di casa, ho pensato di chiamare il Telefono Azzurro, di denunciare, di consigliare ai miei il divorzio….credo solo che sia una stronzata il loro attaccamento alla fede e alla Chiesa. Vorrei che stessero come sono stata io, che lo sentissero tutto il dolore…quello che loro hanno soppresso con anni di pillole e pasticche che i loro psichiatri gli continuano a prescrivere da una ventina di anni.

  138. Luna ha detto:

    Grazie per questo approfondimento, che sovverte la visione a tutti i costi “buonista” dei rapporti famigliari. Dietro le apparenze di una famiglia “normale”, la mia famiglia di origine è stata dominata da dinamiche manipolatrici e disfunzionali. Sono figlia unica e frutto di una gravidanza non desiderata. Mia madre è stata a lungo messa alla prova da una madre severa, repressiva e manipolatrice (per dirne una, uno dei passatempi preferiti della nonna materna era mettere i figli uno contro l’altro per ottenere qualche vantaggio o affermare il suo potere). Mia madre, molto più dei fratelli, ha subito la personalità dominante della nonna e questo ha avuto conseguenze pesanti nella sua vita e anche nelle sue relazioni più strette. Credo che sia sempre stata una nevrotica ossessiva, io e mio padre eravamo i soggetti da controllare e manipolare a sua discrezione, così come la casa (è sempre stata maniaca delle pulizie e dell’ordine, faceva scenate per un oggetto fuori posto o un bicchiere rotto). Per contro, fuori dalle mura domestiche, è sempre stata una specie di “agnellino”, in conformità a ciò che sua madre ha sempre preteso da lei (ovvero saper tenere la testa bassa e non avere pretese di nessun tipo). Più si faceva mettere in piedi in testa dagli altri (ad es. sul lavoro) e più rabbia sfogava in casa con me e mio padre, in modo verbale e a volte anche fisico (ho preso schiaffi e pugni sulla schiena e sembrava che fosse una cosa assolutamente normale). Mio padre, personalità debole e poco coerente, nei primi anni si difendeva quando arrivava al punto di non sopportazione, facendole anche notare i problemi che si trascinava dal rapporto con sua madre. Solo a volte cercava di sostenermi dagli attacchi di mia madre. Nella sua mentalità, i genitori sono come Semidivinità e non vanno mai messi in discussione dai figli. Fino ai 21 anni ho vissuto in una specie di realtà parallela in cui tutto mi sembrava normale e io mi sentivo amata. Poi è iniziata una lunga presa di coscienza e il rapporto coi miei ha subito parecchie fratture, non è più stato lo stesso. Ormai sono due anni che non vado a trovarli e non mi vergogno ad ammettere che sto meglio senza vederli. Loro due, per contro, sono diventati più uniti e inossidabili nell’autodifesa. Perdoni questa lunga premessa, ci tenevo a raccontarle la mia esperienza perché non si tratta solo di “piccoli conflitti” nel rapporto genitori-figli bensì di un dramma che ti porti dentro per tutta la vita. Lei ha messo in evidenza molto bene in che modo si attua questo dramma. La questione è che solo chi ha avuto esperienze simili o i professionisti – come lei – che trattano questo tipo di argomenti sono in grado di capire questo dramma senza giudicarlo. Tutti gli altri vivono ancorati al valore assoluto della famiglia, senza voler guardare cosa c’è dietro. Sicuramente esistono molte famiglie sane (anzi me lo auguro), ma non lo sono tutte. Le persone che vivono queste situazioni dovrebbero sentirsi libere di parlarne senza essere giudicate. Io negli ultimi anni evito di parlarne con conoscenti e amici perché so già che il loro giudizio mi farebbe soffrire (sono tutti in quella fase della vita in cui ci si costruisce la propria famiglia e quindi si ha bisogno di crederci ciecamente). Evito di parlarne anche col mio compagno perché lui ha una visione molto più “morbida” della mia e secondo lui dovrei farmi scivolare le cose addosso. Mi è capitato di essere giudicata anche da una professionista che si occupa di analisi dei percorsi di vita e, soffermandosi molto sulla figura dei miei genitori, ad un mio commento vagamente critico nei confronti di mia madre, se n’è uscita con “Eh, ancora con queste lamentele sui genitori ! Bisogna crescere e smetterla di incolpare i genitori per le cose abbiamo subito”. Mi ha fatto male vedere la mia sofferenza banalizzata in questo modo. Come se quello che ho vissuto non contasse nulla. E in effetti la sensazione che avverto in questi giudizi è la voglia di rimuovere a tutti i costi quello che è andato male, come se fosse una macchia su un vestito. Purtroppo non funziona così e far finta che non sia successo nulla e che i genitori non abbiano alcuna responsabilità è solo un modo superficiale per evitare il problema. Ovviamente non credo che i genitori debbano essere messi in croce dai figli per principio (sicuramente non per piccole mancanze). Credo però che il ruolo di genitori sia fondamentale e come tale debba essere affrontato, sia dai diretti interessati che dalla società in generale. Secondo lei, per quale motivo c’è questa tendenza a voler rimuovere la questione e a giudicare chi prende posizioni “poco popolari” sulle stesse ?

    • Andare incontro alle novità e al diverso modo di vedere le cose fa paura, meglio restare sulla vecchia via sia pure sbagliata ma nota e che trova maggior consensi negli altri.
      Lei però non smetta di ricercare sempre se stessa.
      Se avesse bisogno di aiuto in tal senso può sempre contattarmi in privato via mail: info@marilenacremaschini.it
      Marilena

  139. Ambra ha detto:

    Grazie mille per questo articolo, molto interessante.
    Ho 38 anni, ho sofferto a lungo di depressione e ancora oggi non ne sono fuori, ricercandone i motivi ho dovuto mettere in discussione le dinamiche familiari, i miei genitori con gran fatica hanno cercato di capire i propri errori e dopo momenti di tregua in cui mi sembra di essere riuscita a mettere delle basi scopro ogni volta che non cambia niente che tutto torna come è sempre stato.
    Mi sembra di aver individuato il nucleo di ciò che mi fa soffrire, pian piano unendo i punti degli eventi che accadono e di quello che provo.
    Ho una sorella di 6 anni più grande di me, e il nostro rapporto dal di fuori poteva sembrare buono, io negli anni invece ho preso sempre più coscienza di come mi sentivo, sempre non libera di essere me stessa, dovevo sempre stare attenta che non si ingelosisse, dovevo “volare basso”, infatti non sono mai stata brava in niente, nemmeno a scuola. Una di quelle bambine che “non si vedono e non di sentono”, quello era il mio modo di farmi volere bene. Mia sorella invece era esuberante, energica anche tra i parenti era la preferita, la prima nipote tra l’altro.
    Io ricordo che fino ad un certo punto punto ho tentato di dire ai miei genitori quando lei mi faceva delle angherie, mi trattava male ecc. Ma non ottenevo mai che approfondissero quel che accadeva e mai che la sgridassero, quindi smisi di chiedere aiuto e accettai quella normalità. Poi col tempo mi sentivo sempre più nulla, come non avessi il diritto di far parte della società, di esistere, non mi importava più di niente.
    I miei genitori hanno cominciato ad ascoltarmi quando sono stata malissimo, da circa un anno mi sto pian piano riprendendo, con mia sorella non ci vediamo quasi più, ma ci sono stati dei tentativi di riavvicinamento durato poco, perché giorni fa mi ha fatto una sua solita angheria, che i miei genitori non hanno notato come al solito, allora io ho aperto il caso e ne abbiamo parlato a più riprese senza riuscire a trovare una soluzione, perché il punto è questo:
    Io vorrei mettere una pietra sul passato come mi chiedono anche loro, ma non riesco se quel che succedeva in passato riaccade nel presente!
    Io vorrei solo che loro mi difendessero, che prendessero una posizione chiara nei miei riguardi una volta appurato che ho ragione,e che mia sorella sbaglia. (e lo vorrei anche se succedesse il contrario), non vorrei che mio padre prendesse le mie ragioni se commettessi un atto ingiusto.
    Oggi mio padre mi ha risposto che non posso chiedergli di essere sopra le parti, è troppo coinvolto emotivamente, e che è la stessa cosa sia nei miei che nei suoi riguardi, quindi il mio problema rimane, io non mi sentivo e non mi sento protetta dai miei genitori, mia sorella può farmi quello che vuole per loro non cambia.
    E poi non ne ho le prove che sarebbe uguale il suo atteggiamento nei miei confronti se facessi del male a mia sorella, perché non è mai accaduto.
    Devo ancora metabolizzare…

  140. Franca ha detto:

    Ho 36 anni e non ho più pazienza, ora ho aperto gli occhi EMI sto rendendo conto dei comportamenti che ha mia madre nei nostri confronti, verso due figlie cmq sposate e con figli. Ha tante situazioni che neanche noi riusciamo a risolverle , qualsiasi consiglio le diamo non è d’accordo e allora perché riversare su di noi la sua frustrazione? Non lo trovo giusto, qualsiasi cosa di brutto le capiti, se la prende con noi, se l aiutiamo non va bene, se non l aiutiamo ce lo rinfaccia. Una madre che che rinfaccia in continuazione i figli, nonostante gli aiuti, i supporti,…non siamo mai abbastanza x lei e non facciamo mai abbastanza.un matrimonio infelice è colpa nostra, le avversità della vita è colpa nostra, non si prende mai le proprie responsabilità. Cosa possiamo fare?

    • Sicuramente tagliare un po’ di ponti con sua madre e mettere un po’ di distanza tra voi, tanto da farle imparare a farsi scivolare addosso ogni critica,
      se non ci riesce possiamo sempre fare un breve percorso in counseling per imparare a come comportarsi, in modo da ritrovare un po’ di serenità di di autostima.
      Nel caso mi ricontatti via mail: info@marilenacremaschini.it
      Marilena

  141. Veronica ha detto:

    Mio marito è vittima di manipolazione psicologica da parte di sua madre e tuttavia. Abbiamo vissuto insieme per 4 anni una vita infernale gestiva la nostra vita coniugale lo stipendio di mio marito nostra figlia era la causa dei nostri litigi e tanto altro. Fortunatamente siamo riusciti ad andare a vivere per conto nostro ma la situazione era insopportabile perché lei non accettava il distacco dal figlio e potevamo usare casa nostra solo per dormire. Mio marito è arrivato a mandarmi la lettera di separazione spinto da sua madre e ci ha abbandonate me e mia figlia di 5 anni. Di nascosto continuiamo a vederci e sentirci nonostante la madre abbia trovato una nuova compagna a suo figlio. Chiedo aiuto perché a rimetterci e ad essere vittima di questa situazione oltre che noi adulti lo e mia figlia. Grazie

  142. Maria ha detto:

    Salve, mi sono imbattuta per caso in questo articolo tanto reale quanto meraviglioso. Ho avuto una Famiglia non per fetta ma piena di amore, due fratelli e due genitori che si amavano tanto. Purtroppo la vita ci ha tolto IL oapa’ quando aveva 54 Anni e la Mia mamma per portare Avanti la Famiglia ha necessariamente dovuto lavorare, accettano lavori umili. LA mamma e’ Stata eccezionale in tutto.e’ riusciti ad affront are anche una Forte depression di mio fratello.
    IL mio problema non nasce da me, MA dai genitori di mio marito, Ora anziani, MA sempre stati egoistic e manipolatori. Ho cerca to all inizio, adesso, sono30anni di matrimonio, di instaurare Un rapporti di stima e fiducia ma senza risultato. Ho compreso nel tempo che stare distant era la soluzione. Mio marito non ha Mai Ben accettata la nostra poca presenza ma questo ci ha permesso di create una nostra vita con indipendenza di scelta. Anche il rapporti Tra mio marito e I miei due figli non e’ stato facile, non era abituata ad esprimere I sentiment ne ad elogiare Ed incoraggiate perche con lui non veniva fatto. Adesso I genitori sono anziani e spesso lui VA da loro ma e’ rientrato nel loro circoli Vizio so, l egoism li Porta a non considerare L esigenze del figlio, anche per una semplice lampadina aspettando lui. Gli altri due fratelli che vicino Nella stessa palazzina con I genitori non vogliono piu sapere, la figlia ha una relazione gay che non ruesce a denuncia re ai genitori vivendola di nadcisto, l altro figlio si e’ appena separato perche la moglie lo riteneva as sente Ed immaturo. Sono Un po preoccupare per il mio matrimonio, l argomenti mio marito non ruesce ad affrontarlo con serenita”, e’ nuovamente vittima dell egoism e Della tossicita’genitoriiake
    Chiedo Un consiglio

    • L’unico modo per vivere serenamente è quello di non far entrare in famiglia chi porta solo rabbia e zizzagna.
      CErca di mettere dei paletti sia per te che per il marito oltre i quali non devono andare, solo così riuscirai a superare questa difficile convivenza
      Marilena

  143. Lina ha detto:

    Dalle famiglie manipolatrici si può uscirne tutti migliorati. Nella mia esperienza è stato fondamentale il dialogo e il supporto di un marito che come me aveva vissuto da figlio manipolato e non ha mai osato offendere i genitori per rispetto. Non è un dialogo felice e roseo, è un dialogo a volte fatto di silenzi, a volte fatto di NO, a volte fatto di risposte di distacco GRAZIE, CI PENSERò MA SARò IO A DECIDERE. Io ho iniziato a stare meglio quando ho visto i miei genitori come dei fratelli maggiori, in effetti considero i miei veri genitori i miei nonni con i quali sono cresciuta emotivamente e per i quali ero più la figlia più piccola che non una nipote, con me si erano aperti a parlare delle loro ferite più profonde, come gli anni di guerra, che con i loro figli non avevano mai affrontato, ma mai riversando su di me il loro dolore, lo facevano con spirito educativo, dopo che si erano curati insieme loro due per crescere e vivere a pieno la vita. Mio marito è stato sempre più bravo di me, per lui un padre fantastico e una mamma che lo ha sempre rinnegato a favore dell’altro figlio, i nonni lontani e a differenza di me ha dovuto cavarsela da solo, ma mai da parte sua una critica, mai una brutta parola, neanche in confidenza con me, neanche quando gli si leggeva in faccia che soffriva.
    Forse siamo stati fortunati a trovarci, se anche il matrimonio fosse stato un fallimento sarebbe sicuramente stato difficilissimo. Credo che la sua dignità nei confronti di se stesso e della madre mi abbia dato una forza incredibile per risolvere i mie problemi con i miei genitori.
    Nembrini dice che quando il dialogo tra due parti non funziona, serve distogliere lo sguardo dalle parti e trovare una intesa comune guardando ad un obiettivo fuori dalle parti. Per noi è stato garantire a nostra figlia di non subire quello che avevamo subito noi. A volte è più facile fare per gli altri che per se stessi, si è meno coinvolti e più obiettivi. Fatto sta che i nonni hanno chiaramente preso male il distacco, anche negli anni di adolescenza il non poter disporre della nipote come donna delle pulizie e badante, dei figli come fonte di reddito, dei loro figli per sfogare le loro ansie. Forse non saremo stati i figli che desideravano, nè hanno avuto la nipote che desideravano, ma siamo stati noi stessi e li abbiamo lasciati liberi di essere loro stessi fin dove gli era concesso di esserlo in libertà. Dopo tanti anni dalla perdita dei miei nonni e dalla mia uscita di casa, che hanno all’incirca coinciso, dopo che la nipote è ormai cresciuta, dopo che si sono ammalati e hanno sperimentato il dolore fisico, adesso forse i miei genitori iniziano a trovare un equilibrio più sereno nel nostro rapporto. Mia suocera no, ma quando una persona ha mal di pancia io credo debba andare dal medico se con una tisana non passa, così quando una persona ha traumi dovrebbe andare dallo psicologo e non cercare rimedi “casalinghi”, ma lei non ha voluto accettare le sue debolezze, così è rimasta molto sola in quelle, tutto il resto del rapporto che si è pian piano ricostruita con gli altri, compreso il marito, è pura formalità e mi dispiace. Quando spero ritroverò i miei nonni e i miei genitori nell’aldilà, se ce n’è uno, io credo potrò arrivare con una buona relazione nei loro confronti e sento il calore dell’amore genitoriale che da moltissimo ormai mi manca, mentre per mia suocera riesco solo ad immaginare che quando ci spoglieremo di tutte le nostre facciate e resterà solo l’amore (perchè così immagino l’aldilà) non so cosa lei vedrà e quanto ne soffrirà. Credo che vedrà tanto amore che poteva essere donato e che lei non ha mai cercato di riceverlo. O forse io vedrò le sue debolezze che chiedevano amore e io che non sono mai stata capace di perdonarle per offrire quello che avevo da dare. Non sempre il dialogo è risolutivo, o forse ci vorranno altri anni perchè si riesca a farlo funzionare almeno un pò.
    Credo che questo problema sia vecchio come il mondo perchè un amico prete un giorno ha fatto notare che tutta la genesi si fonda sulla parola, sul potere di creare attraverso il dialogo, e questo mi ha molto rincuorata. Siamo normali! Forse il mondo fino ad oggi era stato troppo impegnato nel sopperire ai bisogni fisici, forse dalla rivoluzione industriale in poi i bisogni fisici si sono scollegati da quelli psichici nella cultura sociale (ma non nella necessità reale) e forse il ‘900 è stata l’apoteosi del rinnegamento dell’umanità che ognuno porta in sè. Adesso con internet si trova finalmente spazio per il confronto e questo è bellissimo e costruttivo. Io credo che il compito della nostra generazione sia quello di aprirsi al dialogo, di ricostruire l’umanesimo dove al centro non è l’uomo (individuo e individuale) ma le relazioni che arricchiscono ogni uomo (ogni uomo al centro insieme agli altri) per creare una identità sociale che negli ultimi decenni è stata smontata a favore del capitalismo, far capire ai giovani che lo scopo del lavoro è essere felici di aver fatto qualcosa per gli altri anche facendo soldi ma nel rispetto delle regole, far vedere che ci sono tanti modi di vivere e non aver paura di cercarli e scoprirli, far sapere a chi ha bisogno che anche se non sai come aiutarlo puoi sempre fermarti e ascoltarlo e che bello sarebbe se l’altro capisse che parlarti non vuol dire pretendere più dell’ascolto, ma semplicemente sapere che per qualcuno sei importante così come sei, senza bisogno di cambiare o di mostrarti diverso. In fondo la vita è fatta di cose semplici, che spesso non sono come le vorremmo, ma ciò nonostante conservano il loro fascino con cui possono stupirci.
    Grazie per questo spazio di condivisione.

  144. Alessia ha detto:

    Sono Alessia, ho 15 anni e sono in questa situazione.. ho gli assistenti sociali.. cosa posso fare? Mia madre mi mette le mani addosso, e sono in una situazione difficile.

    • DEve andare dalle assistenti sociali e segnalare la cosa, saranno loro poi a valutare il caso e chiedere l’intervento delle autorità.
      Lo faccia il prima possibile
      In bocca al lupo
      Marilena

  145. fm ha detto:

    Grazie per questo articolo. Quello che ho trovato liberatorio e’ proprio il concetto che si possa dire che il legame familiare non e’ sempre benefico senza paura di essere assaliti da critiche e sensi di colpa. Mi sono detta…finalmente! Mi rendo conto, leggendo alcune esperienze, che forse la mia non e’ stata cosi terribile e che forse non dovrei lamentarmi, ma poi, mi dico che la mia esperienza puo’ contare per chi, come tutte le altre persone che hanno commentato questo articolo, ha vissuto con genitori inadatti. Credo che se non avessi perduto mio fratello prematuramente, qualche anno fa, purtroppo, non avrei mai avuto il coraggio di lasciare casa non appena sono diventata autonoma ed in grado di badare a me stessa con lavoro e affitto. Quell’evanto orribile e’ stato per me una chiamata. Credo di aver usato mio padre, o meglio i suoi soldi, solo allo scopo di farmi pagare gli studi del master e poter trovare un lavoro piu redditizio e piu in fretta per andare via di casa. Mi spiace dirlo ma alla fine non avevo altro modo per diventare indipendente e uscire da casa e poter parlare ed avere una opinione personale. Come ho letto in altre storie, mio padre sembra una persona fuori e un’altra dentro casa. Non un violento fisicamente, ma un violento a parole e con atteggiamenti di gaslighting e ridicolizzazione per mia madre e per noi. Impossibile descrivere all’esterno questa situazione senza essere presi per esagerati o folli. Solo la psicoterapia mia ha aiutato a riuscire a dire veramente quello che ho provato a casa. Ho visto mia madre subire questo uomo in tutto e per tutto. Tradimenti, parole offensive, ricatti emotivi ed economici. Anche noi siamo cresciuti in una atmosfera di ricatto emotivo dove l’unica cosa che contava era andare bene a scuola ed avere un obiettivo lavorativo (deciso da lui indirettamente con critiche a tutto quello che non sarebbe andato bene). Il resto era consdierato sempre una cosa priva di valore e comunque noi (io mio fratello e mia madre) siamo stati sempre “meno” di lui sia con i voti scolastici e poi universitari, che in relazione a qualsiasi altro traguardo. Le vittorie che abbiamo raggiunto sono state tutte in qualche modo “insozzate” da quei suoi commenti, critiche gratuite o stati d’animo che nessuno riusciva a speigare. Cosi e’ successo alla mia laurea, dove non si sa perche non andava bene il ristorante, e poi quando sono diventata un professionista e ancora in ogni evento in cui abbiamo dovuto festeggiare un traguardo nostro e non suo. Ogni mio partner e’ stato criticato per qualche cosa, cosi come i suoi genitori, la sua casa, la sua ignoranza, perche mio padre si ritiene molto piu colto e intelligente della media nazionale. Lo stesso e’ valso per le amiche, le loro famiglie, i professori di liceo e della universita, perfino i miei colleghi. Mio padre pensa di sapere piu di tutti e di opinare su qualsiasi cosa in maniera verbalmente aggressiva e totalmente intollerante, e non appena viene contraddetto da un familiare, egli lo attacca tirando fuori magari errori del passato o facendo accuse infondate ed alla fine, quando non ha piu nulla da dire, tira in ballo il fattore economico come se aver mantenuto una famiglia gli desse il diritto di dire e fare cio che desidera. Addirittura a seguito di un litigio mi ha inviato una email dove mi ha scritto che lui “non ha stima di me come figlia” (questo quando avevo 39 anni, un lavoro indpendente, una casa e un partner). Ovviamente io e mio fratello siamo cresciuti con la paura di non essere abbastanza. Abbiamo raggiunto dei traguardi che, credo, ogni genitore vorrebbe da un figlio. Abbiamo sempre fatto tutto quello che dovevamo fare secondo lui ma abbiamo fatto tutto con una ansia terribile. La paura di fallire e di essere considerati dei cretini o dei falliti, appunto. Ricordo la mia universita come un incubo perche avevo paura di fare gli esami ma mi sono cosi tanto sforzata di andare bene che ho preso sempre voti alti attraverso un procedimento interiore che definrei una tortura. Ma comunque, nemmeno i nostri traguardi sono stati mai abbastanza. Mio padre oramai ha 70 anni, non ha un vero amico, un conoscente, ha litigato con tutti, perfino con gli unici parenti che gli erano rimasti dalla parte della sua famiglia. Anche i miei nonni non lo sopportano. Io e mio fratello, in passato, abbiamo molte volte chiesto a mia mamma di andare via e rifarsi una vita poiche’ noi eravamo oramai grandi. Lei non si e’ mai opposta a lui se non in qualche momento ma con una voce cosi flebile che nemmeno si sentiva. Rimane solo lei con lui a casa, discutono sempre, come sempre, per ogni piccola cosa tirando fuori cose successe anche quasi 45 anni fa. Mi fa tristezza e rabbia, perche secondo me una madre ha il compito di proteggere i suoi figli ad ogni costo mentre lei non ci ha difeso da questo padre cosi imponente. Lei continua a condividere una vita, che non le piace, con un uomo che le ha letteralmente rovinato la vita sotto tutti i punti di vista, inlcuso il fatto che abbia una unica figlia che vive lontano perche’ non e’ possibile vivere vicino a loro, o meglio a lui. Presa dai sensi di colpa di averli “mollati” cosi da soli, sono tornata a lavorare nella loro citta due volte, e per ben due volte ho rivissuto gli stessi incubi relazionali. All’inizio sembravano cambiati, poi tutto tornava come prima, il loro rapporto di costante litigio, mio padre il solito accentratore che tutto gestisce e che tutto sa e mia madre, che lo commenta in cucina quando lui non sente ma che continua a vivere con lui come in una prigione in cui sceglie di rimanere. Ho gettato al vento due lavori meravigliosi perche pensavo di essere una “brava figlia” tornando se non altro vicino a loro. Me ne sono pentita amaramente. Cercavo quella approvazione che ho sempre cercato. Quell’amore che pensavo di poter avere in cambio di voti alti a scuola. La seconda volta ho sofferto talmente tanto per questa situazione che ho cominciato la terapia. Mi ha aiutato moltissimo e consiglio tutti coloro che possono di cercare con allegria e sicurezza un aiuto dallo psicoterapeuta perche non vuol dire essere fragili, ma al contrario, vuol dire aver voglia di capire, di guardarsi dentro e di rendersi conto di quello che e’ la nostra vita senza sentirci in colpa. E’ una esperienza liberatoria. Ho divorziato perche mi sono resa conto che avevo sposato un bravo uomo ma che lo avevo sposato perche pensavo sarebbe piaciuto ai miei e soprattutto a mio padre. Mio padre, comunque ha trovato modo di criticare anche lui dandogli dei nomignoli come se fosse uno stupidello. Sono andata via di nuovo, per fortuna con un altra offerta di lavoro. Non tornero’ mai piu, se non per le vacanze. Ora lo so bene. Mio padre non cambiera, e nemmeno mia madre. Loro hanno questa dinamica di coppia che hanno scelto. Io non ho colpe, io non ho possibilita di cambiarli ma ho la piena potesta di determinare la mia vita e di scegliere di essere serena e soprattutto di fallire e di sbagliare senza sentirmi male. Non mi vergono piu di dire che ho avuto una famiglia infelice. Non mi importa di salvare le apparenze. Ancora soffro quando vedo che ancora non mi sento all’altezza in certe situazioni a lavoro e nella vita di coppia perche so bene da dove viene questo sentimento. Ci vorra’ ancora del lavoro da fare. Certo sono grata ai miei per quello che mi hanno dato, pero’ a volte mi piacerebbe poter dire apertamente, forse anche a loro, …. che, si, mi hanno dato delle cose e insegnato molto, ma avrei voluto essere amata, confortata, ascoltata, accudita e accompagnata quando ero una bambina, invece di essere spinta nel mondo come una pallottola che doveva per forza raggiungere un berasaglio senza riguardo per quello che provavo, sentivo e sognavo.

    • Grazie FM per la tua testimonianza e la forza di ricercare la serenità anche dove non c’è e non si trova amore.
      Un augurio di lunga serenità
      Marilena

    • Petite Lumière ha detto:

      Cara FM, nella tua storia rileggo la mia. Io ho contattato la dottoressa Cremaschini oggi. Se non hai niente in contrario, mi piacerebbe parlare con te, scambiarci opinioni e racconti, per quello che ci sentiamo di parlarci. Non so (e immagino di no) se la dottoressa può darti la mia email, se non può o semplicemente preferisce non farlo, ti manderò la mia email qui. Un saluto di cuore

    • Anna ha detto:

      Grazie grazie grazie FM. Mi piacerebbe condividere con te la mia storia che assomiglia alla tua, perchè ci sono così poche persone che possono capire… E’ possibile comunicare il mio contatto?
      Grazie di cuore. Mi avete dato forza

      • Le Storie si possono condividere anche su questa bacheca, saranno utili a tutte quelle persone che stanno vivendo lo stesso dramma, anche quelle più silenziose.
        Grazie
        Marilena

  146. paola ha detto:

    Ho 50 anni e sono cresciuta con due genitori che presentano tutti e 5 gli aspetti elencati in alto. Sono una seconda figlia e da subito fortemente ribbelle mentre mia sorella succube ed accondiscendente. Crescere con persone così è stato un vero incubo, sono stata malissimo per quanto io facessi per stare lontana da loro. Sono vissuta in un’atmosfera di terrore e continua
    fuga per 24 anni, poi fidanzata, era più il tempo che stavo a casa del mio attuale marito che nella loro…mi hanno cacciata di casa.
    Oggi ho la mia famiglia…un nido bellissimo e non avrei potuto desiderare di meglio. Il mio rapporto con mio marito è buonissimo e quello con mia figlia è straordinario, di profondo rispetto e comprensione reciproca, per mia figlia sono una mamma, una sorella, un’amica, un’insegnante, la psicologa e non so quanto altro. Cerco di esserci quanto più possa essere possibile ASCOLTANDOLA (la forza della disperazione, mi ha spinta ad un profondo lavoro di analisi conoscitiva, per non ripetere i loro stessi errori). Il rapporto con i miei genitori da quando sono andata via si era ben presto ridotto alle festività e dal sapore molto formale. Circa 3 anni fa per la paura di mia madre di restare sola e impietosita dai loro anni, ho deciso di dare loro una seconda scians, ci siamo riavvicinati. In tre anni mi sono sentita male non sò quante volte 5,6,7
    non lo ricordo più, mi controllavano in una maniera esasperata, tutto quello che facevo, come lo facevo, perchè lo facevo, dovevo prendermi cura di loro e come volevano loro…stavo nuovamente male. Sei mesi fa ho telefonato a mio padre e oltre ad avergli urlato contro, gli ho comunicato che non li volevo più vedere. Sono stati ieri e lo sono ancora oggi, un dolore importante durante il corso di tutta la mia vita ma la soddisfazione più grande, è stata quella di non avergli permesso di condizionarmi il futuro più di quel tanto. Serve tanta forza, coraggio ma soprattutto non scendere mai a compromessi. (N.B. questi tre anni lì ho subiti solo ed unicamente per rimemorizzare quanto in parte avessi dimenticato, ed uscirne con una probabilità sui sensi di colpa più bassa possibile). Mia sorella non è riuscita a farsi una famiglia, è sola, non ha amicizie, non parla…gli anno rovinato la vita.

    • Come per tutte le situazioni difficili in cui si è soli ad affrontare certi problemi l’unico rimedio è prendere le dovute distanze, cercare di mettere dei paletti da non oltrepassare nella speranza che certe sofferenze si sentano di meno.
      In caso contrario consiglio sempre un breve counseling per aiutare a superare la questione astiosa
      Marilena

      • Paola ha detto:

        C’è qualche errore di trascrizione e non solo per aver scritto in fretta… ma quello che volevo scrivere si capisce ugualmente. E’ vero, sono pienamente consapevole di provare una rabbia di fondo nei loro riguardi, che placo per quello che posso perchè so con esattezza che loro non hanno coscienza del male che hanno fatto e che continuano a fare.
        Volevo solo unirmi a tutte le persone che vivono la mia stessa esperienza e poter dire che è una lotta durissima e che ci si chiede un coraggio fuori dagli schemi…ma che è possibile
        uscirne vittoriosi…provati…duramente provati, ma vincenti.
        Grazie per il blob…è di supporto sapere di non essere i soli.

  147. Lucy ha detto:

    Un articolo molto intéressante Dottoressa, lo trovo un impegno valoroso verso tanta gente che soffre nell’ombra à causa, purtroppo, di adulti che io chiamo “inquinati”. Quando vedo questi poveri bambini nelle mani di incoscienti manipolatori soffro costantemente. Sono cresciuta in una famiglia del sud Italia a mono-modalità patriarcale, ma visti I giorni nostri, in realtà senza un Vero PATRIARCA. Un manipolatore narcisista e perverso che ha sottomesso mia madre, reso fragili I suoi figli e senza donare nulla di umano, tutti tenuti sotto scacco grazie allo sporco ricatto materialista (sono io che pago). Ho vissuto fino ai miei 28 anni SOTTOMESSA alla violenza psicologica e senza mai conoscere l’amore per me stessa fino al giorno in cui ho deciso di costruirmi la mia propria famiglia. Ho studiato tanto in Italia e finalmente mi sono laureata in Ingegneria solo per essere accettata dalla mia famiglia.. Quando é nato il mio bambino dalla mia Rivoluzione in unione libéra con il mio compagno che, ovviamente, non é mai stato accettato dalla mia famiglia perché di origini Africane, sono dovuta scappare, trasferendomi in Francia con mio figlio. Malgrado tutti I miei successi lavorativi e non solo, nessuno della mia famiglia mi ha offerto una congratulazione, addirittura girano voci che di mestiere faccio la prostituta qui in Francia, perché oltre ad un cervello ho anche un corpo di donna. Ricordo mio padre che, in presenza di Amici e parenti diceva : “tu potresti solo pascolare le capre, sei fatta per quello”. E Invece faccio l’Ingegnere in Francia per una grande multinazionale governativa e con tutto il mio rispetto per chi porta al pascolo gli animali. Sono rispettata e apprezzata per la mia onesta’, il mio duro impegno lavorativo e per l’integrazione in un Paese diverso dal mio, sola con un figlio. Malgrado la lontananza da una famiglia di manipolatori, una carriera soddisfacente e un bellissimo bambino, malgrado I colloqui costanti con gli psicologi di qui, tutte quelle violenze psicologiche non vanno via… Sto pensando di trasferirmi in un Paese dell’Africa, laddove I valori umani sono complétamente invertiti, forse li, un giorno, imparero’ a conoscere me stessa e a sentirmi felice….

  148. Star ha detto:

    Grazie, Dottoressa.
    L’articolo mi ha schiarito le idee.
    Ho 52 anni e sto scoprendo ciò che ho sempre osservato: mio fratello maggiore è sempre stato il prediletto, io la figlia di serie B, nonostante fossi molto carina, bravissima in tutto ed esuberante. Ma ho avuto la conferma nero su bianco: mia madre , oltre ad aver trascurato la mia salute, scopro per caso che mi ha negato le vaccinazioni obbligatorie. La scoperta mi ha sconvolta. Ovviamente solo a me, mio fratello le ha ricevute. La cosa assurda è che nega. Ora dovrò chiedere ad uno specialista se farle ora.
    Omissiva nei miei confronti nel guidarmi in tutti campi, a differenza di mio fratello che lei ha accompagnato sempre per mano, e che tutt’ora è immaturo ed egocentrico. Non ce l’ho con lui perchè non ha colpa, anzi è un’altra vittima di un comportamento sbilanciato. Mio padre succube e disprezzato da mia madre, non è mai intervenuto.
    Il mio carattere forte e sereno mi ha protetto dal senso di frustrazione, pur subendo i danni. Quando ero ragazza ha ostacolato in tutti i modi il fidanzamento con mio marito, anche chiudendomi a chiave in casa, “per il mio bene”: secondo lei era talmente pessimo che ora… siamo felicemente sposati, con 2 figli grandi bellissimi e bravi. Le avevo perdonato questo, ma ora che il mosaico si compone ne esce una scena da film horror.
    Continuo a fare il mio dovere di figlia, ad occuparmi di loro, essendo anziani (visite, interventi chirurgici, tasse e seccature, tutte per me). Mio fratello non può, è troppo impegnato con i suoi hobby, ed è giusto così, ” l’importante è che si svaghi e che sia in armonia con la moglie”. Sento di avere bisogno di parlarne e sfogarmi ma non voglio turbare la serenità di mio marito e dei miei figli, che, comunque, sono stati messi al corrente del fatto.

  149. Mary ha detto:

    Salve a tutti. Vengo da una famiglia altamente disfunzionale. Mio padre è morto per un tumore nel 2012. Anche se ho già 46 anni, per una serie di vicissitudini sfortunate attualmente sono costretta a convivere con mia madre, una donna che soffre di disturbi del carattere e del comportamento e di manìe di persecuzione ( si rifiuta di uscire con me per fare una semplice passeggiata perchè dice che quelli del circondario la pedinano per controllarla – cosa assolutamente non vera – poi però si lamenta con me in continuazione della sua vita triste e noiosa sempre in casa davanti alla tv. Insulta i nostri vicini ed è convinta che tutti tramano contro di lei per portarle via la casa. Vanni tutti i tentativi per riportarla alla realtà ). Non ha amici, anche perchè è sempre stata una persona insopportabile, priva di empatia, di educazione e di tatto. Le sue sorelle e fratelli abitano tutti lontano e comunque non vogliono averci molto a che fare, avendo loro capito che è una persona tossica e problematica. Anche mio fratello e sua moglie vivono lontani da noi quindi il suo unico parafulmine sono io ( che fortuna!.. ). Fortunatamente abbiamo due appartamenti divisi, io sopra lei sotto. Ma la situazione è lo stesso molto pesante. Mi controlla ad ogni passo, quando vede che esco pretende di sapere sempre dove vado e quello che faccio, teme che io possa ritrovare la mia indipendenza perchè sa benissimo che me ne andrei e questo la spaventa. Così cerca di sabotare qualunque mia iniziativa. D’ altra parte io purtroppo non riesco a trovare un lavoro facilmente, non uno che mi permetta di andare a vivere in affitto e stare per conto mio. Quei pochi che trovo sono sottopagati e comunque quando lavoro mia madre è più opprimente e lesiva del solito. Mi vuole ferma bloccata a casa sotto il suo totale controllo, appena mi vede un pò più libera cominciano le sue vessazioni. io vorrei sapere se posso richiedere un TSO per mia madre, non per altro ma per calmarla un pò ( quando esco ho sempre paura che mi distrugga qualcosa in casa – ha le chiavi del mio appartamento naturalmente ), l’ anno scorso ha ucciso la mia gatta. Non ho le prove ma credo proprio che sia stata lei. E vorrei sapere anche se ci sono case di accoglienza per persone come me che hanno queste situazioni in famiglia e non riescono ad andarsene. Grazie.

  150. Marialuisa ha detto:

    Buongiorno, ho letto l’articolo con molto interesse e mi sono ritrovata in molte delle situazioni descritte: non so se mia mamma è una manipolatrice sicuramente è egoista e per nulla empatica. Non ho brutti ricordi d’ infanzia, come ho letto in molti commenti, sicuramente ho faticato a raggiungere un discreto livello di autostima, sono tutti’ora spesso in difficoltà in molte situazioni e difficilmente riesco ad impormi anche quando ho ragione. Raramente mia mamma ha approvato le mie scelte, manifestato interesse per le cose che facevo o comprensione per i miei problemi. Quindici anni fa abbiamo fatto il grande errore di acquistare un casa bifamiliare con i miei genitori: mio padre si è ammalato tre anni dopo. Durante la sua malattia mia mamma mi ha delegato ogni responsabilità, io la giustificavo pensando fosse incapace di affrontare la situazione. Dopo la morte di mio papà mia mamma è diventata molto “richiedente” usando anche il ricatto affettivo. Le sue richieste erano continue: Mii suonava diverse volte al giorno, quando tornavo dal lavoro, per chiedermi di risolvere subito dei problemi suoi spesso banali e non urgenti; anche se cercavamo di non lasciarla mai sola alternandoci con i nostri figli, ogni volta che programmavamo di allontanarci da casa, anche solo per un week end, o un pranzo domenicale lei iinventava ogni sorta di malattia. Per rispondere alle sue richieste ho spesso trascurato mio marito ed i miei figli. Ho chiesto un orario di lavoro parte time, poi ho assunto una badante il mattino, poi una badante tutto il giorno senza riuscire a stare al passo con le richieste in continuo aumento. Ora io ho 61 anni mia mamma 85, ho l impressione che lei mi abbia rubato 15 anni almeno. Prima di Natale mia mamma è caduta e si è rotta il femore, ora è in ospedale io sono terrorizzata su come gestire il suo rientro a casa, ho paura di non riuscire a gestire la situazione, mi sembra di non avere più energia e mi sento sempre più vincolata ed
    imprigionata….. oltre che arrabbiata.
    Mi scuso ma non sono riuscita a sintetizzare di più
    Luisa

  151. Marialuisa ha detto:

    Grazie mille. Ci penso e Le scrivo .
    Marialuisa

  152. Francesca ha detto:

    Grazie per questo sito così importante.
    Da donna, madre e professionista adulta mi sento solo ora, a oltre 40 anni, di iniziare a capire la manipolazione alla quale sono stata sottoposto fin da bambina.
    Sono figlia unica, di una madre con un passato complesso, e una vita di grossi sacrifici.
    Ricordi di infanzia belli alternati a lunghi e gravi momenti di ansia, disperazione, vittimismo, litigi a turno con tutti i membri della famiglia fino a interrompere quasi ogni legame di parentela.
    Ciò che fino a pochi mesi fa consideravo una donna a cui la vita aveva dato poco di buono, e che dovevo compiacere e soddisfare il più possibile per rendere felice e ripagare di tutti i sacrifici, è ora ai miei occhi, un mostro.
    Una manipolatrice paranoica che ha imbastito per anni una verità che ormai stento e dubito a credere.
    Il legame, tuttavia, è forte e difficile da spezzare, anche se la cosa migliore sarebbe quella forse di troncare ogni rapporto.
    Il tutto in presenza di un padre complesso.
    Una situazione economica inizialmente precaria, ma che da anni si è trasformata in una famiglia molto benestante grazie ai sacrifici di entrambi i genitori, mi tiene in trappola.
    Certamente hanno fatto tantissimo per me, in modo, apparentemente, gratuito.
    Ora, che le mie scelte non sono quello che loro volevano per me. Ora che sono madre, la perversione si è rivolta verso la loro nipotina per la quale hanno una attenzione maniacale.
    Viviamo molto lontani da loro, e avremmo voglia di avvicinarci a causa della loro età, ma ho il timore che questo distrugga la mia famiglia in cui vige la serenità e l’amore rispettoso.
    Dopo una fase di anni di grande amore, ora l’odio si è riversato anche verso il io compagno, che riceve in continuazione accuse, commenti e critiche anche via messaggi.
    Ogni litigio e tentativo di spiegargli che lamia vita è, a causa loro, problematica, è seguito da urla, scene di vittimismo e agressioni verbal.
    Riconosco “la manipolazione raffinata”: tanti regali economici seguiti puntualmente dal commento che con tutto quello che ti abbiamo dato, sei una ingrata, ci hai lasciati soli.
    Vittimismo, ricatti e violenze psicologiche sono all’ordine del girono.
    Alle liti sono seguiti messaggi d’amore, dolci e gentili. Che mi destabilizzano e mi portano a pensare: sono io che invento tutto? Sono io il mostro? Chi è questa donna che per anni è stata il mio ideale di vita e ora ved o come una povera, triste, patetica e annoiata persona senza tanto senso?
    Mi ha destabilizzato così tanto e dopo anni di psicoterapia, nonostante alcuni miglioramenti, non ho ancora trovato una minima serenità.
    Il tempo passato con ansia, il tempo rubato alla mia bambina. Il tempo rubato a una vita che sarebbe meravigliosa e senza problemi. Mi è stato detto: alla fine sei sempre mia figlia. Come se, avessi fatto qualcosa di orribile e terribile.
    Una tragedia.

    • Il vissuto da piccola è un cosa che non si dimentica facilmente, mi dispiace che con la psicoteratia non sia riuscita a superare i suoi problemi, forse dovrebbe darsi un po’ più di considerazione e credere più in se stessa per poter portare avanti un rivalutazione di sè.
      Sono percorsi che richiedono tempo, ma sopratutto un ottimismo di partenza che lei non ha e che invece dovrebbe crearsi, perché siamo noi gli artefici della nostra vita.
      Se volesse provare a fare un percorso di conseling, anche breve, con me mi contatti sulla mail: info@marilenacremaschini.it.
      MArilena

  153. Silvia ha detto:

    Sono una donna di 50 anni tornata a casa per cause fortuite.
    Mia madre celandosi forse dietro il vittimismo mi ha sempre oppressa, criticsto tutti giorni amici e figsnzati, criticandomi per tutto arrivava ad ulrare e picchiarmi, a cena e non solo vivevo in un clima di terrire, una volta mi ha tirato le posate perchè volevo andare a Londra a trovare il mio fidsnzato.
    Qusndo avevo 13 anni mi picchiò davanti a tutti agli zii perchè ero tirnata tardi. Mi impedì di 0roseguire una storia d’amore con un cigino di terzo grado quando avevo 15 anni, mi screditava tutti i fidanzati tranne un paio, titte le smiche era l’jnico argomrnto di convetsazione, offendeva le mie amiche, era sempre distaccata e poco affettuosa, mi obbligava a chismare a casa anche a Capodanno costringendomi a vagare di notte in cerca di una cabina telefonica, facendomi vergognare, trattava le mie amiche come delle reiette anche le poche volte che le invitava a casa. Cosa più grave ha difeso mio padre che a quattirdicianni mi disse che non ero più sua figlia in seguito al mik flert con il cugino di terzo grado, sentivo mio padre al telefono minacciare mio cugino di ucciderlo perchè lui aveva intenzioni di spisarmi. Mi chiusero in casa spubblicandomi con il resto della famiglia mia madre mi prese a calci i suoi regali rompendomel.
    Mi impedirono di rivederlo. Fu un dramma durato due anni .
    Quando mi rifidsnzai mi costringeva a scappare da casa e correre fino a casa del fodanzato perchè guidicavano il mio fidanzato troppo umile impedendomi di sentirmi in armonia con le mie scelte, mio padre mi minacciava di sparargli con la pistola così io non capivo mai se e quanto amassi i miei compagni e non ho mai capito se li lasciavo per fine dell’amore o perchè fossi esausta delke loro critiche.
    Sono ora in casa con loro e vorrei andare via ma non trovo la motivazione.
    Mio padre mi scredivta anche adesso con parokacce, scatti, non mi permettono di parlare di niente, mi accusano di essere stupida, di non collabirare in casa. Mia madre ha sempre fatto delle grandi scene di isteria dicendomi che le ho rovinato la vita e che dovrei ringraziarla perchè non si è separata da mio padre che così ho avuto il privilegio di essere mantenuta fino ai vent’anni perchè dopo sono scappata.
    Ora sono qui e li detesto perchè non si sono mai amati, non ricordo una donenixca di pace solo urla e tragedie, critiche e terrore, mi isolavano in camera mia, mi criticavsno tutto la musica, le idee politiche, le amiche. Mio padre non mi ha msi fatto un discorso, le uniche frasi che mi diceva sono che ero stupida e puttana. A scuola non riuscivo a concentrarmi sono stata obbligata a fare il liceo classico nella scuola più dura di Rona mentre io volevo fare l’artistico. Mia madre mi disse che al liceo artistico ci andavano solo le puttane. Potrei scrivere un tasttato di duemila pagine.
    Adesso sono qui a dibattere con me stessa sulla mia sfortuna di essere incappata in due genitori come questi.
    Non riesco a perdonare mio padre ma in fondo neanche mia madre perchè non si é ribellata non mi ha difesa e si è alleata con mio padre mentre poi mi ha raccontato che in separata sede diceva a mio padre di trattarmi bene mentre davanti a me lo scusava e voleva che io mi confondessi i sentimenti accettando lo schifo di uomo che mi è capitato per padre. Una volta mio padre mi mise le mani al collo e mi lasciò per terra semisvenuta e sotto shock.
    Mia madre dice di essersi tenuta il marito per il bene di noi figli.m si dipinge cone martire. Mia martire, mi fermo qui aggiungo che recentemente mi ha raccontato di essere stata quasi abusata dal proprio padre raccogliendo da me solo freddezza. Anzi ho pensato che questa donna non. Mi risparmia nulla. Che fare. Non posso che constatare dove sono capitata. Ad onor del vero mia madre incensa le mie poesie perchè nel tempo sono divenuta poeta. Tutto il resto tutto é schifo per lei a cominciare da i miei ex uomini alle mie amiche. In casa non condividiamo nulla. Mio parla non dice una parola, lei sta seduta su una poltrona e guarda la televisione h24. Sento che quando moriranno sarò ancora più spezzata. Più sola e non so cosa potrà accadermi. Ero andata a parlare con una terapeuta ma sono usciti i mostri e piangevo tutto il giorno. Ho smesso dopo 3 sedute.
    Un saluto

    • Che ne direbbe cara Silvia di provare a superare queste sue remore con un percorso in counseling? mirato ad eliminare, nel termine del possibile, tutte queste sue frustrazioni?
      Se vuole provare e procedere con tale metodo mi contatti via mail: info@marilenacremaschini.it
      A volte la soluzione dei nostri problemi sta dietro l’angolo che noi non riusciamo a vedere
      Marilena

  154. Elisa ha detto:

    Buonasera, sono una mamma di 43 anni, con un figlio stupendo di 16.
    Gestisco una azienda familiare, con i miei genitori, mia sorella e il mio compagno, ma ho sempre avuto un rapporto conflittuale con genitori sempre ossessivi, sempre critici e sempre pronti a farmi sentire inadeguata.
    Ho sempre lottato con tutta me stessa per dimostrare loro la mia capacità sul lavoro e la mia capacità di essere una madre attenta e premurosa ( me lo dimostra mio figlio ogni giorno), ma nonostante ciò sono sempre pronti a criticare ogni scelta sia personale che lavorativa.
    Tutto questo è amplificato dal fatto che anche il mio compagno si scontra con loro perchè non condivide il modo di organizzarsi e spesso sfociano in liti furiose senza che nessuno si risparmi verbalmente.
    Io sono nel “mezzo” di tutto questo, e pur non condividendo il loro modo di fare non riesco a fargli capire che la persona che ci rimette sono sempre io.
    Non so più come gestire la situazione….

    • Buonasera Elisa,
      quando si lavora a stretto contatto con dei familiari sono inevitabili gli scontri continui sopratutto se si hanno idee diverse sulla gestione.
      Pur non conoscendo da vicino la vicenda le posso dire che a volte è meglio tirarsene fuori da certe discussioni violente e lasciare che gli altri si gestiscano da soli, in tal modo almeno lei verrebbe risparmiata.
      Unico rimedio per cercare di evitarle è quello di intimare loro che intende andarsene, forse l’idea di perdere un valido aiuto riesce a frenare certi ardori.
      Se dovesse aver bisogno di un aiuto più mirato, anche di tipo legale, può sempre contattarmi via mail: info@marilenacremaschini.it
      Un in bocca al lupo
      Marilena

  155. Mauro ha detto:

    Salve
    interessantissimo il suo articolo
    Ho 49 anni divorziato 2 volte ho un figlio
    Ho avuto due genitori che economicamente non mi hanno mai fatto mancare nulla anche ora essendo disoccupato mi aiutano, sono tornato ahimè a casa loro. Mia madre ora non è più quella di prima fisicamente peggiora mio padre classico uomo anni 40 che tratta tutti con superiorità super preciso mai una cosa può essere fuori posto. Io sento in me un grande risentimento verso di loro in quanto pian piano mi rendo conto che soprattutto mio padre non mi ha mai detto che mi apprezza (mia madre dice che lo fa con gli altri….) eppure ho avuto un periodo dove avrebbe dovuto esserlo. Provo a far capire quando fanno cose che dovrebbero evitare , soprattutto mia madre non stando più bene, ma vengo accusato che se sta male è per causa mia perché non la lascio in pace e fare ciò che vuole, ma io lo faccio solo perché davvero la vedo spegnersi giorno dopo giorno mentre mio padre sembra non se ne renda conto e quando cerco di aprirgli gli occhi da la colpa a me…non ricordo gesti di affetto e di vero apprezzamento da parte di mio padre (c’era poco) e mia madre classica madre di una volta, super ansiosa….mio padre mi accusa di non essere grato per tutto quello che mi ha dato e poi tra se inizia a dire che meglio che muore che non serve a niente…..e questo mi fa tristezza,,.ho sofferto di attacchi di panico e depressione anni fa, soffro di ipocondria, ma la cosa peggiore è che mi sento in colpa perché se mi chiedo se amo i miei genitori la risposta è vaga…e non riesco comunque a perdonarli anche se comunque loro credo abbiano fatto il massimo essendo stati figli di genitori dell 800, rimasti orfani di un genitore ciascuno in età pre adolescente. Ed ora sto sempre lì a rimarginare a parlare nella mia mente con mio padre a fargli capire il mio punto di vista, una rimuginazione perenne….perché parlargli davvero sarebbe inutile inizierebbe a urlare e dire che sarebbe meglio fosse morto..che mi può consigliare?
    Sono un tipo credente e onora il padre e la madre mi fa sentire in colpa
    Grazie

    • Caro Mauro, non deve sentirsi in colpa perchè deve prendere dei comportamenti o atteggiamenti indotti da altri,
      tanto è vero che è difficile il lavoro di genitore altrettanto è vero che è molto difficile il lavoro di figlio,
      spesso i genitori sono loro stessi i provocatori di nostri sentimenti e di nostre reazioni, sono sicura che da parte sua c’è sempre il più grande rispetto per loro, ma comprendo quanta fatica faccia nel dover tollerare certi loro atteggiamenti, non abbia pertanto sensi di colpa per quello che fa o che dice.
      Se avesse bisogno di fare due chiacchere per sfogarsi o per trovare sostegno sono a sua disposizione, mi contatti via mail: info@marilenacremaschini.it
      saluti
      Marilena

  156. Silvia ha detto:

    Ho 46 anni e tre figli. Mi sono separata tre anni fa, ho un nuovo compagno che i miei figli conoscono da poco e con il quale vanno molto d’accordo. I miei genitori sono un disastro: divorziati dagli anni 80, mio padre non si è mai ripreso, mia madre si è ripresa fin troppo imponendo a me e mio fratello un turbinio di compagni, mariti ecc negli anni. Mio padre, qua do mi sono sposata e ho avuto figli, si è attaccato in modo morboso alla mia famiglia diventando invadente oltre ogni dire, imponendo la
    Sua presenza tutti i weekend e presentandosi a casa mia senza avvertire . Errore mio che non gli ho mai imposto dei limiti. Qua do ho deciso di separarmi e glie l’ho comunicato, ha letteralmente dato i numeri, comportandosi come se il marito lasciato fosse lui! Ha cercato in ogni modo di impedirmi la separazione, non mi ha mai aiutato in alcun modo ( non parlo di denaro di cui non ho mai avuto bisogno, ma di supporto emotivo), paventandomi i peggiori scenari se avessi lasciato mio marito. Non mi ha parlato per mesi. Ovviamente ho tirato dritto e la cosa che mi ha più ferito è stata che nel frattempo lui ha continuato a sentirsi e a frequentare quello che ormai è il mio ex. Una volta che le cose si sono sistemate
    Almeno giuridicamente tra di noi ( e io mio ex mi ha inferto dei notevoli colpi bassi di cui mio padre è a conoscenza ma che ignora sistematicamente giustificandolo in tutto), mio padre ha continuato a mantenere rapporti con lui, nonostante gli abbia detto chiaramente che la
    Cosa non mi fa piacere perché non è il caso di mescolare e confondere i rapporti. Mio padre ha sempre detto che avrebbe fatto quello che voleva, continuando a ignorare le mie richieste. In fondo gli stavo solo ricordando che sua figlia sono io. È arrivato al punto di non andare a visitare mio fratello e i suoi bimbi mentendo per andare a casa del mio ex. Io ho smesso di comunicare
    Con lui da tempo, impedendogli di frequentare casa mia in modo assillante come faceva prima e impone dei limiti. Che cerca in ogni modo di scavalcare. Mentendo sempre e dicendo che non è vero che lui si frequenta con il mio ex marito e che sono fantasie mie. In tutto questo, nonostante sappia bene che ho un compagno e una relazione stabile, lo ignora fingendo che non esista. Mi aiuti perché
    Non so più come comportarmi. Sbaglio ad aspettarmi che mio padre privilegi la frequentazione con me piuttosto che con il mio ex? Sbaglio a pensare che loro dovrebbero avere rapporti sporadici e formali? Grazie

  157. Claudia ha detto:

    Salve, ho letto il suo articolo, in parte mi rispecchia. La parte finale ” In qualunque di queste situazioni mai rimanere nell’immobilità fisica e mentale, occorre reagire, ribellarsi, chiedere aiuto, andarsene, cercare di rifarsi una nuova vita, perché essere sereni, felici appagati non è solo possibile ma è anche un diritto sacrosanto di tutti. ” è lemozione che da piccola sentivo.
    Che non ho mai pienamente fatto. Non riesco ad infliggerli quello che loro, inconsciamente hanno lasciato che accadesse a me, non riesco a sparire.
    In realtà il mio parziale allontanamento loro l’hanno visto come crescita e non come allontanamento, neanche se ne sono resi conto che non parlo con loro più di tanto delle mie cose perché in famiglia i loro caratteri erano malsani e ne è risultato questo. Cercando e volendoli perdonare ho un conflitto interno che è sfociato in patologia. Rabbia e volerli proteggere dalla realtà e perdonarli. In effetti ho sempre voluto che loro non si accorgessero, del dolore che provavo, era per proteggerli, anche se le poche volte che parlavo con loro era in modo brusco per allontanarli, e quindi qualche danno lho fatto. Non so se volevo proteggerli dalla mia possibile vendetta o dai sensi di colpa che dopo averli detto la verità avrebbero avuto.
    Sono sola, ma in effetti non mi importa. Non voglio che loro si sentano in colpa. Ho pensato fino ad ora di aver fatto tutto sbagliato ma pensandoci ora, forse no.
    Secondo lei il fatto che un genitore ti dica che va tutto bene che è andato tutto normale secondo lui, nonostante per me non sia stato. Cosa dovrei trarne.
    La ringrazio

  158. Gianluca ha detto:

    Salve, ho 25 anni e da quando ho lasciato la casa genitoriale per l’università ho sofferto enormemente, soprattutto di depressione ma, quello che mi ha torturato di più, sono state somatizzazioni di ogni tipo. A liveello facciale, cranico, alle spalle, dappertutto, tant’è che per un periodo non riuscivo nemmeno ad alzarmi dal letto e questo ha causato un prolungamento della mia carriera universitaria. I miei genitori, specialmente mio padre, mi hanno sempre messo i bastoni fra le ruote, limitando le mie iniziative (ad es. Dimezzandomi un sussidio statale che ricevevano per me nel momento in cui decisi di andare a vivere da solo). Ognni volta contrasti e scontri che mi lasciavano prostrato per mesi, nei quali mi colpevolizzavo o mi sentivo inadeguato, e incapace.. E di tanto in tanto, l’illuminazione sulle persone tossiche e parassitarie nella mia vita.. Ora sono in cerca di lavoro e spero di averlo trovato, ma in passato, e più di una volta, a causa del mio malessere che questi rapporti mi procuravano e procurano, spesso rovinavano anche il mio inserimento all’interno dell’ambito lavorativo, come da ragazzo, d’altronde, succedeva a scuola.. Ora mi sento succube, non libero, fortunatamente ho cambiato casa, ma mi sento totalmente in prigione anche se lontano da loro.. Non so spiegare, ma nel mentre devo fare qualcosa, una reazione ansiosa mi blocca.. Come se, entusiasta per la mia decisione, immaginassi di comunicarlo loro, e, ben consapevole di una non reazione positiva, ritirassi il mio intento..cosa posso fare per sganciarmi psicologicamente? Sono anni che cerco di farlo, eppure le mie esperienze le ho avute, sono cresciuto, ma ritorno sempre nello stesso pantano, spero mi possa dare un consiglio perché non riesco ad affrontare nuove esperienze con vecchie consapevolezze e modi di pensare..

  159. Valentina ha detto:

    Buongiorno, volevo chiedere un aiuto per una situazione che mi riguarda, diciamo, indirettamente. Sono la compagna, quasi moglie, di un uomo con alle spalle un matrimonio con una donna terribile, manipolatrice e narcisista, che lo maltrattata e tradiva. Da questa unione sono nati due figli con cui, ormai da 5 anni, cerchiamo di mantenere un rapporto sereno (a fasi alterne loro con noi sono adorabili), che puntualmente viene profanato dal comportamento della madre che tenta in tutti i modi di raggirare i discorsi e cerca costantemente di mettere i figli contro me e il padre. Abbiamo saputo da parenti che lei non fa altro che accusare il padre di non essere un bravo padre, tutto questo davanti ai figli, ma, quando le si chiede palesemente per quale ragione tira fuori queste frasi cattive, lei nega tutto. Ho provato perfino ad incontrarla da sola per chiarire e chiederle di smetterla di manipolare i figli contro al padre, ma non mi ha lasciato parlare, mi interrompeva continuamente girando il discorso dalla sua parte, dicendo che siamo noi a non saper gestire i ragazzi, che quando vengono in casa nostra (5 sere con pernottamento ogni due settimane) che, premetto, riusciamo a goderci questa casa solo due ore a sera, perchè lavoriamo tutto il giorno senza pause, non ci dedichiamo interamente a loro perchè, quando si arriva, si pensa subito a mettere a posto, portare fuori i cani che attendono tutto il giorno per i bisogni, preparare la cena, dove si sta con tv spenta e si conversa ed andare a letto, perchè l’indomani alle 5,30 si ricomincia. E tante altre storie che fa, che non sto qui a raccontare, ma, per esempio, si sarebbe permessa di imporci di organizzare il nostro matrimonio, decidendo lei quale ruolo dare ai figli, che già sarebbero stati coinvolti durante il rito, oppure si sarebbe lamentata perchè non abbiamo coinvolto i figli nell’organizzazione (quando, non avendo il tempo per pensarci noi stessi, abbiamo pagato due persone per organizzarlo). Sostiene che il padre non deve permettersi di rimproverare i figli o metterli in punizione, anche se lo fanculizzano, ma parlargli sempre con dolcezza. La figlia, non si sa per quale ragione, quest’anno ha deciso di trascorrere il compleanno solo con la madre ed i parenti dalla sua parte, senza avvisare il padre direttamente lei, ma facendolo comunicare dalla madre con un messaggio. Quando ci siamo incontrate, la teoria che mi ha esposto è stata quella di, quando i figli sono in casa con noi e pernottano per lasciarli l’indomani a scuola, ci si deve dedicare solo ed esclusivamente a loro e basta. Oppure il padre dovrebbe dedicarsi interamente a loro ed io dovrei pensare alle faccende, i cani e la cena, da sola…dopo un lunga ed estenuante giornata di lavoro, senza l’aiuto e la collaborazione da parte di nessuno. Sinceramente non so più cosa fare, questa donna cerca in tutti i modi di intromettersi nella nostra vita. Quando i figli sono con noi, chiede ogni particolare su quello che si fa in casa e su cosa facciamo quando sono con noi. Capisco benissimo che gli si debba dedicare del tempo, infatti, quando sono con noi, c’è di mezzo anche un week e lo trascorriamo tutti insieme, ma nei giorni infrasettimanali, per forza di cose, si deve necessariamente fare tutto insieme, perchè da sola non riesco. Infatti, da quando sto con lui, ho ricominciato ad avere le crisi d’ansia, che mi ero lasciata alle spalle tanti anni fa. Non voglio dilungarmi raccontando gli innumerevoli aneddoti su quello che accade continuamente con questa donna. Se possibile, vorrei tanto un consiglio, perchè questa situazione sta incominciando a diventare sempre più invivibile.
    Il mio compagno sostiene che dobbiamo continuare a comportarci come sempre, ma, dopo il matrimonio, stiamo programmando una gravidanza e non vorrei che le cose peggiorassero.
    Grazie per l’attenzione, Vale.

  160. Michela ha detto:

    Buongiorno, sono una donna di 50 anni e da 30 (quindi dall’età di 20) ho dovuto sostenere mia madre, la quale dopo la separazione da mio padre è caduta in depressione abusando di psicofarmaci. Ho provato di tutto per aiutarla, dall’essere vicina e gentile all’essere dura e ferma. Nessuno dei miei comportamenti ha avuto risultati positivi e soprattutto da allora non si è mai comportata come madre nei miei confronti ma come figlia.
    Nel corso degli anni la situazione è anche peggiorata quando si è risposata con un uomo che l’ha portata anche all’alcolismo. Fortunatamente quest’uomo è venuto a mancare e lei mi ha ricontattata (avevo intrapreso sotto consiglio di una psicologa la distanza e il distacco da entrambi) chiedendomi aiuto altrimenti si sarebbe ammazzata.
    Quindi intraprende un percorso medico con il centro alcologico, la prendo a vivere con me per dargli una vita dignitosa, insomma ora avrebbe tutto quello di cui ha bisogno, nessuna preoccupazione nessun pensiero di gestione famigliare, in pratica sempre come se fosse mia figlia.
    Purtroppo tutto questo non è bastato, regolarmente racconta bugie ed abusa di psicofarmaci. Questi ultimi glieli davo io sotto controllo poi ho scoperto che ne comprava altri per conto suo. E’ stata ripresa da tutta la famiglia e ora gioca a fare la depressa e farci e soprattutto farmi impazzire. Ho preso appuntamento dallo psichiatra dell’asl ma sarà fra 3 mesi.
    Nel frattempo non so più come fare, per non farmi trascinare nel baratro in cui lei vuole stare, mi sta scaricando da 30 delle responsabilità che non è giusto che siano mie.

  161. Barbara ha detto:

    Buongiorno volevo chiedere come può essere definito un padre che accontenta economicamente in tutto la figlia di 24 anni in ogni suo desiderio e però poi la manipola facendo passare lei per la cattiva verso gli altri e facendole dire ciò che dovrebbe dire lui…

  162. Carmen ha detto:

    Salve, siamo circondati ormai da manipolatori, ma e’ ancora piu doloroso se questi sono i nostri genitori. Unico modo per liberarsi e’ di mantenere le distanze e vivere una vita molto segreta paralela a loro, che li chiudera ogni via manipolativa. Forza e coraggio! Io c’e’ lo fatta anche se ho perso dei beni, dei soldi, ma chi se ne frega… Guadagni la tua dignita, felicita’ , la tua vita, e ti sentirai amato verramente.

  163. Morgana ha detto:

    Dopo anni di madre manipolatrice e padre alcolista, finalmente a 34 anni ho il potere economico per andare via di casa e tovare la felicità e una relazione stabile e felice in un’altra città.
    Ora ho 50 anni, lei è rimasta vedova e ha comprato casa nella mia città, al suono di “so che non mi vuoi, ma vengo lo stesso perchè sono veccchia e sola non posso stare”.
    Mi è arrivato un treno addosso carico d’ansia, tachicardia, malessere, morsa allo stomaco.
    E ho capito che in tutti quei 34 anni avevo l’ansia senza saperlo, e uscivo ogni sera pur di non stare con loro.

  164. Daniela ha detto:

    Buongiorno,
    Ho letto con grande Interesse questo stralcio del suo libro ritrovando tutta la mia famiglia disfunzionale. È raro trovare letture per noi famiglie così lontane dalla normalità. Ho scelto di andarmene 30 anni fa da una madre nad insista e manipolatori e, ricorstruendomi pian piano e trovando la Mia serenità. Ora, a 52 anni, mia madre ha 83 anni non è cambiata, anzi, gli aspetti terribili della sua personalità si sono acuiti, ma ha bisogno di noi figli. I miei fratelli hanno da decenni lasciato Milano e mi ritrovo ad essere l’unico referente per questa donna, cattiva, irrispettosa, canzonatoria e insultante. Non ho affetto per mia madre e non mi vergogno a dirlo, ma sento comunque la responsabilità nei suoi confronti, oltre al cercare di tutelarmi da accuse di abbandono di incapace e quindi mi prodigo quotidianamente. Naturalmente tutto questo influenza la mia vita è la appesantisce; che tipo di supporto posso cercare? Grazie

  165. Luna ha detto:

    Buongiorno, mi volevo permettere di chiederle un consiglio…
    Parto con l’anticipare di essere ancora minorenne. Per ovvie ragioni, come l’abuso psicologico, fisico, morale, da parte dei miei genitori biologici (tra l’altro dipendenti da alcolici e droghe) 4 anni fa sono stata inviata in affidamento.
    Io ammetto che la famiglia mi ha sicuramente aiutato in diversi ambiti, come quello scolastico e quello economico, che prima era al quanto ridotto.
    Sono stati anni di incredibile fatica da parte mia, imparare a fare molte cose: assumermi le mie responsabilità, imparare ad essere costante, essere matura nelle scelte e nelle decisioni.
    Per ragioni scaturite dalla mia originale famiglia ho perso 2 anni di lezioni, rimanendo così ripetente… mi sono poi impegnata, tanto da raggiungere un premio durante le scuole medie per la mia lodevole diligenza.
    Sono sorte ugualmente svariate complicazioni.
    Non sono felice, non credo di meritare di esserlo e nemmeno di vivere a dire il vero. Negli ultimi due anni sono subentrata in uno stato di depressione (se così posso chiamarlo non essendo stato diagnosticato. Mia madre ne soffriva).
    L’odio verso me stessa aumentava ogni giorno, tagli, lividi e pianti segreti. La mia fame variava continuamente e nonostante ottimi risultati non stavo e non sto bene. Nessuno se ne accorgeva.
    Un anno scolastico è passato e le cose sono peggiorate, la mia motivazione, i miei rendimenti, nulla andava più bene, cosa mi è successo?
    Intanto a casa, nella famiglia affidataria, ho sempre sentito molto obblighi nei loro confronti, dopotutto ho portato con me numerosi problemi. Sono sorte diverse convergenze. Più tardi dal mio arrivo, qui, sono giunti altri 2 ragazzini (i piccoli hanno subito violenze e abusi da parte del padre). E, noi 3 insieme, portiamo avanti i lavori di casa mentre i loro figli biologici non muovono piede.
    Essi sono viziati, egoisti e nullafacenti e sono comunque lodati. Per due anni, qui, mi hanno ripetuto quanto fossi inutile, senza voglia di far nulla, senza anima né empatia e di quanto non mi impegnassi. Ho sempre fatto del mio meglio nell’aiutare, se non economicamente in quanto non mi è possibile, almeno nei vari lavori casalinghi.
    Posso dire di essermi scavata da sola la mia tomba. Continuo ad essere criticata e ‘obbligata’ moralmente a doverli aiutare, per poi sentirmi dire che io non faccio nulla. I loro figli intanto si comportano nel modo che preferiscono ricevendo complimenti e nessuna regola.
    Lo ammetto, sono gelosa e invidiosa di questo fatto.
    Ad ogni modo le scrivo proprio per un aiuto in quanto la madre, affidataria, sembra per me che assuma comportamenti manipolatori nei confronti nostri. Ci fa sentire in colpa, e doverosi di obblighi in merito all’aiuto che ci sta dando. In pubblico è una persona perfetta, a casa, si trasforma, tra insulti, grida e metodi per convincerci a comportarci come lei vuole.
    Cosa dovrei fare? Tornare a casa mia? Resistere? Il peso diventa ogni giorno più grande, davvero, non so cosa fare..
    Spero in un suo consiglio
    e buona giornata.

    • L’autolesionismo è solo l’aspetto apparente della sofferenza patita per la mancanza di affeto e di considerazione.
      Per poterla aiutare nel adrle dei consigli mirati ed adeguati dovrei parlare con lei e discutere ogni aspetto, quando se la sente mi contatti privatamente via mail per intraprendere un percorso anche pbreve di counseling che sono sicura le darà giovamento
      info@marilenacremaschini.it
      nell’attesa le faccio tanti in bocca al lupo
      a risentirci
      Marilena

  166. Monica ha detto:

    Salve, è tutto vero ho una madre narcisista patologica, ha 76 anni e cerca di attirare l’attenzione con qualsiasi mezzo, finti malori, è arrivata addirittura a fingere che gli avevano rubato la macchina, si è poi rivolta ai carabinieri e dava versioni differenti bel giro di pochi minuti, infatti dichiarava che era andata a fare la spesa ma non aveva le borse della spesa, dichiarava infatti di aver fatto il pezzo a piedi ma appunto alla domanda dove sono le borse rispondeva che non era successo quel giorno ma tre giorni prima e che la denuncia l’aveva fatta anche tre giorni prima, cosa naturalmente non vera, sono stata quindi chiamata dai carabinieri e mi hanno inviato a raggiungerli, per parlare di mia madre, sono andata ho spiegato com’è mia madre ma a quanto pare o non sono stata creduta, oppure a loro poco importa, mi hanno inviato a rivolgermi agli assistenti sociali, che ho fatto, ma che comunque non ho risolto nulla, perché mi è stato detto che se mia madre non si vuole fare curare o avere assistenza e né tanto meno rinchiuderla in una struttura, loro non possono farci niente, non possono fare niente neanche se mia madre fa i capricci o i dispetti, insomma per poter avere un aiuto in questo caso, mia madre deve commettere qualcosa di grosso, oppure essere dichiarata non autosufficiente da un medico e da un giudice, quindi come dire “Cari figli arrangiatevi” e se qualcuno pensa che magari mia madre incominci a stare male veramente, qualche giorno dopo ho scoperto che mia madre prima di andare dai carabinieri era passata nell’ufficio dell’assicurazione della sua auto, dicendo appunto che gli avevano rubato la macchina, peccato che non ricordasse che l’assicurazione avesse montato sulla macchina una scatoletta GPS e che quindi sarebbe stato un gioco facile ritrovarla, a questo punto mia madre è uscita in fretta e furia, dicendo che sarebbe ritornata, cosa che non ha più fatto e certo è andata dai carabinieri e loro si che hanno creduto alla grande recita. Io mi chiedo cosa bisogna fare per tutelare i figli in questi casi, addirittura i carabinieri mi hanno detto che potevo essere denunciata per abbandono di incapace se mi fossi rifiutata di andare da loro, cosa non vera, perché prima deve essere dichiarata da un giudice che la persona è incapace di intendere e di volere e poi semmai chi se ne deve prendere cura può essere denunciato, noi figli diamo violati due volte dal nostro genitore malsano e da una società malata anch’essa.
    Prima della telefonata dei carabinieri io ero in no contact, ora ritornerò in no contact, se per la società una psicopatica può circolare liberamente e guidare una macchina, anche io sono libera di vivere la mia vita in santa pace. Spero che quanto scritto da me, possa essere di aiuto a chi come me si è ritrovato una madre o un padre come mia madre

    • Buongiorno Monica,
      le posso assicurare che le autorità hanno l’obbligo di intervenire, anche con interventi di tipo ASO o TSO, nel caso di una persona malata o che palesi dei disturbi quando diventa pericolosa per se stessa o per gli altri.
      Spesso le richieste fatte verbalmente a persone menefreghiste o disinteressate del problema portano ad un nulla di fatto, anche perchè delle cose dette a voce non rimane traccia, ecco perchè le consiglio vivamente di procedere per iscritto con una mail o con una raccomandata rivolta alle assistenti sociali dove descriverà nel particolare tutte le circostanze di pericolo o di disagio in cui si mette sua madre.
      Se ha bisogno che l’aiuti a preparare tale lettera o ha bisogno di maggiori dettagli informativi per procedere mi contatti privatamente via mail: info:marilenacremaschini.it
      buon sabato
      Marilena

  167. Lucia ha detto:

    Fa male pensare e dover scrivere di essere figli di genitori manipolativi. Però la consapevolezza è il primo passo per uscirne. Solo chi ha subito e vissuto per lunghi anni questo amore malato può veramente capire il profondo dolore che tutto ciò ha provocato. Mia madre ha intossicato una intera famiglia con le sue abili manipolazioni. Pur di scappare da quell’ambiente mi sono costruita una vita che non amo ma che almeno mi da la serenità che mi è mancata per più di 20 anni. È da una settimana che ho avuto il coraggio di chiudere con lei ma il prezzo che ho dovuto pagare è quello di non poter vedere mio padre e questo mi provoca tanta sofferenza. Non c’è la facevo più, non riuscivo più a sopportare le sue offese, le parolacce, il suo continuo denigrare la mia persona, il suo egoismo, il parlar male di me con tutti, il suo fare sempre la vittima in tutto ed attribuire a noi figli la causa di tutte le sue disgrazie. So di aver fatto la scelta giusta ma dentro mi sento male, sento il peso della mia scelta , mi sento in colpa , e ho l’ ansia. Non sono io quella che dovrebbe sentirsi così perché sono solo stata una sfortunata bambina capitata ad una mamma manipolativa e crudele. Perché non riesco a togliermi da dentro questo peso che sento? Perché non riesco a sentirmi felice? Mi sento come un uccellino in aperta gabbia che non riesce a volare e resta lì ma …..vorrebbe

  168. Giuliana ha detto:

    Buonasera, le storie si equivalgono anche la mia, inutile partire dall’inizio è simile a tutte le vostre. l’epilogo è un po’ diverso. Eravamo 2 sorelle e 14 anni fa mia sorella decide di prendersi in casa mia madre, lei ha sempre avuto un rapporto più “tranquillo” di quello che avevo io, ma dal momento che entra in casa sua la massacra, in realtà come ha sempre fatto solo che ora dopo anni che non vivevano più insieme e che mia sorella aveva una famiglia ingenuamente pensa che la mamma sia cambiata. $ anni fa mia sorella muore ed io resto sola, mia madre è venuta a vivere a casa mia, ha 94 anni e non ha soldi abbastanza per permettersi una casa sua o una RSA.
    NOn ce la faccio più, sono mesi che non dormo un sonno tranquillo e di filato perchè lei per dispetto si mette a fare versi a mugugnare coscente di ciò che fa. Fa la padrona nella mia casa, mi istiga perchè le metta le mani addosso, è andata dai vicini a dire che le meno, fa vedere i lividi che ha sulle gambe per la cardioaspirin che prende e che sono l’amante di mio cognato.
    Cerco di tirarmi su ma non ce la faccio. Mi sveglio la mattina sperando di trovarla morta: Chi mi può aiutare? Sono stanca

  169. Luigi ha detto:

    Leggo con consapevolezza ed infinito continuo senso di dispiacere, che è una condizione più diffusa di quanto si pensi. Nel mio caso ho avuto un classico padre padrone! Che ho dovuto subire fin da piccolo, molto manesco! Sempre pronto ad esagerare con le botte. I figli degli altri tutti geni! Tutti super intelligenti! Tutte rarità, cose che capitano ai più fortunati! Lui poveretto ha avuto me! Introverso, sensibile, portato alle arti, e non ai lavori comuni,come condurre un azienda di commercio, “che disgrazia!”
    Costretto ed obbligato a seguire le sue orme!! Ovviamente il tutto condito dai suoi modi, di sole urla! Rabbia! Botte! Pesanti! Che non lasciavano spazio nemmeno ad un flebile tentativo, di essere dissuaso da mia madre… Povera vittima!
    Nonostante i miei sforzi di mostrargli tutto il mio affetto, tutta la mia volontà di fargli capire che io ero altro e non la sua vita! Niente! Ho dovuto incassare finché l’età del servizio militare mi ha salvato!!! Ie mie sorelle per fortuna non venivano intaccate perché donne non c’era interesse ad un lascito d’azienda. Comunque lasciando stare tutta la vita a subire anche difronte a chiunque non esitava a umiliarmi e denigrarmi, nemmeno a picchiarmi! ( Molte volte mi chiedevo ma cosa ho fatto? Cosa gli scatta nella testa? ), Così ho iniziato fin da piccolo, sia a parlarne con amici sia a togliergli confidenza! Trattarlo poco, ma non serviva tanto! Ho capito bene presto che il mio lavoro interiore sarebbe iniziato ben presto! E da bambino sensibile ed introverso, non ho fatto gran fatica a chiudermi in me stesso. Questo però col tempo ha causato non pochi problemi! Durante l’adolescenza! Pochi amici, non uscivo mai! Sempre dedito ai problemi dell’azienda, come se dovessi risolvere già tutto io, nemmeno diciottenne. Ragazze non ne parliamo, e come le dovevo incontrare!? Scuola,studi? Niente solamente dentro l’azienda a lavorare! Come fattorino tralaltro! E guai a sbagliare qualcosa! Insomma il servizio militare Salvò la vita almeno per quel periodo, perché tutto poi ritornò quasi come prima! Solamente che io andavo crescendo! E non potendo reagire fisicamente! Perché ci sarebbe voluto probabilmente contraccambiare la sua furia con altrettanta furia e finire con una bella rissa! Ma non lo feci mai! Ho continuato il lavoro interiore evitando o meglio imparando ad evitare il più possibile, solamente che questo significava dare spazio a tutto ciò che era da fare secondo lui! Piano piano col tempo mi sono staccato, ed in me c’è un totale distacco interiore quasi da non riconoscerlo come padre se non nel senso naturale della creazione! Per il resto, parlandone sempre con amici fidati, (perché se ho avuto a che fare con qualche psicoterapeuta mi rimandava a me la colpa o miei problemi da risolvere, partendo sempre dal fatto che a causa mia, mio padre era così), insomma la mia difesa è diventato il distacco interiore! Adesso sono molto adulto e mio padre molto anziano! Lui non è cambiato! Io si! Urla sempre, ha sempre tutto il mondo contro! Nessuno va mai bene, nessuno capisce,litiga sempre continuamente con chiunque! Non è cambiato! Io si! E con totale distacco e serenità posso dire a me stesso ed a chiunque! Lui non è stato mai mio padre! È stato solamente colui che mi ha creato! Con i miei 55 anni passati ho ancora rancori che mi porto dietro, dolori che di tanto in tanto riemergono, sotto forma di blocchi vari, notti insonni, apnee notturne, panico, dover combattere coi lati del mio carattere che nonostante tutto sembrano a volte somigliare al suo, un continuo lavoro su di me! Che fondamentalmente sono altro e paradossalmente vengono fuori aspetti suoi. Tutte situazioni che tengo ormai sotto controllo. Negli anni ho realizzato la mia vita! Ricostruendola pian piano! A volte mi perdo in pensieri di ciò che poteva essere, ciò che sarebbe stato se avessi preso prima le mie decisioni! Il tutto mi riporta sempre ad una specie di colpa personale, e non va bene! Ripeto io sono molto grande e lui molto anziano adesso! E sembra quasi che debba aspettare la sua morte per rimanere tranquillo! Ma non è così! Lui è in un mondo, io in un altro! E sono già tranquillo! Le noie che può dare ora, sono solo fastidi! Brevi! Anche se sempre intensi! Mi ha dato la vita! Ma non la cosa più importante! L’educazione alla vita! E la possibilità di essere me stesso fin da quando quel me stesso stava emergendo! E va bene ho dovuto recuperarlo! Va bene lo stesso! Lascerà solo debiti economici ed una montagna di oggetti da buttare! Da buon accumulatore compulsivo! Forse crescendo ancora! Perché ovviamente non si smette mai! Riuscirò a guardarlo per ciò che è stato considerandolo già passato! Una persona molto debole! Interiormente! Che non so per quali motivi ha costruito su di sé una corazza così dura e tagliente, da fare male inevitabilmente a chiunque gli stesse vicino! Ribadisco la mia corazza è diventata il distacco! Dalla mia famiglia tutta perché nel tempo sono tutti diventati come lui a forza di non contraddirlo! Sono una notizia distruttiva quotidiana di un paese lontano, proprio come sentire notizie assurde atroci di altre nazioni, altri luoghi lontani, dove si il dispiacere ti assale, ma la tua vita è talmente in un altro luogo in un altro mondo in altri pensieri e problemi talmente tuoi, che non ci si può legare sentimentale ad ogni notizia tragica….. La mia famiglia è dentro me! Un mondo lontano! Non so come spiegarlo e non vorrei essere frainteso. È brutto a dirsi forse sto dicendo una cosa bruttissima!! Ma sono come il crollo delle torri gemelle, lo tsunami, una tragedia immane per ognuno di noi, ma noi abbiamo un altra vita da vivere! La nostra! E deve andare avanti! Qui e ora nel nostro qui e ora! Non siamo noi la causa del crollo! Non siamo stati noi a provocare lo tsunami! Consapevolezza e distacco interiore! Costa fatica, lacrime, sensi di colpa misti a momenti di pace infinita! Sembra una vita che non passa mai, e che è fuggita in fretta! Distacco interiore! L’unica mia soluzione!

    • Grazie per la tua testimonianza caro Luigi e condivido le scelte di distacco, dure e dolorose ma inevitabili.
      Comunque dovessi aver bisogno di un confronto o di un sostegno sono a tua disposizione.
      saluti
      Marilena

  170. Olga ha detto:

    Salve, scrivo per me e mio papà che ha 55 anni e ha sofferto di un brutto infarto qualche mese fa. Lui abita con la mamma, mia nonna, una persona altamente manipolativa. Non sto qui a dilungarmi sui motivi per cui ritengo ciò. Sono venuta in Ucraina per stare con lei e lasciare riprendere un po’ mio padre, perché stare con lei fa ammalare, necessità la repressione costante di tanta rabbia. Per me è una cosa temporanea, tra dieci giorni riparto. Ma voglio che mio padre stia bene, sono disposta a lavorare per mandare soldi per mantenere una badante o mandarla in un ospizio per anziani. Mio padre però non considera questa possibilità, dice che lo male direbbe, ma sono già 55 anni che lo maledice. Il senso di colpa così ben radicato è forte. Come posso convincerlo di fare questa scelta? Cosa sarebbe meglio, una casa di riposo o una badante? Lo convinco prima di fare un percorso di analisi? Non ho molti soldi, lui è invalido ma non possono essere i soldi il limite. Voglio trovare una soluzione, voglio che lui viva…

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