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Grafoanalisi: gli angoli nella scrittura

Attraverso la scrittura si può effettuare la grafodiagnosi cioè lo studio della personalità dello scrivente, delle sue particolarità, caratteristiche identificative espresse nel tratto grafico.

La scrittura si analizza nell’insieme, da un punto di vista generale, e nel particolare, con la valutazione ingrandita di tutti i dettagli minuscoli che compongono il tratto e che rendono unica la nostra grafia, per tale motivo una valutazione grafologica può essere eseguita soltanto sulla scrittura in originale.

Diversi sono i segni grafologici che possono descrivere lo stato di tensione e di rabbia, della necessità del distacco, dalle persone o dall’ambiente.

Alcuni di questi segni sono stati trattati nell’articolo sui segni dell’insoddisfazione, in questo articolo mi propongo di approfondire l’argomento degli angoli e del loro significato grafologico e psicologico.

La nostra scrittura è l’espressione della nostra psiche, della condizione mentale diretta ed immediata, che non subisce sviamenti o alterazioni, mettendo in comunicazione il nostro cervello con la mano.

Negli articoli sul significato degli scarabocchi, del calibro, e dell’uso dello spazio e margini ho evidenziato come tali elementi possano descrivere la nostra personalità e il suo modo particolare di esprimersi.

Vediamo ora il significato degli angoli e delle angolosità.

Col il termine “angolo” si intende un particolare segno derivante da un tratto lineare o curvilineo che ad un certo punto devia il suo tragitto naturale dando origine ad una forma angolare che può essere più o meno appuntita ed incisiva nello spazio.

Si tratta di una contrattura del gesto, una piega, una deformità che esprime uno stato emozionale particolare derivante da una condizione di agitazione, di tensione, di nervosismo o di rabbia, una reazione emotiva come risposta ad un evento o un sentimento.

L’intensità, la quantità e la qualità del segno misto ad altri elementi grafologici forniscono gli elementi per indicare se il sentimento negativo è momentaneo oppure derivante da un pensiero costante, scaturente da un particolare evento o rivolto ad una determinata persona o ciò che essa rappresenta per lo scrittore, oppure un fattore ambientale che lede la personale incolumità minando delle certezze e delle stabilità interiori.

L’angolo può anche nascere da una condizione di angoscia, timore o paura, in tali casi denota il bisogno di mantenere una distanza dall’elemento che provoca tale sentimento.

Infine l’angolo può essere l’insistenza di un determinato pensiero non ascoltato e la necessità che esso venga percepito all’esterno per il bisogno di una determinata risposta dall’ambiente.

Angolo acuminato o rotondo.

Più è intenso il pensiero negativo o il sentimento contrastante e con maggiore impeto sarà eseguito l’angolo che diventerà netto, appuntito, acuminato.

L’angolo arrotondato rappresenta il mero pensiero, la necessità percepita o il bisogno che rimane ancora idealizzato, quando l’angolo diventa appuntito esprime una rabbia fisica, un risentimento che muta gli atteggiamenti, che diventa aggressività comportamentale.

La punta rappresenta in grafologia l’acume di una tensione interiore non più controllata, una difficoltà di adattamento che persiste, un risentimento non assopito.

Mentalmente la persona che crea un angolo vuole respingere un qualcosa che teme, che porta ansia e che pregiudica il suo equilibrio interiore, tanto è maggiore la paura e l’angoscia che circonda un dato argomento e più acuminata sarà la punta dell’angolo.

Rivolto in alto o in basso.

La parte superiore dello scritto rappresenta il pensiero, la parte progettuale, i desideri, i sogni, la creatività, la parte inferiore gli aspetti materiali, concreti, le necessità basilari e quotidiane, i sostegni pratici che sostengono nella pratica sia sentimenti che progetti, gli aspetti primordiali legate alle necessità fisiologiche.

Un angolo nella parte superiore della lettera indica il mancato raggiungimento di un desiderio, una privazione nelle aspettative, un limite a ciò che si può desiderare o ambire.

Una gobba o una punta nella zona soprastante la lettera indica che qualcosa nel percepito non è andato come previsto, gli ideali sono stati disattesi, i progetti hanno un limite creativo, le infatuazioni sono rimaste tali.

Una gobba o una deformità nella zona sottostante riguarda l’aspetto materiale e pratico della questione, la mancanza di un sostegno concreto, un bene di prima necessità che è stato compromesso, la parte inferiore è la base su cui poter costruire, l’essenziale che non deve mancare, l’angolo è la prova della sua carenza.

Rivolto a destra o a sinistra.

La destra in grafologia ed in psicologia rappresentano il futuro, il divenire, le ambizioni, le inclinazioni verso gli altri, rappresentano anche la figura paterna e tutto ciò che essa simbolizza.

La sinistra è il passato, l’origine, il sentimentale e la figura materna.

Una gobba o un angolo rivolto a destra raffigurano un trauma vissuto, un sentimento negato, un rapporto con la madre e con la famiglia di provenienza sofferenti.

Un angolo verso destra sono l’incapacità di andare verso il futuro con sicurezza ed ottimismo, la difficoltà nei rapporti umani e nel relazionarsi col prossimo, la sensazione della perdita di valore e di credibilità.

Scrittura angolosa.

Le scritture strutturate in modo da essere angolose in diverse direzioni denotano un carattere permaloso, irritabile, scostante e diffidente.

Sono in genere persone molto ambiziose dove il raggiungimento di un certo risultato rappresenta il prestigio sociale, un riconoscimento dall’ambiente, una posizione sociale che diversamente non sentono di meritare.

La gratifica esterna diventa lo strumento per dimostrare il proprio valore, un riconoscimento sociale che compensa una mancanza interiore, il sostegno derivante dai simboli esterni serve a garantire uno status sociale.

Sono poco inclini al cambiamento e all’adattamento, ritengono i loro spazi dei territori di conquista da difendere contro qualunque invasore.

Sono generalmente molto egoisti, narcisisti ed opportunisti, ma per una loro necessità interiore.

Le persone angolose sono caratterialmente difficili, irritabili, poco socievoli, ostentano potere, se ne hanno, e tendono ad abusarne per dimostrarsi potenti e capaci.

La loro aggressività esterna è proporzionata alla insicurezza interiore, se infatti fossero solidi intimamente, psicologicamente, non avrebbero bisogno di dimostrare alcunché.

Invece il riconoscimento sociale è agognato tanto quanta è temuta la critica.

Aggrediscono prima di essere aggrediti.

Sono persone che patiscono una solidità interiore che devono quindi mantenere con atti esterni, visibili e tangibili, le loro manifestazioni compensano una carenza interiore percepita come fortemente limitante.

Sono persone maniache del controllo perché il poter gestire la situazione, l’ambiente e gli altri, li assicura dagli imprevisti e li rassicura nella preservazione di ciò che hanno raggiunto.

2 Comments

  1. Fabrizio ha detto:

    Bellissimo articolo

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